Aldo Cazzullo

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Aldo Cazzullo durante una conferenza su Beniamino Andreatta svoltasi a Trento.

Aldo Cazzullo (Alba, 17 settembre 1966) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entra a La Stampa come praticante nel 1988.[1] Nel 1998 si trasferisce a Roma. Nel 2003, dopo quindici anni a La Stampa, passa al Corriere della Sera dove è inviato speciale ed editorialista. Ha raccontato i principali avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi 25 anni, in particolare le elezioni di Chirac, Erdogan, Bush, Abu Mazen, Sarkozy, Obama, Hollande, Trump, Macron, oltre ai referendum sull'Europa, da quello francese su Maastricht (1992) alla Brexit. Ha seguito cinque edizioni dei Giochi Olimpici (Atene 2004, Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016) e cinque Mondiali di calcio, compresa la vittoria degli Azzurri in Germania nel 2006. Ha intervistato Bill Gates, Steven Spielberg, Keith Richards, Jacques Le Goff, Don De Lillo e Daniel Day Lewis, Nigel Farrage e Marine Le Pen, oltre ai protagonisti della vita pubblica italiana.

Ha dedicato oltre venti libri alla storia e all'identità italiana, sia in chiave critica - come Outlet Italia (2007), L'Italia de noantri (2009) - che in difesa della storia e delle potenzialità del nostro Paese. Sia Viva l'Italia! (2010) sia Basta piangere! (2013) sia Possa il mio sangue servire (2015) sia Metti via quel cellulare (2017), scritto con i figli, hanno superato le centomila copie; La guerra dei nostri nonni le duecentomila. Ha vinto il premio Estense nel 2006 per I grandi vecchi e, tra gli altri, i premi Fregene, Hemingway, Cinqueterre, il Premio Nazionale Anpi "Benedetto Fabrizi", il premio letterario "La Tore Isola d'Elba" per il romanzo La mia anima è ovunque tu sia (70 mila copie, pubblicato in Germania da Beck). Con il libro L'Italia s'è ridesta. Viaggio nel Paese che resiste e rinasce ha vinto il premio Giovanni Spadolini 2013, con Basta piangere! il premio Maria Grazia Cutuli, con La guerra dei nostri nonni il premio Biagio Agnes. Ha vinto inoltre anche il Premio "Buone Notizie 2013", consegnato a Caserta nel gennaio dello stesso anno. Ha due figli, Francesco e Rossana. Dal 10 gennaio 2017 è titolare della rubrica delle lettere del Corriere della Sera, succedendo a Sergio Romano[2]. Il 19 settembre 2018 esce nelle librerie il suo ultimo libro, Giuro che non avrò più fame. L'Italia della Ricostruzione, edito da Mondadori, suo editore storico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mariano Sabatini, Ci metto la firma!, Aliberti, 2009, pag. 160.
  2. ^ Da domani la pagina delle lettere ‘Lo dico al Corriere’ è firmata da Aldo Cazzullo, su primaonline.it. URL consultato il 14 gennaio 2017 (archiviato il 29 maggio 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN18425902 · ISNI (EN0000 0001 2277 104X · SBN IT\ICCU\RAVV\096297 · LCCN (ENnr96041275 · GND (DE133873986 · BNF (FRcb133338041 (data)