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Terni

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Terni
comune
Terni – Stemma Terni – Bandiera
Terni – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Terni-Stemma.svg Terni
Amministrazione
SindacoLeopoldo Di Girolamo (PD) dal 22-6-2009
Territorio
Coordinate42°34′N 12°39′E / 42.566667°N 12.65°E42.566667; 12.65 (Terni)Coordinate: 42°34′N 12°39′E / 42.566667°N 12.65°E42.566667; 12.65 (Terni)
Altitudine130 m s.l.m.
Superficie211,90 km²
Abitanti111 270 (30-04-2017)
Densità525,11 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAcquasparta, Arrone, Colli sul Velino (RI), Labro (RI), Montecastrilli, Montefranco, Narni, Rieti (RI), San Gemini, Spoleto (PG), Stroncone
Altre informazioni
Cod. postale05100
Prefisso0744
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT055032
Cod. catastaleL117
TargaTR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 650 GG[1]
Nome abitantiternani
Patronosan Valentino (fino al 1600 era copatrono insieme a sant'Anastasio e san Procolo)
Giorno festivo14 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Terni
Terni
Terni – Mappa
Posizione del comune di Terni all'interno della provincia omonima
Sito istituzionale

Terni (Ascolta[?·info], Interamna Nahars in latino) è un comune italiano di 111 270 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Umbria.

È il quarantunesimo comune italiano per popolazione e il settimo dell'Italia centrale, nonché secondo della regione Umbria per popolazione e nono per superficie.

Sebbene alcuni ritrovamenti indichino una presenza umana stabile dal 3000 a.C., la fondazione della città è tradizionalmente collocata nel 672 a.C. dai "Naharki" (o più comunemente chiamati Naharti) la tribù più numerosa del gruppo etnico degli Indoeuropei Umbri, ossia una popolazione proto-celtica proveniente dal medio bacino del fiume Danubio e dal centro-sud dell'attuale Germania[2]. L'area di Terni appartenne alla Regio VI Umbria et Ager Gallicus, una delle regioni formate da Augusto per dividere l'Italia romana.[3]

Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal medioevo, quando era un ricco e combattivo libero Comune con centinaia di mulini ad acqua, nel XIX secolo vide crescere la sua potenzialità industriale nella seconda rivoluzione industriale, tanto da essere soprannominata "La Città d'Acciaio" e la "Manchester italiana".[4] Ha ospitato delle famose Acciaierie dal 1884 e dal 1875, di un'importante Fabbrica d'Armi, tuttora attiva, oltre che di impianti idroelettrici ed opifici specializzati nei settori tessile e chimico. Prima città industriale in Italia dopo quelle del famoso Triangolo[senza fonte], ha subìto pesantissimi bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale da parte degli Alleati.

Nel XXI secolo, Terni è una città moderna, importante centro storico, economico, sociale e naturalistico.[5] Alle zone industriali, infatti, si alternano paesaggi verdi (in primis la cascata delle Marmore), testimonianze di resti romani, medievali e di archeologia industriale.

È conosciuta in tutto il mondo come Città degli Innamorati in quanto il suo patrono, san Valentino, vi nacque e vi divenne vescovo; le spoglie del santo sono custodite presso l'omonima basilica.[6]

Secondo uno studio dell'ISTAT, Terni risulta essere la città più "verde" del Centro Italia e sesta in tutto lo Stivale.[7]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Terni sorge sulle rive del fiume Nera e del fiume Serra, in una vasta e fertile conca circondata dall'Appennino umbro-marchigiano e dal Subappennino laziale. È situata al centro della penisola italiana e dista 80 chilometri da Perugia, 90 da L'Aquila e 100 da Roma.

Terni e la sua valle viste dal castello di Miranda.jpg

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Campagna ternana a a nord-ovest della città, panorama delle colline nella zona detta di Valle Antica
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Conca Ternana.

Il territorio comunale è ampio (211,90 km²), e si estende intorno alla città di Terni, (conca Ternana) fino alla Valnerina Ternana ad est e alle Terre Arnolfe a nord/nord-ovest. La densità abitativa è abbastanza elevata, per la notevole presenza di aree verdi sparse nel territorio comunale. Il territorio si è formato a causa dell'erosione dovuta al mare presente durante la preistoria. Anche per questo elemento il sottosuolo è sabbioso e quindi riduce la possibile devastazione dei terremoti che spesso si scatenano nelle zone appenniniche.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale ha un dislivello di 1.017 m s.l.m.: si passa infatti dai 104 di Vocabolo Pantano, ai 1.121 del Monte Torre Maggiore ed è composto per il 52,6% da montagna, per il 31,6% da collina, per il 13,4% da pianura e per il 2,4% da laghi.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

I fiumi presenti nel territorio sono il Nera, il Serra, il Tescino, l'Aia e il canale di Recentino. Le Cascate delle Marmore sono formate dal fiume Velino che compie interamente il suo corso attraversando la provincia di Rieti e il suo capoluogo, gettandosi poi nel Nera.

Un affluente del fiume Serra

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Temporale sulla campagna ternana, verso Torre Maggiore

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Terni appartiene alla fascia Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini, con estate calda. La città gode di un clima mite e confortevole nei periodi primaverili ed autunnali.

Le stagioni più piovose sono la primavera e l'autunno, prevalentemente nei mesi di novembre e aprile. L'autunno tende inoltre a essere più caldo della primavera a causa del lento rilascio del calore assorbito dal suolo nel corso dei mesi estivi.

Per la loro posizione in una piana alluvionale intermontana, sia la città che i centri limitrofi sono soggetti a forti escursioni termiche annue: cosicché l'estate è estremamente calda, umida, poco ventilata e perciò afosa, condizione che espone il territorio a forte rischio di siccità. Viceversa, gli inverni sono freddi e piovosi, con notevoli picchi rigidi e intervallati fenomeni nevosi di una certa consistenza.

In generale, il clima è moderatamente ventilato, poiché i venti tendono a diminuire d'intensità incontrando le alture circostanti. Pertanto, in assenza di vento, è frequente che la nebbia, talvolta molto fitta, ricopra la conca per buona parte della giornata, soprattutto durante la stagione fredda, con elevati valori di umidità dell'aria.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Terni.
TERNI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 10,212,616,119,724,628,932,732,227,921,815,310,811,220,131,321,721,1
T. min. mediaC) 2,43,55,68,111,915,718,318,315,510,86,63,53,18,517,411,010,0
Precipitazioni (mm) 66686365696026578310211083217197143295852
Giorni di pioggia 8888874567982424162286
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,34,24,85,56,97,99,48,87,15,63,83,03,55,78,75,55,9
Vento (direzione-m/s) E
3,3
E
3,3
SW
3,1
SW
3,2
SW
3,2
SW
3,2
SW
3,3
SW
3,2
SW
2,9
E
3,1
E
3,1
E
3,3
3,33,23,23,03,2

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Terni.

Gli Umbri Naharti[modifica | modifica wikitesto]

Tavola eugubina (III-II secolo a. C.)

La città, posta in una pianura alluvionale tra il fiume Nera e il torrente Serra, vide il suo territorio abitato già nell'età del bronzo e del ferro, come testimoniano numerosi rinvenimenti.

L'età del Bronzo medio (XVIXIII secolo a.C.) fu segnata da un'attività pastorale, di tipo transumante, contraddistinta da insediamenti in capanne e grotte. Questa attività di tipo caseario è testimoniata dai vari manufatti ceramici, ad essa connessi, rinvenuti presso Titignano, Avigliano Umbro e Narni.

Con gli inizi dell'età del Ferro (X secolo a.C.), il territorio accrebbe la propria importanza, come attestato dalla grande necropoli delle Acciaierie. In questo periodo si affermò un modello di insediamento stabile ed organizzato, supporto fondamentale per lo sviluppo della cultura ternana, una delle più importanti dell'Italia protostorica.

Le Tavole eugubine (II-III secolo a.C.) attestano la presenza del popolo dei Naharti, stabilitosi nell'area del fiume Nera e proveniente da regioni dell'Europa centrale a seguito delle migrazioni indoeuropee. Erano nemici dell'arce umbra di Gubbio, al pari degli Etruschi e degli Jabusci, con cui confinavano. Fondarono la città nel 672 a.C., come si evince da un'iscrizione latina di età tiberiana.

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Arco di San Damiano a Carsulae

Le fonti classiche non citano quando Terni entrò a far parte delle strutture amministrative romane. Nel 290 a.C., o poco dopo, Manio Curio Dentato promosse la costruzione della Via Curia (di cui non resta traccia), collegando Terni a Rieti[8] e realizzò il taglio del costone delle Marmore, per facilitare il deflusso delle acque del Velino nel Nera;[9] è, quindi, probabile che già all'epoca Interamna fosse romanizzata. Dopo la Guerra sociale, Interamna divenne municipium.[10] Con la sistemazione amministrativa dell'Italia, Interamna fu iscritta alla tribù Clustumina e fu inclusa nella Regio VI Umbria.[11] Si colloca nel periodo fra la fine del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. la strutturazione definitiva della Terni romana. In questo periodo furono edificati tempi, il teatro, due terme e l'anfiteatro.[12]

Durante l'Impero fu teatro di alcuni avvenimenti significativi: la resa delle ultime truppe di Vitellio alle legioni di Vespasiano nel 69,[13] l'attribuzione, da parte del Senato, dell'auctoritas imperiale a L. Settimio Severo nel 193[14] e l'uccisione, nel 253, nelle campagne vicine, dell'imperatore V. Treboniano Gallo e di suo figlio G. Vibio Volusiano, mentre si apprestavano a combattere contro le legioni dell'usurpatore M. Emilio Emiliano.[15]

La diffusione del Cristianesimo è attestata dall'area cimiteriale, databile al IV secolo, sorta su una necropoli pagana. Il luogo principale di culto dedicato inizialmente a S. Maria Assunta, fu costruito probabilmente all'interno delle mura cittadine, nel luogo dove ora sorge la cattedrale.[16]

Dopo la Guerra Gotica, durante la quale è probabile che anche Interamna sia stata, prima occupata dagli Ostrogoti, poi ripresa dai Bizantini,[17] la conquista più significativa fu quella longobarda, avvenuta ad opera dei Duchi di Spoleto alla fine del VI secolo e compiuta già al tempo di Autari.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Fronte e retro di Crocifisso astile (Duomo di Terni, XIII secolo)
Dettaglio di Terni e del suo contado nella Mappa d'Italia (Ignazio Danti, XVI secolo, Musei Vaticani)

Terni fu libero Comune già dall'anno 1100. Nel 1174 le soldataglie del vescovo Cristiano di Magonza la presero e la distrussero con l'accusa di non pagare le gabelle dovute.[18]

Alla fine del 1100 e agli inizi del 1200 Terni aveva la magistratura di due consoli e il Parlamento, e al momento in cui riebbe la diocesi, Terni ebbe anche il Podestà e il Capitano del Popolo. Nel 1294, il Comune si dotò di una nuova carica, i "quattro di credenza" o difensori del Popolo e, nel 1307, dei Priori. Terni entrò a far parte del potere temporale dei papi (e di conseguenza allo Stato Ponticio), in maniera definitiva, solo nel 1564, dopo il tragico evento della Strage dei Banderari.

Agli inizi del Quattrocento, Terni aveva tra i sei e i settemila abitanti, 300 torri cittadine e una cinta muraria completa e in fase di miglioramento per le artiglierie. Era una città di medie dimensioni, più grande di Narni, urbanisticamente parlando, e poco più grande di Spoleto. Era una città-stato molto sviluppata e ricca grazie alla spinta di fiorenti commerci e di una crescente attività manifatturiera. A parte un piccolo censo alla chiesa e a un governatore pontificio come Andrea Tomacelli nel primo decennio del secolo, la cui rocca di controllo venne sistematicamente abbattuta più volte dai ternani stessi, nella seconda metà del secolo i governatori di Roma si vedranno costretti spesso a risiere altrove, la città era libera politicamente e militarmente dal papato. La sua ricchezza nel XV secolo era favorita dalla sua presenza accanto ai fiumi Nera e Serra, con una serie di corsi d’acqua minori, le cosiddette forme, che attivavano un numero cospicuo di: mulini, ramiere e cartiere. Gran parte dell’attività del governo cittadino era riservata a questioni di natura idrologica (Marmore, fiumi e canali cittadini). Di pari passo la città pullulava sempre più di una borghesia mercantile (Banderari) assai industriosa e che pareggiava in fasto e ricchezza la sua controparte: i nobili. A capo della macchina comunale ternana stavano sei Priori (in carica mensile), con ampi poteri politici e amministrativi. Gli organi legislativi e consultivi erano: il Consiglio di Credenza (o di Cerna), composto, oltre che dai Priori, dai Ventiquattro del popolo (tanti per borgo, o rione, che erano sei: Fabri, Castello, Rigoni, Aultrini, Disotto, Amingoni), che portando ognuno una bandiera furono detti Banderari; e ventiquattro Boni viri (su base censuaria e imbussolati).

La sua storia Rinascimentale si caratterizzerà ancora per la fecondità di ottimi condottieri e avventurieri e per la sua continuità nelle campagne militari contro le rivali: Narni, Spoleto e Rieti.

Il Barocco sarà un'epoca di pace e dominio papale, in cui molti edifici cittadini fra chiese e palazzi nobiliari rinnoveranno la loro struttura esteriore e interna.

Da Napoleone al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Cascata di Terni (Thomas Patch, 1745, Palazzo Montani, Terni)
Lavori pubblici disposti dal Commissario generale Pepoli.
Mappa di Terni alla fine del XIX secolo

Il "quieto vivere valligiano" di questa medio-grande comunità umbra fu bruscamente interrotto il 16 febbraio del 1797, quando il generale Louis Alexandre Berthier da Spoleto dettò le condizioni di resa all'Armata Francese. Nel marzo dello stesso anno, Terni fu dichiarato municipio cantonale urbano appartenente al Dipartimento del Clitumno, con capoluogo Spoleto.[19] Al ritorno di Terni al Papa seguì un periodo di relativo benessere: nel 1842 fu ammodernata la ferriera, nel 1846 fu inaugurato un moderno cotonificio, arrivò la ferrovia Pio Centrale che la collegava a Roma e ad Ancona.[20]

Il 20 settembre 1860 i bersaglieri piemontesi del colonnello Brignone entrarono a Terni attraverso la Porta Spoletina. Il Plebiscito che seguì e formalizzò l'annessione al Regno d'Italia vide 1 solo voto contrario a fronte di 3.461 voti favorevoli.[21] Il primo sindaco post-unitario fu eletto il 1º dicembre del 1860.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, la volontà del Ministero della Guerra, del Commissario per l'Umbria Gioacchino Napoleone Pepoli e degli amministratori locali di fare di Terni un centro industriale e militare portò all'edificazione della Fabbrica d'Armi nel 1875[22] e alla"'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni", nel 1881, su iniziativa di un imprenditore belga, Cassian Bon, che aveva rilevato una fonderia locale specializzata nella fusione di tubi e di Vincenzo Stefano Breda, titolare della Società Veneta per le Imprese e le Costruzioni Pubbliche; l'obiettivo dell'impresa era quello di produrre corazze per le navi da guerra.[23]

Nel 1884 il romano Angelo Sinigaglia acquistò ed ammodernò la ferriera;[24] nel 1885 il genovese Alessandro Centurini iniziò la costruzione di un lanificio e jutificio;[25] nel 1890 il torinese Antonio Bosco costruì uno stabilimento per la produzione di attrezzi agricoli;[26] nel 1896 si costituì la Società Italiana del Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas, che gestiva non solo stabilimenti per la produzione del carburo di calcio ma anche centrali idroelettriche.[27] Terni fu la quarta città italiana, in ordine di tempo, ad avere l'illuminazione pubblica ad elettricità. Nel 1901, dopo le leggi Pelloux, fu ricostituita la Camera del Lavoro.[28]

Durante la Prima guerra mondiale la Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni aumentò notevolmente la produzione, oltre che delle corazze per le navi da battaglia, anche di componenti dei cannoni e dei proiettili, almeno fino all'apertura degli stabilimenti Ansaldo di Genova.[29] La Fabbrica d'Armi produceva armi di vario tipo, fra le quali il fucile Carcano Mod. 91 che equipaggiò l'esercito italiano per molti anni: durante il primo conflitto mondiale raggiunse la produzione di duemila fucili al giorno.[30] All'inizio del 1917 nasceva la Sezione Difesa di Terni con 3 Farman 14 e 3 piloti e dal 6 settembre 1918 diventa 306ª Squadriglia.

L'istituzione della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Provincia di Terni.
Terni, vista panoramica (cartolina, 1900 circa
Medaglia al merito del comune di Terni (bronzo, 1900-1943)

Nel 1927 fu istituita la provincia di Terni[31] e il territorio comunale fu ampliato con l'aggregazione dei comuni limitrofi di Cesi, Collescipoli, Collestatte, Papigno, Piediluco e Torre Orsina.[32] Decisivi in questo senso i buoni rapporti che il podestà della città, Elia Rossi Passavanti, aveva con il governo fascista.

Nodo industriale di primaria importanza, Terni fu oggetto di oltre cento bombardamenti da parte degli Alleati durante la loro campagna di guerra in Italia: l'11 agosto del 1943 un bombardamento aereo, senza che l'UNPA facesse in tempo a lanciare l'allarme, provocò un numero elevatissimo di vittime, quasi tutte civili, e la distruzione di numerosi edifici della città vecchia. Gli inglesi del generale Alexander entrarono in città il 13 giugno del 1944.[33] In riconoscimento delle vittime civili e delle distruzioni subite a causa dei bombardamenti Terni è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valore Civile[34] e, per la sua attività partigiana, della Croce di Guerra al Valor Militare[35]. Dal 1944 al 1946 la città ha ospitato tre campi di internamento per prigionieri fascisti, gestiti dagli anglo-americani: il Civil Internee Camp di Piazzale Donegani, il campo R707 "Recalcitrant Camp" di Strada dei Laghetti e il centro detentivo ricavato dai capannoni della Società Prodotti Esplodenti Autarchici (SPEA) a Narni Scalo.

La Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Le dismissioni belliche risultarono deleterie per l'acciaio ternano: fra il 1947 e il 1952 furono licenziati quattromila e settecento lavoratori.[36] Tuttavia, la capacità produttiva e le competenze delle maestranze sopravvissute alla guerra permisero di recuperare tutto il sistema idroelettrico e di installare una linea diretta con Genova per l'alimentazione del nuovo stabilimento siderurgico dell'Ilva di Cornigliano. Nel 1962, con l'istituzione dell'ENEL, tutte le fonti energetiche della società ternana furono nazionalizzate. Seguì, a breve, lo scorporo delle altre attività: l'elettrochimico di Nera Montoro fu ceduto all'Anic, nel 1967 lo stabilimento di Papigno passò all'ENI; le attività siderurgiche furono incorporate nella Finsider.[37]

Seguirono numerose chiusure di stabilimenti industriali e riconversioni, che durarono dagli anni 50 agli anni 80. Dai primi anni novanta non si sono fermati i lavori di ristrutturazione dell'impianto urbano del centro cittadino, imperniato sui "tre centri storici" del Quartiere Clai come centro della città romana, del Quartiere Duomo come centro della città medioevale e dell'asse Piazza Europa-Piazza della Repubblica-Corso Tacito come centro della città moderna[38].

La città, nel secondo dopoguerra, ha avuto una forte espansione ben oltre i villaggi operai d'inizio secolo, sviluppandosi su quattro assi a raggiera intorno al nucleo centrale e ponendo al nuovo piano regolatore Ridolfi (e sue successive varianti) il problema della vivibilità delle periferie e del loro collegamento con il resto della città.[39] La viabilità ha dovuto superare l'antico schema dell'unico asse preferenziale della Flaminia, contestualizzando i progetti in un ambito interregionale, come la direttrice Rieti-Terni-Civitavecchia, la SS 3 bis e la piattaforma logistica, ancora non realizzata, tutte essenziali per le industrie del ternano.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda legata alla città di Terni e al suo stemma narra che molti anni fa, la presenza nel territorio di un terribile drago chiamato Tiro o Thyrus provocava paura e apprensione tra la cittadinanza, e che neanche i più coraggiosi, chiamati dal Consiglio degli Anziani, osavano avventurarsi in quei territori e nessuno riusciva a risolvere la questione. Quando il Consiglio era sul punto di rinunciare alla battaglia, si fece avanti un giovane ternano della nobile famiglia dei Cittadini: si dice che indossasse una lucente armatura e che sfoderasse tutta la sua fierezza e la sua voglia di sfidare l'orribile drago: "Vado io a fare una visita a quel mostro. Cosa ne dite?", sembra che disse presentandosi agli Anziani, i quali accettarono e lo benedissero augurandogli ogni fortuna.

Il coraggioso sorprese il mostro addormentato e la cosa sembrava facilitare il suo ardito compito. Ma mentre stava per colpirlo con la sua lancia, il drago si alzò e gli balzò contro. Da qui ne seguì una spaventosa battaglia, durante la quale la bestia aveva la meglio. Ma un certo punto, il bagliore di un raggio di sole riflesso nell'armatura accecò il drago: fu l'occasione giusta, il giovane scagliò la sua lancia e trafisse a morte il mostro. Tutti i cittadini si riunirono immediatamente sul luogo del combattimento per vedere con i propri occhi quello che era accaduto. Seguirono giorni di festa per celebrare il giovane, che fu premiato con dei terreni che un tempo erano di appartenenza del mostro.

Stemma e gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il drago della leggenda, che aveva per nome Thyrus (o Tiro, italianizzato), è riportato sullo stemma della città di Terni. Sul gonfalone della città invece, campeggia la scritta Thyrus et amnis dederunt signa Teramnis, che significa: Tiro e i fiumi segnarono Terni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Con decreto dell'allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 13 gennaio 1960 venne conferita la Medaglia d'argento al valor civile alla Città di Terni per i 108 bombardamenti subiti e per il contributo offerto alla lotta per la liberazione. L'onorificenza venne consegnata dall'allora prefetto Ferro al sindaco Ottaviani durante un consiglio comunale straordinario che vide la presenza delle massime autorità e di numerosi cittadini.[40]

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Centro industriale di particolare importanza per la produzione bellica, sopportava con sereno coraggio ben 108 bombardamenti che la radevano quasi completamente al suolo e che uccidevano numerosi dei suoi figli migliori. Teneva, nei confronti del nemico invasore, sereno e dignitoso contegno, offrendo un notevole contributo alla lotta per la liberazione.»
— 13 gennaio 1960

Terni è inoltre tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.[41]

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Terni, centro industriale di particolare importanza per la produzione bellica, fin dall'8 settembre 1943 sostenne con animo indomito la guerra partigiana. La sua popolazione incurante delle rappresaglie, distruzioni e sacrifici opponeva fiera resistenza allo strapotere militare nazifascista, offrendo alla causa della Resistenza un valido contributo di sangue e di eroismo. Terni, 8 settembre 1943 - 13 giugno 1944.»
— 30 ottobre 1992

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumenti e luoghi d'interesse di Terni.

I resti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • I resti dell'Anfiteatro Fausto del 32 a.C., ubicato all'interno del parco cittadino "La Passeggiata". Di questa struttura si possono notare parti di opus reticulatum in blocchetti bicolori. Fu eretto nel 32 d.C. per ordine di Fausto Liberale, durante il regno di Tiberio, e poteva ospitare fino a 10.000 persone. Attualmente è scoperto per 2/3 del perimetro, essendo una parte occupata dalla chiesa del Carmine; tuttavia, si può vedere l'ellisse originaria. Periodicamente è adibito a sito per eventi culturali e concertistici.
  • I resti dell'antica cinta muraria romana.
  • I resti archeologici di palazzo Carrara, ex biblioteca civica, consistenti per la maggior parte in epigrafi romane.
  • I resti della città romana di Carsulae, dove ancora è visibile un tratto della antichissima Via Flaminia, che da Roma portava all'Adriatico.
  • Il Museo archeologico di Terni (area ex-SIRI), dove sono raccolti i resti pre-romani e romani recuperati dai numerosi scavi cittadini. Di notevole interesse l'esposizione dei corredi tombali rinvenuti nelle necropoli dell'età del ferro delle Acciaierie, di S. Pietro in Campo e di Alterocca.

La città medievale e le chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Porta Sant'Angelo (XIV secolo), era l'ingresso nord-occidentale della città.
  • Porta Spoletina (XIV secolo), sulla via Flaminia; era l'ingresso settentrionale.
  • La cripta del Duomo (VI secolo).
  • La torre romanica dei Barbarasa, situata in via Roma, è la meglio conservata tra le case-torri medievali. Una lapide in alto ricorda che da qui venne esposta la reliquia del Preziosissimo Sangue, conservata nel Duomo, per allontanare dalla città un'epidemia di peste.
  • La torre dei Castelli, situata in via dei Castelli.
  • Duomo di Terni, dedicato a Santa Maria Assunta, di origine romanica, fu ristrutturato nel XVII secolo. La chiesa conserva interessanti opere d'arte, tra le quali va segnalata la tavola di Livio Agresti "Presentazione al tempio e Circoncisione", del 1560; nella cappella maggiore si può ammirare un altare, opera del Minelli, che rappresenta senza dubbio la testimonianza artistica cittadina più importante tra quelle del XVIII secolo.
  • Santuario di San Francesco (XIII secolo), in stile gotico. La chiesa è stata manomessa più volte nel corso dei secoli. La parte centrale della facciata presenta un portale gotico sovrastato da un oculo, mentre le parti laterali sono del XV secolo. L'abside e il campanile, decorato con bifore, sono opera di Angelo da Orvieto. All'interno è di notevole interesse la Cappella Paradisi, decorata da affreschi con scene dantesche di Bartolomeo di Tommaso (XV secolo).
  • Chiesa di San Salvatore (XI secolo): è una struttura molto particolare, formata da due edifici contigui, uno a pianta circolare del V secolo ed un altro, l'avancorpo, a pianta rettangolare del XII secolo, con semplice facciata decorata da una monofora e da archetti.
  • Chiesa di Sant'Alò (XI secolo), appartenuta all'Ordine dei Cavalieri di Malta; restaurata negli anni cinquanta, la chiesa presenta tre navate divise da colonne e pilastri e una bella abside.
  • Chiesa di San Pietro, appartenuta agli Agostiniani fin dal 1267, la chiesa presenta nella facciata un portale gotico con decoro quattrocentesco nel timpano; sul lato sinistro si può notare parte della struttura primitiva e il campanile quadrato con bifore nella parte inferiore.
  • Chiesa di San Lorenzo, costruita nel XIII secolo, su un edificio molto più antico, e quindi ampliata nel XVII secolo; restaurata dopo i bombardamenti, attualmente presenta una facciata con trifore e portale cieco, e una bella abside; l'interno è a due navate, con la particolarità che la parte destra è ad un livello più basso.
  • Chiesa di San Cristoforo, risalente al XIII secolo. La chiesa è stata ristrutturata nel dopoguerra e divisa in una parte nuova e in una vecchia: nella parte vecchia vi sono affreschi e resti dei secoli XIV e XV; la parte nuova è stata ricavata dalla canonica, luogo in cui, secondo un'antica tradizione, san Francesco operò un miracolo. Nella chiesa viene anche conservato il cippo dal quale il Santo parlava ai fedeli.
  • Basilica di San Valentino, antichissima struttura costruita in un'area cimiteriale cristiana per ricordare il vescovo ternano martirizzato a Roma nel 273 e portato su tale collina della periferia ternana dai suoi seguaci; la forma attuale risale al 1618 ed il convento e le spoglie del Santo sono state conservate dai Carmelitani fino al XX secolo, quando il comune di Terni ne prese l'eredità.
  • Santuario di Sant'Antonio di Padova, inaugurata nel 1935 e ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale è occupata da Frati Francescani. Dal 2010 la chiesa diventa santuario poiché vi sono custodite le spoglie dei protomartiri francescani (Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto) uccisi in Marocco il 16 gennaio 1220 e venerati santi da papa Sisto IV nel 1481.

I palazzi cittadini[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Spada (sede del Comune) (Corso Vecchio) del XV secolo, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane (fu terminato nel 1576, forse sua ultima opera), imponente edificio, antica sede della famiglia Spada, è a due piani e un mezzanino.
  • Palazzo Fabrizi (sec. XVII) (Via XI Febbraio).
  • Palazzo Mazzancolli (sec. XV) (Via Cavour), sede attuale dell'Archivio di Stato.
  • Palazzo Rosci (ora Bianchini-Riccardi) (sec. XVI) (Piazza Duomo), forse edificato su progetto di Baldassarre Peruzzi.
  • Palazzo Gazzoli (fine sec. XVIII) (Via del Teatro Romano). Lo schema tipologico del palazzo deriva da quello del palazzo tardo-rinascimentale romano, con una corte interna su cui si affaccia un loggiato a doppio ordine, con volte affrescate a grottesche. Oggi è sede di svariate attività culturali, una grande sala per le conferenze nonché della rappresentanza della Regione Umbria.
  • Palazzo Manassei (sec. XV) (Via Manassei).
  • Palazzo Mariani (sec. XVI) (Via del Tribunale), sede dell'Istituto Musicale Briccialdi.
  • Ex Palazzo del Comune (sec. XIV/XX) (Piazza della Repubblica), ora bibliomediateca comunale (BCT).
  • Palazzo Filerna-Perotti (poi Montani) (sec. XVII) (Via Garibaldi), con significativi affreschi di Girolamo Troppa.
  • Palazzo Pierfelici (sec. XV) (Corso Vecchio), con un notevole portale cinquecentesco.
  • Palazzo Possenti (sec. XVIII) (Via Cavour).
  • Palazzo Corradi-Maroni, già Gigli (sec. XV-XIX) (Via dei Carrara), con un significativo portale cinquecentesco in travertino.
  • Palazzo Faustini (sec. XIX) (Corso Tacito), con numerose iscrizioni romane nell'androne.
  • Palazzo Cittadini (sec XVIII-XIX) (Corso Vecchio).
  • Palazzo Carrara (sec. XVI-XVIII) (Piazza dei Carrara), ivi è presente una serie di elementi lapidei romani e rinascimentali (stemmi, sarcofagi, iscrizioni).
  • Palazzo Sciamanna (sec. XVII) (Via tre colonne).
  • Palazzo Pressio-Colonnese (già Spada e Graziani) (sec. XVI) (Via Silvestri).
  • Palazzo Canale (sec. XVII) (Via Silvestri), sede dell'antico Circolo del Drago, con una galleria interamente affrescata nel Settecento.

Vie e piazze storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza della Repubblica, che occupa lo spazio dell'antico foro della città romana, rappresenta da sempre il principale spazio pubblico cittadino. Vi si affaccia l'antico palazzo comunale che ora è sede della biblioteca comunale. Con la ristrutturazione, l'antica torre civica distrutta dai bombardamenti è stata sostituita da una moderna torre di vetro che richiama la Cascata delle Marmore. Di fronte si trova il vecchio palazzo delle poste opera dell'architetto Bazzani che occupa il sito dell'antica chiesa di San Giovanni Decollato, demolita agli inizi del Novecento.
  • Piazza Tacito, realizzata nei primi decenni del Novecento come centro della nuova città industriale, si tratta di un vasto spazio quadrangolare di cui uno dei lati è occupato dall'imponente Palazzo del Governo, opera dall'architetto Cesare Bazzani. Al centro della piazza è una monumentale fontana, opera dell'architetto Mario Ridolfi, simbolo della forza delle acque che producono energia elettrica, decorata con i mosaici rappresentanti i dodici segni zodiacali, di Corrado Cagli.
  • Piazza Solferino, (opposta a piazza della Repubblica dietro la biblioteca) era l'antica piazza del mercato, per questo denominata in passato Piazza delle Erbe. Per un breve periodo ha assunto la denominazione di piazza dei bambini e delle bambine, il suo assetto attuale è opera dell'architetto Carlo Aymonino, che ne ha progettato la pavimentazione e la scultura in travertino di una balena.
  • Piazza Europa, si tratta di un ampio spazio quadrangolare che si apre sul fianco di palazzo Spada, sede municipale. La piazza è stata aperta nel dopoguerra rimuovendo le macerie degli edifici distrutti da bombardamenti.
  • Piazza Mario Ridolfi, si tratta di un ampio slargo irregolare che si apre di fronte a palazzo Spada, sede municipale, in gran parte circondata da edifici moderni quasi tutti realizzati su progetto dell'architetto Mario Ridolfi.
  • Piazza Clai, si tratta di una delle piazze più antiche della città, la sua origine risale al medioevo anche il suo assetto attuale è in gran parte opera della ricostruzione post-bellica realizzata in chiave post-moderna alla fine del XX secolo
  • Piazza Duomo, si tratta della più bella tra le piazze storiche cittadine, uno dei lati è occupato dal portico seicentesco della cattedrale di Santa Maria Assunta, che raccorda la chiesa con gli edifici del Vescovado e dell'ex Seminario, oggi sede del Museo Diocesano e Capitolare.
  • Piazza San Francesco, di fronte al Santuario di San Francesco.
  • Piazza Valnerina, ivi sorgeva una porta cittadina (porta Valnerina) che collegava la città con la Valnerina.
  • Piazza Dante Alighieri, antistante alla stazione, qui è stata posizionata la pressa da 12.000 tonnellate.

I monumenti di archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

Lancia di Luce (o Obelisco), di Arnaldo Pomodoro
  • Obelisco "Lancia di Luce" di Arnaldo Pomodoro, che si trova alla fine di Corso del Popolo. L'opera rappresenta contemporaneamente i traguardi tecnologici e i moniti verso gli stessi; la miriade di fratture, gli inserti e gli effetti chiaroscurali rappresentano il dramma della loro scoperta e dei loro relativi poteri. Assemblata con tecniche industriali, si slancia nella sezione terminale e un suo fascino lo trova nel mutamento che assume il suo aspetto in base all'angolo visuale dell'osservatore e della differente luce dei momenti della giornata[42].
  • La "Pressa" di Piazza Dante.
  • Il Grande Hyperion.
  • La centrale idroelettrica di Galleto.
  • Complesso dell'ex fabbrica chimica Siri: ospita il CAOS (Centro per le Arti Opificio Siri),[43] un complesso architettonico e spazio culturale sede di due musei - il museo archeologico e il Museo d'arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice, di uno spazio per mostre e del Teatro Sergio Secci.
  • Polo d'incenerimento Maratta, negli anni si sono avvicendati 3 impianti d'incenerimento, ora in uno dei due attivi sono stati riscontrati gravi mancanze dopo un grande sforamento del limite di diossina e furani è stato solo temporaneamente chiuso.
  • Il Ponte di Ferro.
  • Monumento ai Partigiani d'Italia.
  • La "Stella di Miranda", una stella artificiale posizionata tra le frazioni di Larviano e Miranda, ed è una delle più grandi in Italia, dopo la stella cometa di Torrebelvicino
  • Gli Umbria Studios, appartenenti a Cinecittà, chiamati scherzosamente "PapignHollywood".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Monumentale torchio per le olive (Episcopio di Terni, prima metà del 1700). Le terre di proprietà del vescovado producevano anche olive che, per la parte spettante al Capitolo della cattedrale, venivano poi spremute nel torchio del Vescovo per produrre olio.
  • Il museo archeologico contiene una sezione preromana e una dedicata all'illustrazione della vita cittadina in epoca romana e tardoantica; è ospitato presso il CAOS (Centro Arti Opificio Siri).
  • Il Pinacoteca Comunale di Terni: al suo interno trovano spazio il rinnovato allestimento della pinacoteca comunale (ospitata precedentemente a Palazzo Gazzoli) e una nuova area dedicata interamente all'arte contemporanea (dal dopoguerra ai giorni nostri) con particolare attenzione agli artisti del territorio. Sono presenti i dipinti della "Pala dei Francescani" di Piermatteo d'Amelia e lo "Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria" di Benozzo Gozzoli, lo "Stendardo" di Niccolò Alunno; è ospitato presso il CAOS (Centro Arti Opificio Siri).
  • Il parco "A. De Felice" a Torreorsina.
  • Mostra permanente di paleontologia (ex-chiesa di San Tommaso).
  • Centro di visita e documentazione di Carsulae.
  • Museo Diocesano e Capitolare.
  • Centro di documentazione dell'Area naturale protetta del Parco Fluviale del Nera, con il Museo Ornitologico e Micologico nel palazzo Magalotti di Collestatte.
  • Centro di Documentazione sul Patrimonio Industriale Locale "Antenna Pressa".
  • Museo delle Armi della Città di Terni.
  • Museo del Motorismo ternano.

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • La campagna ternana la si può ammirare perché conserva ancora un fascino bucolico suggestivo, circondata com'è dai Monti Martani a nord, Reatini a sud e le gole della Valnerina a est. Il suo fascino paesaggistico ricorda, ad un occhio attento e sensibile, una via di mezzo fra i paesi delle isole britanniche e la Toscana, con uno sprizzo di campagna laziale. Va notato che è particolarmente bella sia in inverno che in primavera, quando la punta del Monte Terminillo, che svetta sopra le altre con la sua cima innevata, si staglia in tutta la sua austera bellezza in molteplici giochi di luci e colori a seconda delle ore della giornata. Ad arricchire ulteriormente il paesaggio, come gioielli incastonati fra colline e monti, sono anche le numerose rocche e castrum dell'antico comune di Terni: Collescipoli, Rocca San Zenone, Colleluna, Miranda e Rocca di Monte Sant'Angelo.
  • La cascata delle Marmore, opera romana d'idraulica del III secolo, voluta dal console Curio Dentato. Si trova sulla S.S. Valnerina a 7 km da Terni.
  • Il lago di Piediluco, adagiato sulle colline umbre a 13 km da Terni.
  • La Valserra, bagnata dal torrente Serra e con suggestivi borghi fortificati che vi si affacciano.
  • L'area dei monti Martani, dominata dal monte Torre Maggiore.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla seconda metà del XIX secolo, con l'espansione della grande industria, la città raddoppiò i propri abitanti, passando da trentamila a circa sessantamila. La presenza degli operai nel tessuto sociale cittadino era enorme all'inizio del XX secolo: il 70% della popolazione residente. Dopo la seconda guerra mondiale, la seconda ondata di immigrazione interna fece raggiungere i centomila abitanti all'inizio degli anni sessanta, inducendo a pensare che Terni avrebbe raggiunto i duecentomila entro il 2000. Con la crisi della siderurgia degli anni settanta e ottanta, il numero degli abitanti si è invece stabilizzato sugli odierni 110.000, soprattutto per l'apporto dell'immigrazione dall'estero che è aumentata in modo esponenziale a partire dagli anni novanta.

L'andamento demografico della città di Terni ha attraversato diverse fasi nel secondo dopoguerra. In particolare, a partire dalla fine degli anni cinquanta troviamo:

  • 1960 – 1974: gli ultimi anni di sviluppo demografico espansivo, con la popolazione che passò da 94.825 a 111.043 unità.

Il saldo demografico, tranne che nel 1961 e 1967, si mantenne costantemente superiore alle mille unità e generò un tasso medio annuo di crescita attorno al 13 per mille. Elementi portanti dell'esplosione demografica furono innanzitutto gli elevati valori della natalità (fenomeno del “baby boom”) con il relativo tasso che oscillava fra il 12,7 ed il 16,2 per mille, raggiungendo quest'ultimo valore, (massimo storico non più registrato) in corrispondenza del 1965 con 1645 nati. Più uniforme l'andamento della mortalità il quale, nonostante qualche oscillazione, procedeva secondo una tendenza di lieve ma costante crescita, muovendosi in un intervallo di valori compresi tra il 7,9 e 9,8 per mille. In valore assoluto, furono più gli anni nei quali si registrò un numero di morti inferiore a 1000 che non quelli con valori superiori. Non meno sostenuto risultò il livello dei movimenti migratori: sull'onda non ancora esaurita della favorevole congiuntura degli anni dello sviluppo economico (1951-1963), alimentati da massicci trasferimenti verso il nord Italia e dai processi di urbanizzazione, i flussi migratori dimostrarono di avere considerevole vitalità e consistenza.

  • 1975 - 1979: gli anni dello sviluppo moderato con la popolazione che invecchia ma continua ad aumentare raggiungendo il picco storico di 113.241 unità nel 1979.

Sebbene caratterizzato da valori positivi tanto del saldo demografico quanto dei differenziali del movimento naturale (ad eccezione del 1979) e migratorio, lo sviluppo della popolazione segnalò un cambio di marcia nei suoi ritmi espansivi con l'inizio di una decelerazione che ridusse notevolmente la velocità di crescita. A determinare questo rallentamento contribuì in primo luogo il progressivo venir meno dell'apporto fino ad allora fornito allo sviluppo del movimento naturale, la cui costante riduzione in termini di saldo giunse per la prima volta a mostrare nel 1979 un valore negativo. È conseguenza di ciò il costante attenuarsi dei livelli di natalità (9,1 per mille) contrapposti a valori lievemente crescenti della mortalità (9,7 per mille) Anche i movimenti migratori diedero il loro apporto, sebbene in tono minore, al rallentamento della crescita della popolazione: meno consistenti rispetto al passato, soprattutto quelli in entrata, i flussi dimostrano una accentuata tendenza ad avvicinare i propri valori così da produrre differenziali sempre più ridotti.

  • 1980 - 1986: gli anni della caduta frenata vedono consolidarsi il modello a bassa natalità della società ternana che porta come risultato l'invecchiamento della popolazione e quindi il suo progressivo decremento.

In termini assoluti la consistenza della popolazione scende da 113.108 a 111.162 unità, caduta che corrisponde ad un tasso medio annuo dell'1,35 per mille. Il differenziale del movimento naturale, a partire dal 1979, diventa definitivamente negativo e determinato in ciò dal persistente prevalere dei decessi sulle nascite. I 785 nati (7,1 per mille) rapportati coi 1084 morti (9,7 per mille) nel corso del 1986, sostanziano assai eloquentemente il divario crescente in seno alla componente naturale della popolazione; se tuttavia la negatività crescente del saldo naturale non si riflette per intero sul saldo demografico, ciò è dovuto al solo fatto che almeno in questo periodo l'effetto delle determinazioni biologiche viene in parte controbilanciato dai differenziali dei movimenti migratori, limitati ma ancora positivi.

  • 1987-1992: gli anni della popolazione in caduta libera; nulla più si oppone al continuo e crescente decremento della popolazione e tutti i fenomeni del precedente periodo si presentano su scala allargata.

La popolazione scende fino alle 108.138 unità nel 1992 e i movimenti migratori esauriscono la loro funzione di contrappeso degli esiti negativi della componente biologica.

  • 1993-1999: anni di sostanziale equilibrio con la popolazione che si assesta sulle 108 mila unità.

Un anno a sé stante è il 1994, in quanto è stata fatta una sanatoria che ha caratterizzato il saldo migratorio di 1129 unità e ha permesso un saldo demografico in attivo di 634 unità; è proprio in questi anni che si riscontra il maggior divario fra tassi di natalità (media del 6,9 per mille) e tassi di mortalità (media dell'11,3 per mille).

L'agglomerato urbano è rappresentato dalla Conca Ternana, dalla Valnerina Ternana, dalla Provincia di Rieti e dalla città di Spoleto (PG), per il quale esiste un "Accordo di pianificazione",[44] raggiunge i 372.782 abitanti.

Abitanti censiti[45]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione straniera residente al 1º gennaio 2017 è di 12.871 abitanti e rappresenta l'11,5% della popolazione totale,[46] in leggero calo rispetto ad un anno prima. I gruppi nazionali più numerosi (più di 500) sono:

  1. Romania: 4.607 - 35,7% (della popolazione straniera)
  2. Albania: 1.579 - 12,2%
  3. Ucraina: 998 - 7,7%
  4. India: 713 - 5,5%
  5. Filippine: 679 - 5,2%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La nuova Biblioteca Comunale costruita sul vecchio palazzo medievale del Municipio

Università[modifica | modifica wikitesto]

Con l'apertura del triennio clinico della facoltà di Medicina, nel 1974, l'Università di Perugia compiva uno dei suoi primi decentramenti sulla città di Terni. Seguì, negli anni novanta, l'apertura della facoltà di ingegneria, il completamento del ciclo unico di medicina e l'avvio del corso di diploma universitario in economia aziendale (DUEC), che diedero nuovo impulso alla vita universitaria: sono stati avviati nuovi corsi di laurea, che ospitano circa 3.000 iscritti nelle quattro facoltà riunite nel Polo scientifico e didattico di Terni dell'Università degli studi di Perugia:

  • Facoltà di Medicina e Chirurgia (sede di "Viale Trieste");
  • Facoltà di Ingegneria (sede di "Pentima", dove si trovano anche le segreterie amministrative);
  • Facoltà di Economia (sede di "San Valentino");
  • Facoltà di Scienze della Formazione (sede di "Narni").

Centri di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro Europeo di Ricerca sulle cellule staminali - Diretto da Angelo Vescovi, da ubicare presso la restaurata caserma dell'ex-milizia, nei pressi dell'ospedale. Dall'estate 2006 è attiva la Banca delle Cellule Staminali, ovvero una struttura in cui vengono prodotte e conservate cellule del cervello umano per curare, in futuro, le malattie neurodegenerative.[47] Il 26 agosto 2011 il comitato etico regionale dell'Umbria ha dato via libera alla sperimentazione delle cellule staminali sull'uomo.[48]
  • Centro di eccellenza sui materiali innovativi nanostrutturali per applicazioni chimiche, fisiche e biomediche.[49]
  • Human Health Foundation - Laboratorio di ricerca sul cancro.
  • T.E.R.N.I. - Terni Enterprise for Research and New Industries (meglio nota come Terni Research): centro di ricerca e produzione di fonti energetiche alternative. Gestore di diversi complessi fotovoltatici ed eolici nella provincia di Terni ed in altre zone d'Italia, studia nuove tecnologie di smaltimento e di conversione dei rifiuti in bio combustibili.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Tele Galileo
  • TeleTerni
  • Tele Umbria Viva

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni novanta, Roberto Benigni decise di girare nei dintorni della città, e più precisamente presso la vecchia zona industriale dismessa di Papigno, il suo film La Vita è bella, vincitore di diversi premi Oscar: i capannoni abbandonati della vecchia fabbrica della calciocianamide si adattavano perfettamente all'ambientazione delle vicende del film in un campo di concentramento nazista (anche il film Pinocchio fu completamente girato negli studi di Papigno). In conseguenza di questo episodio, e dell'esistenza del CentroMultiMediale (CMM) - struttura produttiva ora dismessa per totale inutilizzo, che ospita teatri di posa dove sono state occasionalmente girate scene sia di lungometraggi che cortometraggi, si parlò tra il 1997 e il 1998 di fare dell'impianto industriale una sorta di Città del Cinema (pubblicizzata all'epoca come "Papignolliwood"). Il progetto è stato realizzato solo in piccola parte e senza una reale bonifica dell'area, pesantemente inquinata. Gli studi di Papigno, che sulla carta vantano teatri di posa tra i più grandi in Europa, una piscina con oblò per le riprese e un teatro di posa, fornito di un enorme blue screen, destinato esclusivamente alla ripresa di scene a cui dovranno essere aggiunti effetti speciali, sono stati utilizzati solo in modo sporadico e occasionale. Recentemente, grazie ad un patto stipulato con il comune di Terni, gli studi di Papigno sono passati sotto la gestione di Cinecittà che nonostante la promessa di svolgervi almeno 150 giorni di lavoro annui, li ha di fatto adibiti al ruolo di magazzino, svolgendovi solo occasionalmente (pochi giorni negli anni) qualche attività lavorativa.

Nel corso di quasi tutto il Novecento (e non solo) diversi film, sceneggiati televisivi, spot pubblicitari e videoclip musicali sono stati ambientati nella zona. Tra questi, si citano Acciaio di Walter Ruttmann (1933), La caduta degli dei di Luchino Visconti (1969), Inferno di Dario Argento (1980), Intervista di Federico Fellini (1987) e La ragazza di Bube di Luigi Comencini (1963).

Nel 1999, presso l'ospedale cittadino Santa Maria, ebbero luogo le riprese della fiction Titanus-RAI L'amore oltre la vita con Monica Guerritore, Adriano Pappalardo ed altri. La stessa RAI, al termine delle riprese, regalò all'ospedale una statua in gesso di Santa Maria utilizzata nello sceneggiato ed oggi posta all'interno della cappella dell'ospedale con tanto di targhetta attestante la donazione.

Nel 2001 fu completamente ambientata a Terni la fiction Sei forte maestro.

Negli studios di Papigno è stato girato La Terza Madre di Dario Argento.

Inoltre, proprio nel CMM, nella primavera del 2004, fu realizzata la prima edizione del reality show Music Farm.

Nel 2007 è stato girato il film Lezioni di cioccolato con Luca Argentero e Violante Placido.

Il 29 novembre 2007, presso gli studi di Papigno si è svolto lo spettacolo di Roberto Benigni Quinto dell'Inferno, basato sulla Divina Commedia di Dante.

Nel 2008 è stato interamente girato a Terni il film Alice per la regia del ternano Oreste Crisostomi, distribuito da Medusa Film nel 2010.

Nel gennaio 2011 cominciano ufficialmente le attività della Funfactory Entertainment che produrranno al CentroMultiMediale svariati Format, Sitcom, una Fiction e un Film.[50][51]

Nel 2012 sono state fatte alcune riprese per la miniserie La vita che corre andata in onda su Rai 1.

Nel 2016 vi sono state effettuate buona parte delle riprese per il Film Tv In Arte Nino, altre riprese sono state effettuate anche a Carsulae, Narni, Amelia e Avigliano Umbro. Il film è incentrato sulla vita di Nino Manfredi prima di ottenere il successo con Canzonissima, l'attore ciociaro è interpretato da Elio Germano, mentre la regia è del figlio di Manfredi, Luca. Il film è andato in onda il 25 settembre 2017.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi musicali provenienti da Terni[modifica | modifica wikitesto]

  • Synthesis Gruppo heavy metal attivo dal 1978.
  • My Mine Gruppo musicale di genere elettronica/Sinth-pop.
  • Warhead Gruppo musicale di genere punk attivo dal 1982.
  • SRL Gruppo musicale di genere death metal attivo dal 1992.
  • Mother Mary Mood Gruppo musicale di genere hard-rock alternative attivo dal 2016.
  • Backlight Gruppo musicale di genere rock-progressive indie-folk.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Maiali Cinturini in affreschi del '400 (Vallo di Nera)
Maiali Cinturini a Porta Garibaldi (Terni, cartolina dei primi del '900)
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina umbra e Prodotti agroalimentari tradizionali umbri.

Terni è una città che, pur risentendo notevolmente l'influenza dei piatti tipici della vicinissima Valnerina (soprattutto per quanto riguarda legumi, salumi, olio, funghi e tartufi), è riuscita nel tempo a caratterizzarsi per alcune prelibatezze autoctone. I ternani sono sempre stati degli ottimi consumatori di carne (di ogni genere, ma di maiale soprattutto). Questo grazie anche alla zona geografica, storicamente abbontandante, sin dall'antichità, di querceti di varie specie e di allevatori di maiali. La razza suina tipica del territorio ternano è l'antico Maiale Cinturino, utilizzato fino al tardo 1800; dopo l'industrializzazione e con l'avvento del grande Maiale Rosa dello Yorkshire (inglese) nel mercato italiano, preferito per la sua mole e per la maggiore quantita di carne, ne è stato quasi del tutto abbandonato l'allevamento.

Per quanto riguarda la pizza, i ternani continuano a prediligere quella al taglio rispetto a quella al piatto, sebbene alcune pizzerie (al taglio) storiche del centro cittadino abbiano chiuso l'attività negli ultimi anni. Tuttavia un paio di storiche tradizioni di panettieri e pizzettari di pruduzione artigianale sopravvivono allo scorrere del tempo e delle mode, continuando ad alimentare fama e curiosità culinaria dalle città limitrofe e lontane; per quanto riguarda lo streetfood di Terni alcuni tipi di pizza particolari danno lustro, tipicità e unicità alla cucina ternana: la Pizza Grassa de Elio e le Ciambelle Grasse de Colasanti .

La stragrande maggioranza dei paesi ai dintorni di Terni organizza nei periodi estivi delle sagre, tanto che, ormai si parla di vero e proprio circuito gastronomico del comprensorio. Ecco un elenco di piatti tipicamente ternani e di piatti abitualmente consumati dalle famiglie di Terni:

Il famoso Pane Sciapo di Terni

Pane sciapo di Terni
  • Pane di Terni: non salato, facilmente digeribile, è tipico del luogo.
  • Bruschetta: utilizzata spesso come antipasto, viene degustata semplicemente con l'olio umbro (di pregevole fattura anche in paesi del ternano che fanno parte del circuito delle "Città dell'olio", come Stroncone, Sangemini, Ferentillo e Cesi, che si ergono su colline piene di ulivi), con olio e pomodoro, oppure con paté a base di olive, di carciofi o di cacciagione.

Primi piatti

Pappardelle ternane al cinghiale
  • Ciriole: primo piatto di pasta, più spessa degli spaghetti, che ben si combina con un sugo a base di funghi o a base di asparagi. La variante ciriola alla ternana viene servita in molti ristoranti del luogo.
  • spaghetti o tagliatelle al tartufo.
  • Pappardelle al cinghiale: un altro primo piatto.
  • gnocchi fatti in casa: abbinati con il sugo di carne. Sono comunque famosi anche gli gnocchetti alla Collescipolana (dalla forma più quadrata ed abbinati con fagioli e sugo), che prendono il nome dalla frazione del castello di Collescipoli.

Secondi piatti

Pizza di formaggio ternana
Faraona alla Leccarda
  • Pizza di formaggio pasqualina: sempre presente in tavola nel periodo pasquale, per una tradizione che coinvolge tutto il territorio umbro.
  • Pizza sotto lu focu: è una sorta di focaccia cotta a legna dall'aspetto simile ad una piadina ben più robusta, tipica dell'ancestrale tradizione culinaria della città di Terni. All'interno la si farcisce solitamente con prosciutto, formaggio, erbe di campo cotte e salsiccia, o anche con il solo olio. È un piatto che si consuma prevalentemente in inverno. Particolarmente famosa è la pizza sotto lu focu di Portaria, castello a nord della conca ternana e attualmente frazione del comune di Acquasparta, situato sulla collina di fronte alle antiche rovine romane di Carsulae e vicino ai castelli di Cesi e Sangemini. Nella provincia di Perugia questo piatto è conosciuto come torta al testo (ci sono, comunque, piccole differenze).
  • Cacciagione: famosi sono i piatti come il Cinghiale alla Cacciatora, la Faraona alla Leccarda (piatti tipici di Terni, risalenti al Medioevo) o la polenta cucinata con la cacciagione (allodole, tordi, ecc.).

La pasticceria

La pasticceria Pazzaglia (primo edificio sulla sinistra, cartolina del primo '900)
Panpepato di Terni

Il primo laboratorio di pasticceria di Terni sorse ad opera di Spartaco Pazzaglia nel 1913. Egli fu l’antesignano di maestri della pasticceria che producono ancora squisiti dolci, tanto che è ancora usuale che in molti giungano a Terni da Roma e da altre città, per gustarne la bontà. La sua innovazione fu di prendere l'antica ricetta, risalente al Rinascimento, del panpepato ternano e metterci il cioccolato, invece che solo il miele; questa miglioria lo rese famoso.

  • Panpepato (o pampepato) di Terni: dolce natalizio composto di una quantità notevole di ingredienti (tra cui miele, cioccolato, pinoli, nocciole, noci, pepe ecc.), viene cucinato anche in alcune zone del Lazio (Lazio Settentrionale e Roma stessa) e dell'Umbria Orientale, nonostante sia riconosciuta soprattutto la qualità e l'origine di quello ternano (che ha il marchio D.O.P.). Nel periodo natalizio è usanza comune cucinare parecchi pampepati per poterli anche regalare agli amici o ai parenti. È considerata una finezza tagliare a fette sottili il pampepato da offrire.
  • Paste e crostate delle pasticcerie ternane: nelle pasticcerie di Terni vengono preparati dei dolci di altissima qualità, come crostate alla crema o alla cioccolata e come, soprattutto, le paste (dall'ampia gamma di scelta: si parla di crema, panna, crema al cioccolato e frutta). La crema è particolarmente curata nella lavorazione (spesso fatta a mano). È consuetudine del luogo prendere le paste la domenica mattina per poi degustarle come dessert del pranzo. Anche nelle occasioni in cui si viene ospitati si usa comprare le paste e degustarle con la famiglia (o gli amici) ospitante. Rinomati anche i cornetti della mattina (vuoti, alla marmellata, alla crema, integrali al miele), da gustare ben fumanti. Anche le gelaterie del centro cittadino offrono gelati di ottima qualità.

Gli alcolici

Metello Morganti
Viparo (tipico liquore amaro di Terni)
  • Amari: particolarmente conosciuti quelli a base di erbe come il "Viparo". Ad inventarlo fu un farmacista ternano, Metello Morganti, nei primi del '900, il quale ottenne questo "elisir", frutto di un infuso alcolico di erbe, radici, fiori e legni aromatici in botti di castagno, cui venne aggiunto zucchero caramellato che gli conferì il caratteristico colore. Dopo cinque anni di invecchiamento il liquore ternano è pronto per essere venduto. Il Viparo è una bevanda che va degustata come aperitivo puro o con soda, o a fine pasto per le sue eccellenti qualità digestive. L'originale nome «Viparo» deriva dal latino «vis-paro», ossia «genera forze», ed è per questo motivo che ad esso sono legati numerosi aneddoti: negli anni '30, infatti, gli operai delle Acciaierie di Terni erano soliti entrare in farmacia a corroborarsi con un bicchierino prima di iniziare i pesanti turni di lavoro, grazie anche alla bassa gradazione alcolica (20,9°), e durante la seconda guerra mondiale furono numerose le testimonianze di soldati che si rigeneravano con un sorso di Viparo. Altre bevande tipiche ternane sono: "Amaro Vecchia Umbria" e il "Thyrus", dalle notevoli proprietà digestive e dall'ottimo retrogusto dolciastro.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

In Romanzo Criminale di Giancarlo de Cataldo edito nel 2002 da Einaudi, c'è un piccolo riferimento alla città di Terni dove avviene un arresto per ordine del commissario Scialoja.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Da gennaio a marzo - Visioninmusica, stagioni di spettacoli e concerti di musica classica a livello internazionale.
  • Da gennaio ad aprile - Araba Fenice, stagioni concertistiche di musica classica a livello internazionale.
  • Da ottobre ad aprile - Filarmonica Umbra, stagioni concertistiche di musica classica a livello internazionale.
  • Febbraio - Giorno di San Valentino vescovo e martire, nativo e patrono della città e protettore degli innamorati, la basilica è situata a 2,2 km dal centro e conserva il corpo del martire. Per tutto il mese di febbraio la città ospita gli Eventi Valentiniani dedicati al patrono della città e a tutti gli innamorati del mondo. Agli eventi religiosi vengono affiancati concerti, mostre, conferenze, sagre, seminari, spettacoli teatrali, sport, premiazioni, fiere. Dal 2005 gli eventi si sono arricchiti con gli stand di Cioccolentino, dove il cioccolato e la tradizione della pasticceria ternana animano le vie del centro.
  • Aprile - Certamen Taciteum, concorso letterario riservato agli studenti delle scuole secondarie italiane, che consiste in una prova di traduzione di un testo latino dello storico Gaio Cornelio Tacito, (che si pensa) nativo della città.
  • Aprile - tre giorni di Regata Internazionale di Canottaggio "Memorial Paolo D'Aloya" al lago di Piediluco.
  • 30 aprile e 1º maggio - Cantamaggio Ternano sfilata di carri allegorici, antica tradizione legata al risveglio della primavera.
  • Giugno - Concorso Internazionale Pianistico "Alessandro Casagrande".
  • Ultima domenica di giugno - Festa delle acque - alla cascata delle Marmore e al lago di Piediluco.
  • Giugno - Giugno Cesano, nella frazione di Cesi vengono svolte varie manifestazioni teatrali, musicali affiancate alle taverne di cucina tipica. le manifestazioni si concludono con un lungo Serpentone, dove è possibile mangiare camminando per le vie del paese.
  • Luglio - Ephebia Festival, manifestazione musicale che dopo un anno di selezione si conclude a Terni con l'esibizione dei migliori gruppi giovanili selezionati da tutta Italia. Negli anni hanno suonato tra gli altri: Linea 77, Statuto, The Ark, Moltheni, Afterhours, Il Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Casino Royale, Cosmetic, Zen Circus, Meganoidi, Paolo Benvegnù, Dente, Massimo Volume, Stato Sociale e Gazebo Penguins. Dal 2014 Ephebia si è allargato anche oltre i confini italici. Infatti si sono esibiti, tra gli altri, i britannici 65daysofstatic.
  • Settembre - "Tributo a Sergio Endrigo - Città di Terni", manifestazione musicale che celebra la figura e il valore artistico di Sergio Endrigo, che sposo' una cittadina ternana ed è sepolto nel cimitero civico. Negli anni, dal 2012, sono stati ospiti dell'evento Simone Cristicchi, Francesca Michielin, Morgan.
  • Settembre - Terni Festival, festival internazionale della creazione contemporanea. Il festival propone un cartellone di spettacoli teatrali di artisti italiani e stranieri.
  • Settembre - Terni On-Notte Bianca, notte bianca dove si svolgono concerti, spettacoli, manifestazioni, fiere ed altro nei tre giorni (e notti) di un fine settimana.
  • Novembre - Filmfestival popoli e religioni, festival cinematografico dedicato al dialogo interreligioso.
  • Vari periodi dell'anno - Hermans Festival, concerti d'organo.

Persone legate a Terni[modifica | modifica wikitesto]

Economia ed imprese[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Claudio Tacito (Interamna Nahars, 200 - Tyana, 276), imperatore romano.
  • I Castelli furono storicamente la famiglia più importante di Terni. I loro titoli furono di: Cavalieri, Consignori, Patrizi, Nobili, Baroni, Marchesi, Duchi e Principi. Il loro ruolo, e il loro rango li assursero, sin dall'inizio del loro insediamento in città - dai tempi della loro discesa dalla Franconia (durante le guerre di Carlo Magno in Italia)- come la famiglia nobile più importante. Ebbero importantissimi esponenti in tutto il Medioevo e Rinascimento e cospicui possedimenti in terre e castelli sin dall'inizio dell'era comunale, ma soprattutto numerose diramazioni in molte città importanti quali: Milano, Genova, Roma, Treviso, Napoli e tante altre. Di loro dominio era un intero rione della città di Terni: cioè Rione Castello; un intero quartiere costruito come una cittadella fortificata all'interno della città stessa e di unico dominio del casato stesso. Ebbero un ruolo carismatico e assai coercitivo nel consiglio cittadino, tanto da influenzare in maniera incisiva la politica della città durante tutto l'alto e basso Medioevo.
  • Federico Fratini (Terni, 1828 - Terni, 1877), patriota.
  • Giovanni Froscianti (Collescipoli, 1811 - Collescipoli, 1885), patriota.
  • Giuseppe Nicoletti (Terni, 1799 - Terni, ?), ex sindaco.
  • Alceo Massarucci (Terni, 1832 - Terni, 1923), sindaco di Terni.
  • Giuseppe Petroni (Bologna, 1812 – Bologna, 1888), patriota, politico.
  • Pietro Clementini (Terni, 1821 – Mentana, 1867), patriota.
  • Tito Oro Nobili (Magliano Sabina 1882 – 1967), politico, ex Sindaco di Terni, ex Presidente delle acciaierie.
  • Comunardo Morelli (Terni, 1892, ?), politico, ex sindaco.
  • Gianfranco Ciaurro (Terni, 1929 – Roma, 2000), ex Consigliere di Stato e Ministro della Repubblica, dal 1993 al 1999 fu sindaco della città.
  • Filippo Micheli (Montefranco, 1911 - Terni, 1995), politico.
  • Gustavo Selva (Imola, 1926 - Terni, 2015), giornalista, politico.
  • Enrico Micheli (Terni, 1938 - Terni, 2011), politico.
  • Antonio Baldassarre (Foligno, 1940), costituzionalista, vive a Terni, è stato consigliere comunale.
  • Claudio Petruccioli (Terni, 1941), politico, giornalista.
  • Oreste Scalzone (Terni, 1947), attivista.
  • Paolo Raffaelli, giornalista e politico.

Militari e forze armate[modifica | modifica wikitesto]

  • Ser Cittadini l'ammazzadraghi, (Terni XIII secolo), mitico cavaliere ternano di origine germanica che secondo una leggenda medievale è l'uccisore del drago Thyrus, effigiato nello stemma comunale.
  • Liberotto Liberotti, (Terni XII secolo), leggendario fabbro ternano, liberatore del popolo di Terni dalla brevissima oppressione narnese (ottenuta con l'aiuto di Spoleto) del XII secolo.
  • Gioannuccio (o Giannuccio) II Castelli (o anche chiamato Joannuccio o Giannuzio, Terni XIV secolo), soprannominato il Senza paura, fu nobile uomo d'arme, capitano del popolo e Signore dei ghibellini di Terni. Guidò la famosa battaglia di Colleluna del 1340 contro le truppe del governatore pontificio Guigone (o anche detto Vigone o Vigo) da S. Germano.
  • Andrea V Castelli (Terni XIV - XV secolo), figlio di Gioannuccio II fu nobile uomo d'arme, politico, podestà e Signore dei ghibellini di Terni. Ufficiosamente e di fatto Signore della città di Terni e contado; ma per volontà propria non nominalmente. Acerrimo nemico di Braccio da Montone.
  • Andreasso I Castelli (Terni XV secolo), soprannominato il Vecchio, nipote di Andrea V, fu Gran connestabile del Regno di Napoli e condottiero. Fu l'uccisore di Braccio da Montone e fu il primo inventore della ruota, del cane e della selce che si applicarono all'archibugio.
  • Giorgio III Castelli (Terni XV secolo), soprannominato Torio, condottiero.
  • Andreasso II Castelli (Terni XV secolo, nipote di Andreasso I) condottiero. Fu ricordato per grandi imprese rese alla sua patria città e ad altre bandiere, e soprattutto per la sua statura e la sua corporatura imponenti.
  • Ludovico Aminale da Terni (Terni, XVI secolo) fu uno dei tredici cavalieri italiani che partecipò alla famosa Disfida di Barletta contro tredici cavalieri francesi.
  • Alessandro Tomassoni (Terni, XVI secolo) condottiero.
  • Lucantonio Tomassoni (Terni, XVI secolo) condottiero.
  • Orazio Nucula (Terni, XVI secolo) cavaliere avventuriero, scrittore e diplomatico.
  • Anastasio e Stefano e Ciancherotti (Terni, XVI-XVII secolo) condottieri.
  • Alvaro Leonardi (Terni, 1895 – Cameri, 1955), aviatore, ufficiale.
  • Elia Rossi Passavanti (Terni, 1896 – Terni, 1985), deputato, militare (dragone di cavalleria). È stato podestà della città di Terni, nonché storico locale.
  • Germinal Cimarelli (Terni, 1911 – Monte Torre Maggiore, 1944), antifascista e partigiano.
  • Roberto Antiochia (Terni, 1962 – Palermo, 1985), poliziotto, vittima della mafia.
  • Stanislao Caraciotti, ammiraglio, di origine ternana.
  • Mario Trabucchi (Terni, 1908 - Pantelleria, 1942), aviatore.
  • Pompeo Agrifoglio (Terni, 1889 - Palermo, 1948), militare, agente segreto.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Arte e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musica e spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni di Terni[modifica | modifica wikitesto]

Nuova ripartizione territoriale secondo la delibera della Commissione Statuto del Comune; divisione operativa dalle elezioni comunali 2009 (Dal 23 giugno 2009)

La città è suddivisa in tre circoscrizioni, a seguito di una riforma amministrativa avvenuta nel 2009, che ne ha ridotto il numero da nove.[52] La suddivisione è la seguente:

Circoscrizione Superficie Residenti Distretti-Quartieri
I Est 118,23 km² 29.257 Quartieri: Centro Storico (parte est), Achille Grandi, Bovio, Campofregoso-Brin, Casali di Papigno, Cervara, Ex Ferrovieri, Pentima, San Carlo, Sant'Agnese, Toano, Trevi, Tuillo, Volghe-Prisciano.

Frazioni: Collestatte, Collestatte Piano, Larviano, Marmore, Miranda, Papigno, Piediluco, San Liberatore, Torreorsina, Valserra (Rocca San Zenone, Collelicino, Castagna, Romita, Appeccano, Poggio Lavarino, Cecalocco, Battiferro, Acquapalombo, Colle Giacone, Giuncano, Polenaco, Pracchia, Porzano).

II Nord 60,72 km² 39.605 Quartieri: Centro Storico (parte ovest), Campitello, Cardeto-Uffici Finanziari, Campomaggiore, Cinque Strade, Colle Dell'Oro, Collerolletta, Dalmazia-San Martino, Fiori, Fonderia, Gabelletta, Maratta, Piedimonte, Pozzo Saraceno, Rivo.

Frazioni: Cesi

III Sud 32,95 km² 44.551 Quartieri: Campomicciolo, Cesure, Cospea, Giardino, Italia, Le Grazie, Matteotti, Perticara-San Rocco, Polymer-Campomaggio, Sabbione-Pantano, San Giovanni, San Valentino, Staino, Valenza, Vallecaprina-Boccaporco.
Frazioni: Collescipoli

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Acquapalombo, Appecano, Battiferro, Cecalocco, Cesi, Collegiacone, Collescipoli, Collestatte, Giuncano, Marmore, Miranda, Papigno, Piediluco, Poggio Lavarino, Polenaco, Porzano, Pracchia, Rocca San Zenone, San Liberatore, Titurano, Torreorsina, San Carlo, La Castagna, Colle Sant'Angelo.[53] Interessante la Collegiata di Santa Maria Maggiore (Collescipoli), con l'organo W. Hermans.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento la città conobbe un importante processo di industrializzazione con la creazione di numerose fabbriche. Questo processo di industrializzazione e un parallelo sviluppo economico-imprenditoriale hanno portato la città a diventare un importante polo siderurgico, metallurgico e chimico dell'economia italiana.

Sotto la spinta politica del PNF "la Terni", come erano più brevemente chiamate le acciaierie, finanziò, soprattutto negli anni trenta, la costruzione di alloggi per gli operai, fino ad interi quartieri.[54] La concessione dello sfruttamento dell'intero sistema idrico Nera-Velino e le notevoli commesse militari spinsero la 'Terni' ad essere uno dei maggiori gruppi industriali italiani: entrata nell'IRI nel 1933, oltre a sfornare acciaio, produceva in un anno circa un miliardo di kilowattora di energia elettrica dalle centrali del sistema dei fiumi Salto e Turano nel Lazio, e del Vomano in Abruzzo; produceva in esclusiva, negli stabilimenti chimici di Nera Montoro, l'ammoniaca secondo il processo Casale,[55] carburo di calcio e composti azotati nel nuovo stabilimento di Papigno.[56] Nel 1927 la 'Società Umbra Prodotti chimici', modificatasi poi in 'Viscosa Umbra', iniziò la produzione di solfuro di carbonio.[57] Nel 1939 fu costruito lo stabilimento della 'Società Anonima Industria Gomma Sintetica' (SAIGS), su iniziativa dell'IRI e della Pirelli, per la sintesi del butadiene dal carburo di calcio.[58]

Nel secondo dopoguerra, il nuovo Centro Ricerche della fabbrica chimica della Polymer iniziava a studiare le fibre poliestere e acrilica, protette dal segreto durante la guerra e delle quali pertanto ben poco si conosceva. Il Centro Ricerche studiava, inoltre, la fibra clorovinilica di cui iniziava a la produzione industriale. Oggetto di ricerca era il processo di produzione del polimero clorovinilico (PVC). In questo centro lavorava nel 1954 Giulio Natta, quando riuscì a mettere a punto i catalizzatori per la polimerizzazione stereochimica selettiva delle alfa-olefine: nove anni dopo, nel 1963, Natta fu insignito del Premio Nobel per la chimica, unico finora in Italia.

Il fucile Carcano, modello 91/38 matricola C2766, con il quale Lee Oswald avrebbe assassinato il presidente Usa John Fitzgerald Kennedy, fu costruito nel 1940 nella Regia fabbrica d'Armi di Terni.

Nel 1992 alle acciaierie di Terni fu sequestrata la culatta del famoso "super cannone" commissionato da Saddam Hussein.

Oggi l'economia cittadina è ancora imperniata sull'acciaieria, che dalla fine degli anni novanta è totalmente in mano della multinazionale tedesca ThyssenKrupp. Dopo le dure trattative del 2004 e 2005, terminate con la chiusura del reparto di produzione dell'acciaio magnetico, unico sito in Italia, il trend sembra essere positivo, con nuovi investimenti della proprietà specialmente nella produzione dell'inossidabile.

Inoltre la città si sta sempre più specializzando nel settore terziario, grazie alla posizione geografica che ne fa una cerniera tra l'Umbria, Roma e il Centro Italia; e della ricerca, grazie allo sviluppo universitario e al costituendo Centro di ricerca per le cellule staminali, progetto curato dallo scienziato Angelo Vescovi, e dal centro di ricerca per le Nanotecnologie. In tutto il territorio sono presenti 17 multinazionali, operanti soprattutto nei settori della chimica e della tecnologia.

Al 2015, il totale delle imprese presenti nel territorio ammonta a 10.590, di cui: il 39% è rappresentato da commercio e trasporti, il 25,3% dai servizi, il 12,3% dalle costruzioni ed il 9,1% dall'industria e produzione energetica.[59]

Fonti di energia[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Terni è presente una centrale idroelettrica (Galleto), controllata da ERG che produce 530 MW. Due sono le centrali termoelettriche, entrambe controllate da Edison S.p.A.. Nell'ambito delle energie rinnovabili si annovera TerniEnergia (installazione di impianti fotovoltaici, parchi eolici) e Genera (progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici, a biomasse e parchi eolici).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Grattacielo in Via Giandimartalo di Vitalone
Vista di un quartiere moderno di Terni in notturna.

Per la sua posizione strategica, Terni è collegata a tutte le maggiori città del centro Italia con tempi di percorrenza piuttosto brevi. Il sistema viario di Terni è composto da:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Terni

La stazione centrale è situata sulla ferrovia Roma-Ancona, interessata da relazioni treni regionali e a lunga percorrenza, e funge altresì da capolinea di due relazioni regionali.

La ferrovia Terni-Sansepolcro, la cui infrastruttura è in carico alla Ferrovia Centrale Umbra (FCU), è gestita da Busitalia-Sita Nord.

La ferrovia Terni-L'Aquila-Sulmona, di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), vede anch'essa servizi gestiti da Busitalia-Sita Nord sulla relazione verso L'Aquila. Su tale infrastruttura sono attive in ambito suburbano le stazioni e fermate di Terni Cospea, Marmore e Stroncone.

rete dei trasporti del settore nord-est dell'area metropolitana di Roma

La stazione è interessata anche da alcuni treni merci, soprattutto in relazione alla presenza degli stabilimenti siderurgici e chimici raccordati.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Convoglio in sosta davanti alle acciaierie (cartolina d'epoca)

Le autolinee urbane, suburbane ed extraurbane di Terni sono attualmente gestite da Busitalia-Sita Nord.

Fra il 1901 ed il 1933 fu attiva a Terni una linea tranviaria urbana che collegava la stazione Dante e la centrale piazza Tacito fino a raggiungere piazza Vittorio Emanuele, poi piazza della Repubblica. Una diramazione di tale linea conduceva presso le Acciaierie di Terni, dove sorgeva anche il deposito della società esercente, la STET. Quest'ultima esercì anche, fino al 1960, la tranvia Terni-Ferentillo, una linea extraurbana costruita prevalentemente per il trasporto delle merci lungo la Valnerina.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone dell'aviosuperficie Alvaro Leonardi (Icao: LIAA), presso la zona di Maratta, per piccoli aerei, adibita a scuola di volo nonché a servizio delle forze di sicurezza e protezione civile e alla pratica del paracadutismo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Terni.

Dal 22 giugno 2009 la città è amministrata da Leopoldo Di Girolamo (Pd). La sede del comune è a Palazzo Spada.

Fino al 2014 due delle tre suddivisioni amministrative del comune di Terni sono governate da una coalizione di centro-sinistra, mentre una da Rifondazione Comunista.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Patti di amicizia[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Terni ha ospitato otto volte l'arrivo di tappa del Giro d'Italia (1926, 1940, 1951, 1957, 1976, 1978, 1987, 1995),

Principali società sportive[modifica | modifica wikitesto]

A Terni vi sono diverse società sportive che gareggiano nei livelli nazionali e internazionali della loro disciplina:

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i più importanti impianti sportivi della città di Terni:[60]

Terni, zona sud-est (quartiere di Città Giardino).jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  2. ^ Agnetti Andrea, Terni Celtica e la Stirpe del Drago, Morphema, 2016, Terni, pp 37-51.
  3. ^ http://www.romanoimpero.com/2011/12/terni-umbria.html
  4. ^ Terni, la Manchester italiana - Terni, la Manchester italiana | Stile.it
  5. ^ Guida turistica Terni: una città, mille sfaccettature - Logitravel.it
  6. ^ DONBOSCOLAND.IT - San Valentino e la città degli innamorati
  7. ^ http://www.terninrete.it/Notizie-di-Terni/default-346348
  8. ^ Dionigi di Alicarnasso, Ρωμαιχή Ἁρχαιολόγια, I, 14.4
  9. ^ Marco Tullio Cicerone, Epistulae ad Atticum, Liber IV, 15, 5
  10. ^ Claudia Andreani, La città romana, in Valentina Leonelli, Paolo Renzi, Claudia Andreani, Cristina Ranucci, Interamna Nahartium, Materiali per il Museo Archeologico di Terni , Edizioni Thyrus, Arrone (TR) 1997, p. 139
  11. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 12, 107
  12. ^ Claudia Andreani, Il municipio romano , op. cit., pp. 139-168
  13. ^ Publio Cornelio Tacito Historiae, Liber III, LXI
  14. ^ Elio Sparziano ''Historia Augusta, Vita Severi, 6
  15. ^ Epitome De Caesaribus, XXX
  16. ^ Cristina Ranucci, Interamna Nahars nella tarda antichità: l'avvento del Cristianesimo, in Valentina Leonelli, Paolo Renzi, Claudia Andreani, Cristina Ranucci, Interamna Nahartium, Materiali per il Museo Archeologico di Terni op. cit., pp. 171-202
  17. ^ Per i movimenti degli eserciti, gotico e bizantino, nell'attuale Umbria meridionale vedi Procopio di Cesarea, Ὑπὸν τὼν πολεμὼν, V, 16; VI, 11; VII, 12; VIII, 23
  18. ^ Die Chronic des Popstes Burchard von Ursberg in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum germanicarum in usum scholarum separatim editi, p. 52; Johan Friederich Bohmer, Regesta Imperii IV. Lothar III und åltere Staufer 1125-1197. 2 Abt.: Die Regesten des Kaiserreiches unter Friederich I 1152(1122)-1190. Lief 1168-1180, Wien 2001, IV, 2,3, n.2070 Startseite : Regesta Imperii
  19. ^ Giorgio Brighi, Terni giacobina. Dalla Repubblica Spoletina alla Repubblica Romana, in Memoria Storica, vol. 18, 2001, pp. 7-16.
  20. ^ Vincenzo Pirro, Cultura e struttura a Terni nell'Ottocento. II parte: Il tramonto dello Stato Pontificio (1831-1846), in 'Memoria Storica', 3, 1993, pp. 5-26
  21. ^ Vincenzo Pirro, «Terni politica. Dalla restaurazione all'annessione (1850-1861)», in Memoria Storica, 8, 1996, pp. 7-26
  22. ^ L'Umbria, Manuali per il territorio, Terni, Edindustria, Roma 1980, pp. 642-646
  23. ^ Franco Bonelli, Lo sviluppo di una grande impresa in Italia. La Terni dal 1884 al 1962, Einaudi, Torino 1975, pp. 13-16; Renato Covino,Lo sviluppo industriale, in Storia Illustrata delle città dell'Umbria, op. cit., pp 285-296
  24. ^ Luigi Lanzi, Virgilio Alterocca,Guida di Terni e dintorni con indicatore commerciale e industriale umbro e adorna di 30 incisioni, Terni 1899, pp. 97-102
  25. ^ Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Direzione generale della Statistica, Notizie sulla condizione industriale della Provincia di Perugia (Umbria). Con una carta stradale e industriale, in 'Annali di Statistica Industriale', Fascicolo XLVI, Roma 1893, pp. 72-73
  26. ^ Luigi Lanzi, Virgilio Alterocca,Terni industriale, op. cit., p. 118
  27. ^ ibidem, pp. 111-115
  28. ^ AA VV,L'Umbria - Manuali per il territorio, Terni, op. cit., pp. 698-702
  29. ^ La Società degli Alti Forni, Fonderie e Acciaierie di Terni ed i cantieri navali F.lli Orlando & C. di Livorno, N. Odero & C. Genova (Foce), N. Odero fu A. & C. Sestri Ponente , Roma 1914
  30. ^ Attilio Iacoboni, L'industria meccanica italiana , Centro di studi e piani tecnico-economici istituito dal CNR e dall'IRI, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1949, p. 150
  31. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  32. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 3
  33. ^ Angelo Bitti, La guerra nella provincia di Terni: sfollamento, bombardamenti, distruzioni e ricostruzione, in Angelo Bitti e Stefano De Cenzo, Distruzioni belliche e ricostruzione economica in Umbria. 1943-1948, Crace, Perugia 2005, pp. 1-45
  34. ^ Red UmbriaSud, Alla città di Terni medaglia al valor civile, su umbriasud 2.0, 7 maggio 2016. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  35. ^ Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare - Istituzioni Decorate di Croce di Guerra al Valor Militare Comune di Terni, su www.istitutonastroazzurro.it. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  36. ^ Renato Covino, I licenziati di Terni (1952-1953), in 'Annali di Storia d'Impresa', 15/16, 2004-2005, pp. 119-139
  37. ^ Francesco Chiapparino, La 'Terni' siderurgica dal 1922 ad oggi, in Storia illustrata delle città dell'Umbria, op. cit., pp. 604-610
  38. ^ Per la precedente vicenda urbanistica, v. Ciuffetti, Augusto, Terni dal piano di ricostruzione del secondo dopoguerra al piano regolatore del 1960, Storia e problemi contemporanei : 65, 1, 2014 (Milano : Franco Angeli, 2014).
  39. ^ Aldo Tarquini, La città di Mario Ridolfi. Architettura, urbanistica, storia, arte, cinema, fotografia, De Luca Editori d'Arte, Roma 2006
  40. ^ Volume realizzato dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Terni per i 60 anni di Consiglio Comunale (1946 - 2006) pp.42-43
  41. ^ Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare - Istituzioni Decorate di Croce di Guerra al Valor Militare Comune di Terni
  42. ^ Mini documentario sulla realizzazione dell'obelisco: https://www.youtube.com/watch?v=gjLL_Io66qc
  43. ^ Centro Arti Opificio Siri
  44. ^ [1]
  45. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  46. ^ [url http://demo.istat.it/str2016/index.html Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2016 e popolazione residente al 1º gennaio 2017 - Totale: 12.871], demo.istat.it.
  47. ^ Nasce a Terni banca delle cellule staminali cerebrali su MolecularLab
  48. ^ Si Alla Sperimentazione Delle Cellule Staminali :: Informazione :: Sanità
  49. ^ Articolo La Repubblica
  50. ^ [2]
  51. ^ TERNI, CMM: FICTION E SIT COM. DAL 15 GENNAIO FUNFACTORY NEGLI STUDIOS :: Informazione :: Economia
  52. ^ 'Le Circoscrizioni di Terni? Ne basterebbero 3!' - Corriere dell'Umbria, 29 ottobre 2008. 'Solo tre circoscrizioni a Terni?' - Giornale dell'Umbria, 15 ottobre 2008
  53. ^ comuniecitta.it, http://www.comuniecitta.it/frazioni-localita/55032-comune-di-terni. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  54. ^ Renato Covino, Il Fascismo, in Storia Illustrata delle città dell'Umbria, op. cit., pp. 523-534
  55. ^ Turreno Gemma, Le origini dell'Ammoniaca Sintetica a Terni, in 'Rassegna Economica', 1955, II, 11-12, pp. 3-5
  56. ^ Franco Bonelli, op. cit., pp. 130-145
  57. ^ Elia Rossi Passavanti, La città dinamica. Sommario della storia di Terni dalle origini all'Impero Fascista, Roma 1940, pp. 507-508
  58. ^ Pasquale Saraceno, L'Istituto per la ricostruzione industriale - I.R.I. - III. Origini, ordinamento e attività svolte, Ministero dell'Industria e del Commercio, Torino 1956, pp. 46-47
  59. ^ http://comune.terni.it/portaldata/UserFiles/Pagina/Statistica/2015/8_Imprese.pdf
  60. ^ Vedi anche http://www.comune.terni.it/canale.php?idc=317.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Satiro cacciatore con cane e poiana (dettaglio, Sala dell'Olimpo, Stellaert Marten e Congnet Gillis, 1567, Palazzo Giocosi, Terni)
  • Alessandro Portelli, Biografia di una città, storia e racconto: Terni 1830-1985. Einaudi Microstorie, Torino 1985
  • Alessandro Portelli, Acciai Speciali. Terni, la ThyssenKrupp, la globalizzazione. Donzelli Editore, Roma 2008 ISBN 978-88-6036-261-2
  • Luigi Lanzi, Terni, la città e i dintorni. Edizioni Thyrus, Terni 2002
  • Elia Rossi Passavanti, Terni. Alterocca, Terni 1974
  • AAVV, Storia Illustrata delle Città dell'Umbria, a cura di M. Giorgini. Elio Sellino Editore, Milano 1994
  • L'Umbria - Manuali per il territorio, Terni. Edindustria, Roma 1980
  • Franco Bonelli, Lo sviluppo di una grande impresa in Italia. La Terni dal 1884 al 1962. Einaudi, Torino 1975
  • Valentina Leonelli, Paolo Renzi, Claudia Andreani, Cristina Ranucci, (a cura di Vincenzo Pirro) Interamna Nahartium - Materiali per il Museo Archeologico di Terni. Edizioni Thyrus, Terni 1997
  • Marcello Gaggiotti, Dorica Manconi, Liliana Mercando, Monika Verzàr, Guide Archeologiche Laterza, Umbria Marche. Laterza, Roma-Bari 1980
  • Lodovico Silvestri, Collezione di memorie storiche tratte dai protocolli delle antiche riformanze della città di Terni dal 1387 al 1816. Edizioni Thyrus, Terni 1977
  • Francesco Angeloni, Historia di Terni. Roma 1666. III ed. Terni 1966
  • Renato Covino (a cura di), Le industrie di Terni. Giada, Perugia 2002
  • Renato Covino (introduzione) e Gianni Bovini (apparati), "Le industrie di Terni. Schede su aziende, infrastrutture e servizi". Giada, Perugia 2002
  • Paolo Rinaldi (a cura di), "L'iconografia francescana a Terni, nel sud Umbria e nella Sabina". Comune di Terni, Terni febbraio 1983
  • Paolo Rinaldi, "Materiali per il museo archeologico di Terni". Comune di Terni, Terni
  • Adriano Andreani con presentazione di Alighiero Maurizi, "Historie Ternane". Edizioni APE, Terni 2000
  • Simonetta Neri, "Terni. Guida della città e dei dintorni". edilmond, Città di Castello (PG) 1998
  • Enzo Simula - Paola Biribanti (a cura di), "Cento anni cento scatti. Una città si racconta". Edizioni Thyrus, Terni 2005
  • Marcella Arca Petrucci (edited by), "Il patrimonio della cultura termale. Per una rete europea di ecomusei". Edizioni 2005
  • 'Rassegna Economica', periodico trimestrale della CCIA di Terni, varie annate
  • 'Memoria Storica', Rivista del Centro di Studi Storici di Terni, Direttore Vincenzo Pirro. Edizioni Thyrus, Arrone (TR), varie annate, ISSN 1125-3886
  • Aldo Tarquini, La città di Mario Ridolfi. Architettura, urbanistica, storia, arte, cinema, fotografia. De Luca editori d'Arte, Roma 2006, ISBN 88-8016-705-7
  • Roberto Fabrini " La piccola grande storia della medicina a Terni" 2005 Stella editore
  • Tommaso Dore, Misteri di ieri e di oggi a Terni e nella Bassa Umbria, Italus Edizioni / Associazione Italus, Roma 2012.
  • a cura di Cecilia Cristofori, Operai senza Classe. La fabbrica globale e il nuovo capitalismo. Un viaggio nella ThyssenKrupp Acciai Speciali di Terni, Franco Angeli Milano 2009, ISBN 978-88-568-0633-5
  • Walter Mazzilli, Da Piazza Maggiore alla rotonda dell'Obelisco. Le vie e le piazze di Terni, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Antico battente con volto grottesco (Terni, XVI-XVII secolo circa)

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