Istituti italiani di cultura all'estero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Gli istituti italiani di cultura all'estero sono, a tutti gli effetti, organi periferici del Ministero degli Affari Esteri. Essi attualmente sono 83 e sono disciplinati dalla Legge 401/90 e dal Regolamento 392/95.

Palacio de Abrantes, sede dell'Istituto Italiano di Cultura a Madrid (Spagna)

Funzioni degli Istituti[modifica | modifica wikitesto]

Gli Istituti italiani di cultura (dall'articolo 8 della legge 401/90):

  1. stabiliscono contatti con istituzioni, enti e personalità del mondo culturale e scientifico del paese ospitante e favoriscono le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura e della realtà italiane o comunque finalizzati alla collaborazione culturale e scientifica
  2. forniscono la documentazione e l'informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni
  3. promuovono iniziative, manifestazioni culturali e mostre
  4. sostengono iniziative per lo sviluppo culturale delle comunità italiane all'estero, per favorire sia la loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria d'origine
  5. assicurano collaborazione a studiosi e studenti italiani nella loro attività di ricerca e di studio all'estero
  6. promuovono e favoriscono iniziative per la diffusione della lingua italiana all'estero, avvalendosi anche della collaborazione dei lettori d'italiano presso le università del paese ospitante, e delle università italiane che svolgono specifiche attività didattiche e scientifiche connesse con le finalità del presente articolo.

Nel perseguimento dei propri obiettivi, l'Istituto Italiano di Cultura collabora con le diverse Università, Istituzioni, organizzazioni e associazioni presenti nel Paese in cui si trova la Sede.

L'Istituto inoltre organizza e promuove, come da sue finalità, eventi culturali quali mostre, rassegne cinematografiche, concerti, conferenze, spettacoli teatrali e di danza; favorisce la partecipazione di artisti italiani ai principali momenti artistici del Paese in cui risiede; assicura la presenza di autori, editori e libri nelle Fiere internazionali del libro; promuove e sviluppa le relazioni inter-universitarie e la cooperazione dei sistemi educativi.

All'interno dei vari Istituti di Cultura ci sono solitamente libri, riviste e DVD a libera consultazione.

Modalità di reclutamento e di carriera[modifica | modifica wikitesto]

Così come per la maggioranza delle cariche e delle funzioni legate al Ministero degli Affari Esteri, le modalità di accesso e i requisiti necessari per chi sia interessato a lavorare negli IIC sono disponibili, in occasione di concorsi pubblici, sul portale Concorsi MAE e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Si tratta in parte di posti omologhi a quelli della carriera diplomatica, in parte attribuiti attraverso avvisi e bandi pubblicati in Gazzetta. Responsabile degli IIC nel mondo è la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri, con sede alla Farnesina.

Negli Istituti Italiani di Cultura all'estero esistono tre figure professionali: i direttori, gli addetti e i contrattisti. I direttori e gli addetti fanno parte dell'Area della Promozione Culturale (APC) del Ministero degli Affari Esteri (MAE). In tale Area si entra solamente mediante concorso (procedura di mobilità oppure concorso pubblico). I contrattisti vengono selezionati anch'essi con procedura concorsuale, ma ciò avviene in sede, cioè nella città e nel paese dove ha sede l'Istituto.

Esiste poi la possibilità di lavorare negli IIC (assunti e pagati dal singolo IIC) come insegnante nei corsi di lingua italiana. Tale problematica è regolata dalla legge 296/98. La selezione avviene tramite concorso espletato, anche questo, in loco e prevede un contratto per un anno rinnovabile al massimo per un altro anno. Se indire o meno il concorso è questione a totale discrezione del Direttore dell'Istituto di Cultura.

Esistono infine svariate forme di collaborazione con gli IIC, occasionali o più durature, retribuite e non retribuite. In tutto ciò gli IIC hanno una notevole autonomia e il punto di riferimento è quindi il Direttore del singolo e specifico IIC.

Pertanto, due sono i modi migliori per candidarsi:

  • tramite concorso per entrare nell'APC o per insegnare ai sensi della legge 296/98 (entrambi i tipi di bando vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e sono reperibili anche sul sito esterno del MAE - www.esteri.it o, per l'insegnamento, sui singoli siti degli IIC).
  • con contatti diretti con gli IIC per ogni altra forma di collaborazione.

Sedi nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Gli Istituti Italiani di Cultura sono collocati in vari paesi del mondo, assicurando così una capillarità di punti di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura italiane. Attualmente sono attivi 84 Istituti.

Sedi in Europa[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Italiano di Cultura a Colonia (Germania)
L'Istituto Italiano di Cultura a Monaco di Baviera (Germania)
L'Istituto Italiano di Cultura a Mosca (Russia)
L'Istituto Italiano di Cultura a Vienna (Austria)
L'Istituto Italiano di Cultura a Budapest (Ungheria)
L'Istituto Italiano di Cultura a Belgrado (Serbia)
L'Istituto Italiano di Cultura a Edimburgo (Scozia).
  • Edimburgo, Regno Unito: Istituito il 1º gennaio 1979 come sede distaccata di Londra, acquisisce una propria autonomia nel 2001. Inizialmente nei medesimi locali dell'Ambasciata d'Italia, data l'importanza nel contesto cittadino ha trasferito la propria sede nel quartiere universitario dal 1988. Ha competenze sulla Scozia e l'Irlanda del Nord.
  • Helsinki, Finlandia: Nato dall'arrivo del professore anglo-italiano Roberto Weiss da Tallinn nel 1940, pochi giorni prima dell'invasione russa, e l'incontro con le locali Società Dante Alighieri. Dal 1954 ha sede in un palazzo del 1905 elaborato dall'architetto Gustaf Estlander in stile Jugend.
  • Istanbul, Turchia: Sorto dagli accordi bilaterali stipulati nel 1951, l'Istituto ha sede nella "Casa d'Italia", un edificio art déco nel quartiere Galata, già sede del Consolato del Regno di Sardegna dal 1823 e Ambasciata d'Italia fino al 1919. A seguito di lavori di restauro nel 1930-32, il cortile interno è stato trasformato in un teatro al coperto. Dal 2014 compete su tutto l'areale nazionale a seguito della chiusura dell'IIC di Ankara.
  • Kiev, Ucraina: Fondato nel 1998 al centro della città. Nel 2005 è stato insignito del "Premio Impresa e Cultura" per le attività fondamentali svolte all'estero.[1] Svolge importanti attività anche a Leopoli e Odessa.
  • La Valletta, Malta: Costituito nel 1971, viene spostato nell'attuale sede nel 1974. Il palazzo fu costruito nel 1602 da Alof de Wignacourt ed affrescato nel 1723-25 da Niccolò Nasoni, già sede dopo del Foreign Office dopo l'indipendenza del 1964.
  • Lione, Francia: Creato nel 1986, ha competenze sulle regioni della Alvernia, Borgogna, Limosino e Rodano-Alpi.
  • Lisbona, Portogallo: Nasce nel 1939 dalle spoglie del Reale Istituto Luso-Italiano, ha un ruolo principale per la cultura durante tutti gli anni del Salazarismo fino alla Rivoluzione dei garofani del 1974, promuovendo teatro sperimentale, cinema e musica non troppo ben visti dal regime. Funzionale all'interazione delle due culture è stata la divulgazione della rivista Estudos Italianos em Portugal, fondata nel 1939, riportata nuovamente alla redazione dal 2005. Tra i direttori vi furono Gino Saviotti (1941-50) e Antonio Tabucchi (1985-88). L'Istituo, che ha sede in un palazzo del XVI secolo già residenza del primo sindaco della città Anselmo Braancamp Freireha, ha importanza riconosciuta non solo nella capitale ma anche a Coimbra, Évora, Faro, Funchal, Oporto e Ponta Delgada.
  • Londra, Regno Unito: Inaugurato nel 1950, ha sede in un edificio progettato nel 1825 dal costruttore edile Thomas Cubitt e dall'architetto George Basevi. Ha ospitato interventi di personalità rilevanti da ambo le parti come T.S. Eliot, Primo Levi, Italo Calvino, Umberto Eco, A. S. Byatt e molti altri. Ha competenze sull'Inghilterra e sul Galles.
  • Lubiana, Slovenia: Fondato nel 1999 nella sede dell'Ambasciata, ha preso autonomia a partire dal 2000-01.
  • Madrid, Spagna: Fondato nel 1939, ha sede a Palazzo d'Abrantes (1652) nei pressi della cattedrale dell'Almudena e del Palazzo reale. Ha competenza sulle restanti regioni spagnole non coperte dall'IIC di Barcellona e sulle Canarie.
  • Marsiglia, Francia: Costituito nel 1951, ha sede in uno stabile del 1936-37 già "Casa d'Italia" costruito secondo il gusto del "Ventennio fascista". Possiede teatro, sala espositiva, piano Pleyel, biblioteca e videoteca. L'IIC di Marsiglia ha competenze sulle regioni Corsica, Linguadoca-Rossiglione, Midi-Pirenei e Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
  • Monaco di Baviera, Germania: Fondato nel 1955, ha competenze sul territorio della Baviera.
  • Mosca, Russia: Costituito nel 1986 aveva sede con l'Ambasciata italiana, dal 2001 in un nuovo edificio con biblioteca e mediateca. Ha competenza su tutta la Russia transcontinentale eccetto che per i territori di competenza dell'IIC di San Pietroburgo.
  • Oslo, Norvegia: Fondato nel 1952 ed inaugurato nel 1962, spostato dal 1994 in una nuova sede sempre nell'area delle Ambasciate internazionali. Molti gli incontri organizzati in molti settori culturali dall'archeologia al cinema, dalla fotografia alla musica.
  • Parigi, Francia: L'Istituto ha sede nell'Hôtel de Galliffet, un prestigioso "hôtel particulier" della fine del Settecento, nel cuore del quartiere Saint-Germain. Costruito dall'architetto Jacques-Guillaume Legrand tra il 1776 ed il 1792, fu dimora di Monsieur de Talleyrand e sede del Ministero degli Affari Esteri francese dal 1794 al 1821. Le sue sale hanno visto passare personaggi illustri da Napoleone Bonaparte a Madame de Staël, da Chateaubriand al poeta Antoine-Vincent Arnault. Acquistato dallo stato italiano nel 1909, fu dapprima Ambasciata e Consolato Generale d'Italia, fino all'attuale istituzione dal 1962. L'Istituto è dotato di una biblioteca-mediateca di oltre 50.000 unità. Ha competenze oltre che sull'Île-de-France, anche sulle regioni della Alta Normandia, Aquitania, Bassa Normandia, Bretagna, Centro, Franca Contea, Paesi della Loira e Poitou-Charentes.
  • Praga, Rep. Ceca: L'Istituto Italiano di Cultura, situato nel quartiere di Malá Strana, nasce nel giugno 1942. I primi accordi culturali con l'Italia vennero siglati a il 18 maggio 1971 e rinnovati con la Repubblica Ceca nel corso del 2011 dai due governi. Il monumento storico dell'Istituto appartenne alla Congregazione Italiana di Praga (comunità italiana a Praga) già a partire dal 1573. I quattro secoli di storia, nella quale l'edificio ha più volte variato la destinazione d'uso (ospedale, orfanotrofio, casa di maternità, scuola), sono raccontati negli archivi storici tuttora conservati nell'Istituto. La biblioteca, nata nel 1922, raccoglie circa 20.000 volumi.
  • San Pietroburgo, Russia: Costituito come sede distaccata dell'IIC di Mosca nel 1999, ha assunto una propria autonomia dal 2003 in occasione del 300º anniversario della fondazione della città. Ha sede in un edificio del XIX secolo nei pressi del Teatro Mariinskij. L'Istituto ha competenza oltre che sulla medesima città federale, anche sugli oblast' di Arcangelo, Leningrado, Murmansk, Novgorod, Pskov, Vologda e la Repubblica di Carelia.
  • Sofia, Bulgaria: Creato nel 1950 come Ufficio Culturale dell'Ambasciata italiana ma senza particolari riconoscimenti dalle autorità locali. È, infatti, solo del 2000 che vi è un accordo intergovernativo a cui segue nel 2002 l'assegnazione di una propria sede autonoma in città.
  • Stoccarda, Germania: Sorto nel 1962, compete sui territori di Baden-Württemberg, Renania-Palatinato e Saarland.
  • Stoccolma, Svezia: Fondato dall'aviatore Carlo Maurilio Lerici nel 1941, amico sia dei Sovrani di Svezia che di Giuseppe Ungaretti, promotore di attività culturali; assiste allo scambio tra i due governi di un appezzamento a Ladugårdsgärdet, dove ha sede il complesso ideato da Gio Ponti e Pier Luigi Nervi, e il luogo a Valle Giulia dove sorgerà l'Istituto Svedese di Studi Classici.
  • Strasburgo, Francia: Creato nel 1952 ed inaugurato nel 1964, dal 1977 ha sede in una palazzina di fine Ottocento nel quartiere imperiale della Neustadt. Compete sulla regione Grand Est (nata dalla fusione tra Alsazia, Champagne-Ardenne e Lorena).
  • Tirana, Albania: Nasce nel 1981 e lavora come ufficio alle dipendenze dell'Ufficio Culturale dell'Ambasciata, l'autonomia viene guadagnata dopo circa un decennio di incrementati rapporti col territorio ed una nuova sede nel 1999 all'interno del Palazzo della Cultura, dove hanno dimora anche il Teatro dell'Opera e la Biblioteca Nazionale d'Albania.
  • Varsavia, Polonia: Opera in città dal 1934, forte del legame che unisce i due popoli, legati sin dal Rinascimento con la regina Bona Sforza d'Aragona. Dal 2001 ha sede nel Kamienica Matias Taubenhaus, palazzo neogotico fine-ottocentesco dell'architetto Edward Goldberg. Compete sulle restanti regioni settentrionali non facenti parte della giurisdizione dell'IIC di Cracovia.
  • Vienna, Austria: Costituito nel 1948, ha sede a Palazzo Sternberg, costruito nel 1821-22 da Karl Ehrmann. Compete su tutta l'aria austriaca dopo la chiusura nel 2014 dell'IIC di Innsbruck.
  • Vilnius, Lituania: Istituito il 10 gennaio 2000 risulta il più giovane degli Istituti Italiani europei. Ha sede nell'Alumnatas, edificio del 1622 che ospitava l'Accademia Ecclesiastica della città voluta da Gregorio XIII.
  • Zagabria, Croazia: Fondato nel 1942 dal ministro Giuseppe Bottai, fu chiuso durante i conflitti bellici per riaprire nel 1973 fungendo come filiale dell'IIC di Belgrado fino all'indipendenza e autonomia nel 1991. Dal 1981 la sede è un edificio in stile Liberty già sede della Banca Nazionale Croata.
  • Zurigo, Svizzera: Sorge il 18 febbraio 1950 su promozione di Arnaldo Bascone, nonché primo direttore. Influisce anche sulle città di Berna e Ginevra.

Sedi in Africa[modifica | modifica wikitesto]

  • Addis Abeba, Etiopia: Costituito nel 1960 ed operativo dal 1974.
  • Algeri, Algeria: Sorto nel 1963, dopo numerosi cambi di sede dal 2011 ha sede sulle alture della città nel quartiere di El Biar, non lontano dall'Ambasciata. Nonostante la limitazione delle manifestazioni durante il periodo della guerra civile (1991-1999), continua ad essere un polo propulsore di cultura con eventi quali la Settimana della lingua italiana nel Mondo o la Saison culturelle italienne.
  • Il Cairo, Egitto: Fondato nel 1950, ha sede nel quartiere di Zamalek. Di notevole importanza il contributo della "Sezione Archeologica e di Studi di Arabistica" fondata nel 1961 e gestito per quasi trent'anni da Carla Burri, nonostante l'indipendeza della Sezione dal 1970, permane negli stessi locali. Un'ulteriore sede relativa all'archeologia è sita nei pressi del Museo Egizio.
  • Nairobi, Kenya: Istituito nel 1971 con sede nel Prudential Assurance Building fino al 1992, dal 2003 viene inaugurata un'apposita sede nella Grenadier Tower di Westlands, già di proprietà dell'Agip.
  • Pretoria, Sudafrica.
  • Rabat, Marocco: Costituito nel 1971, l'attuale sede in stile razionalista è occupata dal 2002.
  • Tripoli, Libia: Insediato al fianco del locale comitato della Società Dante Alighieri dal 1963, subisce una sospensione delle attività nel 1969-76 e nel 1992-99. Alla nuova apertura seguono vari trasferimenti nel 2003 e nel 2011, a seguito dei disordini bellici. Attualmente ha sede all'interno dell'Ambasciata in attesa di una nuova collocazione. Notevoli le pubblicazioni de I Quaderni dell'Istituto Italiano di Cultura di Tripoli.
  • Tunisi, Tunisia: Fondato nel 1961, negli anni Ottanta ha promosso l'istituzione della società italo-tunisina di produzione cinematografica, Carthago Film. Dal 2004, ha sede in pieno centro nei pressi della locale Cité de la Culture.

Sedi in Asia e Oceania[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo (Giappone).
  • Baghdad, Iraq.
  • Beirut, Libano: Fondato nel 1952, è rimasto aperto anche durante gli anni della guerra civile libanese. Primo direttore fu Martino Mario Moreno a cui l'Istituto è intitolato dal 2005, medesimo anno in cui la sede si è trasferita nella Cancelleria di Baabda. Filiali e succursali all'interno della regione sono site a Jounieh, Sidone, Tirebolu, Tiro e Zahle.
  • Damasco, Siria: Operante dal 2000.
  • Giacarta, Indonesia: Costituito dall'ottobre 2000, ha centri satellite non solo sull'isola Giava ma anche a Bali e Sumatra.
  • Haifa, Israele: Fondata nel 1962 come sede distaccata di Tel Aviv, ha condiviso i locali con il Consolato e la Società Dante Alighieri fino al 1972. L'edificio in stile ottomano sorge nel Quartiere Tedesco è di proprietà dei frati francescani dell'ordine della Custodia di Terra Santa. Opera nel Nord del paese tra Haifa, Nazareth e Acco.
  • Hong Kong, Cina: Nonostante sia stato formalmente istituito nel 1999, è attivo sul territorio solo dal 2011. Ha sede al 32º piano del Central Plaza. Opera per le regioni amministrative speciali cinesi di Hong Kong e Macao.
  • Melbourne, Australia: Ha sede dal 1974 nella Elm Tree House, edificio del 1853-57 già di proprietà di Mabel Brookes che nel 1966 ospitò il presidente americano Lyndon B. Johnson. Compete sui territori di Australia Occidentale e Australia Meridionale, Tasmania e Victoria.
  • Mumbai, India: Costituita nel 1999 ma operante come sede distaccata dell'IIC di Nuova Delhi solo dall'agosto 2013.
  • Nuova Delhi, India: Fondato nel 1971, viene dotato di una sede propria due anni più tardi. Dal 2002 è locato in un edificio apposito che ospita anche l'Ambasciata, nella zona di Chanakyapuri.
  • Osaka, Giappone: Costituito nel 2010 dalle spoglie dell'IIC di Kyoto, dal 2013 ha sede nella Nakanoshima Festival Tower. Compete sulle regioni di Kansai, Shikoku, Kyushu, Chugoku, Okinawa e la parte meridionale del Chubu.
  • Pechino, Cina: Costituito nel 1986, la nuova sede progettata da Sergio Giocondi sorge nel quartiere di Sunlitun. Ha competenze su gran parte della Cina, non coperta dall'IIC di Shanghai e anche sulla Mongolia, priva di una sede dell'Ambasciata.
  • Seul, Corea del Sud: Fondato nel 1987 nella Woojin Building, nel quartiere di Hannam Dong dove dopo alcuni trasferimenti, dal 2009, è stabilita nell'Ilshin Building. Nonostante siano tecnicamente ancora in guerra, l'Istituto dispone competenze anche sulla Corea del Nord.
  • Shanghai, Cina: Nato formalmente nel 2003, prende l'attuale nome nel 2006, durante "L'Anno dell'Italia in Cina", collaborando attivamente all'Expo 2010. Ha sede nel grattacielo The Center, nel distretto di Xuhui. Collabora attivamente con l'IIC di Pechino, competendo sulle province di Anhui, Jiangsu e Zhejiang.
  • Singapore, Singapore: Fondato nel 1989.
  • Sydney, Australia: Aperto nel 1977, cessò le attività nel 1982-86. Dal 2011 ha sede in un palazzo di inizio Novecento nei pressi del Queen Victoria Building. L'areale giurisdizionale è tra il Queensland, il Nuovo Galles del Sud ed i territori del Nord e della Capitale
  • Tel Aviv, Israele: Nato nel 1960, tra il 1972 e 1983 ha avuto sede nei pressi del Teatro Habimah per poi trasferirsi nella Città Bianca. Dal 2004 nella Trade Tower nel quartiere Newe Tzedeq. Si occupa, oltre che del distretto omonimo, dell'area Centrale e Meridionale.
  • Tokyo, Giappone: Risalente al 1939, quando il barone Takaharu Mitsui donò all'Italia un terreno su cui ubicare l'Istituto, inaugurato nel 1941. Dal 1945, a causa dei bombardamenti, venne chiuso riaprendo dal 1959. Nel 2001 partecipa alle manifestazioni legate al "Festival Italia/Giappone". Nel 2005 viene inaugurato un nuovo edificio, progettato da Gae Aulenti, nel quartiere di Chiyoda nei pressi del Palazzo Imperiale. Attivo molto per i corsi di lingua, nel 2011 conta la cifra di 6.000 iscritti. Compete su tutto il territorio giapponese in collaborazione con l'IIC di Osaka.

Sedi nelle Americhe[modifica | modifica wikitesto]

Sedi non più attive nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Foschi, Sugli istituti italiani di cultura all'estero: note e riflessioni, Firenze, Vallecchi, 1980
  • Carlo Cirvilleri, Le istituzioni scolastiche educative e culturali all'estero, Firenze, Le Monnier, 1988
  • Ministero degli affari esteri - Direzione generale delle relazioni culturali, La promozione della cultura italiana all'estero, Roma, IPZS, 1996
  • Alessandro Carrera, Gli strumenti istituzionali per la promozione della cultura italiana all'estero, in Storia della letteratura italiana. Vol. XII: La letteratura italiana fuori d'Italia, Roma, Salerno editrice, 2002, pp. 1073-1109
  • Gian Giacomo Migone, Stefano Schwarz, Istituti italiani di cultura e promozione culturale: quale riforma?, in «Quaderni di rassegna sindacale - Lavori», VIII, 1 (2007), p. 221-263

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]