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Hormuz

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Hormuz
جزیره هرمز
Khezr Beach, Hormoz Island, Persian Gulf, Iran, 02-09-2008.jpg
Geografia fisica
LocalizzazioneStretto di Hormuz
Coordinate27°04′N 56°28′E / 27.066667°N 56.466667°E27.066667; 56.466667Coordinate: 27°04′N 56°28′E / 27.066667°N 56.466667°E27.066667; 56.466667
Superficie42 km²
Altitudine massima186 m s.l.m.
Geografia politica
StatoIran Iran
HormozganProvincia di Qeshm
Centro principaleHormoz
Demografia
Abitanti3.000
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Hormuz
Hormuz
voci di isole dell'Iran presenti su Wikipedia

Hormuz o Hormoz, in farsi هرمز, è un'isola del Golfo Persico, che fa parte del territorio iraniano, di Hormozgan. Amministrativamente è una delle 3 circoscrizioni dello shahrestān di Qeshm, con la città di Hormoz.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Essa si trova nel centro dello stretto di Hormuz, a 18 km E dall'isola Qeshm e a km SE di Bandar Abbas. Ha un'area di 42 km², con la parte più larga di 8 km e il punto più alto di 186 metri sul livello del mare.

L'isola, che non ha acqua potabile, è priva di vegetazione autoctona: l'acqua le arriva dal continente tramite un acquedotto. Specialisti botanici iraniani hanno tentato di costituirvi una vegetazione impiantandovi mangrovie della specie Avicennia marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al XIV secolo l'isola era conosciuta come isola di Jarūn, mentre Hormuz era il nome di una famosa e antica città commerciale sul continente, probabilmente situata lungo il fiume Mīnāb. Verso il 1300 i danni causati dalle frequenti incursioni dei Mongoli spinsero il XV emiro di Hormuz a spostarsi con molti dei suoi sudditi prima, per un breve perioso, sull'isola di Kīsh, per sistemarsi poi definitivamente sull'isola di Jarūn. Questa nuova Hormuz diventò presto il principale centro commerciale del Golfo persico, attirando immigrati dal continente e commercianti che arrivavano fino dalla lontana India. Coloro che visitavano Hormuz la descrivevano come una città con grandi fortificazioni, molto attiva e opulenta. Naturalmente non tardò ad attirare anche alcuni commercianti europei, soprattutto portoghesi.[1] Nel 1507 l'abile ammiraglio e accentratore portoghese Alfonso de Albuquerque (anche conosciuto come Alfonso il Grande) assediò l'isola di Hormuz e, dopo una battaglia, la conquistò nel tentativo di istituire una forza di basi portoghesi a Goa, Aden, e Malacca (nell'odierna Malesia). Il castello di Hormuz, che egli iniziò a edificare nello stesso anno, venne ultimato nel 1515;[2] nel frattempo prese Goa nel 1510 e Malacco nel 1511. Nel 1515 ritornò a Goa da Hormuz solo per essere informato dalle ingrate autorità portoghesi che veniva esonerato dal suo incarico. Morì lo stesso anno a Goa. I portoghesi avevano a Hormuz la loro base fortificata e, riuscendo a espandere rapidamente le loro conquiste, giunsero a controllare tutta la navigazione del Golfo Persico. Praticamente tutti i commerci con i porti dell'India, dell'Estremo Oriente, di Muscat (Oman) e del Golfo passavano per Hormuz, che conobbe per più di un secolo un periodo di grande prosperità sotto i portoghesi, la cui amministrazione era famosa per la sua giustizia e tolleranza religiosa. Il controllo portoghese delle maggiori rotte commerciali però, non poteva non far sorgere il risentimento della Persia e delle altre potenze imperiali che stavano allora nascendo. Nel 1550 le forze ottomane assediarono la fortezza di Hormuz per un mese senza riuscire tuttavia ad impadronirsi dell'isola. All'inizio del secolo successivo lo scià Abbas I concesse alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali i diritti di avviare commerci con la Persia attraverso il porto di Jāsk, destando così le ire dei portoghesi. Abbās convinse gli inglesi a inviare un reparto militare per assisterlo e nel 1662 questa spedizione congiunta, nonostante la coraggiosa difesa dei portoghesi, riuscì ad impadronirsi dell'isola di Hormuz. In seguito lo scià scelse la piccola città costiera di Gāmerūn come nuovo sbocco del commercio persiano e la chiamò Bandar-é Abbās. Hormuz cadde rapidamente in declino da cui non si riprese più e nel giro di pochi anni tutti i suoi splendori si ridussero in rovine.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://shiraztravel.com/iran-tour-del-sud-golfo-persico/
  2. ^ http://turistipercaso.it/iran/15467/viaggio-in-iran.html?page=2
  3. ^ Copia archiviata, su diruz.it. URL consultato il 16 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2016).

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