David Cameron

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David Cameron
David Cameron official.jpg

Primo ministro del Regno Unito
Durata mandato 11 maggio 2010 –
13 luglio 2016
Monarca Elisabetta II
Predecessore Gordon Brown
Successore Theresa May

Leader del Partito Conservatore
Durata mandato 6 dicembre 2005 –
11 luglio 2016
Predecessore Michael Howard
Successore Theresa May

Parlamentare del Regno Unito
Durata mandato 7 giugno 2001 –
12 settembre 2016[1]
Collegio Witney

Dati generali
Prefisso onorifico The Right Honourable
Suffisso onorifico MP
Partito politico Conservatore
Tendenza politica Conservatorismo progressista[2]
Università Brasenose College, Oxford
Firma Firma di David Cameron

David William Donald Cameron (Londra, 9 ottobre 1966) è un politico britannico, primo ministro del Regno Unito dall'11 maggio 2010 al 13 luglio 2016. Cameron, nello stesso periodo, ha detenuto anche della carica di primo Lord del Tesoro e di ministro del Servizio Civile.

È stato leader del Partito Conservatore dal 6 dicembre 2005 all'11 luglio 2016; il partito da lui guidato ha ottenuto il 36,1% dei voti alle elezioni generali del 2010, non riuscendo a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi e formando, pertanto, un hung Parliament, cioè un parlamento senza maggioranza assoluta. Nonostante questo, egli è riuscito a siglare un accordo con i Liberal-Democratici di Nick Clegg per costituire un governo di coalizione. È stato membro del Parlamento per Witney dal 2001 al 2016. Esprime posizioni di ambito conservatore (conservatorismo uninazionale) e la sua visione politica presenta aspetti liberali sia in campo economico sia in campo sociale.

La sua premiership è stata contrassegnata dagli effetti della crisi finanziaria degli ultimi anni 2000, che hanno comportato un forte deficit nelle finanze pubbliche che il suo governo ha cercato di ridurre attraverso le misure di austerità; durante il suo governo si sono tenuti il referendum sulla riforma elettorale, il referendum sull'indipendenza scozzese e il referendum sull'adesione permanente del Regno Unito all'UE, in seguito all'esito del quale Cameron si è dimesso. Gli è così succedutaTheresa May.[3][4] A livello internazionale, il governo Cameron ha partecipato all'intervento militare in Libia del 2011 e in seguito ha autorizzato il bombardamento dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante.

Cameron è stato elogiato per la modernizzazione del partito conservatore e per la riduzione del deficit nazionale del Regno Unito. Al contempo, è stato criticato da figure sia di sinistra che di destra, ed è stato accusato di opportunismo politico ed elitarismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le armi della famiglia Cameron

Famiglia e origini[modifica | modifica wikitesto]

David Cameron è il figlio minore di Ian Donald Cameron (1932 - 2010), stockbroker nella City, e di sua moglie, Mary Fleur Mount (giudice di pace, figlia di Sir William Mount). Nato a Londra, è cresciuto a Peasemore nel Berkshire con il fratello maggiore Alexander, di tre anni più grande, e due sorelle, Tania e Clare. La famiglia paterna, membro dell'antico clan scozzese dei Cameron che ha sede a Inverness, nelle Highlands, aveva fatto fortuna col commercio del grano a Chicago: il bisnonno di Cameron tornò in Scozia sul finire dell'Ottocento.

Parentela con la famiglia reale[modifica | modifica wikitesto]

Cameron è, inoltre, diretto discendente del re Guglielmo IV d'Inghilterra e della sua amante Dorothea Jordan (e per questo è anche lontano parente della regina Elisabetta II). Come discendente illegittimo di un re, Cameron non è pretendente alla successione del trono inglese. Guglielmo IV e l'amante Dorothy Jordan ebbero tra gli altri una figlia, Elizabeth FitzClarence, la quale sposò William George Hay XVIII, conte di Erroll. Una delle figlie di quest'ultimo, Agnes, sposò James Duff V, conte di Fife ed i due ebbero, a loro volta, una figlia di nome Agnes, la quale, successivamente, sposò Sir Alfred Cooper. Da quest'ultima coppia nacque Stephanie Agnes Cooper che sposò Arthur Francis Levita, avendo poi una figlia Edith Agnes Maud Levita la quale sposò Ewen Donald Cameron. La coppia ebbe un figlio, Ian Donald Cameron, il padre di David,

La nonna materna di suo padre, Stephanie Levita, era, inoltre, sorella di Duff Cooper, I visconte Norwich, autore e uomo rappresentativo del partito conservatore inglese, marito di Lady Diana Cooper (figlia dell'VIII duca di Rutland) attrice e celebrità della sua epoca. Sua nonna paterna, Enid Levita, era figlia del I barone Manton ed era nipote di Sir Cecil Levita, membro del consiglio della contea di Londra nel 1928. Attraverso la parentela con i Manton, Cameron ha anche legami familiari con il barone Hesketh, rappresentante del partito conservatore alla Camera dei Lords dal 1991 al 1993 e tesoriere del partito stesso dal 2003 in poi. Il nonno materno di Cameron era Sir William Mount, ufficiale d'esercito ed alto sceriffo del Berkshire, mentre il suo bisnonno era Sir William Mount, parlamentare conservatore per l'area di Newbury dal 1918 al 1922.

Educazione ed ingresso in politica[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni universitari Cameron ha fatto parte dell'esclusivo club Bullingdon, noto alla cronaca per gli episodi di devastazione di ristoranti e negozi. Per tali atti Cameron fu anche arrestato assieme all'ex sindaco londinese Johnson.[5] Educato nella prestigiosa scuola privata di Eton e conseguita la laurea ad Oxford nel 1988 in filosofia, politica ed economia (PPE)[6], David Cameron è stato eletto leader dando voce al bisogno di un ricambio generazionale tra i Conservatori più per il suo stile personale ottimista ed informale che per la sua provenienza sociale. In seguito a tre sconfitte elettorali consecutive (1997, 2001, 2005) subite ad opera del Partito Laburista di Tony Blair, il Partito Conservatore si è trovato sotto crescenti richieste di rinnovamento interno.

David Cameron ha voluto immediatamente mostrare il volto del ricambio generazionale di un Partito sempre più considerato espressione di idee sociali superate.[7][8] Senza contare il suo stile carismatico, la sua dichiarata passione per i Radiohead e The Smiths ed un linguaggio giovanile ed affabile, Cameron ha - non senza polemiche - adottato molte idee fino ad ora associate ad una Gran Bretagna più moderna e Tony Blair.[9] Ad esempio, il totale abbandono di riferimenti discriminatori verso minoranze sessuali nel programma dei nuovi Conservatori; politiche ambientali più responsabili e sostenibili; la possibilità di legalizzare le droghe leggere e la difesa della sanità pubblica.

I suoi critici da sinistra parlano di una metamorfosi improvvisa dovuta a calcoli elettoralistici piuttosto che a convinzioni vere. Da destra, invece, le critiche riguardano l'opportunità di adottare uno stile "blairiano" proprio nel momento in cui la reputazione politica di Tony Blair nel Regno Unito è in netto ribasso.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimento di Ricerca Conservatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea, Cameron lavorò per il Dipartimento di Ricerca Conservatore, tra il 1988 ed il 1993. Un articolo su di lui nel Mail on Sunday del 18 marzo 2007 affermava che nel giorno in cui doveva effettuare un colloquio presso l'Ufficio Centrale dei conservatori, fu ricevuta una telefonata da Buckingham Palace. Dall'altro capo del telefono un uomo disse: "Capisco che deve vedere David Cameron. Ho cercato in tutti i modi di dissuaderlo dallo sprecare tempo nella politica, ma ho fallito. Sto chiamando per dirle che sta incontrando un uomo davvero notevole."[10]

Nel 1991 Cameron fu a Downing Street per lavorare con John Major per le allora bisettimanali domande al Primo Ministro. Un giornale riconobbe a Cameron di aver messo in evidenza a favore di Major "un terribile discorso fuorviante" di Tony Blair, l'allora portavoce per l'Occupazione del Partito Laburista, riguardo all'effetto di un salario minimo nazionale.[11] Cameron divenne capo della sezione politica del Dipartimento di Ricerca dei Conservatori e nell'agosto 1991 fu scelto per succedere a Judith Chaplin come Segretario Politico del Primo Ministro.[12]

David Cameron perse tuttavia contro Jonathan Hill, che fu nominato a quella carica nel marzo 1992. Cameron diventò tuttavia consigliere di John Major per le conferenze stampa durante le elezioni generali del 1992.[13] Durante la campagna, Cameron fu una delle persone che lavorarono tra le 12 e le 20 ore al giorno, dormendo nella casa di Sir Alan Duncan Gayfere Street, a Westminster, che era stato il quartier generale di Major durante la campagna per la leadership dei conservatori.[14] Cameron diresse la sezione economica: fu mentre lavorava a questa campagna che Cameron iniziò a lavorare insieme a Steve Hilton, che divenne poi Direttore di Strategia durante la sua leadership di partito.[15] Si dice che il sacrificio di alzarsi alle 4:45 del mattino tutti i giorni abbia spinto Cameron ad abbandonare la politica in favore del giornalismo.[16]

Consigliere speciale[modifica | modifica wikitesto]

Il successo insperato dei conservatori alle elezioni del 1992 portò Cameron a scontrarsi con i membri del partito più anziani che l'avevano criticato, insieme ai suoi colleghi. Fu riportata sui giornali una sua frase il giorno dopo le elezioni: "Qualunque cosa la gente dica di noi, abbiamo condotto bene la campagna"; aggiunse anche che avevano ascoltato i lavoratori sul campo, e non sui giornali. Egli rivelò che aveva portato altri membri della sua squadra a irridere i laburisti nella loro vecchia sede, in Smith Square presso la Transport House.[17] Cameron fu ricompensato con una promozione a Consigliere Speciale al Cancelliere dello Scacchiere Norman Lamont.[18]

Cameron stava lavorando con Lamont al momento del mercoledì nero, cioè quando la pressione degli speculatori sulla valuta spinse la sterlina inglese fuori dagli accordi europei di cambio. Cameron, che all'epoca era sconosciuto al pubblico, è visibile di fianco a Lamont quando fu ripreso durante l'annuncio del ritiro della valuta britannica dall'accordo di cambio. Alla conferenza del Partito Conservatore nell'ottobre 1992, Cameron dovette lavorare pesantemente per organizzare il dibattito sull'economia.[19] Alla fine del mese, David Cameron si unì a una delegazione di Consiglieri Speciali che visitarono la Germania per migliorare le relazioni con l'Unione Cristiano Democratica; si rivelò brillante riguardo al contributo della Bundesbank alla crisi economica.[20]

Il capo di Cameron, Norman Lamont, divenne impopolare insieme a John Major dopo il mercoledì Nero. Le tasse dovettero essere alzate nel 1993; l'impopolarità di Lamont non toccò però Cameron, che fu considerato un potenziale candidato "kamikaze" per le elezioni suppletive a Newbury (circoscrizione che comprendeva l'area in cui era cresciuto) nel 1993.[21] Cameron, tuttavia, decise di non candidarsi.

Durante le elezioni suppletive, Lamont diede la risposta "Je ne regrette rien" a una domanda riguardo al fatto se gli dispiacesse di aver sostenuto di vedere "i colpi verdi di ripresa" oppure se volesse ammettere di "aver felicemente cantato in bagno" al momento dell'abbandono dell'ERM. Cameron fu identificato con uno dei giornalisti che ispirarono questa gaffe. Vi furono speculazioni riguardo al fatto che la pesante sconfitta conservatrice a Newbury sia costata a Cameron la possibilità di divenire Cancelliere dello Scacchiere (anche se poi, non essendo membro del Parlamento, non avrebbe effettivamente potuto).[22] Lamont lasciò il posto alla fine del maggio 1993, e decise di non scrivere la tradizionale lettera di dimissioni; a Cameron fu data la responsabilità di fornire alla stampa una dichiarazione di auto-giustificazione.[23]

Ministero degli Interni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'abbandono di Lemont, Cameron rimase al Tesoro per meno di un mese, prima di essere assunto dal Ministro degli Interni Michael Howard.[24] Fu riportato in seguito che molti, al Tesoro, avrebbero preferito che Cameron continuasse lì la propria carriera.[25] All'inizio del settembre 1993, Cameron si candidò parlamentare all'Ufficio Centrale dei Conservatori.[26]

Leader dei Conservatori[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 dicembre 2005 David Cameron è stato eletto come nuovo leader dei Tory a seguito delle dimissioni del suo predecessore Michael Howard.

Elezioni generali del 2010[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni generali nel Regno Unito del 2010 del 6 maggio, David Cameron ha guidato i conservatori al loro miglior risultato dalle elezioni del 1992 (l'ultima volta che i conservatori avevano vinto), ottenendo la maggioranza relativa con 306 seggi, ma 20 seggi al di sotto della maggioranza assoluta. Per tale motivo, si è formato il primo cosiddetto hung Parliament (ovvero senza maggioranza assoluta) dalle elezioni generali del febbraio 1974.[27] David Cameron ha quindi intrapreso un'azione di trattativa con il partito dei Liberal-Democratici guidato da Nick Clegg, che ha portato agli accordi per una coalizione conservatrice e liberal-democratica alla guida del Regno Unito dopo 13 anni di guida laburista.

Elezioni generali del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni generali nel Regno Unito del 2015.
Cameron con il primo ministro polacco Beata Szydło a Varsavia, il 10 dicembre 2015

Il 7 maggio 2015 si svolsero le elezioni generali in Gran Bretagna. Nonostante i sondaggi e molti opinionisti prevedessero un secondo hung parliament,il Partito Conservatore ottenne la maggioranza assoluta con 331 seggi alla Camera dei Comuni. Cameron poté dunque formare un secondo governo Cameron monocolore conservatore. Con questa vittoria Cameron è divenuto il primo premier ad essere rieletto con un numero di voti maggiore che nella precedente elezione dal 1900 e il solo primo ministro con Margaret Thatcher ad ottenere, dopo aver governato per un'intera legislatura, un numero di seggi maggiore che nella precedente elezione[28]. Il secondo governo Cameron è inoltre il primo governo monocolore conservatore dal 1997.

Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Cameron e Barack Obama nel 2013
Cameron annuncia le sue dimissioni da Primo Ministro in seguito al voto del Regno Unito sull'adesione all'UE

L'11 maggio 2010, a seguito delle dimissioni di Gordon Brown, la Regina Elisabetta II incaricò Cameron di formare un governo.[29] All'età di 43 anni, Cameron è divenuto il più giovane Primo ministro del Regno Unito dai tempi di Lord Liverpool, nominato nel 1812.[30] Nel suo primo discorso fuori da 10 Downing Street, ha annunciato la sua intenzione di formare un governo di coalizione, il primo dopo la seconda guerra mondiale, con i Liberal-Democratici. Cameron ha spiegato come intendeva "mettere da parte le differenze tra i due partiti e lavorare duramente per il bene comune e per l'interesse nazionale."[30] Una delle prime mosse di Cameron è stata la nomina di Nick Clegg, leader dei Liberal-Democratici, a Vice Primo Ministro l'11 maggio 2010.[29] Insieme, i due partiti (conservatore e lib-dem) hanno 363 seggi alla Camera dei Comuni, con una maggioranza di 76 seggi.[31]

Il 7 maggio 2015, dopo la straordinaria vittoria dei Conservatori, la Regina Elisabetta II conferma Cameron alla carica di Primo Ministro che formerà stavolta un Governo monocolore a maggioranza conservatore con 331 voti su 650 alla Camera dei Comuni (meno dei 363 del 2010 quando però fu essenziale l'appoggio dei LD per formare un Governo di coalizione). È il secondo leader conservatore, dopo Margaret Thatcher a essere riconfermato Primo Ministro consecutivamente dopo un mandato completo di 5 anni e ottenendo il più grande risultato in termini elettorali di voti, percentuali e seggi dalle elezioni del 1990 per i Tory. Tra le priorità assolute del nuovo Governo[32] vi è la rinegoziazione dei rapporti con l'Unione europea che porta al referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'UE nel giugno 2016.

Il 24 giugno 2016, a seguito dei risultati del referendum sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea, il primo ministro ha annunciato la possibilità delle sue dimissioni, dichiarando: "Serve una nuova leadership al Paese".[33] L'11 luglio 2016 lascia la leadership del Partito Conservatore e il 13 luglio viene sostituito come Primo Ministro dalla conservatrice Theresa May, a seguito di elezioni primarie.

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Per aumentare la popolarità del Partito Conservatore, inizialmente Cameron mise in evidenza questioni relative alla protezione dell'ambiente, piuttosto atipico per i conservatori. Nelle questioni sociopolitiche, Cameron è considerato più liberale dei suoi predecessori, specialmente per quanto riguarda l'omosessualità. Cameron ha sostenuto la Civil Partnership Act in un voto parlamentare del 2004 (l'uguaglianza legale delle partnership tra persone dello stesso sesso - guardare Diritti LGBT nel Regno Unito). Cameron fa riferimento alla famosa frase di Margaret Thatcher, in cui si afferma che non esiste una cosa come la società che non esisterebbe (“there is no such thing as society”) e più volte ha sottolineato che quella società sta molto bene, ma non con lo Stato (There is such a thing as society. It’s just not the same thing as the state.”).

Cameron si impegna inoltre ad ampliare l'assicurazione sanitaria pubblica, a ricostruire il National Health Service e ad adottare una politica di immigrazione flessibile.

Nel luglio 2005, in un Discorso al centro di ricerca del Centro per la giustizia sociale, ha affermato che la sfida più grande per il Regno Unito non era affrontare questioni economiche ma sociali. Cameron ha descritto il suo concetto come una grande società. Per ricostruire la "società malata" della Gran Bretagna, vuole promuovere valori tradizionali, lavoro di volontariato e istituzioni sociali. L'obiettivo è quello di combattere i problemi che colpiscono così tante comunità, come strutture pubbliche fatiscenti, abitazioni carenti, famiglie distrutte, abuso di droghe e alti tassi di criminalità. In precedenza, ha detto che i conservatori dovrebbero sostenere corsi per genitori che non supportano adeguatamente i propri figli. Questi dovrebbero preferibilmente essere offerti da volontari.

Il successo di Cameron nelle elezioni del Partito Conservatore può essere attribuito alla sua capacità di portare nuova aria al partito, come Tony Blair (Primo Ministro 1997-2007) aveva fatto nel Partito Laburista a quel tempo. Non solo per la sua giovinezza e per la sua inesperienza, Cameron è stato ripetutamente paragonato al giovane Tony Blair; Le sue abilità retoriche, la presentazione dei contenuti e il suo autoritratto come politico non convenzionale di una nuova generazione rivelano anche dei paralleli con Blair. Entrambi hanno negato la comunanza sottolineando le differenze nelle loro convinzioni politiche, per esempio riguardo alla politica europea o alla politica fiscale.

Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Durante la crisi economica che colpì la Grecia, Cameron dichiarò che il Regno Unito (UK) non era obbligato a fornire i supporto economico alla Grecia (tranne che per quanto rigiardava i fondi stanziati dal FMI), poiché il Regno Unito non aveva aderito all'euro.[34]

In un discorso del 23 gennaio 2013, criticò l'elevato livello del debito, la "mancanza di competitività", il "controllo del pensiero" e la "perdita di fiducia della gente nelle istituzioni di Bruxelles" annunciando una rinegoziazione dei trattati britannici UE e un successivo referendum relativo alla permanenza del Regno Unito nell'UE. Nel Regno Unito, il discorso fu accolto dai sostenitori del Partito conservatore e dai rappresentanti del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (UKIP), mentre i liberaldemocratici il cui presidente e ministro Nick Clegg nel Governo Cameron I sono stati fortemente criticati, e il leader politico laburista come Peter Mandelson è stato chiaramente criticato.

Lo storico Dominik Geppert considera la ricezione negativa delle proposte di Cameron al di fuori del suo stesso paese come un segno dell'alto contenuto emotivo dell'UE in altri stati e afferma: "In Germania, molte persone hanno alienato il Primo Ministro, perché Cameron ha esplicitamente affermato che l'Ue era un affare pratico e non emotivo per gli inglesi. L'Unione è un mezzo per raggiungere maggiore prosperità, stabilità, libertà e democrazia in Europa, ma non è fine a se stessa. Qualsiasi sacralizzazione dell'unificazione europea è estranea agli inglesi."[35]

Multiculturalismo[modifica | modifica wikitesto]

In un discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco il 5 febbraio 2011 Cameron ha dichiarato che il "multiculturalismo di stato" è un fallimento che ha portato alla segregazione, al separatismo, all'estremismo islamico, e al terrorismo. Ha invocato una "identità nazionale comune". Ha chiesto "un liberalismo attivo e forte" e ha annunciato che avrebbe intrapreso più azioni contro "organizzazioni islamiste e di base". Cameron aveva già dichiarato nel febbraio 2006 una chiara critica all'idea che "All'interno della Gran Bretagna, si dovrebbe rispettare le diverse culture in misura tale da consentirle - e anche di incoraggiare - di vivere l'uno dall'altro, separati e, a parte la corrente principale" questa idea è chiamata "multiculturalismo di stato". In particolare, ha criticato la spinta di Rowan Williams, l'Arcivescovo di Canterbury, che sostiene un'estensione della shari'a all'interno del sistema legale britannico, e ha affermato che questo "multiculturalismo di stato" ha portato alla scomparsa delle studentesse di Bradford e al loro matrimonio forzato. Il "multiculturalismo di stato" ha portato a donazioni finanziarie per progetti artistici e altri sulla base di background etnici, dove ci sono diversi gruppi che fingono di rappresentare alcune minoranze, mentre competono per soldi. "Il multiculturalismo di stato" porta le persone a tollerare vari comportamenti basati sulla cultura, anche se sono incompatibili con i diritti umani.[36]

Abbandono del seggio parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Cameron rappresentava un collegio elettorale dell'Oxfordshire, Witney: il 13 settembre 2016 ha deciso di rinunciare al mandato parlamentare. La stampa[37] ha messo in relazione la decisione con il rapporto, licenziato dalla commissione esteri della Camera dei comuni, che lo ha giudicato responsabile per "il fallimento nello sviluppo di una coerente strategia sulla Libia".

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Cameron e sua moglie davanti al seggio elettorale nelle elezioni parlamentari del 2010

Cameron ha sposato Samantha Gwendoline Sheffield, figlia di Sir Reginald Adrian Berkeley Sheffield, VIII baronetto, e di Annabel Lucy Veronica Jones, il 1º giugno 1996 al Ginge Manor nell'Oxfordshire. David Cameron e sua moglie hanno avuto quattro figli. Il primo, Ivan Reginald Ian, era nato l'8 aprile 2002 a Londra con una rara combinazione di paralisi cerebrale e una grave forma di epilessia chiamata sindrome di Ohtahara. Ivan è morto a Paddington il 25 febbraio 2009 all'età di 6 anni, occasione nella quale Cameron ricevette le condoglianze da parte di molti politici[38]. Dopo Ivan nacque Nancy Gwen (19 gennaio 2004 a Westminster, Londra), e il terzo figlio, Arthur Elwen (14 febbraio 2006 a Westminster). Il 24 agosto 2010, prematura di tre settimane, è nata in Cornovaglia la sua quarta figlia, Florence Rose Endellion.

Poco dopo l'elezione ha dichiarato che il suo modello politico è Winston Churchill[39].

Nell'ottobre 2015 è programmata l'uscita della sua biografia non autorizzata dal titolo "Call me Dave" scritta da Lord Michael Ashcroft e dalla giornalista Isabel Oakeshott.[40][41]

Eredità e ricchezza familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2010, David Cameron ha ereditato 300.000 sterline dalla proprietà di suo padre, Ian Cameron, che aveva lavorato come agente di cambio nella City di Londra. Ian Cameron ha utilizzato fondi di investimento multimiliardari basati su paradisi fiscali offshore, come Jersey, Panama City e Ginevra, per aumentare la ricchezza della famiglia. Nel 1982, Ian Cameron creò il panamense Blairmore Holdings Inc., un fondo di investimento offshore del valore di circa $ 20 milioni nel 1988, "non soggetto a tassazione sul reddito o sulle plusvalenze", che utilizzò azioni al portatore fino al 2006.

Nell'aprile 2016, in seguito alla fuga di documenti finanziari da Panama Papers, David Cameron ha dovuto affrontare le dimissioni dopo aver rivelato che lui e sua moglie Samantha avevano investito nel fondo offshore di Ian Cameron.[42] Possedeva £ 31.500 di azioni del fondo e le vendette per un profitto di £ 19.000 poco prima di diventare Primo Ministro nel 2010, a cui pagò l'intera imposta britannica. David Cameron ha affermato che il fondo è stato creato a Panama in modo che le persone che volevano investire in azioni e società denominate in dollari potessero farlo, e poiché la piena imposta britannica è stata pagata su tutti i profitti da lui effettuati non vi è stata alcuna scorrettezza. Migliaia di manifestanti hanno tenuto due marce a Londra nell'aprile 2016 per chiedere le dimissioni di Cameron.

Una stima del suo valore è di £ 3,2 milioni, e Cameron dovrebbe ereditare sostanziali ricchezze da entrambi i lati della sua famiglia.

Tempo libero[modifica | modifica wikitesto]

Cameron, Barack Obama, Angela Merkel, José Manuel Barroso, François Hollande, e altri guardano i calci di rigore del Finale della UEFA Champions League 2011-2012. Cameron festeggia la vittoria di Chelsea su Bayern Monaco

Prima di diventare primo ministro, Cameron usava regolarmente la bicicletta per andare al lavoro. All'inizio del 2006, è stato fotografato in bicicletta al lavoro, seguito dal suo autista in una macchina che trasportava le sue cose. Il portavoce del suo partito conservatore in seguito disse che questo era un accordo regolare per Cameron in quel momento.[43] Cameron è un jogger occasionale e nel 2009 ha raccolto fondi per beneficenza partecipando alla Oxford 5K e alla Great Brook Run.[44]

Cameron supporta Aston Villa.[45] È anche un appassionato fan del cricket ed è apparso su Test Match Special.[46]

Fede[modifica | modifica wikitesto]

Durante una sessione di domande e risposte nell'agosto 2013, Cameron si è descritto come un cristiano praticante e un membro attivo della Chiesa d'Inghilterra.[47] Sulla fede religiosa in generale ha detto: "Penso che la religione organizzata possa sbagliare le cose, ma la Chiesa d'Inghilterra e le altre chiese svolgono un ruolo molto importante nella società".[48] Dice che considera la Bibbia " una sorta di guida pratica "sulla moralità.[49] Egli considera la Gran Bretagna un "Paese cristiano" e punta a rimettere la fede in politica.[50]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

The Rt Hon David Cameron Padre:
Ian Donald Cameron
Nonno paterno:
Ewen Donald Cameron
Bisnonno paterno:
Ewen Allan Cameron
Trisnonno paterno:
Sir Ewen Cameron
Trisnonna paterna:
Josephine Elizabeth Houchen
Bisnonna paterna:
Rachel Margaret Geddes
Trisnonno paterno:
Alexander Geddes
Trisnonna paterna:
Frances Sharp
Nonna paterna:
Enid Agnes Maud Levita
Bisnonno paterno:
Arthur Francis Levita
Trisnonno paterno:
Emile George Charles Levita
Trisnonna paterna:
Katherine Plumridge
Bisnonna paterna:
Stephanie Agnes Cooper
Trisnonno paterno:
Sir Alfred Cooper
Trisnonna paterna:
Lady Agnes Cecil Emmeline Duff
Madre:
Mary Fleur Mount
Nonno materno:
Sir William Malcolm Mount, II baronetto
Bisnonno materno:
Sir William Arthur Mount, I baronetto
Trisnonno materno:
William George Mount
Trisnonna materna:
Marianne Emily Clutterbuck
Bisnonna materna:
Hilda Lucy Adelaide Low
Trisnonno materno:
Malcolm Low
Trisnonna materna:
Lady Ida Matilda Alice Fielding
Nonna materna:
Elizabeth Nance Llewellyn
Bisnonno materno:
Owen John Llewellyn
Trisnonno materno:
Evan Henry Llewellyn
Trisnonna materna:
Mary Blanche Somers
Bisnonna materna:
Anna Elizabeth Mann
Trisnonno materno:
William John Mann
Trisnonna materna:
Julia Brown

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro di I Classe dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ GB, ex premier David Cameron si dimette da deputato, La Repubblica, 12 settembre 2016 Archiviato il 13 settembre 2016 in Internet Archive.
  2. ^ Patrick Diamond, http://www.euprogress.it/2011/04/lavanzare-della-destra-progressista.
  3. ^ (EN) EU referendum: UK votes to leave in historic referendum – BBC News, su bbc.com. URL consultato il 24 giugno 2016.
  4. ^ (EN) Heather Stewart, David Cameron resigns after UK votes to leave European Union, in The Guardian, 24 giugno 2016.
    «PM announces resignation following victory for leave supporters after divisive referendum campaign».
  5. ^ Home | Diritti Globali 3.0Diritti Globali 3.0 | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali
  6. ^ Brasenose College, su bnc.ox.ac.uk. URL consultato il 9 maggio 2015.
  7. ^ Cameron: David Cameron, sono io il vero Tory Blair, su archiviostorico.corriere.it, 9 gennaio 2006. URL consultato il 22 settembre 2009.
  8. ^ In questo articolo viene definito, goliardicamente, il nuovo Tory Blair, combinando il nome di Tony Blair col termine Tory Cameron: David Cameron, sono io il vero Tory Blair, su archiviostorico.corriere.it, 9 gennaio 2006. URL consultato il 22 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2012).
  9. ^ In questo articolo viene definito, goliardicamente, il nuovo Tory Blair, combinando il nome di Tony Blair col termine Tory Cameron: David Cameron, sono io il vero Tory Blair, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 22 settembre 2009.
  10. ^ (EN) Francis Elliott and James Hanning, The many faces of Mr. Cameron, The Mail on Sunday, 18 marzo 2007. URL consultato il 4 settembre 2007.
  11. ^ (EN) "House of Commons 6th series, vol. 193, cols. 1133–34", Hansard. 4 settembre 2007.
  12. ^ "Diary", The Times, 14 agosto 1991.
  13. ^ Nicholas Wood, "New aide for Prime Minister", The Times, 13 marzo 1992.
  14. ^ "Sleep little babies", The Times, 20 marzo 1992.
  15. ^ Nicholas Wood, "Strain starts to show on Major's round the clock 'brat pack'", The Times, 23 marzo 1992.
  16. ^ "Campaign fall-out", The Times, 30 marzo 1992.
  17. ^ Andrew Pierce, "We got it right, say Patten's brat pack", The Sunday Times, 11 marzo 1992.
  18. ^ "Brats on the move", The Times, 14 aprile 1992.
  19. ^ "Diary", The Times, 8 ottobre 1992.
  20. ^ "Peace-mongers", The Times, 20 ottobre 1992.
  21. ^ Michael White and Patrick Wintour, "Points of Order", The Guardian, 26 febbraio 1993.
  22. ^ "Careless talk", The Times, 10 maggio 1993.
  23. ^ David Smith and Michael Prescott, "Norman Lamont: the final days" (Focus), Sunday Times, 30 maggio 1993.
  24. ^ "No score flaw", The Times, 22 giugno 1993.
  25. ^ John Grigg, "Primed Minister", The Times, 2 ottobre 1993.
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