Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Hormoz (città)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hormoz
città
هرمز
Localizzazione
Stato Iran Iran
Regione Hormozgan
Provincia Qeshm
Circoscrizione Hormoz
Territorio
Coordinate 27°05′N 56°27′E / 27.083333°N 56.45°E27.083333; 56.45 (Hormoz)Coordinate: 27°05′N 56°27′E / 27.083333°N 56.45°E27.083333; 56.45 (Hormoz)
Abitanti 5 699[1] (2006)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Hormoz
Hormoz

Hormoz (farsi هرمز), o Hormuz, è una città della provincia di Qeshm, circoscrizione di Hormoz, nella regione di Hormozgan. Si trova sull'isola di Hormuz. Aveva, nel 2006, una popolazione di 5.699 abitanti.

Marco Polo visitò la città per due volte nel 1272 e nel 1293 fornendo una dettagliata descrizione.[2]

« Passate due giornate, è lo mare Oziano e ’n su la ripa è una città con porto, ch’à nome Cormos, e quivi vegnono d’India per navi tutte ispezzerie, drappi d’oro e (denti di) leofanti (e) altre mercatantie assai; e quindi le portano li mercatanti per tutto lo mondo. Questa è terra di grande mercatantia; sotto di sé àe castella e cittadi assai, perch’ella è capo de l(a) provincia; lo re à nome Ruccomod Iacomat. Quivi è grande caldo; inferma è la terra molto, e se alcuno mercatante d’altra terra vi muore, lo re piglia tutto suo avere.
Quivi si fa lo vino di dattari e d’altre ispezie asai, e chi ’l bee e non è uso, sé ’l fa andare a sella e purgalo; m[a] chi n’è uso fa carne assai. Non usano nostre vivande, ché se manicassero grano e carne, infermarebbero incontanente; anzi usano per loro santà pesci salati e dattari e cotali cose grosse, e con queste dimorano sani.
Le loro navi sono cattive e molte ne pericala, perché non sono confitte con aguti di ferro, ma con filo che si fa della buccia delle noci d’India, che si mette in molle ne l’acqua, non camperebboro del caldo. Elli seminano loro biade di novembre e ricogliele di marzo, e cosí fanno di tutti loro frutti; a da marzo inanzi non si truova niuna cosa viva, cioè verde, sopra terra, se non lo dattaro, che dura infino a mezzo maggio; e questo è per lo grande caldo. Le navi non sono impeciate, ma sono unte d’uno olio di pesce. E quando alcuno vi muore, sí fanno grande duolo; e le donne si pia(n)gono li loro mariti bene quattro anni, ogne die almeno una volta, con vi(ci)ni e co’ parenti. »
(Marco Polo Il milione capitolo 36)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DEENESFR) Stefan Helders, World Gazetteer: Hormoz - profile of geographical entity including name variants, world-gazetteer.com. [collegamento interrotto]
  2. ^ HORMUZ ii. ISLAMIC PERIOD – Encyclopaedia Iranica, su www.iranicaonline.org. URL consultato il 17 gennaio 2016.
Veduta della città di Hormuz