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King Vidor

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King Vidor nel 1925.
Statuetta dell'Oscar Oscar onorario 1979

King Wallis Vidor (Galveston, 8 febbraio 1894Paso Robles, 1º novembre 1982) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Uno dei nomi più importanti del cinema hollywoodiano, la sua carriera, iniziata nei primi anni dieci, durò fino alla fine degli anni cinquanta. Saltuariamente, apparve in qualche film anche nelle vesti di attore.

King Vidor su Film Daily nel 1919.

Vidor nacque in una famiglia benestante a Galveston, in Texas, figlio di Kate Wallis e Charles Shelton Vidor, un importatore di legname e proprietario di una fabbrica. Suo nonno paterno, Károly Vidor, fu un rifugiato della Rivoluzione ungherese del 1848, che adottò il nome americanizzato "Charles" quando si stabilì a Galveston nei primi anni del 1850 e combatté per la Confederazione durante la Guerra Civile Americana.[1] La madre di Vidor, Kate Wallis, di origine scozzese-inglese, era una parente della seconda moglie del noto pioniere e politico Davy Crockett. Il "King" in King Vidor non è un soprannome, ma il suo nome di battesimo in onore del fratello preferito di sua madre, King Wallis.[2][3][4]

Cameraman di cinegiornali e addetto alla proiezione dei film nei cinematografi, nel 1913 debuttò come regista del film In Tow, della lunghezza di due bobine. A Hollywood dal 1915, fece diversi lavori, prima di registrare il film The Turn of the Road nel 1919. La qualità del suo montaggio del film Peg del mio cuore (1922) gli fece ottenere un contratto dalla MGM. Nel 1925 realizzò il malinconico film di guerra La grande parata, la storia di un uomo (John Gilbert) che si avventura al fronte per tornare poi avvilito dalla sua amata.

Quel successo di critica (ma non di pubblico, almeno non all'epoca) fu bissato con La folla (1928), in cui mise in scena l'"uomo comune", alle prese con le gioie e i drammi quotidiani della vita. Il film, ritenuto un capolavoro, permise a Vidor di dimostrare un utilizzo innovativo della macchina da presa. Negli anni trenta alternò il dramma, Il campione (1931) e La cittadella (1938), il film d'impegno civile Nostro pane quotidiano (1934), e il western, Amore sublime (1937). Fu presidente della Screen Directors Guild dal 1936 al 1938.

Negli anni quaranta realizzò il western di successo Duello al sole (1946), un'epopea sul vecchio West. Nel 1956 diresse il kolossal Guerra e pace, che detiene ancora oggi il primato di film italiano più visto di sempre[5]. Nel 1959 abbandonò il cinema dopo aver diretto il kolossal Salomone e la regina di Saba. Dopo esser stato nominato per cinque volte all'Oscar, nel 1979 ne ottenne uno alla carriera. Diresse nel 1980 il suo ultimo film, il documentario The Metaphor.

Di fede politica repubblicana,[6] Vidor aderì all'organizzazione anticomunista Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals nel 1944. Era inoltre un cristiano scientista e scrisse di tanto in tanto per le pubblicazioni ecclesiastiche. Fu sposato per tre volte: con le attrici Florence Vidor e Eleanor Boardman e la sceneggiatrice Elizabeth Hill.

King Vidor e Colleen Moore nel 1921.

Sceneggiatore

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  1. Sandra Donaldson, To My Father on His Birth-Day, Routledge, 20 dicembre 2024, pp. 132–135, ISBN 978-1-003-32884-1. URL consultato il 14 agosto 2025.
  2. 10.1063/1.3467900.1, su Default Digital Object Group, 13 agosto 2010. URL consultato il 14 agosto 2025.
  3. (EN) Texas General Land Office, Honoring a Widow of the Alamo — Elizabeth Crockett’s Land Legacy, su Save Texas History, 27 aprile 2023. URL consultato il 14 agosto 2025.
  4. Bernadette Sewell, Angela Farr e Ashley Akbari, The cost of implementing the COVID-19 shielding policy in Wales, in BMC Public Health, vol. 23, n. 1, 26 novembre 2023, DOI:10.1186/s12889-023-17169-3. URL consultato il 14 agosto 2025.
  5. I 50 film più visti al cinema in Italia dal 1950 ad oggi, su movieplayer.it. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  6. (EN) When Hollywood Was Right: How Movie Stars, Studio Moguls, and Big Business Remade American Politics, Cambridge University Press, 2013, p. 67, ISBN 978-1-107-65028-2. URL consultato il 25 maggio 2019.
  • La grande parata - Il cinema di King Vidor a cura di Sergio Toffetti e Andrea Morini, Lindau 1994 ISBN 88-7180-106-7
  • Un albero è un albero, King Vidor a cura di Francesco Iezzi, Lithos 2017 ISBN 978-88-99581-46-6

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