Marco Polo

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Ritratto di Marco Polo del XVI secolo.

Marco Polo (Venezia, 15 settembre 1254Venezia, 8 gennaio 1324) è stato un ambasciatore, scrittore, viaggiatore e mercante italiano, appartenente al patriziato veneziano.

Insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo giunse in Cina (Chatai) percorrendo la via della seta. Le cronache del viaggio e della permanenza in Asia furono trascritte in francese da Rustichello da Pisa durante la prigionia del Polo a Genova.

Raccolte sotto il titolo Devisiment dou monde[1], il libro in seguito divenne noto come il Milione.

Le sue descrizioni dell'Asia hanno ispirato Cristoforo Colombo[2] e contribuito alla creazione della mappa di "fra Mauro.[3]

Biografia

Stemma della famiglia Polo

Marco Polo, nato a Venezia il 15 settembre 1254, è considerato uno dei più grandi viaggiatori ed esploratori di tutti i tempi.

Luigi F. Benedetto "persuaso che "Milione" sia il nomiglio dell'autore" lo considera un'apocope del diminutivo "Emilione". [4][5] Fra Iacopo d'Acqui parla di "dominus Marcus Venetus (...) qui dictus est Milionus". "In ogni caso, il nomigliolo ricorre negli atti pubblici della Repubblica; dove invero, almeno una volta, viene impiegato anche per il padre di Marco."[6] Non è chiaro se tutti i membri della famiglia Polo del ramo detto Milion appartenessero al patriziato veneziano, certamente lo furono i mercanti Marco "il vecchio", i suo fratelli e i suoi discendenti.[7]

Il primo avo di cui si abbia notizia è un certo Andrea, abitante in contrada San Felice, padre di Marco "il vecchio", Matteo e Niccolò.[8]. Nel 1260 i due figli minori Niccolò e Matteo[9] attraversarono l'Asia e raggiunsero la Cina passando per Bukhara e il Turkestan cinese, arrivando a Khanbaliq (il nome mongolo dell'odierna Pechino, residenza di Kubilai Khan). Ripartirono nel 1266 arrivando a Roma nel 1269 con una ambasciata di Kubilai Khan, una richiesta al Papa di missionari per la Mongolia.

Tranquillo Cremona, Marco Polo alla Corte del Gran Khan, 1863
"Marco più dritto e più snello d'un fuso, fra i due parenti troppo rotti ad ogni savoir faire (uno si è messo la stola d'ermellino, l'altro un po' se ne vergogna), che scruta negli occhi il sovrano"

Il padre Niccolò e lo zio Matteo ripartirono nel 1271, questa volta portando con sé Marco, "di età variamente indicata da dodici a diciannove anni, secondo le fonti. Se ne desume che doveva essere nato tra il 1250 e il '55"[10] Rimasero in Asia per diciassette anni.

Onorati e investiti di cariche governative, Marco in particolare "per le sue missioni ufficiali si spinse nel Yunnan, nel Tibet, in Birmania, in India, lungo tragitti che ancora oggi presentano difficoltà per nulla lievi, anche prescindendo dalle condizioni politiche."[11]


Il 7 settembre 1298 si trova su una delle novanta navi veneziane sconfitte a Curzola dai genovesi. Durante la prigionia incontra Rustichello da Pisa, fosse "in prigione da quattordici anni o vi venisse come libero frequentatore, fu quasi sicuramente lui a dare forma scritta alle memorie del veneziano"[12] [13] Nel 1300 sposò Donata Badoèr, patrizia veneziana, dalla quale ebbe tre figlie: Fantina, Belella e Moreta. Morì nella sua casa veneziana l'8 gennaio del 1324 all'età di quasi settant'anni. Venne tumulato nella chiesa di San Lorenzo. Le sue spoglie andarono perdute durante la ricostruzione dell'edificio, alla fine del Cinquecento. Gli è stato dedicato un asteroide, 29457 Marcopolo

Il viaggio

Viaggi dei 3 Polo in Asia

Nicolò, Matteo e Marco Polo intrapresero il loro secondo viaggio nel 1271. Viaggiarono verso l'interno, attraversando l'Anatolia e l'Armenia. Scesero quindi al Tigri, toccando probabilmente Mossul e Bagdad. Giunsero fino al porto di Ormuz, forse con l'intenzione di proseguire il viaggio via mare. Continuarono invece a seguire la via terrestre e, attraverso la Persia e il Khorasan, raggiunsero Balkh e il Badakhshan. Superarono, in quaranta giorni, il Pamir e scesero verso il bacino del Tarim. Attraverso il deserto dei Gobi giunsero ai confini del Catai, nel Tangut, la provincia più occidentale della Cina. Quindi proseguirono lungo la parte settentrionale dell'ansa del Fiume Giallo, arrivando infine a Khanbaliq, l'antica Pechino, dopo un viaggio durato tre anni e mezzo.

Una volta arrivato nel Catai, Marco ottenne i favori del Kubilai Khan, ne divenne consigliere e successivamente ambasciatore.

« Quando gli due fratelli e Marco giunsero alla gran città ov'era il Gran Cane, andarono al mastro palagio, ov'egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi da lui, cioè al Gran Cane, e molto si umigliarono a lui. Egli li fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch'era con loro. Disse messer Nicolò: "Egli è vostro uomo e mio figliuolo". Disse il Gran Cane: "Egli sia il ben venuto, e molto mi piace". »
(Il Milione di Marco Polo Vol. I, p. 6, Baldelli Boni, Firenze, 1827 [14])

Solo dopo 17 anni Marco Polo ritornò per Venezia. Secondo il Ramusio, a convincere dell'identità dei tre i parenti increduli, furono i preziosi nascosti tra gli abiti.[15]

Il Milione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Milione.

Le sue descrizioni dell'Asia hanno ispirato i viaggi Cristoforo Colombo[2], che fino alla morte restò convinto di avere raggiunto il Catai.

Le informazioni sulla geografia dell'Estremo Oriente hanno contribuito alla compilazione della mappa di fra Mauro [3].

Fr. 2810, Tav. 76v"È sono idoli, e sono come bestie salvatiche. E tutti quelli di quest’isola ànno lo capo come di cane e denti e naso come di grandi mastini. Egli ànno molte spezie. È sono mala gente e mangiano tutti gli uomini che posson pigliare, fuori quelli di quella contrada.""
Fr. 2810, Tav. 84r"Qui hae sì gran caldo che a pena vi si puote sofferire (...). Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch'egliono ricuoprono loro natura con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria"[16]

Più volte trascritto e tradotto, sono almeno centocinquanta i manoscritti documentati prima della diffusione della stampa e in seguito le edizioni non si contano. Codici del Milione sono conservati in tutto il mondo. Celebre per le squisite miniature il 2810 "Libro delle meraviglie" conservato alla Nazionale di Francia[17] L'esemplare[18] all'Alcázar di Siviglia esibisce le presunte postille di Colombo.

Fr. 2810, Tav. 88r"Diconmi certi mercanti, che vi sono iti, che v'ha uccelli grifoni, e questi uccelli (...) non sono così fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo leone, ma sono fatti come aguglie e sono grandi (...) che l'alie loro cuoprono venti passi, e le penne sono lunghe dodici passi"[19]

La fortuna negli ambienti scientifici ebbe inizio nel XV secolo.[20]

Dal 1982 Marco Polo è stato raffigurato sulla banconota da 1.000 lire italiane che hanno avuto corso legale fino al 1995.[21]

Controversie

L'idea che il Polo potesse non essere mai arrivato in Cina ha sempre circolato, ma è ormai definitivamente certo che sia stato nei luoghi da lui descritti. [22]

Da un atto pubblico negli annali della dinastia mongola risulta che nel 1277 certo Polo fu nominato commissario di seconda classe al Consiglio privato del sovrano.[23]

L'isola di Curzola all'epoca possedimento veneziano (oggi in Croazia), viene talvolta indicata[24] come luogo natale di Marco Polo. La pretesa, tuttavia, "può essere vista come un falsificazione pura, o anche come un furto di patrimonio culturale".[25] Il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera in data 22 aprile 2011, definisce una "stravaganza storica" l'attribuzione di natali croati a Marco Polo.[26]

Bibliografia

Filmografia

Note

  1. ^ Livre qui est appelé le Divisiment dou monde, Marc Polo, Fr.1116 Biblioteque nationale de France
  2. ^ a b Landström 1967, p. 27
  3. ^ a b Piero Falchetta, Fra Mauro's World Map, Turnhout, Brepols, 2006. ISBN 2-503-51726-9.
  4. ^ Benedetto, L. F.: Marco Polo, il Milione, Firenze, 1928 in Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico DeAgostini, 1965, p.22
  5. ^ ... volendosi ravvisare nella parola "Milione" la forma ridotta di un diminutivo arcaico "Emilione" che pare sia servito a meglio identificare il nostro Marco distinguendolo per tal modo da tutti i numerosi Marchi della sua famiglia. (Ranieri Allulli, MARCO POLO E IL LIBRO DELLE MERAVIGLIE - Dialogo in tre tempi del giornalista Qualunquelli Junior e dell'astrologo Barbaverde, Milano, Mondadori, 1954, p.26)
  6. ^ Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico DeAgostini, 1965, p.22
  7. ^ Alvise Zorzi, Vita di Marco Polo veneziano, Milano, Bompiani, 2000, p. 335.
  8. ^ Albero genealogico della famiglia Polo, in Lodovico Pasini (cur.), op. cit., p. 427.
  9. ^ Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico DeAgostini, 1965, p.6
  10. ^ Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico DeAgostini, 1965, p.12
  11. ^ Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico DeAgostini, Novara 1965, p.12
  12. ^ Rusta Pisan, Rasta Pysan, Rustichelus civis Pisanus, Rustico, messire Rustacians de Pise, maistre Rusticien de Pise, Restazio da Pisa, Stazio da Pisa, sono alcuni dei nomi con cui lo si trova indicato
  13. ^ Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico DeAgostini, Novara 1965, p.14
  14. ^ Il Milione di Marco Polo testo di lingua del secolo decimoterzo Vol. I, p. 6, Giovanni Baldelli Boni, Firenze, 1827
  15. ^ Ramusio, G. B.: Delle navigationi et viaggi, Roma, 1954 (a cura di R. Giani)
  16. ^ [1]
  17. ^ Marco Polo, Livre de merveilles (digital scan)
  18. ^ De consuetudinibus et conditionibus orientalium regionum, Francesco Pipino
  19. ^ [2]
  20. ^ Il Milione, Ettore Camesasca, De Agostini, cit., p. 20.
  21. ^ Corriere della sera, 2.7.1995, pag. 18 Articolo on line
  22. ^ The Cambridge History of China: Volume 6, p. 463, nota 83 "Such doubts were laid permanently to rest by Yang Chihchiu, who in his Yuan shih san lu (Peking, 1985), pp. 97-132, produced conclusive proof of Marco Polo's presence in China during Khubilai's reign."
  23. ^ G. Pauthier, Le livre de Marco Polo, citoyen de Venise, Paris, 1865
  24. ^ Marco Polo
  25. ^ Olga Orlić (Institute for Anthropological Research, Zagreb, Croatia), The curious case of Marco Polo from Korčula: An example of invented tradition, Journal of Marine and Island Cultures, Volume 2, Issue 1, June 2013, Pages 20–28
  26. ^ Il Corriere della Sera. http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_22/per-conquistare-la-cina-marco-polo-diventa-croato-gian-antonio-stella_4857d1de-6ca2-11e0-902f-2f9ba9bc9f1b.shtml.
  27. ^ Pubblicato per la prima volta da Roux de Rochelle nel volume della Società francese di geografia e perciò noto come il "Geografico"
  28. ^ The American Film Institute Catalog of Motion Pictures - Feature Films, 1961-1970, American Film Institute, 1997, ISBN 0-520-20970-2, p.683

Voci correlate

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