Roberto Benigni

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Roberto Benigni
Roberto Benigni a Terni durante le manifestazioni valentiniane nel 2006
Roberto Benigni a Terni durante le manifestazioni valentiniane nel 2006
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica d'autore
Periodo di attività 1972 – in attività
Album pubblicati 6
Studio 8
Raccolte 2
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior attore 1999
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior film straniero 1999

Roberto Remigio Benigni (Manciano La Misericordia, 27 ottobre 1952) è un attore, comico, showman, regista, sceneggiatore e cantante italiano.

Fra i numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, un premio Oscar come miglior attore per la sua interpretazione nel film La vita è bella. È stato l'unico interprete maschile italiano a ricevere l'Oscar come miglior attore protagonista, recitando nel ruolo da protagonista in un film in lingua straniera, dopo quello vinto da Sophia Loren nel 1962. Fu inoltre candidato al Premio Nobel per la letteratura 2007[1] (principalmente per l'impegno profuso in favore della diffusione della Divina Commedia di Dante Alighieri).

Noto e popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, è diventato personaggio pubblico tra i più popolari e apprezzati in Italia e nel mondo. Le sue apparizioni televisive mettono in scena un carattere gioioso e irruente, facendo leva sulla sovversione del clima dei programmi di cui è ospite. Benigni si è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia di Dante Alighieri e della Costituzione Italiana, ricevendo consensi di pubblico e critica.

Infanzia, adolescenza e giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Roberto Benigni nasce a Manciano La Misericordia, frazione di Castiglion Fiorentino (in provincia di Arezzo), il 27 ottobre 1952 da Luigi Benigni (19192004) e Isolina Papini (19192004), entrambi contadini.[2][3][4] Roberto è il più giovane dopo le sorelle Bruna (1945), Albertina (1947) e Anna (1948). Di carattere allegro ed espansivo sin da giovanissimo, si trasferisce nel 1958 con tutta la famiglia a Prato, prima nella frazione di Galciana e poi in seguito in quella di Vergaio, dove vive tuttora la sua famiglia di origine.

Iscritto dapprima in un seminario fiorentino, lo abbandona dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, per compiere gli studi secondari nell'istituto tecnico commerciale Datini di Prato conseguendo il diploma di ragioniere. La sua vera grande passione è però lo spettacolo. Nel 1983 durante le riprese di Tu mi turbi conosce l'attrice cesenate Nicoletta Braschi che diventerà sua moglie il 26 dicembre 1991 con una cerimonia privata; da quel momento l'attrice sarà praticamente presente in tutti i film diretti dal marito.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Prime esperienze[modifica | modifica sorgente]

Dopo avere iniziato come cantante e musicista debutta sul palcoscenico nel dicembre del 1971, non ancora ventenne, al Teatro Metastasio di Prato con lo spettacolo Il re nudo di Evgenij L'vovič Švarc, diretto da Paolo Magelli. A Firenze fa la conoscenza fondamentale di Luigi Delli, Carlo Monni e Donato Sannini e successivamente gli viene presentato dai suddetti Marco Messeri, col quale si avvia - i due durante i settanta portano in scena in coppia vari spettacoli (Bertoldo Azzurro, Mi Voglio Rovinare, Pa ra pa pà, Scherzo di Mano etc) scritti e diretti dallo stesso Messeri - verso forme di spettacolo comico d'avanguardia, di scherzo popolare da strada. Intanto, nell'autunno del 1972, i due si trasferiscono a Roma.

Roberto Benigni al caffè di Firenze nel 1976

Qui collabora anche con Lucia Poli nella compagnia Beat '72 nel Teatro dei Satiri e nel Teatro San Genesio, partecipando a diversi spettacoli; di alcuni cura anche la regia. Nel 1975 fa un incontro fondamentale per la sua carriera, con Giuseppe Bertolucci, che scrive per lui il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, che ottiene grandissimo successo dapprima al Teatro Alberico di Roma e portato poi su tutti i palcoscenici italiani.

Il personaggio di contadino toscano che egli delinea, in gran parte autobiografico, contiene già l'ambivalenza che caratterizza anche in seguito le sue interpretazioni: da un lato, una smisurata esuberanza gestuale e soprattutto verbale, che ricorre volentieri all'eloquio plebeo e all'aperta irriverenza verso qualsiasi forma di autorità; dall'altro lato un candore quasi infantile, che lascia spesso intravvedere una vena di surreale e malinconica poesia. Nel 1976 viene invitato al Premio Tenco che contribuirà in modo notevole alla sua affermazione e a cui parteciperà anche nel 1977, 1979, 1981 e 1986.

Provocazioni con Giuseppe Bertolucci[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Cioni suscita anche grande scandalo e molti interventi censori, nella serie televisiva Onda libera (il cui titolo originale sarebbe dovuto essere Televacca), e Vita da Cioni, approdando infine al cinema nel 1977 nel film, diretto e sceneggiato dallo stesso Giuseppe Bertolucci, Berlinguer ti voglio bene, che ne asseconda l'estrema mobilità e la loquacità incontenibile. La pellicola attraversa numerose traversie, prima di affermarsi presso una parte di pubblico e critica come un film cult. I censori dell'Italia democristiana dell'epoca avversano la pellicola, impedendone la diffusione in molte sale. Benigni non trova un forte supporto, anche da parte della critica specializzata, che non si schierò con l'artista.

L'immagine del primo Benigni si forma dunque come personaggio scomodo e ribelle, di nicchia, osteggiato da una parte ed amato dall'altra, imprevedibile e sempre capace di provocare sorprese e, a volte, choc. Simpatizzante del Partito Comunista Italiano, il 16 giugno 1983 apparve a una manifestazione della FGCI a Roma, dove prese in braccio e dondolò il leader Enrico Berlinguer, persona molto seria. Fu un fatto senza precedenti; fino ad allora, i politici italiani erano noti per la loro seriosità e formalità, e Berlinguer era forse il più serio di tutti. L'evento segnò una svolta, dopo la quale i politici sperimentarono nuovi modi, frequentando anche manifestazioni meno formali e in generale modificando lo stile della loro vita pubblica verso un'apparenza più familiare.

Roberto Benigni al Festival di Sanremo 1980 mentre premia il vincitore Toto Cutugno, affiancato da Olimpia Carlisi

Durante il Festival di Sanremo 1980, di cui è presentatore, scandalizza il pubblico inscenando un bacio appassionato, in diretta televisiva, con la conduttrice Olimpia Carlisi, ma soprattutto fa storia il suo epiteto Wojtilaccio per apostrofare il Papa venuto dall'Est, Giovanni Paolo II. In seguito compare ancora in televisione, come ospite d'onore in spettacoli condotti da Pippo Baudo (ancora al Festival di Sanremo del 2002) e Raffaella Carrà, nonché nei talk-show americani, soprattutto quello, popolarissimo, di David Letterman.

Con Bertolucci collaborerà ancora nel 1983 con un'antologia di spettacoli tenuti dal comico nelle piazze e nei teatri di tutta Italia, Tuttobenigni, replicata poi in videocassetta nel 1996 con Tuttobenigni 1995/96. È proprio tramite Bertolucci che Benigni entra in contatto con lo sceneggiatore Vincenzo Cerami col quale affronterà la fase più matura della carriera.

I primi successi e la televisione[modifica | modifica sorgente]

Mentre prosegue l'attività cinematografica in ruoli di secondo piano, tranne nel ruolo da protagonista di un bizzarro maestro elementare nel film Chiedo asilo di Marco Ferreri, nel 1978 partecipa al programma televisivo di Renzo Arbore L'altra domenica, nelle vesti di uno stralunato e improbabile critico cinematografico. La collaborazione con Arbore continua con altri due film: Il pap'occhio del 1980 e FF.SS. del 1983. Nel primo si racconta l'inaugurazione di un fantomatico, e in grande anticipo sui tempi, Centro Televisivo Vaticano; il secondo è un viaggio goliardico nei vizi dell'Italia degli anni ottanta compiuto da una donna delle pulizie, raccontato in una fantomatica sceneggiatura volata via dallo studio di Federico Fellini.

Entrambe le pellicole si attirano i fulmini censori e le ire del maestro riminese, che tenterà un'azione legale contro il regista. Benigni soprattutto nella prima pellicola è letteralmente scatenato: da antologia le scene sul balcone papale, dove il nostro si affaccia al posto del Pontefice, e soprattutto l'impagabile monologo con l'affresco del Giudizio Universale, dapprima tagliato dalla censura e poi riproposto integralmente nel 1998, alla pubblicazione in videocassetta. Nel febbraio 2005 Benigni torna ancora insieme ad Arbore in televisione come ospite a sorpresa in un suo programma di grande successo, Speciale per me - Meno siamo, meglio stiamo!, dove recita un canto della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Il 27 ottobre 2005, inoltre, è ospite della trasmissione Rockpolitik, accanto ad Adriano Celentano e Luisa Ranieri, dove si esibisce in un monologo di tre quarti d'ora sulla libertà di espressione, riproponendo, in una versione tutta personale e aggiornata all'attualità politica del momento, una celebre scenetta del film Totò, Peppino e la malafemmina (in cui il Principe de Curtis dettava una strampalata lettera a Peppino). Per finire poi con citazioni su libertà e democrazia tratte da Voltaire e Socrate.

Dietro la macchina da presa e l'incontro con Troisi[modifica | modifica sorgente]

Roberto Benigni prende in braccio Enrico Berlinguer nel famoso incontro del 16 giugno 1983

Nel 1983 inizia la sua carriera di regista cinematografico con Tu mi turbi, film in quattro episodi dove ha ancora modo di mostrare la sua incontenibile verve nella famosa scena della guardia al Milite Ignoto. Il film viene apprezzato da pubblico e critica, quest'ultima però accoglie tiepidamente la sua prova dietro la macchina da presa.

Grandissimo successo al botteghino e di cassetta lo ottiene poi, nel 1984, Non ci resta che piangere, scritto, diretto ed interpretato con Massimo Troisi, pieno di gag e tormentoni entrati nel linguaggio comune e divenuti immortali[senza fonte] I due comici, grandi amici, simili per l'uso personale della parola e della mimica e per il ricorso al dialetto, ma anche profondamente diversi per l'appartenenza a due universi culturali tra loro assai distanti, appaiono come complementari in questo che restò il loro unico film recitato in coppia.

Sbarcato per la prima volta negli Stati Uniti d'America, recita in tre film diretti dall'amico Jim Jarmusch: Daunbailò (Down by law) del 1986, nella serie di cortometraggi Coffee and Cigarettes del 1987 - ampliata e riproposta nel 2004 - dove l'attore toscano si cimenta col mondo cupo e soffocante dell'emarginazione nelle metropoli americane e in Taxisti di notte del 1991, film ad episodi nel quale recita, in una Roma spenta e desolata, la parte di un tassista toscano che uccide un prete con la sua scabrosa confessione su amori non proprio ortodossi. Pellicole diventate "cult" per molti cinefili. Ruolo più brillante, invece, quello che affronta con Blake Edwards nel 1993, nel nuovo film della serie della Pantera Rosa intitolato Il figlio della Pantera Rosa, dove gli viene affidata la parte del figlio dell'ispettore Clouseau, l'indimenticabile Peter Sellers.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 inizia una proficua collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami in quattro pellicole da lui anche prodotte per la sua Melampo Cinematografica, che ottengono uno straordinario successo di pubblico: nella prima, Il piccolo diavolo, recita al fianco di Walter Matthau; nella seconda, Johnny Stecchino, si sdoppia in due personaggi e nella terza, Il mostro, allude certamente al famigerato mostro di Firenze per i delitti del quale in quegli anni si celebrava il processo a Firenze. In questi film mette a tacere la sua vena più aggressiva e popolana per concentrarsi, sempre con lo strumento comico dell'equivoco, su tematiche scottanti e attuali come appunto il mostro di Firenze e il fenomeno del pentitismo mafioso.

Nel 1990 ha invece l'occasione di recitare in un film diretto da Federico Fellini, La voce della luna, tratto dal libro Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, accanto a Paolo Villaggio, nel quale l'attore rinuncia per la prima volta alla maschera e al vernacolo per tratteggiare un personaggio lunare e inquieto, tutto teso ad ascoltare voci misteriose provenienti da un pozzo. L'anno seguente recita nella fiaba musicale di Sergej Prokofiev Pierino e il lupo, sotto la direzione del prestigioso direttore d'orchestra Claudio Abbado.

La vita è bella[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 raggiunge la consacrazione internazionale con l'acclamatissimo film La vita è bella, che racconta la tragedia dell'olocausto. La pellicola suscita un vero e proprio vespaio a causa dell'argomento trattato, in contrasto troppo stridente, secondo alcuni, con la comicità presente nel film. Benigni, figlio di un ex-deportato (Luigi Benigni fu deportato durante la guerra in un campo di lavoro nazista, ed il film si basa in parte sulle sue esperienze), difenderà sempre la sua scelta di trattare un tema così delicato con approccio diverso: la sceneggiatura tragicomica, in realtà, non fa altro che accentuare la drammaticità e la commozione di alcune scene, proprio grazie a questo contrasto.

Ne risulta una traduzione in fiaba, se si vuole, di una tragedia fino ad allora ritenuta "raccontabile" solo in modi rigorosi (come nel lungometraggio di Spielberg Schindler's List); ma, proprio come una fiaba, il film di Benigni esorcizza quella che è una tragedia vera, e lo fa ponendo l'accento su un aspetto "tragico nella tragedia", cioè dell'effetto devastante che essa può avere su un bambino. Nella pellicola è proprio il padre, impersonato dall'attore toscano, a salvare il destino e l'animo del figlio. Fino al 2011, è stato il film italiano ad avere riscosso maggiori incassi al cinema in Italia.[5]

21 marzo 1999, la notte dei tre Oscar e fama internazionale[modifica | modifica sorgente]

Il film riceve sette candidature all'edizione degli Oscar del 1999, portandone a casa tre nella notte del 21 marzo 1999[6]: quello per la miglior colonna sonora a Nicola Piovani, quello come miglior film straniero e quello per il miglior attore protagonista a Benigni. Benigni fu il quinto a vincerlo per una commedia e, insieme a Laurence Olivier, l'unico ad aver vinto tale premio in un film diretto da sé stesso. Fu anche il quarto artista nella storia a ricevere nello stesso anno le candidature come attore, regista e sceneggiatore, dopo Orson Welles, Woody Allen e Warren Beatty.

Al momento della consegna del premio al miglior film straniero da parte di Sophia Loren (quello al miglior attore protagonista gli è stato consegnato da Helen Hunt), annunciato dall'attrice con la frase "And the Oscar goes to... Robbertoo!", l'attore toscano balzò sui braccioli e gli schienali delle sedie della sala e raggiunse il palco passando sopra le teste dei divi di Hollywood presenti, suscitando clamore e divertendo ampiamente il pubblico americano, abituato alla formalità della notte degli Oscar. Proprio questa gag improvvisata e il discorso di ringraziamento in un inglese stentato lo resero particolarmente simpatico ed apprezzato negli Stati Uniti. Dopo aver ricevuto i premi, Benigni incontrò l'allora presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro e, stringendogli la mano, esclamò: "Ora ho l'Oscar nelle mie mani!". Oltre a questo, il film fa incetta di premi: 5 Nastri d'Argento, 9 David di Donatello e il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria al 51º Festival di Cannes, con uno scatenato Benigni che si distende ai piedi di un estasiato Martin Scorsese, presidente. Questo film è anche un omaggio di Benigni alla sua terra natale, infatti il film è girato per la gran parte nella città di Arezzo.

Subito dopo quel successo internazionale, sceglie di comparire in un film per famiglie di produzione francese Asterix e Obelix contro Cesare, diretto da Claude Zidi, accanto a Gérard Depardieu nella parte di Obelix, a Christian Clavier nella parte di Asterix e alla modella Laetitia Casta, interpretando Detritus, il perfido "consigliere" di Giulio Cesare.

Un controverso Pinocchio[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 inizia la lavorazione di Pinocchio, uscito l'anno seguente, di cui firma la regia, la sceneggiatura (con Vincenzo Cerami) e la produzione. Si tratta del film più costoso della storia del cinema italiano.[7] Al botteghino il film ottenne risultati discreti solo in Italia, mentre nel resto del mondo (e in particolare negli USA) fu un flop, arrivando a malapena a coprire i costi di produzione.[8] In America il film fu duramente stroncato dalla critica,[9] ricevendo 6 candidature ai Razzie Awards e vincendone uno come peggior attore protagonista.[10]

Benigni venne preso di mira ancora una volta da parte della critica. Una polemica nasce dalla scelta di Benigni di non aver incluso sui manifesti il nome del creatore di Pinocchio Carlo Collodi. La risposta del comico sarà: "Collodi è un'assenza che più presenza non si può, è come dire che la Bibbia è tratto dall'omonimo romanzo di Dio. Tutti al mondo sanno che Pinocchio è di Collodi".

La tigre e la neve[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004 produce, scrive e dirige il suo ottavo film, sempre al fianco della moglie Nicoletta Braschi, intitolato La tigre e la neve, uscito nelle sale il 14 ottobre 2005. Si tratta della riproposizione di tematiche già presenti nel film La vita è bella (un uomo qualunque, ilare e giocoso innamorato di una donna), ambientate stavolta in un altro tragico contesto: la guerra in Iraq. Nel film, con Benigni e la Braschi, appaiono Jean Reno e Tom Waits. Il film si rivela un discreto successo di pubblico in patria, ma viene accolto freddamente dalla critica nazionale ed internazionale.

Questo sarà il suo ultimo film fino al 2012, con l'arrivo nelle sale di To Rome with Love.

Ritorno a teatro con Tutto Dante[modifica | modifica sorgente]

Un rapporto particolare lega poi l'attore toscano con la Divina Commedia e Dante: tiene letture sull'argomento in diverse università ed è molto apprezzato per le sue recitazioni a memoria di interi canti del poema: resterà memorabile quella dell'ultimo canto del Paradiso avvenuta il 23 dicembre 2002 nel teatro di posa degli Umbria Studios a Terni, alla presenza di un folto pubblico televisivo, ispirate dalla tecnica della poesia estemporanea, una forma d'arte popolare in Toscana.

A partire dal 27 luglio 2006, in Piazza Santa Croce a Firenze, Benigni ha tenuto un ciclo di letture dantesche. Tredici canti, uno per sera, letti e commentati, come in un unico grande racconto, dall'attore toscano più noto nel mondo. I canti della Divina Commedia che sono stati scelti sono i primi dieci, il XXVI e il XXXIII dell'Inferno e il XXXIII del Paradiso. Dal successivo novembre Benigni ha poi portato in giro per l'Italia le sue letture dantesche, in un tour chiamato Tutto Dante. Nel corso del 2007 lo spettacolo è stato proposto in alcune carceri italiane.

Ispirato al tour Tutto Dante, la RAI ha prodotto uno show, che vede protagonista lo stesso Benigni, diviso in una prima serata evento ed altre dodici seconde serate. Il 29 novembre 2007 è andata in onda su Rai Uno la prima puntata della serie in cui Benigni ha letto 14 canti della Divina Commedia, preceduti da una sua personale spiegazione. La prima puntata è stata seguita da 10.997.000 telespettatori. Il programma è proseguito per 13 puntate in seconda serata su Rai Uno a partire dal 6 dicembre; dal dicembre 2008, lo spettacolo è stato proposto in diverse città d'Europa, negli Stati Uniti, in Canada e in America del Sud, per poi concludersi definitivamente il 6 settembre 2009 all'Arena di Verona.

Sanremo 2009[modifica | modifica sorgente]

Dopo sette anni, Roberto Benigni torna al Festival di Sanremo alla prima serata nell'edizione 2009, anche se questo aveva acceso varie polemiche riguardo agli esorbitanti compensi elargiti all'attore toscano. Tuttavia la partecipazione di Benigni al festival sorprende tutti, per l'ennesima volta: durante il suo monologo il comico dà sfogo a tutta la sua satira, prendendo di mira, tra gli altri, ancora una volta Silvio Berlusconi e la cantante in gara Iva Zanicchi, la quale si risentirà molto dell'intervento di Benigni, reputandolo la causa della sua eliminazione dal concorso canoro[11]. Alla fine della sua esibizione Benigni in merito alle polemiche sulla canzone di Povia in gara nello stesso Festival, inerente allo scottante tema dell'omosessualità, il comico toscano recita a memoria una lettera scritta da Oscar Wilde al suo giovane compagno, durante la prigionia in Inghilterra per i suoi sentimenti omosessuali.

Tour mondiale di TuttoDante[modifica | modifica sorgente]

Il 7 marzo 2009, Benigni ha inaugurato a Parigi il tour che ha portato La Divina Commedia in giro per il mondo. Lo spettacolo è stato un grande debutto: Benigni esordisce annunciando che "è la prima volta che sono in scena all'estero, così dal vivo". Il Grand Rex rende omaggio all'attore toscano con una prolungata standing ovation alla fine dello show che ha entusiasmato i circa 3.000 presenti.[12][13]

In seguito lo spettacolo è stato rappresentato a Bruxelles, Londra, molte città della Germania e della Svizzera, per concludersi nel mese di giugno con varie date negli Stati Uniti, Canada, Buenos Aires e Madrid.

Sanremo 2011[modifica | modifica sorgente]

A due anni di distanza dall'ultima apparizione al Festival, il 17 febbraio 2011, in occasione della terza puntata di Sanremo dedicata ai 150 anni dall'Unità d'Italia[14][15][16], Roberto Benigni si presenta all'Ariston cavalcando un cavallo bianco e viene accolto dal pubblico che si alza in piedi per celebrarlo, intrattenendolo per più di 50 minuti (che gli hanno fatto raggiungere picchi di ascolti vertiginosi, con uno share del 60%)[17], narrando la storia dell'Unità d'Italia, dell'Inno di Mameli e della bandiera italiana (durante l'esegesi dell'Inno degli italiani, Benigni afferma che la bandiera italiana nacque da un'ispirazione di Giuseppe Mazzini da alcuni versi della Divina Commedia, precisamente i vv. 31-33 del XXX canto del Purgatorio). Chiude cantando da solista, l'Inno nazionale italiano senza accompagnamento, a cui segue una lunga standing ovation del pubblico dell'Ariston.[18]

Dopo aver assistito al discorso ed essersi emozionato, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano propone di proiettare il video nelle scuole[19] e, commentando il discorso dell'attore toscano, gli scrive una lettera di apprezzamento: «Ha saputo esprimere agli italiani il sentimento dell'identità nazionale usando i simboli della nazione, la bandiera, l'inno e la storia».[20]

Dopo alcuni mesi torna per parlare dei referendum sempre con la sua immancabile ironia e fa da testimone riguardo alla cittadinanza onoraria conferita allo scrittore Umberto Eco.

Ritorno al cinema con To Rome with Love[modifica | modifica sorgente]

Roberto Benigni recita Dante a Firenze nel luglio 2012

Torna al cinema con il celebre regista Woody Allen nel suo nuovo film To Rome with Love[21][22], insieme all'attrice Penelope Cruz, girato nei mesi di luglio e agosto 2011 a Roma. Questo è il suo ultimo film sino ad oggi.

Nel dicembre 2011, a seguito della performance di Roberto Benigni durante lo show televisivo Il più grande spettacolo dopo il weekend condotto da Fiorello, l'assessore comunale di Reggio Calabria, Luigi Tuccio (Pdl), ha definito su Facebook l'artista toscano con i termini: "ebreo, comunista, miliardario". Vi sono state molte proteste e sono state richieste le dimissioni di Tuccio. Benigni, incontrando Ivan Tripodi (PdCI), il politico di Reggio Calabria che ha fatto esplodere il caso di antisemitismo di Tuccio, ha affermato che, pur non appartenendo alla comunità ebraica, la definizione di “ebreo” lo “inorgoglisce profondamente”. Tuccio ha immediatamente chiesto scusa allo stesso Bengini ed alle comunità ebraiche, riferendo di non aver alcun proposito offensivo né antisemita bensì di avere usato un troppo pericolosamente diffuso luogo comune, che ha avuto l'opportunità di condannare. "È stata una vicenda che mi ha fatto a lungo riflettere ed un'opportunità di crescità", ha riferito Tuccio.

Tutto Dante 2012[modifica | modifica sorgente]

Il 15 giugno 2012 ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco di Firenze Matteo Renzi[23][24] ed è stato presente alla camera ardente del regista Giuseppe Bertolucci, suo grande amico e collega.

È tornato dopo 6 anni in Piazza Santa Croce con Tutto Dante riportando la lettura della Divina Commedia.

La più bella del mondo[modifica | modifica sorgente]

Il 17 dicembre 2012 il comico toscano è tornato su Rai 1 per una serata evento intitolata La più bella del mondo, uno show che parla di satira d'attualità e della Costituzione italiana. Lo spettacolo ha raccolto in media il 43,94 % di share e 12.620.000 telespettatori.[25]

Tutto Dante 2013[modifica | modifica sorgente]

Ritornò in Piazza Santa Croce di nuovo con Tutto Dante per 12 serate riportando la lettura della Divina Commedia dove ha terminato gli ultimi 12 canti dell'Inferno.

Roberto Benigni nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il 10 gennaio 1999, Papa Giovanni Paolo II ha visto il film La vita è bella in una proiezione privata assieme a Roberto Benigni. Benigni ha dichiarato come, raccontando alla madre l'avvenimento, lei non gli abbia mai creduto.

L'asteroide 21662 Benigni, scoperto nel 1999, è stato così intitolato in suo onore.

Il 5 ottobre 2008, Benigni ha letto un brano della Genesi (capitoli 4 e 5), durante la maratona televisiva promossa dalla RAI La Bibbia giorno e notte.

Onorificenze, premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— 2 aprile 2003[26]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 26 maggio 2005[27]
Laurea Honoris Causa in Filosofia (1999). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filosofia (1999).
— Università Ben Gurion del Negev (Israele).
Laurea Honoris Causa in Lettere (2002). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lettere (2002).
— Università di Bologna.
Laurea Honoris Causa in Psicologia (2003). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Psicologia (2003).
— Università Vita-Salute San Raffaele.
Laurea Honoris Causa in Lettere (14 febbraio 2007). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lettere (14 febbraio 2007).
— Katholieke Universiteit Leuven
Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (28 giugno 2007). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (28 giugno 2007).
— Università degli studi di Firenze
Laurea Honoris Causa in Lettere (22 aprile 2008). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lettere (22 aprile 2008).
— Università di Malta.
Laurea Honoris Causa in Arti della Comunicazione (12 maggio 2008).[28] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Arti della Comunicazione (12 maggio 2008).[28]
— Touro University (primo ateneo ebraico in Italia).
Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (2012). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (2012).
— Università della Calabria.
Laurea Honoris Causa in Lingua e Letteratura Italiana (2012). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lingua e Letteratura Italiana (2012).
— Università Aristotele di Salonicco[29]
David di Donatello
Anno Titolo Categoria Risultato
1983 Tu mi turbi Migliore regista esordiente Nomination
1989 Il piccolo diavolo Migliore attore protagonista Vinto
1992 Johnny Stecchino David speciale, per il grande successo di critica e di pubblico Vinto
1998 La vita è bella Migliore regista Vinto
Migliore attore protagonista Vinto
Migliore sceneggiatura Vinto
David scuola Vinto
2002 Pinocchio Migliore attore protagonista Nomination

Opere pubblicate[modifica | modifica sorgente]

Teatrografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Film documentario[modifica | modifica sorgente]

Attore televisivo[modifica | modifica sorgente]

Regista televisivo[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Canzoni[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni fuori gara al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roberto Benigni in corsa per il Nobel per la Letteratura
  2. ^ Roberto Benigni Biography (1952-)
  3. ^ When Tragedy, Comedy Meet: Italian actor-director Roberto Benigni - The Jewish Week | HighBeam Research
  4. ^ Is There Humor in the Holocaust? Roberto Benigni's bittersweet answer - Jewish Exponent | HighBeam Research
  5. ^ Checco Zalone supera Benigni, record storico
  6. ^ Academy Awards, USA (1999)
  7. ^ In film di Roberto Benigni - Pinocchio, kids.mymovies.it.
  8. ^ Pinocchio, boxofficemojo.com.
  9. ^ su RottenTomatoes (il celebre aggregatore di recensioni cinematografiche) si possono contare 53 recensioni negative su 53.
  10. ^ Razzie Awards 2002
  11. ^ Zanicchi infuriata per l'esclusione: «Dovevo cantare prima di Benigni» in Il Corriere della Sera, 18 febbraio 2009. URL consultato il 1º luglio 2010.
  12. ^ Il Dante di Benigni incanta Parigi. «Attenti, Silvio è come Napoleone», 16 aprile 2009. URL consultato il 16 aprile 2009.
  13. ^ Trionfo per la prima francese di TuttoDante, 16 aprile 2009. URL consultato il 16 aprile 2009.
  14. ^ Simona Leo, Sanremo 2011: anticipazioni terza serata, New Notizie.it, 17 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
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  28. ^ Benigni show per la laurea - Video - Repubblica Tv - la Repubblica.it
  29. ^ Benigni diventa prof in Grecia
  30. ^ " Benigni è romagnolo "
  31. ^ Cesar d'onore a Roberto Benigni "In Francia le italiane più belle" - Spettacoli & Cultura - Repubblica.it
  32. ^ Benigni: «Dio mi inviterà a conoscere il suo superiore: Berlusconi» - Corriere della Sera
  33. ^ Buenos Aires: un benigni da nobel - Roberto Benigni “Cittadino illustre” di Buenos Aires
  34. ^  Rai. Roberto Benigni: l'orgoglio di essere italiani - La più bella del mondo, a 2:09. YouTube, 17 dicembre 2012. URL consultato in data 18 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Martinelli, con Carla Nassini e Fulvio Wetzl, Benigni Roberto di Luigi fu Remigio, Milano, Leonardo, 1997.
  • Stefania Parigi, Roberto Benigni, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1988. ISBN 88-7104-053-8
  • Andrea Cosentino, La scena dell'osceno. Alle radici della drammaturgia di Roberto Benigni, Roma, Odradek, 1998. ISBN 88-86973-09-8
  • Giorgio Simonelli, con Gaetano Tramontana, Datemi un Nobel. L'opera comica di Roberto Benigni, Alessandria, Falsopiano, 1998. ISBN 88-87011-11-7
  • Alessandro Cuk, Da Berlinguer all'oscar. Il cinema di Roberto Benigni, S.l., Alcione, 1999.
  • Guido Guidi Guerrera, con Piero Ceccatelli, Benigni ragazzo di Prato, Firenze, Loggia de' Lanzi, 1999. ISBN 88-8105-180-X
  • Stefano Masi, Roberto Benigni, Roma, Gremese, 1999. ISBN 88-7742-381-1
  • Cristina Borsatti, Roberto Benigni, Il Castoro Cinema n. 205, Editrice Il Castoro, 2002, ISBN 88-8033-211-2
  • Marcello Garofalo et al., Roberto Benigni, Milano, Mondadori, 2002.
  • René Marx, Roberto Benigni, portrait, Prades, Editions Henri Berger, 2005, ISBN 2909776042 (Primo libro in francese su Benigni)
  • Caterina Selvaggi, Lo sguardo multiplo. Cinema e letteratura in Bellocchio, Benigni, Bergman, Bertolucci, Dardly e Pasolini, Milano, FrancoAngeli, 2007. ISBN 978-88-464-8797-1
  • Francesco Mininni, Andrea Bellandi, Roberto Benigni. Da «Berlinguer ti voglio bene» alla «Divina Commedia»: il percorso di un comico che si interroga su Dio, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2011. ISBN 978-88-6032-178-7

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