Lynx (zoologia)

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Lynx
Lynx lynx2.jpg
Lynx lynx
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
(clade) Ferae
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Lynx
Kerr 1792
Sinonimi

Cervaria
Gray, 1867
Eucervaria
Palmer, 1903
Lynceus
Gray, 1821
Lynchus
Jardine, 1834
Lyncus
Gray, 1825
Pardina
Kaup, 1829

Specie

ArealeLynx range.png

Lynx Kerr, 1792 è un genere di mammiferi carnivori appartenenti alla famiglia Felidae, comunemente noti col nome di linci.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le linci hanno una coda corta, e generalmente dei ciuffi di peli sulle punte delle orecchie. Pesano da 5 a circa 30 kg e hanno un'altezza alla spalla di 55 cm. Frequentano soprattutto gli ambienti forestali non omogenei (con radure, canaloni, ecc.) e non troppo fitti, dove si trovano le prede di cui si nutrono (prevalentemente Ungulati, come il Capriolo, e Lagomorfi). La lince preda tipicamente all'agguato, percorrendo durante lo scatto per raggiungere la preda una distanza media di circa 5-20m. Generalmente le linci aiutano a migliorare le condizioni del territorio eliminando gli individui deboli, malati, e vecchi. Occasionalmente possono attaccare animali domestici. Sono tolleranti nei confronti della presenza umana, purché sia possibile trovare prede a sufficienza per sfamare la popolazione.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Europa[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Sulle Alpi era un tempo presente la sottospecie Lynx lynx alpina. In Italia la presenza della lince è documentata sulle Alpi Giulie (Provincia di Udine) in particolare nelle Valli del Natisone e Torre, nella Val Resia e Val Canale dove è giunta dalla vicina Slovenia. Dopo un progetto di reintroduzione, che ha avuto scarso successo, è stata presente per un breve periodo anche nel Parco nazionale del Gran Paradiso la Lince europea[2] nella sottospecie Lynx lynx carpathicus[3].

Per quanto riguarda gli Appennini, la presenza della lince è stata attestata nell'area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise almeno sino agli anni venti del XX secolo, sulla base di numerose testimonianze di avvistamenti e dei segni lasciati in seguito ad attacchi ad animali[4], mentre più di recente, per la stessa area, non è nota prova alcuna della sua permanenza, nonostante le ipotesi di segno opposto più volte formulate dalla fine degli anni sessanta[5] e sebbene sia tuttora segnalata tra la sua fauna protetta[6].

Sono ancora da verificare le notizie di avvistamenti nell'appennino tosco-emiliano[7][8].

Fra le sottospecie di lince eurasiatica alcuni autori avevano, in passato, parlato di una presunta lince della Sardegna Lynx lynx sardiniae[9], di cui, tuttavia, non si è mai trovato riscontro.

America[modifica | modifica sorgente]

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

La lince rossa Lynx rufus, più piccola della lince europea, è il felino più diffuso negli USA dove prende il nome di wildcat o bobcat.

Cucciolo di lince europea

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Il genere Lynx si suddivide in 4 specie:

  • Lince europea o eurasiatica (Lynx lynx), detta anche Cerviere o Lupo cerviere
  • Lince pardina o spagnola o iberica (Lynx pardinus)
  • Lince rossa, (Lynx rufus), la più diffusa in America, detta anche bobcat
  • Lince canadese (Lynx canadensis)

La lince nella cultura[modifica | modifica sorgente]

  • Dal termine "Lince" in inglese (lynx) deriva il nome del browser testuale Lynx, per l'assonanza con Links.
  • La lince o lonza nei bestiari medievali simboleggiava la lussuria e Dante riprese questa allegoria nel primo canto dell'Inferno. Probabilmente aveva visto uno di questi felini (o una specie di pantera) in una delle gabbie di leoni che la Repubblica fiorentina era solita allevare vicino a Palazzo Vecchio.
  • Scrisse Plinio: "L'orina delle linci si solidifica così come viene emessa e si rappresenta in pietre simili al carbonchio, risplendenti di un colore rosso, che chiamano lincurio; perciò alcuni autori sostengono che l'ambra si genera così. Ne sono ben consapevoli le linci che, per gelosia, ricoprono di terra la loro orina e questa, perciò, tanto più velocemente si consolida."

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Lynx in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ «Si sono susseguite nel tempo osservazioni, dirette e indirette, ma, in mancanza di prove certe, non vi è ragione di parlare ancora dell'esistenza di individui residenti nell'area protetta. D'altra parte, la territorialità stretta degli adulti e la grande dimensione degli spazi vitali (circa 200-300 km²) consentono la presenza nell'intera area protetta di un massimo di due coppie di lince, la cui osservazione diventerebbe un evento non eccezionale», come si legge sulla Scheda sulla lince nel sito web del Parco N. del Gran Paradiso
  3. ^ «In Italia, dopo un tentativo di reintroduzione che ha avuto scarso successo, la lince europea nella sottospecie Lynx lynx carpathicus è ancora presente in modo estremamente sporadico sulle Alpi centro-orientali. Altri esemplari della stessa specie stanno colonizzando le Alpi Orientali a partire dai paesi dell'Europa orientale. La popolazione sulle Alpi è stimata in oltre 150 esemplari»". Dal sito web Parchionline
  4. ^ L'elenco è stato riportato da E. Sipari, La lince nel Parco Nazionale d'Abruzzo (1926), ora in L. Arnone Sipari (a cura di), Scritti scelti di Erminio Sipari sul Parco Nazionale d'Abruzzo (1922-1933), Temi, Trento 2011, pp. 89-93. L'Ente Parco, difatti, inserì nel 1923 la lince tra le specie rare e "nocive": cfr. Ente Autonomo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Avvertenze per i cacciatori, Tip. della Camera dei Deputati, Roma 1926, p. 12. Per altro lo zoologo G. Lepri, La fauna, in Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Club Alpino Italiano, Roma 1933, pp. 55-75, dava per scontata la presenza della lince, chiedendosi tuttavia: «Ma quale rappresentante [...] vive ancora nel Parco? È la grande Lince del Nord dell'Europa e della Alpi, o qualche forma affine ai Felini lincoidi dell'Africa o dell'Asia?» (Ivi, p. 63).
  5. ^ F. Tassi, La misteriosa lince, in «Terra d'Abruzzo», 2003, pp. 8-9; C. Notarantonio, Giallo sull'avvistamento di una lince in Abruzzo, in «L'Espresso» del 22.10.2007.
  6. ^ Cfr. la scheda sul sito di Federparchi (parks.it).
  7. ^ Le foto di un avvistamento nell'Appennino forlivese (2013) Fotografie su Repubblica.it
  8. ^ Il mistero della lince di Forlì, articolo di Nationalgeographic.it
  9. ^ Pasquale Mola, Ancora della lince della Sardegna, Tipografia di Attilio Friggeri, Roma 1908 ((Estr. da: «Bollettino della Societa Zoologica Italiana», 1908, fasc. 1.-2., la descrive sommariamente, alla stregua di un grosso gatto selvatico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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