Furio Colombo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Furio Colombo
Furio Colombo deputato.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XVI
Gruppo
parlamentare
PDS-DS (XIII), PD (XVI)
Coalizione L'Ulivo (XIII), PD-IdV (XVI)
Circoscrizione Piemonte (XIII), Lombardia (XVI)
Collegio Torino 6 (XIII)
Incarichi parlamentari
Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 21 maggio 2008
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
L'Ulivo, PD
Coalizione L'Unione
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Radicale Transnazionale (dal 2015)
Precedenti:
PDS (1996-1998)
DS (1998-2007)
PD (2007-2013)
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione giornalista professionista

Furio Colombo, noto anche con lo pseudonimo di Marc Saudade[1] (Châtillon, 1º gennaio 1931), è un giornalista, scrittore e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine ebraica, già alla metà degli anni cinquanta, giovanissimo, fu chiamato alla RAI dove, insieme ad un gruppo di giovani intellettuali (tra cui Emilio Garroni, Luigi Silori, Umberto Eco, Mario Carpitella, Gianni Serra, Antonio Santoni Rugiu), collaborò a vari programmi culturali, nel corso dei quali realizzò numerosi documentari, servizi giornalistici, e pubblicazioni a carattere saggistico.

Nei primi anni '70 fu professore a contratto presso il corso di laurea in DAMS dell'Università di Bologna[2], in materia di teoria e tecniche dei media e del linguaggio radiotelevisivo.

Fu autore dell'ultima intervista a Pier Paolo Pasolini, che fu pubblicata da La Stampa di Torino, allora diretta dal giornalista Arrigo Levi.

Nel 1972 fece parte del cast del film Il caso Mattei, nel quale interpretò il ruolo di assistente-traduttore del fondatore dell'ENI[senza fonte].

Colombo fu corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano La Stampa di Torino, e per la Repubblica, di cui fu editorialista. Scrisse per il New York Times e per New York Review of Books, insegnando giornalismo alla Columbia University e all'Università della California[3]. Dal 1991 ha diretto per tre anni l'Istituto Italiano di Cultura[4] di New York[5][6].

Ha condiretto la rivista mensile L'architettura. Cronache e storia fondata da Bruno Zevi, ed è stato responsabile de La Rivista dei Libri[5][7], curatrice dell'edizione italiana della The New York Review of Books.

Rivestì incarichi dirigenziali in importanti aziende, dapprima alla scuola di Adriano Olivetti[8], e successivamente negli Stati Uniti dove diventò chairman del gruppo FIAT nel 1988[9] [10].

Direttore de L'Unità[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2001 e il 2005 fu direttore de l'Unità, e tra il 2000 e il 2005 diresse la rivista L'architettura. Cronache e storia.

Secondo quanto riportato da Panorama, Marco Travaglio, allora collaboratore de l'Unità, spiegò l'abbandono di Colombo con "mesi di mobbing praticato da ben noti ambienti DS, insofferenti per la linea troppo autonoma, troppo aperta, diciamo pure troppo libera del giornale". La ragione, secondo Travaglio, stava nel fatto che l'Unità era l'unica "a dire le cose che non si possono dire e a vedere le cose che si preferisce non vedere". In particolare a chiamare "le cose con il loro nome: guerra la guerra e non missione di pace; separatismo il separatismo e non federalismo fiscale; razzismo il razzismo e non sicurezza; inciucio l'inciucio e non riformismo", e così via»[11].

Deputato[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'esperienza da deputato tra le file del Partito Democratico della Sinistra e dei Democratici di Sinistra (dal 1996 al 2001), è tornato in Parlamento nel 2006, questa volta come senatore, per la lista dei DS in Lombardia e iscritto al gruppo parlamentare dell'Ulivo. Rieletto nuovamente deputato nel 2008, è stato componente, per il Partito Democratico, della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) e della Commissione esaminatrice del "Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli".

Dalla morte di Mirko Tremaglia fino allo scioglimento delle Camere, è stato il più anziano deputato della XVI legislatura.

Candidatura alla segreteria del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 luglio 2007, con un articolo pubblicato su L'Unità, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, puntando su una critica marcata nei confronti di Silvio Berlusconi, del "berlusconismo" e di ciò che i suoi governi hanno rappresentato nella legislatura precedente. Tuttavia, all'atto di presentazione delle sottoscrizioni necessarie alla candidatura (il 30 luglio), ha presentato alcuni moduli che gli erano stati inviati via fax e quindi non in originale. L'ufficio tecnico-amministrativo del "Comitato 14 ottobre", promotore del PD, ammise la sua candidatura "con riserva", richiedendo gli originali entro 48 ore. Colombo sostenne l'impossibilità di soddisfare alla richiesta, vista l'assenza di strutture partitiche alle sue spalle, e lamentò la presenza di regole "vetero-burocratiche" che "soffocano" la nascita del nuovo partito. Il 1º agosto, con un intervento sull'Unità, annunciò la sua rinuncia alla candidatura.[12]

Attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il sito OpenParlamento, che supervisiona le attività di deputati e senatori, al 27 maggio 2011 Furio Colombo è il deputato con il più alto numero di "voti ribelli", contrari cioè alle indicazioni del partito di appartenenza, pari cioè a 633.[13]

Altre iniziative[modifica | modifica wikitesto]

Furio Colombo con la moglie la scrittrice Alice Oxman (2009)

L'8 luglio 2008 ha partecipato al No Cav Day, del quale era uno dei principali promotori, anche dichiarando la propria contrarietà per un attacco in precedenza rivolto al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.[senza fonte]

Collabora come editorialista con il Fatto Quotidiano dalla sua fondazione, ne cura anche la rubrica quotidiana A domanda rispondo dove generalmente affronta temi politici proposti dai lettori.[14]

È presidente nazionale di "Sinistra per Israele", associazione che si pone il compito di "contrastare i pregiudizi antisraeliani, antisionisti e talora perfino antisemiti che albergano anche in una parte consistente della sinistra italiana".[15]

Nel maggio 2015, in occasione dell'ottantacinquesimo compleanno di Marco Pannella, ha annunciato la sua iscrizione al Partito Radicale Transnazionale.[senza fonte]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuovo teatro americano, a cura di, Milano, Bompiani, 1963.
  • Le donne matte, Milano, Feltrinelli, 1964.
  • L'America di Kennedy, Milano, Feltrinelli, 1964; Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 88-8490-518-4.
  • Invece della violenza, Milano, Bompiani, 1967.
  • Le condizioni del conflitto, Milano, Bompiani, 1970.
  • Cinema e televisione dell'ultima America, a cura di, in "Bianco e Nero", fasc. 9/10, 1972.
  • Documenti su il nuovo Medioevo, con Umberto Eco, Francesco Alberoni e Giuseppe Sacco, Milano, Bompiani, 1973.
  • Alternative. Antologia interdisciplinare, con Benvenuto Cuminetti e Antonio Martinelli, Bergamo, Minerva italica, 1973.
  • Ultima Hanoi, Milano, Bompiani, 1973.
  • Da Kennedy a Watergate. Quindici anni di vita americana, Torino, SEI, 1974.
  • Televisione: la realtà come spettacolo, Milano, Bompiani, 1974.
  • Aspetti della comunicazione visiva nelle società industriali, Bologna, Cooperativa libraria universitaria, 1975.
  • Ipertelevision, Roma, Cooperativa scrittori, 1976.
  • I prossimi americani. Il Chi è chi nelle elezioni presidenziali USA del 1976. Intervista a tutti i protagonisti della vita politica americana, Milano, Garzanti, 1976.
  • Agenti segreti, Milano, Garzanti, 1976.
  • Carter presidente. Verso una nuova America, a cura di, Milano, Fratelli Fabbri, 1977.
  • Radio e televisione, con Roberto Grandi e Nora Rizza, Rimini-Firenze, Guaraldi, 1977.
  • Rabbia e televisione. Riflessioni sugli effetti imprevisti della TV, Milano, SugarCo, 1981.
  • Passaggio a occidente. Viaggio dentro un'America sconosciuta, Milano, Rizzoli, 1982.
  • Il Dio d'America. Religione, ribellione e nuova destra, Milano, A. Mondadori, 1983; Il Dio d'America. Religione e politica in USA, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30296-8; Claudiana, 2014.
  • Un'intuizione americana, con Ugo Nespolo, Torino, Luisella D'Alessandro, 1983.
  • Bersagli mobili, come Marc Saudade, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • L'ambasciatore di Panama, come Marc Saudade, Milano, A. Mondadori, 1985.
  • Cosa farò da grande? Quanto tempo resta per decidere?, Milano, A. Mondadori, 1986.
  • El centro, come Marc Saudade, Milano, Mondadori, 1987.
  • Trappola a Hong Kong, come Marc Saudade, in "L'Espresso", 16 agosto 1987.
  • Intervista alla televisione, a cura di A. Bottiglieri ed E. Ragone, Napoli, Pironti, 1988.
  • Occhio testimone, Milano, Bompiani, 1988.
  • Mille Americhe, Torino, La Stampa, 1988. ISBN 88-7783-030-1.
  • Carriera: vale una vita?, Milano, Rizzoli, 1989. ISBN 88-17-53090-5.
  • Il destino del libro e altri destini, Torino, Bollati Boringhieri, 1990. ISBN 88-339-0528-4.
  • Il terzo dopoguerra. Conversazioni sul post-comunismo, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84070-X.
  • All'America, con Maria Luisa Spaziani e Sinisca, Matera-Ferrara, La Bautta, 1990.
  • Israele. Passato e futuro. Quello che c'è da sapere prima di giudicare, Milano, Rizzoli, 1991.
  • Per Israele. Notizie dalla storia, Milano, Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-84147-1.
  • Scene da una vittoria, Milano, Leonardo, 1991. ISBN 88-355-1050-3.
  • La città profonda. Saggi immaginari su New York, disegni di Tullio Pericoli, Milano, Feltrinelli, 1992. ISBN 88-07-12004-6.
  • Come trovare un lavoro. Chi sono. Chi voglio essere, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-84168-4.
  • Frontiera, Milano, Gruppo editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas, 1993.
  • Larry Rivers: opere 1989-1992, con Achille Bonito Oliva, Roma, 32, 1993.
  • Fascismo/antifascismo, con Vittorio Feltri, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84378-4.
  • Gli altri. Che farne, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84278-8.
  • Confucio nel computer. Memoria accidentale del futuro, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-84433-0.
  • Il sogno di una destra normale. Dialogo con Reset di Furio Colombo e Vittorio Foa, Milano, Reset, 1995. ISBN 88-7989-080-8.
  • Il treno della Cina. Dispacci di un viaggio, Roma-Bari, Laterza, 1995. ISBN 88-420-4536-5.
  • Ultime notizie sul giornalismo. Manuale di giornalismo internazionale, Roma-Bari, Laterza, 1995. ISBN 88-420-4674-4.
  • Il candidato. La politica senza il potere, Milano, Rizzoli, 1997. ISBN 88-17-84060-2.
  • Fine del villaggio globale. Notizie di guerra, Milano, Reset, 1999. ISBN 88-87591-06-7.
  • La vita imperfetta. Cronache di un cambiamento, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1999. ISBN 88-17-86033-6.
  • La scoperta di nuovi mondi, scelta e introduzione di, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 2001.
  • Privacy, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 2001. ISBN 88-17-86701-2.
  • Il libro nero della democrazia. Vivere sotto il governo Berlusconi, con Antonio Padellaro, Milano, Baldini & Castoldi, 2002. ISBN 88-8490-263-0.
  • La città è altrove. Riflessioni sull'architettura, Roma, Mancosu, 2003. ISBN 88-87017-07-7.
  • America e libertà. Da Alexis de Tocqueville a George W. Bush, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005. ISBN 88-8490-721-7.
  • L'ultima intervista di Pasolini, a cura di Gian Carlo Ferretti, Roma, Avagliano, 2005. ISBN 88-8309-186-8.
  • Ci sarà un'Italia. Dialogo sulle elezioni più importanti per la democrazia italiana, con Romano Prodi, Milano, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-17115-5.
  • Architettura come difesa, Roma, Mancosu, 2006. ISBN 88-87017-39-9.
  • La fine di Israele, Milano, Il Saggiatore, 2007. ISBN 978-88-428-1456-6.
  • Post giornalismo. Notizie sulla fine delle notizie, Roma, Editori Riuniti, 2007. ISBN 978-88-359-6004-1.
  • La civiltà al potere, Lugano, ADV, 2008. ISBN 978-88-7922-042-2.
  • La paga. Il destino del lavoro e altri destini, Milano, Il Saggiatore, 2009. ISBN 978-88-428-1523-5.
  • No. Brevi interventi in Parlamento 2008-2011, Ascoli Piceno, Sigismundus, 2011. ISBN 978-88-97359-04-3.
  • Marco Alloni dialoga con Furio Colombo. Il diritto di non tacere, Reggio Emilia, Aliberti, 2011. ISBN 978-88-7424-865-0.
  • Contro la Lega, Roma-Bari, Laterza, 2012. ISBN 978-88-420-9986-4.
  • Il paradosso del Giorno della Memoria. Dialoghi, con Athos De Luca, Vittorio Pavoncello, Milano, Mimesis, 2014, ISBN 978-88-575-2326-2.
  • Trump Power. Dalla Nuova Frontiera di JFK al Muro di Donald. Che cosa è successo all'America, Roma, Paper First, 2017, ISBN 978-88-99784-14-0.
  • Il tempo di Adriano Olivetti, Roma, Edizioni di Comunità, 2017, ISBN 978-88-98220-38-0.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 28 maggio 1990. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabio Giovannini, Storia del noir: dai fantasmi di Edgar Allan Poe al grande cinema di oggi, Castelvecchi, Roma, 2000, pag.150
  2. ^ Cronologia di Bologna, su bibliotecasalaborsa.it. URL consultato il 16 luglio 2018.
  3. ^ Breve profilo giornalistico di Furio Colombo, su Agenzia stampa media2000.it. URL consultato il 16 luglio 2018.
  4. ^ (EN) Storia architettonica dell'Istituto Italiano di Cultura di New York.
  5. ^ a b Breve scheda professionale di Furio Colombo, su mediamente.rai.it. URL consultato il 16 luglio 2018.
  6. ^ Storia dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, su iicnewyork.esteri.it, New York. URL consultato il 16 luglio 2018.
  7. ^ Breve scheda biografica di Furio Colombo, su festivalcomunicazione.it. URL consultato il 16 luglio 2018.
  8. ^ L'Olivetti negli anni '60, su Il Sole 24 Ore, Economia/aziende, Febbraio 2010. URL consultato il 16 luglio 2018.
  9. ^ (EN) A new Chairman is created by Fiat USA, su New York Times, 6 dicembre 1988.
  10. ^ La FIAT a Wall Street, su ricerca.repubblica.it, 16 novembre 1988.
    «[...] Furio Colombo diventerà chairman, cioè presidente della Fiat Usa.».
  11. ^ 200 errore
  12. ^ Ricostruzione dei fatti nell'articolo su l'Unità
  13. ^ elenco dei deputati - OpenParlamento
  14. ^ Blog di Furio Colombo, il Fatto Quotidiano. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  15. ^ Sito ufficiale di Sinistra per Israele
  16. ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Colombo dott. Furio

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN19697740 · ISNI (EN0000 0001 2123 0233 · SBN IT\ICCU\CFIV\008104 · LCCN (ENn50028750 · GND (DE119379872 · BNF (FRcb12055964d (data)