Pavia

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Pavia
comune
Pavia – Stemma Pavia – Bandiera
(dettagli)
Pavia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
SindacoMassimo Depaoli (Partito Democratico) dal 9 giugno 2014
Territorio
Coordinate45°11′07″N 9°09′18″E / 45.185278°N 9.155°E45.185278; 9.155 (Pavia)Coordinate: 45°11′07″N 9°09′18″E / 45.185278°N 9.155°E45.185278; 9.155 (Pavia)
Altitudine77 m s.l.m.
Superficie63,24 km²
Abitanti72 636[1] (30 novembre 2016)
Densità1 148,58 ab./km²
FrazioniAlbertario, Cà della Terra, Cà de' Tedioli, Cantugno, Cassinino, Cittadella, Fossarmato, Mirabello, Molinazzo, Montebellino, Pantaleona, Villalunga
Comuni confinantiBorgarello, Carbonara al Ticino, Certosa di Pavia, Cura Carpignano, Marcignago, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sant'Alessio con Vialone, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Valle Salimbene
Altre informazioni
Cod. postale27100
Prefisso0382
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018110
Cod. catastaleG388
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 623 GG[2]
Nome abitantipavesi
PatronoSan Siro, Sant'Agostino, San Teodoro
Giorno festivo9 dicembre e 28 agosto
SoprannomeSeconda Roma
Città dalle cento torri
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pavia
Pavia
Pavia – Mappa
Posizione del comune di Pavia nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Pavia (IPA: [paˈvia], pronuncia[?·info]; [pɐ'vi:ɐ] in dialetto pavese) è un comune italiano di 72 636 abitanti[1], capoluogo della provincia omonima in Lombardia.

Posta 38 km a sud di Milano, lungo l'itinerario della Via Francigena e sulle rive del fiume Ticino, poco a nord dalla confluenza di quest'ultimo nel Po, la città affonda le sue origini all'epoca delle tribù galliche; successivamente divenne municipium romano con il nome di Ticinum. Nel Medioevo fu capitale del regno longobardo e dal 1361 è sede di un'università.

Le origini antiche e un passato storico di rilievo hanno lasciato in eredità a Pavia un ragguardevole patrimonio artistico: fra le principali attrazioni turistiche si annoverano il Castello Visconteo, la basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, la basilica di San Michele Maggiore e il Ponte Coperto. La città è inoltre il capoluogo di una provincia dedita soprattutto all'agricoltura, in particolare a viticoltura, risicoltura e cerealicoltura; poche sono le industrie, concentrate prevalentemente nell'area di Vigevano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Pavia.

Il clima è quello tipico della medio-bassa Pianura Padana. Gli inverni sono freddi e umidi, le estati calde e afose ma il caldo è talvolta interrotto da forti temporali che rinfrescano in modo rapido ma temporaneo l'aria. Essendo una città di dimensioni contenute, la nebbia e il gelo invernale interessano anche il centro della città. La primavera e l'autunno sono frequentemente piovosi.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Papia, da cui deriva il nome moderno della città, deriva verosimilmente da un nome di gens romana, forse Papilia, e vorrebbe dunque dire "terra della gens Papilia". Qualcuno ritiene che il nome derivi invece dal greco Papìas ("custode del palazzo"), nome che sarebbe stato dato da soldati bizantini venuti a combattere i Goti con riferimento a un palazzo di Teodorico, ma è ipotesi poco probabile. Ticinum deriva dal fiume Ticino, è di origine prelatina e l'etimologia è incerta.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Pavia e monetazione di Ticinum.

Il primo insediamento nell'area di Pavia si deve ad antiche popolazioni della Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri. La città fu fondata dai Romani, a cui si deve la pianta della città, rimasta intatta fino ad oggi, a castrum (accampamento militare) romano; la città aveva il nome di Ticinum. A partire da Aureliano, fino a Costantino I, fu anche sede di un'importante zecca, battendo moneta sia durante il periodo degli Imperatori illirici, sia durante la tetrarchia e la successiva guerra civile.

Saccheggiata più volte dai barbari, venne conquistata dai Longobardi nel 572 che ne fecero la capitale del loro regno, con il nome di Papia, da cui il nome moderno. Il dominio longobardo durò per due secoli, fino al 774, quando venne conquistata da Carlo Magno. Fu ancora importante durante il periodo carolingio: nella chiesa di San Michele Maggiore a Pavia, Berengario del Friuli e i suoi successori fino a Berengario II e Adalberto II, furono incoronati Re d'Italia.

Durante le guerre tra l'imperatore tedesco Federico Barbarossa e i comuni della Lega Lombarda, Pavia (con Como) fu fedele all'esercito imperiale, per poi perdere gradualmente importanza dal punto di vista politico. Fu infine annessa dal 1360 al Ducato di Milano, sotto il dominio della famiglia Visconti.

Nel Cinquecento, famosa è la battaglia di Pavia, combattuta il 24 febbraio 1525 tra i Francesi e gli Imperiali spagnoli. Venne vinta da questi ultimi, perché il capitano di ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re Francesco I di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il soprannome di vincitore di Pavia e la gratitudine dell'imperatore spagnolo Carlo V d'Asburgo. Legata a questa vicenda è la storia della zuppa alla pavese, semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro cucinata da una contadina al re appena fatto prigioniero. Si racconta che al re piacque così tanto da farla inserire nel menù di corte con il nome di "soupe à la pavoise".

Obbligazione del comune di Pavia dal 1º gennaio 1906

Dall'inizio del XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo la città fu sotto la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi e austriaci. Divenne nel 1859 parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d'Italia) insieme al resto della Lombardia.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale è il simbolo storico della città: croce bianca in campo rosso. Il sigillo del Comune ha il Regisole.[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Città decorata con medaglia d'oro come "benemerita del Risorgimento nazionale" - nastrino per uniforme ordinaria Città decorata con medaglia d'oro come "benemerita del Risorgimento nazionale"
«In ricompensa delle benemerenze patriottiche acquistate durante il periodo del risorgimento nazionale. Oltre al coinvolgimento nelle fasi più importanti della I e II guerra d’indipendenza, Pavia ha svolto, grazie alla sua prestigiosa università, un ruolo fondamentale per la formazione politica dei patrioti e il radicamento di una coscienza civile italiana.»

La città di Pavia è la 23a tra le 27 Città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della Prima guerra mondiale nel 1918.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica e impianto della città[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strade e piazze di Pavia.

Dal punto di vista urbanistico la città ricalca la struttura romana attorno agli assi viari principali: il cardo che corrisponde all'attuale Strada Nuova e il decumano che corrisponde all'attuale Corso Cavour a ovest e Corso Mazzini a est.

Un altro asse viario di grande rilevanza, soprattutto nel Medioevo è costituito dall'odierna Corso Garibaldi che si snoda parallelo alla parte orientale del decumano lungo la strada che porta verso Piacenza e Cremona.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monasteri di Pavia.
  • Basilica di San Michele Maggiore, è il più famoso e importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro dello stile romanico lombardo, la chiesa raccoglie numerose testimonianze del periodo in cui Pavia era la capitale del regno italico. Una prima chiesa di San Michele fu costruita originariamente nel periodo longobardo (a questo periodo risale la parte inferiore del campanile), ma fu distrutta da un incendio nel 1004; la costruzione attuale iniziò nel primo quarto del XII secolo (a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti), probabilmente a seguito del terremoto del 1117 ed era probabilmente completata intorno al 1155. La basilica di San Michele è considerata il prototipo delle numerose chiese medievali pavesi: tuttavia si discosta dalle altre chiese cittadine per l'utilizzo estensivo, sia per la struttura sia per le decorazioni, della fragile pietra arenaria in luogo del cotto, e anche per la particolare e complessa conformazione architettonica, che prevede una pianta a croce latina a tre navate con matronei ed un transetto particolarmente sviluppato, dotato di una propria autonoma facciata sul lato settentrionale.

La basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie e incoronazioni; tra le quali l'incoronazione di Federico I Barbarossa, nel 1155.

Il Duomo di Pavia
L'attuale statua del Regisole davanti al Duomo di Pavia. In fondo a sinistra, le rovine della Torre civica crollata nel 1989
  • Duomo di Pavia, dedicato a Santa Maria Assunta ed a Santo Stefano (protomartire), è un'imponente costruzione con pianta a croce greca. Il cantiere per la cattedrale fu aperto nel 1488 su ordine del vescovo Ascanio Maria Sforza Visconti: la struttura rimase per secoli incompleta, fino alla fine del XIX secolo, quando furono completate la cupola e la facciata, rispettivamente nel 1885 e nel 1898, secondo il progetto originale di Giovanni Antonio Amadeo. La cupola centrale, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 ed un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate, è la terza in Italia per dimensioni (ma non per altezza), sorpassata soltanto da San Pietro e dalla cattedrale di Firenze. Dopo quasi 17 anni di lavori di restauro e messa in sicurezza della cupola, nel 2013 la chiesa è stata riaperta ai fedeli. A fianco del Duomo era situata la Torre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330 e che era stata ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi. La torre crollò improvvisamente la mattina del 17 marzo 1989 per cause sconosciute, provocando quattro vittime e 15 feriti. Da allora non è stata più ricostruita.
  • San Pietro in Ciel d'Oro, le cui origini sono da ricercarsi all'inizio del VII secolo da parte dei monaci di San Colombano. Ricostruita dopo il grande terremoto del 1117, la costruzione moderna è stata consacrata nel 1132. La facciata, la cupola e il pavimento a mosaico sono simili a San Michele Maggiore, senza però le caratteristiche sculture. San Pietro in Ciel d'Oro, che insieme a San Michele è la più spaziosa tra le basiliche romaniche pavesi, si distingue comunque dall'altra costruzione per l'uso intensivo del cotto in luogo dell'arenaria, per la facciata visibilmente asimmetrica dotata di un solo portale, e internamente per l'assenza dei matronei e per il transetto più corto, non sporgente dalla pianta rettangolare del tempio. L'esterno è decorato con piastrelle di maiolica.
    La facciata di San Pietro in Ciel d'Oro
    All'interno, murata nell'ultimo pilastro della navata destra, si trova la tomba del re longobardo Liutprando (m. 744), le cui ossa furono ritrovate nel 1896. Nella chiesa sono anche conservate le reliquie di Sant'Agostino, portate qui da Liutprando dalla Sardegna. Le reliquie del Santo sono conservate nella famosa Arca di sant'Agostino, la cui mole marmorea è visibile sull'altar maggiore. L'Arca fu realizzata dai Maestri Campionesi nel 1362 ed è ornata da almeno 150 tra statue e bassorilievi. La chiesa è nominata anche da Dante Alighieri, che, nel X canto del Paradiso vv.127-129 (nella Divina Commedia), riporta questi versi: Lo corpo ond'ella fu cacciata giace / giuso in Ciel d'Auro, ed essa da martiro / e da essilio venne in questa pace; ci si riferisce all'anima di Severino Boezio, un Romano consigliere del re ostrogoto Teodorico, fatto da questi giustiziare sotto l'accusa di tradimento. Anche il corpo di Severino Boezio è conservato infatti nella Basilica, e precisamente nella cripta.
La chiesa di S. Maria del Carmine
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine, è uno dei più noti esempi di architettura gotica a mattoni nel nord Italia. La costruzione del grandioso edificio iniziò tra il 1370 ed il 1390, per giungere a compimento, con la facciata, dopo circa un secolo. È, dopo la Cattedrale, la più vasta chiesa della città, con un perimetro rettangolare di metri 80 x 40, entro il quale trova posto una ardita struttura a croce latina a tre navate affiancate da cappelle. La facciata è caratteristica per il grande rosone e le sette guglie. L'elegante campanile, alto oltre settanta metri, è considerato il maggiore e il più bello della città. Viene restaurata fra il 2006 ed il 2010.
La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
  • Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, secondo Opicino de' Canistris, che fu parroco a Pavia dal 1323 al 1329, questa è la più antica chiesa della città, ed ospitò per più di seicento anni il corpo di San Siro, fondatore della prima comunità cristiana pavese, vissuto nella prima metà del IV secolo d.C.. Fu intitolata ai santi Gervasio e Protasio, martiri del III secolo, per la custodia delle loro reliquie, scoperte a Milano da S. Ambrogio nel 386 e portate a Pavia da sant’Invenzio, che fu il terzo vescovo di Pavia dopo San Siro e San Pompeo. Nel corso degli anni è testimoniata la presenza di monaci benedettini a partire dal XII secolo, e di un ospizio per pellegrini, istituito nel 1366 e rifabbricato verso la fine del XVI secolo, quando viene affidato al Terz'Ordine Francescano.

Furono sempre i Francescani, tra il 1712 ed il 1718, a riedificare la chiesa come la vediamo adesso, invertendone l'orientamento. In seguito a questa trasformazione sono state demolite la facciata romanica, sostituita dall'attuale abside, e l'abside originaria, sostituita dalla nuova facciata in stile classico. Nel 2004 è stato rinvenuto, nella cappella di San Siro, un ciclo di affreschi del XVI secolo, di cui nel 2009 si è completato il restauro, che permette di qualificarlo come il ritrovamento storico-artistico più importante del secolo a Pavia.

  • Chiesa di San Teodoro, è una chiesa di impianto tardo romanico situata nel centro storico di Pavia. Risalente al XII secolo, l'aspetto originario è stato ripristinato con i restauri effettuati a cavallo del '900. Ospita cicli di affreschi rappresentanti le Storie di Sant'Agnese e San Teodoro e due importanti affreschi attribuiti a Bernardino Lanzani con vedute di Pavia del XVI secolo.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Cripta di Sant'Eusebio, Pavia
  • Chiesa di San Francesco, duecentesca, ha una facciata degna di nota, peculiare per la presenza del portale centrale sdoppiato. La chiesa, molto grande, presenta un impianto a croce latina, con copertura a capriate lignee nella navata centrale e a volta nel capocroce. Anche se relativamente meno nota rispetto agli edifici di culto sopra descritti, San Francesco è, in termini di dimensioni, la terza chiesa della città dopo il Duomo e Santa Maria del Carmine.
  • Chiesa di San Giovanni Domnarum, in pieno centro storico, inglobata in un cortile di abitazioni civili, ospita una cripta altomedievale scoperta nel 1914.
  • Chiesa di Santa Maria di Canepanova, autentico gioiello rinascimentale, che fu (forse) progettata dal Bramante, ma sicuramente edificata dall'Amadeo dal 1500 al 1507.
  • Chiesa di San Giorgio in Montefalcone di periodo medioevale in pieno centro storico sorge su una specie di fortilizio da cui probabilmente all'epoca si dominava il corso del Ticino. Attaccato alla chiesa vi è un ossario a vista.
  • Chiesa di San Primo e Feliciano, la parte esterna ha forme romaniche come la facciata in mattone restaurata nel 1940. Nel secolo XVI l'interno della chiesa fu ridotto ad una sola navata e completamente riadattato in stile barocco.
    Chiesa di San Lazzaro
    Chiesa di San Lazzaro
  • Chiesa di San Luca, oratorio della Confraternita dei Disciplini, venne consacrata il 21 dicembre 1609. È situata nella parte orientale del centro della città, lungo l'importante direttrice viaria per Piacenza e Cremona. La facciata è posta a nord lungo l'attuale Corso Garibaldi ad attestare l’importanza della strada.
  • Chiesa di Sant'Eusebio, aveva come cripta una costruzione del VII secolo, ancora conservata e visitabile in piazza Leonardo da Vinci, rarissimo esempio di architettura longobarda.

Fuori dal centro cittadino vi sono:

Chiesa di San Lazzaro, fondata nel 1157 da Gislenzone Salimbene, e dai figli Siro e Malastreva, unitamente all'omonimo ospedale, l'attuale edificio fu realizzato in forme romaniche nella prima metà del Duecento. La facciata è arricchita da bacini ceramici di origine bizantina, mentre alcuni capitelli risalgono all'età Carolingia. L'interno, restaurato negli anni'30, conserva vaste tracce di affreschi del XIII secolo. La chiesa e l'annesso ospedale, nel XVI secolo passarono sotto il controllo dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, sotto il quale rimase fino alla metà dell'Ottocento[5].

San Pietro in Verzolo, chiostro
San Pietro in Verzolo, chiostro

Monastero e chiesa di San Pietro in Verzolo, sorto, forse su un precedente edificio di età longobarda, nel X secolo come monastero benedettino. Nel 1486 ai benedettini subentrarono i cistercensi di Chiaravalle, fino al 1798, quando il monastero venne soppresso, mentre la chiesa, come parrocchia, sopravvisse. Gran parte della struttura della chiesa e degli edifici annessi, come il piccolo chiostro, sono strutturati su murature del XI secolo, realizzate con molti laterizi romani di recupero e ciottoli fluviali, come pure di recupero pare essere uno dei capitelli, di età longobarda, inserito nella romaniche bifore del chiostro. La facciata fu rifatta nella seconda metà del Cinquecento, mentre l'interno della chiesa fu modificato nella prima metà del Settecento[6].

Chiese ora inglobate in edifici residenziali o adattate ad altri usi[modifica | modifica wikitesto]

  • San Pietro in Vincoli. Si trova in un vicolo del centro storico (Via Cravos) da cui si vedono le forme della facciata. Fu edificata sopra le rovine di un tempio pagano e la chiesa originaria risale all'epoca longobarda. La chiese prese successivamente il nome di San Sebastiano, dopo il trasferimento di una reliquia "un braccio di S.Sebastiano" che secondo la tradizione riuscì a fermare un'epidemia di peste.scoppiata in città nel VII secolo. La funzione religiosa dell'edificio cessò nel 1788, quando fu trasformata in abitazioni e magazzini.
  • Chiesa di Santa Maria Gualtieri, la cui facciata si trova nel lato orientale della centra le Piazza della Vittoria. Il nucleo originario è del X secolo e dopo che fu soppressa nel 1789 venne inglobata in edifici residenziali. Nel 1991 si sono conclusi dei lunghissimi restauri che hanno portato in parte a isolare di nuovo l'edificio. L'abside meridionale contiene la più antica testimonianza di resti pittorici romanici di Pavia. È ora adibita a sala convegni del Comune.
  • Chiesa della Santissima Trinità, costituisce il lato meridionale della piazza in cui si affaccia la Chiesa di Santa Maria del Carmine. La facciata prospetta nello slargo che si apre in fondo alla piazza.
  • Oratorio della Confraternita di San Rocco e della Misericordia che si occupava di assistere nelle ultime ore i condannati a morte. Si trova nella attuale via Venti Settembre e, dopo aver ospitato per anni un cinema e ora una libreria.

Chiese ormai andate distrutte:[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ville e palazzi di Pavia.

Ponte Coperto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ponte Coperto di Pavia.
Il ponte coperto

Il centro storico cittadino è situato sulla riva sinistra del Ticino, mentre sulla riva destra è Borgo Ticino, quartiere che era originariamente fuori dalle mura della città. Il centro storico e Borgo Ticino erano collegati dal Ponte Coperto (detto anche Ponte Vecchio), datato 1351-1354, che fu danneggiato durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti alleati e abbattuto nel dopoguerra per la scarsa sensibilità del tempo verso i monumenti storici[7]. Una copia del ponte antico, non del tutto fedele all'originale (è di dimensioni maggiori e si trova 30 metri più a valle), è stata costruita nel dopoguerra.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Mezzabarba, sede del municipio

Numerosi edifici storici, abitazioni di antiche potenti famiglie cittadine, sono tuttora presenti nel centro cittadino. Tra questi sono da ricordare la Reggia di re Alboino, in via Alboino, il Palazzo Malaspina, il Palazzo Carminali Bottigella in corso Cavour, il Palazzo Bottigella in corso Mazzini (entrambi attribuiti all'Amadeo), il Palazzo Orlandi in Piazza del Carmine, il Palazzo Mezzabarba, oggi sede del municipio di Pavia. In piazza Borromeo venne edificato, a partire dal 1564, l'edificio dell'Almo Collegio Borromeo dove si trovano gli affreschi di Federico Zuccari e di Cesare Nebbia, che illustrano la famosa Peste di San Carlo e la vita di San Carlo Borromeo.

Piazza della Vittoria e Mercato coperto[modifica | modifica wikitesto]

Pavia - Il Duomo e il Broletto, da Piazza della Vittoria

L'ampia piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, anticamente Piazza Grande, ha una forma stretta e lunga ed è divisa in due aree dalla strada. Nei sotterranei della Piazza si estende un grande mercato coperto sotterraneo, costruito nel 1958 e successivamente ampliato e ammodernato. Un altro mercato coperto, ma non sotterraneo, si trova poco lontano; si tratta del mercato di Piazza Arnaboldi, ospitato in un cortile aperto al pubblico e coperto da una cupola in ferro del 1882, la Cupola Arnaboldi.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Porte di Pavia.

La prima cinta muraria di Pavia di cui non rimangono tracce visibili è di origine romana. Le mura vennero ampliate con una nuova cinta verso la fine del XII secolo. Durante la dominazione spagnola la cinta fu ulteriormente ingrandita (1557-1560) con l'aggiunta di dodici bastioni e le mura sopravvissero fino alla seconda metà dell'Ottocento. Di queste mura rimane qualche tratto verso il Ticino, a metà di viale Gorizia, nel Castello sul lato nord.

Castello Visconteo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello Visconteo (Pavia).
Veduta laterale del Castello Visconteo

A Pavia si trova un unico castello, costruito nel 1360 da Galeazzo II Visconti.

Castello di Mirabello[modifica | modifica wikitesto]

Veduta posteriore del Castello Visconteo

In località Mirabello sorge il castello trecentesco di Mirabello.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

L'area Vul, sullo sfondo il Ponte coperto.
  • Area Vul: zona che costeggia la riva destra del Ticino, tra il Ponte Coperto ed il Ponte della Libertà
  • Parco della Vernavola: grande parco con una estensione di 15 ettari situato a nord della città, con piste ciclabili, stagni, cascine, oasi faunistiche (ingressi da Via Torretta, via Acerbi, via Folperti). È percorso dalla Roggia Vernavola che scorre da San Genesio al Ticino. Presso la Cascina Colombara (ora sede del museo agricolo) si combatté nel 1525 la battaglia di Pavia, ultima della quarta guerra d'Italia (1521-1526).
  • Bosco Grande: lungo l'argine del Ticino, in sponda destra e in direzione di Zerbolò.
  • Bosco della Sora: costeggiando il Ticino, a Nord Ovest (Parco del Ticino)
  • Bosco Negri: 34 ettari di bosco, lungo il Canale Gravellone (a sud della città), è una oasi della LIPU, all'interno del Parco del Ticino, dono di Giuseppe Negri (1968) al Comune. L'accesso è limitato ad alcuni periodi dell'anno.
  • Giardini del Castello: piccolo parco, attrezzato con area giochi per bambini e ragazzi
  • Giardini Malaspina: unici giardini pubblici nel centro storico della città (piazza Petrarca), sede di concerti ed eventi culturali

Società[modifica | modifica wikitesto]

Pavia ha subito negli ultimi due decenni una notevole involuzione demografica dovuta al trasferimento di molti nuclei familiari all' interno dei comuni immediatamente confinanti al capoluogo. L'agglomerato urbano della città di Pavia nel 2012 conta comunque 95.000 abitanti.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016, risiedevano nella città di Pavia 10115 stranieri, ovvero il 13,93 per cento della popolazione. La maggior parte degli immigrati è di origine est-europea. [9]

  1. Romania, 1798
  2. Ucraina, 1092
  3. Albania, 735
  4. Repubblica Dominicana, 675
  5. Egitto, 491
  6. Camerun, 446
  7. Cina, 429
  8. Brasile, 386
  9. Marocco, 315
  10. Moldavia, 283

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università di Pavia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Università di Pavia.

L'origine dell'Ateneo pavese risale all'825 col capitolare dell'imperatore Lotario I il quale fondò una scuola di retorica. Nell'XI secolo Pavia divenne sede di una scuola giuridica, trasformata dall'imperatore Carlo IV, nel 1361, in Studium Generale. L'Università è pertanto considerata la prima fondata in Lombardia e una delle più antiche d'Europa. Grande impulso venne dato in età asburgica da Maria Teresa d'Asburgo e Giuseppe II che ampliarono la sede e chiamarono come docenti grandi studiosi tra i quali il fisico Alessandro Volta e il naturalista Lazzaro Spallanzani. Insegnarono a Pavia anche i letterati Ugo Foscolo e Vincenzo Monti. In tempi più recenti si ricordano i docenti Carlo Forlanini, inventore del pneumotorace artificiale e i premi Nobel Camillo Golgi per la medicina, Giulio Natta per la chimica e Carlo Rubbia per la fisica. L'Università vanta un interessante museo storico che conserva, tra gli altri cimeli, strumenti scientifici costruiti da Alessandro Volta, preparazioni anatomiche settecentesche del chirurgo Antonio Scarpa, autografi di celebri docenti dell'università e la testa dello stesso Scarpa. Esistono due collegi storici che ospitano, per statuto, studenti di notevoli capacità e impegno e li sostengono economicamente se privi di mezzi: l'Almo Collegio Borromeo fondato da San Carlo Borromeo nel 1563 e il Collegio Ghislieri fondato sei anni dopo da Papa Pio V. È interessante anche il giardino botanico dell'Università, risalente al 1774. Le istituzioni studentesche e goliardiche sono state in passato particolarmente vivaci: si ricordano i versi salaci che costarono al giovane Carlo Goldoni l'espulsione dal collegio Ghislieri. Ancora oggi nell'Ateneo pavese si conta la presenza di diversi Ordini goliardici che mantengono vivo il tradizionale spirito delle comunità studentesche.

Persone legate a Pavia[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Pavia si venne formando nei secoli scorsi attraverso l'aggregazione di diversi comuni. Fino al 1883 esistette un comune dei Corpi Santi di Pavia (CC D036) che raggruppava le cascine e i sobborghi della città appena fuori dalle mura. Le località meno prossime al centro appartenevano a tre delle entità amministrative in cui era diviso il Pavese, cioè il Parco Visconteo, la Campagna Sottana e la Campagna Soprana.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore dell'artigianato sono molto diffuse e rinomate la produzione artigianale di attrezzi agricoli e la lavorazione del metallo.[10] Inoltre sono significative le lavorazioni del ferro battuto finalizzata agli edifici pubblici, quella della ceramica e della porcellana.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente posta lungo la strada statale 35 dei Giovi, Pavia dispone altresì di due uscite lungo l'Autostrada A7. Per Raggiungere Pavia provenendo dal centro-sud Italia è consigliata l'uscita di Stradella-Broni posta lungo l'Autostrada A21.

La città di Pavia possiede: una tangenziale con caratteristiche autostradali (Autostrada A54), una tangenziale a una corsia per ogni senso di marcia che collega la tangenziale A54 con il Ponte della Becca e un raccordo autostradale, chiamato Autostrada A53, che collega la città con l'Autostrada A7 in corrispondenza del casello autostradale di Pavia Nord-Bereguardo.

Numerose strade provinciali si diramano dalla città.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Pavia stazione ferroviaria

La stazione di Pavia, servita da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia e da collegamenti a lunga percorrenza operati da Trenitalia, è posta lungo la Ferrovia Milano-Genova costituendo altresì località di diramazione per le linee Pavia-Cremona, Pavia-Mortara e Pavia-Alessandria. Si può giungere in pieno centro cittadino con una camminata di 10 minuti. Inoltre dalla stazione con poche fermate di autobus si possono raggiungere il Policlinico San Matteo e gli istituti ospedalieri "S.Maugeri" e "Mondino"

La stazione di Pavia Porta Garibaldi posta sulla linea ferroviaria per Cremona, permette di raggiungere la principale stazione pavese in treno con tempi di percorrenza di circa 6 minuti. Situata lungo il naviglio pavese in Viale Sardegna, serve il quartiere di San Giovannino, la zona di Viale Partigiani e il Cimitero monumentale. Dalla stazione si raggiunge comodamente il Municipio e la sede centrale dell'Università tramite un camminamento che, attraversate le Mura di cinta spagnole, permette di arrivare nel centro storico cittadino.

In passato erano attive, fra il 1880 e il 1936 la tranvia Milano-Pavia e tra il 1884 e il 1934 la tranvia Pavia-Sant'Angelo Lodigiano.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di trasporto urbano è assicurato da autoservizi svolti dalla società LINE. In passato era presenta una linea tranviaria urbana, che operò fra il 1913 e il 1954, sostituita da una filovia a sua volta soppressa nel 1968.

Idroscalo[modifica | modifica wikitesto]

L'idroscalo

L'idroscalo di Pavia venne inaugurato il 1º aprile 1926 da Benito Mussolini per servire come punto di rifornimento e sosta per gli idrovolanti della linea Torino-Venezia-Trieste. Cessato da tempo il suo utilizzo, l'infrastruttura versa in stato di abbandono.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Pavia.

Sindaci del Comune di Pavia dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Angelo Grassi CLN Sindaco -
1946 1948 Cornelio Fietta Sindaco -
1948 1951 Carlo Milani Sindaco -
1951 1956 Alberto Ricevuti Sindaco -
1956 1964 Bruno Fassina PSI Sindaco -
1965 1970 Giovanni Vaccari PSDI Sindaco -
1970 Gianpaolo Calvi Prosindaco -
1970 Sesto Bajno Democrazia Cristiana Sindaco -
1970 1971 Angelo Biancardi PSI Sindaco -
1971 1973 Mognaschi Commissario prefettizio -
1973 1980 Elio Veltri Partito Socialista Italiano Sindaco -
1980 1986 Giorgio Maini PCI Sindaco -
1986 1988 Pierangelo Giovanolla PCI Sindaco -
1988 1990 Sandro Bruni Democrazia Cristiana Sindaco -
1990 1993 Sandro Cantone Democrazia Cristiana Sindaco -
1993 Domenico Gorgoglione Commissario prefettizio -
1993 1995 Rodolfo Jannaccone Pazzi Lega Nord Sindaco -
1995 1996 Domenico Gorgoglione Commissario prefettizio -
1996 2005 Andrea Albergati PPI Sindaco -
2005 2009 Piera Capitelli DS/PD Sindaco -
2009 Laura Bianchi Commissario prefettizio -
2009 2014 Alessandro Cattaneo PDL/FI Sindaco -
2014 in carica Massimo Depaoli Partito Democratico Sindaco -

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Pavia è gemellata con:[11]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pavia è sede del Football Club Pavia 1911, che milita in Serie D, quarto livello calcistico italiano. Per diversi anni la città è stata presente nei massimi campionati nazionali di Pallacanestro grazie alla Nuova Pallacanestro Pavia Inoltre è sede del Cus Pavia Rugby che, dal minirugby alla Serie C Elite al Rugby 7 Femminile, coinvolge dal 1933 molte generazioni di giovani rugbisti pavesi.

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tennis: Dal 2003 al Tennis Club Pavia, nella primavera di ogni anno, si svolge il Torneo Internazionale Giovanile di Tennis Under 14 al quale prendono parte 32 ragazzi e 32 ragazze tra i migliori in Europa. Il Torneo, sotto l'egida della Tennis Europe e della Federazione Italiana Tennis, si articola in due tabelloni di singolare e due di doppio, maschile e femminile.
  • Canottaggio: Sulle acque del Ticino si svolge ad anni alterni, per commemorare gli studenti pavesi e pisani che parteciparono alla battaglia risorgimentale di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848, la celebre Regata Pisa Pavia. La gara si svolge in due manche con imbarcazioni ad otto vogatori (8+). Gli equipaggi (maschili) sono interamente composti da studenti regolarmente iscritti ai due Atenei e alcuni di loro fanno anche parte della nazionale italiana di canottaggio. L'albo d'oro (aggiornato all'edizione del 2009) vede Pavia condurre con 28 vittorie contro le 16 di Pisa.
  • Motonautica: Ogni anno si corre la Pavia-Venezia, il Raid internazionale più lungo al mondo. La manifestazione, che non ha eguali nella motonautica, si svolge lungo un percorso di 413 km con partenza da Pavia ed arrivo a Venezia. L'itinerario è ormai quello classico, molto difficile, pieno di insidie quanto affascinante. Partenza da Pavia, dalla sede dell'Associazione Motonautica con marcia di trasferimento a velocità ridotta sino al Ponte della Becca (confluenza con il Po) e poi, di seguito, le altre dieci tappe e l'arrivo definitivo a Venezia Lido, presso la sede del Cantiere Venmar.
  • Maggio 2000: la Nuova Pallacanestro Pavia viene promossa in LegaDue (ex serie A/2) e torna dopo 6 anni nella serie cadetta di basket
  • Marzo 2003: partita della Nazionale Under-21 di calcio dell'Italia contro il Galles (vittoria italiana per 8-1)
  • 26 maggio 2003: la 16ª tappa del Giro d'Italia 2003 si è conclusa a Pavia con la vittoria di Alessandro Petacchi
  • Settembre 2005: partita della Nazionale Under-21 di calcio dell'Italia contro la Scozia (vinta dall'Italia per 4-1)
  • Maggio 2008: la Pallavolo Villanterio viene promossa in serie A1

Sport acquatici[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine dell'800 nascono una serie di associazioni remiere che con il tempo ampliano la loro attività a diverse altre discipline sportive.

  • Società Canottieri Ticino - fondata nel 1873 come società di canottaggio, mantiene la tradizione dei barcé
  • Battellieri Colombo - nata da una costola della Cannottieri Ticino nel 1885
  • Associazione Motonautica Pavia
  • Club Vogatori Pavesi - la più recente fondata nel 1983
  • Cus Pavia - sezione canottaggio e canoa - fondato nel 1946, eredita la tradizione tramandata dalle più antiche società remiere pavesi. È l'unica società che pratica canottaggio a Pavia. La disciplina della canoa viene praticata invece a Pavia anche dalla Canottieri Ticino.
  • AICS Pavia Nuoto a.s.d. - società di nuoto agonistico, master e paralimpico fondata nel 1969, ha sede nella piscina comunale sita in via Folperti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b dato ISTAT - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte: Dizionario di toponomastica, ed. UTET, 2006, pagg. 563 e 770
  4. ^ Statuto del Comune di Pavia, Art.7.
  5. ^ Pavia e dintorni - SAN LAZZARO, su www.paviaedintorni.it. URL consultato il 25 novembre 2017.
  6. ^ Pavia e dintorni, Pavia, chiese aperte al Culto fuori le vecchie Mura: S.Pietro in Verzolo, su www.paviaedintorni.it. URL consultato il 25 novembre 2017.
  7. ^ paviatricolore.org - paviatricolore Resources and Information. This website is for sale!
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Tabella cittadini stranieri residenti - ISTAT 31 dicembre 2016
  10. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  11. ^ Gemellaggi della Regione Lombardia (PDF), su aiccrelombardia.files.wordpress.com. URL consultato il 7 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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