il Fatto Quotidiano

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il Fatto Quotidiano
Logo di il Fatto Quotidiano
Abbreviazione FQ
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Compact a 6 colonne
Fondatore Antonio Padellaro
Fondazione 23 settembre 2009
Inserti e allegati Il Fatto Economico (mercoledì)
Sede Via Valadier, 42 Roma
Editore Editoriale Il Fatto S.p.A.
Tiratura 84.672[1] (dicembre 2014)
Diffusione cartacea 38.832[1] (dicembre 2014)
Diffusione digitale 10.497[1] (dicembre 2014)
Direttore Marco Travaglio
Vicedirettore Stefano Feltri
Redattore capo Ettore Boffano
Sito web ilfattoquotidiano.it
 

il Fatto Quotidiano è un quotidiano italiano fondato nel 2009 da Antonio Padellaro. Padellaro è stato direttore sin dalla fondazione; dal 3 febbraio 2015 la direzione è passata all'ex vicedirettore prima e condirettore poi, Marco Travaglio[2]. Ha una diffusione media di circa 40 000 copie[1] e un lettorato medio di circa 384 000 lettori[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

2009: la fondazione e l'opposizione a Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

« Avevamo detto: proviamo a fare un giornale che abbia una proprietà e non un padrone. Che non debba mai chiedere il permesso a nessuno »
(Antonio Padellaro, nella prefazione di 2009-2010 Dacci oggi il nostro Fatto Quotidiano, Editoriale Il Fatto, 2010)

Già nel maggio del 2008, dal blog voglioscendere.it del giornalista Marco Travaglio fu annunciata la nascita del nuovo quotidiano[4]. Dal 28 giugno 2009 andò il linea il sito Internet l'AnteFatto, attraverso il quale i lettori furono costantemente aggiornati sui progressi della lunga fase preparatoria. Secondo quanto dichiarato nel primo numero, in circa tre mesi, il sito fu in grado di raggiungere tre milioni e mezzo di contatti[5]. Contestualmente iniziò anche la prima campagna abbonamenti, che alla sottoscrizione da parte ci circa 30 mila lettori[5].

Antonio Padellaro, fondatore e direttore fino al 2015

Mercoledì 23 settembre 2009 il quotidiano fu mandato per la prima volta in stampa con il nome de Il Fatto Quotidiano. Tale nome fu scelto in memoria del giornalista Enzo Biagi, conduttore del programma televisivo Il Fatto. Il logo raffigurante uno strillone si ispira al quotidiano La Voce, in omaggio al suo fondatore Indro Montanelli[6][7]. Secondo la direzione del giornale, già alle 8 del mattino, le copie erano pressoché esaurite in tutte le edicole[8]. Per ovviare al problema, oltre a una ristampa disponibile nei giorni successivi, fu rilasciata la versione in formato elettronico del numero.

Nel primo editoriale del giornale, l'allora direttore del quotidiano Antonio Padellaro, in un articolo dal titolo Linea politica la Costituzione, dichiarò la linea editoriale del giornale: «Ci chiedono: quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica»[5]. Nello stesso editoriale il fondatore del quotidiano collocò il Fatto Quotidiano in un'area di opposizione, specificando: «A Berlusconi, certo, perché ha ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del PD e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa»[5].

Sin dalle prime fasi, la società editrice Editoriale Il Fatto spa manifestò la volontà di rinunciare ai fondi del finanziamento pubblico per l'editoria e di volersi sovvenzionare soltanto con i proventi della pubblicità e delle vendite[4].Per enfatizzare ciò, a partire dal numero di giovedì 21 gennaio 2010, al logo della testata fu aggiunta la frase «Non riceve alcun finanziamento pubblico»[9]. Il giornale ha comunque usufruito delle tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali, sino alla loro abrogazione nell'aprile 2010[10]. In un articolo di Libero, datato 7 luglio 2012, si suppose che il 13 febbraio 2012 il Fatto potesse aver chiesto al Governo Monti un credito di imposta del 10% sulla carta acquistata e utilizzata, pari a 162 mila euro[11]. La notizia non fu mai né confermata né smentita[12].

2010: il consolidamento societario[modifica | modifica wikitesto]

« Un anno fa ci dicemmo: se tra un anno venderemo meno di quindicimila copie, chiudiamo comunque. Un anno dopo di copie ne vendiamo mediamente 74 mila a cui vanno sommati gli oltre 40 mila abbonati che ci hanno concesso fiducia subito. »
(Antonio Padellaro, Il nostro primo anno, editoriale del 23 settembre 2010)

A meno di cinque mesi dal lancio del giornale, col crescere delle esigenze, il 1º febbraio gli uffici si spostarono da via Orazio 10 alla più grande e moderna redazione di via Valadier 42[13][14]. Alla fine dello stesso mese, il 28 febbraio 2010, fu lanciato l'inserto satirico Il Misfatto. A capo del foglio fu posto Roberto Corradi, sostituito a partire dal 24 aprile 2011 da Stefano Disegni[15]. Dopo oltre due anni, il 29 settembre 2013, il foglio satirico interruppe le pubblicazioni.

Nel marzo 2010 venne mandato in onda Telebavaglio, nove puntate di commento politico trasmessi in diretta streaming per aggirare la sospensione dei talk-show di approfondimento politico in RAI per le elezioni regionali del marzo 2010. La trasmissione viene condotta dai giornalisti di redazione Stefano Feltri, Carlo Tecce e Silvia Truzzi, con la collaborazione dei vignettisti Mario Natangelo, Michele De Pirro e Luca Bertolotti[16].

Il 22 giugno 2010 fu lanciata la versione web del giornale, in versione beta. A dirigere le versione elettronica del quotidiano, fu posto il giornalista Peter Gomez. Sin dalle prime ore dopo l'inaugurazione, il sito registrò un numero di contatti tale, che nei giorni seguenti più volte ne fu sospeso temporaneamente l'accesso. Il 25 settembre dello stesso anno, ilfattoquotidiano.it ha vinto l'Oscar 2010 nella categoria "Miglior testata giornalistica online", assegnato dalla rivista Macchianera in base alla preferenze ottenute in una pubblica votazione su internet[17].

A fine agosto 2010 venne trasmesso un nuovo ciclo in nove puntate di Telebavaglio, diffuso oltre che sul sito anche in differita sul canale televisivo satellitare Current TV[18][19].

A distanza di quindici mesi dal lancio del quotidiano, il giornale ha chiuso in attivo entrambi gli esercizi 2009 e 2010. Nel 2010 i ricavi e gli utili sono stati rispettivamente di 29,6 e di 5,8 milioni di euro.[20]

2011: l'anno di Servizio pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo il lancio dell'inserto satirico, fu la volta del supplemento culturale. A partire da venerdì 25 febbraio 2011, settimanalmente in allegato con il giornale, fu pubblicato l'inserto satirico Saturno. Alla direzione del nuovo prodotto editoriale, articolato in otto pagine dedicate a letteratura, scienza, arti, multimedialità, cinema e filosofia, fu posto Riccardo Chiaberge. Il 2 marzo 2012, dopo le dimissioni di Chiaberge, l'inserto terminò le proprie pubblicazioni.

Michele Santoro, conduttore di Servizio pubblico

Da fine luglio 2011 fu prodotto il talk-show È la stampa, bellezza!, otto puntate in diretta streaming sul sito del quotidiano condotte dal giornalista della redazione web David Perluigi[21]. Il 20 settembre 2011, la società editrice Editoriale Il Fatto spa deliberò all'unanimità un aumento di capitale di 350.000 euro, al fine di entrare nella società Zerostudio's come socio editore della società di produzione Zerostudio's di Michele Santoro con la quale lo stesso realizza il suo Servizio pubblico[22]. Il 1º ottobre 2011, per il secondo anno consecutivo, fu assegnato a ilfattoquotidiano.it l'Oscar 2011 di Macchianera per la migliore testata giornalistica online[23] .

Con la nascita del governo Monti, nel novembre 2011 e per tutto il periodo del suo mandato, il quotidiano continuò ad assumere una marcata linea di opposizione, differenziandosi così dalla maggior parte delle testate giornalistiche. In particolare, il Fatto Quotidiano ravvisò l'impossibilità che la nuova maggioranza parlamentare potesse mai consentire al nuovo esecutivo una reale incisività riformatrice. Dalle colonne del quotidiano fu rimarcato più volte l'inefficacia e l'inaffidabilità dell'esecutivo, per esempio sulle posizioni che fino a pochi mesi prima alcuni importanti partiti di maggioranza – riconducibili al dimissionario Silvio Berlusconi – avevano assunto sul caso Ruby o per le varie occasioni in cui gli stessi avevano dato prova di legiferare provvedimenti ad personam[24][25]. Il quotidiano non si è astenuto inoltre dal muovere aspre obiezioni direttamente al governo e alla sua politica, considerata deficitaria di equità e giustizia sociale, oltre che riguardo alla scelta delle nomine ministeriali, evidenziando diverse problematiche di conflitto di interesse.[26]

2012[modifica | modifica wikitesto]

Dal 15 ottobre 2012 il Fatto Quotidiano iniziò a essere pubblicato anche il lunedì[27]. Nello stesso anno, ilfattoquotidiano.it si collocò come miglior sito politico d'opinione.[28][29].

2013-2014: potenziamento della versione online[modifica | modifica wikitesto]

Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it

Per sostenere la versione online del giornale, dal 3 maggio 2013 fu lanciata la forma di sottoscrizione dell'utente sostenitore, volta a coinvolgere i lettori in una forma di abbonamento "light" che consentisse la proposta e la scelta delle inchieste svolte dalla testata online[30][31]. Anche grazie a questo, nel 2013, ilfattoquotidiano si aggiudicò al BlogFest il premio come miglior sito italiano del 2013[32].

Dall'8 maggio 2013, settimanalmente in allegato al quotidiano, iniziò la distribuzione dell'inserto di approfondimento economico, il Fatto economico. Come annunciato dal responsabile economico del quotidiano, il giornalista Stefano Feltri, l'inserto consta di quattro pagine dedicate all'analisi economica e finanziaria[33].

Nel corso della XVII legislatura iniziata nel marzo 2013 il giornale si collocò immediatamente in un'area di opposizione[34][35]. Tale vocazione fu ulteriormente rafforzata dalle preferenze di voto pubblicamente espresse dall'allora vicedirettore, Marco Travaglio, che a margine della tornata elettorale dichiarava il voto per Rivoluzione Civile dell' ex magistrato Antonio Ingroia alla Camera dei Deputati e per il Movimento 5 Stelle al Senato della Repubblica[36].

2015: il cambio di direzione[modifica | modifica wikitesto]

« Da oggi lascio la direzione del Fatto Quotidiano a Marco Travaglio, ma non lascio il nostro giornale perché noi siamo una squadra e facciamo gioco di squadra. »
(Antonio Padellaro, editoriale del 4 febbraio 2015)

Il 2015 si aprì con il sanguinoso Attentato alla sede di Charlie Hebdo. Per l'occasione, il 14 gennaio 2015 il giornale uscì con allegato il numero 1 178 di Charlie Hebdo, raggiungendo una tiratura di 268.000 copie, subite esaurite[La fonte non conferma il dato.][37].

Marco Travaglio, direttore del quotidiano dal febbraio del 2015

Nello stesso giorno, il direttore Antonio Padellaro confidò al settimanale Panorama l'intenzione di lasciare il quotidiano da lui fondato[38]. Il 3 febbraio 2015, la direzione del quotidiano è ufficialmente passata all'ex vicedirettore, Marco Travaglio[2]. Padellaro, invece, assume la carica di Presidente della società editoriale, pur continuando a rimanere editorialista del quotidiano[39].

« Fino all'altroieri, quando qualcuno mi chiamava "direttore", mi voltavo all'indietro, pensando di avere alle mie spalle Antonio Padellaro. Da oggi continuerò a voltarmi all'indietro, sperando di avere alle mie spalle Antonio Padellaro. »
(Marco Travaglio, editoriale del 5 febbraio 2015[40])

Il 5 febbraio successivo Marco Travaglio uscì con il primo editoriale da direttore, in cui confermò la linea editoriale assunta con Padellaro, orientata al rispetto della Costituzione e all'opposizione critica.[40]

Organizzazione societaria[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano è edito dalla Editoriale Il Fatto S.p.A., una società per azioni priva di azionista di controllo. Il presidente è Antonio Padellaro, l'amministratore delegato è Cinzia Monteverdi. Il consiglio di amministrazione è composto da Luca D'Aprile, Carlo Degli Esposti, Peter Gomez, Marco Tarò e Marco Travaglio. Dal 20 settembre 2011, inoltre, Editoriale Il Fatto S.p.A. è socio della società di produzione tv Zerostudio's di Michele Santoro che realizza il suo Servizio pubblico [22] e Announo, da lui realizzato, ma condotto da Giulia Innocenzi.

Statuto[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto della società prevede che il capitale sociale (2.460.000 euro al 14 maggio 2012) sia suddiviso in tre tipi di azioni:[41]

  • Categoria A, destinata agli azionisti imprenditori
  • Categoria B, destinata agli azionisti operatori (giornalisti redattori)
  • Azioni speciali (non ancora emesse), destinate a lettori e abbonati

Lo statuto della società prevede l'impossibilità di avere un azionista di controllo, in quanto nessun socio può eccedere la quota massima del 16,67% del capitale sociale. Inoltre gli azionisti imprenditori (categoria A) non possono detenere in totale più del 70% del capitale. Questo impone che per le delibere più rilevanti non si possa prescindere dall'assenso dei giornalisti (Categoria B), è necessaria infatti una maggioranza qualificata del 70% più uno per decisioni riguardanti ad esempio la linea editoriale o la nomina del direttore di redazione.[41]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Al 17 dicembre 2013, il capitale sociale di 2.460.000 euro è ripartito tra i seguenti azionisti:

Redazione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'ex direttore Antonio Padellaro e all'attuale direttore Marco Travaglio, al momento della fondazione la redazione de il Fatto Quotidiano era composta da 16 redattori.[42]

Il successo dell'iniziativa editoriale è stato tale da permettere nuove assunzioni e collaborazioni.

Scrivono sul giornale:

Grafica:

Le illustrazioni sono di Emanuele Fucecchi, Marco Scalia, Marilena Nardi, Maurizio Ceccato e Riccardo La Forgia. Le vignette satiriche sono di Riccardo Mannelli, di Mario Natangelo e di Vauro Senesi[44]. La rubrica satirica giornaliera di prima pagina "Cattiverie" ospita spesso battute dal sito internet Spinoza[45].

Tra i collaboratori della pagina satirica domenicale, chiusa il 29 settembre 2013, hanno collaborato Stefano Disegni come responsabile, Andrea Aloi, Paolo Aleandri, Dario Vergassola, Riccardo Mannelli e Max Paiella, e prima ancora, nella precedente versione curata da Roberto Corradi, anche Luca Telese, Manolo Fucecchi e Stefano Ferrante. Vi hanno partecipato inoltre Enrico Montesano, Marco Presta, Barbara Alberti, Bebo Storti, Flavio Oreglio, Michele De Pirro e Luca Bertolotti, Carlo Verdone e Franca Valeri.

Licenza Creative Commons[modifica | modifica wikitesto]

Il sito de il Fatto Quotidiano fino al 28 febbraio 2014 ha rilasciato i propri contenuti sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia[46]. Di conseguenza, anche se successivamente i termini e condizioni d'utilizzo sono stati modificati[47], i contenuti pubblicati fino a tale data rimangono comunque sotto licenza Creative Commons in quanto la licenza stessa prevede esplicitamente che il licenziante non può revocare questi diritti fintanto che vengano rispettati i termini della licenza[48].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano viene distribuito con una tiratura di 150.000 copie in oltre 25.000 delle 38.000 edicole italiane con la copertura delle principali città e dell'intero territorio di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto e Calabria.[49] Esiste inoltre una versione on-line del quotidiano consultabile dagli abbonati anche attraverso diverse applicazioni per iPhone o sistemi Android. Il prezzo del quotidiano in edicola è di 1,40 €.

Nei dodici mesi ottobre 2009-settembre 2010 la diffusione media giornaliera, senza considerare gli abbonamenti digitali, è stata di 75.963 copie.[50] Nei dodici mesi successivi, ottobre 2010 - settembre 2011, la diffusione media giornaliera è stata di 78.049.[51] Durante i primi tre mesi del 2012 le vendite in edicola si aggirano intorno alle 52.849 copie al dì, con una perdita del 24% dalla media dell'anno precedente (71.109, secondo i dati di Libero). Il numero degli abbonamenti è sceso a 21.900[11] dai 30.000 contratti nel 2011.[52] Secondo i dati pubblicati da ADS, nel mese di aprile 2012 la diffusione media giornaliera è stata di 57.081 copie[53], a maggio di 56.380[54], da giugno ad ottobre di circa 53.000 copie.[55][56][57][58][59] Dal novembre 2012 al gennaio 2013 la diffusione cala verso le 49.000 copie[60][61][62] con un rialzo stabile oltre le 50.000 dal febbraio.[63][64][65][66][67][68][69][70][71] (si ha un picco ad agosto con 67.000 copie[72]). Dal dicembre 2013 la diffusione si stabilizza tra le 40.000 e le 50.000 copie[73][74][75][76][77][78][79][80][81][82][83], ma dal novembre 2014 cala ulteriormente attorno a 38.000.[84][85] L'8 ottobre 2009, il giorno dopo la bocciatura del Lodo Alfano, il Fatto ha venduto circa 133.000 copie.[86].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione di un quotidiano si ottiene, secondo i criteri dell'ADS, dalla somma di: Totale Pagata + Totale Gratuita + Diffusione estero + Vendite in blocco.

Anno Totale diffusione
(cartacea + digitale)
Diffusione
digitale
Diffusione
cartacea
Tiratura
2013 60 758 13 145 47 613 104 364
Anno Media mobile
2012 49.640
2011 75.963
2010 78.584

Dati ADS - Accertamenti Diffusione Stampa

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Dati dicembre 2014 di Accertamenti Diffusione Stampa
  2. ^ a b Il Fatto quotidiano, Marco Travaglio è il nuovo direttore de Il Fatto Quotidiano – la nota dell’editore. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  3. ^ Dati Audipress (rilevazione 2014/III)
  4. ^ a b Marco Travaglio, Dichiarazione di intenti de "il Fatto", voglioscendere.it, 28 maggio 2009. URL consultato il 7 settembre 2011.
  5. ^ a b c d Il Fatto Quotidiano, Il Fatto Quotidiano - Anno I - Numero 1.
  6. ^ Antonio Padellaro, Linea politica, la Costituzione in il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2009, pp. 1. URL consultato il 17 settembre 2011.
  7. ^ Marco Travaglio, Paese ad mafiam su Blog di Beppe Grillo, 1º giugno 2009. URL consultato il 7 settembre 2011.
  8. ^ Il Fatto Quotidiano, Primo numero de Il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2009. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  9. ^ http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/01/21/adesso_per_colpa_sua_centomila.html
  10. ^ Legge 27 febbraio 2004, n. 46, in materia di "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, recante disposizioni urgenti in materia di tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali"
  11. ^ a b Editoria: Senza Berlusconi il Fatto perde un lettore su quattro, Libero, 7 luglio 2012. URL consultato il 25 luglio 2012.
  12. ^ Il Fatto Quotidiano controbatte a Libero, ma non smentisce di aver chiesto finanziamenti pubblici, ilqualunquista.it, 10 luglio 2012. URL consultato il 25 luglio 2012.
  13. ^ Editoria: "Il Fatto" festeggia 18 mesi. Progetto futuro: una web tv, blitz quotidiano, 22 marzo 2011. URL consultato il 18 settembre 2011.
  14. ^ Il Fatto cambia casa., ilfattoquotidiano.it, 5 febbraio 2011. URL consultato il 18 settembre 2011.
  15. ^ Fumetto d'Autore, Misfatto al Fatto Quotidiano: Luca Telese e Roberto Corradi contro Stefano Disegni, 27 aprile 2011. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  16. ^ Archivio delle puntate di Telebavaglio, ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  17. ^ Ilfattoquotidiano.it migliore testata giornalistica online, ilfattoquotidiano.it, 26 settembre 2010. URL consultato il 18 settembre 2011.
  18. ^ Giorgia Iovane, Telebavaglio sbarca su Current, Televisionando.it, 27 agosto 2010. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  19. ^ Edoardo Novella, Telebavaglio: Annunziata vs Stracquadanio, ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  20. ^ Claudio Plazzotta, Il Fatto fa ricchi Padellaro & Co in ItaliaOggi, 13 agosto 2011, p. 17. URL consultato il 18 settembre 2011.
  21. ^ La tv de Il Fatto quotidiano non va in ferie: "È la stampa, bellezza", ilfattoquotidiano.it, 18 luglio 2011. URL consultato il 18 settembre 2011.
  22. ^ a b Comizi d’amore, Il Fatto entra nella società che riporterà in onda Michele Santoro, il Fatto Quotidiano, 22 settembre 2011. URL consultato il 22 settembre 2011.
  23. ^ Sara Bicchierini, La blogosfera vista da vicino, Corriere della Sera, 1º ottobre 2011. URL consultato il 10 novembre 2011.
  24. ^ Marco Travaglio, SuperMarioBros in Il Fatto Quotidiano, 12 novembre 2011, pp. 1. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  25. ^ Marco Travaglio, Melinda e Melinda in Il Fatto Quotidiano, 18 novembre 2011, pp. 1. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  26. ^ Marco Travaglio, Non si Monti la testa in Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2012, pp. 1. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  27. ^ Antonio Padellaro, Il Fatto (bello) del lunedì, il Fatto Quotidiano, 15 ottobre 2012. URL consultato il 15 ottobre 2012.
  28. ^ MIA 2012 – Classifica finale e vincitori, blogfest.it, 2 ottobre 2012. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  29. ^ BlogFest, ilfattoquotidiano.it è il miglior sito di analisi politica, ilfattoquotidiano.it, 30 settembre 2012. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  30. ^ Peter Gomez, Utenti sostenitori per ilfattoquotidiano.it che vuole crescere ancora, ilfattoquotidiano.it, 3 maggio 2013.
  31. ^ Enrico Giammarco, L'utente sostenitore sarà il futuro dei giornali online?, 6 maggio 2013. URL consultato il 5 giugno 2013.
  32. ^ Macchianera Awards, ilfattoquotidiano.it premiato come miglior sito italiano 2013, ilfattoquotidiano.it, 22 settembre 2013. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  33. ^ Stefano Feltri, Il Fatto Economico, l’informazione contro la crisi, 8 maggio 2013. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  34. ^ Antonio Padellaro, Inciucio. Diciamo no e non saremo soli in Il Fatto Quotidiano, 23 aprile 2013, pp. 1. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  35. ^ Antonio Padellaro, Governo Letta, un piatto avvelenato in Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2013, pp. 1. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  36. ^ Marco Travaglio, Voto Ingroia e Grillo, gli unici che non hanno mai governato con B. in Facebook, 24 febbraio 2013. URL consultato il 13 giugno 2013.
  37. ^ Charlie Hebdo, esaurite 3 milioni di copie. Annunciata ristampa fino a 5 milioni
  38. ^ Padellaro lascia il Fatto Quotidiano: Travaglio verso la direzione, 14 gennaio 2015. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  39. ^ Antonio Padellaro, Marco Travaglio direttore, perché siamo una squadra, 4 febbraio 2015. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  40. ^ a b Marco Travaglio, ‘Il Fatto Quotidiano’, il giornale che siamo e che saremo, il Fatto Quotidiano, 5 febbraio 2015. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  41. ^ a b Giorgio Poidomani, Senza padroni (TIFF) in il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2009, p. 22. URL consultato il 7 settembre 2011.
  42. ^ Editoria, ecco "il Fatto Quotidiano", Affari Italiani, 23 settembre 2009. URL consultato il 18 settembre 2011.
  43. ^ a b "l'AnteFatto": Bilancio di un successo.
  44. ^ Vauro lascia «Il Manifesto» e passa al «Fatto» - Corriere.it
  45. ^ Cattiverie | Il Fatto Quotidiano, Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  46. ^ Termini e condizioni d'utilizzo, il Fatto Quotidiano, 28 febbraio 2014.
  47. ^ Termini e condizioni d'utilizzo, il Fatto Quotidiano.
  48. ^ Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia, Creative Commons.
  49. ^ Distribuzione nazionale de "il Fatto Quotidiano": elenco delle città e provincie
  50. ^ Diffusione dei quotidiani - Settembre 2010, primaonline.it, 21 dicembre 2012. URL consultato l'8 agosto 2012.
  51. ^ Quotidiani - Settembre 2011, primaonline.it, 22 dicembre 2011. URL consultato l'8 agosto 2012.
  52. ^ Da oggi essere liberi costa un po’ meno. Abbònati (con sconto) al Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2011. URL consultato il 25 luglio 2012.
  53. ^ Quotidiani - Aprile 2012, primaonline.it, 7 giugno 2012. URL consultato l'8 agosto 2012.
  54. ^ Quotidiani - Maggio 2012, primaonline.it, 9 luglio 2012. URL consultato l'8 agosto 2012.
  55. ^ Quotidiani - Giugno 2012, primaonline.it, 27 agosto 2012. URL consultato il 1º ottobre 2012.
  56. ^ Quotidiani - Luglio 2012, primaonline.it, 7 settembre 2012. URL consultato il 1º ottobre 2012.
  57. ^ Quotidiani - Agosto 2012, primaonline.it, 5 ottobre 2012. URL consultato il 5 novembre 2012.
  58. ^ Quotidiani - settembre 2012, primaonline.it, 7 novembre 2012. URL consultato il 7 maggio 2013.
  59. ^ Quotidiani - Ottobre 2012, primaonline.it, 13 dicembre 2012. URL consultato il 7 maggio 2013.
  60. ^ Quotidiani - Novembre 2012, primaonline.it, 11 gennaio 2013. URL consultato il 7 maggio 2013.
  61. ^ Quotidiani - Dicembre 2012, primaonline.it, 8 febbraio 2013. URL consultato il 7 maggio 2013.
  62. ^ Quotidiani - Gennaio 2013, primaonline.it, 12 marzo 2013. URL consultato il 7 maggio 2013.
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  85. ^ Il ‘Corriere’ è sempre il quotidiano più diffuso con 393mila copie tra carta e digitale, poi Il ‘Sole’ e ‘Repubblica’. Ecco i nuovi dati di diffusione della stampa (Ads, novembre-dicembre 2014), 20 febbraio 2015. URL consultato il 1º marzo 2015.
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