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Ornella Vanoni

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Ornella Vanoni
Ornella Vanoni nel 1973
NazionalitàItalia (bandiera) Italia
GenerePop
Musica leggera
Musica d'autore
Bossa nova
Jazz
Periodo di attività musicale1956 – 2025
EtichettaDischi Ricordi, Ariston Records, Vanilla, CGD, Repley Music, Sony Music, Epic, Columbia, BMG Rights Management
Album pubblicati105
Studio41
Live7
Raccolte57
Sito ufficiale

Ornella Vanoni (Milano, 22 settembre 1934Milano, 21 novembre 2025) è stata una cantante, attrice e conduttrice televisiva italiana.

Considerata tra le interpreti più celebri della musica italiana, ha iniziato la propria carriera negli anni cinquanta attraversando oltre sette decenni di attività. Nota per la sua versatilità interpretativa, ha spaziato dalle canzoni della mala al pop d’autore, approfondendo la musica brasiliana attraverso collaborazioni prestigiose e lavorando inoltre con diversi musicisti di area jazz. Ha pubblicato più di cento lavori, tra album, EP e compilation, e si stima che abbia venduto oltre 65 milioni di dischi durante la sua carriera.[1] Ha partecipato più volte al Festival di Sanremo e, tra i riconoscimenti più importanti e prestigiosi, ha ricevuto diversi premi dal Club Tenco.[2]

Figlia di un industriale farmaceutico, Nino Vanoni, e di Mariuccia, dopo avere studiato dalle Orsoline, frequentò diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra con il desiderio di diventare estetista.[3]

«Avrei voluto fare l'estetista... Ero andata a studiare Lingue in Inghilterra, in Svizzera, in Francia... Un'amica di mia madre lanciò l'idea: "Hai una bella voce, perché non fai l'attrice?"... Mi iscrissi alla scuola di recitazione del Piccolo... Recitai un pezzo dell'Elettra... A un certo punto ho sentito una voce femminile: "Attenzione, qui c'è qualcosa"... Mi presero... Dopo un anno divenni la compagna di Strehler, era il '55... E fu scandalo.»

Anni cinquanta: Gli esordi, Il Piccolo e Strehler, le canzoni della mala

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Nel 1953, appena diciannovenne, si iscrisse alla Accademia d’Arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler. In realtà il provino risultò fallimentare, come ammesso dalla stessa Vanoni, ma Sarah Ferrati, nota attrice di prosa e membro della commissione esaminatrice, riconobbe comunque nella sua voce e nel suo atteggiamento un talento promettente.[5] Durante i primi anni osservò gli attori più esperti, come la stessa Ferrati e Tino Buazzelli, assimilando voci, gesti e modalità interpretative, e iniziando così a costruire e affinare le proprie capacità sceniche.[6]

Il debutto teatrale avvenne nel 1956, con Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello.[7][8]

Il 13 aprile 1957 avvenne, invece, il debutto canoro, durante la prima al Piccolo Teatro del dramma I Giacobini di Federico Zardi, in cui intervenne nei cambi di scena eseguendo alcune ballate ispirate alla Rivoluzione francese, tra cui Les rois s’en vont e La Seine est rouge. Da questa esperienza nacque l’idea di una cantante colta e raffinata, che suscitò subito interesse. L’anno successivo Strehler le costruì un repertorio su misura: collaborando con autori come Amodei, Carpi, Fo e Negri, il regista prese spunto da antiche ballate dialettali per creare nuovi testi sul tema della malavita, con protagonisti quali poliziotti, criminali, carcerati e minatori, dando origine alle cosiddette canzoni della mala.[9] Per accrescere la curiosità del pubblico, venne suggerito che si trattava di canti popolari tramandati da manoscritti antichi. La Vanoni intraprese così la sua prima tournée teatrale, conclusa nel 1959 al Festival dei Due Mondi di Spoleto.[6]

Nel mese di ottobre del 1958 registrò la sua prima incisione discografica per l'etichetta Dischi Ricordi, pubblicando un EP intitolato Le canzoni della malavita, con brani come Saint Lazare di Aristide Bruant e Jenny delle Spelonche, da L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht. Seguirono ulteriori brani inediti, come Sentii come la vosa la sirena e Canto di carcerati calabresi.[10]

Nel dicembre del 1959 uscì il secondo EP, Le canzoni della malavita vol. 2, contenente i brani Hanno ammazzato il Mario, La zolfara, Ma mi e Le mantellate.[11]

Alcuni dei brani legati al repertorio delle "canzoni della mala" incontrarono inizialmente riserve da parte della censura radiotelevisiva, che giudicò poco opportuni i temi trattati.[12]

Le interpretazioni, caratterizzate da una timbrica vocale insolita e da uno stile espressivo non convenzionale, suscitarono fin dagli esordi un significativo interesse da parte del pubblico e della critica.[6][13]

Terminato il rapporto professionale (e personale) con Strehler, si allontanò dal Piccolo Teatro per intraprendere un percorso artistico autonomo.[6][9]

Anni sessanta: Paoli, i primi successi e lo schermo

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Ornella Vanoni in sala di registrazione negli studi Dischi Ricordi a Milano (1961)

Nel 1960, alla casa discografica Dischi Ricordi, conobbe Gino Paoli, instaurando un rapporto personale e artistico duraturo.[14] In seguito Paoli le dedicò la canzone Me in tutto il mondo come primo brano d’amore e, colpito dalle sue “mani grandi”, compose per lei il celebre pezzo Senza fine.[15]

Nel 1961 pubblicò il suo primo album, Ornella Vanoni, che includeva il brano Cercami, destinato idealmente a Gino Paoli e diventato il suo primo successo commerciale di rilievo. Con le 100.000 copie vendute,[16] la canzone segnò una svolta nella carriera della cantante, consolidando la sua voce come una delle più intense e raffinate del panorama musicale italiano.[17] Nello stesso anno vinse il premio San Genesio come migliore attrice per la sua interpretazione ne L’idiota di Marcel Achard; due anni dopo, ricevette nuovamente il premio per la performance in La fidanzata del bersagliere di Edoardo Anton.[18]

Il cinema e la TV

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Nello stesso anno affrontò per la prima volta il cinema interpretando la vestale Tarpeia nel peplum Romolo e Remo di Sergio Corbucci. Si trattò di un’apparizione episodica, così come quella dell’anno successivo nel melodramma storico Col ferro e col fuoco di Fernando Cerchio, tratto da Henryk Sienkiewicz.[16]

Nel 1963 comparve nel film musicale Canzoni in... bikini, interpretando se stessa,[19] e prese parte al programma televisivo Scala reale.[20] Inoltre sostituì Lea Massari nel ruolo di Rosetta nella commedia musicale Rugantino di Garinei e Giovannini; la produzione giunse a Broadway nel febbraio 1964 con Vanoni fissa nel cast.[21][22] Continuò inoltre a incidere brani di Paoli (Anche se, Che cosa c'è[23]) e di Luigi Tenco (Tu non hai capito niente[24]). Nel mese di settembre vinse la dodicesima edizione del Festival di Napoli con Tu sì 'na cosa grande, in coppia con Domenico Modugno, e si classificò seconda anche con Ammore mio, interpretata insieme a Nunzio Gallo: l’invito arrivò direttamente da Modugno, e la sua partecipazione fu resa possibile nonostante avesse già un altro brano previsto per la competizione.[25]

Nel 1964 Carlo Lizzani le offrì la prima vera occasione da attrice nel film Amori pericolosi, affidandole un episodio nel quale interpreta il ruolo di una prostituta, mettendo in mostra un’intensità drammatica che richiama le atmosfere delle sue Canzoni della mala e attirando l’attenzione della critica. Nonostante questa prova matura, per il resto del decennio Vanoni prende parte soprattutto a produzioni leggere, spesso legate al suo successo musicale, come I ragazzi dell’Hully Gully e, due anni più tardi, Per un pugno di canzoni. Conclusa questa prima fase cinematografica, concentrò nuovamente le proprie energie sul teatro e sulla televisione.[16]

Nel 1965 partecipò al varietà televisivo Studio Uno.[26] Inoltre reincise il brano Senza fine, già registrato circa tre anni prima, per includerlo nella colonna sonora del film Il volo della fenice, diretto da Robert Aldrich e interpretato da James Stewart, Hardy Kruger, Peter Finch ed Ernest Borgnine, che debuttò il 16 marzo in quattro cinema, uno a Milano e tre a Roma. In occasione dell’uscita del film la canzone venne rilanciata in Italia e in diversi paesi europei, mentre la Vanoni realizzò anche versioni in francese e in inglese, destinate alla colonna sonora distribuita contemporaneamente in Francia e Inghilterra.[27]

L'esordio a Sanremo

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Dal 1965 al 1968 partecipò al Festival di Sanremo con brani che ottennero risultati di rilievo: nel 1965 esordì con Abbracciami forte,[28] classificandosi al secondo posto; l'anno seguente cantò Io ti darò di più in coppia con Orietta Berti, piazzandosi sesta; nel 1967, dopo il passaggio alla Ariston Records,[29] partecipò con La musica è finita, arrivata quarta; infine, nel 1968 presentò Casa bianca di Don Backy, ottenendo il secondo posto insieme a Marisa Sannia.[30]

Dalle “canzoni della mala” ai suoni internazionali

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Nel 1967 pubblicò la sua versione italiana di Tristeza, celebre brano brasiliano composto alcuni anni prima da Haroldo Lobo e Niltinho, intitolata Tristezza (per favore vai via), con testo adattato dal paroliere Alberto Testa. Questa incisione segnò per la Vanoni un omaggio esplicito alla tradizione musicale brasiliana e rappresentò un passaggio significativo del suo repertorio da “canzoni della mala” e pop italiano verso generi più internazionali, Il singolo figura anche nell’album Ornella Vanoni dello stesso anno.[31]

Da interprete ad autrice

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Nel 1969 incise il singolo Una ragione di più (lato A del 45 giri Una ragione di più / Quando arrivi tu), con musica composta da Mino Reitano (co‑autore con suo fratello Franco) e testo scritto da Franco Califano, Luciano Beretta e Ornella Vanoni stessa. Questa canzone rappresentò per Vanoni un passo importante: fu tra i primi brani in cui lei partecipò attivamente alla stesura del testo, segnando una tappa del suo impegno non solo come interprete, ma anche come autrice.[32] Il brano riscosse un grande successo e contribuì a consolidare la sua fama tra le voci di riferimento della musica leggera italiana.[33]

Gli omaggi ai cantautori e attività cinematografica

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Nello stesso periodo pubblicò gli album Ai miei amici cantautori e Io sì - Ai miei amici cantautori n.2, dedicati ai cantautori che avevano maggiormente influenzato il suo percorso artistico.

Infine recitò in alcune produzioni cinematografiche.

Anni settanta: trionfi musicali, tournée internazionali e sperimentazioni artistiche

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Nel 1970 Vanoni tornò al Festival di Sanremo con Eternità, in coppia con I Camaleonti, classificandosi al quarto posto.[30] Poi pubblicò L'appuntamento, che ottenne un grande successo commerciale e fu incluso nella colonna sonora del film Tony Arzenta.[34] Infine ricevette la Gondola d'oro alla Mostra internazionale di musica leggera.[35]

Nel 1971 interpretò la Sniza nello sceneggiato televisivo Il mulino del Po.[36] Inoltre pubblicò il suo primo album dal vivo, Ah! L’amore l’amore, quante cose fa fare l’amore!, registrato al Teatro Lirico di Milano in occasione di un recital. L’esibizione consolidò la sua reputazione come interprete della canzone d’autore italiana. Successivamente portò il recital all'Olympia di Parigi, dove inizialmente il pubblico francese contestò la sua interpretazione del brano Albergo a ore, celebre pezzo della cantante nazionale Édith Piaf, considerandola insolita rispetto alla versione originale. Tuttavia, la Vanoni ottenne presto il riconoscimento degli spettatori, culminato in una lunga standing ovation al termine della serata.[37] Infine presentò Domani è un altro giorno a Canzonissima 1971; il brano fu incluso nella colonna sonora del film La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini.[38]

Nel 1972 pubblicò l’album Un gioco senza età, comprendente tra l’altro una cover in italiano del brano White Mountain dei Genesis. Steve Hackett, chitarrista nei primi anni della band inglese, ha ricordato che questa interpretazione aprì le porte della musica italiana al gruppo, contribuendo al loro successo in Italia. Ha spiegato che, pur essendo noti in Italia insieme ai Van der Graaf Generator e ad altri gruppi progressive, i Genesis raggiunsero una più ampia popolarità solo successivamente, quando la direzione musicale passò a Phil Collins. Hackett ha poi sottolineato: «È lei che è stata a spianarci la strada».[39]

Inoltre incise vari singoli, tra cui Parla più piano (versione italiana del tema Speak Softly Love de Il padrino)[40] e Quei giorni insieme a te di Riz Ortolani,[34] oltre a sigle e brani presentati in diversi programmi televisivi e manifestazioni musicali.

Nel 1973 incise il brano Dettagli (titolo originale in portoghese: Detalhes), composto da Roberto Carlos ed Erasmo Carlos e tradotto in italiano da Bruno Lauzi; il brano fu pubblicato come 45 giri Pazza d'amore / Dettagli[41] e incluso nell’album omonimo. Il testo evoca i ricordi di un amore passato, mentre il brano ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui l’ottavo posto nella classifica delle 100 migliori canzoni brasiliane di tutti i tempi stilata da Rolling Stone Brasil nel 2009.[42][43]

Pubblicò anche Ornella Vanoni e altre storie, contenente numerosi adattamenti italiani, tra cui Sto male (da Je suis malade), presentato alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia. In questi anni fu inoltre testimonial della Martini.

Nel 1974 pubblicò A un certo punto, che raggiunse il vertice delle classifiche, e La voglia di sognare, con brani di Bruno Lauzi, Riccardo Cocciante e Lucio Dalla.

Nel 1975 diede alle stampe Uomo mio bambino mio e partecipò allo spettacolo televisivo Fatti e fattacci, con Gigi Proietti, vincitore del Festival della Rosa d'oro di Montreux. Nello stesso periodo fu protagonista della commedia Amori miei di Jaja Fiastri.

Nel 1976 fondò la sua casa discografica: Vanilla.[44] Inoltre realizzò con Sergio Bardotti, Vinícius de Moraes e Toquinho l'album La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria,[45] un progetto che univa la canzone d’autore italiana alla tradizione brasiliana della bossa nova. L’opera fu accolta positivamente dalla critica sin dalla pubblicazione.[46]

Nel 1977 accettò di posare nuda nella copertina del mese di gennaio dell'edizione italiana della rivista Playboy, richiedendo in cambio un’opera d’arte dell’artista Arnaldo Pomodoro.[47][48] Successivamente incise con i New Trolls il doppio album Io dentro/Io fuori, un progetto caratterizzato da un’impostazione sperimentale che univa elementi pop, soul e arrangiamenti complessi, valorizzati dagli incastri vocali tra l’interprete e la band genovese. Il lavoro, considerato atipico nella discografia della cantante, alterna una parte più introspettiva (Io dentro) a una più energica e influenzata dalle sonorità dell’epoca (Io fuori). Accanto ai brani originali, l’album include due adattamenti da Chico Buarque curati da Sergio Bardotti e una versione di Quale allegria di Lucio Dalla, confermando l’interesse della Vanoni per la canzone d’autore e per il repertorio brasiliano. Nonostante un’accoglienza critica inizialmente tiepida, il progetto fu valorizzato dalle successive esibizioni teatrali che videro la cantante e il gruppo genovese impegnati in una tournée di successo.[49]

Nel 1978 uscì l’album Vanoni, caratterizzato da sonorità più moderne e dal singolo Vorrei darti.[senza fonte]

Nel 1979 avviò la serie Oggi le canto così, composta da quattro LP pubblicati fino al 1982, nei quali reinterpretò brani del proprio repertorio e di autori, come Gino Paoli e Luigi Tenco.[senza fonte] Nello stesso periodo apparve nello show Due come noi insieme con Pino Caruso.[50]

Il vero ruolo cinematografico della maturità arrivò solo alla fine del decennio, quando Ugo Tognazzi la scelse come protagonista de I viaggiatori della sera: nel personaggio di Nichi, donna innamorata ma costretta — insieme al marito — in un futuro distopico che conduce gli anziani verso un lento annientamento, la Vanoni affrontò un ruolo drammatico di grande intensità emotiva, considerato una delle sue prove d’attrice più riuscite.[16]

Anni ottanta: Vanoni cantautrice, grandi collaborazioni e il jazz

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Negli anni ottanta Vanoni proseguì la carriera con una produzione discografica più autonoma e passò alla CGD. In questo periodo, oltre a collaborare alla produzione con Sergio Bardotti, scrisse personalmente alcuni brani, tra cui Ricetta di donna, Per un'amica e Questa notte c'è. Adottò inoltre una nuova formula di lavoro, supportata da Bardotti e da Maurizio Fabrizio, che rimase costante anche negli album successivi.[44]

Nel 1980 pubblicò l'album Ricetta di donna, che comprendeva collaborazioni con Michele Zarrillo, Fabrizio De André e Paolo Conte. Vanoni scrisse il brano che dà il titolo all'album.[51]

Nel 1981 pubblicò Duemilatrecentouno parole, scrivendo sei brani, tra cui Musica musica e Vai, Valentina, e collaborando con Gino Paoli e Pierangelo Bertoli. L'album raggiunse il sesto posto nella classifica delle vendite. Per questo lavoro, il Club Tenco le conferì due riconoscimenti: il Premio Tenco come operatore culturale e come miglior cantautore, risultando la prima donna a ricevere entrambi i premi.[52]

Nel 1983 pubblicò Uomini, un album incentrato sul tema maschile, con contributi strumentali di Lucio Dalla, Toquinho e Gerry Mulligan e testi di Giorgio Conte. Il disco ricevette la Targa Tenco come migliore interprete.[53] Nello stesso anno partecipò alla Mostra internazionale di musica leggera, accompagnata da Mulligan, eseguendo alcuni brani dell'ultimo disco.

Nel 1984 fu ospite fissa del programma televisivo Risatissima, trasmesso da Canale 5 e condotto da Milly Carlucci.[54]

Ornella Vanoni, assieme ad Anna Bonomi Bolchini e Valentino, alla mostra "L'atelier delle illusioni" di Valentino, al Castello Sforzesco di Milano nel 1985

Nel 1985 intraprese con Gino Paoli una tournée di grande successo, dalla quale venne tratto il doppio album dal vivo Insieme, pubblicato nello stesso anno dalla CGD Messaggerie Musicali.[55] Nello stesso anno recitò nello spettacolo di prosa Commedia d'amore, accanto a Giorgio Albertazzi e partecipò al concerto benefico "Italy for Italy", organizzato in favore delle vittime del disastro della Val di Stava e della Val di Fiemme, interpretando Poesia in duetto con Patty Pravo.[56]

Nel 1986 incise negli Stati Uniti il doppio album Ornella &..., reinterpretando classici della canzone italiana in chiave jazz con la collaborazione di importanti musicisti internazionali come George Benson, Michael Brecker, Randy Brecker, Ron Carter, Eliane Elias, Gil Evans, Steve Gadd, Herbie Hancock, Chris Hunter, Lee Konitz e Herbie Mann. L’album venne pubblicato originariamente per l’etichetta Nar International / Warner Music Italy.[57]

Nel 1987 pubblicò l’album O, registrato a Londra con la collaborazione di Ivano Fossati e del produttore Greg Walsh; l'album fu accompagnato da una tournée solista.[58]

Nel 1989 tornò al Festival di Sanremo con il brano Io come farò, composta per lei ancora da Paoli.[30] Nello stesso anno pubblicò l’album Il giro del mio mondo, quasi interamente scritto da Paoli e Bardotti, ad eccezione del brano Isola di Teresa De Sio. [senza fonte] Il 28 aprile partecipò, con Paoli, alla quarta puntata di Serata d'onore, condotta da Pippo Baudo su Rai Due a Montecatini Terme. [senza fonte]

Anni novanta: sperimentazioni musicali, collaborazioni e ritorni a Sanremo

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Nel 1990 uscì l'album Quante storie, composto da nove tracce, tra cui brani scritti da Stefano De Sando e Mariella Nava, e una reinterpretazione di La costruzione di un amore di Ivano Fossati.[59]

Nel 1992 seguì Stella nascente, primo album prodotto da Mario Lavezzi, con testi firmati in parte dalla stessa Vanoni e collaborazioni con Mogol e Grazia Di Michele.[60] L'album fu certificato Disco d'oro dalla FIMI per le vendite.[61]

Nel 1995 pubblicò Sheherazade, un progetto dedicato alla figura letteraria di Shahrazād. Il disco, prodotto da Lavezzi, includeva brani scritti da Vanoni e collaborazioni con Mogol, Grazia Di Michele, Gerry Mulligan e il trombettista Paolo Fresu.[62] Rossetto e cioccolato, scritto dalla stessa Vanoni, divenne uno dei brani più noti del suo repertorio, come riportato anche dalla critica musicale.[63]

Nel 1996 Vanoni avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo con il brano Bello amore, ma la melodia fu diffusa in precedenza in un programma radiofonico, in violazione del regolamento del Festival.[64]

Nel 1997 Vanoni pubblicò l'album Argilla, registrato di nuovo in collaborazione con Fresu. L'album era caratterizzato da contaminazioni jazz e musica brasiliana e includeva reinterpretazioni di standard internazionali.[65]

Nel 1999 partecipò al Festival di Sanremo, duettando con Enzo Gragnaniello nel brano Alberi, classificatosi quarto.[30] Alberi fu successivamente inserita nell'album dal vivo ...Adesso (1998), registrato durante la tournée di Argilla, che includeva anche Isola, testo di Samuele Bersani su musica di Ryūichi Sakamoto.

Anni duemila: collaborazioni, reinterpretazioni e riconoscimenti

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Nel 2000 collaborò con il gruppo Delta V interpretando il brano L'infinito e partecipò al tour estivo Per la bellezza, che toccò sedi storiche, come il Teatro romano di Verona e lo Sferisterio di Macerata.[66]

Nel 2001 incise due album di cover prodotti da Lavezzi, Un panino una birra e poi... e E poi... la tua bocca da baciare, reinterpretando grandi successi italiani degli anni sessanta e settanta.[67] Questi album ottennero rispettivamente il Disco di platino e il Disco d'oro.[senza fonte]

Nel 2002 pubblicò l'album Sogni proibiti, dedicato alle canzoni di Burt Bacharach.

Nel 2003 uscì Noi, le donne noi, raccolta di brani dedicati alle donne, con alcuni commenti recitati dalla stessa Vanoni.[68] L'inedito Noi, le donne noi, fu utilizzato come sigla finale della fiction Il bello delle donne, cantata insieme all'attrice Nancy Brilli.[69]

Nel 2004 la sua canzone Rossetto e cioccolato, fu inclusa nella colonna sonora del film Le conseguenze dell'amore, diretto da Paolo Sorrentino.[70] Inoltre preparò, con Gino Paoli, un nuovo album di inediti, Ti ricordi? No non mi ricordo;[71] un concerto‑evento all'Auditorium Parco della Musica di Roma fu realizzato per celebrare il loro compleanno — con data iniziale vicina ai loro 70 anni — fece da preludio all’uscita del disco.[72]

Nel 2005 iniziò un tour con Paoli, da cui furono tratti il doppio CD e DVD VanoniPaoli Live. Nello stesso anno ricevettero il "Riccio d'argento" di Fatti di Musica come miglior concerto teatrale dell'anno.[73]

Nel gennaio 2006 le fu assegnato il "Telegatto di platino alla carriera" durante la 22ª edizione del Gran Premio Internazionale dello Spettacolo.[74]

Nel 2007 pubblicò l’album di inediti Una bellissima ragazza, realizzato con Lavezzi e Pacifico e con la partecipazione di Renato Zero, Ron, Grazia Di Michele, Paolo Fresu e Mario Biondi. L’album ottenne il premio Lunezia per il valore musicale-letterario nella categoria "Pop d'autore".[75]

Nel 2008 uscì Più di me, album di duetti prodotto da Celso Valli con la supervisione vocale di Mario Lavezzi. Fu anticipato dal singolo Solo un volo, in duetto con Eros Ramazzotti; l’altro inedito fu Amiche mai, realizzato con Mina. Il disco incluse inoltre nove brani del repertorio della cantante reinterpretati insieme ad altri artisti italiani, tra cui i Pooh, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Carmen Consoli e Giusy Ferreri. Il 18 ottobre tenne un concerto in piazza del Duomo a Milano per i cinquant’anni di carriera, nell’ambito del Festival MITO Settembre Musica; il 20 dicembre partecipò a una serata celebrativa trasmessa da Rai Uno.[76]

Nel 2009 uscì Più di te, prodotto da Lavezzi e Celso Valli, dedicato al mondo dei cantautori, con duetti con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Mario Lavezzi, Samuele Bersani, Pino Daniele, Ron e Gianna Nannini, ottenendo il Disco d’oro.[77]

Anni duemiladieci: nuovi progetti tra jazz, collaborazioni e rilanci teatrali e televisivi

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Il 5 ottobre 2010 pubblicò per Sony Music il doppio album dal vivo Live al Blue Note, registrato durante i quattro concerti tenuti al Blue Note di Milano nel dicembre dell'anno precedente. Il disco documentò le esibizioni live della Vanoni, con brani del suo repertorio riarrangiati in chiave jazz, pezzi legati alla musica brasiliana, reinterpretazioni di standard jazz e cover di autori italiani contemporanei già presenti nel precedente album.[78] Il 26 ottobre collaborò con i Neri per Caso nell'album Donne, interpretando Io che amo solo te di Sergio Endrigo.[79]

Il 5 settembre 2011, nel corso della quinta edizione del MITO SettembreMusica, festival musicale organizzato in collaborazione dalle città di Torino e Milano, si esibì con Peppe Servillo al Piccolo Teatro Strehler di Milano in un recital dedicato alle canzoni della “mala”.[80] Nello stesso anno incise con Roberto Vecchioni una nuova versione del brano Dentro gli occhi[81] e partecipò come giudice al talent show di Rai 2 Star Academy.[82]

Nel 2012 partecipò a un duetto virtuale con Kaitī Garbī nella canzone Buona vita e ricevette il Premio Faraglioni a Capri. Collaborò inoltre con Sal Da Vinci nel brano Senza un motivo, incluso nell'album È così che gira il mondo.

Vanoni con Carla Cocco, Tony Bungaro e Celso Fonseca alla serata Una notte per Vinícius (2013)

L'11 marzo 2013 fu presentato al Piccolo Teatro di Milano il docufilm Ornella Vanoni. Ricetta di donna, diretto da Alexandra della Porta Rodiani.

Il 10 settembre 2013 pubblicò l'album Meticci (Io mi fermo qui), prodotto da Mario Lavezzi, con collaborazioni di Nada e Franco Battiato.

Il 16 ottobre 2013 partecipò al quarto volume del progetto Capo Verde, terra d'amore con il brano La parola (È preciso perdoar) insieme a Gino Paoli. Il 4 marzo 2014 si esibì al concerto in memoria di Lucio Dalla con Chiara Galiazzo.

Nel 2014 partecipò al serale di Amici di Maria De Filippi.[83] Il 22 settembre compì 80 anni e, il giorno seguente, uscì il triplo cofanetto antologico Più di me più di te più di tutto, un viaggio attraverso i momenti più significativi della sua lunga carriera discografica. Il box raccolse due album già editi — Più di me (brani del suo repertorio e due inediti, proposti in duetto con alcuni tra i maggiori artisti italiani) e Più di te (grandi classici della canzone italiana reinterpretati dalla Vanoni, con collaborazioni) — ai quali si aggiunse Più di tutto, una nuova selezione dei suoi successi più rappresentativi. Dopo aver riempito, nei mesi precedenti, i teatri italiani, da fine ottobre tornò sul palco con Un filo di trucco un filo di tacco... l'ultimo tour, annunciato come la sua tournée finale. Le date previste alternarono concerto e recital, in uno spettacolo che unì musica e teatro, nel quale l’artista interpretò brani dall’album Meticci (Io mi fermo qui), insieme ai suoi grandi classici e ad alcune cover.[84]

Nel 2015 apparve nel film Ma che bella sorpresa di Alessandro Genovesi, nel ruolo della madre del protagonista.[16] In settembre partecipò al tributo Momenti di jazz, dedicato a Sergio Endrigo e, a dicembre, ricevette il Premio Elsa Morante Musica alla Carriera.

Tra il 2015 e il 2016 fu in tour con lo spettacolo acustico Free soul.[85]

Nel 2016 duettò con i Ghost nel brano Hai una vita ancora, incluso nell’album Il senso della vita.[86][87] Nello stesso periodo presentò due serate del progetto L'arte e l'incontro, con Paolo Fresu.

Il 28 ottobre 2017 aprì la stagione del Piccolo Teatro di Milano con lo spettacolo Sono nata qui. Ornella Vanoni in concerto, trasmesso su Sky Arte il 30 dicembre.

Nel dicembre 2017 venne annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2018 con Bungaro e Pacifico nel brano Imparare ad amarsi,[88] classificandosi al quinto posto e ottenendo il "premio Sergio Endrigo" per la migliore interpretazione.[89]

Il 9 febbraio 2018 pubblicò l'album antologico Un pugno di stelle, contenente 58 brani tra successi, duetti e cover.

Tra il 2018 e il 2019 portò in scena lo spettacolo La mia storia tour. Nel 2019 partecipò come coach alla seconda edizione di Ora o mai più, vincendo l’edizione, ed entrò nella giuria di Amici Celebrities. Il 1º dicembre 2019 fu protagonista del programma In arte... Ornella Vanoni su Rai 3.

Anni duemilaventi: collaborazioni, riconoscimenti e ultime apparizioni artistiche

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Il 6 febbraio 2020, durante il Festival di Sanremo 2020, accompagnò Alberto Urso eseguendo La voce del silenzio:[30] quella fu l'ultima sua apparizione al Teatro Ariston. Nello stesso anno partecipò al supergruppo Italian Allstars 4 Life per la realizzazione della versione corale di Ma il cielo è sempre blu di Rino Gaetano, destinata a sostenere la Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto “Il tempo della gentilezza”. Pubblicò inoltre una versione jazz di Domani è un altro giorno, con Paolo Fresu e Rita Marcotulli.

Il 4 agosto 2020 venne diffusa la nuova versione di Crêuza de mä, interpretata da diciotto artisti italiani — tra cui Vanoni, Mina, Zucchero, Diodato, Gianna Nannini, Mauro Pagani, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Vittorio De Scalzi, Jack Savoretti, Antonella Ruggiero, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Giuliano Sangiorgi e Cristiano De André — per la cerimonia inaugurale del Viadotto Genova San Giorgio, su progetto di Dori Ghezzi. Nello stesso periodo firmò un contratto con BMG Rights Management e annunciò un nuovo album di inediti.

L’8 gennaio 2021 uscì il singolo Un sorriso dentro al pianto, seguito il 29 gennaio dall'album Unica, che debuttò alla 3ª posizione della classifica FIMI e alla 2ª tra i vinili. L’album conteneva undici brani con contributi di Pacifico, Renato Zero, Giuliano Sangiorgi e Francesco Gabbani, oltre a duetti con Carmen Consoli (Carezza d'autunno), Virginia Raffaele (Tu/me) e Fabio Ilacqua (La mia parte). Il 26 febbraio 2021 uscì Carezza d'autunno e il 6 marzo Vanoni fu ospite d’onore della serata finale del 71º Festival di Sanremo. Il 26 marzo pubblicò Isole viaggianti. Comparve inoltre come guest star nella quarta puntata di La Compagnia del Cigno, diretta da Ivan Cotroneo.

A luglio 2021 pubblicò la hit estiva Toy Boy con Colapesce e Dimartino, con videoclip diretto da Luca Guadagnino, e il 31 luglio ricevette il “Power HitStory alla carriera” durante Power Hits Estate 2021 all'Arena di Verona.

Il 10 settembre 2021 venne presentato alle “Giornate degli autori” della 78ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il documentario Senza fine, diretto da Elisa Fuksas e prodotto da Tenderstories, per il quale l’artista ricevette il Soundtrack Stars Award. Il film uscì nelle sale italiane il 24 febbraio, preceduto da anteprime selezionate. Il 1º ottobre uscì il singolo Tu/Me con Virginia Raffaele, scelto come colonna sonora della serie LunaPark di Netflix. Il 26 novembre venne pubblicata la riedizione Unica Celebration Limited Edition 2022.[90]

Ancora con Genovesi in 7 donne e un mistero, interpretò la nonna Rachele, figura elegante e ironica che segnò il suo definitivo commiato dal cinema.[16]

Il 24 aprile 2022 ricevette il Premio Tenco Speciale, prima artista a cui venne attribuito, con motivazione elogiativa del suo ruolo di interprete e innovatrice del panorama musicale italiano. La cerimonia si svolse al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo durante l’evento Per te, Ornella. Serata di parole e musica, con la partecipazione di Fabio Valdemarin, Fabio Ilacqua e Mauro Pagani.[91]

Il 25 ottobre 2022, a seguito di una caduta, si fratturò il femore e rinviò il tour previsto per novembre.

L'11 febbraio 2023 tornò come ospite all’ultima serata del 73º Festival di Sanremo.

A partire dal 2024 fu tra gli ospiti ricorrenti del programma Che tempo che fa di Fabio Fazio sul canale Nove. Inoltre venne pubblicata una nuova versione del brano Ti voglio, interpretata con Elodie e Ditonellapiaga.[92] Il 27 settembre apparve nel docufilm ’O Festivàl su Rai 3, dedicato al Festival di Napoli.[93]

Le ultime apparizioni televisive sono avvenute, il 2 novembre 2025 nel programma Che tempo che fa[94] e una settimana dopo ad Amici di Maria De Filippi.[95]

Ornella Vanoni si è spenta nella tarda serata del 21 novembre 2025 a 91 anni, nella sua casa di Milano, a seguito di un arresto cardiaco.[96] La camera ardente è stata allestita due giorni dopo al Piccolo Teatro di Milano; il funerale è stato celebrato nella chiesa di San Marco nel quartiere Brera. Dopo l’omelia il trombettista Paolo Fresu ha eseguito L’appuntamento e un accenno di Senza fine, in conformità con le sue volontà.[97][98] È stata poi cremata, come da sua volontà, e le ceneri sparse in mare.[99]

Tributi postumi

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La terza edizione del SIAE Music Awards 2025, svoltasi a Milano il 22 novembre, nell'ambito della Milano Music Week 2025, è stata dedicata alla Vanoni. Durante la serata, artisti e autori, come Fiorella Mannoia, Mogol e Mario Lavezzi l'hanno ricordata sottolineando la sua eleganza, la libertà espressiva e la capacità unica di trasmettere emozioni attraverso la musica; Lavezzi ha anche rivelato che stava lavorando a un nuovo brano con Gino Paoli. Salvatore Nastasi, presidente della SIAE, e Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del comune di Milano, hanno evidenziato l’impatto duraturo della sua arte e annunciato il lutto cittadino in occasione delle esequie.[100]

L’estate del 1955 segnò un momento speciale nella sua vita, non solo sul piano professionale ma anche personale. Fu il periodo in cui sbocciò il legame con Giorgio Strehler, fatto di fiducia e stima reciproca, che avrebbe avuto un ruolo importante nell’avvio della sua carriera, poiché il regista iniziò a notarne il talento e a incoraggiarla a intraprendere nuove sfide artistiche.[7] La relazione suscitò clamore per la differenza di età, la condizione matrimoniale di Strehler e la natura del loro legame;[101] durò circa quattro anni e fu interrotta dalla Vanoni a causa dei comportamenti e dei “vizi” del regista, che includevano abitudini sessuali e uso di droghe.[102]

In seguito ebbe una relazione con Gino Paoli, caratterizzata da difficoltà personali e professionali, da momenti di passione ma anche turbolenti, inclusi tradimenti da parte di lui.[103] Solo anni dopo, Vanoni rivelò di aver perso un figlio dal cantautore e di aver affrontato anche un aborto in un'altra circostanza, dichiarando: «Sono rimasta incinta e lui il bambino non lo voleva [...] e ho abortito ma non avrei voluto farlo.»[104]

Il 6 giugno 1960 sposò l’impresario teatrale Lucio Ardenzi; dal matrimonio nacque, due anni più tardi, il figlio Cristiano.

Durante questo periodo, dovette conciliare la carriera musicale e teatrale con la nascita del figlio, affrontando condizioni personali e professionali particolarmente impegnative.[105]

Nel 1962, quando nacque il loro unico figlio, già in quel momento lei e Ardenzi non stavano più insieme; in seguito descrisse quel matrimonio come un “errore” e ammise di nutrire ancora sentimenti per Paoli.[106][102]

Anni dopo, ebbe un lungo legame con il produttore cinematografico Danilo Sabatini. Negli anni novanta fu legata a Vittorio Usigli, un avvocato e manager veneziano.[103]

In questo periodo, la Vanoni fu coinvolta in una disputa con l’ex marito Ardenzi relativa alla mancata collaborazione su alcuni spettacoli teatrali, tra cui Vedova scaltra e opere di Arnold Wesker. Ardenzi minacciò azioni legali per presunta inadempienza contrattuale, mentre Vanoni precisò di non aver mai firmato contratti o accordi vincolanti con la società di produzione Plexus, tutelando la propria autonomia artistica.[107][108] La vicenda si concluse ufficialmente il 20 maggio 1992 con una comunicazione legale da parte di Vanoni, che sancì la fine dei rapporti professionali tra i due.[109]

Ornella Vanoni ha anche avuto due nipoti: Matteo e Camilla.[110]

Impatto culturale

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Ornella Vanoni in uno scatto del 1968

Vanoni ha goduto di grande stima da parte di numerosi colleghi italiani, che nel corso degli anni l'hanno pubblicamente lodata. Tra questi, si ricorda:

  • Eros Ramazzotti di Vanoni ha detto: «È stato per me un onore, oltre che un piacere, realizzare un duetto - per di più con una mia canzone scritta apposta per lei - con Ornella, che considero una delle maggiori protagoniste della musica leggera italiana di tutti i tempi».[111]
  • Per Jovanotti, «la voce della Vanoni è come un profumo. Dopo averla ascoltata ci si sente bene. Immersi in qualcosa di bello che rimane lì».[111]
  • Lucio Dalla riteneva che: «Non c'era differenza tra il suo recitare e il suo cantare, mentre quando la sento cantare, come nella canzone che abbiamo registrato insieme, oltre il suo grande feeling, mantiene intatta la sua qualità d'attrice. Per me Ornella è musica, quando parla, quando canta e anche quando dorme. Non so se russa, ma se lo fa, sicuramente 'russa soul'»..[111]
  • Claudio Baglioni ha affermato che «Ornella è lo stile».[111]
  • Carmen Consoli ha ammesso: «Ho sempre ammirato la Vanoni, la sua forza interpretativa, l'eleganza, la sua straordinaria autoralità - intesa come capacità d'essere "autrice" - delle sue interpretazioni. Ma più di tutto mi incanta la sobrietà con la quale domina il palco attraverso un piccolo gesto della mano, tiene l'attenzione del pubblico con lo sguardo».[111]
  • Alda Merini le ha dedicato una composizione, che recita: «La tua voce che scalda i cuori non scalda te stessa. È vano cercare parole di sole dove c'è la caccia al genio. Il genio è un animale impaurito che scappa di casa in casa rincorso dai cacciatori che odiano la poesia[112]

Ideologia e impegno politici

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Ornella Vanoni mostrò fin dalla giovinezza un interesse per il socialismo, in particolare per il Partito Socialista Italiano dell’epoca di Pietro Nenni. La sua vicinanza ideale a quel movimento non fu mai rinnegata, neppure durante i momenti di crisi del partito. Descrisse Nenni come un simbolo di un socialismo idealista e umano, e attraverso il contatto con Strehler, ebbe modo di avvicinarsi alla dimensione pubblica pur mantenendo la propria indipendenza e curiosità intellettuale. Negli anni successivi, sviluppò anche un rapporto personale e politico con Bettino Craxi, che a metà degli anni Ottanta le propose una candidatura politica, ma declinò l’offerta, mantenendo un legame personale con Craxi anche dopo gli scandali di Tangentopoli e l’avvento della Seconda Repubblica. Pur riconoscendo i cambiamenti della scena politica milanese, continuò a esprimere le proprie opinioni con libertà e autonomia di pensiero, arrivando a sostenere, dopo il 1994, figure politiche di orientamento differente.[113]

Nel 2011 si candidò simbolicamente nella lista civica "Milano al centro", a sostegno del sindaco uscente Letizia Moratti, ottenendo solo 36 preferenze. Dichiarò di aver accettato la candidatura per aiutare un amico, Giovanni Terzi, senza condurre una vera campagna elettorale né avere ambizioni politiche personali.[114]

Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Ornella Vanoni.
  • 1958/59 – Canzoni della mala
  • 1970/71 – ..Ah! l'amore l'amore quante cose fa fare l'amore..
  • 1977/78 – Io dentro / Io fuori tour
  • 1981/82 – Duemilatrecentouno parole
  • 1984/85 – Insieme
  • 1987/88 – O tour
  • 1992/93 – Stella Nascente
  • 1996 – Sheherazade
  • 1997/98 – Argilla tour
  • 2000 – Ornella Vanoni e i Delta V
  • 2002 – E poi la tua bocca da baciare
  • 2004/06 – VanoniPaoli
  • 2007/08 – Una bellissima ragazza tour
  • 2008 – Ornella Live 2008
  • 2008/09 – Più di me
  • 2011 – Contatto 2011
  • 2014/15 – Un filo di trucco, un filo di tacco
  • 2015/16 – Free Soul
  • 2017/18 – La mia storia
  • 2022/23 – Le donne e la musica
  • 2024 – Senza fine

Film e documentari su Ornella Vanoni

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  • Ornella Vanoni. Ricetta di donna, regia di Alexandra della Porta Rodiani (2013)
  • Senza fine, regia di Elisa Fuksas (2021)

Prosa televisiva

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  • Giardino d'inverno (Programma Nazionale, 1961)
  • Stasera Tango (Programma Nazionale, 1964)
  • Ornella Vanoni Show (Secondo Programma, 1964)
  • Senza fine (Programma Nazionale, 1965)
  • Spettacolo a Milano (Programma Nazionale, 1965)
  • Studio Uno (Programma Nazionale, 1966)
  • Ornella Uno (Programma Nazionale, 1967)
  • Addio giovinezza! (Programma Nazionale, 1968)
  • Senza rete (Programma Nazionale, 1968, 1969, 1970, 1972, 1974)
  • Io ci provo (Programma Nazionale, 1970)
  • Serata d'onore (Programma Nazionale, 1971)
  • L'appuntamento (Programma Nazionale, 1973)
  • Non è facile (Programma Nazionale, 1974)
  • Fatti e fattacci (Programma Nazionale, 1975)
  • Per una sera d'estate (Programma Nazionale, 1976)
  • Ritratto di Ornella (Rete 2, 1977)
  • Due come noi (Rete 1, 1979)
  • Il favoloso Fred (Rete 2, 1980)
  • Speciale Ornella Vanoni (Rete 1, 1980)
  • Fotofinish (Rete 1, 1981)
  • Lady Magic (Rete 2, 1982)
  • Concerto @RSI (1982)
  • Risatissima (Canale 5, 1984) – ospite fisso
  • Insieme Vanoni Paoli (Canale 5, 1985)
  • Ornella &... (Rai Uno, 1986)
  • Ornella Vanoni in concerto (Rai Uno, 1988; TMC, 1991)
  • CantaNapoli e non solo (Rai Due, 1993)
  • Ornella - Ancora più di me (Rai Uno, 2008)
  • Star Academy (Rai 2, 2011) – giudice
  • Ora o mai più (Rai 1, 2019) – coach
  • Amici Celebrities (Canale 5, 2019) – giudice
  • Che tempo che fa (NOVE, dal 2024 al 2025) – ospite ricorrente
  • Ornella Vanoni - Senza fine (RTL 102.5 TV,[115] trasmesso il 27 aprile 2024)
  • Amici di Maria De Filippi (Canale 5, 9 novembre 2025) – ospite, ultima volta in TV

Partecipazioni a manifestazioni canore

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Festival di Napoli

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Edizione Artista Abbinamento Brano Autore Categoria Posizione Premi
1964 Ornella Vanoni Domenico Modugno Tu sì 'na cosa grande Domenico Modugno, Gianni Meccia - -
1964 Nunzio Gallo Ammore mio Mogol, Carlo Donida - -

Festival di Sanremo

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Come interprete

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Edizione Artista Abbinamento Brano Autore Categoria Posizione Premi
1965 Ornella Vanoni Udo Jurgens Abbracciami forte Carlo Donida, Mogol - -
1966 Orietta Berti Io ti darò di più Memo Remigi, Alberto Testa
1967 Mario Guarnera La musica è finita Nisa, Franco Califano, Umberto Bindi Lady Festival (premio eleganza)
1968 Marisa Sannia Casa Bianca Don Backy, Eligio della Valle -
1970 I Camaleonti Eternità Giancarlo Bigazzi, Claudio Cavallaro
1989 - Io come farò Mauro Pagani, Gino Paoli e Sergio Bardotti Campioni 10ª
1999 Ornella Vanoni ed Enzo Gragnaniello Alberi Enzo Gragnaniello Premio alla Carriera
2018 Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico Alessandro Preziosi (serata duetti) Imparare ad amarsi Bungaro, Pacifico, Cesare Chiodo, Antonio Fresa Premio miglior interpretazione "Sergio Endrigo"; Premio Baglioni d'oro

Nel 1996 avrebbe dovuto partecipare in gara con il brano Bello amore, ma quest'ultimo risultava già edito, con testo diverso da un'altra artista. Ornella Vanoni fu sostituita da Enrico Ruggeri con il brano L'amore è un attimo.

Edizione Serata Abbinamento Brano
2009 Quarta Simona Molinari Egocentrica / Una ragione di più
2019 Terza Virginia Raffaele La gente e me
2020 Terza Alberto Urso La voce del silenzio
2021 Quinta Francesco Gabbani Medley / Un sorriso dentro al pianto
2023 Quinta Vai Valentina / medley Eternità e Una ragione di più[116]

La prova del nove, Scala reale, Partitissima, Canzonissima e Risatissima

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  • 1965 – La prova del nove: Non dimenticar...(le mie parole), Tu sì na cosa grande (2° posto)
  • 1966 – Scala reale: Cercami (eliminata nella seconda fase)
  • 1967 – Partitissima: La musica è finita - Il mio posto qual è - Tristezza per favore va via - Senza di te - Un'ora sola ti vorrei - Non finirà (inedito della finale - 5° posto)
  • 1968 – Canzonissima 1968: Un'ora sola ti vorrei - Sono triste (eliminata nella seconda fase)
  • 1970 – Canzonissima 1970: L'appuntamento - Una ragione di più (eliminata nella seconda fase)
  • 1971 – Canzonissima 1971: Domani è un altro giorno - L'appuntamento - Il tempo di impazzire (8° posto)
  • 1984 – Risatissima: Ricetta di donna

Un disco per l'estate

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  • 1964 – Poco sole (finale)
  • 1965 – Caldo (eliminata nella prima fase)
  • 1972 – Che barba amore mio (5° posto)

Mostra internazionale musica leggera di Venezia

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  • 1966 – Finalmente libera / Io no
  • 1967 – Ti saluto ragazzo / Il mio posto qual è
  • 1968 – Quando sei triste prendi una tromba e suona
  • 1969 – Mi sono innamorata di te
  • 1970 – L'appuntamento
  • 1971 – Domani è un altro giorno (ritira la Gondola d'oro per le vendite di L'appuntamento)
  • 1972 – Io, una donna
  • 1973 – Sto male / Superfluo
  • 1974 – La gente e me / La tana degli artisti
  • 1977 – Domani no (con i New Trolls)

Power Hits Estate

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  • 2021 – Toy boy (ospite fuori concorso)

1960

  • Premio Oscar dei due Mondi

1962

1963

1964

1967

1970

1975

1981

1984

1999

2005

  • Riccio d'Argento come miglior concerto teatrale con Ti ricordi? No non mi ricordo

2006

2008

2009

2010

2012

2015

2018

2021

  • Premio Power Hitstory alla carriera
  • Soundtrack Stars Award

2022

  • Premio Tenco Speciale

2023

Riconoscimenti

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Laurea magistrale honoris causa in Musica, Culture, Media e Performance - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea magistrale honoris causa in Musica, Culture, Media e Performance
Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— Roma, 2 giugno 1993[118]
  1. ^ Addio a Ornella Vanoni: aveva 91 anni, su Gazzetta.it, 21 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
  2. ^ Addio a Ornella Vanoni, un mito senza confini, su ANSA, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
  3. ^ Ornella Vanoni compie 91 anni: il papà industriale, sognava di fare l’estetista, su Corriere della Sera, 22 settembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
  4. ^ Ornella Vanoni - biografia, su cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 22 maggio 2015 (archiviato il 4 ottobre 2015).
  5. ^ Stefano Crippa, Ornella si nasce, su il manifesto, 22 novembre 2025. URL consultato il 26 novembre 2025.
  6. ^ a b c d Addio a Ornella Vanoni: musica in lutto, su Teatro e Musica News, 22 novembre 2025. URL consultato il 25 novembre 2025.
  7. ^ a b Ornella Vanoni: «Voi non sapete chi sono io», su Vanity Fair Italia, 3 febbraio 2018. URL consultato il 24 novembre 2025.
  8. ^ Al Piccolo: Ornella Vanoni e il suo esordio teatrale e canoro, su Corriere della Sera, 22 settembre 2019. URL consultato il 24 novembre 2025.
  9. ^ a b Ornella Vanoni, da Strehler le “canzoni della mala” (PDF), su 24oreNews Magazine. URL consultato il 25 novembre 2025.
  10. ^ SENTII COME LA VOSA LA SIRENA/CANTO DI CARCERATI CALABRESI, su Discografia Nazionale della canzone italiana. URL consultato il 22 novembre 2025.
  11. ^ LE CANZONI DELLA MALAVITA VOL. 2, su Discografia Nazionale della canzone italiana. URL consultato il 22 novembre 2025.
  12. ^ Morta Ornella Vanoni, aveva 91 anni, su Ondarock, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
  13. ^ Ornella Vanoni – biografia, su OndaRock. URL consultato il 25 novembre 2025.
  14. ^ Luca Dondoni, Ornella Vanoni, il ricordo di Gino Paoli e un amore senza fine, su La Stampa, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
  15. ^ Massimo Orsini, Gino Paoli e la storia d'amore con Ornella Vanoni: perchè si lasciarono, su Velvet Music, 16 luglio 2023. URL consultato il 22 novembre 2025.
  16. ^ a b c d e f Ornella Vanoni e il Cinema, attrazione segreta - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 22 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
  17. ^ Ornella Vanoni: le canzoni e Sanremo, gli amori, la confessione sul funerale e l'ultima provocazione, su Adnkronos, 22 novembre 2025. URL consultato il 22 novembre 2025.
  18. ^ Ornella Vanoni – Biografia, su Rai.it. URL consultato il 27 novembre 2025.
  19. ^ Canzoni in... bikini – Scheda film, su Archivio del Cinema Italiano. URL consultato il 27 novembre 2025.
  20. ^ Scala reale – Archivio RaiPlay, su RaiPlay. URL consultato il 27 novembre 2025.
  21. ^ (EN) Rugantino (Broadway Production), su IBDB. URL consultato il 23 novembre 2025.
  22. ^ (EN) Rugantino (Mark Hellinger Theatre), su Playbill. URL consultato il 23 novembre 2025.
  23. ^ Luca Dondoni, Ornella Vanoni, il ricordo di Gino Paoli e un amore senza fine, su La Stampa, 22 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
  24. ^ Gabriele Antonucci, Luigi Tenco moriva 50 anni fa: gli artisti che hanno cantanto i suoi brani, su Panorama, 27 gennaio 2017. URL consultato il 27 novembre 2025.
  25. ^ Vanoni su Mister Volare …, su Gazzetta del Mezzogiorno, 28 agosto 2015. URL consultato il 23 novembre 2025.
  26. ^ Studio Uno, Ornella Vanoni "sedotta" da Enrico Maria Salerno, in RAI, 21 novembre 2025. URL consultato il 26 novembre 2025.
  27. ^ (EN) “One of the major factors … includes ‘Senza Fine’ sung by Ornella Vanoni” (PDF), su Cash Box, 9 aprile 1966. URL consultato il 23 novembre 2025.
  28. ^ Ornella Vanoni canta "Abbracciami forte", su youtube.com. URL consultato il 3 maggio 2019 (archiviato il 26 dicembre 2015).
  29. ^ Fernando Fratarcangeli, ORNELLA VANONI Discografia Ariston '67-'75 (PDF), in RaroPiù. URL consultato il 27 novembre 2025.
  30. ^ a b c d e Ornella Vanoni e Sanremo: dal 1965 al 2018 sul palco 8 volte come interprete, su RaiNews, 23 novembre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
  31. ^ Tristezza per favore vai via, su Treccani. URL consultato il 26 novembre 2025.
  32. ^ Gino Cervi, Il divagante affetto per il mondo della dottoressa Ornella Vanoni, su Il Foglio, 12 giugno 2025. URL consultato il 26 novembre 2025.
  33. ^ Ornella Vanoni, su Rolling Stone Italia. URL consultato il 26 novembre 2025.
  34. ^ a b Lorenzo Ciofani, Ornella Vanoni al cinema, su CINEMATOGRAFO, 22 novembre 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
  35. ^ La Gondola d’oro, quando Venezia tentò di superare Sanremo, su il Nord Est, 29 luglio 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
  36. ^ IL MULINO DEL PO, su CENTRO VALERIA MORICONI. URL consultato il 28 novembre 2025.
  37. ^ Massimiliano Castellani, Addio a Ornella Vanoni, signora della canzone italiana, su Avvenire, 22 novembre 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
  38. ^ ‘La prima notte di quiete’ a Classici Fuori Mostra, su Cinecittà News, 24 marzo 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
  39. ^ Con i Genesis in Italia incontrammo un pubblico che ci capiva, su Radio Capital, 7 luglio 2023. URL consultato il 28 novembre 2025.
  40. ^ Alessandro Viapiana, Ornella Vanoni, biografia di una musica libera: le canzoni che l'hanno resa famosa, su L'officiel italia, 22 novembre 2025. URL consultato il 28 novembre 2025.
  41. ^ Discografia Nazionale della Canzone Italiana, su discografia.dds.it.
  42. ^ A Arte de Lembrar Segundo Roberto Carlos significado, su letras.mus.br.
  43. ^ (PT) G1 – Zeca Camargo » Pimenta na lista dos outros não arde… » Arquivo, su Globo. URL consultato il 28 novembre 2025.
  44. ^ a b Ornella Vanoni compie 90 anni: gli amori e i successi di un’icona della musica leggera italiana, su Il Giorno, 22 settembre 2024. URL consultato il 25 novembre 2025.
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  46. ^ Gli album più venduti del 1976, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato l'8 novembre 2023.
  47. ^ Ornella Vanoni, Dondoni (La Stampa) a Tgcom24: "Posò nuda per Playboy e si fece dare... un Pomodoro". URL consultato il 29 novembre 2025.
  48. ^ ORNELLA VANONI, su DAGOSPIA, 12 settembre 2024. URL consultato il 24 novembre 2025.
  49. ^ «Io dentro, io fuori», metti Ornella con i New Trolls, su il manifesto, 12 aprile 2022. URL consultato il 29 novembre 2025.
  50. ^ Aldo Grasso, Ornella Vanoni e la Tv: diventò famosa come «cantante della Mala» con una parodia di Tognazzi, su Corriere della Sera, 22 novembre 2025. URL consultato il 29 novembre 2025.
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  55. ^ Senza fine: i 90 anni di Ornella Vanoni e Gino Paoli, su RSI Cultura. URL consultato il 26 novembre 2025.
  56. ^ ITALY FOR ITALY - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 28 marzo 2019 (archiviato il 27 marzo 2019).
  57. ^ Ornella Vanoni, in uscita due raccolte da collezione, su ANSA, 22 settembre 2020. URL consultato il 26 novembre 2025.
  58. ^ Ornella Vanoni: carriera e progetti negli anni ’80, su rai.it. URL consultato il 26 novembre 2025.
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