Rondò Veneziano

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« Nessuno di noi immaginava un simile successo. Dopo la prima apparizione e il primo album si pensava che il successo derivasse dalla novità. E invece, a molti anni di distanza, possiamo affermare di aver creato un particolare stile di musica. »
(Musica: Reverberi, ecco perché Rondò Veneziano non si esibisce in Italia, Adnkronos)
Rondò Veneziano
Foto del gruppo musicale  negli anni novanta
Foto del gruppo musicale negli anni novanta
Paese d'origine Italia Italia
Genere Pop
New age
Easy listening
Periodo di attività 1979 – in attività
Etichetta Koch International
Cleo Music AG
Sony Music
(DDD - La Drogueria di Drugolo, Baby Records, BMG Ariola, BMG Ricordi)
ZYX Music
Album pubblicati 30
Studio 25
Live 2
Raccolte 2
Opere audiovisive 1
Sito web
Rondò Veneziano logo.png

Rondò Veneziano è un ensemble musicale italiano che si ispira alla musica barocca sposando sonorità attuali della musica pop e del rock.[1][2]

La genesi di questo progetto musicale risale al 1979, partendo da un'idea condivisa di Freddy Naggiar, discografico della Baby Records e Gian Piero Reverberi, noto compositore e direttore d'orchestra della scuola genovese.[1][3]

Il vasto repertorio comprende composizioni ispirate a modelli stilistici di Vivaldi, Albinoni, Boccherini, del tardobarocco europeo e porta la firma dello stesso Reverberi, affermato arrangiatore già noto per aver collaborato con i maggiori artisti italiani tra cui Lucio Battisti, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Mina, Gino Paoli, Eros Ramazzotti, Luigi Tenco e Ornella Vanoni.[1][4]

Tuttavia, non tutti i brani dei Rondò Veneziano sono riconducibili a dei modelli settecenteschi. Il loro repertorio comprende anche composizioni che si orientano verso esempi di altre epoche della storia della musica; altre composizioni riproducono invece strutture proprie della musica leggera o del folk, limitando il collegamento con il passato alla sola sonorità orchestrale.

Ritiratosi quasi del tutto dalle scene italiane, il gruppo continua la propria attività con tournée europee, riscuotendo un particolare successo prevalentemente nell'area di lingua tedesca come Austria, Germania, Svizzera e Lussemburgo.[1] Una collezione di memorabilia del gruppo comprendente 400 pezzi è stata esposta dal 20 gennaio 2007 a Friburgo e in seguito a Locarno e a Lugano in occasione di alcuni concerti dei Rondò Veneziano.[5] Nel 2009 il gruppo è tornato ad esibirsi nuovamente in Italia con due concerti svoltisi presso il Politeama Rossetti di Trieste il 10 e l'11 gennaio.[6]

Complessivamente i Rondò Veneziano hanno venduto oltre 25 milioni di dischi in tutto il mondo[1][7][8] e hanno inoltre ricevuto numerosi dischi d'oro e dischi di platino in Europa.[1][6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La genesi del progetto[modifica | modifica wikitesto]

I Rondò Veneziano nacquero nella primavera del 1979 da un'idea di Freddy Naggiar, discografico della Baby Records e del compositore Gian Piero Reverberi che, nello stesso anno, passò dalla RCA Italiana alla Baby Records con un contratto di direttore e arrangiatore dei futuri album italodisco di Al Bano & Romina Power, Pupo e i Ricchi e Poveri.

Lo stesso Reverberi esplorò questo settore di mercato seguendo il proprio istinto e, a tal proposito, rilasciò la seguente dichiarazione: «[…] era il periodo della musica da discoteca generata con i primi computer e l'autenticità andava persa, sempre di più. Trovavo quest'evoluzione musicale errata e in tante altre persone cresceva in ugual misura la volontà di tornare alle radici, alla genuinità».[1]

Gian Piero Reverberi

Il progetto prevedeva inizialmente un prodotto strumentale italiano analogo allo stile musicale di Angelo Branduardi e alternativo a quello più classico ma di respiro internazionale del noto pianista Stephen Schlaks, anch'egli appartenente alla stessa casa discografica. Per Reverberi la forma della ballata senza un testo di supporto risultava troppo ripetitiva e quindi creò uno stile che compendiasse sia la tradizione strumentale italiana barocca che la pop. Probabilmente tale scelta fu forse condizionata da Florian, il concept album su Venezia che produsse per il gruppo Le Orme.[9]

Dal punto di vista formale la scelta del rondò fu quella che più si avvicinò all'idea di Freddy Naggiar, ovvero una forma musicale caratterizzata da un episodio che viene mantenuto fisso, o soggetto a lievi modifiche ed espresso nella tonalità di base; a questo poi si aggiunge un'alternanza di altri episodi di carattere differente. A questa premessa prettamente tecnica si aggiunse anche una sorta di rinascita culturale della stessa Venezia, tornata in auge proprio nel 1979 con il ritorno del suo celeberrimo carnevale storico, pertanto la presenza di musicisti che suonano in abiti del XVIII secolo si rivelò un espediente di forte impatto anche dal punto di vista prettamente commerciale.

I primi quattro brani dimostrativi, Rondò veneziano, San Marco, Andante veneziano e un altro non identificato, furono registrati e diretti da Reverberi ai Varirecording Studios di Milano con un'orchestra sinfonica genovese accompagnati da un batterista e un bassista di sua conoscenza. Alla Baby Records i provini piacquero e pertanto furono composti altri cinque pezzi, completando i nove del primo album omonimo.

Come affermò lo stesso Freddy Naggiar in un'intervista del 2015: «La musica strumentale era ora il Rondò Veneziano. Era Vivaldi portato in forme moderne, aggiungendo una ritmica molto delicata e un tocco di barocco italiano, con quel sapore che all'estero funzionava come “musica classica”».[10] Secondo Mario Luzzatto Fegiz quella dei Rondò Veneziano era invece «una musica pittorica, manieristica, che gioca fortemente sul mito di Venezia evocata anche nella grafica e nei costumi: gondole stilizzate, Canal Grande con sfondo di San Marco al tramonto, Leoni».[11]

Il primo album venne completato già per l'inverno del 1979 ma, in concomitanza delle feste natalizie e del 29º Festival di Sanremo, si decise di pubblicarlo l'anno seguente con una strategia di marketing che si rivelò più vincente.

Il primo periodo Baby Records (1980-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 ottobre 1980 esce il primo album Rondò veneziano ma già dal 22 febbraio 1980 il brano omonimo Rondò veneziano fu scelto da Silvio Berlusconi, sotto consiglio di Freddy Naggiar, come sigla di apertura e chiusura dei programmi della nascente Canale 5, destando la curiosità per circa un anno. Il brano andava in onda sei volte al giorno e la ricerca del brano incuriosiva l'ascoltatore che non sapeva né titolo né provenienza, come confidò Shel Shapiro a Reverberi successivamente.[7][11]

La prima apparizione ufficiale del gruppo avvenne più tardi in una puntata di Domenica in del 1981.[12] Il successo di quello che lo stesso Gian Piero Reverberi definì un esperimento, fu inaspettato e in Italia l'album fu tra i dischi più venduti dell'anno guadagnandosi il 10º posto in classifica.[13] Lo stesso brano Rondò veneziano fu anche adottato come sigla del Tg l'una, quasi un rotocalco per la domenica per un breve periodo del 1981.

Il 25 dicembre 1981, in occasione della 22ª Mostra internazionale di musica leggera svoltasi nel Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, venne registrato su Rai 1 uno speciale dei Rondò Veneziano con musiche tratte dal nuovo album e con la regia di Antonio A. Moretti.[14] Tra le curiosità dell'ensemble vi è il brano Colombina che divenne anche sigla del 31º Festival di Sanremo condotto da Claudio Cecchetto.[15]

Nell'ottobre del 1982 parteciparono alla trasmissione televisiva di Canale 5 Premiatissima nella squadra denominata Fortissima capitanata dai Ricchi e Poveri. L'8 gennaio dell'anno successivo tornarono su Rai 1, ospiti di Domenica in, nell'edizione condotta da Raffaella Carrà.[16]

Nel 1983 uscì l'album Scaramucce e il 15 ottobre dello stesso anno parteciparono per la seconda volta alla trasmissione Premiatissima nella squadra Turbo, nuovamente capitanata dai Ricchi e Poveri.[17]

Il crescente successo affermatosi anche in Europa fu dovuto alla compilation-remix Venezia 2000 che raggiunse il 3º posto in classifica, che risultò anche tra gli album più venduti in Italia nel 1983 posizionandosi al 27º posto.[18] All'estero si guadagnò le migliori posizioni per diciotto settimane, quattro di cui in 1ª posizione in Svizzera e Francia,[19] per sedici settimane di cui una in 2ª posizione in Germania[20] e per due settimane, di cui una in 41ª posizione in Olanda.

Il secondo periodo Baby Records (1984-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 dicembre 1984 furono ospiti a Domenica in su Rai 1 insieme a Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Lucio Dalla e Renato Zero.[21] Il brano Odissea veneziana fu usato nello spot della Fiat Uno come Auto dell'anno nel 1984.[22]

Il 5 aprile 1986 furono ospiti a Serata d'onore programma televisivo dedicato alla musica trasmesso da Rai 1 insieme agli Archi della Scala e a Riccardo Cocciante, Boy George dei Culture Club, Tullio De Piscopo, i Matia Bazar, Fausto Papetti e Achille Togliani.[23] Nello stesso anno furono nuovamente ospiti anche al consueto varietà Fantastico su Rai 1.[24]

Il terzo periodo Baby Records (1988-1992)[modifica | modifica wikitesto]

Il decimo album dei Rondò Veneziano venne definito da Radiocorriere TV come disco di «piacevole ascolto che sa di barocco», continuando con «Reverberi del resto è un musicista vero. Di recente è anche tornato a scrivere "classica" [...] Masquerade dal canto suo si fa ascoltare».[25] Sono anche ospiti nel gennaio 1989 con Christian su Rai Radio 1.[26]

I Rondò Veneziano a Venezia negli anni novanta

Il 15 novembre 1991 e l'11 giugno 1993 furono ospiti a Un, dos, tres... responda otra vez su TVE 1, mentre il 28 novembre tornarono come ospiti alla dodicesima edizione di Fantastico su Rai 1 insieme al celebre Ray Charles.[27]

L'ufficio stampa della Rai comunicò la classifica che tra gli album 33 giri più venduti in Italia rilevata dalla A.G.B. per Hit Parade di Radio 2 menzionando Prestige / Magica melodia al 19º posto.[28]

Il 17 dicembre 1992 furono ospiti a Partita doppia su Rai 1 per presentare il nuovo album[29] Rondò 2000 - The Best of Rondò Veneziano che fu tra gli album più venduti in Italia raggiungendo il 10º posto.[30]

Il periodo DDD - La Drogueria di Drugolo (1992-1995)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Gian Piero Reverberi maturò l'idea di cambiare etichetta discografica scegliendo la DDD - La Drogueria di Drugolo, fondata da Roberto Galanti, il quale si dedicò personalmente alla nuova produzione del gruppo. L'etichetta produceva già a partire dagli anni ottanta molti artisti come Eros Ramazzotti, Mia Martini, Enzo Jannacci, Fiorella Mannoia e i Matia Bazar.[31][32] Il nuovo disco riportò per la prima volta in copertina il nome di Gian Piero Reverberi e fu intitolato con il nome del brano omonimo, reinciso per l'occasione insieme a La Serenissima, quasi a voler riconoscere una certa priorità, meritata del resto, del compositore.[33] Nel libretto vennero inserite le tappe della prima tournée europea. La stessa cura nei dettagli fu dedicata anche alla copertina della versione internazionale intitolata Stagioni di Venezia e distribuita dalla BMG Ariola.

Il 10 gennaio 1993 furono nuovamente ospiti a Domenica in su Rai 1 insieme a Ornella Vanoni per la promozione del disco G. P. Reverberi - Rondò Veneziano esibendosi nel brano Stagioni di Venezia.[34][35]

Il 12 febbraio 1995 furono ospiti in collegamento da Venezia al Patrick Lindner Show in onda sulla ZDF.

L'affermarsi del successo all'estero e il periodo Koch Records (1997-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine degli anni novanta un gruppo di giovani musicisti italiani, con il permesso ufficiale di utlizzare il nome dei Rondò Veneziano, si esibirono con gran successo all'Epcot Center di Disney World ad Orlando.[36]

Il 28 dicembre 1999 si esibirono al Traumschiff-Melodie: Eine musikalische Traumschiffreise e l'evento venne trasmesso dalla ZDF.[37]

Il periodo Baby Records International (2001-2002)[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 aprile 2002 promossero l'edizione francese dell'album Papagena suonando Vénitienne e Palazzo Fortuny durante la trasmissione Les coups de cœur d'Alain Morisod.

Il periodo Cleo Music AG (2005-2009)[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del buon successo riscosso in Germania, il 16 gennaio 2005 furono ospiti del celebre castello di Neuschwanstein per il programma televisivo Das Sonntagskonzert; il 9 ottobre del medesimo anno presero parte al programma Die Herbstshow e il 24 novembre successivo furono invitati al programma Echt gut... trasmesso dalla SWR. Il 24 dicembre dello stesso anno si esibirono alla ZDF nel Musik aus dem Weinachtsland.[38] Il 5 ottobre 2009 il gruppo fece ritorno sulla scena italiana con un esibizione al Kursaal di Merano in abiti da concerto, ovvero senza costumi e parrucche settecentesche ma reinterpretando una versione classica e acustica del repertorio già conosciuto nella versione crossover; questa nuova formazione venne chiamata Rondò Veneziano Chamber Orchestra[39] e tutti i brani vennero arrangiati per essere eseguiti senza la sezione ritmica e l'oboe che, in certo qual modo, era stata la caratteristica forse più vincente dei Rondò Veneziano. La parte predominante fu affidata al pianoforte sia nei brani eseguiti da Gian Piero Reverberi della versione discografica sia in quelli che, creati al pianoforte, vennero poi trascritti per orchestra.

Anni dieci[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 agosto 2010 durante il programma Da Da Da di Rai 1, puntata Vintage, riapparve uno dei primi video promozionali dei Rondò Veneziano per il brano omonimo del 1980.

Il 29 gennaio 2011 figurarono sulla RTS in un'edizione speciale del programma Les coups de cœur d'Alain Morisod intitolata Les grands moments...[40], il 7 luglio 2012 nella puntata E viva l'Italia... spécial Portofino suonando Papagena,[41], il 20 luglio 2013 nella puntata Bienvenue en Gruyère[42] e il 26 luglio 2014 nella puntata Spéciale Italie.[43]

Il 4 agosto 2012 i Rondò Veneziano si esibirono nel Castello di Pillnitz durante il programma Großer Sommernachtsball trasmesso dalla MDR. Altri ospiti della serata furono Angelo Branduardi, il compositore di colonne sonore Günther Fischer, il tenore inglese Paul Potts, il controtenore brasiliano Edson Cordeiro e il soprano austriaco Eva Lind.[44][45]

Stile e prassi esecutiva[modifica | modifica wikitesto]

È alquanto difficile collocare questo tipo di genere musicale nell'immenso panorama delle categorie contemporanee. Una definizione che più potrebbe calzare è di pop-classico anche se talvolta si tende a definirlo folk/pop o addirittura new age. Secondo Massimo Morini i Rondò Veneziano nella cultura popolare hanno «cambiato il modo di concepire la classica, fondendola al pop».[46] Gian Piero Reverberi, in un'intervista al Corriere della Sera, definisce i Rondò Veneziano «un genere classico non impegnativo e, contemporaneamente, una musica leggera non superficiale. Avvicina i due mondi ed è apprezzato da un pubblico molto eterogeneo. Siamo seguiti, fatte le debite proporzioni stilistiche e compositive, con lo stesso spirito con il quale viene ascoltato il Concerto di Capodanno da Vienna: una musica per tutti».[47]

Lo stesso compositore ricorda come Fabrizio De André «in un libro che lo riguardava, a proposito del mio progetto Rondò Veneziano, mi dava della "puttana". Io credo che Fabrizio non abbia mai ascoltato in vita sua un solo solco dei dischi del Rondò Veneziano; però si è sentito in dovere di esprimere quel giudizio, come a dire che lui era un artista capace di mandare in giro messaggi mentre io badavo solo ai soldi. Mi spiace. Credo che si sia fermato all'immagine del Rondò Veneziano, che è sicuramente un'immagine cheap[48]

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il repertorio del gruppo è stato analizzato stilisticamente dalla musicologa Susanne Kübler Basile in occasione del convegno intitolato La produzione e il consumo della musica dell'età di Vivaldi negli ultimi cinquant'anni, tenutosi nella sede dell'Istituto Italiano Antonio Vivaldi Fondazione Giorgio Cini di Venezia dal 21 al 23 febbraio 1997.[49]

A differenza del "classic rock" in voga nella seconda metà degli anni sessanta e fino agli inizi degli anni settanta, che si distingueva per le citazioni o le reinterpretazioni di composizioni classiche, la musica dei Rondò Veneziano si propone invece come originale.[50]

La Kübler Basile, nel suo saggio Modelli stilistici vivaldiani nella musica leggera. Il fenomeno dei Rondò Veneziano, analizza per esempio la composizione Campielli, pubblicata nell'album Scaramucce del 1982. I riferimenti ai modelli stilistici barocchi sono evidenti sia nei motivi ritmici che in quelli melodici: il suo modello ritmico binario si trova in Vivaldi nel primo movimento del concerto per flauto in re minore RV 107, nel terzo movimento del concerto in la minore RV 158 e nel terzo movimento del concerto per archi in mi minore RV 134. Per quanto riguarda Albinoni è possibile ricordare i primi movimenti del concerto a cinque, op. 9 n. 7 e del concerto a cinque, op. 9 n. 10.[50]

Rondò Veneziano in una foto del 2006 con Gian Piero Reverberi

Gli accenti forti sono molto marcati e vengono introdotte delle figure sincopate.[51] A differenza di Vivaldi o di Albinoni la costruzione binaria di Campielli è perfettamente regolare: la simmetricità dei temi è uno dei tratti più caratteristici della musica dei Rondò Veneziano; un tale procedimento è corrispondente ad un modello classico.

La combinazione di accenti regolari e di accenti sincopati, la costruzione binaria o addirittura periodica, l'assenza di pause sia nei temi sia nei punti di cesura e le melodie strutturate a base di triadi sono altri elementi ricorrenti nei temi composti dal Reverberi per esempio nei brani Rondò veneziano, Misteriosa Venezia e Campo dei mori.[50]

Per quanto riguarda le strutture melodiche alcune composizioni si ricollegano direttamente alla musica vivaldiana. In un altro brano contenuto nell'album Scaramucce, e intitolato Arabesco, questi rapporti sono evidenti: qui il motivo iniziale richiama l'inizio del terzo concerto in sol maggiore RV 310 tratto da L'estro armonico, op. 3.

Lo sviluppo però è totalmente diverso che in Vivaldi in quanto la forma questa volta non è simmetrica e non si può parlare di una tipica struttura ritornello-episodio, ma di una struttura aperta: Arabesco armonicamente inizia in Sol maggiore e termina in Mi maggiore.

A A1 A2 B B B1 B2 A A3 A/B A4 B B1 B B1 B1 B4
18 8 8 8 8 4 4 8 4 6 6 8 4 8 8 4 7
Sol mi Mi Sol mi Do La Mi

Arabesco: le tonalità maggiori sono indicate in caratteri maiuscoli, quelle minori in caratteri minuscoli; i numeri sono le battute

Nell'esempio della Kübler Basile la composizione è dominata dal tema A, mentre il tema B acquisisce importanza maggiore nel corso del suo svolgimento. Questa è un'altra caratteristica dei Rondò Veneziano: dopo un inizio incalzante il brano ha uno sviluppo sempre più sfumato, con il tipico effetto di musica da sottofondo.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Numerose le citazioni musicali nelle composizioni di Gian Piero Reverberi: nel brano Calli segrete (1986) è citato l'arpeggio del brano Doctor Gradus ad Parnassum (1906-1908) di Claude Debussy; nel brano Seduzione (1988) il tema è simile al terzo movimento del Concerto per violino e basso continuo L'Estate (RV 315) di Antonio Vivaldi; nel brano La meta: il trionfo e nell'Ouverture Marco Polo le code hanno una citazione del finale del balletto L'uccello di fuoco (1910) di Igor' Fëdorovič Stravinskij; nel brano Ariete-Terra (1997) il tema principale, con i pizzicati degli archi, ricorda il terzo movimento della Sinfonia n. 4 (1877) di Pëtr Il'ič Čajkovskij; nel brano La Fenice (1999) il tema del pianoforte con gli arpeggi è tratto dal Preludio, Corale, Fuga (1884) di César Franck. Per quanto riguarda la musica leggera, Gian Piero Reverberi si autocita nell'arrangiamento orchestrale di Rever Venise (1990) utilizzando come modello la canzone Su di noi di Pupo (1980).

Prassi esecutiva[modifica | modifica wikitesto]

A volte i temi del maestro Reverberi sono privi di un collegamento musicale, tuttavia risultano uniti dal metro rigido e regolare della batteria tipico della musica leggera. La dinamica a terrazze è alla base di molti brani dei Rondò Veneziano. Essa è resa, come nel XVIII secolo, attraverso la sola strumentazione: il "piano" facendo suonare pochi strumenti, il "forte" coincide con l'intera orchestra.[50] Un esempio è l'incipit dell'arrangiamento con musiche vivaldiane dal titolo Estro armonico, tratto da The Genius of Vivaldi, Mozart, Beethoven, in cui la dinamica del "forte" è accentuata dalla batteria.[50] Il suono degli archi dei Rondò Veneziano, pieno e intenso, risente delle prassi esecutive barocche tradizionali prima dell'apparizione delle orchestre con strumenti d'epoca: il modello è quello de I Solisti Veneti e de I Musici di Roma. Alla continuità sonora contribuisce anche la già menzionata assenza di pause nelle composizioni.[50]

L'organico live e in studio[modifica | modifica wikitesto]

L'organico dei Rondò Veneziano è tuttora formato da nove solisti: tre violini, una viola, un violoncello, un oboe, un flauto traverso, un basso elettrico e una percussionista.[1] È in questa formazione che il gruppo, suddiviso in sette donne e due uomini abbigliati di tutto punto con abiti del XVIII secolo,[52] si esibì come ospite nelle trasmissioni televisive sotto la direzione di Gian Piero Reverberi al pianoforte.

Durante le sessioni di studio di registrazione l'ensemble fu composto da un corno inglese, un flauto traverso, otto violini primi, otto violini secondi, sei viole, sei violoncelli, due contrabbassi, un basso elettrico e una batteria: a questi strumenti si aggiunsero la chitarra classica o elettrica, la tromba, il corno francese, i timpani, il clarinetto e il pianoforte in alcuni brani con solista. Alcune sonorità addizionali e i sintetizzatori furono programmati e mixati successivamente.

La conformazione per esecuzioni prettamente in studio fu nominata Rondò Veneziano Chamber Orchestra con un organico solitamente composto da quattro violini primi, tre violini secondi, tre viole, tre violoncelli, due contrabbassi, un corno francese e il pianoforte.[39]

In svariate esibizioni dal vivo il gruppo è stato accompagnato da trenta orchestrali creando una sonorità sinfonica adatta per i teatri e gli auditorium.[7] Per 12 anni l'orchestra accompagnatrice è stata il Gruppo Strumentale Veneto "Gian Francesco Malipiero".[53]

I musicisti[modifica | modifica wikitesto]

A causa della scarsa cura profusa nei libretti interni degli album prodotti dalla Baby Records vi è un'assenza totale di riferimenti ai musicisti accreditati fino al 1989.

Almeno fino al 1993 l'ensemble era formato da:[47]

Altri musicisti accreditati:

Musicisti accreditati e che hanno collaborato in studio:[56]

  • Willi Burger - armonica a bocca (Papagena)
  • Paolo Cattaneo - tenore (Honeymoon - Luna di miele)
  • Fabrizio Giudice - chitarra classica (Honeymoon - Luna di miele, Papagena, La Piazza, Concertissimo)
  • Munchener Bach Choir - coro (La Piazza, Concertissimo)
  • Ossi Schaller - chitarra elettrica (Stagioni di Venezia, Il mago di Venezia, La Piazza)
  • Giuseppe Zuppone - autore, direttore d'orchestra (Marco Polo, Zodiaco - Sternzeichen, Honeymoon - Luna di miele)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Rondò Veneziano e Brani dei Rondò Veneziano.

Dal 1980 al 1988 i Rondò Veneziano sono stati pubblicati in Italia dalla Baby Records; dal 1989 al 1991 e dal 2001 al 2002 insieme a la Baby Records pubblica anche la Cleo Music AG di Galgenen; dal 1992 al 1995 vi fu la DDD - La Drogueria di Drugolo e dal 1997 al 2000 passano sotto contratto alla Koch.

Dal 1993 l'intero catalogo passò alla BMG Ariola che ripubblicò tutti gli album Baby Records per il mercato internazionale; questi possiedono scalette, copertine diverse e alcuni inediti. Inoltre La BMG Ariola pubblicò numerose compilation: a causa delle molte versioni uscite non è possibile tener conto di tutte le combinazioni, ovvero più di 200 album, create dalle varie case discografiche successive alla Baby Records.[57]

Il 20 dicembre 2008 furono annunciate, durante la trasmissione radiofonica Fegiz Files di Mario Luzzatto Fegiz in onda su Rai Radio 2, le ripubblicazioni di tre album della Koch e 25 - Live in Concert, disco fino ad allora venduto ai concerti e distribuiti dalla Deltadischi.

Nel corso degli anni alcuni album dei Rondò Veneziano sono stati trasmessi in versione completa o parziale su Rai Radio 4 Light[58] e su Radio Vaticana nei programmi Con Voi nella Notte e Domenica in Musica.[59]

Le musiche sono di Gian Piero Reverberi e di Laura Giordano, sostituita nel 1991 da Ivano Pavesi che si occupò di molti arrangiamenti. Altri coautori sono stati Dario Farina (Odissea Veneziana), Franco Fochesato (Luci e colori di Venezia) e Giuseppe Zuppone in arte Brad Davis.

I brani sono editi dalla Televis Edizioni Musicali, l'attuale PolyGram Italia, Reverberi Edizioni Musicali, attuale La Chiocciola. Per la Germania e la Svizzera la Gini Musikverlag, Cleo Music AG, Chapulin Edizioni Musicali, Koch Edition e Abramo Allione Edizioni Musicali.

Album ufficiali[60][modifica | modifica wikitesto]

Le versioni internazionali sono elencate nella discografia completa e nelle singole voci degli album.

Periodo Baby Records[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Baby Records-Cleo Music AG[modifica | modifica wikitesto]

Periodo DDD - La Drogueria di Drugolo[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Koch[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Baby Records International-Cleo Music AG[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Cleo Music AG[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[62][modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Cover artwork[modifica | modifica wikitesto]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

I primi album non hanno loghi caratterizzanti e sono stati col tempo accantonati. Il logo ufficiale del gruppo è stato creato nel 1984 da Erminia Munari ed Enzo Mombrini, grafici della Baby Records, per l'album Odissea veneziana.

Dal 1992, per motivi di copyright, gli album pubblicati dalla DDD - La Drogueria di Drugolo (Rondò Veneziano - G. P. Reverberi e Il mago di Venezia) hanno un logo differente progettato dall'agenzia Anastasia di Flora Sala.

Nel 1993, a seguito del passaggio dell'intero catalogo alla BMG Ariola, tornò il logo ufficiale del 1984 anche nelle compilation. Questo accadde anche per gli album pubblicati nel 2001 e nel 2002.

Dal 1997 al 2000, durante il periodo Koch International, venne creato dai grafici un nuovo logo sulla base del precedente.

Copertine[modifica | modifica wikitesto]

Il disegnatore scelto per il primo album fu Victor Togliani, già illustratore per la De Agostini, la Ricordi, la Mondadori e la Peruzzo Editore.[63] Egli collaborerà, sempre per la Baby Records, come scenografo alla creazione dei videoclip a cartoons per i singoli Odissea veneziana e Casanova con la sceneggiatura e regia di Guido Manuli.[63]

Gian Piero Reverberi sin dall'inizio cercò una copertina che non desse l'impressione di un consueto disco di musica classica ma, sulla falsariga de I Solisti Veneti, che lasciasse al consumatore un po' di curiosità sul prodotto. Victor Togliani sviluppò pochissimi bozzetti e provini; Freddy Naggiar, discografico della Baby Records, scelse l'illustrazione raffigurante "due musicisti del Settecento che volano sulla plancia di un'astronave".[63] Questa idea divenne quindi il tema centrale sviluppato anche per tutte le altre copertine successive.

Anche se Victor Togliani partecipò, rispetto a tutta la produzione solo all'inizio del progetto e dagli anni novanta in poi, le copertine successive non furono quasi mai di semplice concezione: quasi tutti i dischi degli anni ottanta sono stati disegnati dal fumettista britannico Angus McKie e dalla coppia Enzo Mombrini-Erminia Munari insieme a Marina Romagnoli. La Baby Records quando scelse i suoi partner discografici europei fece in modo che gli album e le copertine fossero diversi per paura che questi subentrassero nel mercato italiano o sfruttassero la relativa pubblicità.

Produttori ed ingegneri del suono[modifica | modifica wikitesto]

La produzione degli album è quasi sempre stata affidata a Gian Piero Reverberi, alla Cleo Music AG di Galgenen e alla P.E.M. GmbH di Vienna.

Per la realizzazione in studio, i primi album hanno avuto come ingegnere del suono Harry Thumann, ad eccezione de La Serenissima con Plinio Chiesa, ex-engineer della Fonit Cetra[64] e Klaus Strazicky come assistente: quest'ultimo poi assunse la funzione che fu inizialmente di Harry Thumann.

Il passaggio alla Koch Records segnò la partecipazione ai banchi di regia di altri collaboratori, nonché di studi di registrazione anche italiani: per diversi anni si è inciso e missato al Country Lane Studio e all'Arco Studio di Monaco di Baviera. Per l'Italia lo Studio Mulinetti,[65] il DG Studio di Franco Fochesato ed altri ancora.

Spartiti[modifica | modifica wikitesto]

Tournée[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tour dei Rondò Veneziano.
Concerto dei Rondò Veneziano con Gian Piero Reverberi al pianoforte

I Rondò Veneziano e Gian Piero Reverberi si sono esibiti in Austria, Belgio, Cina, Federazione Russa, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Principato di Monaco, Stati Uniti d'America e Svizzera.

I primi concerti risalgono agli anni novanta e si sono tenuti nella Scuola Grande di San Teodoro presso Rialto a Venezia, con una platea in grado di ospitare 160 posti a sedere.

Nel 1991 Gian Piero Reverberi ha diretto la Munich International Orchestra in una tournée di trentacinque concerti: per questa circostanza ha ritoccato e congiunto singole composizioni, scritte originariamente per la sua piccola orchestra, sino ad ottenere alcune suites adatte ad un'orchestra sinfonica composta da sessanta persone.[1]

A Milano si tenne la prima tappa ufficiale del tour tenutasi il 28 aprile 1993 al Teatro Smeraldo (con repliche in Germania, Monaco e Francia). Il gruppo base fu sostenuto dall'Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino con un organico di 47 musicisti così suddivisi: sedici violini, cinque viole, cinque violoncelli, tre contrabassi, due flauti traversi, due oboe, due clarinetti, due fagotti, due corni francesi, due trombe, tre percussioni, tre tastiere.[11][47]

Nel tour 2001-2002 viene presentata al pubblico, per la prima volta, Risveglio ultima composizione dell'ensemble che verrà registrata nell'album 25 - Live in Concert del 2009.[66]

Parodie e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

I Rondò Veneziano hanno avuto numerose parodie televisive e musicali:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Presentazione dell'orchestra “Rondò Veneziano” (PDF), Cleo Music. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  2. ^ Enrico Deregibus (a cura di), Dizionario completo della canzone italiana, Milano-Firenze, Giunti, 2006, p. 396.
  3. ^ Lucio Salvini, Non erano solo canzonette: L'epoca d'oro della canzone italiana, Milano, Skira Editore, 2015, ISBN 978-88-572-2829-7.
  4. ^ Vanzetto Chiara, Le note «informali» di Gian Piero Reverberi, in Corriere della Sera, 25 agosto 2014, p. 11. URL consultato il 9 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2016).
  5. ^ Rondò Veneziano, una grande collezione ”made in Valsassina”, valsassinanews.com, 3 agosto 2010. URL consultato il 24 dicembre 2015.
  6. ^ a b Rondò Veneziano - Il Rossetti - Stagione teatrale - eventi speciali, ilrossetti.it. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  7. ^ a b c Alessandro Dell'Orto, Branduardi ci ha ispirati, Canale 5 ci ha dato il successo, in Libero. URL consultato il 3 novembre 2015.
  8. ^ Antonio Orlando, Che idea barocca!, in Corriere della Sera di Milano, 29 aprile 1993, p. 10. URL consultato il 3 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2015).
  9. ^ Aldo Tagliapietra, Le mie verità nascoste, a cura di Omero Pesenti, Gianpaolo Saccomanno, Gloria Tagliapietra, prefazione di Armando Gallo, Roma, Arcana, 2014.
  10. ^ Cataldo Verrina, Italo disco story. Il dominio italiano sulla 'dance culture' degli anni '80, 2015, ISBN 1-291-75288-9.
  11. ^ a b c Mario Luzzatto Fegiz, Melassa da esportazione, in Corriere della Sera, 9 maggio 1993, p. 26. URL consultato il 26 settembre 2015.
  12. ^ RONDO' VENEZIANO: RONDO' VENEZIANO [1981], 1º novembre 2013. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  13. ^ Hit Parade Italia - ALBUM 1981, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  14. ^ Palinsesto di Rai 1, in Radiocorriere TV, n. 51, 25 dicembre 1981, p. 26.
  15. ^ Carlo Calabrò, Sanremo all'inferno e ritorno. Quando il Festival entrò in crisi, 2016, ISBN 9788893322065.
  16. ^ Archivio La Stampa, su www.archiviolastampa.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  17. ^ Gli ospiti di Dorelli, in La Stampa, 15 ottobre 1983, p. 22.
  18. ^ Hit Parade Italia - Album 1983, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  19. ^ (DE) Venezia 2000, hitparade.ch. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  20. ^ (DE) Venezia 2000, offiziellecharts.de. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  21. ^ 'Domenica in' ospita persino chi tradisce la Rai per i privati, in la Repubblica, 2 dicembre 1984. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  22. ^ (EN) Wu Promotion - Rondo Veneziano, Gian Piero Reverberi, Italy, 1998, wupromotion.com. URL consultato il 12 febbraio 2016.
  23. ^ Il ritorno di Baudo per 'Serata d'onore', in la Repubblica, 19 marzo 1986. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  24. ^ Hit Parade Italia - Classifica Commentata del 25 dicembre 1986, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  25. ^ Pierguido Cavallini, Musica, in Radiocorriere TV, n. 46, 1989, p. 84.
  26. ^ Rai Radio 1, in Radiocorriere TV, n. 1, 1989, p. 92.
  27. ^ 'Fantastico': Dorelli sarà assente per 2 settimane, in la Repubblica, 21 novembre 1991. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  28. ^ Musica: Classifica 33 giri, su www.adnkronos.com. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  29. ^ Raiuno: Partita doppia, in Adnkronos, 16 dicembre 1992. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  30. ^ Musica: classifica 33 giri, in Adnkronos, 19 dicembre 1992. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  31. ^ Franco Manzoni, Roberto Galanti, l'uomo che scoprì Ramazzotti, in Corriere della Sera, 10 settembre 2013, p. 9, SBN IT\ICCU\LO1\1491350.
  32. ^ Andrea Pedrinelli, La canzone a Milano dalle origini ai giorni nostri, Milano, Hoepli, 2015, ISBN 88-203-7325-4. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  33. ^ Francesco De Vitis, Musica e dischi, in Radiocorriere TV, n. 46, 1992, p. 186.
  34. ^ Massimo Spampani, Alba: "a "Domenica in" mi sento in gabbia", in Corriere della Sera, 10 gennaio 1993. URL consultato il 19 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2015).
  35. ^ Raiuno: Domenica in, su www.adnkronos.com. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  36. ^ Rondò Veneziano - Official WebSite, su www.rondoveneziano.com. URL consultato il 22 gennaio 2016.
  37. ^ (DE) Patrick Lindner Shows, patrick-lindner.de. URL consultato il 3 settembre 2015.
  38. ^ (DE) Meistersinger Konzerte musiziert mit Rondo Veneziano, in Musikmarkt, 25 novembre 2005. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  39. ^ a b Rondò Veneziano, su YouTube. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  40. ^ (FR) « Les grand moments… », su rts.ch. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  41. ^ (FR) E viva Italia ... spécial Portofino !, su rts.ch. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  42. ^ (FR) Bienvenue en Gruyère, su rts.ch. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  43. ^ (FR) Spéciale Italie, rts.ch, 26 luglio 2014. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  44. ^ (DE) Großer MDR-Sommernachtsball in Schloss Pillnitz, su www.mdr.de, 10 luglio 2012. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  45. ^ (DE) "Der große Sommernachtsball - Live von Schloss Pillnitz, Heidecksburg und Burg Falkenstein", Lipsia, 31 luglio 2012.
  46. ^ Morini: 'Riscoprite Rondò Veneziano', in la Repubblica, 24 novembre 2006. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  47. ^ a b c Elia Perboni, Melassa da esportazione, in Corriere della Sera, 9 maggio 1993, p. 26. URL consultato il 26 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2015).
  48. ^ Riccardo Bertoncelli (a cura di), Belìn, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André, Nuova edizione ampliata, Milano, Giunti Editore, 2012, p. 84, ISBN 88-09-78262-3.
  49. ^ Casa editrice Olschki, su www.olschki.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  50. ^ a b c d e f Susanne Kübler Basile, Modelli stilistici vivaldiani nella musica leggera. Il fenomeno dei Rondò Veneziano, in Francesco Fanna e Michael Talbot (a cura di), Cinquant'anni di produzioni e consumi della musica dell'età di Vivaldi (1947-1997) - Quaderni vivaldiani, volume 10, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1998, pp. 391–400, ISBN 88-222-4643-8.
  51. ^ Una tale costruzione si adatta molto bene allo stile dei Rondò Veneziano, il quale è fortemente condizionato dell'elemento ritmico.
  52. ^ Negli anni novanta il numero era variabile e figuravano anche una fagottista o una trombettista (San Zaccaria, Sinfonia di Natale e Concerto barocco), per il brano Il mago di Venezia l'oboista suona il corno inglese, per il brano Visioni di Venezia il bassista suona la chitarra.
  53. ^ Gruppo Strumentale Veneto Gianfrancesco Malipiero, reggioiniziativeculturali.it. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  54. ^ Santini Fabio, Dodecacellos, l'Ensemble chiude il Violoncellistico con Vivaldi e Bach, in Corriere della Sera, 30 novembre 2014, p. 14. URL consultato il 9 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
  55. ^ a b Blues più prog rock. Struttura & Forma, in La Provincia, 30 luglio 2013. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  56. ^ Informazioni tratte dagli album.
  57. ^ La stessa Baby Records S.p.A. emise sul mercato ben due ristampe italiane, una nel 1987 e una nel 1990, che si sommano a quella originale.
  58. ^ Filodiffusione, in Radiocorriere TV, n. 32, 1986, p. 63.
  59. ^ Radio Vaticana - Programmi musicali, su www.radiovaticana.org. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  60. ^ Nicolas Haymoz (a cura di), Album originali, rondoveneziano.net. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2007).
  61. ^ Album di Gian Piero Reverberi. Le stesse basi, con l'aggiunta degli archi, saranno utilizzate per i tour del gruppo e per alcuni album successivi (Attimi di magia - Magische Augenblicke, 25 - Live in Concert e Rondò Veneziano Chamber Orchestra). Per questo motivo, pur non esplicitamente, è considerato un album dei Rondò Veneziano a tutti gli effetti.
  62. ^ Nicolas Haymoz (a cura di), Album di collezione, rondoveneziano.net. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2007).
  63. ^ a b c Victor Togliani, Funzioni non verbali: vivere giocando con una matita in tasca, Asola, Gilgamesh Edizioni, 2013, ISBN 978-88-97469-61-2.
  64. ^ Quest'ultimo alla console sin dagli anni '70 nei primi lavori solistici di Gian Piero Reverberi come, per esempio, Timer del 1976.
  65. ^ Studio Mulinetti, mulinetti.it. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  66. ^ (FR) Laurent Perret, Un avis sur les concerts de Zurich et St Gall, tournée 2001-2002, a cura di Nicolas Haymoz, rondoveneziano.net, 2002. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2007).
  67. ^ Rai Tre Almanacco - rubriche - 9 gennaio 2011, su www.rai.it. URL consultato il 16 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Udo Zilkens, Antonio Vivaldi, zwischen Naturalismus und Pop. Die vier Jahreszeiten im Spiegel ihrer Interpretationen durch Musiktheoretiker und Musiker, in Bearbeitungen und auf Plattencovern. Mit einer Diskographie von Roger-Claude Travers, Köln-Rodenkirchen, P.J. Tonger, 1996, pp. 72–73, ISBN 3-920950-26-7
  • Susanne Kübler Basile, Modelli stilistici vivaldiani nella musica leggera. Il fenomeno dei Rondò Veneziano, in Francesco Fanna e Michael Talbot (a cura di), Cinquant'anni di produzioni e consumi della musica dell'età di Vivaldi (1947-1997) - Quaderni vivaldiani, volume 10, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1998, pp. 391–400, ISBN 88-222-4643-8
  • Katrin Bote, Faszination der Popklassik - Rondò Veneziano, Books on Demand GmbH, Norderstedt 2002, ISBN 3-8311-3992-X
  • Vincenzo Gargiulo, Rondò Veneziano Compendium, Deluxe Edition, 2006, Pozzuoli 1987,
  • Pino Casamassima, Stefano Pares, Luca Pollini, voce Rondò Veneziano - Il dizionario della musica leggera italiana: da Volare ai nostri giorni, Le Lettere, 2005, ISBN 8871668324

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