Libertà (quotidiano)

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Libertà
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa locale
Fondazione 27 gennaio 1883
Sede Via Benedettine, 68 - 29121 Piacenza
Editore Editoriale Libertà s.p.a.
Direttore Stefano Carini
Sito web
 

Libertà è il principale quotidiano edito nella città italiana di Piacenza e quello maggiormente diffuso nella sua provincia.

Essendo stato fondato nel 1883 da Ernesto Prati, si contraddistingue come uno dei più antichi d'Italia[1].

Libertà affianca le notizie di cronaca, politica e sport nazionali a quelle che riguardano la città di Piacenza, la sua provincia e il Basso Lodigiano[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano fu fondato da Ernesto Prati il 27 gennaio 1883 con il nome La Libertà[3], la prima sede del quotidiano si trova a Piacenza in via San Pietro, mentre le copie sono stampate presso la Tipografia Sociale sita in via Roma 80. Poi sostituita nel giro di qualche mese da una tipografia propria situata in via Venti Settembre 20[4].

Nell'articolo di presentazione del nuovo giornale viene spiegata la scelta del nome, ovvero Libertà per tutti, in tutte le sue manifestazioni, contro le reazioni, contro le violenze, ma che la libertà non sia licenza, non si scompagni mai dall'ordine"[4].

Palazzo Costa, sede della Tipografia Sociale dove furono stampate le prime copie di Libertà.

Alla morte di Ernesto Prati, avvenuta nel 1920, la direzione del giornale passa al figlio Filiberto[2].

Durante il fascismo le idee liberali del quotidiano lo portano, il 2 gennaio 1927 alla fusione con il foglio fascista La Scure, diventando La Scure - Libertà[5], sotto la direzione del podestà di Piacenza Bernardo Barbiellini Amidei[6].

Il 28 ottobre 1938 viene eliminato, senza alcun articolo che ne spieghi le motivazioni, il termine Libertà dal nome[7].

Tra il 21 agosto e l'11 settembre 1943 Libertà riprende brevemente le pubblicazioni con la denominazione originale sotto la direzione di Filiberto Prati[8], salvo poi essere di nuovo sostituita da La Scure con l'avvento della Repubblica Sociale Italiana[9]. Il quotidiano fascista viene pubblicato fino al 13 maggio 1944 quando cessano le pubblicazioni a causa del bombardamento della sede sita in via delle Benedettine[10].

Terminata la Seconda guerra mondiale, il quotidiano riprende le sue pubblicazioni il 22 agosto 1945 sotto la direzione di Ernesto Prati, nipote del fondatore, affiancato, per quanto riguarda la parte amministrativa dal fratello Marcello[4]. Del primo numero, composto da due sole pagine e venduto al prezzo di una lira, vengono vendute 600 copie[4].

A partire dal 19 gennaio 1970 il giornale inizia ad uscire tutti i giorni con il lancio dell'edizione del lunedì denominata Libertà Lunedì[4].

Nel 1995 nasce Libertà OnLine[11]; esso è uno dei primi quotidiani che attiva il nuovo mezzo e riceve il prestigioso premio Pio Manzù.

Nel 2008 il quotidiano è stato rinnovato passando dal formato broadsheet al tabloid e diventando interamente a colori[11]. A partire dallo stesso anno l'edizione cartacea di Libertà è accessibile anche via Internet, sottoscrivendo un abbonamento.

Dall'ottobre 2012 il sito internet è stato completamente rinnovato ed offre quotidianamente notizie ed anticipazioni[12].

Variazioni dell'assetto proprietario[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi alla morte dello storico direttore Ernesto Prati, avvenuta nel 1994, si è assistito a degli scontri all'interno della famiglia Prati, da sempre, con l'eccezione del periodo fascista, proprietaria di Libertà, tra gli eredi di quest'ultimo e gli eredi del fratello Marcello, scomparso nel 1982, per la proprietà del quotidiano[1].

Conclusasi la querelle nel marzo del 2000 con l'acquisizione all'asta dell'intera proprietà del giornale da parte della famiglia Ronconi - Prati, (eredi di Marcello Prati)[11], nello stesso anno Finegil, holding operativa del Gruppo Editoriale L'Espresso nel settore dei quotidiani locali, acquisisce il 35% del capitale sociale dello "Stabilimento Tipografico Piacentino di Ernesto Prati & C." S.a.p.a. Nell'ambito dell'operazione la Finegil Editoriale S.p.a. acquisisce anche il 35% della società concessionaria di pubblicità Altrimedia S.p.a. e della immobiliare "Benedettine" S.r.l.[13]

Denominazione delle testate[modifica | modifica wikitesto]

Edizione mattutina
  • Dal 27 gennaio 1883 al 31 dicembre 1926: Libertà
  • Dal 2 gennaio 1927 al 27 ottobre 1938: La Scure - Libertà
  • Dal 28 ottobre 1938 all'agosto 1943: La Scure
  • Dal 22 agosto 1943 all'11 settembre 1943: Libertà
  • Dal 12 settembre 1943 al 13 maggio 1944: La Scure
  • dal 22 agosto 1945 Libertà
Numero del lunedì
  • Esce dal 19 gennaio 1970: Libertà lunedì.

Direttori[4][modifica | modifica wikitesto]

Ernesto Prati, fondatore e direttore tra il 1883 e il 1920.
  • Ernesto Prati 27 gennaio 1883- 1920
  • Filiberto Prati 1920 - 31 dicembre 1926

Direttori de La Scure - Libertà (dal 1938 solo La Scure) [10]

Direttore di Libertà tra la caduta del fascismo e l'avvento della Repubblica Sociale Italiana

  • Filiberto Prati 21 agosto 1943 - 11 settembre 1943

Direttori de La Scure durante la Repubblica Sociale Italiana

  • Pino Bellinetti settembre 1943 - 1943[14]
  • Franco Scaravelli 1943 - 1943
  • Armando Scalise 29 dicembre 1943 - 13 maggio 1944[15]

Dopo la ripresa delle pubblicazioni del 1945

  • Ernesto Prati 22 agosto 1945 - 2 agosto 1994
  • Ernesto Leone 3 agosto 1944 - 16 dicembre 1996
  • Luigi Bacialli 17 dicembre 1996 - 14 novembre 1998
  • Paolo Baldini 15 novembre 1998 - 3 aprile 2000
  • Luciano Dacquati 4 aprile 2000 - 1º settembre 2000
  • Gaetano Rizzuto 2 settembre 2000 - 31 dicembre 2015
  • Stefano Carini 2 gennaio 2016 - in carica[16]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Anno Copie vendute
2008 28.102
2007 28.808
2006 29.409

Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b D. Righetti, Rissa in famiglia, " Liberta " a rischio, Il Corriere della Sera, 30 ottobre 1998, p.27
  2. ^ a b Libertà manzoniadvertising.com
  3. ^ Speciale 130 anni Libertà p.2
  4. ^ a b c d e f Speciale 130 anni Libertà, p.24-25
  5. ^ Anarchici e canottieri, Prime Pagine storiche da collezione, n.7
  6. ^ La storia di Piacenza piacenzantica.it
  7. ^ E il mondo torna in guerra, Prime Pagine storiche da collezione, n.10
  8. ^ Come i piacentini hanno accolto la rinascita della Libertà, Libertà, 22 agosto 1943, p.2
  9. ^ Tutti a casa! Prime Pagine storiche da collezione, n.11
  10. ^ a b Via Benedettine 68 – Propaganda a Piacenza: La Scure resistenzamappe.it
  11. ^ a b c Addio a Enrica Prati, editoria in lutto corrierepadano.com
  12. ^ Speciale 130 anni Libertà, p.36
  13. ^ Gruppo Espresso acquisisce, tramite Finegil, il 35% delleditoriale del quotidiano Liberta di Piacenza gruppoespresso.it, 23 giugno 2000
  14. ^ M. Isnenghi, L'Italia del fascio, Firenze, Giunti Editore, 1996, p. 269
  15. ^ La Stampa nella RSI
  16. ^ Libertà, Stefano Carini sarà il nuovo direttore corrierepadano.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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