Ornella Vanoni
| Ornella Vanoni | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Pop Musica leggera Musica d'autore Bossa nova Jazz |
| Periodo di attività musicale | 1956 – 2025 |
| Etichetta | Dischi Ricordi, Ariston, Vanilla, CGD, Repley Music, Sony Music, Epic, Columbia, BMG |
| Album pubblicati | 105 |
| Studio | 41 |
| Live | 7 |
| Raccolte | 57 |
Ornella Vanoni (Milano, 22 settembre 1934 – Milano, 21 novembre 2025[1]) è stata una cantante, attrice e conduttrice televisiva italiana.
Considerata tra le interpreti più celebri della musica italiana, ha iniziato la propria carriera negli anni cinquanta attraversando oltre sei decenni di attività. Nota per la sua versatilità interpretativa, ha spaziato dalle canzoni della mala al pop d’autore, approfondendo la musica brasiliana attraverso collaborazioni prestigiose e lavorando inoltre con diversi musicisti di area jazz. Ha pubblicato più di cento lavori, tra album, EP e compilation, e si stima che abbia venduto oltre 65 milioni di dischi durante la sua carriera.[2] Ha partecipato più volte al Festival di Sanremo e, tra i riconoscimenti più importanti e prestigiosi, ha ricevuto diversi premi dal Club Tenco.[3]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia di un industriale farmaceutico, Nino Vanoni, e di Mariuccia, dopo avere studiato dalle Orsoline, frequentò diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra con il desiderio di diventare estetista.[4]
Anni cinquanta: Gli esordi, Il Piccolo e Strehler, le canzoni della mala
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1953, appena diciannovenne, si iscrisse all'Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler. In realtà il provino risultò fallimentare, come ammesso dalla stessa Vanoni, ma Sarah Ferrati, nota attrice di prosa e membro della commissione esaminatrice, riconobbe comunque nella sua voce e nel suo atteggiamento un talento promettente.[6] Durante i primi anni osservò gli attori più esperti, come la stessa Ferrati e Tino Buazzelli, assimilando voci, gesti e modalità interpretative, e iniziando così a costruire e affinare le proprie capacità sceniche.[7]
Il debutto teatrale avvenne nel 1956, con Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello.[8][9]
Il 13 aprile 1957 avvenne, invece, il debutto canoro, durante la prima al Piccolo Teatro del dramma I Giacobini di Federico Zardi, in cui intervenne nei cambi di scena eseguendo alcune ballate ispirate alla Rivoluzione francese, tra cui Les rois s’en vont e La Seine est rouge. Da questa esperienza nacque l’idea di una cantante colta e raffinata, che suscitò subito interesse. L’anno successivo Strehler le costruì un repertorio su misura: collaborando con autori, come Amodei, Carpi, Fo e Negri, il regista prese spunto da antiche ballate dialettali per creare nuovi testi sul tema della malavita, con protagonisti quali poliziotti, criminali, carcerati e minatori, dando origine alle cosiddette canzoni della mala.[10] Per accrescere la curiosità del pubblico, venne suggerito che si trattava di canti popolari tramandati da manoscritti antichi. La Vanoni intraprese così la sua prima tournée teatrale, conclusa nel 1959 al Festival dei Due Mondi di Spoleto.[7]
Il 10 luglio 1958 firmò il contratto con la casa discografica Dischi Ricordi, appena nata (il suo fu il primo contratto firmato da un artista per questa etichetta)[11] e nel mese di ottobre del 1958 registrò la sua prima incisione discografica, pubblicando un EP intitolato Le canzoni della malavita, con i brani Saint Lazare di Aristide Bruant, Jenny delle Spelonche, da L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht, Sentii come la vosa la sirena e Canto di carcerati calabresi.[12]
Nel dicembre del 1959 uscì il secondo EP, Le canzoni della malavita vol. 2, contenente i brani Hanno ammazzato il Mario, La zolfara, Ma mi e Le mantellate.[13]
Alcuni dei brani legati al repertorio delle "canzoni della mala" incontrarono inizialmente riserve da parte della censura radiotelevisiva, che giudicò poco opportuni i temi trattati.[14]
Le interpretazioni, caratterizzate da una timbrica vocale insolita e da uno stile espressivo non convenzionale, suscitarono fin dagli esordi un significativo interesse da parte del pubblico e della critica.[7][15]
Terminato il rapporto professionale (e personale) con Strehler, si allontanò dal Piccolo Teatro per intraprendere un percorso artistico autonomo.[7][10]
Anni sessanta: Paoli, i primi successi e lo schermo
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Nel 1960, alla Dischi Ricordi, Ornella Vanoni incontrò Gino Paoli. Tra i due nacque immediatamente un legame sia sentimentale sia artistico destinato a lasciare un segno profondo nella musica italiana.[16] Paoli scrisse per lei Me in tutto il mondo, considerata il primo vero brano d'amore a lei dedicato; poco dopo, affascinato dalle sue "mani grandi", compose Senza fine.[17] Il brano, pubblicato come singolo nel 1961, rappresentò il primo grande successo per l'interprete milanese e soprattutto una svolta decisiva: la Vanoni abbandonò progressivamente l'immagine cupa della "cantante della mala" per assumere un profilo più moderno e sensuale.[18]
Nell'autunno dello stesso anno uscì il suo primo 33 giri omonimo, Ornella Vanoni, il quale occupa sul lato A del disco il repertorio delle canzoni della mala e sul lato B brani del suo nuovo stile artistico. Dal disco venne estratto come nuovo singolo il brano Cercami,[19] idealmente rivolto a Paoli, che venne presentato in ottobre a Canzonissima 1961 ottenendo un ottimo successo commerciale – circa 100 000 copie vendute[20] – e contribuì a consacrare la cantante come una delle voci più espressive, sofisticate e riconoscibili del panorama musicale italiano.[21]
Parallelamente alla musica, la Vanoni continuò l'attività teatrale. Nello stesso anno vinse il premio San Genesio come migliore attrice per la sua interpretazione ne L’idiota di Marcel Achard; due anni dopo, ricevette nuovamente il premio per la performance in La fidanzata del bersagliere di Edoardo Anton.[22] Sempre nel 1961, affrontò per la prima volta il cinema interpretando la vestale Tarpeia nel peplum Romolo e Remo di Sergio Corbucci. Si trattò di un’apparizione episodica, così come quella dell’anno successivo nel melodramma storico Col ferro e col fuoco di Fernando Cerchio, tratto da Henryk Sienkiewicz.[20]
Sul finire del 1962, Ornella Vanoni pubblicò il singolo Anche se, scritto sempre da Paoli il quale aveva già inciso il pezzo qualche mese prima nel suo album Le cose dell'amore. La versione della Vanoni, impreziosita dall’arrangiamento di Ennio Morricone, ottenne un buon successo di vendita. Sulla scia di questo risultato, la Dischi Ricordi pensò di lanciare Ornella Vanoni al Festival di Sanremo del 1963, con il brano Ricorda, firmato da Mogol (all'epoca suo produttore) insieme a Carlo Donida. La cantante, però, rifiutò la proposta e il brano venne quindi affidato a Milva, che al Festival si classificò al quinto posto. Nonostante la sua rinuncia, la Vanoni incise ugualmente Ricorda: la registrazione uscì nel marzo 1963 come lato B del singolo C'eri anche tu. In estate venne pubblicato il brano Coccodrillo, che riceve un discreto successo di vendita, a cui farà seguito Che cosa c'è, sempre di Gino Paoli.[23]
Nello stesso anno comparve nel musicarello Canzoni in... bikini[24] e in autunno sostituì Lea Massari nel ruolo di Rosetta nella riedizione della commedia musicale Rugantino di Garinei e Giovannini giungendo nel febbraio del 1964 a Broadway, al Teatro Mark Hellinger, dove per tre settimane si registrò il tutto esaurito.[25][26] Durante la preparazione del suo ruolo, la Vanoni incise alcuni brani della commedia, come Roma nun fà la stupida stasera, È l'omo mio e Na botta e via. Queste registrazioni, insieme ai successi incisi nell'arco dell'intero anno, vennero inserite nel secondo album dell'interprete milanese, dal titolo Le canzoni di Ornella Vanoni, sempre del 1963.
Nel 1964, Ornella Vanoni visse un anno particolarmente intenso, diviso tra teatro e musica. Pubblicò diversi singoli, tra cui Siamo pagliacci e Poco sole; proprio con quest'ultimo partecipò alla prima edizione del Disco per l'estate dove arrivò in finale e il brano divenne anche una delle canzoni del film musicarello I ragazzi dell'Hully Gully. La vera consacrazione arrivò però in settembre: Ornella Vanoni vinse il Festival di Napoli interpretando Tu sì 'na cosa grande, in coppia con Domenico Modugno e ottenne anche il secondo posto con Ammore mio, questa volta in coppia con Nunzio Gallo. Il successo fu determinante: per la prima volta la Vanoni non veniva più percepita soltanto come interprete sofisticata o attrice-cantante, ma come protagonista della scena musicale nazionale.[27]

Nello stesso anno il regista Carlo Lizzani le offrì la prima vera occasione da attrice nel film Amori pericolosi, affidandole un episodio nel quale interpreta il ruolo di una prostituta, mettendo in mostra un’intensità drammatica che richiama le atmosfere delle sue "canzoni della mala". La critica notò ancora una volta le sue qualità espressive, ma proprio questa esperienza contribuì a chiarire definitivamente la direzione che desiderava dare alla propria carriera.
Dopo alcuni anni trascorsi oscillando tra palcoscenico teatrale, cinema e musica, la Vanoni maturò infatti una scelta precisa: dedicarsi principalmente al mondo della canzone.[20] A sancire questa svolta fu la pubblicazione, verso la fine del 1964, di Non dirmi niente, adattamento italiano del brano Don't Make Me Over di Burt Bacharach, reso celebre, nel 1962, da Dionne Warwick.
L'esordio a Sanremo e Studio Uno
[modifica | modifica wikitesto]Conclusa la prima fase divisa tra teatro e cinema, nel 1965 Ornella Vanoni decise di presentarsi per la prima volta al Festival di Sanremo, portando in gara il brano Abbracciami forte, interpretato in coppia con Udo Jürgens e scritto da Mogol insieme a Carlo Donida. La sua prima esperienza sanremese fu tutt'altro che semplice: in quei giorni la cantante era impegnata a teatro con Rugantino in Sardegna e dovette raggiungere Sanremo in condizioni difficili, a causa di una violenta nevicata che rallentò gli spostamenti. Nonostante le difficoltà riuscì comunque ad arrivare in tempo al Salone delle feste del Casinò per esibirsi.[28]
Abbracciami forte giunse in finale, ma non convinse pienamente la stessa Vanoni: negli anni lo avrebbe spesso indicato come uno dei meno riusciti del proprio repertorio, segno di un rapporto artistico piuttosto freddo con quella partecipazione.[29] Paradossalmente, però, il pubblico reagì in maniera positiva alla sua interpretazione: Abbracciami forte ottenne un buon successo commerciale, arrivando fino al 7° posto nelle classifiche di vendita,[30] contribuendo a consolidare la presenza della Vanoni nel panorama della musica leggera italiana.
Nello stesso periodo tornò a partecipare al Disco per l'estate con il brano Caldo, scritto da Pino Donaggio. La canzone, tuttavia, non riuscì a superare le fasi finali della competizione. Parallelamente venne pubblicato il suo terzo album, l'omonimo Caldo, un disco che raccoglieva i brani più rappresentativi del periodo, compreso il materiale legato alla sua recente esperienza sanremese. L’album ottenne un riscontro commerciale molto positivo, risultando il 16° disco più venduto del 1965.[31]
Nello stesso periodo, il brano Senza fine venne scelto per la colonna sonora del film Il volo della fenice, diretto da Robert Aldrich. Nel mercato internazionale la canzone venne inserita nell'interpretazione di Connie Francis, mentre nella distribuzione italiana venne utilizzata la versione originale cantata da Ornella Vanoni. La presenza del brano nel film contribuì a rilanciarne la diffusione oltre i confini nazionali. Senza fine conobbe una nuova stagione di popolarità e si affermò definitivamente come un successo internazionale.[32]
Nel 1966, Vanoni tornò al Festival di Sanremo, in coppia con Orietta Berti, presentando Io ti darò di più, scritta da Memo Remigi. Il brano si classificò al 6° posto della classifica finale (ex aequo con Mai mai mai Valentina, cantata da Giorgio Gaber e Pat Boone), ma ottenne un enorme successo commerciale, diventando la canzone più venduta della Vanoni negli anni sessanta. Il crescente successo spinse la Rai a sceglierla come protagonista del sabato sera nello storico varietà televisivo Studio Uno (dal 19 marzo al 16 aprile). Qui la cantante mostrò inattese doti di intrattenitrice,[33][34] presentando diversi brani del nuovo album Ornella, tra cui Finalmente libera, Io no e la sigla Tutta la gente del mondo. Grazie alla forte esposizione televisiva, il disco raggiunse il 4º posto tra i più venduti del 1966.[35] Nello stesso periodo la sua popolarità iniziò a estendersi anche all'estero, con apparizioni nella televisione francese e spagnola.
Dai suoni internazionali all'omaggio ai cantautori
[modifica | modifica wikitesto]Sul finire dell'anno la cantante lasciò la Dischi Ricordi per passare alla Ariston Records. Nel 1967 tornò per la terza volta al Festival di Sanremo con La musica è finita, raffinatissimo brano scritto da Franco Califano, Nisa e Umberto Bindi, presentato alla kermesse canora in coppia con Mario Guarnera. La canzone si piazzò al 4° posto della classifica finale diventando uno dei brani più rappresentativi della sua carriera. In questo periodo alcuni suoi pezzi divennero sigle radio-televisive, tra cui Ti saluto ragazzo (sigla della terza edizione del programma radiofonico Gran varietà) e Cordialmente (sigla dell'omonimo programma televisivo condotto da Enza Sampò).
Nell'autunno del 1967 partecipò alla gara televisiva Partitissima, legata alla Lotteria Italia, promuovendo il nuovo LP omonimo Ornella Vanoni, il primo inciso con la Ariston Records.[36] Tra i brani presentati figuravano Senza di te (colonna sonora del film Certo, certissimo, anzi... probabile di Marcello Fondato), una personale versione di Un'ora sola ti vorrei, la beat Il mio posto qual è e soprattutto Tristezza, per favore va' via, uno dei suoi brani più rappresentativi, adattamento di Tristeza di Haroldo Lobo e Niltinho. Questa incisione segnò l’apertura della cantante verso sonorità internazionali, in particolare brasiliane.[37] L’album entrò in classifica nel 1968, risultando il 23° disco più venduto dell'anno.[38]
Il 1968 si aprì con un’altra presenza al Festival di Sanremo[39] con Casa bianca, brano scritto da Don Backy e composto da Eligio La Valle e presentato in gara in abbinamento con l'allora emergente Marisa Sannia. Casa bianca arrivò seconda con 255 voti; la versione della Vanoni riuscì ad entrare nella Top 10 dei singoli più venduti,[40] ma sarà la versione della Sannia ad avere un maggior riscontro nelle classifiche, con circa 320 000 unità vendute.

Dopo l'esperienza sanremese e una serie di singoli meno fortunati, la cantante scelse di cambiare prospettiva, decidendo di valorizzare la propria sensibilità interpretativa dedicando un disco ai grandi autori della canzone. Fu così che nell'autunno del 1968 uscì il disco Ai miei amici cantautori, nel quale la Vanoni interpretò alcuni brani di importanti autori italiani e internazionali, come Luigi Tenco (Mi sono innamorata di te), Domenico Modugno (Resta cu'mme), Bruno Lauzi (Ritornerai), Jacques Brel (Ne me quitte pas), Gilbert Bécaud (Le mur), John Lennon e Paul McCartney (Yesterday). Il disco ottenne uno strepitoso successo commerciale con una permanenza complessiva di 47 settimane in classifica, risultando il 9° album più venduto del 1969.[41] Il grande successo venne confermato nel 1970 con un secondo volume Io sì - Ai miei amici cantautori n.2, nel quale l'interprete si cimentò in canzoni di Édith Piaf (La vie en rose), Gino Paoli (Se Dio ti dà), Charles Trenet (Que reste-t-il de nos amours?) e ancora Tenco, Lauzi e Modugno.
Con questi due lavori la Vanoni completò la propria trasformazione artistica: da interprete leggera di successo a raffinata interprete d’autore, riconosciuta come una delle voci più colte ed eleganti della canzone italiana.
Nel 1969 inaugurò una nuova fase della propria carriera con la pubblicazione del singolo Una ragione di più, composto da Mino Reitano e Franco Reitano. Il brano rappresentò un passaggio importante: per la prima volta la Vanoni partecipò in maniera diretta alla scrittura del testo, insieme a Luciano Beretta e Franco Califano, affermandosi non solo come interprete elegante ma anche come autrice consapevole del proprio repertorio.[42] Una ragione di più ottenne un notevole successo di pubblico e critica, rafforzando la sua posizione tra le voci più rappresentative della musica leggera italiana e segnando definitivamente il passaggio verso una maturità artistica più personale e autonoma.[43]
Gli anni settanta
[modifica | modifica wikitesto]I trionfi musicali e le tourneé internazionali
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1970 la carriera di Ornella Vanoni attraversò una fase decisiva: all'inizio dell'anno tornò sul palco del Festival di Sanremo in coppia con I Camaleonti, presentando il brano Eternità, scritto da Giancarlo Bigazzi e Claudio Cavallaro. La canzone si classificò al 4° posto, ma ottenne un riscontro commerciale più che positivo.[39] Nella primavera dello stesso anno divenne protagonista assoluta dello show televisivo Io ci provo, affiancata dall'attore Paolo Ferrari. Il programma ospitò personaggi di grande prestigio, tra cui Milva, Gino Cervi, Irene Papas e Giorgio Albertazzi, dando l'opportunità all'interprete di alternare recitazione e canto, passando con naturalezza dal repertorio teatrale alle nuove sonorità pop.[44] La sigla finale del programma, Mi piaci, mi piaci..., segnò la sua seconda prova come autrice e ottenne un discreto successo di vendite, contribuendo a consolidare la sua immagine di artista completa.[45]
La vera svolta, però, arrivò nell'autunno 1970 con la sua partecipazione alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia con il brano L'appuntamento. Il brano è la versione italiana, curata da Bruno Lauzi, di Sentado a beira do caminho, composto dai brasiliani Erasmo Carlos e Roberto Carlos. La canzone vinse la prestigiosa Gondola d'oro[46] e ottenne un immediato successo: raggiunse il 2° posto della hit parade superando le 600 000 unità vendute,[47] diventando così il maggior successo commerciale nella carriera dell'interprete milanese.[48]
La canzone entrò rapidamente nell'immaginario collettivo italiano grazie anche alla massiva diffusione radiofonica (il brano fu scelto sigla del programma radiofonico Gran varietà) e al suo utilizzo come tema musicale in cinema e televisione. Il brano comparve nel film Tony Arzenta[49] di Duccio Tessari del 1973 e Ocean's Twelve di Steven Soderbergh del 2004, contribuendo alla sua popolarità internazionale.

Con L'appuntamento la figura di Ornella Vanoni entrò definitivamente nell'olimpo della musica leggera italiana.[50] Da quel momento iniziò una fase di intensa partecipazione a programmi televisivi e manifestazioni canore. Nel 1971 fece un breve ritorno alla recitazione, interpretando la Sniza nella riedizione dello sceneggiato televisivo Il mulino del Po, per la regia di Sandro Bolchi.[51]
Nel mese di febbraio registrò al Teatro Lirico di Milano il suo primo album dal vivo, ..Ah! l'amore l'amore quante cose fa fare l'amore... Si trattava di un recital in cui la cantante riproponeva alcuni dei brani più significativi del suo repertorio, dalle "canzoni della mala" alla "canzone d’autore", consolidando ulteriormente la sua reputazione di interprete raffinata. Il mese successivo portò lo spettacolo all'Olympia di Parigi, dove inizialmente il pubblico francese contestò la sua interpretazione del brano Albergo a ore, celebre pezzo di Édith Piaf, considerandola insolita rispetto alla versione originale. Tuttavia, la Vanoni riuscì rapidamente a conquistare gli spettatori, ottenendo alla fine della serata una lunga standing ovation.[52]
Nel settembre 1971 tornò alla Mostra internazionale di musica leggera con Domani è un altro giorno, adattamento italiano scritto da Giorgio Calabrese del brano The Wonders You Perform della cantante country Tammy Wynette. La canzone replicò il grande successo ottenuto l’anno precedente con L'appuntamento, diventando uno dei brani simbolo della sua carriera. Domani è un altro giorno vendette oltre mezzo milione di copie, raggiungendo il 3° posto nelle classifiche di vendita nel mese di dicembre.[53] Il brano fu scelto l'anno successivo come colonna sonora del film La prima notte di quiete di Valerio Zurlini.[54]
Nell'ottobre dello stesso anno partecipò a Canzonissima, presentando Domani è un altro giorno, L'appuntamento e arrivando in finale con l'inedito Il tempo d'impazzire, scritto sempre da Giorgio Calabrese e Anselmo Genovese (con lo pseudonimo di Andracco). Pur classificandosi all’ultimo posto nella finale del 6 gennaio 1972, il brano si rivelò uno dei più venduti della manifestazione.
Nella primavera del 1972 pubblicò l’album Un gioco senza età, caratterizzato da numerose cover di successi internazionali, tra cui Imagine, Bridge Over Troubled Water, First of May e la title track cover del brano White Mountain dei Genesis. Proprio il chitarrista della band, Steve Hackett, riconobbe in seguito il ruolo dell’interpretazione della Vanoni nel favorire la diffusione del gruppo in Italia. Hackett ha poi sottolineato: «È lei che è stata a spianarci la strada».[55] L'album ottenne un ottimo successo commerciale, raggiungendo il 6° posto nelle classifiche di vendita.[56]
Nello stesso anno partecipò per la terza volta al Disco per l'estate con il brano Che barba amore mio, scritto da Vito Pallavicini e Giorgio Conte, classificandosi quinta. Il lato B del singolo, Il mio mondo d'amore, firmato da Mogol e Oscar Prudente, venne invece promosso al Festivalbar 1972.
In autunno prese parte nuovamente alla Mostra internazionale di musica leggera con Io, una donna, arrangiata dal futuro premio Oscar Bill Conti. Il lato B, E così per non morire, acquisì nel tempo maggiore notorietà rispetto al brano principale. 4 anni dopo l'uscita del singolo, Conti riutilizzò senza permesso la melodia finale di E così per non morire per comporre Going the Distance, celebre tema del film Rocky. La questione si risolse con un accordo tra le parti e il riconoscimento dell’autrice Elide Suligoj nei crediti successivi della saga.[57]
Nello stesso periodo incise il brano Parla più piano, versione italiana di Speak Softly Love, colonna sonora de Il padrino,[58] che raggiunse la Top 10 dei 45 giri più venduti nel mese di ottobre.[59] Sul lato B figurava Quei giorni insieme a te di Riz Ortolani,[49] colonna sonora del film Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci.
All'inizio del 1973, il regista Antonello Falqui riportò Ornella Vanoni in televisione affiancata da Walter Chiari con il varietà del sabato sera L'appuntamento. La sigla finale del programma, Ma come ho fatto, ottenne un buon successo commerciale.

Nel mese di marzo Ornella Vanoni pubblicò l'album Dettagli, uno dei lavori più significativi della sua carriera. Dal disco venne estratto come singolo Pazza d'amore, sigla della 28ª edizione del programma radiofonico Gran varietà. Sul lato B del 45 giri venne invece pubblicato un brano destinato a lasciare un segno più profondo: Dettagli, versione italiana di Detalhes, composta da Roberto Carlos ed Erasmo Carlos con adattamento italiano firmato ancora una volta da Bruno Lauzi.[60] La canzone, dal forte impatto emotivo e costruita sul tema della memoria sentimentale e degli amori passati, conquistò rapidamente il pubblico, superando il successo del lato A e diventando uno dei brani simbolo dell'estate 1973. Il prestigio della versione originale brasiliana è confermato anche a livello internazionale, piazzandosi all'ottavo posto nella classifica delle migliori canzoni brasiliane di tutti i tempi stilata da Rolling Stone, edizione del Brasile nel 2009.[61][62] L'album Dettagli ottenne dei risultati clamorosi, sfiorando il milione di copie vendute e si collocò tra i dieci dischi più venduti dell'anno in Italia,[63] consolidando definitivamente la posizione della Vanoni nel panorama musicale.
Nell’autunno dello stesso anno uscì Ornella Vanoni e altre storie, progetto discografico caratterizzato da adattamenti in italiano di successi internazionali. Tra i brani più rilevanti figurano Mi fa morire cantando (Killing Me Softly with his Song), Se non è per amore (Por amor) e soprattutto Sto male, cover di Je suis malade, scritta e interpretata da Serge Lama e portata al successo in Francia da Dalida. Proprio Sto male venne presentata alla Mostra internazionale di musica leggera, contribuendo alla visibilità del progetto. L'album replicò il successo di Dettagli, registrando circa mezzo milione di unità vendute.
In questi anni, inoltre, la Vanoni diventa volto pubblicitario della Martini, rafforzando ulteriormente la sua popolarità.
La fondazione della Vanilla e la maturità artistica
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Nel 1974 pubblicò l'album Quei giorni insieme a te, ultimo lavoro realizzato per la Ariston Records. Spinta dal desiderio di maggiore libertà creativa e dalla volontà di promuovere nuovi talenti, Ornella Vanoni fondò, nello stesso anno, una propria etichetta discografica: Vanilla.[64]
Il primo album pubblicato sotto la neonata etichetta fu A un certo punto..., da cui venne estratto il singolo estivo Stupidi, scritto da Shel Shapiro e Andrea Lo Vecchio. Questo disco segnò l'inizio della collaborazione con il paroliere Sergio Bardotti, il quale curò l'adattamento italiano dei brani L'apprendista poeta e La gente e me. Tra gli autori figurarono inoltre Ron (Prime ore del mattino), Corrado Castellari (Il Milano-Roma e La tana degli artisti) e uno sconosciuto Renato Zero (Dipende) La stessa Vanoni contribuì come autrice ai brani Fammi andare via e Il continente delle cose amate, confermando la sua crescente autonomia artistica. Il disco, presentato alla Mostra internazionale di musica leggera, diventò un enorme successo commerciale, superando le 600 000 copie vendute e rientrando ancora una volta nella Top 10 degli album più venduti dell'anno.[65]
Alla fine del 1974 pubblicò La voglia di sognare, un lavoro particolarmente ricco e raffinato, con contributi di grandi firme della canzone italiana: da Bruno Lauzi (Alibi) a Paolo Limiti (Guardo, guardo e guardo), da Riccardo Cocciante (Canto popolare) a Lucio Dalla (Un mondo di più). Il disco ottenne un eccellente riscontro di pubblico e critica, vincendo il premio della Critica Discografica come miglior album dell’anno. Dal 33 giri venne estratto il singolo La voglia di sognare, raffinato brano scritto da Carla Vistarini e Luigi Lopez, scelto come sigla finale della 32ª edizione di Gran varietà.
L'album venne promosso, inoltre, nel programma televisivo Fatti e fattacci, condotto dalla stessa Vanoni accanto a Gigi Proietti: un varietà itinerante ambientato nelle piazze italiane, che ottenne il prestigioso riconoscimento internazionale della Rosa d'oro di Montreux l'anno successivo.[66]

Sempre nel 1975, Ornella Vanoni pubblico il disco Uomo mio bambino mio, da cui venne tratto l'omonimo singolo. Al brano partecipò, seppur non accreditata, Mia Martini come seconda voce. Il secondo singolo estratto, Non sai fare l'amore, scritto da Paolo Limiti, suscitò scalpore e venne censurato dalla Rai per i suoi contenuti audaci. Questo episodio inaugurò una nuova fase artistica per la Vanoni, caratterizzata da una maggiore libertà espressiva e da una più esplicita componente sensuale.[67]
La voglia, la pazzia e la svolta sexy
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1976 realizzò con Sergio Bardotti, Vinícius de Moraes e Toquinho l'album La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria,[68] un progetto che univa la canzone d’autore italiana alla tradizione brasiliana della bossa nova. L’opera fu accolta positivamente dalla critica sin dalla pubblicazione.[69]
Nel 1977 accettò di posare nuda nella copertina del mese di gennaio dell'edizione italiana della rivista Playboy, richiedendo in cambio un’opera d’arte dell’artista Arnaldo Pomodoro.[70][71] Successivamente incise con i New Trolls il doppio album Io dentro/Io fuori, un progetto caratterizzato da un’impostazione sperimentale che univa elementi pop, soul e arrangiamenti complessi, valorizzati dagli incastri vocali tra l’interprete e la band genovese. Il lavoro, considerato atipico nella discografia della cantante, alterna una parte più introspettiva (Io dentro) a una più energica e influenzata dalle sonorità dell’epoca (Io fuori). Accanto ai brani originali, l’album include due adattamenti da Chico Buarque curati da Sergio Bardotti e una versione di Quale allegria di Lucio Dalla, confermando l’interesse della Vanoni per la canzone d’autore e per il repertorio brasiliano. Nonostante un’accoglienza critica inizialmente tiepida, il progetto fu valorizzato dalle successive esibizioni teatrali che videro la cantante e il gruppo genovese impegnati in una tournée di successo.[72]
Nel 1978 uscì l’album Vanoni, caratterizzato da sonorità più moderne e dal singolo Vorrei darti.[senza fonte]
Nel 1979 avviò la serie Oggi le canto così, composta da quattro LP pubblicati fino al 1982, nei quali reinterpretò brani del proprio repertorio e di autori, come Gino Paoli e Luigi Tenco.[senza fonte] Nello stesso periodo apparve nello show Due come noi, insieme con Pino Caruso.[73]
Il vero ruolo cinematografico della maturità arrivò solo alla fine del decennio, quando Ugo Tognazzi la scelse come protagonista de I viaggiatori della sera: nel personaggio di Nichi, donna innamorata ma costretta - insieme al marito - in un futuro distopico che conduce gli anziani verso un lento annientamento, la Vanoni affrontò un ruolo drammatico di grande intensità emotiva, considerato una delle sue prove d’attrice più riuscite.[20]
Anni ottanta: Vanoni cantautrice, grandi collaborazioni e il jazz
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni ottanta Vanoni proseguì la carriera con una produzione discografica più autonoma e passò alla CGD. In questo periodo, oltre a collaborare alla produzione con Sergio Bardotti, scrisse personalmente alcuni brani, tra cui Ricetta di donna, Per un'amica e Questa notte c'è. Adottò inoltre una nuova formula di lavoro, supportata da Bardotti e da Maurizio Fabrizio, che rimase costante anche negli album successivi.[64]
Nel 1980 pubblicò l'album Ricetta di donna, che comprendeva collaborazioni con Michele Zarrillo, Fabrizio De André e Paolo Conte. Vanoni scrisse il brano che dà il titolo all'album.[74]
Nel 1981 pubblicò Duemilatrecentouno parole, scrivendo sei brani, tra cui Musica musica e Vai, Valentina, e collaborando con Gino Paoli e Pierangelo Bertoli. L'album raggiunse il sesto posto nella classifica delle vendite. Per questo lavoro, il Club Tenco le conferì due riconoscimenti: il Premio Tenco come operatore culturale e come miglior cantautore, risultando la prima donna a ricevere entrambi i premi.[75]
Nel 1983 pubblicò Uomini, un album incentrato sul tema maschile, con contributi strumentali di Lucio Dalla, Toquinho e Gerry Mulligan e testi di Giorgio Conte. Il disco ricevette la Targa Tenco come migliore interprete.[76] Nello stesso anno partecipò alla Mostra internazionale di musica leggera, accompagnata da Mulligan, eseguendo alcuni brani dell'ultimo disco.
Nel 1984 fu ospite fissa del programma televisivo Risatissima, trasmesso da Canale 5 e condotto da Milly Carlucci.[77]

Nel 1985 intraprese con Gino Paoli una tournée di grande successo, dalla quale venne tratto il doppio album dal vivo Insieme, pubblicato nello stesso anno dalla CGD Messaggerie Musicali.[78] Nello stesso anno recitò nello spettacolo di prosa Commedia d'amore, accanto a Giorgio Albertazzi e partecipò al concerto benefico "Italy for Italy", organizzato in favore delle vittime del disastro della Val di Stava e della Val di Fiemme, interpretando Poesia, in duetto con Patty Pravo.[79]
Nel 1986 incise negli Stati Uniti il doppio album Ornella &..., reinterpretando classici della canzone italiana in chiave jazz con la collaborazione di importanti musicisti internazionali, come George Benson, Michael Brecker, Randy Brecker, Ron Carter, Eliane Elias, Gil Evans, Steve Gadd, Herbie Hancock, Chris Hunter, Lee Konitz e Herbie Mann. L’album venne pubblicato originariamente per l’etichetta Nar International/Warner Music Italy.[80]
Nel 1987 pubblicò l’album O, registrato a Londra con la collaborazione di Ivano Fossati e del produttore Greg Walsh; l'album fu accompagnato da una tournée solista.[81]
Nel 1989 tornò al Festival di Sanremo con il brano Io come farò, composta per lei ancora da Gino Paoli.[39] Nello stesso anno pubblicò l’album Il giro del mio mondo, quasi interamente scritto da Paoli e Bardotti, ad eccezione del brano Isola di Teresa De Sio. [senza fonte] Il 28 aprile partecipò, con Paoli, alla quarta puntata di Serata d'onore, condotta da Pippo Baudo su Rai Due a Montecatini Terme. [senza fonte]
Anni novanta: sperimentazioni musicali, collaborazioni e ritorni a Sanremo
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1990 uscì l'album Quante storie, composto da nove tracce, tra cui brani scritti da Stefano De Sando e Mariella Nava, e una reinterpretazione di La costruzione di un amore di Ivano Fossati.[82]
Nel 1992 seguì Stella nascente, primo album prodotto da Mario Lavezzi, con testi firmati in parte dalla stessa Vanoni e collaborazioni con Mogol e Grazia Di Michele.[83] L'album fu certificato Disco d'oro dalla FIMI per le vendite.[84]
Nel 1995 pubblicò Sheherazade, un progetto dedicato alla figura letteraria di Shahrazād. Il disco, prodotto da Lavezzi, includeva brani scritti da Vanoni e collaborazioni con Mogol, Grazia Di Michele, Gerry Mulligan e il trombettista Paolo Fresu.[85] Rossetto e cioccolato, scritto dalla stessa Vanoni, divenne uno dei brani più noti del suo repertorio, come riportato anche dalla critica musicale.[86]
Nel 1996 Vanoni avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo con il brano Bello amore, ma la melodia fu diffusa in precedenza in un programma radiofonico, in violazione del regolamento del Festival.[87]
Nel 1997 Vanoni pubblicò l'album Argilla, registrato di nuovo in collaborazione con Fresu. L'album era caratterizzato da contaminazioni jazz e musica brasiliana e includeva reinterpretazioni di standard internazionali.[88]
Nel 1999 partecipò al Festival di Sanremo, duettando con Enzo Gragnaniello nel brano Alberi, classificatosi quarto.[39] Alberi fu successivamente inserita nell'album dal vivo ...Adesso (1998), registrato durante la tournée di Argilla, che includeva anche Isola, testo di Samuele Bersani su musica di Ryūichi Sakamoto.
Anni duemila: collaborazioni, reinterpretazioni e riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2000 collaborò con il gruppo Delta V interpretando il brano L'infinito e partecipò al tour estivo Per la bellezza, che toccò sedi storiche, come il Teatro romano di Verona e lo Sferisterio di Macerata.[89]
Nel 2001 incise due album di cover prodotti da Lavezzi, Un panino una birra e poi... e E poi... la tua bocca da baciare, reinterpretando grandi successi italiani degli anni sessanta e settanta.[90] Questi album ottennero rispettivamente il Disco di platino e il Disco d'oro.[senza fonte]
Nel 2002 pubblicò l'album Sogni proibiti, dedicato alle canzoni di Burt Bacharach.
Nel 2003 uscì Noi, le donne noi, raccolta di brani dedicati alle donne, con alcuni commenti recitati dalla stessa Vanoni.[91] L'inedito Noi, le donne noi, fu utilizzato come sigla finale della fiction Il bello delle donne, cantata insieme all'attrice Nancy Brilli.[92]
Nel 2004 la sua canzone Rossetto e cioccolato, fu inclusa nella colonna sonora del film Le conseguenze dell'amore, diretto da Paolo Sorrentino.[93] Inoltre preparò, con Gino Paoli, un nuovo album di inediti, Ti ricordi? No non mi ricordo;[94] un concerto‑evento all'Auditorium Parco della Musica di Roma fu realizzato per celebrare il loro compleanno – con data iniziale vicina ai loro 70 anni – fece da preludio all’uscita del disco.[95]
Nel 2005 iniziò un tour con Paoli, da cui furono tratti il doppio CD e DVD VanoniPaoli Live. Nello stesso anno ricevettero il "Riccio d'argento" di Fatti di Musica come miglior concerto teatrale dell'anno.[96]
Nel gennaio 2006 le fu assegnato il "Telegatto di platino alla carriera" durante la 22ª edizione del Gran Premio Internazionale dello Spettacolo.[97]
Nel 2007 pubblicò l’album di inediti Una bellissima ragazza, realizzato con Lavezzi e Pacifico e con la partecipazione di Renato Zero, Ron, Grazia Di Michele, Paolo Fresu e Mario Biondi. L’album ottenne il premio Lunezia per il valore musicale-letterario nella categoria "Pop d'autore".[98]
Nel 2008 uscì Più di me, album di duetti prodotto da Celso Valli con la supervisione vocale di Lavezzi. Fu anticipato dal singolo Solo un volo, in duetto con Eros Ramazzotti; l’altro inedito fu Amiche mai, realizzato con Mina. Il disco incluse inoltre nove brani del repertorio della cantante reinterpretati insieme ad altri artisti italiani, tra cui i Pooh, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Carmen Consoli e Giusy Ferreri. Il 18 ottobre tenne un concerto in piazza del Duomo a Milano per i cinquant’anni di carriera, nell’ambito del Festival MITO Settembre Musica; il 20 dicembre partecipò a una serata celebrativa trasmessa da Rai Uno.[99]
Nel 2009 uscì Più di te, prodotto da Lavezzi e Celso Valli, dedicato al mondo dei cantautori, con duetti con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Mario Lavezzi, Samuele Bersani, Pino Daniele, Ron e Gianna Nannini, ottenendo il Disco d’oro.[100]
Anni duemiladieci: nuovi progetti tra jazz, collaborazioni e rilanci teatrali e televisivi
[modifica | modifica wikitesto]Il 5 ottobre 2010 pubblicò per Sony Music il doppio album dal vivo Live al Blue Note, registrato durante i quattro concerti tenuti al Blue Note di Milano nel dicembre dell'anno precedente. Il disco documentò le esibizioni live della Vanoni, con brani del suo repertorio riarrangiati in chiave jazz, pezzi legati alla musica brasiliana, reinterpretazioni di standard jazz e cover di autori italiani contemporanei già presenti nel precedente album.[101] Il 26 ottobre collaborò con i Neri per Caso nell'album Donne, interpretando Io che amo solo te di Sergio Endrigo.[102]
Il 5 settembre 2011, nel corso della quinta edizione del MITO SettembreMusica, festival musicale organizzato in collaborazione dalle città di Torino e Milano, si esibì con Peppe Servillo al Piccolo Teatro Strehler di Milano in un recital dedicato alle "canzoni della mala”.[103] Nello stesso anno incise con Roberto Vecchioni una nuova versione del brano Dentro gli occhi[104] e partecipò come giudice al talent show di Rai 2 Star Academy.[105]
Nel 2012 partecipò a un duetto virtuale con Kaitī Garbī nella canzone Buona vita e ricevette il Premio Faraglioni a Capri. Collaborò inoltre con Sal Da Vinci nel brano Senza un motivo, incluso nell'album È così che gira il mondo.

L'11 marzo 2013 fu presentato al Piccolo Teatro di Milano il docufilm Ornella Vanoni. Ricetta di donna, diretto da Alexandra della Porta Rodiani.
Il 10 settembre 2013 pubblicò l'album Meticci (Io mi fermo qui), prodotto da Mario Lavezzi, con collaborazioni di Nada e Franco Battiato.
Il 16 ottobre 2013 partecipò al quarto volume del progetto Capo Verde, terra d'amore con il brano La parola (È preciso perdoar) insieme a Gino Paoli. Il 4 marzo 2014 si esibì al concerto in memoria di Lucio Dalla con Chiara Galiazzo.
Nel 2014 partecipò al serale di Amici di Maria De Filippi.[106] Il 22 settembre compì 80 anni e, il giorno seguente, uscì il triplo cofanetto antologico Più di me più di te più di tutto, un viaggio attraverso i momenti più significativi della sua lunga carriera discografica. Il box raccolse due album già editi — Più di me (brani del suo repertorio e due inediti, proposti in duetto con alcuni tra i maggiori artisti italiani) e Più di te (grandi classici della canzone italiana reinterpretati dalla Vanoni, con collaborazioni) — ai quali si aggiunse Più di tutto, una nuova selezione dei suoi successi più rappresentativi. Dopo aver riempito, nei mesi precedenti, i teatri italiani, da fine ottobre tornò sul palco con Un filo di trucco un filo di tacco... l'ultimo tour, annunciato come la sua tournée finale. Le date previste alternarono concerto e recital, in uno spettacolo che unì musica e teatro, nel quale l’artista interpretò brani dall’album Meticci (Io mi fermo qui), insieme ai suoi grandi classici e ad alcune cover.[107]
Nel 2015 apparve nel film Ma che bella sorpresa di Alessandro Genovesi, nel ruolo della madre del protagonista.[20] In settembre partecipò al tributo Momenti di jazz, dedicato a Sergio Endrigo e, a dicembre, ricevette il premio Elsa Morante Musica alla Carriera.
Tra il 2015 e il 2016 fu in tour con lo spettacolo acustico Free soul.[108]
Nel 2016 duettò con i Ghost nel brano Hai una vita ancora, incluso nell’album Il senso della vita.[109][110] Nello stesso periodo presentò due serate del progetto L'arte e l'incontro, con Paolo Fresu.
Il 28 ottobre 2017 aprì la stagione del Piccolo Teatro di Milano con lo spettacolo Sono nata qui. Ornella Vanoni in concerto, trasmesso su Sky Arte il 30 dicembre.
Nel dicembre 2017 venne annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2018 con Bungaro e Pacifico nel brano Imparare ad amarsi,[111] classificandosi al quinto posto e ottenendo il "premio Sergio Endrigo" per la migliore interpretazione.[112]
Il 9 febbraio 2018 pubblicò l'album antologico Un pugno di stelle, contenente 58 brani tra successi, duetti e cover.
Tra il 2018 e il 2019 portò in scena lo spettacolo La mia storia tour. Nel 2019 partecipò come coach alla seconda edizione di Ora o mai più, vincendo l’edizione, ed entrò nella giuria di Amici Celebrities. Il 1º dicembre 2019 fu protagonista del programma In arte... Ornella Vanoni su Rai 3.
Anni duemilaventi: collaborazioni, riconoscimenti e ultime apparizioni artistiche
[modifica | modifica wikitesto]Il 6 febbraio 2020, durante il Festival di Sanremo 2020, accompagnò Alberto Urso eseguendo La voce del silenzio:[39] quella fu l'ultima sua apparizione al Teatro Ariston. Nello stesso anno partecipò al supergruppo Italian Allstars 4 Life per la realizzazione della versione corale di Ma il cielo è sempre blu di Rino Gaetano, destinata a sostenere la Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto “Il tempo della gentilezza”. Pubblicò inoltre una versione jazz di Domani è un altro giorno, con Paolo Fresu e Rita Marcotulli.
Il 4 agosto 2020 venne diffusa la nuova versione di Crêuza de mä, interpretata da diciotto artisti italiani — tra cui Vanoni, Mina, Zucchero, Diodato, Gianna Nannini, Mauro Pagani, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Vittorio De Scalzi, Jack Savoretti, Antonella Ruggiero, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Giuliano Sangiorgi e Cristiano De André — per la cerimonia inaugurale del "Viadotto Genova San Giorgio", su progetto di Dori Ghezzi. Nello stesso periodo firmò un contratto con BMG Rights Management e annunciò un nuovo album di inediti.
L’8 gennaio 2021 uscì il singolo Un sorriso dentro al pianto, seguito il 29 gennaio dall'album Unica, che debuttò alla 3ª posizione della classifica FIMI e alla 2ª tra i vinili. L’album conteneva undici brani con contributi di Pacifico, Renato Zero, Giuliano Sangiorgi e Francesco Gabbani, oltre a duetti con Carmen Consoli (Carezza d'autunno), Virginia Raffaele (Tu/me) e Fabio Ilacqua (La mia parte). Il 26 febbraio 2021 uscì Carezza d'autunno e il 6 marzo Vanoni fu ospite d’onore della serata finale del 71º Festival di Sanremo. Il 26 marzo pubblicò Isole viaggianti. Comparve inoltre come guest star nella quarta puntata di La Compagnia del Cigno, diretta da Ivan Cotroneo.
A luglio 2021 pubblicò la hit estiva Toy Boy con Colapesce e Dimartino, con videoclip diretto da Luca Guadagnino, e il 31 luglio ricevette il “Power HitStory alla carriera” durante Power Hits Estate 2021 all'Arena di Verona.
Il 10 settembre 2021 venne presentato alle “Giornate degli autori” della 78ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il documentario Senza fine, diretto da Elisa Fuksas e prodotto da Tenderstories, per il quale l’artista ricevette il Soundtrack Stars Award. Il film uscì nelle sale italiane il 24 febbraio, preceduto da anteprime selezionate. Il 1º ottobre uscì il singolo Tu/Me con Virginia Raffaele, scelto come colonna sonora della serie LunaPark di Netflix. Il 26 novembre venne pubblicata la riedizione Unica Celebration Limited Edition 2022.[113]
Ancora con Genovesi in 7 donne e un mistero, interpretò la nonna Rachele, figura elegante e ironica che segnò il suo definitivo commiato dal cinema.[20]
Il 24 aprile 2022 ricevette il Premio Tenco Speciale, prima artista a cui venne attribuito, con motivazione elogiativa del suo ruolo di interprete e innovatrice del panorama musicale italiano. La cerimonia si svolse al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo durante l’evento Per te, Ornella. Serata di parole e musica, con la partecipazione di Fabio Valdemarin, Fabio Ilacqua e Mauro Pagani.[114]
Il 25 ottobre 2022, a seguito di una caduta, si fratturò il femore e rinviò il tour previsto per novembre.
L'11 febbraio 2023 tornò come ospite all’ultima serata del 73º Festival di Sanremo.
A partire dal 2024 fu tra gli ospiti ricorrenti del programma Che tempo che fa di Fabio Fazio sul canale Nove. Inoltre venne pubblicata una nuova versione del brano Ti voglio, interpretata con Elodie e Ditonellapiaga.[115] Il 27 settembre apparve nel docufilm ’O Festivàl su Rai 3, dedicato al Festival di Napoli.[116]
Le ultime apparizioni televisive sono avvenute, il 2 novembre 2025 nel programma Che tempo che fa[117] e una settimana dopo ad Amici di Maria De Filippi.[118]
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Ornella Vanoni è morta nella tarda serata del 21 novembre 2025 a 91 anni, nella sua casa di Milano, a seguito di un arresto cardiaco.[119]
La sua amica di una vita, Andrée Ruth Shammah, ha raccontato la loro ultima telefonata avvenuta il giorno del decesso della cantante: ”Erano le due, viaggiavo in macchina ed ero tranquilla, non come quando mi chiamava ed ero in prova o in riunione. Abbiamo potuto parlare con serenità. Ma quella telefonata mi rimane come una anticipazione, lei aveva una forma di tristezza. Le ho detto: sento la tua voce triste. E lei: ma cosa vuoi, che uno sia allegro a 91 anni? Era molto dolce. Le ho detto di venire presto a teatro, e lei: è faticoso, ho 91 anni.”[120]
La camera ardente è stata allestita due giorni dopo al Piccolo Teatro di Milano; il funerale è stato celebrato nella chiesa di San Marco nel quartiere Brera. Dopo l’omelia il trombettista Paolo Fresu ha eseguito L'appuntamento e un accenno di Senza fine, in conformità con le sue volontà.[121][122] È stata poi cremata, sempre come da sua volontà, e le ceneri sparse in mare.[123]
Tributi postumi
[modifica | modifica wikitesto]La terza edizione del SIAE Music Awards 2025, svoltasi a Milano il 22 novembre, nell'ambito della Milano Music Week 2025, è stata dedicata alla Vanoni. Durante la serata, artisti e autori, come Fiorella Mannoia, Mogol e Mario Lavezzi l'hanno ricordata sottolineando la sua eleganza, la libertà espressiva e la capacità unica di trasmettere emozioni attraverso la musica; Lavezzi ha anche rivelato che stava lavorando a un nuovo brano con Gino Paoli. Salvatore Nastasi, presidente della SIAE, e Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del comune di Milano, hanno evidenziato l’impatto duraturo della sua arte e annunciato il lutto cittadino in occasione delle esequie.[124] Il 18 gennaio 2026, durante lo speciale "Ornella senza fine" condotto da Fabio Fazio all'interno di Che tempo che fa, davanti al Piccolo Teatro Strehler è stata dedicata alla Vanoni, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, l'aiuola presente in largo Greppi.[125][126] Nel corso dello speciale, la nipote di Ornella, Camilla Ardenzi, ospite per la prima volta in un programma televisivo, duetta con Diodato cantando il brano Senza fine.[127]
Nel corso della seconda serata della 76ª edizione del Festival di Sanremo, svoltasi al Teatro Ariston il 25 febbraio 2026, è stato reso omaggio alla Vanoni. Il conduttore Carlo Conti ha invitato sul palco la nipote della cantante, Camilla Ardenzi, che ha interpretato il brano Eternità come gesto di ricordo e celebrazione della carriera artistica. Nel corso dell’esibizione, sullo sfondo è stato proiettato un video in bianco e nero della Vanoni, creando un momento di “duetto virtuale”.[128] L’omaggio è stato accolto con una forte emozione dal pubblico presente nel teatro.[129]
Durante i XXV Giochi olimpici invernali Daniel Grassl, al Galà di chiusura delle Olimpiadi di pattinaggio, ha tributato Ornella Vanoni esibendosi sulle note di Sant'allegria.[130] Per l'ultimo atto della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, Margherita Vicario e Davide Shorty si sono esibiti in una interpretazione di Senza fine.[131]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1955 si legò al regista teatrale Giorgio Strehler, che avrebbe avuto un ruolo importante nell’avvio della sua carriera, poiché il regista iniziò a notarne il talento e a incoraggiarla a intraprendere nuove sfide artistiche.[8] La relazione suscitò clamore per la differenza di età, la condizione matrimoniale di Strehler e la natura del loro legame;[132] durò circa quattro anni e fu interrotta dalla Vanoni a causa dei comportamenti e dei “vizi” del regista, che includevano abitudini sessuali e uso di droghe.[133]
In seguito ebbe una relazione con Gino Paoli, caratterizzata da difficoltà personali e professionali, da momenti di passione ma anche turbolenti, inclusi tradimenti da parte di lui.[134] Solo anni dopo, Vanoni rivelò di aver perso un figlio dal cantautore e di aver affrontato anche un aborto in un'altra relazione, dichiarando: «Sono rimasta incinta e lui il bambino non lo voleva [...] e ho abortito ma non avrei voluto farlo.»[135]
Il 6 giugno 1960 sposò l’impresario teatrale Lucio Ardenzi; dal matrimonio nacque, due anni più tardi, il figlio Cristiano.
Durante questo periodo, dovette conciliare la carriera musicale e teatrale con la nascita del figlio, affrontando condizioni personali e professionali particolarmente impegnative.[136]
Nel 1962, quando nacque il loro unico figlio, già in quel momento lei e Ardenzi non stavano più insieme; in seguito descrisse quel matrimonio come un “errore” e ammise di nutrire ancora sentimenti per Paoli.[137][133]
Anni dopo, ebbe un lungo legame con il produttore cinematografico Danilo Sabatini e con il produttore discografico Michelangelo Romano.[138] Negli anni novanta fu legata a Vittorio Usigli, un avvocato e manager veneziano.[134]
In questo periodo la Vanoni fu accusata pubblicamente dall'ex marito di mancata collaborazione su alcuni spettacoli teatrali, tra i quali Vedova scaltra e opere di Arnold Wesker. L'impresario minacciò azioni legali per asserita inadempienza contrattuale, mentre Vanoni precisò di non aver mai firmato contratti o accordi vincolanti con la "Plexus T", la società di produzione di Ardenzi, tutelando la propria autonomia artistica.[139][140] La vicenda si concluse ufficialmente il 20 maggio 1992 con una comunicazione legale da parte di Vanoni, che sancì la fine dei rapporti professionali tra i due.[141]
Ornella Vanoni ha anche avuto due nipoti: Matteo e Camilla.[142]
Impatto culturale
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La Vanoni ha goduto di grande stima da parte di numerosi colleghi italiani, che nel corso degli anni l'hanno pubblicamente lodata. Tra questi, si ricorda:
- Eros Ramazzotti della Vanoni ha detto: «È stato per me un onore, oltre che un piacere, realizzare un duetto – per di più con una mia canzone scritta apposta per lei – con Ornella, che considero una delle maggiori protagoniste della musica leggera italiana di tutti i tempi».[143]
- Per Jovanotti, «la voce della Vanoni è come un profumo. Dopo averla ascoltata ci si sente bene. Immersi in qualcosa di bello che rimane lì».[143]
- Lucio Dalla riteneva che: «Non c'era differenza tra il suo recitare e il suo cantare, mentre quando la sento cantare, come nella canzone che abbiamo registrato insieme, oltre il suo grande feeling, mantiene intatta la sua qualità d'attrice. Per me Ornella è musica, quando parla, quando canta e anche quando dorme. Non so se russa, ma se lo fa, sicuramente 'russa soul'».[143]
- Claudio Baglioni ha affermato che «Ornella è lo stile».[143]
- Carmen Consoli ha ammesso: «Ho sempre ammirato la Vanoni, la sua forza interpretativa, l'eleganza, la sua straordinaria autoralità – intesa come capacità d'essere "autrice" – delle sue interpretazioni. Ma più di tutto mi incanta la sobrietà con la quale domina il palco attraverso un piccolo gesto della mano, tiene l'attenzione del pubblico con lo sguardo».[143]
- Alda Merini le ha dedicato una composizione, che recita: «La tua voce che scalda i cuori non scalda te stessa. È vano cercare parole di sole dove c'è la caccia al genio. Il genio è un animale impaurito che scappa di casa in casa rincorso dai cacciatori che odiano la poesia.»[144]
Ideologia e impegno politico
[modifica | modifica wikitesto]Ornella Vanoni mostrò fin dalla giovinezza un interesse per il socialismo, in particolare per il Partito Socialista Italiano dell'epoca di Pietro Nenni. La sua vicinanza ideale a quel movimento non fu mai rinnegata, neppure durante i momenti di crisi del partito. Descrisse Nenni come un simbolo di un socialismo idealista e umano, e attraverso il contatto con Strehler, ebbe modo di avvicinarsi alla dimensione pubblica pur mantenendo la propria indipendenza e curiosità intellettuale. Negli anni successivi, sviluppò anche un rapporto personale e politico con Bettino Craxi, che a metà degli anni Ottanta le propose una candidatura politica, ma declinò l'offerta, mantenendo un legame personale con Craxi anche dopo gli scandali di Tangentopoli e l'avvento della Seconda Repubblica. Pur riconoscendo i cambiamenti della scena politica milanese, continuò a esprimere le proprie opinioni con libertà e autonomia di pensiero, arrivando a sostenere, dopo il 1994, figure politiche di orientamento differente.[145]
Nel 2011 si candidò simbolicamente nella lista civica "Milano al centro", a sostegno del sindaco uscente Letizia Moratti, ottenendo solo 36 preferenze. Dichiarò di aver accettato la candidatura per aiutare un amico, Giovanni Terzi, senza condurre una vera campagna elettorale né avere ambizioni politiche personali.[146]
Discografia
[modifica | modifica wikitesto]- 1961 – Ornella Vanoni
- 1963 – Le canzoni di Ornella Vanoni
- 1965 – Caldo
- 1966 – Ornella
- 1967 – Ornella Vanoni
- 1968 – Ai miei amici cantautori
- 1969 – Io sì - Ai miei amici cantautori n.2
- 1970 – Appuntamento con Ornella Vanoni
- 1972 – Un gioco senza età
- 1973 – Ornella Vanoni e altre storie
- 1973 – Dettagli
- 1974 – Quei giorni insieme a te
- 1974 – A un certo punto...
- 1974 – La voglia di sognare
- 1975 – Uomo mio bambino mio
- 1976 – La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria (con Vinícius de Moraes e Toquinho)
- 1976 – Amori miei
- 1976 – Più
- 1977 – Io dentro
- 1977 – Io fuori
- 1978 – Vanoni
- 1980 – Ricetta di donna
- 1981 – Duemilatrecentouno parole
- 1983 – Uomini
- 1986 – Ornella &...
- 1987 – O
- 1989 – Il giro del mio mondo
- 1990 – Quante storie
- 1992 – Stella nascente
- 1995 – Sheherazade
- 1997 – Argilla
- 2001 – Un panino una birra e poi...
- 2001 – E poi... la tua bocca da baciare
- 2002 – Sogni proibiti - Ornella e le canzoni di Bacharach
- 2003 – Noi, le donne noi
- 2004 – Ti ricordi? No non mi ricordo
- 2005 — VanoniPaoli Live (con Gino Paoli)
- 2007 – Una bellissima ragazza
- 2008 – Più di me
- 2009 – Più di te
- 2010 – Live al Blue Note
- 2013 – Meticci (Io mi fermo qui)
- 2018 – Un pugno di stelle
- 2021 – Unica
- 2023 – Calma Rivoluzionaria (Live 2023)
- 2024 – Diverse
Tournée
[modifica | modifica wikitesto]- 1958/59 – Canzoni della mala
- 1970/71 – ..Ah! l'amore l'amore quante cose fa fare l'amore..
- 1977/78 – Io dentro / Io fuori tour
- 1981/82 – Duemilatrecentouno parole
- 1984/85 – Insieme
- 1987/88 – O tour
- 1992/93 – Stella Nascente
- 1996 – Sheherazade
- 1997/98 – Argilla tour
- 2000 – Ornella Vanoni e i Delta V
- 2002 – E poi la tua bocca da baciare
- 2004/06 – VanoniPaoli
- 2007/08 – Una bellissima ragazza tour
- 2008 – Ornella Live 2008
- 2008/09 – Più di me
- 2011 – Contatto 2011
- 2014/15 – Un filo di trucco, un filo di tacco
- 2015/16 – Free Soul
- 2017/18 – La mia storia
- 2022/23 – Le donne e la musica
- 2024 – Senza fine
Filmografia
[modifica | modifica wikitesto]Cinema
[modifica | modifica wikitesto]- Romolo e Remo, regia di Sergio Corbucci (1961)
- Col ferro e col fuoco, regia di Fernando Cerchio (1962)
- Canzoni in bikini, regia di Giuseppe Vari (1963)
- Amori pericolosi, regia di Carlo Lizzani (1964)
- I ragazzi dell'Hully Gully, regia di Marcello Giannini (1964)
- Per un pugno di canzoni, regia di José Luis Merino (1966)
- Cabaret, regia di Ugo Rosselli (1969)
- I viaggiatori della sera, regia di Ugo Tognazzi (1979)
- Il cielo sotto la polvere, regia di Sergio Mascheroni (2008)
- Ma che bella sorpresa, regia di Alessandro Genovesi (2015)
- 7 donne e un mistero, regia di Alessandro Genovesi (2021)
Televisione
[modifica | modifica wikitesto]- Il mulino del Po, regia di Sandro Bolchi – miniserie TV (1971)
- La questione femminile, regia di Virgilio Sabel – docuserie, canta Donna io, in sottofondo ai titoli di coda (1976)
- La Compagnia del Cigno – serie TV (2021) - cameo
Film e documentari su Ornella Vanoni
[modifica | modifica wikitesto]- Ornella Vanoni. Ricetta di donna, regia di Alexandra della Porta Rodiani (2013)
- Senza fine, regia di Elisa Fuksas (2021)
Teatro
[modifica | modifica wikitesto]- Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello (1956)
- I Giacobini di Federico Zardi (1956-1957)
- L'idiota di Marcel Achard (1961)
- Rugantino di Pietro Garinei e Sandro Giovannini (1963)
- Amori miei di Jaja Fiastri (1975)
- Commedia d'amore, al fianco di Giorgio Albertazzi (1985)
- Femmina e Fuoco - Voci dal mito di Roberto Mussapi, regia di Giancarlo Cauteruccio (2007)
Televisione
[modifica | modifica wikitesto]Prosa televisiva
[modifica | modifica wikitesto]- Giosafatte Talarico di Ghigo De Chiara, regia di Gilberto Tofano, trasmessa il 28 maggio 1961.
- Don Giovanni di Dino Buzzati, regia di Gilberto Tofano, trasmessa il 4 giugno 1961.
- Addio giovinezza! di Sandro Camasio e Nino Oxilia, regia di Antonello Falqui, trasmessa il 20 e 27 aprile 1968.
Varietà
[modifica | modifica wikitesto]- Giardino d'inverno (Programma Nazionale, 1961)
- Stasera Tango (Programma Nazionale, 1964)
- Ornella Vanoni Show (Secondo Programma, 1964)
- Senza fine (Programma Nazionale, 1965)
- Spettacolo a Milano (Programma Nazionale, 1965)
- Studio Uno (Programma Nazionale, 1966)
- Ornella Uno (Programma Nazionale, 1967)
- Addio giovinezza! (Programma Nazionale, 1968)
- Senza rete (Programma Nazionale, 1968, 1969, 1970, 1972, 1974)
- Io ci provo (Programma Nazionale, 1970)
- Serata d'onore (Programma Nazionale, 1971)
- L'appuntamento (Programma Nazionale, 1973)
- Non è facile (Programma Nazionale, 1974)
- Fatti e fattacci (Programma Nazionale, 1975)
- Per una sera d'estate (Programma Nazionale, 1976)
- Ritratto di Ornella (Rete 2, 1977)
- Due come noi (Rete 1, 1979)
- Il favoloso Fred (Rete 2, 1980)
- Speciale Ornella Vanoni (Rete 1, 1980)
- Fotofinish (Rete 1, 1981)
- Lady Magic (Rete 2, 1982)
- Concerto @RSI (1982)
- Risatissima (Canale 5, 1984) – ospite fisso
- Insieme Vanoni Paoli (Canale 5, 1985)
- Ornella &... (Rai Uno, 1986)
- Ornella Vanoni in concerto (Rai Uno, 1988; TMC, 1991)
- CantaNapoli e non solo (Rai Due, 1993)
- Ornella - Ancora più di me (Rai Uno, 2008)
- Star Academy (Rai 2, 2011) – giudice
- Ora o mai più (Rai 1, 2019) – coach
- Amici Celebrities (Canale 5, 2019) – giudice
- Che tempo che fa (NOVE, dal 2024 al 2025) – ospite ricorrente
- Ornella Vanoni - Senza fine (RTL 102.5 TV,[147] trasmesso il 27 aprile 2024)
- Amici di Maria De Filippi (Canale 5, 9 novembre 2025) – ospite, ultima volta in TV
Radio
[modifica | modifica wikitesto]- Piccolo teatro, regia di Marco Vani, cabaret con Ornella Vanoni, Franca Valeri, Alberto Bonucci, Anna Maria Ferrero e Vittorio Caprioli, trasmessa 31 marzo 1960.
- Gran varietà, regia di Federico Sanguigni (cantante ospite fissa in quattro edizioni, nel 1967, 1970, 1973 e 1974)
- Più di così..., regia di Federico Sanguigni (1976)
- Ornella Vanoni - Senza fine (RTL 102.5),[147] trasmesso il 27 aprile 2024.
Partecipazioni a manifestazioni canore
[modifica | modifica wikitesto]Festival di Napoli
[modifica | modifica wikitesto]| Edizione | Artista | Abbinamento | Brano | Autore | Categoria | Posizione | Premi |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1964 | Ornella Vanoni | Domenico Modugno | Tu sì 'na cosa grande | Domenico Modugno, Gianni Meccia | - | 1ª | - |
| 1964 | Nunzio Gallo | Ammore mio | Mogol, Carlo Donida | - | 2ª | - |
Festival di Sanremo
[modifica | modifica wikitesto]Come interprete
[modifica | modifica wikitesto]| Edizione | Artista | Abbinamento | Brano | Autore | Categoria | Posizione | Premi |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1965 | Ornella Vanoni | Udo Jurgens | Abbracciami forte | Carlo Donida, Mogol | - | 2ª | - |
| 1966 | Orietta Berti | Io ti darò di più | Memo Remigi, Alberto Testa | 6ª | |||
| 1967 | Mario Guarnera | La musica è finita | Nisa, Franco Califano, Umberto Bindi | 4ª | Lady Festival (premio eleganza) | ||
| 1968 | Marisa Sannia | Casa Bianca | Don Backy, Eligio della Valle | 2ª | - | ||
| 1970 | I Camaleonti | Eternità | Giancarlo Bigazzi, Claudio Cavallaro | 4ª | |||
| 1989 | - | Io come farò | Mauro Pagani, Gino Paoli e Sergio Bardotti | Campioni | 10ª | ||
| 1999 | Ornella Vanoni ed Enzo Gragnaniello | Alberi | Enzo Gragnaniello | 4ª | Premio alla Carriera | ||
| 2018 | Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico | Alessandro Preziosi (serata duetti) | Imparare ad amarsi | Bungaro, Pacifico, Cesare Chiodo, Antonio Fresa | 5ª | Premio miglior interpretazione "Sergio Endrigo"; Premio Baglioni d'oro |
Nel 1996 avrebbe dovuto partecipare in gara con il brano Bello amore, ma quest'ultimo risultava già edito, con testo diverso da un'altra artista. Ornella Vanoni fu sostituita da Enrico Ruggeri con il brano L'amore è un attimo.
Come ospite
[modifica | modifica wikitesto]| Edizione | Serata | Abbinamento | Brano |
|---|---|---|---|
| 2009 | Quarta | Simona Molinari | Egocentrica / Una ragione di più |
| 2019 | Terza | Virginia Raffaele | La gente e me |
| 2020 | Terza | Alberto Urso | La voce del silenzio |
| 2021 | Quinta | Francesco Gabbani | Medley / Un sorriso dentro al pianto |
| 2023 | Quinta | – | Vai Valentina / medley Eternità e Una ragione di più[148] |
Festivalbar
[modifica | modifica wikitesto]- 1972 – Il mio mondo d'amore
- 1978 – Gli amori finiti (ospite fuori concorso)
La prova del nove, Scala reale, Partitissima, Canzonissima e Risatissima
[modifica | modifica wikitesto]- 1965 – La prova del nove: Non dimenticar...(le mie parole), Tu sì na cosa grande (2° posto)
- 1966 – Scala reale: Cercami (eliminata nella seconda fase)
- 1967 – Partitissima: La musica è finita - Il mio posto qual è - Tristezza per favore va via - Senza di te - Un'ora sola ti vorrei - Non finirà (inedito della finale - 5° posto)
- 1968 – Canzonissima 1968: Un'ora sola ti vorrei - Sono triste (eliminata nella seconda fase)
- 1970 – Canzonissima 1970: L'appuntamento - Una ragione di più (eliminata nella seconda fase)
- 1971 – Canzonissima 1971: Domani è un altro giorno - L'appuntamento - Il tempo di impazzire (8° posto)
- 1984 – Risatissima: Ricetta di donna
Un disco per l'estate
[modifica | modifica wikitesto]- 1964 – Poco sole (finale)
- 1965 – Caldo (eliminata nella prima fase)
- 1972 – Che barba amore mio (5° posto)
Mostra internazionale musica leggera di Venezia
[modifica | modifica wikitesto]- 1966 – Finalmente libera / Io no
- 1967 – Ti saluto ragazzo / Il mio posto qual è
- 1968 – Quando sei triste prendi una tromba e suona
- 1969 – Mi sono innamorata di te
- 1970 – L'appuntamento
- 1971 – Domani è un altro giorno (ritira la Gondola d'oro per le vendite di L'appuntamento)
- 1972 – Io, una donna
- 1973 – Sto male / Superfluo
- 1974 – La gente e me / La tana degli artisti
- 1977 – Domani no (con i New Trolls)
Power Hits Estate
[modifica | modifica wikitesto]- 2021 – Toy boy (ospite fuori concorso)
Premi
[modifica | modifica wikitesto]1960
- Premio Oscar dei due Mondi
1962
- Premio San Genesio miglior attrice dell'anno per L'idiota di Marcel Achard
1963
- Premio San Genesio miglior attrice dell'anno per La fidanzata del bersagliere di Edoardo Anton
1964
- Vincitrice del Festival di Napoli con Tu sì 'na cosa grande
1967
- Festival di Sanremo Lady festival - premio eleganza
1970
1975
1981
- Premio Tenco come operatore culturale
- Premio Tenco migliore cantautore con l'album Duemilatrecentouno parole
1984
- Targa Tenco migliore interprete con l'album Uomini
1999
- Festival di Sanremo premio alla carriera
2005
- Riccio d'argento come miglior concerto teatrale con Ti ricordi? No non mi ricordo
2006
- Gran Premio Internazionale dello Spettacolo - Telegatto di platino
2008
- Premio Lunezia - pop d'autore con l'album Una bellissima ragazza
- Premio Milano Donna - le donne che hanno fatto grande Milano
- Premio Marisa Bellisario speciale alla carriera
2009
- Wind Music Awards con l'album Più di me
2010
- Premio Lunezia alla carriera
- Wind Music Awards alla carriera
2012
2015
- Premio Elsa Morante alla carriera
2018
- Festival di Sanremo - "premio Sergio Endrigo miglior interpretazione" con il brano Imparare ad amarsi
- Premio Baglioni d'oro
- Premio Mediterraneo arte e creatività
2021
- Premio Power Hitstory alla carriera
- Soundtrack Stars Award
2022
- Premio Tenco Speciale
2023
- Premio Diversity Media Awards
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Addio Ornella Vanoni, regina della canzone d'autore, La Repubblica, 28 dicembre 2025.
- ↑ Addio a Ornella Vanoni: aveva 91 anni, su Gazzetta.it, 21 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Addio a Ornella Vanoni, un mito senza confini, su ANSA, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni compie 91 anni: il papà industriale, sognava di fare l’estetista, su Corriere della Sera, 22 settembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni - biografia, su cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 22 maggio 2015 (archiviato il 4 ottobre 2015).
- ↑ Stefano Crippa, Ornella si nasce, su il manifesto, 22 novembre 2025. URL consultato il 26 novembre 2025.
- 1 2 3 4 Addio a Ornella Vanoni: musica in lutto, su Teatro e Musica News, 22 novembre 2025. URL consultato il 25 novembre 2025.
- 1 2 Ornella Vanoni: «Voi non sapete chi sono io», su Vanity Fair Italia, 3 febbraio 2018. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ Al Piccolo: Ornella Vanoni e il suo esordio teatrale e canoro, su Corriere della Sera, 22 settembre 2019. URL consultato il 24 novembre 2025.
- 1 2 Ornella Vanoni, da Strehler le “canzoni della mala” (PDF), su 24oreNews Magazine. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Vito Vita, La Dischi Ricordi spa, in Musica solida, Torino, Miraggi Editore, 2019.
- ↑ Le canzoni della malavita, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 30 dicembre 2025.
- ↑ LE CANZONI DELLA MALAVITA VOL. 2, su Discografia Nazionale della canzone italiana. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Morta Ornella Vanoni, aveva 91 anni, su Ondarock, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni – biografia, su OndaRock. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Luca Dondoni, Ornella Vanoni, il ricordo di Gino Paoli e un amore senza fine, su La Stampa, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Massimo Orsini, Gino Paoli e la storia d'amore con Ornella Vanoni: perchè si lasciarono, su Velvet Music, 16 luglio 2023. URL consultato il 22 novembre 2025.
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- 1 2 3 4 5 6 Ornella Vanoni e il Cinema, attrazione segreta - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 22 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni: le canzoni e Sanremo, gli amori, la confessione sul funerale e l'ultima provocazione, su Adnkronos, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni – Biografia, su Rai.it. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ Luca Dondoni, Ornella Vanoni, il ricordo di Gino Paoli e un amore senza fine, su La Stampa, 22 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
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- ↑ (EN) “One of the major factors … includes ‘Senza Fine’ sung by Ornella Vanoni” (PDF), su Cash Box, 9 aprile 1966. URL consultato il 23 novembre 2025.
- ↑ Studio Uno - Stagione 1966, su raiplay.it.
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- ↑ HitParadeItalia - Top Album 1966, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ Fernando Fratarcangeli, ORNELLA VANONI Discografia Ariston '67-'75 (PDF), in RaroPiù. URL consultato il 27 novembre 2025.
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- ↑ HitParadeItalia - Top Album 1968, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- 1 2 3 4 5 Ornella Vanoni e Sanremo: dal 1965 al 2018 sul palco 8 volte come interprete, su RaiNews, 23 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ HitParadeItalia - Top 50 Single N.6 del 10 Febbraio 1968, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2026.
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- ↑ HitParadeItalia - Top 50 Single N.48 del 28 Novembre 1970, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 26 gennaio 2026.
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- 1 2 Lorenzo Ciofani, Ornella Vanoni al cinema, su CINEMATOGRAFO, 22 novembre 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Le Invasioni Barbariche - L'intervista a Ornella Vanoni, su youtube.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
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- ↑ HitParadeItalia - Top 50 Single N.49 del 4 Dicembre 1971, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ ‘La prima notte di quiete’ a Classici Fuori Mostra, su Cinecittà News, 24 marzo 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Con i Genesis in Italia incontrammo un pubblico che ci capiva, su Radio Capital, 7 luglio 2023. URL consultato il 28 novembre 2025.
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- ↑ A Arte de Lembrar Segundo Roberto Carlos significado, su letras.mus.br.
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- ↑ HitParadeItalia - Top Album 1974, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ RaiPlay - Fatti e fattacci, su raiplay.it. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ Ornella Vanoni - Non sai fare l'amore, su youtube.com. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ Claudio Todesco, È morta Ornella Vanoni, su Rolling Stone Italia, 21 novembre 2025. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Gli album più venduti del 1976, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato l'8 novembre 2023.
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- ↑ ORNELLA VANONI, su DAGOSPIA, 12 settembre 2024. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ «Io dentro, io fuori», metti Ornella con i New Trolls, su il manifesto, 12 aprile 2022. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Aldo Grasso, Ornella Vanoni e la Tv: diventò famosa come «cantante della Mala» con una parodia di Tognazzi, su Corriere della Sera, 22 novembre 2025. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni: Ricetta di donna, su corriere.it. URL consultato il xx mese anno.
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- ↑ Marco Salaris, Risatissima (1984-'85), la comicità di livello nel sabato di Canale 5, su TvBlog, 18 gennaio 2022. URL consultato il 26 novembre 2025.
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- ↑ ITALY FOR ITALY - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 28 marzo 2019 (archiviato il 27 marzo 2019).
- ↑ Ornella Vanoni, in uscita due raccolte da collezione, su ANSA, 22 settembre 2020. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni: carriera e progetti negli anni ’80, su rai.it. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Le storie di Ornella – Quante storie, storie d'amore naturalmente, quelle che riempiono il nuovo album di Ornella Vanoni (PDF), su L'Unità, 25 ottobre 1990, p. 19. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ La signora canta. E fa politica – Ornella Vanoni e “Stella nascente” (PDF), su L'Unità, 26 ottobre 1992, p. 1. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Certificazioni FIMI – 1992 (PDF), su FIMI. URL consultato il 25 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2013).
- ↑ Vanoni racconta “Sheherazade”: un album che ha segnato gli anni 90, su ANSA, 3 ottobre 2020. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Redazione La Repubblica, Ornella Vanoni e “Rossetto e cioccolato”: la ricetta della canzone icona, su La Repubblica, 22 novembre 2025. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Redazione ANSA, L'iconico 'Sheherazade' di Vanoni rivive con un inedito, su ANSA, 27 ottobre 2025. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Vanoni, nuovo disco: Ornella d'argilla, su Rockol, 14 ottobre 1997. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ √ Singolo e tour dei Delta V con Ornella Vanoni a sostegno di un progetto ambientalista, su Rockol, 9 agosto 2000. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni - UN PANINO UNA BIRRA E POI..., su Rockol, 23 maggio 2001. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni canta le donne nel nuovo album, su Rockol, 23 settembre 2003. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Il bello delle donne, 9 ottobre 2003. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Le conseguenze dell'amore – Soundtrack, su imdb.com. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Sarà pubblicato a settembre il nuovo album di Gino Paoli e Ornella Vanoni, su Rockol, 17 giugno 2004. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Gino Paoli e Ornella Vanoni: 'Nessuna nostalgia per il passato', su Rockol, 23 settembre 2004. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Gerardo Sacco, Gazzetta del Sud, su Gerardo Sacco, 8 dicembre 2005. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Anna Maria Bozza, Ornella Vanoni: icona assoluta della musica italiana, su Il Sud24, 23 novembre 2024. URL consultato il 26 dicembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni festeggia, su La Stampa, 24 settembre 2008. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ lisolachenoncera, Ecco "Più di me", il disco di duetti di Ornella Vanoni, su L'Isola che non c'era, 4 maggio 2010. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Benvenuto! (PDF), su fimi.it (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2013).
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- ↑ Chiamami ancora amore, su Roberto Vecchioni. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Rai Due - Star Academy - Claudio Baglioni a Star Academy, su Rai. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ "Amici 13" con le dive Ornella Vanoni e Loredana Berté, su TGCOM24 | News, Ultime Notizie, Video e Foto in tempo reale. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Gli 80 anni di Ornella Vanoni si festeggiano con un triplo cofanetto, su la Repubblica, 2 settembre 2014. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Città di Venezia - Teatro Toniolo: inizia la prevendita biglietti per lo spettacolo "Free soul" di Ornella Vanoni del 17 marzo, su comune.venezia.it. URL consultato il 7 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2016).
- ↑ Hai una vita ancora - GHOST, Ornella Vanoni, su EarOne, 6 ottobre 2016. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ Redazione, Tornano in radio i GHOST e duettano con ORNELLA VANONI nel brano “Hai una vita ancora” (TRACKLIST ALBUM), su All Music Italia, 6 ottobre 2016. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ "Sanremo 2018, i big in gara", Corriere della Sera, 15 dicembre 2017, su corriere.it. URL consultato il 18 dicembre 2017 (archiviato il 19 dicembre 2017).
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- ↑ Shammah, l’amica di sempre, su Vanoni: «L’avevo sentita venerdì, aveva un velo di tristezza. Le avrebbe fatto piacere l’intitolazione di un teatro, ma da viva», su Corriere della Sera, 22 novembre 2025. URL consultato l'11 aprile 2026.
- ↑ Addio a Ornella Vanoni, iniziati i funerali. L'omelia: “Posseduta dalla musica”, su la Repubblica, 24 novembre 2025. URL consultato il 24 novembre 2025.
- ↑ Funerali Ornella Vanoni, perché la cantante ha scelto Paolo Fresu per suonare: chi è il trombettista jazz, su www.virgilio.it, 24 novembre 2025. URL consultato il 1º dicembre 2025.
- ↑ La bara, il vestito, la cremazione: Ornella Vanoni aveva predisposto tutto. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ Valentina Clemente, È dedicata a ORNELLA VANONI la terza edizione dei SIAE Music Awards, su SKY Tg24, 23 novembre 2025. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Inaugurata l’aiuola intitolata a Ornella Vanoni. Il sindaco Sala: “Spero che tutti i milanesi passino di qua”, su Il Giorno, 18 gennaio 2026. URL consultato il 19 gennaio 2026.
- ↑ Ornella Vanoni: Milano le dedica un’aiuola, foto e video, su mitomorrow.it, 18 gennaio 2026. URL consultato il 19 gennaio 2026.
- ↑ La prima volta a Sanremo di Camilla Ardenzi è nel segno del ricordo senza fine di nonna Ornella Vanoni, su ELLE, 25 febbraio 2026. URL consultato il 27 febbraio 2026.
- ↑ Camilla Ardenzi omaggia la nonna Ornella Vanoni a Sanremo, ANSA, 26 febbraio 2026. URL consultato il 26 febbraio 2026.
- ↑ Emozione all'Ariston per l'omaggio a Ornella Vanoni: la nipote canta "L'eternità", la Repubblica, 26 febbraio 2026. URL consultato il 26 febbraio 2026.
- ↑ Redazione di Rainews, Milano Cortina, tra Kostner e Malinin, il pattinaggio saluta i Giochi con il gala: tutte le medaglie, su RaiNews, 22 febbraio 2026. URL consultato il 6 maggio 2026.
- ↑ Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi 2026, Achille Lauro in frac e l'omaggio a Ornella Vanoni, su DiLei, 22 febbraio 2026. URL consultato il 6 maggio 2026.
- ↑ Sara Chiappori, Vanoni e Strehler, quell’amore al Piccolo che diede scandalo e svelò il talento di Ornella cantante, su la Repubblica, 22 novembre 2025. URL consultato il 24 novembre 2025.
- 1 2 Francesco Curridori, Addio a Ornella Vanoni, l'artista che ha segnato 50 anni di musica italiana, su Il Giornale. URL consultato il 22 novembre 2025.
- 1 2 Carola Uber, Ornella Vanoni: chi è, età, biografia, su Chi Magazine, 22 settembre 2024. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ finocchi, Ornella Vanoni: "Ho perso un figlio da Gino Paoli", su Adnkronos, 15 dicembre 2020. URL consultato il 24 settembre 2021.
- ↑ Da Strehler a Gino Paoli, gli amori e le passioni di Ornella Vanoni raccontati a Giancarlo Dotto. URL consultato l'11 novembre 2016 (archiviato il 2 giugno 2016).
- ↑ Ornella Vanoni, su Rai. URL consultato il 22 novembre 2025.
- ↑ Silvia Fumarola, Strehler e Paoli, i grandi amori di Ornella Vanoni. “Così importanti e inutili”, su la Repubblica, 22 novembre 2025. URL consultato il 19 gennaio 2026.
- ↑ Ornella Vanoni e le controversie con Ardenzi, su Corriere della Sera. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ Vanoni-Ardenzi, la cantante replica, su La Repubblica. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ Giuseppina Manin, Ornella battagliera con Ardenzi "hai finito di sfruttarmi", su Corriere della Sera. URL consultato il 22 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2015).
- ↑ Lucio Ardenzi: causa morte, malattia, figli e biografia dell'ex marito di Ornella Vanoni, su tag24.it. URL consultato il 22 settembre 2023.
- 1 2 3 4 5 Copia archiviata, su wuz.it. URL consultato il 7 febbraio 2010 (archiviato il 20 novembre 2009).
- ↑ Ornella Vanoni secondo Alda Merini e Dacia Maraini, su WUZ.it. URL consultato il 23 marzo 2021.
- ↑ Daniele Priori, Ornella Vanoni e la politica: una socialista della diaspora lontana dai soliti "circoletti" | Libero Quotidiano.it, su Libero Quotidiano, 23 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ Vanoni: io, candidata da 36 voti L'Expo? La gente vuole treni puliti (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2014), intervista di Andrea Galli su corriere.it
- 1 2 Diretta radiofonica e televisiva del primo concerto tenuto al Teatro Arcimboldi di Milano
- ↑ Sanremo 2023, lo show di Ornella Vanoni con il "mazzo" di carciofi, su TGCOM24, 12 febbraio 2023. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Ornella Vanoni, laurea honoris causa alla Statale: “Mai studiato, sono una cialtrona. E ora dottoressa: chissà come sarebbero stati felici i miei genitori”, su ilgiorno.it. URL consultato il 12 giugno 2025.
- ↑ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Vanoni sig.ra Ornella, su quirinale.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, ed. Luca Torre, 2011.
- AA. VV., Dizionario della canzone italiana, a cura di Gino Castaldo, Armando Curcio Editore, 1990, alla voce "Vanoni Ornella" di Enzo Giannelli, pp. 1686–1689.
- Luca Cerchiari, Mina, Una Voce Universale, Mondadori (2020); alla voce Vanoni, Ornella ISBN 978-8804724599.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Ornella Vanoni
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ornella Vanoni (canale), su YouTube.
- Vanóni, Ornella, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Opere di Ornella Vanoni, su MLOL, Horizons Unlimited.
- Ornella Vanoni, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
- (EN) Marisa Brown, Ornella Vanoni, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Ornella Vanoni, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Ornella Vanoni, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Ornella Vanoni, su SecondHandSongs.
- (EN) Ornella Vanoni, su Genius.com.
- Registrazioni audiovisive di Ornella Vanoni, su Rai Teche, Rai.
- Ornella Vanoni, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Ornella Vanoni, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Ornella Vanoni, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
- Ornella Vanoni, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- Ornella Vanoni, su Comingsoon.it, Anicaflash.
- Ornella Vanoni, su FilmItalia.org, Cinecittà.
- (EN) Ornella Vanoni, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Ornella Vanoni, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Ornella Vanoni, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN) Ornella Vanoni, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
- (EN) Ornella Vanoni, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
- In arte Ornella Vanoni, RaiPlay, 1º dicembre 2019.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 38005239 · ISNI (EN) 0000 0000 5930 4245 · SBN RAVV109784 · Europeana agent/base/80835 · LCCN (EN) no2001038126 · GND (DE) 12969469X · BNE (ES) XX1146925 (data) · BNF (FR) cb139007393 (data) · CONOR.SI (SL) 37878883 |
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