Vasco Pratolini

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« Tutto vale per rivelarci un uomo: come reagisce a una sciagura, come abborda una prostituta. »
(Vasco Pratolini, Cronaca familiare, 1947)
Vasco Pratolini

Vasco Pratolini (Firenze, 19 ottobre 1913Roma, 12 gennaio 1991) è stato uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vasco Pratolini nasce a Firenze, nel quartiere popolare di via de' Magazzini, da una famiglia di umili condizioni, aggravate dalla morte della madre, che avviene quando il piccolo Vasco ha appena cinque anni. Da ragazzo si prodiga in molti mestieri per sopravvivere: garzone di bottega, venditore ambulante, barista, non trascurando mai il suo grande amore per i libri. Legge inizialmente Dante e Alessandro Manzoni, poi Jack London, Charles Dickens, Mario Pratesi, Federigo Tozzi, e cresce in un ambiente letterario fiorentino influenzato dalla rivista Solaria e dai movimenti cattolici francesizzanti.

Grazie ad Elio Vittorini prende contatti con il mondo letterario e dal 1935 al 1938 diviene redattore, assieme a Romano Bilenchi e allo stesso Vittorini, del periodico politico il Bargello, grazie al quale focalizza e perfeziona la sua "coscienza proletaria" e di classe, e pubblica i suoi primi scritti letterari nel 1937 su Letteratura. Durante gli anni universitari è iscritto ai GUF e partecipa ai Littoriali della cultura e dell'arte. Nel 1938 fonda con Alfonso Gatto la rivista Campo di Marte, distribuita dall'editore Vallecchi, nella quale i due redattori cercano di saldare la loro sensibilità privata e letteraria con quella pubblica e politica.

Partecipa poi attivamente alla Resistenza. Dopo la guerra, nel dicembre 1948, si trasferisce a Napoli, dove vive sino al 1951; insegna all'Istituto Statale d'Arte "Filippo Palizzi" e intanto scrive Cronache di poveri amanti (1947), Un eroe del nostro tempo (1949), Le ragazze di San Frediano (1949). Negli stessi anni lavora come giornalista e collabora alla sceneggiatura di alcuni film famosi: Paisà di Roberto Rossellini, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy ecc.

È sepolto al Cimitero delle Porte Sante di Firenze.

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Pratolini al cimitero delle Porte Sante a Firenze.

Tra le opere più importanti: Cronaca familiare (1947), Cronache di poveri amanti (1947), Metello (1955).

In Cronaca Familiare[1] Pratolini prosegue il cammino iniziato con Il tappeto verde, scandendo le tappe della sua fanciullezza patetica e avventurosa attraverso la narrazione della genesi e dello sviluppo, fino al tragico epilogo, della sua difficile relazione con il fratello Ferruccio. I due vengono separati nei primi anni dell'infanzia, dopo la morte prematura della madre, e Ferruccio è allevato dal maggiordomo di un ricco barone inglese, che gli impartisce un'educazione rigorosa e severa; Vasco è invece allevato con grande affetto dalla nonna. I due fratelli si ritrovano dopo alcuni anni, e un delicato affetto fraterno cancella le antiche incomprensioni. La scrittura di Pratolini è tersa e sorvegliata, improntata a un sapiente e raffinato lirismo, vicino al ritmo della prosa d'arte.

Cronache di poveri amanti è un romanzo ambientato quasi interamente in Via del Corno, negli anni 1925-1926. I personaggi sono i consueti del repertorio pratoliniano: giovani proletari alle prese con esperienze sentimentali e con la durezza della loro difficile condizione sociale. Sullo sfondo si apre lo scenario della Firenze nei primi anni del fascismo, una città in lotta per l'affermazione di ideali politici e umani contrastanti. Come in quasi tutti gli altri romanzi di Pratolini l'ambientazione storica è la cornice esterna di storie soggettive e di vicende sentimentali, e consente al lettore di entrare in contatto con un periodo ormai trascorso e di riviverne l'atmosfera e gli umori. Pratolini, in questo romanzo a sfondo autobiografico, descrive lo sconvolgimento della realtà popolare fiorentina negli anni dell'affermazione del fascismo, legando la storia di Firenze alle drammatiche vicende italiane.

Un eroe del nostro tempo narra la dolorosa storia di una vedova costretta a trasferirsi in una via di Firenze in cui non conosce nessuno e dove fatica ad inserirsi: ella ha sempre avuto al suo fianco persone dal carattere forte (prima il padre e poi il marito) le quali le hanno sempre consigliato di diffidare degli sconosciuti, soprattutto se non appartengono a un determinato partito politico: quello fascista. La donna vive così le sue prime settimane segregata nella sua nuova abitazione, senza parlare con nessuno. Le sottili mura del suo appartamento le permettono di sentire ciò che avviene nella casa vicina ed ella inizia a seguire con attenzione sempre maggiore i movimenti del giovane Sandro, un ragazzo rimasto orfano del padre, costretto a diventare adulto prima del tempo. Tra i due inizia una relazione che porterà la donna, succube del forte carattere del giovane, ad annullare sé stessa per il suo innamorato. Sullo sfondo, soprattutto nelle vicende che riguardano la vita lavorativa di Sandro, riemerge una Firenze dilaniata dalla lotta tra fascismo e comunismo. Con questa opera incomincia il trapasso da un lirismo-regionale ad una "storia italiana" che verrà poi espanso nei lavori successivi.

Metello racconta la storia di Metello Salani, un orfano allevato da contadini che si trasferisce ancora ragazzo a Firenze per trovare lavoro. Partecipa a degli scioperi, al movimento socialista e al nascente movimento operaio nel periodo che intercorre fra il 1875 ed il 1902. In parallelo si sviluppano le vicende affettive del protagonista che finirà per sposare Ersilia. Metello è il primo volume di una trilogia che si intitola Una storia italiana e che comprende come secondo capitolo Lo scialo e come epilogo Allegoria e derisione.

Con lo Scialo lo scrittore descrive la storia della borghesia ai tempi dell'avvento del regime fascista. Il protagonista rinuncia ai suoi ideali giovanili socialisti per opportunismo e convenienza. Ma al centro dell'attenzione dell'autore vi è proprio la borghesia, che grazie al fascismo raggiunge una posizione di privilegio sociale. Rispetto al capitolo precedente della trilogia, la struttura del romanzo appare più composita e meno compatta.

Pratolini ha curato opere di Mario Pratesi (L'eredità), Victor Hugo (Cose viste), Charles-Louis Philippe (Bubu di Montparnasse), Jules Supervielle (Il ladro di ragazzi), Raffaele Viviani (Poesie) e due antologie per la scuola media: Quello che scoprirai (in collaborazione con Luigi Incoronato, Vallecchi, 1953) e Il Portolano (con Sergio Checconi e Franco Mollia, Calderini, 1983).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Vasco Pratolini è un autore che ha tentato di tradurre l'atmosfera neorealista in una precisa poetica. È uno degli iniziatori del neorealismo, la corrente della quale furono massimi esponenti Italo Calvino, Elio Vittorini e Cesare Pavese.

La produzione letteraria giovanile risente dell'ambiente fiorentino in cui Pratolini si era formato. Nei suoi racconti si coglie un aspetto originale, tipico del suo stile, che lo differenzia da tutti gli altri scrittori neorealisti; si nota infatti un forte impatto narrativo e una riscoperta della realtà cittadina non contrapposta al mondo contadino, ma descritta come luogo corale di sentimenti (amore, amicizia e solidarietà) ed esperienze comuni ad ogni uomo. Successivamente, grazie anche all'esperienza politica della Resistenza ed al clima che contraddistingue il dopoguerra, la produzione di Pratolini si consolidò sempre più verso un tipo di racconto che si allarga via via dalla città alla storia collettiva.

Il romanzo di Pratolini accolto dal maggiore successo di pubblico fu Metello, stampato nel 1955, che si aggiudicò il Premio Viareggio.

Filmografia e adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Vasco Pratolini (a destra) e Luigi Silori al Ridotto dell'Eliseo di Roma nel 1959.

Contributi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Asor Rosa, Vasco Pratolini, Roma, Edizioni Moderne, 1958
  • Fulvio Longobardi, Vasco Pratolini, Milano, Mursia, 1964
  • Carlo Villa, Invito alla lettura di Vasco Pratolini, Milano, Mursia, 1973
  • Il caso Pratolini: ideologia e romanzo nella letteratura degli anni Cinquanta, a cura di Mirko Bevilacqua, Bologna, Cappelli, 1982
  • Fabio Russo, Vasco Pratolini: introduzione e guida allo studio dell'opera pratoliniana, storia e antologia della critica, Firenze, Le Monnier, 1989
  • Oreste Macrì, Pratolini: romanziere di una storia italiana, Firenze, Le lettere, 1993
  • Giancarlo Bertoncini, Il romanzo di Pratolini, Modena, Mucchi, 1993
  • Francesco Paolo Memmo, Vasco Pratolini: bibliografia 1931-1997, Firenze, Giunti, 1998

Altri contributi[modifica | modifica wikitesto]

  • Michel Paoli, "Cronaca familiare" di Vasco Pratolini, tra vita e politica, « Italianistica », XXVIII, 2 (1999), pp. 267–288.
  • Marta Marri Tonelli, Arco nel romanzo non scritto di Vasco Pratolini, Museo Alto Garda, 2013
  • Franco Pappalardo La Rosa, "La fascinosa verginità dell''opera prima'", in Le storie altrui. Narrativa italiana del penultimo Novecento, Torino, Achille e La Tartaruga, 2016 ISBN 9 788896 558416

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la trasposizione cinematografica di Valerio Zurlini, v.: Looking Back on Venice Film Festival, The Times (london, England), Wednesday, Sep 12, 1962; pg. 12; Issue 55494; First-Rate Piece of Hollywood Entertainment, Times [London, England] 21 Nov. 1963: 17; David Robinson, Men at War, The Financial Times (London, England), Friday, November 22, 1963; pg. 28; Edition 23,167.

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