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Lea Massari

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Lea Massari nel 1965

Lea Massari, pseudonimo di Anna Maria Massatani (Roma, 30 giugno 1933Roma, 23 giugno 2025), è stata un'attrice e modella italiana.

Lea Massari nel suo film d'esordio Proibito (1954) di Mario Monicelli

Nata a Roma, nel quartiere di Monteverde Vecchio[1], figlia di un ingegnere romano, e di origini anche umbre da parte materna, durante l'infanzia Lea Massari visse in Spagna, Francia e Svizzera. Tornata a Roma, si iscrisse all'università e frequentò i corsi di architettura nei primi anni Cinquanta. Lavorò intanto come indossatrice e collaborò con lo scenografo e costumista Piero Gherardi, amico di famiglia, che l'avvicinò presto al mondo del cinema. Dai tratti aristocratici e raffinati, sottolineati dallo sguardo felino e dalla voce roca, sul set del film Proibito (1954), ove lavorò anche Gherardi, fu notata dal regista Mario Monicelli, che la convinse ad interpretare una appassionata ragazza sarda affiancandola ai protagonisti Amedeo Nazzari e Mel Ferrer. Il ruolo di ragazza dolce e innamorata si ripeté con I sogni nel cassetto (1957) di Renato Castellani, ove venne doppiata da Adriana Asti. In occasione del suo esordio sul grande schermo, all'età di 21 anni assunse un nome d'arte in memoria del fidanzato Leo con cui avrebbe dovuto sposarsi, ma che morì a causa di un tragico incidente pochi giorni prima delle nozze.[2]

Negli anni Sessanta partecipò a molte produzioni italiane e francesi, rivestendo ruoli sempre più impegnativi e, per lo più, di donna borghese. Iniziò a ottenere notorietà internazionale accanto a Gabriele Ferzetti e Monica Vitti nel film L'avventura (1960) di Michelangelo Antonioni, nel quale interpretò il ruolo forse più emblematico della prima fase della sua carriera, quello di una giovane donna sognatrice che scompare improvvisamente. Nello stesso periodo, entrò nel cast di altre importanti pellicole: La giornata balorda (1960) di Mauro Bolognini, Il colosso di Rodi (1960) di Sergio Leone, al fianco di Rory Calhoun, e soprattutto Una vita difficile (1961) di Dino Risi, accanto ad Alberto Sordi e Franco Fabrizi. Sia pure non accreditata, si fece notare in Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy (1962), tratto da un soggetto di Vasco Pratolini, cui seguì una partecipazione in un'altra pellicola di tema bellico, La città prigioniera (1962) di Joseph Anthony, con David Niven, Ben Gazzara e Martin Balsam. In quel periodo ricevette uno speciale premio David di Donatello per la sua interpretazione in I sogni muoiono all'alba (1961) di Mario Craveri ed Enrico Gras, tratto da un testo teatrale di Indro Montanelli. Nel 1963 venne proposta per il ruolo della moglie di Marcello Mastroianni in di Federico Fellini, poi assegnato ad Anouk Aimée; si disse che durante il provino per quella parte il regista non si convinse a causa di un inadeguato trucco curato da Gherardi. Nello stesso anno recitò con Francisco Rabal in I cavalieri della vendetta di Carlos Saura.

Fin dai primi anni della carriera fu spesso affiancata a noti attori francesi, come Jean Sorel nel citato film di Bolognini del 1960, Alain Delon in Il ribelle di Algeri (1964) di Alain Cavalier e La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini (per il quale ottenne il primo dei suoi due Nastri d'argento), Maurice Ronet in Il giardino delle delizie (1967), film di esordio di Silvano Agosti e che venne pesantemente censurato in Italia, Jean-Louis Trintignant in La corsa della lepre attraverso i campi (1972) di René Clément, Yves Montand in Un battito d'ali dopo la strage (1973) di Pierre Granier-Deferre, Philippe Leroy in La linea del fiume (1976) di Aldo Scavarda e Jean-Paul Belmondo in Chi dice donna dice donna (1976) di Tonino Cervi. Nel 1970 affiancò Michel Piccoli e Romy Schneider nel controverso L'amante, il primo successo del regista Claude Sautet, per il quale l'attrice romana ottenne il premio Louis-Delluc; tornò a lavorare con Piccoli nel 1979 con Foto ricordo di Pierre Barouh.

Molto apprezzata soprattutto in Francia, dopo aver affrontato lo scabroso tema dell'incesto in Soffio al cuore (1971) di Louis Malle, ove interpretò probabilmente il ruolo più importante della maturità e che pure le costò in Italia una clamorosa denuncia per corruzione di minorenne[3], chiusa con una piena assoluzione, nel 1973 ricevette una Étoile de Cristal come migliore attrice straniera. Nel 1969 recitò anche con Gérard Blain e il debuttante Teo Teocoli nella pellicola Paolo e Francesca di Gianni Vernuccio, uscita due anni dopo. Dopo aver partecipato a Questo impossibile oggetto (1973) di John Frankenheimer, al fianco di Alan Bates e Dominique Sanda, e Allonsanfàn (1974) di Paolo e Vittorio Taviani, accanto a Marcello Mastroianni, nel 1975 fu chiamata a partecipare quale giurata al Festival di Cannes. Nel 1977, insieme a Riccardo Cucciolla, prese parte al film Antonio Gramsci - I giorni del carcere di Lino Del Fra, che vinse il Pardo d'oro al Festival di Locarno. Nel 1979 ricevette il suo secondo Nastro d'argento per il ruolo di Luisa Levi in Cristo si è fermato a Eboli (1978) di Francesco Rosi, ove recitò accanto a Gian Maria Volonté, che la stessa attrice giudicò come il migliore collega con cui avesse mai lavorato.

La Massari lavorò con successo anche in teatro, tra cui in Due sull'altalena (1960) di William Gibson, con la regia di Arnoldo Foà, e per la televisione, come in Capitan Fracassa (1958), I promessi sposi (1967), nel ruolo della Monaca di Monza, Il Misantropo (1967), nel ruolo di Celimene, I fratelli Karamazov (1969) e Quaderno proibito (1980); particolarmente apprezzata dal pubblico e dalla critica fu la sua interpretazione nell'Anna Karenina (1974) di Sandro Bolchi, più volte replicata dalla Rai. La sua ultima apparizione sul piccolo schermo fu in Una donna spezzata (1989) di Marco Leto, tratto dal romanzo di Simone de Beauvoir e sceneggiato dalla stessa Massari.

Appassionata di caccia fin da giovane su esempio e spinta del padre, a partire dai primi anni Ottanta diradò la sua attività artistica. Apparve ancora nel film Segreti segreti (1985) di Giuseppe Bertolucci (ove interpretò il sofferto ruolo della madre suicida di Lina Sastri), per dedicarsi con decisione a campagne ecologiste e animaliste.[1] Attrice notoriamente poco incline al divismo, schiva e riservata, e spesso costretta a vivere e lavorare all'estero anche in ragione del lavoro del marito, si ritirò definitivamente a vita privata nel 1990, all'età di 57 anni. In seguito apparve raramente in pubblico, concedendo poche interviste e rifiutando anche vari inviti a tornare sul set, come quello ricevuto da Ferzan Özpetek, che nel 2005 l'avrebbe voluta in Cuore sacro, in un ruolo poi assegnato a Lisa Gastoni.[4] Il suo ultimo film, che ebbe scarso successo, fu Viaggio d'amore (1990) di Ottavio Fabbri, tratto da un soggetto di Tonino Guerra, ove recitò accanto a Omar Sharif e Ciccio Ingrassia. Dopo il ritiro dalle scene si trasferì in Sardegna con il marito (sposato nel 1963 e da cui divorziò nel 2004) Carlo Bianchini, ex comandante pilota di Alitalia.[5] A seguito di una crisi finanziaria, nel 1994 mise all'asta la sua importante collezione di gioielli antichi.

Oltre alle sue campagne per la difesa degli animali e contro la vivisezione, che la portarono anche a sostenere vari canili, ben nota fu la sua passione per la chitarra e per la musica brasiliana.

Morì il 23 giugno 2025 nella sua casa ai Parioli di Roma, all'età di 91 anni, ma il decesso fu reso pubblico dopo i funerali[6], svoltisi il giorno dopo in forma privata nella concattedrale di Santa Maria Assunta di Sutri in provincia di Viterbo; fu sepolta nel cimitero di Sutri.[7][8]

Lea Massari nel film L'avventura (1960) di Michelangelo Antonioni
Lea Massari nel film Allonsanfàn (1974) di Paolo e Vittorio Taviani

Commedia musicale

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Prosa televisiva

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Riconoscimenti

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  1. 1 2 Lea Massari, su intervisteromane.net. URL consultato il 25 maggio 2020.
  2. Lea Massari | MYmovies, su mymovies.it. URL consultato il 25 maggio 2020.
  3. Lea Massari 80 anni, da 20 è lontana da scene - Photostory Spettacolo - ANSA.it, su ansa.it. URL consultato il 25 maggio 2020.
  4. Lea Massari, su news.cinecitta.com. URL consultato il 25 maggio 2020.
  5. Lucilla Continenza, LEA MASSARI: incantevole e raffinata attrice romana, su ildogville.it, 6 gennaio 2020. URL consultato il 25 maggio 2020.
  6. È morta Lea Massari, diva discreta e icona del cinema: stava per compiere 92 anni, su www.rainews.it, 25 giugno 2025.
  7. Addio a Lea Massari, la diva discreta del cinema italiano aveva 91 anni, su adnkronos.com, 25 giugno 2025.
  8. Lea Massari, morta l'antidiva ribelle del cinema italiano: aveva 91 anni, si era ritirata da più di trenta, su www.ilmessaggero.it, 25 giugno 2025. URL consultato il 25 giugno 2025.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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