Pietrangelo Buttafuoco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pietrangelo Buttafuoco al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

Pietrangelo Buttafuoco (Catania, 2 settembre 1963[1][2]) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Catania, da una famiglia originaria di Leonforte e di Nissoria, ha vissuto ad Agira. Nipote dell'ex parlamentare dell'MSI Antonino Buttafuoco, studia filosofia, prima a Leonforte e poi all'università di Catania e in Germania. Dirigente giovanile del Movimento Sociale Italiano, dal 1991 è componente del Comitato centrale di questo partito e poi, dal congresso di Fiuggi, è componente dell'Assemblea nazionale di An[3], fino al 2003.

Buttafuoco comincia la sua attività giornalistica collaborando con riviste di destra (Proposta)[4] e con il quotidiano dell'allora MSI-DN, il Secolo d'Italia, dove viene assunto nel 1993. Poi collabora con Il Giornale (con direttore Feltri) e nel 1996 viene assunto nella redazione romana del quotidiano. Tra il dicembre 1995 e il 1996, è direttore del periodico L'Italia settimanale, dove si segnala per copertine dai titoli provocatori.[5][6][7] Alla fine degli anni novanta conduce per due stagioni, su Canale 5, chiamato dall'allora direttore Giampaolo Sodano, la trasmissione Sali e Tabacchi. Lasciato il Giornale, lavora per alcuni anni al Foglio di Giuliano Ferrara, prima di approdare nel 2004 a Panorama, con la qualifica di "capo servizio", chiamato da Pietro Calabrese.

Nel 2005 pubblica per la Arnoldo Mondadori Editore il romanzo Le uova del drago, finalista al Premio Campiello 2006. In precedenza per le Edizioni di Ar, ha pubblicato una raccolta di suoi articoli dal titolo Fogli consanguinei.

Nel 2006 realizza su LA7 il programma Giarabub.[8]

Il 18 maggio 2007 viene nominato presidente del Teatro Stabile di Catania, succedendo al dimissionario Pippo Baudo.[9]

Da giugno a settembre 2007 conduce su LA7, in coppia con Alessandra Sardoni, la trasmissione Otto e mezzo, nella sostituzione estiva dei conduttori Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni.[10]

Il 5 febbraio 2008 esce il suo secondo romanzo, L'ultima del diavolo, in cui si parla della vicenda del monaco cristiano Bahira, che secondo una leggenda avrebbe riconosciuto nel giovane Maometto i segni del carisma profetico.[11] Nel 2008 pubblica anche Cabaret Voltaire, un saggio sul rapporto tra Islam e Occidente.[12] Il 1º febbraio 2009 ha ricevuto la "Candelora d'Oro", riconoscimento istituito dal Comune di Catania nel 1988.[13] Nel novembre 2009 ha pubblicato il volume "Fìmmini".

L'11 febbraio 2011 partecipa a Milano, a fianco di Giuliano Ferrara, alla manifestazione contro la pornofobia[14].

A partire dal novembre 2011 conduce la trasmissione settimanale "Questa non è una pipa" su Rai 5.[15] Nel 2011, pubblica il romanzo Il Lupo e la Luna.[16] Il 16 novembre 2011 è nominato consigliere d'amministrazione dell'Università degli Studi di Enna "Kore"[17]. Dal marzo 2012 collabora a La Repubblica. Dopo 5 anni, il 29 ottobre 2012, si dimette dalla presidenza del Teatro Stabile di Catania[18].

In seguito all'articolo "Il dizionario dei destrutti" pubblicato il 4 dicembre 2012 su La Repubblica viene sospeso da Panorama dal direttore Giorgio Mulé e ha rischiato il licenziamento.[19] Continua a scrivere sul settimanale fino al marzo 2013 [20].

Lasciato Panorama, riprende a scrivere per Il Foglio. Dal 2014 è ospite fisso del programma di Giovanni Minoli "Mix24" in onda ogni mattina feriale su Radio 24 e scrive per Il Sole 24 ORE. Dal febbraio 2015 scrive anche per il Fatto Quotidiano. Nel settembre 2015 riceve il Premio Vittoriano Esposito alla Carriera dal Comune di Celano (Aq). Dal novembre 2016, torna a LA7 per collaborare a Faccia a Faccia di Minoli.

Rapporto con l'islam[modifica | modifica wikitesto]

Da alcuni anni Pietrangelo Buttafuoco ha abbracciato la fede islamica, assumendo anche il nome di Giafar al-Siqilli (trad. Giafar il Siciliano), come un famoso generale arabo nato in Sicilia. Una scelta da lui stesso motivata secondo un percorso in linea con la tradizione islamica siciliana[21].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fogli consanguinei, Collana Gli inattuali, Padova, Edizioni di Ar, 2002, ISBN 978-88-98-67215-8.
  • L'ora che viene. Intorno a Evola e a Spengler, (con Francesco Ingravalle, Giovanni Damiano, Piero Di Vona, L. Scandoglio), a cura di Giovanni Damiano, Padova, Edizioni di Ar, 2004.
  • Cabaret Voltaire. L'Islam, il sacro, l'Occidente, Collana PasSaggi, Milano, Bompiani, 2008, ISBN 978-88-452-6175-6.
  • Fìmmini. Ammirarle, decifrarle, sedurle, Collana Scrittori italiani e stranieri, Milano, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59490-1.
  • Fuochi, Firenze, Vallecchi, 2012, ISBN 978-88-8427-240-9.
  • Buttanissima Sicilia. Dall'autonomia a Crocetta, tutta una rovina, Collana PasSaggi, Milano, Bompiani, 2014, ISBN 978-88-452-7795-5.
  • Il feroce Saracino. La guerra dell'Islam. Il califfo alle porte di Roma, Collana PasSaggi, Milano, Bompiani, 2015, ISBN 978-88-45-27964-5.
  • P. Buttafuoco-Carmelo Abbate, Armatevi e morite. Perché la difesa fai da te è un inganno (e non è di destra), Collana Saggi, Milano, Sperling & Kupfer, 2017, ISBN 978-88-200-6361-0.
  • Strabuttanissima Sicilia. Quale altra rovina dopo Crocetta?, Collana Le onde, Milano, La nave di Teseo, 2017, ISBN 978-88-934-4372-2.

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filippo Giunta, Dieci domande a Pietrangelo Buttafuoco, SiciliaEvents. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  2. ^ «Buttafuoco, Pietrangelo». In: Enciclopedie on line
  3. ^ Massimo Novelli, Acqui Storia svolta a destra, la Repubblica, 9 marzo 2008. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  4. ^ http://www.barbadillo.it/22132-mennitti-proposta/
  5. ^ Francesco Merlo, Italia settimanale, il primo giornale di destra che sarà anche di sinistra, Corriere della Sera, 5 dicembre 1995. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  6. ^ Italia settimanale, il primo giornale di destra che sarà anche di sinistra, Corriere della Sera, 5 dicembre 1995. URL consultato il 5 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  7. ^ "La tragedia di un uomo ridicolo": la telenovela diventa fotoromanzo, Corriere della Sera, 20 marzo 1996. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  8. ^ Pietrangelo Buttafuoco, LA7.it. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  9. ^ Chi siamo, Teatro Stabile di Catania. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  10. ^ Renato Franco, Buttafuoco e Alessandra Sardoni per l'estate di «Otto e mezzo», Corriere della Sera, 12 maggio 2007. URL consultato il 5 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  11. ^ Ermanno Paccagnini, L'eremita che incontrò Maometto, Corriere della Sera, 8 febbraio 2008. URL consultato il 5 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  12. ^ Michele Fronterre, L'Islam, il sacro e l'Occidente: intervista a Pietrangelo Buttafuoco, Giornalettismo, 11 dicembre 2008. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  13. ^ A Pietrangelo Buttafuoco undicesima edizione della “Candelora d'oro”, Comune di Catania, 29 dicembre 2008. URL consultato il 5 febbraio 2009.
  14. ^ I nemici dell'aborto oggi sfilano contro la «pornofobia» | Linkiesta.it
  15. ^ Lo show di Buttafuoco tra viagra e cellulari: "Mando in onda i miti della nostra modernità", Il Giornale, 2 novembre 2011. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  16. ^ Il lupo e la luna, QLibri. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  17. ^ Unikore - Organi dell'Università
  18. ^ E in città si libera una poltrona Buttafuoco lascia lo Stabile - LiveSicilia Catania
  19. ^ Buttafuoco critica Berlusconi su Repubblica e Mulè lo fa fuori da Panorama
  20. ^ Gli spariti: Fini, Casini, Di Pietro, panorama.it, 4 marzo 2013. URL consultato il 21 agosto 2015.
  21. ^ Io che di mio sono saraceno

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN17551146 · ISNI: (EN0000 0001 2277 0709 · SBN: IT\ICCU\MILV\270528 · BNF: (FRcb15660109h (data)