Enzo Bianchi

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Enzo Bianchi

Enzo Bianchi (Castel Boglione, 3 marzo 1943) è un religioso e saggista italiano, monaco laico, fondatore della Comunità monastica di Bose, a Magnano (Biella), della quale è stato anche priore dalla fondazione fino al gennaio 2017.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni universitari anima con i suoi amici, di diversa confessione cristiana, uno dei primi gruppi biblici che, sulla scorta del Concilio Vaticano II, nascevano come riscoperta di una vita cristiana radicale fondata sull'ascolto del Vangelo. Questa esperienza, tra le altre, fa maturare in lui il desiderio della vita monastica. È particolarmente attivo negli ambienti della FUCI, che in quegli anni formava parte significativa della futura classe dirigente cattolica.

Terminati gli studi in economia all'Università di Torino si ritira in solitudine in una cascina, nella piccola frazione di Bose a Magnano (Biella), sistemata con alcuni degli amici con cui aveva condiviso gli anni di studio. Resterà solo per i primi tre anni, a partire dall'8 dicembre 1965, data da lui scelta per segnare l'inizio della sua esperienza, nel giorno in cui ha termine la celebrazione del Concilio.

Arrivano poi i primi fratelli e sorelle, cattolici e protestanti, che con lui iniziano la vita in comune, nel celibato, nella preghiera e nel lavoro. Inizia così la Comunità monastica di Bose, che sarà riconosciuta non come nuovo ordine monastico, ma come Associazione privata di fedeli a norma dei canoni 322, 114, 116 e 117 del Codice di diritto canonico.

Dopo il consolidamento della comunità, nel corso degli anni Enzo Bianchi dedica il suo ministero soprattutto alla predicazione, in comunità, ma anche nelle chiese locali, cattoliche, protestanti e ortodosse.

Per due volte gli è stato chiesto se voleva essere ordinato presbitero, ma lui ha declinato, perché voleva "restare un semplice cristiano, laico come lo sono i monaci".[1]

Molto feconda è anche la sua attività come pubblicista di tematiche religiose e di attualità contemporanea, sui giornali La Stampa, la Repubblica, L'Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana e, in Francia, La Croix, Panorama e La Vie.

Ha inoltre diretto per 15 anni, fino al 2005, la rivista Parola, Spirito e Vita[2], è membro della redazione della rivista internazionale di teologia Concilium.

Nel 2008 e nel 2012 ha partecipato come esperto nominato da papa Benedetto XVI alle Assemblee generali del Sinodo dei vescovi, dedicate la prima alla Parola di Dio e la seconda alla Nuova evangelizzazione.

Il 22 luglio 2014 è stato nominato da papa Francesco consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani[3].

Il 26 dicembre 2016 annuncia le dimissioni da priore della Comunità di Bose, con effetto a partire dal 25 gennaio 2017; il 26 gennaio viene eletto il suo successore, Luciano Manicardi.[4]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 l'Università degli Studi di Torino gli ha conferito la laurea honoris causa in "Scienze Politiche".

Il 6 ottobre 2016 l'Università degli Studi di scienze gastronomiche gli ha conferito la laurea honoris causa.

Nel 2007 ha ricevuto il “Premio Grinzane Terra d’Otranto”; nel 2009 il “Premio Cesare Pavese” e il “Premio Cesare Angelini” per il libro "Il pane di ieri".

Nel 2010 ha ricevuto il Premio Art.3 "per avere animato, promosso e pariteticamente accettato il confronto e la comprensione con tutte le altre confessioni religiose".

Nel 2013 il “Premio internazionale della pace”, nel 2014 il “Premio Artusi” a Forlimpopoli, nel 2016 il "Premio Emmanuel Heufelder".

Dal 2014 è cittadino onorario della Val d’Aosta e di Nizza Monferrato.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Enzo Bianchi è autore di numerose opere, pubblicate presso i principali editori italiani e stranieri o le Edizioni Qiqajon della Comunità monastica di Bose.

Una bibliografia completa delle sue opere è contenuta nel volume La sapienza del cuore. Omaggio a Enzo Bianchi, Einaudi, 2013.

Tra i libri più importanti:

  • Pregare la parola, Gribaudi, 1974
  • Il radicalismo cristiano, Gribaudi, 1980
  • Adamo, dove sei? Commento a Genesi 1-11, Qiqajon, 1994
  • Altrimenti. Credere e narrare il Dio dei cristiani, Piemme, 1998
  • L'Apocalisse di Giovanni, Qiqajon, 1999
  • Non siamo migliori. La vita religiosa nella Chiesa, tra gli uomini, Qiqajon, 2002
  • Dare senso al tempo. Le feste cristiane, Qiqajon, 2003
  • Nuove apocalissi. La guerra in Iraq, l'Islam, l'Europa e la Barbarie, Rizzoli, 2003
  • Cristiani nella società, BUR, Rizzoli, 2003
  • Lessico della vita interiore, BUR, Rizzoli, 2004
  • Vivere è Cristo. Esercizi spirituali, San Paolo, 2006
  • Ero straniero e mi avete ospitato, Rizzoli, 2006
  • La differenza cristiana, Einaudi, 2006
  • Ascoltare la parola, Qiqajon, 2008
  • Il pane di ieri, Einaudi, 2008
  • Per un'etica condivisa, Einaudi, 2009
  • Perché pregare, come pregare, San Paolo, 2009
  • Ogni cosa alla sua stagione, Einaudi, 2010
  • L'altro siamo noi, Einaudi, 2010
  • Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali, San Paolo, 2011
  • Le tentazioni di Gesù Cristo, San Paolo, 2012
  • Nuovi stili di evangelizzazione, San Paolo, 2012
  • Fede e fiducia, Einaudi, 2013
  • Dono e perdono, Einaudi, 2014
  • Raccontare l'amore. Parabole di uomini e donne, Rizzoli, 2015
  • L'amore scandaloso di Dio, San Paolo, 2016
  • Spezzare il pane. Gesù a tavola e la sapienza del vivere, Einaudi, 2016
  • Gesù e le donne, Einaudi, 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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