Ascanio Celestini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ascanio Celestini alla Fiera del Libro di Torino del 2007

Ascanio Celestini (Roma, 1º giugno 1972) è un attore teatrale, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

«Così è il paradiso. È guardare l'inferno seduti in poltrona.»

(Ascanio Celestini, Il paradiso a colori)
Ascanio Celestini in scena al Teatro della Corte di Genova

Nato e cresciuto a Roma[1][2], figlio di Gaetano Celestini, di professione restauratore di mobili, del Quadraro e di Piera Comin, in gioventù parrucchiera, di Torpignattara[3], Ascanio Celestini trascorre la sua gioventù nel quartiere periferico di Casal Morena. Consegue la maturità classica nel 1991.[senza fonte] Dopo gli studi universitari in lettere con indirizzo antropologico si avvicina al teatro a partire dalla fine degli anni 1990 collaborando, in veste di attore, ad alcuni spettacoli del Teatro Agricolo O del Montevaso[4], tra cui Giullarata dantesca (1996-1998)[5], rilettura dell'Inferno di Dante alla maniera dei comici dell'Arte. In quel periodo entra in contatto con Gaetano Ventriglia e Eugenio Allegri[5].

Ascanio Celestini si dichiara esplicitamente ateo e promuove l'ateismo come posizione filosofica sul tema della religione.[6][7]

La prima opera teatrale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli anni con il Teatro Agricolo O del Montevaso, insieme a Gaetano Ventriglia, Celestini scrive e interpreta il suo primo spettacolo, Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini (1998)[8]. Lo spettacolo racconta di un padre (Celestini) e un figlio (Ventriglia) che compiono un viaggio da Foggia a Roma, parlando e mangiando cibi poveri come il pane e le cipolle, sullo sfondo di un mondo descritto in stile pasoliniano: un viaggio che si connota come iniziazione alla morte, attraverso i racconti che il padre rivolge al figlio.[8] Una pièce in cui Celestini interpretava un personaggio drammatico all'interno di una partitura drammatica a più attori. Lo spettacolo fu finalista al Teatro della Pergola di Firenze per la rassegna Il Debutto di Amleto.

Attività in teatro, radio, TV e cinema[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1998 e il 2000 scrive la trilogia Milleuno, sulla narrazione di tradizione orale: ne fanno parte Baccalà (il racconto dell'acqua), Vita, Morte e Miracoli, La fine del Mondo (accompagnato sul palco dai musicisti Matteo D'Agostino e Gianluca Zammarelli). In Milleuno Celestini rievoca la memoria orale di chi vive ai margini della capitale romana a metà del XX secolo.[9]

Nel 2000 scrive e interpreta Radio clandestina (2000), spettacolo teatrale sull'eccidio delle Fosse Ardeatine, cui seguono Cecafumo (2002), montaggio di fiabe della tradizione popolare italiana riviste per un pubblico di ragazzi e adolescenti, Fabbrica (2002), narrazione in forma di lettera sulla vita operaia, attraverso tre generazioni di lavoratori, dalla fine del XIX secolo alla dismissione industriale degli anni '80-'90; Scemo di guerra. 4 giugno 1944 (2004, presentato alla Biennale di Venezia) sulle vicende personali del padre dell'autore, sullo sfondo dell'ingresso degli americani a Roma e del secondo conflitto mondiale; La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico (2005), sull'istituzione del manicomio e sull'odierna società dei consumi.

Ascanio Celestini con lo spettacolo Parole Sante a Villa Arconati.

Dal 2001 ha scritto e interpretato diverse trasmissioni radiofoniche per Rai Radio 3, tra cui Milleuno, racconti minonti buffonti e quattro edizioni di Bella Ciao. Sempre nell'ambito radiofonico, diverse sono state le sue collaborazioni con Radio Onda Rossa[10]. Per diversi anni a partire dal 2006 ha partecipato alla trasmissione di Rai 3 Parla con me, condotta da Serena Dandini. Quasi tutti i suoi spettacoli sono diventati libri, in particolare Storie di uno scemo di guerra (premio Bagutta, Premio Fiesole Narrativa Under 40) e La pecora nera (premio Anima) nascono come veri e propri romanzi.

L'avvio dell'attività internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 comincia a portare il suo teatro in Belgio e Francia. Chiamato da Jean-Louis Colinet partecipa al festival internazionale di Liège con Fabbrica e La Fine del mondo. Da allora fino al 2020 sarà presente in tutte le edizioni. Michael Delaunoy, Angelo Bison e Pietro Pizzuti del Théâtre le Rideau de Bruxelles portano in scena Scemo di guerra, La Pecora Nera e Fabbrica (Prix du Théâtre per il migliore monologo, 2005).

Tra maggio e giugno 2006 presenta al Piccolo Teatro di Milano Live. Appunti per un film sulla lotta di classe, accompagnato dai musicisti Gianluca Casadei (fisarmonica), Roberto Boarini (violoncello) e Matteo D'Agostino (chitarra) che sono anche gli autori delle musiche. Si tratta di uno spettacolo che varia cercando di seguire il variare delle condizioni del lavoro precario in Italia. La nuova versione con il titolo Appunti per un film sulla lotta di classe ha debuttato a Bruxelles alla fine di settembre 2007. Ha scritto anche Le nozze di Antigone (2003), interpretato da Veronica Cruciani.

Nel 2006 partecipa al film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. Nel 2007 gira il documentario Parole Sante che racconta la vicenda di un collettivo autorganizzato di lavoratori precari dell'Atesia, all'epoca il più grande call center italiano con sede nel quartiere di Cinecittà a Roma. Il documentario viene presentato al Festival internazionale del film di Roma nella sezione Extra[11]. Contemporaneamente esce il suo primo disco, anch'esso intitolato Parole sante, dove sono raccolte le canzoni presenti negli spettacoli, nel documentario e alcuni inediti. Il disco ha ricevuto nel 2007 il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell'anno e il Premio Arci Dalla parte Buona della Musica.

Nell'agosto del 2008 partecipa al progetto Traits d'union presentato al festival internazionale La Mousson d'été con il testo Fabbrica (già messo in scena in Belgio e Portogallo). Testo che ha debuttato al Théâtre Vidy-Lausanne di Losanna con regia di Charles Tordjman e musica di Giovanna Marini.

Per la giornata della memoria, il 27 gennaio 2009 presenta a Parigi l'installazione Oggetti smarriti, cinque postazioni montate nelle sale dell'Istituto Italiano di Cultura con cinque interviste registrate a deportati nei campi di sterminio nazisti. Negli stessi giorni al théâtre de l'Odéon viene letto in francese il suo testo Radio clandestina. Il testo viene portato in scena dal compianto attore Richard Mitou con la regia di Dag Jeanneret e le musiche di Gérard Chevillon col titolo Radio clandestine, mémoires des fosses ardéatines (produzione Cie coproduzione sortieOuest con il supporto di Maison Antoine Vitez, centre international de la traduction théâtrale)

Nell'autunno del 2009 a Galeata riceve il Premio Cultura dell'incontro. Il romanzo Lotta di Classe, pubblicato nell'aprile del 2009, tratta ancora il tema delle condizioni precarie del lavoro e in particolare degli operatori di call center.

Il 24 settembre 2009 debutta a Viterbo con la prima tappa di Il razzismo è una brutta storia[12], progetto nato in collaborazione con l'Arci. Lo spettacolo ha suscitato contestazioni da parte di soggetti di estrema destra.[13]

Il 17 novembre 2009 riceve il Premio Volponi, dedicato alla letteratura di impegno civile, ovvero alle tematiche sociali e del lavoro.

Il debutto registico[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 marzo 2010 a Roma inizia le riprese del film La pecora nera prodotto da Alessandra Acciai, Carlo Macchitella e Giorgio Magliulo opera prima tratta dall'omonimo suo libro che è stato anche uno spettacolo teatrale sull'istituzione manicomiale. Il film è in concorso alla 67ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dove vince il Premio fondazione Mimmo Rotella e al festival Annecy cinéma italien, durante il quale gli è assegnato il Premio Speciale della Giuria. Il film La pecora nera vince il premio come migliore interpretazione maschile nella XXVIII edizione del Sulmonacinema Film Festival (dicembre 2010), il Ciak d'oro come Miglior Opera Prima (giugno 2011) e al Bobbio Film Festival 2011 il Premio "Gobbo d'oro" al Miglior Film (agosto 2011). Celestini è inoltre candidato come Miglior Regista Esordiente al Nastro d'argento (giugno 2011).

Il 18 settembre del 2011 è premio speciale della giuria al Premio Dessì. Nello stesso anno Riccardo Dalisi gli assegna il Compasso di Latta per la sua arte che "cerca una medicina per questo mondo pieno di storture".

Nella stagione 2011-2012 esce con lo spettacolo teatrale Pro Patria una produzione del Teatro Stabile dell'Umbria. In questo racconto teatrale Celestini effettua narrazione tra presente e passato, in cui rivivono anche storie minori che raccontano la brutalità della guerra e della detenzione.[14]

Dal 2012 partecipa a The Show Must Go Off, trasmissione di Serena Dandini in onda su LA7.

Nel 2012 Félicie Fabre e Luciano Travaglino del théâtre de la Girandole di Montreuil portano in scena Lutte de classes e Récits d’un fracassé de guerre.

Nel frattempo anche il Cabaret Satirique di Renata Antonante, Lucas Lemauff e Pablo Seban sceglie i racconti di Ascanio per lo spettacolo politico All’Arrabbiata per la regia di Olivier Marchepoil.

Il teatro di Celestini è ormai di casa a Boulevard Émile Jacqmain nelle sale del Théâtre National Wallonie-Bruxelles oltre che al Manège Fonck del Festival de Liège dove ha portato tutti i suoi spettacoli.

Sviluppi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ma è nel 2013 che comincia per Ascanio la collaborazione internazionale più importante. Grazie a Jean-Louis Colinet incontra David Murgia. L’attore belga, con la regia e il testo di Ascanio, debutta in Discours à la Nation con enorme successo vincendo il premio come miglior monologo belga, premio del pubblico al Festival d'Avignone e una nomination ai prestigiosi Prix Molière.

Nel 2015 debutta con Laika, mentre nel 2017 presenterà per il Napoli Teatro Festival lo studio dal titolo Che fine hanno fatto gli indiani pueblo? In seguito a questo lavoro debutta a Roma in autunno con lo spettacolo Pueblo secondo episodio di una trilogia cominciata con Laika e destinata a concludersi negli anni futuri.

Ancora del 2017 è lo spettacolo Dépaysement. Prodotto dal Théâtre National Wallonie-Bruxelles col Festival de Liège e il Théâtre La Cité / Marseille, dopo il debutto a Liège, sarà ospitato per tre settimane al Théâtre du Rond-Point di Parigi. Oltre a Ascanio sono in scena Violette Pallaro, Patrick Bebi e il musicista Gianluca Casadei. “Le rythme est haletant, le pouvoir d'évocation vertigineux, l'écriture rageuse, traversée d'étincelles de drôlerie et de poésie. De la seule parole jaillit un théâtre d'émotions comme autant de coups de poing” (il ritmo è senza fiato, il potere dell'evocazione vertiginoso, la scrittura rabbiosa, attraversata da scintille di umorismo e poesia. Dalla semplice parola nasce un teatro di emozioni come altrettanti pugni) scrive Annie Chénieux il 27 febbraio 2017 su leJDD.

Il successo di Murgia è replicato nel 2017 con Laïka, ancora con testo e regia di Ascanio, premiato ancora dalla critica come “meilleur seul en scène” (miglior unico in scena).

Dall’estate del 2018 porta in scena Ballata dei senza tetto, un altro dei suoi “lavori in corso” nel quale mescola racconti di Laika, Pueblo e frammenti dello spettacolo che andrà a chiudere la trilogia.

Dopo il libro Barzellette[modifica | modifica wikitesto]

A marzo del 2019 pubblica per Einaudi il libro Barzellette. La storia di un ferroviere che passa metà della sua vita lavorativa in una stazione terminale e l’altra metà in viaggio per il mondo. La sua principale missione è riempire un brogliaccio di barzellette. Le deve raccontare al suo capostazione al proprio ritorno, ma non può tornare fino a quando non riuscirà a trovare la risposta a un indovinello (qual è il punto più alto per far cadere un uovo su un piano d’acciaio senza romperlo) oltre che un vestito buono per la propria sepoltura. Un libro atipico nel quale confluisce la passione antropologica di Celestini per la scrittura orale. “Il nuovo libro di Ascanio Celestini è scritto per essere detto: l’autore ci racconta i suoi paradossi da vero storyteller, e cioè in modo straniante, con un partecipe distacco, quasi in levare” scrive Filippo La Porta.

Il 5 novembre 2019 debutta al Teatro Vittoria di Roma per il Romaeuropa Festival con lo spettacolo Barzellette con Gianluca Casadei che scrive e esegue le musiche in scena. “Riso e pianto, indistinguibili, un tutt’uno. Ma un tutt’uno anche Ascanio: un narratore e un attore. Un grande attore” scrive Franco Cordelli sul Corriere della Sera.

Nel gennaio del 2020 Murgia è in Italia col musicista Philippe Orivel. Iniziano a Roma le prove per Pueblo che debutterà al Théâtre de Namur il 23 settembre 2020

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Scrive Viaggi della Memoria, una rubrica di Viaggi, il supplemento de la Repubblica, nella quale racconta, in maniera spesso surreale, i luoghi che conosce attraverso le sue tournée.

Nel 2005, nel 2006, nel 2008 e nel 2011 ha partecipato al Concerto del Primo Maggio a Roma.

Tematiche e stile[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Celestini si innestano nel cosiddetto teatro di narrazione, dato che attore e autore generalmente narra agli spettatori le storie dei protagonisti dello spettacolo.[9] Gli spettacoli di Celestini sono caratterizzati da una scenografia essenziale, tipica dei monologhi, anche i movimenti dell'attore sono ridotti al minimo, talvolta vengono utilizzati strumenti musicali, come la chitarra come nello spettacolo Parole Sante.

La modalità espressiva spesso si sviluppa in maniera tragi-comica, per oscillare dalla serietà di un fatto grave sino alla sua comica conclusione, talvolta amara, intervallato da parentesi narrative di vita quotidiana generalmente comiche, solo talvolta surreali, ma spesso provocatorie.

Le tematiche spesso toccate dall'artista sono il comunismo, la religione e l'ateismo, il razzismo e il suo superamento, la povertà e l'arte di arrangiarsi, la disuguaglianza sociale e le stranezze e ironiche sorti delle storie delle persone di cui è a conoscenza, in un arco temporale che generalmente si concentra da metà '900 ad oggi.

Tanti anni fa Pasolini annunciò una mutazione antropologica che stava per abbattersi sul Paese, a cominciare dalle periferie della capitale. Celestini ci racconta com´è avvenuta, quali macerie ha lasciato” scrive Curzio Maltese su La Repubblica il 24 aprile 2009. Ed è proprio all’opera dell’intellettuale friulano che Celestini fa riferimento più volte nel corso della sua carriera dai primi lavori più antropologici (Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini) fino alla Ballata dei Senza Tetto che si chiude proprio con la citazione delle ultime parole di Sesso, consolazione della miseria parlando dello sguardo che si posa su un orizzonte “dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia” attraversato dal vecchio e dal nuovo sottoproletariato per il quale vale ancora la definizione pasoliniana: “la loro forza nella leggerezza, la loro speranza nel non avere speranza”: E di Pasolini tornerà a Parlare in un breve saggio pubblicato per Il Manifesto in occasione della mostra Pasolini attraverso lo sguardo di Sandro Becchetti al Centro Studi fondato nella casa del poeta a Casarsa della Delizia. Celestini ripercorre le pagine di Empirismo Eretico sul linguaggio della realtà scrivendo che “non è possibile guardare la vita senza parteciparvi, né essere coinvolti senza immaginarsi come personaggi secondari di un mistero complessivo”.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Testi teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Clandestina. Memoria delle Fosse ardeatine. Roma, Donzelli, 2005 (testo e DVD; con un'introduzione di Alessandro Portelli). ISBN 9788879899208.
  • Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini (insieme a Gaetano Ventriglia), in Simone Soriani (a cura di), Cicoria. Del teatro di Ascanio Celestini e di Gaetano Ventriglia. Corazzano - PI, Titivillus 2006; ISBN 8872181429

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Altri scritti e materiale video[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabbrica (DVD dello spettacolo). commercializzato con l'Unità; Video prodotto dagli studenti del corso di laurea Linguaggi e Tecnologie dei Nuovi Media dell'Università degli Studi di Udine;
  • Storie da legare (a cura di A.C. e Rodolfo Sacchettini). Firenze, Ed. della Meridiana 2005;
  • Lotta di classe nel pomeriggio, in Giuseppe Cerasa (a cura di), Interni Romani. Roma, La biblioteca di Repubblica-gruppo editoriale l'Espresso, 2006;
  • I cani tristi in Descrizioni di un luogo, 52 brevi racconti per i dieci anni di stile libero. Torino, Einaudi 2006;
  • Scemo di guerra (DVD dello spettacolo con "Il diario, 2006-1944"). Torino, Einaudi, 2006. ISBN 9788806181291.
  • Ferro battuto, in Giuseppe Cerasa (a cura di), catalogo della mostra interni romani presentata all'Auditorium Parco della Musica di Roma, Electa, 2007;
  • Un sasso che precipita, in Giuseppe Cerasa (a cura di), i colori di Roma, Roma, La biblioteca di Repubblica-gruppo editoriale l'Espresso 2008;
  • Parole Sante. Roma, Fandango Libri 2008 (DVD del documentario + "i precari non esistono" con testi di A.C., Francesco Piccioni, collettivo precariAtesia e Curzio Maltese). ISBN 9788860440594.
  • Saluta i morti, in Questo terribile intricato mondo. Antologia di racconti politici Torino, Einaudi, 2008. ISBN 9788806192723.
  • La divisa non si processa, in Italia Underground Angelo Mastrandrea (a cura di), Roma, Sandro Teti, 2009. ISBN 9788888249261.
  • Il Botto, in Anteprima nazionale. Nove visioni del nostro futuro invisibile Giorgio Vasta (a cura di) Roma, minimum fax 2009. ISBN 9788875212223.
  • Giufà e re Salomone (con le illustrazioni di Maja Celija). Roma, Donzelli, 2009.
  • La Freccia Azzurra di Gianni Rodari, letto da Ascanio Celestini. Roma, Emons, 2015. ISBN 9788869860355
  • La pecora nera (DVD dello spettacolo con "La pecora nera. Il diario"). Torino, Einaudi, 2010. ISBN 9788806202699.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ascanio Celestini e Alessio Lega, Incrocio di sguardi. Conversazione su matti, precari, anarchici e altre pecore nere, Milano: Elèuthera, 2012, p. 30.
  2. ^ Ascanio Celestini, Cecafumo. Storie da leggere ad alta voce, Roma: Donzelli, 2002, IX.
  3. ^ Ascanio Celestini, su it-it.facebook.com. URL consultato il 18 aprile 2021.
  4. ^ Home page del Teatro del Montevaso - produzioni teatrali, laboratori e seminari residenziali, su www.teatrodelmontevaso.it. URL consultato il 18 aprile 2021.
    «Nel 1998 il Teatro Agricolo O del Montevaso cambia organico, e al posto di Giorgio Monteleone e Giovanni Trabaldo, arrivano Ascanio Celestini e Gaetano Ventriglia.».
  5. ^ a b INTRODUZIONE AL TEATRO DI NARRAZIONE Che cos'è il teatro di narrazione? Quali sono le sue caratteristiche? Esiste il genere teatrale - Tesionline, su www.tesionline.it. URL consultato il 18 aprile 2021.
  6. ^ Mondadori Store Team, Micromega. 5: Ateo è bello! Almanacco di libero pensiero, su https://www.mondadoristore.it/. URL consultato il 20 aprile 2021.
  7. ^ Sono Ateo, su Facebook. URL consultato il 18 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2021).
  8. ^ a b Micle Contorno, Cicoria, su Titivillus, 29 luglio 2019. URL consultato il 18 aprile 2021.
  9. ^ a b Celestini, Ascanio nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 18 aprile 2021.
  10. ^ Ascanio Celestini a Radio Onda Rossa
  11. ^ La battaglia dei lavoratori di Atesia, il più grande call center d'Europa - Corriere Roma, su roma.corriere.it. URL consultato il 1º maggio 2018.
  12. ^ Il razzismo è una brutta storia
  13. ^ Scritte ingiuriose per l'attore Ascanio Celestini e la "Settimana contro il razzismo"[collegamento interrotto]
  14. ^ Pro Patria - Intervista ad Ascanio Celestini di TuttOggi.info
  15. ^ Premio ubu 2002 | ubulibri, su ubulibri.it. URL consultato il 18 aprile 2021.
  16. ^ Comune di Fiesole, Premio Fiesole Narrativa. URL consultato il 18 aprile 2021.
  17. ^ Il Baguttaa Tuena, Borgnae Celestini (PDF), in L'Unità, 3 dicembre 2005.
  18. ^ Premi Flaiano, Vincitori Premi Internazionali Flaiano anno 2006, su www.premiflaiano.com. URL consultato il 18 aprile 2021.
  19. ^ Premio Città del diario Archiviato il 7 dicembre 2012 in Internet Archive., dal sito dell'Archivio diaristico nazionale
  20. ^ Ciak d'Oro, valanga di premi per Moretti e Martone, su lastampa.it. URL consultato il 17 giugno 2011.
  21. ^ Le Targhe di Musica da Bere 2011, su musicadabere.it.
  22. ^ PREMI VITTORIO DE SICA, su www.premivittoriodesica.it. URL consultato il 18 aprile 2021.
  23. ^ Notizia tratta dal sito Internet del festival

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Guccini, La bottega dei narratori (con una sezione dedicata a Celestini), Roma, Audino, 2005.
  • Andrea Porcheddu (a cura di), L'invenzione della memoria. Il teatro di Ascanio Celestini, Udine, Il Principe Costante, 2005.
  • Santori, Enrico D., Un approccio narratologico al teatro: Ascanio Celestini tra memoria, immagini e parole, in Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, Fioriti Editore, 2005.
  • Simone Soriani (a cura di), Cicoria. Del teatro di Ascanio Celestini e di Gaetano Ventriglia, Corazzano (PI), Titivillus, 2006. ISBN 88-7218-142-9.
  • Simone Soriani, Sulla scena del racconto. A colloquio con Marco Baliani, Laura Curino, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Davide Enia, Mario Perrotta, Civitella in Val di Chiana (AR), Zona, 2009
  • Patrizia Bologna, Tuttestorie. Radici, pensieri e opere di Ascanio Celestini. Milano, Ubulibri. 2007. ISBN 978-88-77482-79-2.
  • Periodico Il Graffio (a cura di) Una storia di guerra, frittate e osterie. Conversando con Ascanio Celestini. Brescia, Edizioni Valle Sabbia. 2009
  • Gabriele Benelli, Ascanio Celestini. Istituzione e individuo nel teatro, Roma, Aracne editrice, 2010. ISBN 978-88-548-3760-7
  • Beatrice Barbalato (a cura di), Le carnaval verbal d'Ascanio Celestini, Peter Lang, 2011 (con contributi di Barbalato, Giovanna Marini, Simone Soriani, Dieter Vermandere e altri)
  • Beatrice Barbalato " Il capitombolo di Mazzini: Pro Patria di Ascanio Celestini " (pp. 141–159), in Cindy Stanphill (dir.), «(Dis)Unity in Italy», Carte Italiane, nº 8,UCLA-University of California, Los Angeles, 6th March 2012. https://escholarship.org/uc/italian_ucla_carteitaliane https://escholarship.org/uc/item/7988z1mn
  • B. Barbalato, «La pecora nera di Ascanio Celestini o della desoggettivizzazione», in Patrizia Bettella, Children in italian cinema, Quaderni di italianistica, Canada, Vol. XXXIV n. 2, 2013, pp. 149-166.
  • Alessio Lega e Ascanio Celestini (a cura di) "Incrocio di sguardi. Conversazione su matti, precari, anarchici e altre pecore nere", percorso fotografico di Maila Iacovelli, Fabio Zayed / Spot the Difference, Elèuthera, ISBN 9788896904152
  • Beatrice Barbalato «Il pensiero nomade di Ascanio Celestini», in (a cura di) Orazio Maria Valastro, Immaginari del patrimonio culturale immateriale, I quaderni di magm@-Osservatorio processi comunicativi, Roma, Aracne editrice, dic. 2018, pp. 125-149..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore vincitori Premio Bagutta sezione opera prima (dal 1991) Successore
Sandro Lombardi 2006 Pierluigi Cappello
Controllo di autoritàVIAF (EN85750502 · ISNI (EN0000 0001 2142 2489 · SBN IT\ICCU\RAVV\340117 · LCCN (ENnr2003033017 · GND (DE131940554 · BNF (FRcb15588265f (data) · BNE (ESXX5063793 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-nr2003033017