Laura Pugno

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Laura Pugno (Roma, 30 aprile 1970) è una scrittrice, poetessa e traduttrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laura Pugno è nata a Roma nel 1970. Ha tradotto dall'inglese e dal francese una decina di romanzi.[1].

Come narratrice ha pubblicato nel 2007 Sirene, finalista al Premio Bergamo 2008[2] e La ragazza selvaggia del 2016, Premio Selezione Campiello 2017.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

Antologie[modifica | modifica wikitesto]

Testi in prosa o in versi di Laura Pugno sono presenti nelle seguenti antologie:

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Shashi Deshpande, Il buio non fa paura, Theoria, Roma 1997
  • Kate Grenville, La storia di Lilian, Theoria, Roma 1998
  • Pete Townshend, Fish and chips e altri racconti, prefazione di Gino Castaldo, Minimum Fax, Roma 1999
  • Gore Vidal, La fine della libertà: verso un nuovo totalitarismo?, Fazi, Roma 2001
  • Grace Elliott, La nobildonna e il duca: la mia vita sotto la Rivoluzione, introduzione di Daria Galateria; Fazi, Roma 2001
  • Philippe Beaussant, Anche il Re Sole sorge al mattino: una giornata di Luigi XIV. prefazione di Giuliano Ferrara; Fazi, Roma 2002
  • Gore Vidal, Le menzogne dell'impero e altre tristi verità: perchè la junta petroliera Cheney-Bush vuole la guerra con l'Iraq e altri saggi, ; traduzione di Luca Scarlini e di Laura Pugno, Fazi, Roma 2002
  • Leif Enger, La pace come un fiume, Fazi, Roma 2002
  • Walter Scott, Ivanhoe, introduzione di Carlo Pagetti; La Repubblica, Roma 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi i dati biografici presenti nel sito personale, su laurapugno.it. URL consultato il 24 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  2. ^ RACCOLTA PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA BERGAMO, su legacy.bibliotecamai.org. URL consultato il 7 maggio 2019.
  3. ^ Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN90399517 · ISNI (EN0000 0003 7459 6225 · SBN IT\ICCU\VIAV\099226 · LCCN (ENno2005032421 · BNF (FRcb15662289r (data) · WorldCat Identities (ENno2005-032421