Scozia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Scozia
Nazione costitutiva
(ENSCO) Scotland
(GD) Alba
Scozia – Stemma Scozia – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Localizzazione
StatoRegno Unito Regno Unito
Amministrazione
CapoluogoEdimburgo
Amministratore localeNicola Sturgeon (SNP) dal 20/11/2014
Lingue ufficialiInglese, scots, gaelico scozzese
Territorio
Coordinate
del capoluogo
55°56′58″N 3°09′37″W / 55.949444°N 3.160278°W55.949444; -3.160278 (Scozia)Coordinate: 55°56′58″N 3°09′37″W / 55.949444°N 3.160278°W55.949444; -3.160278 (Scozia)
Superficie78 782 km²
Abitanti5 254 800 (stima 2012)
Densità66,7 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+0
ISO 3166-2GB-SCT
TargaGB, SCO
Nome abitantiScozzesi
Patronosant'Andrea
Rappresentanza parlamentare59 membri
Innovari inni non ufficiali,
God Save the Queen
MottoNemo me impune lacessit
Nessuno mi provocò impunemente!
(motto nazionale, dal motto dell'Ordine del Cardo)
In my defense, God me defend
Nella mia difesa, Dio mi difenda
(motto reale)
Cartografia
Scozia – Localizzazione
Sito istituzionale

La Scozia (in inglese e scots Scotland, in gaelico scozzese Alba) è una nazione costitutiva del Regno Unito[1][2][3]. Posta all'estremità settentrionale dell'isola di Gran Bretagna di cui occupa più di un terzo della superficie con i suoi 78764 km² di estensione, è circondata dall'oceano Atlantico tramite il Mare del Nord a est e il canale del Nord e il mare d'Irlanda a sud-ovest, e non ha confini internazionali, ovvero il suo unico confine è quello interno con l'Inghilterra a sud.

Oltre alla sezione accorpata alla Gran Bretagna, il suo territorio comprende più di 790 isole minori[4] tra cui spiccano gli arcipelaghi delle Shetland, Orcadi e Ebridi.

Edimburgo, capitale e seconda città della Scozia, fu il centro dell'Illuminismo scozzese del XVIII secolo, che trasformò il Paese in una delle potenze commerciali, intellettuali e industriali dell'Europa.

Glasgow, la maggiore città della Scozia[5] (la terza del Regno Unito), era un tempo una delle principali città industriali a livello mondiale. Sorge al centro della conurbazione della Greater Glasgow.

Le acque scozzesi consistono in una grande porzione dell'Atlantico settentrionale e del Mare del Nord[6], e hanno contenuto, fintanto che il Regno Unito ne ha fatto parte, le maggiori riserve di petrolio dell'Unione europea; ciò ha fatto sì che Aberdeen, la terza città della Scozia, ottenesse il titolo di capitale europea del petrolio.[7]

Il Regno di Scozia emerse come stato indipendente e sovrano nell'Alto Medioevo e continuò a esistere fino al 1707. La nazione entrò in un'unione personale con i regni di Inghilterra e Irlanda a seguito della successione di Giacomo VI ai troni inglese e irlandese nel 1603; in seguito, il 1º maggio 1707, la Scozia entrò in un'unione politica con l'Inghilterra, creando un unico Regno di Gran Bretagna. Questa unione fu il risultato del Trattato di Unione firmato nel 1706 e tradotto in legge dai Parlamenti di entrambe le nazioni, nonostante l'opposizione popolare e i disordini anti-unionisti a Edimburgo, Glasgow e ovunque nel Regno di Scozia.[8][9] La Gran Bretagna stessa, in seguito, entrò in unione politica con l'Irlanda il 1º gennaio 1801, per creare il Regno di Gran Bretagna e Irlanda.

Il sistema legale della Scozia è rimasto separato da quello di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, e la Scozia costituisce una giurisdizione separata nel diritto pubblico e privato.[10] L'esistenza di istituzioni legali, educative e religiose distinte da quelle del resto del Regno Unito ha contribuito alla continuazione della cultura e dell'identità nazionale scozzese sin dall'unione del 1707.[11] Nel 1999 fu re-istituito un parlamento locale, il Parlamento scozzese, con autorità su molti ambiti di politica interna, a seguito di un referendum nel 1997. Nel maggio 2011 il Partito Nazionale Scozzese ha ottenuto la maggioranza assoluta al Parlamento scozzese; di conseguenza, il 18 settembre 2014 si è tenuto un referendum sull'indipendenza dal Regno Unito.[12][13] L'esito è stato favorevole agli unionisti con il 55,3% dei voti, pertanto la Scozia continua a far parte del Regno Unito.

La Scozia è membro del Consiglio britannico-irlandese,[14] e dell'Assemblea Parlamentare britannico-irlandese, e partecipa inoltre all'accordo dell'Area di viaggio comune (Common Travel Area).[15] La Scozia era rappresentata nell'Unione europea e al Parlamento europeo da sei eurodeputati.[16]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Scotland deriva da Scoti, il nome latino per i Celti di origine irlandese stanziati in Scozia. Il termine tardo-latino Scotia fu inizialmente utilizzato per riferirsi all'Irlanda.[17] Dall'XI secolo almeno, il termine Scotia fu utilizzato per riferirsi al territorio della Scozia dove si parlava il gaelico, ossia a nord del fiume Forth, insieme con Albania o Albany, entrambi termini derivati dal gaelico Alba.[18] L'utilizzo delle parole Scots e Scotland per indicare tutta l'attuale Scozia cominciò solo nel Basso Medioevo.[19]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Scozia.

Le prime popolazioni, di origine celtica, costruirono villaggi e si diedero ordinamenti simili ai Celti che occupavano il resto dell'isola britannica. Durante l'espansione romana, riuscirono a resistere alle legioni che avevano occupato il resto dell'isola e addirittura compirono incursioni nei territori occupati dall'esercito romano, tanto da costringere l'imperatore Adriano a erigere una fortificazione (vallo di Adriano) a difesa della Britannia romana. Con il crollo dell'impero e l'arrivo dei barbari, i popoli scozzesi dovettero lottare strenuamente per difendere la loro autonomia, ma da lì in poi saranno perennemente in guerra con l'Inghilterra costituitasi in regno dopo l'arrivo dei Sassoni.

Si noti che la Scozia tardo-antica e alto-medioevale non era unita in un'unica entità politica, e non aveva nemmeno l'unità linguistica. Era divisa infatti in quattro regni, che citiamo di seguito:

-Il primo regno, Dál Riata, era abitato dal popolo degli Scoti. Erano gaelici di origine irlandese, linguisticamente e culturalmente legati all'Irlanda; parlavano infatti il goidelico, lingua celtica nata in Irlanda. Il goidelico, in un secondo momento che datiamo al 1200 circa, si evolvette in Scozia come gaelico scozzese separandosi dal gaelico irlandese. Occuparono la maggior parte dell'attuale Scozia durante la tarda antichità e l'alto medioevo, diventando l'elemento dominante verso il VII secolo d.C.

-Il secondo e il terzo regno (Regno di Starthclyde e Regno dei Goddodin) erano abitati da popoli di orgine brittonica. Legati invece al mondo celtico dell'Inghilterra attuale e del Galles, influenzarono molto l'attuale cultura scozzese. Parlavano il brittonico comune, che successivamente evolvette nel cumbrico dopo la separazione della regione dal Galles e dalla Cornovaglia (dove si svilupparono il gallese e il cornico, anch'essi figli del brittonico).

-Il quarto regno, la Pictavia, era abitato dai Pitti, una popolazione autoctona, insediatasi in Scozia in tempi molto remoti. I Pitti erano culturalmente assimilati alle popolazioni celtiche, ma erano linguisticamente distinti, siccome la loro lingua è tuttora di difficile classificazione (non indeuropea per il linguista F. Villar; celtica brittonica con forti influssi pre-indeuropei per la linguista K. Forsyth; indeuropea arcaica legata al protoindoeuropeo e alle lingue anatoliche per altri linguisti).

Dopo la caduta dell'impero romano in Britannia, oltre che una forte espansione in Scozia delle popolazioni Pitte e Scote (ai danni dei Brittonici), si vide l'arrivo di immigrati Angli, e Sassoni e Juti (provenienti dall'attuale Germania e dallo Jutland) in quasi tutta la Gran Bretagna. Queste nuove popolazioni col tempo formarono un'unica unità etnica, culturale e linguistica intorno al 400, fondendosi col nome di Anglosassoni. Si imposero molto facilmente nell'attuale Inghilterra, sottomettendo la maggior parte delle tribù di stirpe brittonica, spingendole nel Galles, ma riuscirono anche a raggiungere la parte sud-orientale della Scozia (Regno dei Gododdin), annettendola al Regno di Northumbria. L'inglese, portato da queste nuove popolazioni continentali, è più correttamente definibile, in questo periodo storico, "anglosassone". Proprio nella Scozia sud-occidentale, sin del VII secolo una delle sue zone di più precoce attestazione, l'anglosassone portò alla formazione dell'attuale lingua germanica scots, strettamente imparentata con l'inglese moderno.

Nel corso del VIII e IX secolo cominciarono sempre più massicce infiltrazioni vichinghe, con lo sconvolgimento di tutti i processi di unificazione politica già in atto. Nell'839 un esercito norvegese sconfisse il regno Pitto nella terribile battaglia del fiume Tay; i Pitti furono poi sottomessi definitivamente dagli Scoti con Kenneth MacAlpin, che fondò il Regno di Scozia, culturalmente legato alla cultura goidelica (il Regno aveva tuttavia confini molto ridotti rispetto a quelli attuali). L'arrivo dei nuovi immigrati scandinavi affermò il norreno anche nelle isole scozzesi. In particolare, le Shetland e le Orcadi rimasero a lungo tempo (fino al 1486) sotto il controllo danese-norvegese, e furono abitate da coloni di lingua norrena, evolutasi poi nel norn, ormai estinto (l'ultimo parlante madrelingua norn morì nel 1850 a Unst). Più piccole le colonie linguistiche vichinghe nelle isole Ebridi e nelle regioni di Caithness e Sutherland.

Nel corso dei successivi 850 anni all'unificazione del territorio scozzese, il nuovo Regno di Scozia (la cui lingua ufficiale era il gaelico) sviluppò sistemi legali e di istruzione propri, che ancora non esistevano, così come una diversa valuta e unità di misura. Inizialmente il Regno confinava a Nord con il fiume Forth e il fiume Clyde, a sud-ovest col Regno di Strathclyde e a sud-est col Regno di Northumbria, di stirpe anglosassone.

Come citato precedentemente, parte della Scozia brittonica cadde sotto il controllo degli anglosassoni. Il primo a cedere dei due fu il Regno dei Goddodin, che fu annesso al Regno di Bernicia, parte del Regno di Northumbria, nel 638, quando la capitale Din Eidyn (l'attuale Edimburgo) fu conquistata. Questo territorio venne contestato con l'ascesa di Costantino II al trono scozzese. Infine nel 1018, cadde definitivamente nelle mani del Regno di Scozia, quando Malcolm II spostò il confine verso il Sud, fino al fiume Tweed. Il Regno di Strathclyde fu invece più longevo: la sua indipendenza terminò infatti solo nella prima metà dell'XI secolo, anche se la regione rimase un'area distinta dalla Scozia sino al XII secolo.

Alla fine del 1400, quando la Scozia occupava ormai tutto il territorio dell'attuale nazione costitutiva, erano parlate tre lingue: lo scots, figlio dell'anglo-sassone, il gaelico scozzese (nato dall'evoluzione del goidelico, parlato dagli Scoti, che come sappiamo ebbero la meglio tra le popolazioni della Scozia tardo-antica), e il norn. Erano oramai estinte, ovviamente, sia la lingua dei Pitti (sottomessi dai norvegesi e dagli Scoti, che introdussero la loro lingua), sia il brittonico (o cumbrico, che però influenzò molto la cultura scozzese). Il gaelico fu la lingua maggioritaria in Scozia nel periodo che va dalla nascita del Regno con Kenneth MacAlpin all'annessione ad esso della Scozia anglosassone, ossia la regione meridionale del Paese. Siccome la capitale fu spostata da Perth (entroterra scozzese) a Edimburgo (Scozia meridionale, da sempre uno dei centri più rilevanti della cultura anglosassone), lo scots sorpassò presto il gaelico come lingua maggioritaria del Regno, diventando la sua lingua ufficiale, in quanto parlata dai ricchi nobili di Edimburgo che adesso governavano il Paese.

Nel 1603, il sovrano Giacomo I di Inghilterra fu il primo sovrano a regnare su entrambe le isole britanniche (Gran Bretagna e Irlanda). Sia Re di Scozia che d'Inghilterra, unificò di fatto le due nazioni, sebbene ancora due regni separati. Nel 1707, tuttavia, venne creato il Regno di Gran Bretagna, dall'ufficiale unione politica del Regno d'Inghilterra (che comprendeva il Galles) e il Regno di Scozia, con l'emanazione dell'Atto di Unione, che era stato concordato il 22 luglio 1706, e successivamente ratificato dal Parlamento d'Inghilterra e dal Parlamento di Scozia.

Come descritto precedentemente, l'anglosassone evolvette in Scozia come lingua scots. In Inghilterra, tuttavia, l'anglo-sassone diede vita alla lingua inglese. Imparentato più che strettamente con lo scots, l'inglese diventò, a causa dell'unificazione dell'isola di Gran Bretagna, la lingua ufficiale (e la più diffusa) in Scozia, sostituendo lo scots, che però continua tutt'oggi a rimanere vivo in ambiti informali. La diffusione dell'inglese avvenne molto rapidamente e facilmente, in quanto in Scozia esso era stato già adottato da tempo come lingua scritta e letteraria, e le influenze dell'Inghilterra verso il Paese avvenivano da secoli. Oggigiorno, l'inglese è la lingua ufficiale della Scozia, in quanto la più diffusa e quella parlata da tutta la popolazione.

La cultura scozzese è l'erede dell'antica cultura di origine irlandese degli Scoti, che, tuttavia, fu ampiamente influenzata dalla cultura anglosassone e, in una misura più ridotta, dalla cultura celta dei popoli britannici, portando alla nascita appunto alla cultura dell'odierna Scotland o Alba.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Cartina fisica.
Ben Nevis, la cima più alta dell'intera Gran Bretagna.

La Scozia ha una superficie di 78 764 km², comparabile con quella della Repubblica Ceca. Si estende fra le latitudini di Bergen (Norvegia) a nord e Flensburg (Germania) a sud. Il confine con l'Inghilterra a sud è l'unico confine terrestre, e va da Gretna Green a ovest a Berwick-upon-Tweed a est. A nord e a ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico, a est dal mare del Nord. La lunghezza massima del paese, tra Capo Wrath e Mull of Galloway, misura 360 km, mentre la larghezza massima, tra Ardnamurchan Point, nella penisola di Ardnamurchan a ovest, e Peterhead, a est, misura 225 km.

Dal punto di vista fisico, si può dividere la Scozia in tre parti:

Loch Leven, in un tipico paesaggio scozzese

-Le Highlands, la zona centro-settentrionale della regione, è montuosa e coperta di brughiere. Al largo della loro costa settentrionale si trovano le isole Orcadi e Shetland. Di fronte alla costa occidentale sono raggruppate invece le Ebridi, l'unica regione della Scozia in cui il gaelico è parlato da più persone rispetto all'inglese (e allo scots): le Ebridi sono paragonabili alla Gaeltacht irlandesi. Le coste delle Highlands, quindi le regioni nord-occidentali del Paese, è frastagliata da innumerevoli fiordi e stretti tra isole (tra i fiordi più celebri citiamo il Moray Firth, mentre alcuni tra gli stretti marittimi più degni di nota sono il The Minch e l'Inner Sound), che raggiungono l'interno della penisola. Un avvallamento lungo e profondo, chiamato Glen Mor o Great Glen, va dal Firth of Lorne al Moray Firth e separa le Highlands nordoccidentali dai Monti Grampiani. Per quasi tutta l'estensione del Glen si estende il Canale di Caledonia, che mette in comunicazione l'Atlantico e il Mare del Nord, unendo il Loch Ness e il Loch Lochy. Il gruppo dei Cairngorms è il più importante dei Grampiani. Il Ben Nevis (1 345 m) è il monte più alto della Gran Bretagna.

-Le Lowlands sono formate dalle valli dei fiumi Tay, Forth e Clyde. Questa è la regione più abitata e più industrializzata della nazione: i tre quarti degli scozzesi vivono qui. Una delle zone più abitate di questa regione geografica è la Central Band, la linea immaginaria che collega le metropoli Edimburgo e Glasgow. Le Lowlands confinano a nord con gli Ochil Hills, i contrafforti meridionali delle Highlands, e a sud con i Pentland Hills e i Lammermuir Hills, i primi rilievi delle Uplands. Anche questa regione scozzese è frastagliata da fiordi, tra cui forse uno dei più famosi dell'intera Gran Bretagna: il Firth of Forth, tra i più trafficati del Paese, sul quale si affaccia la capitale Edimburgo e altre città di rilievo come Dundee.

-Le Uplands sono una regione che presenta numerosi rilievi, ma meno alti di quelli delle Highlands. Le vette non superano i 1 000 m: le più alte sono il Merrick (843 m), il Rhinns of Kells (816 m) e il Cairnsmore of Carsphain (786 m).

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

I fiumi principali della Scozia sono il Clyde (157 km), lo Spey (155 km), il Tweed (145 km), il Dee (140 km), il Tay (198 km) e il Forth (80 km). Tutti tranne il Clyde sfociano nel mare del Nord. I laghi principali sono Loch Lomond e Loch Awe a ovest, Loch Tay, Loch Rannoch e Loch Ericht nei Grampiani, Loch Lochy e Loch Ness nel Glen Mor, Loch Maree e Loch Shin vicino alla costa settentrionale. Le coste sono per la maggioranza alte e frastagliate, arrivando anche a 430 m di altezza a Santa Kilda, fino a un centinaio di anni fa regno indipendente.

Il Loch Lomond, il lago più grande del Regno Unito

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Neve sui monti scozzesi.

Il clima delle isole britanniche subisce fortemente l'influsso dell'oceano, in particolare nelle zone occidentali. La Scozia, la più settentrionale tra le regioni della Gran Bretagna, è maggiormente esposta alle masse d'aria fredda di origine polare, le quali, entrando in contrasto con la calda corrente del Golfo, creano frequenti zone di bassa pressione, particolarmente accentuate in autunno e all'inizio dell'inverno. A causa di tali depressioni atlantiche, la media delle precipitazioni è piuttosto elevata e le estati sono decisamente fresche e ventose, soprattutto nelle regioni montuose esposte a ovest. Tuttavia, è la stessa corrente del Golfo a rendere l'inverno scozzese molto mite in proporzione alla latitudine: la capitale Edimburgo, pur essendo situata al 56º parallelo circa, ha una temperatura media annuale oscillante intorno ai 10 °C (3-4 °C d'inverno, 14-16 °C d'estate), diversamente da Mosca, che, pur trovandosi pressoché alla stessa latitudine (55° 45′ N) ha una temperatura media massima invernale di -6 °C.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il cardo è il simbolo della Scozia. Assieme a felci e erica è presente un po' dovunque nella brughiera scozzese. Le Lowlands sono ricche di ginestre e hanno una vegetazione simile a quella del Continente. Lungo la costa occidentale abbondano fuchsie, rododendri e azalee, nelle Highlands erica e felci. Sui Grampiani la flora è di tipo alpino. La maggior parte del territorio era fin dai tempi antichi ricoperto da foreste caducifoglie (soprattutto querce) che ora si sono ridotte a causa del disboscamento e pascolo. Uno degli alberi più rappresentativi delle foreste è il Pinus sylvestris, il pino silvestre, il quale appunto è anche nominato come pino di scozia (scots pine). Questa specie di pino è un simbolo legato alla Scozia e albero nazionale.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La fauna in Scozia registra la presenza di animali assenti nel resto d'Europa: il topo di Rhum, la pecora selvatica soay, gli uccelli di St. Kilda (Troglodytes troglodytes hirtensis). Molto comune il cervo rosso. Le scogliere sono un paradiso per varie specie di uccelli. Nelle zone acquitrinose vive la gallina di palude (grouse). Estinti da secoli a causa della persecuzione umana i grandi carnivori (orso, lupo, lince), la Scozia rimane l'ultimo rifugio in Gran Bretagna per lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), soppiantato nel resto dell'isola dallo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis) dopo l'introduzione avvenuta in Inghilterra. Presenti anche la volpe e il tasso. A causa dell'elevatissimo numero di cervi, si sta pensando di reintrodurre i lupi.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La Scozia ha una popolazione di circa 5 254 800 abitanti, distribuiti in maniera molto disuguale: nella Central Belt (zona industriale dell'asse Glasgow-Edimburgo) la densità è di 700 ab./km², in alcune regioni delle Highlands meno di due abitanti per km².

Amministrazione locale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994 il governo locale è stato riorganizzato sulla base di 32 aree di consiglio. Fino al 1971 la Scozia era divisa in contee, mentre le città maggiori erano rette dalle Corporazioni Cittadine. Le vecchie contee mantengono un ruolo solamente a fini catastali.

  1. Inverclyde
  2. Renfrewshire
  3. Dunbartonshire Occidentale
  4. Dunbartonshire Orientale
  5. Glasgow
  6. Renfrewshire Orientale
  7. Lanarkshire Settentrionale
  8. Falkirk
  9. West Lothian
  10. Edimburgo
  11. Midlothian
  12. East Lothian
  13. Clackmannanshire
  14. Fife
  15. Dundee
  16. Angus
  17. Aberdeenshire
  18. Aberdeen
  19. Moray
  20. Highland
  21. Ebridi Esterne
  22. Argyll e Bute
  23. Perth and Kinross
  24. Stirling
  25. Ayrshire Settentrionale
  26. Ayrshire Orientale
  27. Ayrshire Meridionale
  28. Dumfries e Galloway
  29. Lanarkshire Meridionale
  30. Scottish Borders
  31. Isole Orcadi
  32. Isole Shetland

ScotlandLabelled.png

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Politica del Regno Unito e Politica della Scozia.

La Scozia è una nazione costitutiva del Regno Unito e suo capo di Stato è il monarca britannico, che attualmente è Elisabetta II (sul trono dal 1952).

Dal punto di vista costituzionale, il Regno Unito è uno stato unitario con un governo e un parlamento sovrani. A seguito dei referendum sulla devoluzione approvati in Scozia e Galles nel 1997, è stato concesso un limitato autogoverno a queste due nazioni costitutive. Il Parlamento del Regno Unito a Westminster continua però ad avere il potere di emendare, espandere, ridurre oppure abolire gli ambiti di autonomia devoluti a Scozia e Galles e, quindi, il Parlamento scozzese non si può definire pienamente sovrano. Peraltro, sul piano pratico, è piuttosto improbabile che il Parlamento britannico voglia (e, volendolo, possa politicamente) abolire in maniera unilaterale i parlamenti e i governi di Scozia e Galles senza indire prima un referendum in tal senso tra le popolazioni interessate.

Il Parlamento Scozzese a Edimburgo

A seguito della devolution, riguardo a certe materie d'interesse locale, il potere di fare leggi e di applicarle è stato delegato al Parlamento scozzese e al Governo scozzese, con sede a Edimburgo. Il Parlamento del Regno Unito mantiene la competenza su certe materie, anche se riguardanti la Scozia, come quelle fiscali, il sistema di sicurezza sociale, la difesa, le relazioni internazionali, le comunicazioni e altre, che sono elencate in via tassativa nello Scotland Act come "materie riservate". Il Parlamento scozzese ha potere legislativo in tutte le altre materie riguardanti la Scozia, oltre ad avere un potere limitato di variare l'imposta sui redditi.

Nel caso ritenga opportuno che una certa decisione sia presa dal Parlamento del Regno Unito il Parlamento scozzese può restituire a quest'ultimo la facoltà di legiferare su determinate materie devolute.

Il Parlamento scozzese è monocamerale ed è composto da 129 membri, 73 dei quali rappresentano singoli collegi e sono eletti con il first-past-the-post (sistema maggioritario a turno unico). Gli altri 56 sono eletti con il sistema proporzionale. La Regina, su indicazione del Parlamento, nomina uno dei parlamentari First Minister. Gli altri ministri, nominati con lo stesso procedimento, assieme al First Minister formano il Governo della Scozia (Scottish Executive).

La Scozia è rappresentata da 59 deputati alla Camera di Comuni. Alla Camera dei Lord, i Pari scozzesi hanno potuto sedere fino al 1999.

Nel Governo del Regno Unito esiste un dicastero specifico per gli affari scozzesi, lo Scotland Office. Guidato dal Segretario di Stato per la Scozia, prima della devoluzione aveva responsabilità su tutto il sistema di governo scozzese. Ora rimangono allo Scotland Office un numero limitato di materie, come le relazioni con gli altri ministeri che mantengono competenze settoriali riguardanti la Scozia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La centrale di Cockenzie vicino a Edimburgo

L'economia della Scozia, come quella dell'intero Regno Unito ha forti legami con l'Europa e con tutto il mondo. Le esportazioni hanno, infatti, una grossa importanza.

Il paese ha un sistema di mercato, con diversi interventi della mano pubblica. Dopo la rivoluzione industriale l'economia scozzese si concentrò sull'industria pesante, dominata da settori produttivi come le costruzioni navali, l'estrazione di carbone e la siderurgia. In quel periodo l'esistenza dell'Impero britannico fornì alle produzioni scozzesi un grosso mercato, con dimensioni mondiali.

Il declino dell'industria pesante, nella seconda metà del XX secolo, portò a un considerevole spostamento di attività verso i settori dei servizi e della tecnologia. Negli anni settanta lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel mare del Nord diede luogo a una prima, grossa trasformazione dell'economia scozzese. Gli anni ottanta videro la grande espansione della cosiddetta Silicon Glen, tra Glasgow e Edimburgo, dove si insediarono molte grosse aziende operanti nell'informatica e nei settori tecnologici in genere.

Edimburgo (414 192 abitanti) è il principale centro finanziario scozzese e il sesto in Europa.[20] Nella capitale scozzese operano gruppi finanziari come la Royal Bank of Scotland (la seconda banca europea), la HBOS (proprietaria della Bank of Scotland) e la Standard Life Aberdeen.

Vista sul fiume Clyde a Glasgow

Glasgow (616 123 abitanti) è il principale porto scozzese e il quarto centro industriale del Regno Unito, contando per oltre il 60% dei prodotti industriali esportati dalla Scozia. I cantieri navali, anche se con dimensioni decisamente ridotte rispetto ai massimi toccati all'inizio del XX secolo, formano ancora la base produttiva dell'industria cittadina. Glasgow è anche il principale centro scozzese per il commercio al dettaglio, oltre che uno dei primi venti centri finanziari europei e sede di molte importanti società.

Aberdeen (216 662 abitanti), a volte chiamata la capitale europea del petrolio, è il centro dell'industria petrolifera basata sui giacimenti trovati sotto il fondo del mare del Nord.

Distilleria a Glenfiddich.

Altre importanti attività scozzesi sono l'industria tessile, la chimica, la distillazione di whisky, la produzione di birra, la pesca e il turismo.

Nel 2003 le esportazioni scozzesi (escluso il commercio con il resto del Regno Unito) sono state stimate in quasi 19 miliardi di sterline, di cui circa il 70% costituito da prodotti industriali. Maggiori fonti di reddito sono il whisky, i prodotti dell'industria elettronica, i servizi finanziari. I mercati maggiori sono gli Stati Uniti, la Germania e la Francia.[21] Secondo lo Scottish National Accounts Project (SNAP) il Prodotto interno lordo (PIL) della Scozia nel 2009 era di 127 miliardi di sterline, equivalenti a 146 miliardi di euro.

Solo un quarto del territorio è coltivato (principalmente a cereali e verdure), ma l'allevamento ovino ha un ruolo importante nelle meno fertili regioni del nord e sulle isole. La proprietà della terra è relativamente concentrata in poche mani (circa 350 persone sono proprietarie di circa metà del territorio). Nel 2003 quindi il parlamento scozzese ha approvato un Land Reform Act che consente ai coltivatori diretti e alle comunità locali di comprare la terra, anche contro la volontà del proprietario.

Anche se la Bank of England è la banca centrale di tutto il Regno Unito, tre banche scozzesi (Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland e Clydesdale Bank) hanno il potere di emettere banconote. Anche se queste sterline scozzesi non hanno corso legale in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, sono liberamente scambiabili con quelle emesse dalla Banca d'Inghilterra. Nonostante questo, in altre parti del Regno e specialmente in Inghilterra, molti esercenti rifiutavano le banconote scozzesi. Una nuova legge ha posto rimedio a questo inconveniente, ma fuori dal Regno Unito ancora oggi banche e cambiavalute spesso non accettano le banconote scozzesi.

Unica tra le banche del Regno la Royal Bank of Scotland emette ancora la banconota da una sterlina.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'Aeroporto di Barra è l'unico aeroporto del mondo che utilizza una spiaggia come pista per i servizi di linea.[22]

La Scozia conta cinque grandi aeroporti internazionali (Glasgow-International, Glasgow-Prestwick, Edimburgo, Aberdeen, e Inverness), che insieme servono 150 destinazioni internazionali con una grande varietà di servizi di linea e charter.[23] GIP (Global Infrastructure Partners) gestisce l'aeroporto di Edimburgo, mentre la BAA (British Airports Authority) gestisce quelli di Aberdeen e Glasgow; la Highlands and Islands Airports opera 11 aeroporti regionali, incluso quello di Inverness, che servono le località più remote.[24] Infratil gestisce Prestwick.

Le autostrade scozzesi e le principali strade statali sono gestite da Transport Scotland; la parte restante della rete è gestita dalle autorità locali scozzesi in ognuna delle aree di pertinenza. Servizi regolari di traghetto operano tra la terraferma scozzese e le molte isole; questi traghetti sono gestiti principalmente da Caledonian MacBrayne, ma vengono operati dai consigli locali. Altre linee di traghetti, servite da numerose società, collegano la Scozia all'Irlanda del Nord, al Belgio, alla Norvegia, alle Isole Faroe e anche all'Islanda. Network Rail Infrastructure Limited possiede e opera le infrastrutture del sistema ferroviario scozzese, mentre il Governo della Scozia detiene la responsabilità per le strategie ferroviarie e il loro budget.[25] La rete ferroviaria scozzese conta circa 340 stazioni e 3 000 chilometri di tracciato. I passeggeri trasportati ogni anno superano i 62 milioni.[26]

L'Aeroporto di Edimburgo è uno dei più trafficati della Scozia.

La rete ferroviaria della Scozia è gestita da Transport Scotland.[27] Le principali linee ferroviarie della Costa Est e della Costa Ovest collegano le principali città della Scozia tra loro e con la rete ferroviaria dell'Inghilterra. Il servizio ferroviario all'interno della Scozia è operato da First ScotRail. Durante l'epoca della British Railways la linea della Costa Ovest da Londra Euston a Glasgow Centrale fu elettrificata, all'inizio degli anni '70, seguita dalla linea della Costa Est, verso la fine degli anni '80. La British Railways creò il brand ScotRail; finché esistette la British Railways, molte linee nello Strathclyde furono elettrificate: lo Strathclyde Passenger Transport Executive fu in prima linea nel definire la propria rete la "più grande rete ferroviaria elettrificata fuori da Londra". Oggi alcune parti della rete sono a trazione elettrica, ma non vi sono linee elettrificate nelle Highlands, nell'Angus, nell'Aberdeenshire, nelle città di Dundee e Aberdeen, o a Perth e Kinross, e nessuna delle isole presenta collegamenti ferroviari (anche se i terminal di Kyle of Lochalsh e Mallaig servono principalmente le isole).

Inoltre la città di Glasgow ha un piccolo sistema integrato di metropolitana dal 1896. Completamente restaurato e rimodernato tra il 1977 e il 1980, oggi conta 15 stazioni che sono utilizzate da circa 40 000 passeggeri al giorno. Le stazioni sono state ulteriormente ammodernate in vista dei XX Giochi del Commonwealth che si sono svolti proprio a Glasgow nel 2014.

La linea ferroviaria della Costa Est attraversa il Firth of Forth tramite il Forth Bridge. Completato nel 1890, questo ponte a sbalzo è stato descritto come "il profilo più riconoscibile della Scozia a livello internazionale".[28]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Le tre lingue parlate in Scozia sono:

-L'inglese, o più precisamente SSE (Scottish Standard English). È la lingua ufficiale della nazione, utilizzata in tutti gli ambiti ufficiali e parlata da tutta la popolazione della Scozia. È quindi la più diffusa.

-Lo scots, una lingua germanica occidentale chiamata anche "scozzese" nella versione italiana o "Lallans". Da alcuni considerato erroneamente come dialetto della lingua inglese, ha avuto una differente evoluzione rispetto a quella dell'inglese, seppur entrambi discendenti dell'anglo-sassone.

-Il gaelico scozzese, la lingua più antica della Scozia. Solo l'1.1% degli scozzesi conosce ancora il gaelico come prima lingua, e l'unica area amministrativa dove esso è la lingua numericamente prevalente è Na h-Eileanan Siar (Ebridi esterne); ciononostante alcuni termini in gaelico scozzese rimangono presenti, in forma spesso anglicizzata, in parecchi toponimi ormai assimilati dalla lingua inglese, come aber (foce), baile, bal (città), beinn, benn, ben (monte, lett. testa), innis (isole), loch (lago), slogan (slogan). Tuttavia, sono in atto da diversi anni processi per tenere più attivo l'uso di questa lingua goidelica, ed incrementarlo sempre di più.

Anno Popolazione della Scozia Parlanti gaelico monolingui (%) Bilingui gaelico-inglesi (%) Totale gruppo linguistico gaelico (%)
1755 1 265 380 289 798 (22,9%) Sconosciuto Sconosciuto
1800 1 608 420 297 823 (18,5%) Sconosciuto Sconosciuto
1881 3 735 573 231 594 (6,1%) Sconosciuto Sconosciuto
1891 4 025 647 43 738 (1,1%) 210 677 (5,2%) 254 415 (6,3%)
1901 4 472 103 28 106 (0,6%) 202 700 (4,5%) 230 806 (5,1%)
1911 4 760 904 8 400 (0,1%) 183 998 (3,9%) 192 398 (4%)
1921 4 573 471 9 829 (0,2%) 148 950 (3,3%) 158 779 (3,5%)
1931 4 588 909 6 716 (0,14%) 129 419 (2,82%) 136 135 (2,96%)
1951 5 096 415 2 178 (0,04%) 93 269 (1,83%) 95 447 (1,87%)
1961 5 179 344 974 (0,02%) 80 004 (1,54%) 80 978 (1,56%)
1971 5 228 965 477 (0,01%) 88 415 (1,69%) 88 892 (1,7%)
1981 5 035 315 - 82 620 (1,6%) 82 620 (1,6%)
1991 5 083 000 - 65 978 (1,4%) 65 978 (1,4%)
2001 5 062 011 - 58 652 (1,2%) 58 652 (1,2%)
2011 5 295 403 - 57 602 (1,1%) 57 602 (1,1%)

Fonte: I dati relativi al periodo 1755-2001 sono relativi a censimenti riportati da MacAulay.[29] Il dato relativo al 2011 è stato estrapolato dal censimento del 2011.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Scozia.
Cattedrale di Sant'Andrea
Una delle chiese principali di Glasgow

La maggioranza della popolazione è cristiana. La confessione più diffusa è la Chiesa di Scozia (presbiteriana) - Church of Scotland, comunemente chiamata "the Kirk" – benché solo una minoranza, circa 600 000 persone, siano ufficialmente registrate come membri. La Kirk ha circa 1 400 ministri. La Chiesa di Scozia è una established church, cioè la chiesa di stato in Scozia.

Nel 1893 dalla Chiesa di Scozia si è staccata la Libera Chiesa Presbiteriana di Scozia (Free Presbyterian Church of Scotland) il cui intento è di mantenersi più fedele allo spirito originario della Riforma.

La seconda chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa cattolica di Scozia, che ha due arcidiocesi e sei diocesi.

La terza chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa episcopale scozzese, che professa l'anglicanesimo e fa parte della Comunione Anglicana, ma in una posizione di indipendenza rispetto alla Chiesa d'Inghilterra, benché questa rimanga la chiesa madre della confessione anglicana. La Chiesa d'Inghilterra è la established church dell'Inghilterra, ma non dell'intero Regno Unito.

Congregazioni più piccole sono la Chiesa Battista, la Chiesa Metodista (wesleyana), chiese presbiteriane non scozzesi, le comunità ebraica e musulmana, i Bahá'í, i druidi.

Religione attuale 2001[30] 2011[31][32]
Numero % Numero %
Chiesa di Scozia 2 146 251 42,4 1 717 871 32,4
Cattolici 803 732 15,9 841 053 15,9
Altri cristiani 344 562 6,8 291 275 5,5
Totale cristiani 3 294 545 65,1 2 850 199 53,8
Islamici 42 557 0,8 76 737 1,4
Induisti 5 564 0,1 16 379 0,3
Buddhisti 6 830 0,1 12 795 0,2
Sikh 6 572 0,1 9 055 0,2
Ebrei 6 448 0,1 5 887 0,1
Altre religioni 26 974 0,5 15 196 0,3
Atei 1 394 460 27,6 1 941 116 36,7
Non dichiarano religione 278 061 5,5 368 039 7,0
Atei/Non dichiarano totale 1 672 521 33,0 2 309 155 43,6
Totale popolazione 5 062 011 100,0 5 295 403 100,0

Il diritto in Scozia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diritto di Scozia.

La Scozia ha un sistema legale completamente separato da quello dell'Inghilterra e del Galles. Il diritto scozzese si fonda su due fonti principali: le leggi promulgate (enacted law) e la common law. L'enacted law può avere origine in diversi corpi legislativi: diritto romano del Corpus giustinianeo, diritto canonico, atti dell'antico parlamento scozzese prima del 1707, proclami reali, atti del parlamento britannico, atti del parlamento scozzese rieletto nel 1999, trattati dell'Unione europea o legislazione europea, leggi locali (by-laws). La common law deriva la sua autorità dalle sentenze delle corti e riposa sulla tradizione legale scozzese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera della Scozia rappresenta una croce di sant'Andrea bianca in campo blu.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Tra i maggiori romanzi scozzesi spicca Canto del tramonto di Lewis Grassic Gibbon, giudicato nel 2006 come il libro preferito dagli scozzesi.[33] Un importante scrittore scozzese fu Walter Scott. James MacPherson è considerato il poeta nazionale scozzese, insieme con Robert Burns. Arthur Conan Doyle, il creatore del personaggio di Sherlock Holmes, era scozzese, così come Robert Louis Stevenson. George Gordon Byron, poeta inglese, era anch'egli di origini scozzesi per parte di madre.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Indipendenza della Scozia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Referendum sull'indipendenza della Scozia del 2014.

Nonostante la Scozia sia all'interno del Regno Unito da oltre 418 anni (e di fatto dal 1603, quando le case reali di Scozia e Inghilterra si unificarono nella persona del re Giacomo VI di Scozia) le divergenze storiche e culturali tra scozzesi e inglesi hanno sempre portato a un implicito sogno d'indipendenza da parte di buona parte della popolazione dell'antica e culturalmente separata Alba. Il 14 ottobre del 2012, dopo mesi di trattative, il leader dello Scottish National Party, Alex Salmond, ha trovato l'accordo con il Premier britannico David Cameron riguardo all'indipendenza della Scozia: il 18 settembre 2014, infatti, si è svolto un referendum dove si è chiesto a tutti gli scozzesi a partire dall'età di 16 anni se separarsi o meno dal Regno Unito.[34] Secondo il progetto di Salmond, la Scozia, se avesse vinto il Yes, sarebbe diventata nei fatti una nazione autonoma ma parte del Commonwealth delle nazioni (come Canada e Australia), con governo completamente indipendente ma continuando a riconoscere il monarca britannico come simbolico Capo di Stato, esattamente come avviene da tempo in Canada o in Australia.[35] Il referendum ha visto la vittoria del No.

Il 28 marzo 2017 il parlamento di Edimburgo vota a maggioranza (69 favorevoli, 59 contrari) la delega al primo ministro Nicola Sturgeon di chiedere al governo di Westminster un nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Countries of the UK, Office for National Statistics. URL consultato il 24 giugno 2012 (archiviato l'8 gennaio 2016).
  2. ^ Countries within a country, su 10 Downing Street. URL consultato il 24 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2010).
    «The United Kingdom is made up of four countries: England, Scotland, Wales and Northern Ireland».
  3. ^ ISO 3166-2 Newsletter Date: 28 novembre 2007 No I-9. "Changes in the list of subdivision names and code elements" (Page 11) (PDF), su International Organization for Standardization codes for the representation of names of countries and their subdivisions – Part 2: Country subdivision codes. URL consultato il 31 maggio 2008 (archiviato il 23 giugno 2013).
    «SCT Scotland country».
  4. ^ Scottish Executive Resources (PDF), su Scotland in Short, Scottish Executive, 17 febbraio 2007. URL consultato il 14 settembre 2006 (archiviato il 4 settembre 2012).
  5. ^ A quick guide to glasgow, Glasgow City Centre. URL consultato il 20 giugno 2012 (archiviato il 23 giugno 2013).
  6. ^ The Scottish Adjacent Waters Boundaries Order, London, The Stationery Office Limited, 1999, ISBN 0-11-059052-X. URL consultato il 20 settembre 2007 (archiviato il 14 settembre 2007).
  7. ^ Our City, Aberdeen City Council. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2010).
    «Aberdeen's buoyant modern economy – is fuelled by the oil industry, earning the city its epithet as 'Oil Capital of Europe'».
  8. ^ T. M. Devine, The Scottish Nation 1700–2000, Penguin Books, 1999, p. 9, ISBN 0-14-023004-1.
    «From that point on anti-union demonstrations were common in the capital. In November rioting spread to the south west, that stronghold of strict Calvinism and covenanting tradition. The Glasgow mob rose against union sympathisers in disturbances that lasted intermittently for over a month».
  9. ^ Act of Union 1707 Mob unrest and disorder, Londra, The House of Lords, 2007. URL consultato il 23 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  10. ^ Collier, J. G. (2001) Conflict of Laws (Third edition) Archiviato il 2 novembre 2019 in Internet Archive.(pdf) Cambridge University Press. "Agli scopi dei conflitti di legge inglesi, ogni nazione del mondo che non sia parte di Inghilterra e Galles è considerata nazione straniera, con le sue leggi straniere. Questo significa che non solo gli stati indipendenti totalmente stranieri, come Francia o Russia, sono considerati nazioni straniere, ma anche le Colonie britanniche come le Isole Falkland. Inoltre, le altre parti del Regno Unito— Scozia e Irlanda del Nord — sono nazioni straniere a tal fine, come anche le altre Isole britanniche, l'Isola di Man, Jersey e Guernsey."
  11. ^ T. M. Devine, The Scottish Nation, 1700–2000, 1999), pp. 288–289, ISBN 0-14-023004-1.
    «creò un nuovo e potente stato locale governato dalla borghesia scozzese e pertanto rifletteva i loro valori politici e religiosi. Era questo stato locale, piuttosto che l'autorità di Westminster lontana e solitamente indifferente, a governare effettivamente la Scozia».
  12. ^ Scotland: Independence Referendum Date Set, BSkyB, 21 marzo 2013. URL consultato il 4 maggio 2013.
  13. ^ Magnus Gardham, Holyrood election 2011: Alex Salmond: Referendum on Scottish independence by 2015, in Daily Record, Scotland, 2 maggio 2011. URL consultato il 14 ottobre 2011 (archiviato il 4 novembre 2011).
  14. ^ Scotland / Alba, British-Irish Council. URL consultato il 4 maggio 2013 (archiviato il 15 giugno 2013).
  15. ^ Chapter 01: general provisions (immigration directorate instructions) - GOV.UK, su ukba.homeoffice.gov.uk. URL consultato il 6 settembre 2014 (archiviato il 13 dicembre 2013).
  16. ^ Scottish MEPs, Europarl.org.uk. URL consultato il 26 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2014).
  17. ^ The History Of Ireland Archiviato il 21 settembre 2014 in Internet Archive. Stephen Gwynn
  18. ^ John Ayto e Ian Crofton, Brewer's Britain & Ireland: The History, Culture, Folklore and Etymology of 7500 Places in These Islands, WN, 2005, ISBN 0-304-35385-X.
  19. ^ Keay, J. & Keay, J. (1994) Collins Encyclopaedia of Scotland. London. HarperCollins.
  20. ^ Devolution may broaden financial sector's view - Mark Milner and Jill Treanor Archiviato il 28 maggio 2006 in Internet Archive. Guardian Online – 2 luglio, 1999
  21. ^ Scottish Economy Factsheet 2004 Archiviato il 23 luglio 2006 in Internet Archive. scotland.gov.uk (PDF)
  22. ^ Barra Airport Today [collegamento interrotto], su Barra Airport, Highlands and Islands Airports. URL consultato il 19 settembre 2010.
  23. ^ The Scotsman 27 March 2007. "Special Report—Business Class"
  24. ^ "Highlands and Islands Airports – Airport Information", su hial.co.uk. URL consultato il 17 settembre 2014 (archiviato il 3 ottobre 2014).
  25. ^ "Disaggregating Network Rail's expenditure and revenue allowance and future price control framework: a consultation (June 2005)" Archiviato il 22 luglio 2005 in Internet Archive. Office of Rail Regulation.
  26. ^ Transport Scotland – Rail, su transportscotland.gov.uk. URL consultato il 17 settembre 2014 (archiviato il 19 dicembre 2009).
  27. ^ "Rail" Archiviato il 12 dicembre 2007 in Internet Archive. Transport Scotland. 26 settembre 2007.
  28. ^ Keay, J. & Keay, J. (1994) Collins Encyclopaedia of Scotland. London. HarperCollins. ISBN 0-00-255082-2
  29. ^ Donald MacAulay, The Celtic Languages, Cambridge University Press, 1992, p. 141, ISBN 0-521-23127-2. URL consultato il 19 aprile 2017 (archiviato il 25 ottobre 2013). – quoting census data. No data recorded for monolingual Gaelic speakers from 1981
  30. ^ Analysis of Religion in the 2001 Census, The Scottish Government, 17 maggio 2006. URL consultato il 21 novembre 2017 (archiviato il 6 giugno 2011).
  31. ^ Scotland's Census 2011 – Table KS209SCb (PDF), scotlandscensus.gov.uk. URL consultato il 26 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013)..
  32. ^ Religion (detailed) (PDF), su Scotland's Census 2011, National Records of Scotland. URL consultato il 12 aprile 2015 (archiviato il 22 ottobre 2016).
  33. ^ www.heraldscotland.com, su heraldscotland.com. URL consultato il 30 aprile 2010 (archiviato il 10 novembre 2011).
  34. ^ (EN) Scottish referendum: Scotland votes 'No' to independence, BBC News, 19 settembre 2014. URL consultato il 3 ottobre 2018 (archiviato il 15 agosto 2018).
  35. ^ Scozia, sì allo storico referendum per conquistare l'indipendenza, su corriere.it. URL consultato il 16 ottobre 2012 (archiviato il 16 ottobre 2012).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN134799371 · LCCN (ENn79123936 · GND (DE4053233-1 · NDL (ENJA00571670 · WorldCat Identities (ENlccn-n79123936
Scozia Portale Scozia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Scozia