Alain Delon

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Alain Delon al Festival di Cannes 2010

Alain Delon, all'anagrafe Alain Fabien Maurice Marcel Delon (Sceaux, 8 novembre 1935), è un attore, regista e produttore cinematografico francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

A soli 4 anni i genitori si separano e Alain Delon finisce in un collegio di suore. Ha un carattere ribelle e per questo motivo è costretto a cambiare diversi istituti. A 14 anni lascia la scuola, lavorando per qualche tempo nella macelleria del patrigno. A 17 anni si arruola nella marina francese e viene destinato in Indocina, nel sud-est asiatico, nell'ambito del corpo di spedizione militare francese nella guerra d'Indocina. Al momento del congedo, dopo 5 anni, ha totalizzato ben 11 mesi complessivi di prigione per indisciplina.[senza fonte]

Tornato in Francia nel 1956, Delon deve affrontare una situazione di ristrettezza economica, svolgendo i lavori più disparati quali il facchino, il commesso, il cameriere nei quartieri malfamati di Montmartre e Les Halles.

Grazie alla passione per la giovane attrice Brigitte Auber si allontana da questo mondo e fa la conoscenza dell'attore Jean-Claude Brialy che lo invita al Festival di Cannes, dove la sua bellezza candida e al tempo stesso glaciale non passa di certo inosservata. Si trasferisce a Roma dove condivide l'appartamento con Gian Paolo Barbieri che diventerà un famoso fotografo e gli viene proposto un contratto che lo potrebbe portare a Hollywood a patto di imparare l'inglese. Nonostante abbia cominciato un corso di inglese in Francia il viaggio salta quando il regista Yves Allegret lo convince a lavorare per lui.

Uno dei suoi quattro figli è Anthony Delon (1964), attore, che gli ha dato tre nipoti tra cui la modella Alyson Le Borges[1].

Carriera di attore[modifica | modifica wikitesto]

Anni cinquanta - Esordi nel cinema e primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Il regista e sceneggiatore francese Yves Allegret fa esordire Alain nel film Godot (1958). Nello stesso anno entra nel film Fatti bella e taci, duetta per la prima volta con Jean-Paul Belmondo, e gira, finalmente come protagonista, L'amante pura (Christine), grazie al quale conosce Romy Schneider con cui avrà una lunga relazione sentimentale. Sono giovani, belli e hanno successo, sono la coppia d'oro del cinema francese e il pubblico li segue con interesse sia al cinema sia sui giornali.

Anni sessanta - La consacrazione[modifica | modifica wikitesto]

Alain Delon (1966)

Nonostante il film con la Schneider non sia stato molto apprezzato dai critici, grazie a René Clément gli viene offerta una nuova occasione e questa volta con Delitto in pieno sole, tratto da un romanzo Patrica Highsmith ottiene la consacrazione come star. L'incontro con Luchino Visconti è una tappa fondamentale per la consacrazione internazionale. Nel 1960 infatti è uno dei protagonisti del capolavoro del regista italiano Rocco e i suoi fratelli, ove incarna un personaggio puro e tollerante, così lontano da quelli che diventeranno i suoi ruoli tipici.

In questo periodo partecipa a opere di grande spessore artistico, lavorando con Michelangelo Antonioni ne L'eclisse (1961), René Clément nella commedia Che gioia vivere (1961) e nuovamente con Visconti nei panni di Tancredi ne Il Gattopardo (1964). Entrambi i film di Visconti vengono premiati al Festival di Cannes e hanno un'eco internazionale.

Seguiranno Colpo grosso al casinò (1963) di Henri Verneuil al fianco di Jean Gabin, che lui considera il suo idolo e punto di riferimento cinematografico, Il tulipano nero di Christian Jaque e Crisantemi per un delitto (1964) di Clément. Ulteriori pellicole negli stessi anni sono: Tre passi nel delirio nell'episodio William Wilson diretto da Louis Malle (1967), e il kolossal Parigi brucia? (1966) ancora di Clément.

Intanto, lasciata la Schneider, nel 1964 sposa l'attrice Francine Canovas che prenderà il nome d'arte di Nathalie Delon; da lei avrà il figlio Anthony, prima del divorzio avvenuto nel 1968.

In precedenza aveva avuto una breve relazione con la cantante tedesca Nico ma Delon ha sempre contestato la paternità del figlio di lei, nato nel 1962 al quale è stato imposto il nome Christian Aaron Boulogne.

In questo stesso periodo tenta l'avventura teatrale ma si lancia anche in altre avventure: compra il ristorante "La Camargue" a Nizza e produce il film L'insoumis diretto da Alain Cavalier.

Il successo di Alain Delon negli anni cinquanta e settanta fa nascere in Francia una rivalità mediatica con l'altra stella transalpina emergente: Jean-Paul Belmondo. Oltre che in Italia, viene chiamato a lavorare per grandi produzioni hollywoodiane, ma senza mai sfondare veramente; mentre in Francia è uno degli attori più redditizi assieme a Louis de Funes e al suo collega-rivale Jean-Paul Belmondo.

Polar e film d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Ormai affermato e molto popolare, Delon comincia a girare quasi esclusivamente film "polar" (un genere ibrido fra poliziesco e noir), ritagliandosi il classico personaggio di duro hard boiled, affascinante e dal destino spesso segnato, indipendentemente dall'appartenenza ora alla malavita ora alla polizia. Offre così una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro di Melville, Frank Costello faccia d'angelo (1967), e notevole è la sua prova ne Il clan dei Siciliani di Verneuil (1969). Non mancano contro recitazioni di maniera, come Addio Jeff (1968) e La piscina (1969). Nello stesso anno è coinvolto nelle indagini sul misterioso omicidio della sua guardia del corpo, una storia che svela retroscena di sesso e droga nel suo entourage e che finisce per accrescerne la fama di attore difficile.

Anche il suo matrimonio finisce e comincia una relazione con l'attrice Mireille Darc.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

È il momento di Borsalino (1970), di Jacques Deray, film che incontra il favore del pubblico grazie all'accoppiata con Belmondo; il noir I senza nome (1970) di Melville, opera riscoperta dalla critica negli anni novanta. Con Daniele Dominici in La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini, Delon ritrova interesse per il cinema d'autore, impersonando ruoli complessi ne L'assassinio di Trotsky (1972) e Mr. Klein (1976), entrambi di Joseph Losey.

Dalla metà degli anni settanta l'attore francese recita quasi esclusivamente o in polizieschi violenti, in cui i caratteri divengono sempre più stereotipati e monocordi (Morte di una carogna del 1977), oppure in produzioni internazionali di minore rilievo (Airport '80 1979).

Nel 1973 assieme a Dalida incide la canzone Paroles, paroles, versione francese della canzone Parole parole cantata da Mina e recitata da Alberto Lupo.

Anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'opposizione di una certa critica il pubblico continua a seguire i suoi film, come produttore si ritiene soddisfatto tanto da dichiarare che se nel titolo compariva la parola "flic" il successo era assicurato. Negli anni ottanta prende parte a Notre Histoire (1985) di Bertrand Blier, per cui riceve l'unico e tardivo premio César in carriera come miglior attore protagonista in un ruolo che però non è quello di poliziotto ma nemmeno di un delinquente. Nello stesso anno si trasferisce in Svizzera ottenendone la cittadinanza alla fine degli anni novanta.

Gira insieme con l'attrice italiana Dalila Di Lazzaro il film Tre uomini da abbattere per la regia di Jacques Deray. Mentre con Ornella Muti gira il film di ispirazione letteraria Un amore di Swann.

Seguono le partecipazioni in Nouvelle vague di Jean-Luc Godard (1991), e l'ironico Uno dei due (1998) di Patrice Leconte, nuovamente al fianco di Belmondo, film nei quali si allontana definitivamente dal genere Polar.

Negli anni novanta gli incassi dei suoi film sono decisamente in caduta tanto che l'attore dichiara di voler chiudere la sua carriera, ma in seguito accetta di lavorare per il cinema e la televisione.

Dopo 15 anni il legame con Mireille Darc si conclude, l'attore si lega per un breve periodo all'attrice Anne Parillaud per poi legarsi alla modella di origine olandese Rosalie van Breemen che gli darà due figli: Anouchka Delon nata nel 1990 e Alain-Fabien Delon nato nel 1994.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 ritrova il grande successo con una serie televisiva dove torna a indossare i panni del poliziotto tormentato, quelli di Fabio Montale della polizia di Marsiglia (personaggio creato da Jean-Claude Izzo); seguito un paio di anni dopo da quelli di Frank Riva che lotta con la mafia.

Nel 2005, in concomitanza con la crisi sentimentale e la separazione dalla compagna Rosalie, Delon rivela alla stampa la sua lotta contro la depressione, malattia che lo ha portato sull'orlo del suicidio. Nel medesimo anno riceve la Legione d'onore dalle mani del presidente Jacques Chirac, per il suo contributo all'arte cinematografica mondiale.

Nel 2008 torna al cinema interpretando con autoironia Giulio Cesare in Asterix alle Olimpiadi. Il 9 ottobre 2009 è ospite su RaiUno in una puntata del varietà I migliori anni: nel corso dell'intervista dichiara di aver sconfitto la depressione che lo aveva afflitto. Afferma inoltre di conservare un grande ricordo degli attori e dei registi italiani con cui ha lavorato, e in particolare cita come suo amico lo scomparso attore Renato Salvatori. Nel 2013 suscita alcune polemiche una sua intervista al canale televisivo francese France 5, in cui afferma che l'omosessualità è contronatura.[2]

Continua a calcare le scene teatrali dove oltre a ritrovare la sua ex compagna Mireille Darc ritrova anche la figlia Anouchka Delon.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Alain Delon è stato doppiato da:

  • Massimo Turci in Delitto in pieno sole, Né onore né gloria, Parigi brucia?, Texas oltre il fiume, Frank Costello faccia d'angelo, Diabolicamente tua, Il clan dei siciliani, Borsalino, I senza nome, L'evaso, La mia legge, Un amore di Swann
  • Cesare Barbetti in L'amante pura, Colpo grosso al Casinò, Una Rolls-Royce gialla, Tre passi nel delirio, Due sporche carogne - Tecnica di una rapina, La piscina
  • Luigi La Monica in Scorpio, Zorro, La prima notte di quiete, Frank Riva, Tony Arzenta, Esecutore oltre la legge
  • Michele Kalamera in Notte sulla città, Due contro la città
  • Pino Colizzi in Flic Story, Lo zingaro
  • Oreste Rizzini in Airport '80, Asterix alle Olimpiadi
  • Giuseppe Rinaldi in Delitto in pieno sole (solo in una scena), Il tulipano nero
  • Achille Millo in Rocco e i suoi fratelli
  • Gabriele Antonini in L'eclisse
  • Carlo Sabatini in Il Gattopardo
  • Luciano Melani in Sole Rosso
  • Pino Locchi in Borsalino & Co.
  • Franco Zucca in Nouvelle Vague

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È molto famoso in Cina (se non l'unico, uno dei pochissimi attori francesi conosciuti) perché il film Zorro è stato uno dei primissimi film europei ad essere distribuito in questo paese.
  • Il gruppo musicale inglese The Smiths utilizza una foto tratta dalla scena finale del film Il ribelle di Algeri (L'insoumis) per il suo album "The Queen is dead" pubblicato nel 1986.
  • Il gruppo musicale italiano Baustelle gli ha dedicato una canzone intitolata "la canzone di Alain Delon".
  • In una intervista pubblicata sul "Los Angeles Time" Madonna ha dichiarato che la canzone "Beautiful Killer" (contenuta nell'album MDNA era un omaggio all'attore e al suo carisma.
  • In una intervista pubblicata su "TV Magazine" Richard Gere ha dichiarato che su consiglio del regista e sceneggiatore Paul Schrader ha visto molte volte il film Delitto in pieno sole (Plein soleil) per trarre ispirazione nell'interpretazione del protagonista di American Gigolo.
  • Nel 2009 presta la sua immagine per la pubblicità del profumo « Eau Sauvage » di Christian Dior. Vengono scelte delle foto e delle brevissime scene del film La piscina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alyson Le Borges, nuova testimonial Intimissimi: le foto qnm.it
  2. ^ La Stampa

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Premio César per il migliore attore Successore
Coluche
per Ciao amico
1985
per Notre histoire
Christopher Lambert
per Subway
Controllo di autorità VIAF: (EN69115231 · LCCN: (ENn83011368 · ISNI: (EN0000 0001 1447 3173 · GND: (DE118679406 · BNF: (FRcb13893132f (data) · NLA: (EN35657943