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Omar Sharif

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Omar Sharif a Venezia nel 2009.

Omar El-Sherif (in arabo: عمر الشريف), in arte noto semplicemente come Omar Sharif, nato Michel Dimitri Shalhoub (in arabo: ميشيل ديميترى شالهوب) (Alessandria d'Egitto, 10 aprile 1932Il Cairo, 10 luglio 2015) è stato un attore e giocatore di bridge egiziano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sharif nacque ad Alessandria d'Egitto il 10 aprile del 1932, figlio di Joseph Shalhoub e di Claire Saada, ambedue immigrati libanesi originari di Zahle e di religione cattolica greco-melchita. Si diplomò presso il Victoria College di Alessandria, quindi conseguì la laurea in matematica e fisica all'università del Cairo. In seguito, lavorò con suo padre nel commercio del legname.

Nel 1953 cominciò la sua carriera di attore, con un ruolo nel film egiziano Ṣirāʿ fī l-wādī (titolo inglese: The Blazing Sun, lett: Lotta sul fiume), il cui giovane regista era Yusuf Shahin.

Omar Sharif in una scena del film Il dottor Živago (1965).

Il suo primo film in inglese fu Lawrence d'Arabia del 1962. La sua interpretazione dello Sharif ʿAlī, gli valse una nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista. Tre anni dopo interpretò il dottor Yuri Živago nell'omonimo film di David Lean, con un'interpretazione che gli fruttò il Golden Globe 1966 nella categoria miglior attore in un film drammatico.

Nel 1988 fu uno dei grandi ospiti del Raffaella Carrà Show su Canale 5, primo varietà Fininvest condotto da Raffaella Carrà.

Tra i suoi tanti film, nel 2003 ha interpretato il protagonista di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, vincendo il premio del pubblico per il miglior attore alla 60ª Mostra del Cinema di Venezia - accompagnata quell'anno dal Leone d'Oro alla carriera - e, nell'edizione 2004, il Premio César per il migliore attore.

Nel 2005 partecipò alla fiction San Pietro di Giulio Base, in cui interpretò il ruolo principale.

Omar Sharif parlava correntemente arabo, francese, inglese e italiano, lingue nelle quali ha anche recitato e girato dei film, oltre a greco e turco.

Nel maggio del 2015 era stato annunciato che Sharif era affetto dal morbo di Alzheimer, confondendosi nel ricordare alcuni dei più grandi film della sua carriera, ha dichiarato suo figlio Tarek El-Sharif.[1]

Sharif è morto il 10 luglio del 2015 dopo un attacco di cuore in un ospedale de Il Cairo, in Egitto, all'età di 83 anni [2][3] ed è stato sepolto nel cimitero El Sayeda Nafisa, al Cairo.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Omar Sharif alla Mostra del cinema di Venezia

Nel 1955, per poter sposare la star egiziana Faten Hamama, si convertì dal Cristianesimo all'Islam, assumendo quindi il nome di Omar El-Sharif.[4] La coppia ebbe un figlio, Tarek, che apparve come Yuri all'età di otto anni nel film Il dottor Živago. I due si separarono nel 1966 e il matrimonio finì con un divorzio nel 1974.

Ebbe due nipoti, Omar (anch'esso attore) e Karim.

Nel 1992 subì un'operazione per un triplo bypass e due anni dopo ebbe un leggero infarto.

Il 5 agosto 2003 fu condannato a un mese con la condizionale per aver colpito un poliziotto in un casinò dei sobborghi di Parigi nel giugno dello stesso anno. Fu anche multato e gli fu imposto di pagare una somma come risarcimento dei danni provocati al poliziotto. L'11 giugno 2005 fu coinvolto in un episodio simile a Beverly Hills: in quel caso fu condannato a una multa di 17.000 dollari per aver spaccato il naso a un parcheggiatore.[5]

Si disse che fosse stato messo sulla lista emessa dal gruppo terroristico di al-Qāʿida nel novembre 2005 per aver recitato la parte di San Pietro in un film prodotto per la televisione italiana.[senza fonte]

In diverse occasioni causò controversie per aver sostenuto la tolleranza dei musulmani verso gli ebrei e i cristiani.[6]

Carriera come giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Sharif era uno dei più affermati giocatori di bridge del mondo. Ha tenuto per vario tempo una rubrica sull'argomento per lo statunitense Chicago Tribune ed è stato autore e coautore di parecchi libri su tale gioco, legando il suo nome persino a un programma per computer dedicato al bridge.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Nomination

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Vinti

UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 2005, gli è stata conferita una medaglia all'onore dall'UNESCO, come riconoscimento dei suoi contributi significativi al mondo del cinema e alla diversità culturale.[7]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Omar Sharif è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ http://www.bbc.com/news/entertainment-arts-33483877
  3. ^ [2]
  4. ^ Necrologio di Al Jazeera
  5. ^ Omar Sharif guilty of punch attack su breitbart.com, 13 febbraio 2007. URL consultato il 10 luglio 2015.
  6. ^ Da Free Muslims Coalition e dal Guardian.
  7. ^ Questa onorificenza, molto importante e consegnata molto raramente dal Mosfil'm russo, prende il nome dal famoso regista russo Sergej Michajlovič Ejzenštejn e viene data in appena 25 esemplari.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Premio César per il migliore attore Successore
Adrien Brody
per Il pianista
2004
per Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Mathieu Amalric
per I re e la regina
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