Vai al contenuto

Città metropolitana di Bologna

Coordinate: 44°29′38″N 11°20′34″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Città metropolitana di Bologna
città metropolitana
Città metropolitana di Bologna – Stemma
Città metropolitana di Bologna – Bandiera
Città metropolitana di Bologna – Veduta
Città metropolitana di Bologna – Veduta
Palazzo Malvezzi De' Medici, sede istituzionale della città metropolitana, 2013
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Amministrazione
Capoluogo Bologna
Sindaco metropolitanoMatteo Lepore (PD) dall'11-10-2021
Data di istituzione1º gennaio 2015
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°29′38″N 11°20′34″E
Superficie3 703 km²
Abitanti1 025 672[1] (31-5-2026)
Densità276,98 ab./km²
Comuni55 comuni
Province confinantiFerrara, Firenze, Modena, Pistoia, Prato, Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale
  • 40121 - 40141 (Bologna)
  • 40010 - 40069 (altri comuni)
Prefisso051, 0534, 0542
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-BO
Codice ISTAT237[2]
TargaBO
PIL procapite(nominale) 34200 [3]
Cartografia
Città metropolitana di Bologna – Localizzazione
Città metropolitana di Bologna – Localizzazione
Città metropolitana di Bologna – Mappa
Città metropolitana di Bologna – Mappa
Posizione della città metropolitana di Bologna all'interno dell'Emilia-Romagna
Sito istituzionale

La città metropolitana di Bologna è una città metropolitana italiana di 1 025 672[1] abitanti dell'Emilia-Romagna, della quale è capoluogo. Comprende 55 comuni su una superficie di 3825 km². È subentrata il 1º gennaio 2015, alla soppressa provincia di Bologna.[4]

Confina a nord-est con la provincia di Ferrara, a est con la provincia di Ravenna, a sud con la Toscana (città metropolitana di Firenze, province di Prato e Pistoia) e a ovest con la provincia di Modena. Ha sede in Palazzo Malvezzi De' Medici a Bologna, che ne è anche il capoluogo, nonostante non sia individuata come tale dallo statuto, unicum tra le città metropolitane italiane.[5][6]

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]
Ripartizione del territorio
- ha %
Pianura 158 258 42,75
Collina 132 955 35,91
Montagna 79 006 21,34
Totale 370 219 100

La città metropolitana di Bologna comprende l'Emilia sud-orientale e sette comuni il cui territorio è interamente compreso nella regione storico-geografica della Romagna: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano.

Il territorio provinciale si estende principalmente in pianura e in collina. La montagna occupa il 21,3% della provincia, contro una media regionale del 25%, ed è suddivisa tra Appennino bolognese e Appennino imolese.

Il comune con l'altitudine media più bassa è Molinella con 8 metri s.l.m. Il comune con l'altitudine media più alta è Monghidoro con 841 metri s.l.m. (questo calcolo è effettuato sul punto di costruzione del Municipio). Il punto più alto della città metropolitana di Bologna è invece la sommità del Corno alle Scale nel territorio di Lizzano in Belvedere, che tocca i 1 945 metri s.l.m.

I principali fiumi che attraversano il territorio sono il Reno (211 km), che raccoglie quasi tutte le acque del Bolognese, il Santerno (85 km), l'Idice (77 km), il Sillaro (66 km), il Savena (54 km), il Samoggia (53 km) e il Setta (40 km).

Degno di nota per la sua particolarità, è il torrente Dardagna, unico fiume del territorio della città metropolitana che confluendo nel Panaro è parte del bacino idrico del Po.

Nell'esteso sistema collinare spiccano due dorsali che si pongono trasversalmente alle valli principali: il Contrafforte pliocenico e la Vena del gesso. Caratteristici sono i calanchi, formazioni collinari scavate dallo scorrere delle piogge sui versanti argillosi di diverse densità, presenti lungo la Vena del gesso sulle colline da Reggio Emilia fino alla provincia di Rimini.

Aree naturali

[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio florofaunistico del territorio metropolitano è gestito attraverso un sistema rappresentato da ben 21 aree protette e 31 siti di importanza comunitaria. La superficie complessiva nell'ottobre 2004 ammontava a 71684 ha (pari al 19,36% della superficie provinciale). In particolare ritroviamo 5 Parchi Regionali (Corno alle Scale, Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, Monte Sole, Abbazia di Monteveglio, Laghi di Suviana e Brasimone), 2 Parchi Provinciali (Montovolo, La Martina), 1 Riserva Naturale (Contrafforte Pliocenico), 13 Aree di Riequilibrio Ecologico (ARE). La presenza di habitat di interesse comunitario (SIC e ZPS previsti dalla Dir. 92/43/CEE) è discreta: 34, pari al 25,4% di quelli elencati dalla Commissione Europea per la regione continentale. Sono inoltre state censite sul territorio 70 diverse specie tra quelle elencate nell'allegato I della Direttiva Uccelli.

La Città metropolitana di Bologna venne individuata, assieme ad altre nove grandi città italiane, dalla legge 142 del 1990 sulla riforma delle autonomie locali; tuttavia, l'iter di istituzione si rivelò lungo e complesso. Il comune e la provincia di Bologna decisero così di sottoscrivere un "Accordo per la Città Metropolitana", stipulato il 14 febbraio del 1994 a cui aderirono anche altri 31 comuni, diventati col tempo 50.[7]

L'accordo istituì la Conferenza Metropolitana, costituita da tutti i sindaci dei comuni aderenti, quale organo di indirizzo politico per l'area metropolitana, presideduta dal presidente della provincia.[7] I programmi d'intervento delineati all'interno dell'accordo erano:

  • Pianificazione territoriale e ambientale
  • Sviluppo economico e politiche del lavoro
  • Servizi alle persone
  • Semplificazione attività amministrativa e finanziaria

Il 27 ottobre del 1994 venne stilato un documento per l'elaborazione del "Piano Strategico della Città Metropolitana di Bologna"; di lì a poco prese avvio l'iter legislativo per l'istituzione della città metropolitana da parte della regione Emilia-Romagna, tramite la legge regionale 229 del 1995.[8]

Nonostante questi primi progressi, fu necessario attendere la legge "Delrio" del 2014 per la definitiva istituzione delle Città metropolitane, tra cui quella di Bologna.

Emblema
Precedente stemma provinciale bolognese
«Leone rampante simboleggiante il popolo che eleva un vessillo tricolore con il motto Libertà»

L'emblema istituzionale[9] viene approvato il 18 giugno 2015. Consiste in un leone azzurro che sorregge una bandiera tricolore con la scritta LIBERTÀ; di fatto è un adattamento del vecchio stemma della Provincia, approvato con il Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III del 6 luglio 1933. Lo stemma fu proposto da Paolo Silvani che riprese il leone da un sigillo del 1831 del Governo Provvisorio di Bologna (poi divenuto le Province Unite del Centro Italia). Sia il leone che la scritta Libertas infatti provengono dallo stemma cittadino.[10][11]

Gonfalone
Gonfalone metropolitano
«Drappo rettangolare di cm 90 per 160, su cui è effigiato lo stemma dell’ente: il leone azzurro con vessillo tricolore su sfondo blu con la scritta CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA su tre righe, ad epigrafe in colore oro.»
Bandiera
«Drappo di azzurro caricato dello stemma metropolitano e della denominazione istituzionale.»
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria
«La comunità provinciale bolognese, nel corso delle vicende particolarmente drammatiche della storia del Paese, dalle stragi e rappresaglie nazifasciste del secondo conflitto mondiale ai più recenti attentati terroristici ai treni Italicus e 904 e alla stazione ferroviaria, dava prova di eroico coraggio, indomito spirito patriottico ed altissima dignità morale, offrendo numerosi esempi di generoso spirito di solidarietà umana. In occasione di eventi calamitosi che interessavano il territorio della Provincia e di altre zone dell'Italia e del mondo, con eccezionale abnegazione e manifestando elevate virtù civiche si prodigava nell'opera di soccorso e nell'alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite. 1943 - 2000 / Provincia di Bologna.»
 13 aprile 2006[12]
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria
«Alla Provincia di Bologna.»
 Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III 5 giugno 1910 [13]

Nel 2017 la città metropolitana di Bologna risultava la prima in Italia per numero di immigrati interni (ovvero nuovi residenti trasferiti da altre zone d'Italia, principalmente dal Sud).[14]

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti (migliaia)[15]

Qualità della vita

[modifica | modifica wikitesto]
Anno Qualità della vita (Il Sole 24 Ore) Qualità della vita (Italia Oggi)
2008 14º (-2) 21º (-17)
2009 13º (+1) 15º (+6)
2010 (+5) 21º (-6)
2011 (+7) 40º (-19)
2012 10º (-9) 35º (+5)
2013 (+7) 44º (-9)
2014 (-4) 53º (-9)
2015 12º (-5) 61º (-8)
2016 (+4) 47º (+14)
2017 14º (-6) 43º (+4)
2018 (+7) 43º (=)
2019 14º (-7) 13º (+30)
2020 (+13) 27º (-13)
2021 (-5) (+23)
2022 (+5) (+1)
Mappa dei distretti culturali

La città metropolitana ha individuato sette distretti culturali al fine di programmare in maniera efficace l'offerta sul territorio e valorizzare le realtà culturali locali. Essi sono: Imolese; Montagna; Pianura est; Pianura ovest; Reno Lavino Samoggia; Savena Idice; ad essi si aggiunge il comune di Bologna.[16]

Distretti culturali della città metropolitana di Bologna
Distretto Enti aderenti Musei Biblioteche Archivi storici Teatri Musica Fonti
Imolese
  • Imola (ente coordinatore)
  • Borgo Tossignano
  • Castel del Rio
  • Castel Guelfo di Bologna
  • Castel San Pietro Terme
  • Dozza
  • Fontanelice
  • Imola
  • Medicina
  • Mordano
  • Nuovo circondario imolese
14 17 14 11 6 bande musicali 10 scuole di musica [17]
Montagna
  • Unione dei comuni dell'Appennino bolognese (ente coordinatore)
  • Alto Reno Terme (ente coordinatore)
  • Camugnano
  • Castel d'Aiano
  • Castel di Casio
  • Castiglione dei Pepoli
  • Gaggio Montano
  • Grizzana Morandi
  • Lizzano in Belvedere
  • Marzabotto
  • Monzuno
  • San Benedetto Val di Sambro
  • Vergato
5 14 13 2 13 cori 9 bande musicali 11 scuole di musica [18]
Pianura est
  • Unione Reno Galliera (ente coordinatore)
  • Argelato
  • Baricella
  • Bentivoglio
  • Budrio
  • Castel Maggiore
  • Castello d'Argile
  • Castenaso
  • Galliera
  • Granarolo dell'Emilia
  • Minerbio
  • Malalbergo
  • Molinella
  • Pieve di Cento
  • San Giorgio di Piano
  • San Pietro in Casale
11 17 17 10 6 cori 7 bande musicali [19]
Pianura ovest
  • Anzola dell'Emilia
  • Calderara di Reno
  • Crevalcore
  • Sala Bolognese
  • San Giovanni in Persiceto (ente coordinatore)
  • Sant'Agata Bolognese
9 9 8 4 6 bande musicali [20]
Reno Lavino Samoggia
  • Casalecchio di Reno
  • Monte San Pietro
  • Zola Predosa
  • Sasso Marconi
  • Valsamoggia (ente coordinatore)
4 10 9 5 4 bande musicali [21]
Savena-Idice
  • Loiano
  • Monterenzio
  • Monghidoro
  • Ozzano dell'Emilia
  • Pianoro
  • San Lazzaro di Savena (ente coordinatore)
10 7 6 2 7 cori 3 bande musicali [22]

Geografia antropica

[modifica | modifica wikitesto]

Comuni metropolitani

[modifica | modifica wikitesto]

Comuni più popolosi

[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei dieci comuni più popolosi della città metropolitana di Bologna:[23]

Comuni per popolazione residente al 1º gennaio 2025
Pos.ComuneAbitantiStemma
1Bologna390 734
2Imola69 350
3Casalecchio di Reno35 360
4San Lazzaro di Savena32 852
5Valsamoggia32 117
6San Giovanni in Persiceto28 057
7Castel San Pietro Terme20 607
8Zola Predosa19 479
9Castel Maggiore18 512
10Budrio18 439

Comuni più grandi per superficie

[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei comuni più grandi per estensione della città metropolitana di Bologna[24]:

Pos.ComuneSuperficieStemma
1Imola205,02 km²
2Valsamoggia178,13 km²
3Medicina159,11 km²
4Castel San Pietro Terme148,42 km²
5Bologna140,86 km²
6Molinella127,84 km²
7Budrio120,19 km²
8San Giovanni in Persiceto114,41 km²
9Pianoro107,13 km²
10Monterenzio105,26 km²

Unioni di comuni

[modifica | modifica wikitesto]
Unioni di comuni al 1º gennaio 2026

I vari comuni della città metropolitana sono riuniti in sette unioni di comuni[25]:

Non fanno parte di alcuna Unione i comuni di Alto Reno Terme, Bologna, Budrio, Castenaso, Molinella, Sant'Agata Bolognese, San Giovanni in Persiceto e San Lazzaro di Savena.

I settori trainanti dell'economia regionale sono: l'agricoltura (ortaggi, cereali - famosa la patata DOP di Budrio), l'allevamento (suini e bovini) e la piccola e media industria nei settori alimentare, meccanico, della ceramica e dell'elettronica.

Nell'ambito dei motori vi hanno sede aziende quali la Ducati, la Lamborghini, la Malaguti, la Volvo, la Saab Italia, la Moto Morini (dal 1937 al 2014), e la BredaMenarinibus. In ambito metalmeccanico vi si trova la Malossi, la Marzocchi, la Paioli, la Minarelli, la Viro, mentre nel settore dei macchinari elettronici e delle macchine automatiche, la Saeco, la Datalogic, la Beghelli, la FAAC, l'IMA, la SACMI, la Marchesini.

Fra le industrie agroalimentari di grande rilevanza, a Bologna troviamo: nel settore alimentare la Granarolo, la Fabbri, la Segafredo Zanetti, la Montenegro, la Valsoia, il consorzio Conserve Italia (al quale appartengono i marchi Cirio, Yoga, Valfrutta, Derby Blue e Jolly Colombani), l'Eridania, l'Alcisa, la Majani, la Carpigiani, la Cerelia Acqua Minerale, oltre alle sedi nazionali delle cooperative alimentari Coop, Conad e Sigma, SISA e Despar.

Negli ultimi anni nel capoluogo emiliano sono nate numerose start-up nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Di rilievo l'attività della Fiera di Bologna, dove vengono organizzate manifestazioni internazionali, l'infrastruttura dell'Interporto di Bologna per il carico e lo scarico delle merci provenienti in container dal porto di Ravenna e il Centergross di Funo, fondato nel 1977 e una delle maggiori cittadelle commerciali d'Europa.

Infrastrutture e trasporti

[modifica | modifica wikitesto]

La città metropolitana è servita da 4 autostrade:

Strade statali e provinciali

[modifica | modifica wikitesto]

Le principali strade statali della città metropolitana sono:

Quest'ultima è stata declassata nel 2001. Il tratto di competenza della regione Emilia-Romagna è stato assegnato alla città metropolitana e ora è classificata come SP 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio.

La città metropolitana di Bologna gestisce in totale 98 strade provinciali per una estensione di circa 1400 km.[26]

Piste ciclabili

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Bicipolitana di Bologna.

La rete di percorsi ciclabili della città metropolitana di Bologna, la Bicipolitana, consiste di 32 percorsi ciclabili; di questi, 18 sono classificati come itinerari per gli spostamenti di tutti i giorni, mentre 14 sono identificati come itinerari a vocazione turistica, dedicati al tempo libero.[27]

La stazione più importante della città metropolitana è quella di Bologna Centrale in cui si diramano le principali linee regionali e nazionali. Nella provincia ci sono due linee ad alta velocità: la ferrovia ad alta velocità Milano-Bologna e la ferrovia ad alta velocità Bologna – Firenze. Le altre linee sono la Porrettana, la Bologna-Vignola, la Milano-Bologna, la Bologna-Verona, la Padova-Bologna, la Bologna-Ancona, la Bologna-Firenze e la Bologna-Portomaggiore.

È presente un unico aeroporto nella città metropolitana: l'Aeroporto di Bologna-Borgo Panigale, che nel 2014 risulta essere il settimo aeroporto più frequentato d'Italia.

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci metropolitani

[modifica | modifica wikitesto]
Sindaci metropolitani
Nominativo Partito Coalizione Mandato Elezione[28]
Inizio Fine
Virginio Merola Partito Democratico PD-SEL-IdV 1º gennaio 2015 21 giugno 2016 Elezione 2011
PD-L. civica 21 giugno 2016 11 ottobre 2021 Elezione 2016
Matteo Lepore Partito Democratico PD-SI-IV-M5S-L. civica-EV 11 ottobre 2021 in carica Elezione 2021
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Codici delle città metropolitane al 1º gennaio 2015 - istat.it
  3. bo.camcom.gov.it, https://www.bo.camcom.gov.it/it/blog/economia-bolognese-le-previsioni-del-pil.
  4. La città metropolitana rappresenta uno dei 10 enti amministrativi del territorio italiano (città metropolitane) identificati dalla legge del 7 aprile 2014 n. 56 recante "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni". Gli enti città metropolitane vennero previsti per la prima volta dalla legge n. 142 sul nuovo ordinamento degli Enti locali dell'8 giugno 1990, artt. 17-21. Vennero in seguito inseriti anche nell'art. 114 della Costituzione della Repubblica Italiana, a seguito della modifica del titolo V della Carta, avvenuta nel 2001. Nonostante vari tentativi legislativi, le città metropolitane non hanno mai trovato realizzazione pratica, rimanendo solo sulla carta, fino alla promulgazione della legge del 7 aprile 2014 n. 56 di cui sopra.
  5. Statuto della Città metropolitana di Bologna (PDF). URL consultato il 17 ottobre 2022.
  6. Che cos'è la Città metropolitana, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 17 ottobre 2022.
  7. 1 2 Bologna cambia, p. 110.
  8. Bologna cambia, p. 111.
  9. La definizione di "stemma", pur se usata dall'ente, è inesatta, non essendo racchiuso in uno scudo.
  10. Il Leone come simbolo identitario della Città metropolitana di Bologna. Logo e Gonfalone approvati da Consiglio e Conferenza dei Sindaci, su cittametropolitana.bo.it, 18 giugno 2015. URL consultato il 17 giugno 2020.
  11. Presentazione di stemma e gonfalone della Città metropolitana di Bologna (PDF), su cittametropolitana.bo.it, 18 giugno 2015. URL consultato il 17 giugno 2020.
  12. 1 2 quirinale.it, http://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/8452.
  13. Regio Decreto del 5 giugno 1910 che approva gli annessi elenchi degli enti e delle persone ai quali vennero conferite medaglie ed attestazioni di menzione onorevole per l'opera da essi data in occasione del terremoto del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 131 (straordinario) del 5 giugno 1910
  14. Gianni Balduzzi, Immigrazione interna, dove gli italiani si trasferiscono di più nel nostro Paese, in Termometro Politico, 10 luglio 2019. URL consultato il 1º marzo 2020.
  15. Popolazione residente per comune al 31 dicembre - serie storica, su inumeridibolognametropolitana.it. URL consultato il 26 aprile 2024 (archiviato il 4 agosto 2021).
  16. Distretti culturali, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  17. Imola, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  18. Montagna, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  19. Pianura Est, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  20. Pianura Ovest, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  21. Reno Lavino Samoggia, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  22. Savena Idice, su cittametropolitana.bo.it. URL consultato il 28 agosto 2024.
  23. Popolazione residente per sesso, età e stato civile al 1° gennaio 2025, su demo.istat.it. URL consultato il 27 aprile 2025.
  24. Statistiche demografiche ISTAT Archiviato il 26 marzo 2016 in Internet Archive. Dati ISTAT aggiornati al 31 luglio 2014.
  25. Associazioni di Comuni, su Portale Città Metropolitana di Bologna. URL consultato il 24 febbraio 2026.
  26. cittametropolitana.bo.it, https://www.cittametropolitana.bo.it/viabilita/Home_Page.
  27. https://www.bicipolitanabolognese.it/bicipolitana
  28. La carica di sindaco metropolitano è attribuita direttamente al sindaco del capoluogo della città metropolitana. Cfr. Città metropolitane e province, su Camera dei Deputati. Temi dell'attività parlamentare. URL consultato il 1º settembre 2025.
  • Bologna cambia, Bologna, Conferenza metropolitana di Bologna, 1995, SBN UBO0259429.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]