Omiletica

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L'omiletica è il ramo degli studi teologici cristiani che si occupa dell'arte e della teologia della predicazione. L'arte dell'omiletica ricalca i temi pure trattati dalla retorica, cioè l'invenzione (trovare cosa dire), disposizione (sistemare il materiale), memoria (fissare nella mente ciò che si deve esporre) e esposizione.

Gli antichi sermoni cristiani erano chiamati omelie, termine derivante dal latino homilia, cioè "conversazione".

La predicazione nell'Antico Testamento[modifica | modifica sorgente]

Sin dai tempi più remoti, la predicazione gioca un ruolo fondamentale nella vita dell'Antico Testamento. Mosè, Giosuè ed Elia, per esempio, facevano grande uso del discorso di fronte alla comunità riunita. Tutti i più grandi profeti si mettono in evidenza non solo per i loro scritti, ma soprattutto per la loro predicazione. Gli oracoli profetici erano molto probabilmente usati come proclamazione nell'ambito della vita cultuale durante l'Esilio. La sinagoga ebraica sviluppa la pratica di pronunciare discorsi a commento della porzione della Sacra Scrittura letta durante il culto del sabato (cfr. Luca 4:16-21; Atti 15:21).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Profeta (Bibbia).

La predicazione nel Nuovo Testamento[modifica | modifica sorgente]

Il Nuovo Testamento si apre con la predicazione di Giovanni il battezzatore che fa riecheggiare il messaggio profetico sulla prossima venuta del Messia e del Regno di Dio. Gesù stesso dedica gran parte del suo ministero alla predicazione, e la sua parola ha un forte impatto al quale nessuno rimane indifferente, dimostrando potenza e l'autorità di Dio stesso. Egli pure invia i suoi discepoli a predicare in suo nome: Andando, predicate e dite: "Il regno dei cieli è vicino" (Matteo 10:7). Egli promette che la loro parola avrebbe avuto la stessa potenza ed autorità della sua: "Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato" (Luca 10:16). La predicazione stessa, per Gesù, avrebbe causato la diffusione del Regno di Dio fino agli estremi confini del mondo: "Questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine" (Matteo 24:14).

Dopo risurrezione, gli apostoli trovano come Gesù stesso continui il suo ministero attraverso la loro predicazione (di fatto il ministero di Gesù è considerato solo un inizio cfr. Atti 1:1). Essi credono che sia Dio stesso, attraverso la loro predicazione a rivolgere il suo appello all'umanità ed a guarire. Essi non avevano esitazione alcuna ad affermare che stessero predicando la stessa Parola di Dio (cfr. 1 Tessalonicesi 2:13 "Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete"; 1 Pietro 1:23 "...perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio"). La predicazione è lo strumento privilegiato di Dio per comunicare la salvezza: "Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione" (1 Corinzi 1:21).

Gli apostoli pure credevano che, attraverso la loro predicazione, le potenze della salvezza e della nuova era fossero impiantate nella vita umana e che la storia così si affrettasse all'adempimento dei propositi di Dio di unire tutte le cose in Cristo e perfezionare pienamente la nuova creazione (cfr. Colossesi 1:22-29; Efesini 1.9,10; 3:4-13).

I racconti che descrivono la chiesa primitiva indicano come la predicazione assumesse la forma di esposizione delle Sacre Scritture, non solo come attività missionaria, ma anche nel contesto della comunità riunita dei credenti, specialmente nel Giorno del Signore (Romani 15:4; Atti 18:24-28; 20:7ss). La continuazione di questa pratica si evince pure dalla descrizione che Giustino fa del culto cristiano nel secondo secolo.

La predicazione nella storia della Chiesa[modifica | modifica sorgente]

  • La forma più antica di predicazione cristiana è quella di un'omelia semplice, dialogata, pratica e pastorale, basata sul testo biblico che è stato letto, e spesso elaborando la varietà di temi che il testo suggerisce, nell'ordine in cui compaiono in esso, senza occuparsi molto della struttura retorica del discorso. Il sermone iniziava dove terminava il testo biblico. Era stesso presentato in modo estemporaneo, sebbene sorgesse da un'attenta preparazione. Era considerato dovere primario del vescovo quello di predicare, e spesso lo faceva seduto su una sorta di trono prospiciente la comunità, mentre l'assemblea stava in piedi.
  • Notevole è stato lo stile omiletico di Origene (185-254). Sebbene il suo approccio allegorico sia eccezionale per il periodo, tipico è l'intero suo approccio alla predicazione. Predicava sistematicamente attraverso tutti i libri della Bibbia in serie, capitolo per capitolo, versetto per versetto. Fino al quinto secolo egli rimane il modello per eccellenza da seguire.
  • I grandi predicatori del terzo e del quarto secolo: Basilio, Gregorio nazianzeno, Gregorio di Nissa, Crisostomo, ed Agostino erano consapevoli di vivere in un mondo in cui il normale metodo di comunicazione implicava l'uso della retorica tradizionale. Basilio e Crisostomo mettono in grande evidenza l'importanza dell'interpretazione grammaticale e storica della Bibbia. I sermoni di Crisostomo sono rimarchevoli perché coprono sistematicamente tutta la Bibbia, per le loro applicazioni morali e per il loro coraggio profetico. Sebbene essi riconoscessero la grande differenza che intercorreva fra il compito dei predicatori cristiani e quella dei retori pagani, il cui scopo era soprattutto impressionare l'uditorio con grandi discorsi, essi sentivano come la chiesa dovesse accettare l'aiuto che lo studio della retorica offriva alla predicazione.
  • La prima importante discussione sull'omiletica in rapporto alla retorica è fatta da Agostino nell'opera "Sulla dottrina cristiana", opera che non ha mai cessato d'essere importante. Ambrogio e Agostino predicano sermoni semplici, pratici ed espositivi che non stavano alla pari di quelli del Padri greci, ma nutrivano, ciononostante, la chiesa. Durante il periodo patristico la predicazione è in gran parte catechetica. Tratta dalla tradizione rabbinica dell'istruzione morale, era finalizzata ad insegnare la fede cristiana ai neo-convertiti. Il "sermone festivo", altro genere omiletico sviluppato durante il periodo patristico, era basato sul panegirico greco. Piuttosto che spiegare un brano delle Sacre Scritture, esso cercava di spiegare ciò che veniva celebrato nella festività ricorrente. Con l'ultimo del Padri latini, San Leone Magno, e poi con San Gregorio Magno il "sermone festivo" diventa sempre più importante.
  • Durante le invasioni barbariche era difficile istruire predicatori, eppure si distinguono monaci missionari come Patrizio, Columba, Pirmino e Bonifacio, che sviluppano la predicazione evangelistica. Non c'è, però, molta predicazione, nel Medioevo per il fedele medio. È nel periodo di Carlo Magno, però, che viene ristabilita l'usanza della predicazione in ogni culto domenicale. Per aiutare i presbiteri nella predicazione, Alcuino prepara il primo lezionario per ogni giorno frestivo e domenica dell'anno con sussidi per i sermoni. Questo sistema non produce molta predicazione ispirata, ma almeno la migliora, soprattutto quando si ripropongono loro i sermoni classici di Agostino, Cesario di Arles ed altri padri della chiesa.
  • Nel tredicesimo secolo appare nei circoli universitari una nuova forma "moderna" di predicazione tematica da brevi testi biblici, con attenta introduzione, transizioni, conclusioni e, naturalmente con l'argomento suddiviso nei "classici tre punti". Era chiamata "moderna" in contrapposizione alla forma più antica di omelia.
  • Scandalizzati dalla superficialità della religione barocca, il Pietismo comincia a portare la predicazione in una direzione diversa. Evitando sia la teologia dottrinale che l'esegesi biblica, il Pietismo si focalizza soprattutto sulle esperienze interiori. Questo porta un grande risveglio in Inghilterra dove John Wesley e George Whitefield predicano a minatori ed operai fuori dalla chiesa istituzionale e dalle strutture liturgiche. A differenza di Wesley, Whitefierld è un calvinista anche se la sua predicazione drammatica ed estemporanea di allontana considerevolmente dal pulpito tradizionale. Andando in America (1739) Whitefield innesca il grande Risveglio insieme a Jonathan Edwards e Gilbert Tennent, che sotto l'influenza sia del Puritanesimo che del Pietismo cominciano a predicare una fede esperienziale.
  • All'inizio del ventesimo secolo Harry Emerson Fosdick con il suo linguaggio diretto, illustrazioni dalla vita quotidiana e il suo illimitato ottimismo segnavano fortemente la tradizione moderna dell'omiletica americana.

La predicazione oggi[modifica | modifica sorgente]

Le tendenze contemporanee nel campo dell'omiletica includono: predicazione liturgica, predicazione olistica, predicazione basata sulla teoria della comunicazione, predicazione liberazionista (alcuni omileti includono in questa categoria predicazione femminista e predicazione nera), predicazione costruita intorno alla teoria del linguaggio, predicazione contestuale, predicazione induttiva, predicazione narrativa. Vi è oggi un rinnovato interesse nella predicazione teologica.

Il senso stesso della predicazione viene oggi posto in discussione, soprattutto per la prevalenza oggi della civiltà dell'immagine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Delcorno, Giovanni Baffetti, Quasi quidam cantus: studi sulla predicazione medievale, Leo S. Olschki, 2009 (p. 12)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Charles Harold Dodd, "La predicazione apostolica ed il suo sviluppo", Paideia, 1978.
  • S. Olford "Predicazione espositiva sotto l'unzione dello Spirito Santo", Uomini Nuovi, 2007.
  • Storia della sacra eloquenza al tempo de' SS. padri, di Francesco Zanotto, pubblicato dalla Tip. Pontificia ed Arcivescovile, 1897, 484 pp.
  • Giuseppe Barzaghi, "La filosofia della predicazione", Edizioni studio domenicano, 1995, p. 96.
  • "La predicazione cristiana oggi", Servizio Nazionale per il progetto culturale CEI, EDB (collana Oggi e domani), 2008.
  • Martin Lloyd Jones, "Il primato della predicazione", Alfa & Omega, 2004.
  • John Piper, "La supremazia di Dio nella predicazione", Alfa & Omega, 2008.
  • Filippo Melantone, "Predicazione evangelica. Sermoni per le domeniche dell'anno", Piemme (collana L'anima del mondo), 2001.
  • Philip Schaff, History of Preaching.
  • History of Preaching.
  • History of Preaching, di Edwards O.C.,Abingdon Press, 2005.
  • Classical Rhetoric & Its Christian & Secular Tradition from Ancient to Modern Times, di George Alexander Kennedy, Published by UNC Press, 1999.

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