Carlo Verdone

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Carlo Verdone nel 2007

Carlo Gregorio Verdone (Roma, 17 novembre 1950) è un attore, regista, sceneggiatore e comico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio del docente universitario di storia del cinema, dirigente del Centro sperimentale di cinematografia e critico cinematografico Mario Verdone, il quale lo avvicina al mondo del cinema sin da bambino, e di Rossana Schiavina, deceduta prematuramente nel 1984. Il nonno paterno, Oreste, era un chimico originario di Pozzuoli, mentre la nonna paterna, Assunta Casini, era senese[1]. Carlo Verdone stesso ha scritto che il suo secondo nome, Gregorio, gli è stato messo perché fosse di buon auspicio essendo lui nato di venerdì 17; mettendoglielo si voleva "evitare" al piccolo un'esistenza "sfortunata". A Roma si usa infatti dire "Un gran Gregorio" che sta a significare "Una grossa fortuna". Fare l'attore ed il regista non era certo il suo pensiero almeno fino ai suoi 18 anni: «Ero in villeggiatura nel 1968. Avevo i capelli, mi innamoravo spesso, ascoltavo Jimi Hendrix, avevo una Vespa 50 truccata e mi sentivo felice, leggero. Andavo sempre al cinema all'aperto, fumavo di nascosto e per questo prendevo qualche sberla da mio padre. Ero un ragazzo normale e diventare attore era l'ultima cosa che avrei fatto».

Dopo essersi diplomato al Liceo ginnasio "Torquato Tasso" di Roma[2], si laurea con 110 e lode in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" con una tesi intitolata Letteratura e cinema muto italiano. Per visionare le pellicole oggetto della tesi si reca, in compagnia del padre, a Grado, dove ha modo di assistere alle proiezioni in presenza della diva del cinema muto Francesca Bertini. Relatrice della tesi è la professoressa Evelina Tarroni[3]. Verdone si diletta sin da giovanissimo nella ripresa amatoriale di cortometraggi. Compra la sua prima cinepresa da Isabella Rossellini: un'ottima Bolex Paillard. Poesia solare (1969), Allegoria di primavera (1971) ed Elegia notturna (1973) sono le sue prime prove di regia, di ispirazione underground, girati in formato Super 8 millimetri. Questi tre film, lontanissimi da quella che poi sarà tutta la sua produzione filmica nota al pubblico, sono stati persi dalla Rai TV alla quale Verdone stesso aveva prestato le bobine, per realizzare uno speciale televisivo su di lui negli anni '90. Prima della laurea, Carlo Verdone si diploma anche in regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Nel 2017 gli viene conferito il Dottorato Honoris Causa in Beni Culturali e Territorio dall'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Gli inizi con il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Notevole, ad inizio di carriera, è la sua attività nell'ambito del cabaret. Debutta infatti al teatro Alberichino con Tali e quali, in cui propone una serie di personaggi fortemente caratterizzati che fanno subito presa sul pubblico. Lo spettacolo cattura l'attenzione del critico Franco Cordelli, che lo recensisce entusiasticamente su "Paese sera"[4]. A teatro lo vede il regista televisivo Enzo Trapani, che nel 1977 lo fa debuttare sul piccolo schermo, nel varietà Non stop, assieme a una nuova generazione di comici, dal gruppo della Smorfia, con Massimo Troisi, ai Gatti di Vicolo Miracoli. Il successo è grandissimo. Sergio Leone ne resta affascinato e lo chiama per debuttare sul grande schermo.

Il suo debutto alla regia di un lungometraggio avviene con Un sacco bello, del 1980, film dove interpreta i personaggi del suo repertorio teatrale e televisivo. Prodotto dalla Medusa Distribuzione, Verdone viene iniziato alle tecniche di ripresa e conduzione di un set dallo stesso Sergio Leone. Il giovane regista (affiancato nel lavoro di sceneggiatura da Leo Benvenuti e Piero De Bernardi) riconosce in Leone un maestro severissimo, ma vitale.

Carlo Verdone interpreta Ruggero Brega in Un sacco bello (1980), primo film da regista, sceneggiatore e attore protagonista

La pellicola successiva, del 1981, Bianco, rosso e Verdone, nuova kermesse di personaggi del suo repertorio, propone la figura attempata, ma divertente, di Elena Fabrizi, sorella di Aldo, meglio nota come la "Sora Lella". Come attore e regista, Verdone, dopo un inizio dedicato prettamente al genere comico, con il passare del tempo si è evoluto verso canoni più aderenti alla classica commedia all'italiana.

Carlo Verdone nel ruolo di Furio Zoccano in Bianco, rosso e Verdone (1981)

Da taluni è considerato l'erede naturale di Alberto Sordi (anche se lui ha negato spesso questo accostamento), per la capacità di far rivivere nel contesto degli anni '80 una figura di abitante della capitale che, in tutte le sue sfaccettature anche contrastanti, rappresenta l'archetipo dell'italiano medio. Sordi e Verdone hanno anche girato due pellicole insieme, entrambe da loro sceneggiate con Rodolfo Sonego: In viaggio con papà, per la regia dello stesso Sordi, e Troppo forte, diretto da Verdone.

Carlo Verdone e Alberto Sordi in In viaggio con papà (1982)

Dall'ultimo decennio del XX secolo, nella sua opera, ai toni della commedia si è affiancato un registro meno comico, con un certo retrogusto amaro nella stesura delle storie e più attento ai temi della modernità, del cinismo e degli eccessi della società e del disagio dell'individuo di fronte ad essa. E la goffaggine e inadeguatezza della maschera comica ha fatto posto alle nevrosi e all'ipocondria, reazioni quasi somatiche alle pressioni di un mondo frenetico. Verdone mantiene comunque un rapporto, per così dire, privilegiato con i canoni della commedia all'italiana presenti nella tradizione, dai grandi della comicità fino ad arrivare ai dettami di un cinema più impegnato, tenendo fede ad uno stile "medio-alto" che ne fa un regista e un interprete tra i più amati dal pubblico.

Oltre ai citati, i suoi film più noti sono Compagni di scuola, film corale in cui dirige 18 interpreti co-protagonisti, una sorta di Grande freddo all'italiana, da molti ritenuto il più compiuto dei suoi lavori; Maledetto il giorno che t'ho incontrato, una tragicomica storia d'amore di due nevrotici e insoddisfatti, interpretata in coppia con Margherita Buy; Al lupo al lupo, in cui analizza le dinamiche familiari e il rapporto complesso di tre fratelli; Viaggi di nozze, in cui ripropone lo stile macchiettistico e la struttura ad episodi dei film d'esordio.

Tornerà su questo tema aggiornando le tematiche e le complessità dei rapporti, nel nuovo millennio, tra fratelli anche in Io, loro e Lara; Il mio miglior nemico, il suo più grosso incasso al cinema in Italia; Grande, grosso e... Verdone, che riprende lo stile dei precedenti Un sacco bello, Bianco, rosso e Verdone e Viaggi di nozze, ovvero un film a tre episodi e tre ruoli interpretati dallo stesso Verdone, fino a Posti in piedi in paradiso e Sotto una buona stella.

Nel 2013 partecipa al film di Paolo Sorrentino La grande bellezza, in cui è co-protagonista insieme a Toni Servillo e che si aggiudica l'Oscar come miglior film straniero.

Per quel che riguarda il teatro, vanno ricordati gli spettacoli Tali e quali e Senti chi parla. Verdone ha inoltre girato alcuni spot televisivi come regista, affiancato da calciatori come Roberto Baggio e Angelo Peruzzi o da attori come Ornella Muti; di Zora la vampira è stato anche produttore, doppiando pure il gatto Zorba in La gabbianella e il gatto e i figli di Leo Nuvolone, Clemente e Sisto, nel sopraccitato Grande, grosso e... Verdone.

Teatro e altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Ha scritto alcuni libri autobiografici e ha girato insieme al fratello Luca dei documentari. Ha inoltre girato i videoclip delle canzoni Mi piaci di Alex Britti e Meraviglioso dei Negramaro: quest'ultima poi è stata utilizzata come colonna sonora nel film di Giovanni Veronesi Italians, del quale Verdone è stato protagonista insieme a Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Verdone è stato diretto da Veronesi anche nella trilogia di Manuale d'amore. Nel 2012 esce nelle librerie La casa sopra i portici, scritto dallo stesso Verdone con la collaborazione di Fabio Maiello, autobiografia dei ricordi più importanti del regista; mentre nel 2021 pubblica La carezza della memoria: entrambi volumi editi da Bompiani.

Nel gennaio 2020 Verdone ha annunciato la serie tv Vita da Carlo, che racconterà alcuni aspetti della sua vita e sarà trasmessa su Amazon Prime Video, il quale ha messo a disposizione quasi tutta la filmografia dell'attore romano.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Fratello del regista Luca Verdone e di Silvia Verdone, moglie di Christian De Sica – e quindi anche cognato di quest'ultimo del quale è stato compagno di banco alle superiori, è inoltre lo zio di Brando De Sica (figlio di sua sorella Silvia e di suo cognato Christian); insieme al cognato ha girato tre film, Acqua e sapone, Borotalco e Compagni di scuola – è stato sposato dal 1980 al 1996 con Gianna Scarpelli, dalla quale è legalmente separato, ma non divorziato, e con la quale ha avuto due figli, Giulia (1986), apparsa in un cameo in Al lupo al lupo e in Viaggi di nozze, e Paolo (1988), apparso in un cameo in Grande, grosso e... Verdone e in Io, loro e Lara, mentre ha avuto un ruolo più rilevante in Posti in piedi in paradiso.

Figlio di Mario Verdone, suo nonno paterno è uno dei 100.000 sepolti nel Sacrario militare di Redipuglia.

È un appassionato di medicina, e riceve spesso da amici richieste di consigli per risolvere piccoli problemi di salute. Ciò ha contribuito a diffondere la convinzione che sia affetto da ipocondria, voce da lui smentita, spiegando in varie interviste di aver invece avuto un disturbo d'ansia[5]. Nel marzo 2007 gli è stato conferito un particolare riconoscimento dall'Università degli Studi di Napoli Federico II, una targa che riporta una frase del Giuramento di Ippocrate: "In qualsiasi casa entrerò, io vi andrò come sollievo per i malati"[6].

È un grande appassionato di musica rock e ha l'hobby di collezionare vinili e moto d'epoca.

È un batterista amatoriale, ha collaborato suonando in studio e dal vivo con gli amici Antonello Venditti, Lucio Dalla e gli Stadio[7].

È stato simpatizzante fino al 1991, anno della sua dissoluzione, del PCI; sostiene il Partito Democratico, mantenendo comunque un'indipendenza ideologica.

È un noto tifoso della A.S. Roma.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Verdone interpreta Sergio Benvenuti nel film Borotalco (1982)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Assistente alla regia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il castello nel paesaggio laziale (1974)
  • L'accademia musicale chigiana (1975)
  • Dialetti miei diletti (1998)
  • Uomini forti (2006)
  • Verdone racconta Leone (2009)
  • Alberto il grande (2013)
  • Carlo! (2013)
  • Strani Ritmi - La storia del dj Marco Trani (2014)
  • Stanotte a San Pietro (2016)
  • Siamo tutti Alberto Sordi? (2020)

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • Bianco, rock e Verdone
  • Interventi alla colonna

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Gesta, opera di burattini scritto da Maria Signorelli, interpretato da Carlo Verdone (1971)
  • Pittura sul legno, scritto da Ingmar Bergman, regia di Luca Verdone (1971)
  • Pantagruel, di François Rabelais, regia di Luca Verdone (1973)
  • Tali e quali, scritto e interpretato da Carlo Verdone, regia di Mauro De Sica, con Daniela Ferrari e Mauro De Sica (1977)
  • Rimanga fra noi, diretto e interpretato da Carlo Verdone e con Paolo Herrmanin (1977)
  • Senti chi parla, diretto e interpretato da Carlo Verdone per la Compagnia del Piccolo Eliseo diretta da Giuseppe Patroni Griffi, con Diana Dei e Pier Luigi Ferrari (1979-1980)

Lirica[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nastro d'argento[modifica | modifica wikitesto]

Globo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Ciak d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Premio Sergio Amidei[modifica | modifica wikitesto]

  • 2016 - Premio all'Opera d'Autore

Altri premi[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1993[11]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 2018[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eusebio Ciccotti, Carlo Verdone: «Vi racconto mio padre», Avvenire, 13 luglio 2017. URL consultato il 1º settembre 2018 (archiviato l'8 febbraio 2018).
  2. ^ Marzio Bartolini, Lo storico Tasso e la new entry Carrell: i licei top di Roma e Milano a confronto, su ilsole24ore.com, 8 novembre 2018.
  3. ^ Dichiarazioni rilasciate al sito www.formacinema.it: vedi video parte 1/3 e scansione della copertina della tesi. Interviste - Carlo Verdone, su Forma Cinema, 1º settembre 2012. URL consultato il 16 febbraio 2020 (archiviato il 7 novembre 2018).
  4. ^ Franco Cordelli, Quando Verdone recitò nella sala vuota: lì nacque il mattatore, su Corriere della Sera, 11 aprile 2017. URL consultato il 16 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2019).
  5. ^ Antonella Rossi, Carlo Verdone: «Quell'ansia un po' me manca», su vanityfair.it, 18 novembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017 (archiviato il 21 ottobre 2016).
  6. ^ Patrizio Fiore, Verdone: sono un antidepressivo senza effetti collaterali [collegamento interrotto], in Il Policlinico Federico II, gennaio-marzo 2007, p. 3.
  7. ^ Francesca Staropoli, Carlo Verdone, la batteria e Antonello Venditti, su Metropolitan Magazine, 16 novembre 2020. URL consultato il 14 marzo 2021.
  8. ^ Enrico Lancia, Ciak d'oro, su books.google.it. URL consultato il 12 aprile 2020.
  9. ^ Ciak d'Oro 2005, su Cinecittà News, 9 giugno 2005. URL consultato il 12 aprile 2020 (archiviato il 12 aprile 2020).
  10. ^ Anna Maria Pasetti, Ciak d'oro 2014, a La Grande Bellezza otto premi. Paolo Virzì miglior regista, su Il Fatto Quotidiano, 4 giugno 2014. URL consultato il 12 aprile 2020 (archiviato il 4 aprile 2019).
  11. ^ Copia archiviata, su quirinale.it. URL consultato il 22 novembre 2010 (archiviato il 14 maggio 2014).
  12. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Verdone, Naso a patata, 1983.
  • Aldo Piro, Verdone: in che senso scusa?, 1988.
  • Marco Pizzo, Doppio colpo: il cinema di Carlo Verdone, 1993.
  • Alberto Castellano, Carlo Verdone, Dino Audino Editore, 1995.
  • Alberto Castellano, Un malin...comico autore, Edizioni Scientifiche Italiane, 1996.
  • Franco Montini, Carlo Verdone, Gremese, 1997.
  • Antonello Panero, Carlo Verdone, Gremese, 1998.
  • Antonello Panero, TuttoVerdone, Gremese, 1998.
  • Carlo Verdone e Marco Giusti, Fatti coatti (o quasi), Mondadori, 1999.
  • Luca Martignone, Malinconia allo specchio, 1999.
  • Antonio D'Olivo, Carlo Verdone, Il Castoro Cinema, 2008.
  • Carlo Verdone, La casa sopra i portici, a cura di Fabio Maiello, Bompiani, 2012.
  • Carlo Verdone, La carezza della memoria, Bompiani, 2021.

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