Roberto Benigni

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Roberto Remigio Benigni (Castiglion Fiorentino, 27 ottobre 1952) è un attore, comico, regista e sceneggiatore italiano.

Fra i numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, un premio Oscar come miglior attore per la sua interpretazione nel film La vita è bella. È stato l'unico interprete maschile italiano a ricevere l'Oscar come miglior attore protagonista, recitando nel ruolo da protagonista in un film in lingua straniera, dopo quello vinto da Anna Magnani nel 1956 e da Sophia Loren nel 1962. Fu inoltre candidato al Premio Nobel per la letteratura 2007[1] (principalmente per l'impegno profuso in favore della diffusione della Divina Commedia di Dante Alighieri).

Noto e popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, è diventato personaggio pubblico tra i più popolari e apprezzati in Italia e nel mondo. Le sue apparizioni televisive mettono in scena un carattere gioioso e irruente, facendo leva sulla sovversione del clima dei programmi di cui è ospite. Benigni si è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia di Dante Alighieri, del "Canto degli Italiani", della Costituzione della Repubblica Italiana e dei dieci comandamenti biblici, ricevendo consensi di pubblico e critica.

Infanzia, adolescenza e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni nasce a Manciano La Misericordia, frazione di Castiglion Fiorentino (in provincia di Arezzo), il 27 ottobre 1952 da Luigi Benigni (1919-2004) e Isolina Papini (1919-2004), entrambi contadini.[2][3][4] Roberto è il più giovane dopo le sorelle Bruna (1945), Albertina (1947) e Anna (1948). Di carattere allegro ed espansivo sin da giovanissimo, si trasferisce nel 1958 con tutta la famiglia a Prato, prima nella frazione di Galciana e poi in seguito in quella di Vergaio, dove vive tuttora la sua famiglia di origine.

Iscritto dapprima in un seminario fiorentino, lo abbandona dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, per compiere gli studi secondari nell'istituto tecnico commerciale Datini di Prato conseguendo il diploma di ragioniere. La sua vera grande passione è però lo spettacolo. Nel 1983 durante le riprese di Tu mi turbi conosce l'attrice cesenate Nicoletta Braschi che diventerà sua moglie il 26 dicembre 1991 con una cerimonia privata nel convento di clausura delle suore cappuccine di via Pacchioni a Cesena, città natale della donna; da quel momento l'attrice sarà praticamente presente in tutti i film diretti dal marito.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Carriera musicale[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni
Fotografia di Roberto Benigni
Nazionalità Italia Italia
Genere Folk
Pop
Periodo di attività 1971 – in attività
Album pubblicati 8
Studio 6
Raccolte 2

Prime esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni al caffè di Firenze nel 1976

Dopo avere iniziato come cantante e musicista debutta sul palcoscenico nel dicembre del 1971, non ancora ventenne, al Teatro Metastasio di Prato con lo spettacolo Il re nudo di Evgenij L'vovič Švarc, diretto da Paolo Magelli.

A Firenze fa la conoscenza fondamentale di Luigi Delli, Carlo Monni e Donato Sannini e successivamente gli viene presentato dai suddetti Marco Messeri, col quale si avvia - i due durante i settanta portano in scena in coppia vari spettacoli (Bertoldo Azzurro, Mi Voglio Rovinare, Pa ra pa pà, Scherzo di Mano etc) scritti e diretti dallo stesso Messeri - verso forme di spettacolo comico d'avanguardia, di scherzo popolare da strada. Intanto, nell'autunno del 1972, i due si trasferiscono a Roma.

Qui collabora anche con Lucia Poli nella compagnia Beat '72 nel Teatro dei Satiri e nel Teatro San Genesio, partecipando a diversi spettacoli; di alcuni cura anche la regia. Nel 1975 fa un incontro fondamentale per la sua carriera, con Giuseppe Bertolucci, che scrive per lui il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, che ottiene grandissimo successo dapprima al Teatro Alberico di Roma e portato poi su tutti i palcoscenici italiani.

Il personaggio di contadino toscano che egli delinea, in gran parte autobiografico, contiene già l'ambivalenza che caratterizza anche in seguito le sue interpretazioni: da un lato, una smisurata esuberanza gestuale e soprattutto verbale, che ricorre volentieri all'eloquio plebeo e all'aperta irriverenza verso qualsiasi forma di autorità; dall'altro lato un candore quasi infantile, che lascia spesso intravvedere una vena di surreale e malinconica poesia. Nel 1976 viene invitato al Premio Tenco che contribuirà in modo notevole alla sua affermazione e a cui parteciperà anche nel 1977, 1979, 1981 e 1986.

Provocazioni con Giuseppe Bertolucci[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Cioni suscita anche grande scandalo e molti interventi censori, nel programma satirico di Rai 2 Onda libera (il cui titolo originale sarebbe dovuto essere Televacca), e Vita da Cioni, approdando infine al cinema nel 1977 nel film, diretto e sceneggiato dallo stesso Giuseppe Bertolucci, Berlinguer ti voglio bene, che ne asseconda l'estrema mobilità e la loquacità incontenibile. La pellicola attraversa numerose traversie, prima di affermarsi presso una parte di pubblico e critica come un film cult. I censori dell'epoca avversano la pellicola, impedendone la diffusione in molte sale. Benigni non trova un forte supporto, anche da parte della critica specializzata, che non si schierò con l'artista.

Roberto Benigni prende in braccio Enrico Berlinguer nel famoso incontro del 16 giugno 1983

L'immagine del primo Benigni si forma dunque come personaggio scomodo e ribelle, di nicchia, osteggiato da una parte ed amato dall'altra, imprevedibile e sempre capace di provocare sorprese e, a volte, choc. Simpatizzante del Partito Comunista Italiano, il 16 giugno 1983 apparve a una manifestazione della FGCI a Roma, dove prese in braccio e dondolò il leader Enrico Berlinguer, persona molto seria. Fu un fatto senza precedenti; fino ad allora, i politici italiani erano noti per la loro seriosità e formalità, e Berlinguer era forse il più serio di tutti. L'evento segnò una svolta, dopo la quale i politici sperimentarono nuovi modi, frequentando anche manifestazioni meno formali e in generale modificando lo stile della loro vita pubblica verso un'apparenza più familiare.[5]

Durante il Festival di Sanremo 1980, di cui è presentatore, scandalizza il pubblico inscenando un bacio appassionato, in diretta televisiva, con la conduttrice Olimpia Carlisi, ma soprattutto fa storia il suo epiteto Wojtilaccio per apostrofare il Papa venuto dall'Est, Giovanni Paolo II. In seguito compare ancora in televisione, come ospite d'onore in spettacoli condotti da Pippo Baudo (ancora al Festival di Sanremo 2002) e Raffaella Carrà, nonché nei talk-show statunitensi, soprattutto quello, popolarissimo, di David Letterman.

Con Bertolucci collaborerà ancora nel 1983 con un'antologia di spettacoli tenuti dal comico nelle piazze e nei teatri di tutta Italia, Tuttobenigni, replicata poi in videocassetta nel 1996 con Tuttobenigni 1995/96. È proprio tramite Bertolucci che Benigni entra in contatto con lo sceneggiatore Vincenzo Cerami col quale affronterà la fase più matura della carriera.

I primi successi e la televisione[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni al Festival di Sanremo 1980 mentre premia il vincitore Toto Cutugno, affiancato da Olimpia Carlisi

Dopo una comparsata nello sceneggiato Sorelle Materassi nel 1972 (sua prima esperienza di attore in assoluto), dopo il successo di Onda Libera, prende parte alla miniserie televisiva Ma che cos'è questo amore? (1979) per la regia di Ugo Gregoretti.

Ma è soprattutto a teatro che appassiona il pubblico, specie con il one-man show Tutto Benigni nel quale è protagonista assoluto delle sue varie macchiette; il successo porta Benigni a riproporre lo spettacolo nel 1983 e poi nuovamente nel 1989. Nel 1977 è di nuovo sul piccolo schermo col programma Del resto, fu un estate meravigliosa. Mentre prosegue l'attività cinematografica in ruoli di secondo piano, tranne nel ruolo da protagonista di un bizzarro maestro elementare nel film Chiedo asilo di Marco Ferreri, nel 1978 partecipa al programma televisivo di Renzo Arbore L'altra domenica, nelle vesti di uno stralunato e improbabile critico cinematografico. Questa nuova forma di comicità attirò l'interesse della critica, che negli anni a venire verrà spaccata in due tra cui la giudicherà come una forma d'ironia rivoluzionaria e divertente e chi invece la considera scandalosa e inappropriata.

La collaborazione con Arbore continua con altri due film: Il pap'occhio del 1980 e "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?" del 1983. Nel primo si racconta l'inaugurazione di un fantomatico, e in grande anticipo sui tempi, Centro Televisivo Vaticano; il secondo è un viaggio goliardico nei vizi dell'Italia degli anni ottanta compiuto da una donna delle pulizie, raccontato in una fantomatica sceneggiatura volata via dallo studio di Federico Fellini. Il primo diventa un cult del cinema italiano e sbaraglia tutti i record al botteghino, mentre il secondo non ottiene il successo sperato ed è destinato a venire presto dimenticato.

Entrambe le pellicole si attirano i fulmini censori e le ire del maestro riminese, che tenterà un'azione legale contro il regista. Benigni soprattutto nella prima pellicola è letteralmente scatenato: da antologia le scene sul balcone papale, dove il nostro si affaccia al posto del Pontefice, e soprattutto l'impagabile monologo con l'affresco del Giudizio Universale, dapprima tagliato dalla censura e poi riproposto integralmente nel 1998, alla pubblicazione in videocassetta. Nel febbraio 2005 Benigni torna ancora insieme ad Arbore in televisione come ospite a sorpresa in un suo programma di grande successo, Speciale per me - Meno siamo, meglio stiamo!, dove recita un canto della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Dietro la macchina da presa e l'incontro con Troisi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 inizia la sua carriera di regista cinematografico con Tu mi turbi, film in quattro episodi dove ha ancora modo di mostrare la sua incontenibile verve nella famosa scena della guardia al Milite Ignoto. Il film viene apprezzato da pubblico e critica, quest'ultima però accoglie tiepidamente la sua prova dietro la macchina da presa.

Roberto Benigni con Massimo Troisi sul set di Non ci resta che piangere

Grandissimo successo al botteghino e di cassetta lo ottiene poi, nel 1984, Non ci resta che piangere, scritto, diretto ed interpretato con Massimo Troisi, pieno di gag e tormentoni entrati nel linguaggio comune e divenuti immortali.[6][7] I due comici, grandi amici, simili per l'uso personale della parola e della mimica e per il ricorso al dialetto, ma anche profondamente diversi per l'appartenenza a due universi culturali tra loro assai distanti, appaiono come complementari in questo che restò il loro unico film recitato in coppia.

L'idea iniziale era quella di due uomini che si innamorano della stessa donna, ma questa risultò enormemente banale sia ai protagonisti che a Giuseppe Bertolucci, anch'egli sceneggiatore della pellicola, e decisero quindi di cambiare rotta. Furono impiegate nove settimane di lavorazione, e alla sua uscita il film raccolse ben cinque miliardi di lire solo al primo weekend di programmazione, sorpassando si gran lunga i fenomeni del momento Indiana Jones e il tempio maledetto e Rombo di tuono. I critici lodarono il lavoro svolto dai due protagonisti, definendoli i nuovi Totò e Peppino De Filippo. Complessivamente il film incassò 15 miliardi di lire, piazzandosi nella top ten dei migliori incassi della stagione, superando altre commedie di successo come I due carabinieri di Carlo Verdone e Lui è peggio di me. Non ci resta che piangere rimarrà la loro unica collaborazione.

Sbarcato per la prima volta negli Stati Uniti d'America, recita in tre film diretti dall'amico Jim Jarmusch: Daunbailò (Down by law) del 1986, nella serie di cortometraggi Coffee and Cigarettes del 1987 - ampliata e riproposta nel 2004 - dove l'attore toscano si cimenta col mondo cupo e soffocante dell'emarginazione nelle metropoli statunitensi e in Taxisti di notte del 1991, film ad episodi nel quale recita, in una Roma spenta e desolata, la parte di un tassista toscano che uccide un prete con la sua scabrosa confessione su amori non proprio ortodossi. Pellicole diventate "cult" per molti cinefili, in tutte e 3 partecipa - ora come attore ora come autore della colonna sonora - un artista di cui Benigni diventerà molto amico: Tom Waits. Ruolo più brillante, invece, quello che affronta con Blake Edwards nel 1993, nel nuovo film della serie della Pantera Rosa intitolato Il figlio della Pantera Rosa, dove gli viene affidata la parte di Jacques Gambrelli, il figlio dell'ispettore Clouseau, l'indimenticabile Peter Sellers.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni con Giorgio Gaber nel 1993
Roberto Benigni nel film Johnny Stecchino (1991)

Nel 1988 inizia una proficua collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami in quattro pellicole da lui anche prodotte per la sua Melampo Cinematografica, fondata insieme a Nicoletta Braschi nel 1991, che ottengono uno straordinario successo di pubblico: nella prima, Il piccolo diavolo, recita al fianco di Walter Matthau nei panni di un diavoletto inviato sulla terra per scoprire il mondo; nella seconda, Johnny Stecchino, si sdoppia in due personaggi e nella terza, Il mostro, allude certamente al famigerato mostro di Firenze per i delitti del quale in quegli anni si celebrava il processo a Firenze. In questi film mette a tacere la sua vena più aggressiva e popolana per concentrarsi, sempre con lo strumento comico dell'equivoco, su tematiche scottanti e attuali come appunto il mostro di Firenze e il fenomeno del pentitismo mafioso.

Tutte queste pellicole ottendono un successo inaspettato al botteghino. In particolare Il piccolo diavolo incassa oltre 40 miliardi di lire all'epoca della sua uscita[8], record bissato poi dal successivo Johnny Stecchino che arriva invece a quota 42 miliardi; quest'ultimo rimarrà peraltro uno dei suoi film più ricordati, e celebre rimane la frase del pentito Johnny (interpretato appunto da Benigni) rivolta al suo sosia: Nun me somigghia pe' niente. In questo film Benigni affronta il fenomeno del pentitismo mafioso, che però non viene visto totalmente di buon occhio dalla critica, specia per il periodo che l'Italia all'epoca stava affrontando, anche se verrà poi rivalutato negli anni a venire[9]. Nel 1994 con Il mostro Benigni batte se stesso: il film si piazza al 1° posto della stagione cinematografica, davanti a capolavori come Il re leone e Forrest Gump, con circa 35 miliardi di lire, e ad oggi si trova al 62° posto nella lista dei film di maggiore incasso in Italia[10].

Nel 1990 ha invece l'occasione di recitare in un film diretto da Federico Fellini, La voce della luna, tratto dal libro Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, accanto a Paolo Villaggio, nel quale l'attore rinuncia per la prima volta alla maschera e al vernacolo per tratteggiare un personaggio lunare e inquieto, tutto teso ad ascoltare voci misteriose provenienti da un pozzo. L'anno seguente recita nella fiaba musicale di Sergej Prokofiev Pierino e il lupo, sotto la direzione del prestigioso direttore d'orchestra Claudio Abbado.

In questo periodo, fino alla metà degli anni novanta, rimangono celebri anche le sue numerose ospitate televisive, in programmi di varietà come Fantastico dove inscena numerosi sketch totalmente improvvisati col conduttore Pippo Baudo, e anche di attualità come il celebre Il Fatto condotto da Enzo Biagi. Tale apparizioni creano però dei contrasti tra i mass media italiani, tra chi le giudica divertenti e chi invece le ritiene grottesche e pressoché esagerate[11].

La vita è bella[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 raggiunge la notorietà internazionale con l'acclamato film La vita è bella, che racconta la tragedia dell'olocausto in una declinazione differente da quella sino ad allora comunemente utilizzata (per esempio nel lungometraggio di Spielberg Schindler's List). La pellicola suscita critiche per i tratti a volte più ironici, in contrasto con l'argomento trattato. Benigni, figlio di un ex-deportato (Luigi Benigni fu deportato durante la guerra in un campo di lavoro nazista, e il film si basa in parte sulle sue esperienze), ha difeso la scelta di trattare tale tema con approccio diverso, la sceneggiatura con tratti di dramma e di commedia, infatti, mira ad accentuare la drammaticità e la commozione di alcune scene, proprio grazie a questo contrasto. Il film esorcizza la tragedia ponendo l'accento sull'effetto che essa può avere su un bambino. Nella pellicola è proprio il padre, impersonato dall'attore toscano, a salvare il destino e l'animo del figlio.

Le riprese cominciarono nel novembre 1996 e si conclusero nell'aprile dell'anno successivo, e costarono in tutto circa 15 miliardi di lire. Il film fu girato principalmente ad Arezzo città natale dello stesso Benigni, che comunque ha rivelato di aver avuto più di un'esitazione durante la lavorazione della pellicola, soprattutto per il fatto di affrontare un argomento così delicato in forma parzialmente ironica come era nel suo stile, e fu proprio quest'ultima caratteristica che lasciava perplessa la critica prima dell'uscita del film. In Italia il film ebbe un grandioso successo di pubblico, tale da vincere nove David di Donatello nel 1998 nella serata di premiazione, oltre a numerosissimi altri riconoscimenti internazionali.

Per promuovere il film Benigni è ospite anche in numerose trasmissioni televisive d'oltreoceano, di cui la più celebre rimane quella al David Letterman Show condotto da David Letterman, intervista in cui il comico inscenò anche diversi sketch col conduttore, riguardo alla sua parlata in uno stentato inglese. Al botteghino italiano la pellicola supera ogni aspettativa, superando pellicole capolavori come La dolce vita di Federico Fellini, Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci e anche Per un pugno di dollari di Sergio Leone, ottenendo oltre 31 milioni di euro e risultando così il secondo film di maggior incasso in Italia, subito dietro a Titanic di James Cameron, uscito lo stesso anno con oltre 50 milioni di euro di incasso[8]. Alla prima TV del 22 ottobre 2001 su Rai Uno la pellicola ottiene oltre 16 milioni di spettatori con il 53% di share, risultando ancora oggi il film più visto di sempre della televisione italiana, superando anche Il nome della rosa del 1988[12].

Fino al 2011, è stato il film italiano ad avere riscosso maggiori incassi al cinema in Italia.[13]

21 marzo 1999, la notte dei tre Oscar e fama internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il film riceve sette candidature all'edizione degli Oscar del 1999, portandone a casa tre nella notte del 21 marzo 1999[14]: quello per la miglior colonna sonora a Nicola Piovani, quello come miglior film straniero e quello per il miglior attore protagonista a Benigni. Benigni fu il quinto a vincerlo per una commedia e, insieme a Laurence Olivier, l'unico ad aver vinto tale premio in un film diretto da sé stesso. Fu anche il quarto artista nella storia a ricevere nello stesso anno le candidature come attore, regista e sceneggiatore, dopo Orson Welles, Woody Allen e Warren Beatty.

Al momento della consegna del premio al miglior film straniero da parte di Sophia Loren (quello al miglior attore protagonista gli è stato consegnato da Helen Hunt, mentre il compositore Piovani fu premiato dall'attrice Geena Davis), annunciato dall'attrice con la frase "And the Oscar goes to... Robbertoo!", l'attore toscano balzò sui braccioli e gli schienali delle sedie della sala e raggiunse il palco passando sopra le teste dei divi di Hollywood presenti, suscitando clamore e divertendo ampiamente il pubblico americano, abituato alla formalità della notte degli Oscar. Proprio questa gag improvvisata e il discorso di ringraziamento in un inglese stentato lo resero particolarmente simpatico ed apprezzato negli Stati Uniti. Dopo aver ricevuto i premi, Benigni incontrò l'allora presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro e, stringendogli la mano, esclamò: "Ora ho l'Oscar nelle mie mani!". Oltre a questo, il film fa incetta di premi: 5 Nastri d'Argento, 9 David di Donatello e il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria al 51º Festival di Cannes, con uno scatenato Benigni che si distende ai piedi di un estasiato Martin Scorsese, presidente. Questo film è anche un omaggio di Benigni alla sua terra natale, infatti il film è girato per la gran parte nella città di Arezzo.

Subito dopo quel successo internazionale, sceglie di comparire in un film per famiglie di produzione francese Asterix e Obelix contro Cesare, diretto da Claude Zidi, accanto a Gérard Depardieu nella parte di Obelix, a Christian Clavier nella parte di Asterix e alla modella Laetitia Casta, interpretando Detritus, il perfido "consigliere" di Giulio Cesare.

Un controverso Pinocchio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 inizia la lavorazione di Pinocchio, annunciata nell'autunno 2000 e uscito nelle sale italiane l'11 ottobre 2002, di cui firma la regia, la sceneggiatura (con Vincenzo Cerami) e la produzione. Si tratta del film più costoso della storia del cinema italiano (45 milioni di euro)[15]. Benigni sceglie di essere quanto più fedele al romanzo di Carlo Collodi, e infatti sono poche le differenze riscontrabili tra il romanzo e il film.

In Italia il film vinse due David di Donatello e un Nastro d'argento per la migliore colonna sonora, ma la critica non fu totalmente concorde nel considerarlo un'opera riuscita, e anzi verrà duramente criticato, in particolare per la mancanza di sentimento nell'interpretazione dei personaggi[16] . Al botteghino il film ottenne risultati ottimi in Italia (circa 26,2 milioni di euro)[17], mentre nel resto del mondo (e in particolare negli USA) fu un flop, arrivando a malapena a coprire i costi di produzione.[18] In America il film fu duramente stroncato dalla critica,[19] ricevendo 6 candidature ai Razzie Awards e vincendone uno come peggior attore protagonista, oltre ad essere scartato per la candidatura all'Oscar come miglior film straniero[20][21] Il sito Rotten Tomatoes lo inserirà poi nella lista dei peggior film degli anni duemila.

Benigni venne preso di mira ancora una volta da parte della critica. Una polemica nasce dalla scelta di Benigni di non aver incluso sui manifesti il nome del creatore di Pinocchio Carlo Collodi. La risposta del comico sarà: «Collodi è un'assenza che più presenza non si può, è come dire che la Bibbia è tratto dall'omonimo romanzo di Dio. Tutti al mondo sanno che Pinocchio è di Collodi».

La tigre e la neve e Rockpolitik[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 produce, scrive e dirige il suo ottavo film, sempre al fianco della moglie Nicoletta Braschi, intitolato La tigre e la neve, uscito nelle sale il 14 ottobre 2005 distribuito da 01 Distribution. Si tratta della riproposizione di tematiche già presenti nel film La vita è bella (un uomo qualunque, ilare e giocoso innamorato di una donna), ambientate stavolta in un altro tragico contesto: la guerra in Iraq. Nel film, con Benigni e la Braschi, appaiono l'attore francese Jean Reno e l'amico di sempreTom Waits.

Il film si rivela un discreto successo di pubblico in patria, ma viene accolto freddamente dalla critica nazionale ed internazionale. Questo sarà il suo ultimo film fino al 2012, con l'arrivo nelle sale di To Rome with Love.

Il 27 ottobre 2005, inoltre, è ospite della trasmissione Rockpolitik, accanto ad Adriano Celentano e Luisa Ranieri, dove si esibisce in un monologo di tre quarti d'ora sulla libertà di espressione, riproponendo, in una versione tutta personale e aggiornata all'attualità politica del momento, una celebre scenetta del film Totò, Peppino e la... malafemmina (in cui il Principe de Curtis dettava una strampalata lettera a Peppino). Per finire poi con citazioni su libertà e democrazia tratte da Voltaire e Socrate. La sua apparizione fa registrare il picco d'ascolti della puntata, con oltre 15 milioni di spettatori sfiorando il 50% di share[22].

Ritorno a teatro con Tutto Dante[modifica | modifica wikitesto]

Benigni in Tutto Dante a Padova nel 2008

Un rapporto particolare lega poi l'attore toscano con la Divina Commedia e Dante: tiene letture sull'argomento in diverse università ed è molto apprezzato per le sue recitazioni a memoria di interi canti del poema: resterà memorabile quella dell'ultimo canto del Paradiso avvenuta il 23 dicembre 2002 nel teatro di posa degli Umbria Studios a Terni, alla presenza di un folto pubblico televisivo, ispirate dalla tecnica della poesia estemporanea, una forma d'arte popolare in Toscana.

A partire dal 27 luglio 2006, in piazza Santa Croce a Firenze, Benigni ha tenuto un ciclo di letture dantesche. Tredici canti, uno per sera, letti e commentati, come in un unico grande racconto, dall'attore toscano più noto nel mondo. I canti della Divina Commedia che sono stati scelti sono i primi dieci, il XXVI e il XXXIII dell'Inferno e il XXXIII del Paradiso. Dal successivo novembre Benigni ha poi portato in giro per l'Italia le sue letture dantesche, in un tour chiamato Tutto Dante. Nel corso del 2007 lo spettacolo è stato proposto in alcune carceri italiane.

Ispirato al tour Tutto Dante, la RAI ha prodotto uno spettacolo, che vede protagonista lo stesso Benigni, diviso in una prima serata evento ed altre dodici seconde serate. Il 29 novembre 2007 è andata in onda su Rai Uno la prima puntata della serie in cui Benigni ha letto 14 canti della Divina Commedia, preceduti da una sua personale spiegazione. La prima puntata è stata seguita da 10.997.000 telespettatori. Il programma è proseguito per 13 puntate in seconda serata su Rai Uno a partire dal 6 dicembre; dal dicembre 2008, lo spettacolo è stato proposto in diverse città d'Europa, negli Stati Uniti, in Canada e in America del Sud, per poi concludersi definitivamente il 6 settembre 2009 all'Arena di Verona.

Sanremo 2009[modifica | modifica wikitesto]

Dopo sette anni, Roberto Benigni torna al Festival di Sanremo alla prima serata nell'edizione 2009, anche se questo aveva acceso varie polemiche riguardo agli esorbitanti compensi elargiti all'attore toscano. Tuttavia la partecipazione di Benigni al festival sorprende tutti, per l'ennesima volta: durante il suo monologo il comico dà sfogo a tutta la sua satira, prendendo di mira, tra gli altri, ancora una volta Silvio Berlusconi e la cantante in gara Iva Zanicchi, la quale si risentirà molto dell'intervento di Benigni, reputandolo la causa della sua eliminazione dal concorso canoro[23]. Alla fine della sua esibizione Benigni in merito alle polemiche sulla canzone di Povia in gara nello stesso Festival, inerente allo scottante tema dell'omosessualità, il comico toscano recita a memoria una lettera scritta da Oscar Wilde al suo giovane compagno, durante la prigionia in Inghilterra per i suoi sentimenti omosessuali.

Tour mondiale di Tutto Dante[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 marzo 2009, Benigni ha inaugurato a Parigi il tour che ha portato la Divina Commedia in giro per il mondo. Lo spettacolo è stato un grande debutto: Benigni esordisce annunciando che «è la prima volta che sono in scena all'estero, così dal vivo». Il Grand Rex rende omaggio all'attore toscano con una prolungata ovazione alla fine dello spettacolo che ha entusiasmato i circa 3.000 presenti.[24][25]

In seguito lo spettacolo è stato rappresentato a Bruxelles, Londra, molte città della Germania e della Svizzera, per concludersi nel mese di giugno con varie date negli Stati Uniti, Canada, Buenos Aires e Madrid.

Sanremo 2011[modifica | modifica wikitesto]

« Siate felici, e se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non scordatevi della felicità »
(Roberto Benigni, Festival di Sanremo 2011)

A due anni di distanza dall'ultima apparizione al Festival, il 17 febbraio 2011, in occasione della terza puntata di Sanremo dedicata ai 150 anni dall'Unità d'Italia[26][27][28], Roberto Benigni si presenta all'Ariston cavalcando un cavallo bianco e viene accolto dal pubblico che si alza in piedi per celebrarlo, intrattenendolo per più di 50 minuti (che gli hanno fatto raggiungere picchi di ascolti vertiginosi, con uno share del 60%)[29], narrando la storia dell'Unità d'Italia, del Canto degli Italiani e della bandiera italiana (durante l'esegesi dell'Inno degli italiani, Benigni afferma che la bandiera italiana nacque da un'ispirazione di Giuseppe Mazzini da alcuni versi della Divina Commedia, precisamente i vv. 31-33 del XXX canto del Purgatorio). Chiude cantando da solista, l'Inno nazionale italiano senza accompagnamento, a cui segue una lunga ovazione del pubblico dell'Ariston.[30]

Dopo aver assistito al discorso ed essersi emozionato, il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano propone di proiettare il video nelle scuole[31] e, commentando il discorso dell'attore toscano, gli scrive una lettera di apprezzamento: «Ha saputo esprimere agli italiani il sentimento dell'identità nazionale usando i simboli della nazione, la bandiera, l'inno e la storia».[32]

Dopo alcuni mesi torna per parlare dei referendum sempre con la sua immancabile ironia e fa da testimone riguardo alla cittadinanza onoraria conferita allo scrittore Umberto Eco.

Ritorno al cinema con To Rome with Love[modifica | modifica wikitesto]

Torna al cinema con il celebre regista Woody Allen nel suo nuovo film To Rome with Love[33][34], insieme all'attrice Penelope Cruz, girato nei mesi di luglio e agosto 2011 a Roma. Questo è il suo ultimo film sino ad oggi.

Nel dicembre 2011, a seguito della performance di Roberto Benigni durante lo show televisivo Il più grande spettacolo dopo il weekend condotto da Fiorello, l'assessore comunale di Reggio Calabria, Luigi Tuccio (PdL), ha definito su Facebook l'artista toscano con i termini: "ebreo, comunista, miliardario". Vi sono state molte proteste e sono state richieste le dimissioni di Tuccio. Benigni, incontrando Ivan Tripodi (PdCI), il politico di Reggio Calabria che ha fatto esplodere il caso di antisemitismo di Tuccio, ha affermato che, pur non appartenendo alla comunità ebraica, la definizione di “ebreo” lo “inorgoglisce profondamente”. Tuccio ha immediatamente chiesto scusa allo stesso Benigni ed alle comunità ebraiche, riferendo di non aver alcun proposito offensivo né antisemita bensì di avere usato un troppo pericolosamente diffuso luogo comune, che ha avuto l'opportunità di condannare. "È stata una vicenda che mi ha fatto a lungo riflettere ed un'opportunità di crescita", ha riferito Tuccio.

Tutto Dante 2012[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni recita Dante a Firenze nel luglio 2012

Il 15 giugno 2012 ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco di Firenze Matteo Renzi[35][36] ed è stato presente alla camera ardente del regista Giuseppe Bertolucci, suo grande amico e collega.

È tornato dopo 6 anni in piazza Santa Croce con Tutto Dante riportando la lettura della Divina Commedia.

La più bella del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2012 viene divulgata la notizia che i nuovi dirigenti Rai fossero interessati a trasmettere una serata-evento su Rai 1 con protagonista il comico toscano.[37] L'ipotesi sembra farsi sempre più concreta nel mese di ottobre, fino a quando il 22 ottobre 2012 è lo stesso Benigni, in un'intervista rilasciata al TG1, a rivelare che lo show si intitolerà La più bella del mondo e sarà dedicato interamente alla Costituzione italiana, mentre qualche giorno dopo la RAI comunica che il costo della serata e il cachet dell'attore non saranno rivelati[38]. La serata va in onda il 17 dicembre 2012, e rappresenta il ritorno su Rai 1 di Benigni dopo 10 anni da L'ultimo del Paradiso.

All'inizio dello spettacolo Benigni, come d'abitudine, fa alcune battute su Silvio Berlusconi, in merito alla sua sesta candidatura alle elezioni politiche dal 1994 dal comico definita "assurda", e sull'allora presidente del consiglio Mario Monti prendendone di mira la serietà in politica riguardo ai numerosi tagli che ha fatto all'Italia e riguardo all'IMU[39]. Dopo aver brevemente narrato la storia d'Italia, l'attore introduce gli articoli della Costituzione Italiana, menzionando anche alcuni politici del passato che hanno contribuito alla realizzazione di tali principi. Servendosi di un leggio sul quale è posta la Costituzione, Benigni legge ad uno ad uno tutti i primi 12 articoli, esaltandone di ciascuna la bellezza e lodandola; il comico toscano mette quasi completamente da parte la sua satira per cercare di dare quanta più enfasi possibile alla descrizione degli articoli, cercando di attrarre emotivamente il pubblico.

Inoltre non tralascia di fare paragoni con la situazione attuale dell'Italia; Benigni attacca pesantemente il governo corrente che con le sue riforme impedisce alla stragrande maggioranza dei lavoratori di svolgere il proprio lavoro, e che sono perennemente in contrasto con i principi elencati nella costituzione dichiarando: «Se non c'è il lavoro, crolla tutto: la repubblica e la democrazia, che sono il corpo e l'anima delle nostre istituzioni»[40]. In seguito il discorso di Benigni si sposta sull'uguaglianza tra gli uomini, e specie su quella di razza, ma anche di genere e religione, e fa un altro paragone con il governo corrente dicendo: «Mentre la legge vieta, ti trattiene, fa paura, la Costituzione spinge, ti protegge, ti vuole bene, è la nostra mamma, è tutto a favore. I dieci comandamenti sono tutti un no, la Costituzione è tutto un sì, è la legge del desiderio». Successivamente si spinge ancora di più nello specifico, parlando della condizione della donna nel mondo moderno, in riferimento ai numerosi femminicidi verificatisi in quella stagione in Italia.

Il messaggio che il comico cerca di far penetrare nella mente dei telespettatori è quello che i pari costituenti hanno scritto quest'opera guardando già verso il futuro, in parte destinata anche alle future generazioni affinché queste avessero i mezzi necessari per risorgere dalle ceneri e resistere qualora si fosse ripresentata una situazione come quella del dopoguerra. Benigni cerca di ricordare quella situazione successiva alla Seconda guerra mondiale, ritrasportando lo spettatore nel clima freddo ma pieno di speranza della situazione europea in quegli anni. Alla fine, Benigni chiude lo spettacolo intonando la canzone principale della colonna sonora del suo film La vita è bella, composta e suonata da Nicola Piovani. Nei minuti finali segue un lungo applauso al comico che, girando più volte sul palco rotondo dove si è tenuta la serata, rispolvera la sua verve comica ed esce tra una enorme standing ovation del pubblico.[41].

Lo spettacolo ottiene un boom d'ascolti record, oltre ogni rosea aspettativa: benché le previsioni della RAI fossero del 40% di share,[42] il programma ha raccolto in media il 43,94 % di share e 12.620.000 telespettatori,[43] oltre a molte critiche favorevoli dai principali quotidiani italiani e anche da alcuni più importanti intellettuali del Paese.[44] Il programma verrà inoltre replicato da Rai 5 qualche giorno dopo. Il 27 marzo 2013 lo spettacolo ha inoltre vinto il Premio Regia Televisiva come Evento straordinario tv dell'anno, consegnato a Benigni dal giornalista Vincenzo Mollica.

Tutto Dante 2013[modifica | modifica wikitesto]

Ritornò in piazza Santa Croce di nuovo con Tutto Dante per 12 serate riportando la lettura della Divina Commedia dove ha terminato gli ultimi 12 canti dell'Inferno.

I dieci comandamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 ottobre 2014 in una conferenza stampa è stato annunciato il ritorno di Benigni su Rai 1 con uno spettacolo incentrato sui dieci comandamenti. In realtà voci di un ritorno di Benigni in RAI si avevano già dall'autunno 2013, ma si vanificarono a causa di altri impegni del comico toscano.[45] Il direttore di rete Giancarlo Leone ha confermato che lo spettacolo si terrà entro dicembre.

Il 15 e 16 dicembre 2014 è così di nuovo in diretta sulla prima rete con un'esegesi dei dieci comandamenti biblici contenuti nel libro dell'Esodo. Nella prima serata vengono analizzati i primi tre comandamenti, dedicati al rapporto tra uomo e Dio, nella seconda i restanti sette, che regolano il rapporto dell'uomo con il suo prossimo. Lo spettacolo ottiene un successo oltre ogni aspettativa: la prima puntata ha ottenuto 9.104.000 spettatori con il 33% di share, mentre la seconda è arrivata sino a 10.266.000 spettatori con il 38,32% di share. Tale spettacolo è stato citato anche da papa Francesco durante l'omelia in occasione del Te Deum del 2014.[46]

Successivamente allo spettacolo, inizia la scrittura del soggetto per il suo nuovo film, del quale rivela solo che non tratterà temi religiosi.[47]

Dal 13 maggio al 29 luglio 2015 va in onda in seconda serata su Rai 1 di nuovo Tutto Dante dove Benigni recita i canti conclusivi dell'inferno. Il 25 maggio 2015 gli viene consegnato da Daniele Piombi nuovamente il Premio Regia televisiva per l'evento straordinario tv dell'anno con I dieci comandamenti. Lo spettacolo viene poi replicato in un'unica serata, sempre su Rai 1, il 25 dicembre 2015.

Benigni imprenditore[modifica | modifica wikitesto]

Con la moglie possiede la Melampo Cinematografica, casa di produzione cinematografica fondata nel 1991 attraverso la quale passano anche i vari contratti con la RAI e che ha chiuso il bilancio 2013 con un utile di 2.741.828 euro (più del doppio del bilancio precedente). Alla voce ricavi troviamo anche i 6 milioni di euro riconducibili al cachet pagato dalla Rai a Benigni. Alla Cinecittà Studios ha venduto per 1.400.000 euro gli studi della Spitfire, ex Cinecittà Papigno dal nome del borgo umbro dove Benigni creò il lager de La vita è bella. La Tentacoli Edizioni Musicali detiene i diritti delle colonne sonore dei suoi film. Benigni possiede inoltre una società immobiliare, 21 case, 20 terreni, una villa a La Maddalena e la Sicura srl di Cesena che vende latte in polvere per neonati e che ha fatturato 1.500.000 euro.[48]

Roberto Benigni nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 gennaio 1999, papa Giovanni Paolo II ha visto il film La vita è bella in una proiezione privata assieme a Roberto Benigni. Benigni ha dichiarato come, raccontando alla madre l'avvenimento, lei non gli abbia mai creduto.

L'asteroide 21662 Benigni, scoperto nel 1999, è stato così intitolato in suo onore.

Il 5 ottobre 2008, Benigni ha letto un brano della Genesi (capitoli 4 e 5), durante la maratona televisiva promossa dalla RAI La Bibbia giorno e notte.

Nel film con Lino Banfi, Vieni avanti cretino (1982) mentre il protagonista lavora al bar, porta il caffè al cliente (sosia di Benigni, l'attore toscano Mireno Scali) e gli chiede «scusi lei è toscano?» «non è quello che parlava male del Papa?» chiaramente riferito a Benigni (Il pap'occhio, 1980), al che lui risponde «Ci mancherebbe altro».

Il 16 dicembre 2014, prima della diretta della seconda parte dell'esegesi dei dieci comandamenti biblici, papa Francesco telefona privatamente a Roberto Benigni. È stato definito dal Papa un grande artista.[46]

Onorificenze, premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— 2 aprile 2003[49]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 26 maggio 2005[50]
Laurea Honoris Causa in Filosofia (1999). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filosofia (1999).
— Università Ben Gurion del Negev (Israele).
Laurea Honoris Causa in Lettere (2002). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lettere (2002).
— Università di Bologna.
Laurea Honoris Causa in Psicologia (2003). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Psicologia (2003).
— Università Vita-Salute San Raffaele.
Laurea Honoris Causa in Lettere (14 febbraio 2007). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lettere (14 febbraio 2007).
— Katholieke Universiteit Leuven
Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (28 giugno 2007). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (28 giugno 2007).
— Università degli studi di Firenze
Laurea Honoris Causa in Lettere (22 aprile 2008). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lettere (22 aprile 2008).
— Università di Malta.
Laurea Honoris Causa in Arti della Comunicazione (12 maggio 2008).[51] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Arti della Comunicazione (12 maggio 2008).[51]
— Touro University (primo ateneo ebraico in Italia).
Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (2012). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Filologia Moderna (2012).
— Università della Calabria.
Laurea Honoris Causa in Lingua e Letteratura Italiana (2012). - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Lingua e Letteratura Italiana (2012).
— Università Aristotele di Salonicco[52]
Dottorato (PhD) Honoris Causa in Legge (2015). - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato (PhD) Honoris Causa in Legge (2015).
— Università di Toronto[53]
David di Donatello
Anno Titolo Categoria Risultato
1983 Tu mi turbi Migliore regista esordiente Candidatura
1989 Il piccolo diavolo Migliore attore protagonista Vinto
1992 Johnny Stecchino David speciale Vinto
1998 La vita è bella Migliore film Vinto
Migliore regista Vinto
Migliore attore protagonista Vinto
Migliore sceneggiatura Vinto
David Scuola Vinto
2002 Pinocchio Migliore attore protagonista Candidatura
Nastro d'argento
Anno Titolo Categoria Risultato
1983 Tu mi turbi Miglior regista esordiente Candidatura
1987 Daunbailò Migliore attore protagonista Vinto
1989 Il piccolo diavolo Regista del miglior film Candidatura
Migliore attore non protagonista Candidatura
1992 Johnny Stecchino Migliore attore protagonista Vinto
Migliore sceneggiatura Candidatura
1998 La vita è bella Regista del miglior film Vinto
Migliore soggetto Vinto
Migliore sceneggiatura Vinto
Migliore attore protagonista Vinto
2006 La tigre e la neve Migliore attore protagonista Candidatura
Migliore soggetto Vinto
Globo d'oro
Anno Titolo Categoria Risultato
1995 Il mostro Miglior attore protagonista Vinto
1998 La vita è bella Miglior film Vinto
Miglior attore Vinto
Migliore sceneggiatura Vinto
2006 La tigre e la neve Miglior film Candidatura
Migliore sceneggiatura Candidatura
2016 Premio alla carriera Vinto
Premio Oscar
Anno Titolo Categoria Risultato
1999 La vita è bella Miglior film Candidatura
Miglior regista Candidatura
Miglior attore protagonista Vinto
Migliore sceneggiatura originale Candidatura
Miglior film straniero Vinto
Premio Regia Televisiva
Anno Titolo Categoria Risultato
2002 L'Ultimo del Paradiso Premio Tv Speciale Vinto
2008 Tutto Dante Evento dell'anno Vinto
2013 La più bella del mondo Evento Straordinario Tv dell'anno Vinto
2015 I dieci comandamenti Evento Straordinario Tv dell'anno Vinto

Opere pubblicate[modifica | modifica wikitesto]

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni con Paolo Villaggio nel film La voce della Luna (1990)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Film documentario[modifica | modifica wikitesto]

Attore televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Regista televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Apparizioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

  • 19, 26 dicembre 1976, 2, 9 gennaio 1977 - Onda libera - Rete 2
  • 15 marzo 1977 - Automobili - Rete 2
  • 21 dicembre 1977 - Del resto fu un'estate meravigliosa - Rete 2
  • 9 marzo 1978 - Cantautori a Sanremo - Rete due
  • 25 giugno 1978 - All'arca! All'arca! - Rete due
  • 1º ottobre 1978/27 maggio 1979 (ogni domenica) - L'altra domenica - Rete due
  • 13, 20, 27 ottobre 1978 - Vita da Cioni - Rete due
  • 4 giugno 1979 - TG2 - Rete due
  • 7-9 febbraio 1980 - Festival di Sanremo - Rete uno
  • 29 giugno 1980 - Ieri e Oggi - Rete due
  • 25 dicembre 1980 - TG2 - Rete due
  • 6 dicembre 1981 - Telepatria international ovvero: niente paura... siamo italiani - Rete due
  • 31 dicembre 1981 - 3-2-1... ed è '82 - Reti Rai unificate
  • 13 gennaio 1982 - Tencottantuno - Rete due
  • 18 aprile 1982 - Blitz - Rete due
  • 5 febbraio 1983 - Festival di Sanremo - Rete uno
  • 9 febbraio 1983 - Mixer - Rete due
  • 20 febbraio 1983 - Domenica in - Rete uno
  • 27 febbraio 1983 - Blitz - Rete due
  • 6 maggio 1983 - Azzurro '83 - Rete due
  • 27 giugno 1983 - TG1 speciale elezioni '83 - Rete uno
  • giugno 1984 - Serata d'onore - Raiuno
  • 8 dicembre 1984 - Prisma - Raiuno
  • 15 dicembre 1984 - Fantastico 5 - Raiuno
  • 9 novembre 1985 - Fantastico 6 - Raiuno
  • 13 novembre 1985 - Première - Italia 1
  • 17 novembre 1985 - Drive In - Italia 1
  • 30 gennaio 1986 - Buonasera Raffaella - Raiuno
  • 23 febbraio 1986 - Domenica in - Raiuno
  • 13 dicembre 1986 - Fantastico 7 - Raiuno
  • 31 dicembre 1986 - Premiatissima 1987 - Canale 5/Italia 1/Rete 4
  • 1º maggio 1987 - Pronto, chi gioca? - Raiuno
  • 5 maggio 1987 - Gran Premio Internazionale della TV - Canale 5
  • 25 giugno 1987 - III Festival Nazionale delle Orchestre - Raiuno
  • 1º ottobre 1988 - Fantastico 9 - Raiuno
  • 5 novembre 1988 - Magazine 3 - Raitre
  • 30 dicembre 1989 - Fantastico 10 - Raiuno
  • 10 novembre 1990 - Prisma - Raiuno
  • 19 ottobre 1991 - Fantastico 12 - Raiuno
  • 14 dicembre 1991 - Prisma - Raiuno
  • 30 maggio 1993 - Babele - Raitre
  • 19 dicembre 1993 - Ciak - Canale 5
  • 22 dicembre 1993 - La tombola di Sanremo - Raiuno
  • 31 dicembre 1993 - Speciale TG1 - Raiuno
  • 21 ottobre 1994 - Ciak - Italia 1
  • 25 ottobre 1994 - Numero uno - Raiuno
  • 1º novembre 1994 - Target - Raiuno
  • 19 gennaio 1995 - Ciak - Italia 1
  • 4 febbraio 1996 - TG1 - Raiuno
  • 3-4 aprile 1996 - Il Fatto - Raiuno
  • 5 aprile 1996 - Storie - Raidue
  • 9 giugno 1996 - Il mondo di Troisi - Raidue
  • 10 dicembre 1997 - Il Fatto - Raiuno
  • 18 dicembre 1997 - TG1 - Raiuno
  • 15 aprile 1999 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 10 maggio 2001 - Il Fatto - Raiuno
  • 9 marzo 2002 - Festival di Sanremo - Raiuno
  • 23 dicembre 2002 - L'ultimo del Paradiso - Raiuno
  • 12 febbraio 2003 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 26 febbraio 2005 - Speciale per me - Raiuno
  • 27 ottobre 2005 - Rockpolitik - Raiuno
  • 21 febbraio 2006 - Il senso della vita - Canale 5
  • 13 novembre 2006 - Domenica in-Ieri, oggi e domani - Raiuno
  • 23 gennaio 2007 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 29 novembre 2007 - Il Quinto dell'Inferno - Raiuno
  • 6 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Trentatreesimo del Paradiso - Raiuno
  • 13 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Primo dell'Inferno - Raiuno
  • 20 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Secondo dell'Inferno - Raiuno
  • 25 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Terzo dell'Inferno - Raiuno
  • 27 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Quarto dell'Inferno - Raiuno
  • 1º gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Quinto dell'Inferno - Raiuno
  • 3 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Sesto dell'Inferno - Raiuno
  • 10 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Settimo dell'Inferno - Raiuno
  • 17 gennaio 2008 - Tutto Dante-L'Ottavo dell'Inferno - Raiuno
  • 24 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Nono dell'Inferno - Raiuno
  • 31 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Decimo dell'Inferno - Raiuno
  • 7 febbraio 2008 - Tutto Dante-Il Ventiseiesimo dell'Inferno - Raiuno
  • 14 febbraio 2008 - Tutto Dante-Il Trentatreesimo dell'Inferno - Raiuno
  • 10 dicembre 2008 - La storia siamo noi - Raidue
  • 25 dicembre 2008 - Pierino e il Lupo - Raiuno
  • 17 febbraio 2009 - Festival di Sanremo - Raiuno
  • 25 marzo 2010 - Raiperunanotte
  • 8 novembre 2010 - Vieni via con me - Rai 3
  • 24 gennaio 2011 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 17 febbraio 2011 - Festival di Sanremo - Rai 1
  • 18 giugno 2011 - Tutti in piedi - Current
  • 5 dicembre 2011 - Il più grande spettacolo dopo il weekend - Rai 1
  • 13 aprile 2012 - TG5 - Canale 5 (in coppia con Woody Allen)
  • 15 aprile 2012 - Che tempo che fa - Rai 3
  • 26 giugno 2012 - Ballarò - Rai 3
  • 17 dicembre 2012 - La più bella del mondo - Rai 1
  • 11 giugno 2013 - David di Donatello - Rai 1
  • 9 giugno 2014 - TG1
  • 16 settembre 2014 - Ballarò - Rai 3
  • 13 dicembre 2014 - TG1
  • 15-16 dicembre 2014 - I dieci comandamenti - Rai 1

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni fuori gara al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benigni candidato al Nobel. Dagli svedesi
  2. ^ Roberto Benigni Biography (1952-)
  3. ^ When Tragedy, Comedy Meet: Italian actor-director Roberto Benigni - The Jewish Week | HighBeam Research
  4. ^ Is There Humor in the Holocaust? Roberto Benigni's bittersweet answer - Jewish Exponent | HighBeam Research
  5. ^ La storia della foto di Benigni e Berlinguer, ilpost.it, 25 maggio 2012.
  6. ^ Troisi, grande successo per "Non ci resta che piangere" al Metropolitan“, chiaia.napolitoday.it.
  7. ^ Trama, curiosità, note - Non ci resta che piangere - Libero, digilander.libero.it.
  8. ^ a b Incassi al cinema Benigni record storico
  9. ^ MyMovies: Johnny Stecchino
  10. ^ Box office Italia
  11. ^ Benigni torna su Rai 1 con I dieci comandamenti
  12. ^ Benigni, ascolti record per La vita è bella, in la Repubblica, 23 ottobre 2001. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  13. ^ Checco Zalone supera Benigni, record storico
  14. ^ Academy Awards, USA (1999)
  15. ^ In film di Roberto Benigni - Pinocchio, kids.mymovies.it.
  16. ^ "Pinocchio" bocciato negli Usa Incassi desolanti nei cinema, in la Repubblica.it, 28 dicembre 2002. URL consultato il 4 marzo 2010.
  17. ^ Box office / business for Pinocchio (2002), imdb.com.
  18. ^ Pinocchio, boxofficemojo.com.
  19. ^ su RottenTomatoes (il celebre aggregatore di recensioni cinematografiche) si possono contare 53 recensioni negative su 53.
  20. ^ Razzie Awards 2002
  21. ^ La Repubblica, 12 novembre 2002, http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/pinocchiodue/oscar/oscar.html . URL consultato il 6 dicembre 2015.
  22. ^ Celentano con Benigni sfiora il 50% di share, in La Repubblica.
  23. ^ Zanicchi infuriata per l'esclusione: «Dovevo cantare prima di Benigni», in Il Corriere della Sera, 18 febbraio 2009. URL consultato il 1º luglio 2010.
  24. ^ Il Dante di Benigni incanta Parigi. «Attenti, Silvio è come Napoleone», 16 aprile 2009. URL consultato il 16 aprile 2009.
  25. ^ Trionfo per la prima francese di TuttoDante, 16 aprile 2009. URL consultato il 16 aprile 2009.
  26. ^ Simona Leo, Sanremo 2011: anticipazioni terza serata, New Notizie.it, 17 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  27. ^ Valentina Gambino, Sanremo 2011, terza serata: l'omaggio dei Big e di Benigni all'Italia; ripescati Tatangelo e Al Bano. Passano il turno Roberto Amadè e Micaela, Blog Tivvù.com, 18 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  28. ^ Roberto Benigni al Festival di Sanremo 2011, TvBlog.it, 17 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  29. ^ Davide Casati, In 15 milioni per l'Inno di Benigni, GQ Italia.it, 18 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  30. ^ Carlo Angioni, Benigni show a Sanremo con l'inno e "Viva l'Italia", La Gazzetta dello Sport.it, 18 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  31. ^ Il Quirinale vuole il video di Benigni nelle scuole, 18 febbraio 2011. URL consultato il 18 febbraio 2011.
  32. ^ Sanremo, Napolitano si complimenta con Benigni, 18 febbraio 2011. URL consultato il 18 febbraio 2011.
  33. ^ Roberto Benigni signs up for next Woody Allen project, in The Guardian (London), 6 maggio 2011. URL consultato il 12 maggio 2011.
  34. ^ Roberto Benigni Confirmed For Woody Allen's Next, slashfilm.com. URL consultato il 12 maggio 2011.
  35. ^ a b Benigni cittadino onorario: «I comici vanno di moda, io sindaco se tu premier», Corriere Fiorentino.it, 15 giugno 2012. URL consultato il 15 giugno 2012.
  36. ^ a b Benigni nel Salone dei Cinquecento"Renzi, ti candidi o no?", firenze.repubblica.it, 15 giugno 2012. URL consultato il 15 giugno 2012.
  37. ^ Benigni torna su Rai 1? RAI interessata a 12 serate
  38. ^ Benigni-Rai, accordo raggiunto per la Costituzione, in La Repubblica, 22 ottobre 2014. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  39. ^ Alessandra Vitali, Benigni riparte da Silvio "È tornato, signore pietà!", in La Repubblica, 17 dicembre 2012. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  40. ^ RQuotidiano, Benigni celebra la costituzione in tv. E fa ridere canzonando Berlusconi, in Il Fatto Quotidiano, 17 dicembre 2012.
  41. ^ Roberto Benigni La più bella del mondo: riassunto
  42. ^ Per Benigni si punta al 45% di share
  43. ^ Benigni show: ascolti da record, in la Repubblica, 18 dicembre 2012. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  44. ^ Video TvBlog - La più bella del mondo
  45. ^ Benigni, slitta lo show su Rai 1
  46. ^ a b www.huffingtonpost.it
  47. ^ Il ciclone Benigni, due serate tv e nuovo film per il cinema
  48. ^ Benigni, un patrimonio tra società, case, terreni e latte in polvere
  49. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  50. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  51. ^ Benigni show per la laurea - Video - Repubblica Tv - la Repubblica.it
  52. ^ Benigni diventa prof in Grecia
  53. ^ [1][2]
  54. ^ " Benigni è romagnolo "
  55. ^ Cesar d'onore a Roberto Benigni "In Francia le italiane più belle" - Spettacoli & Cultura - Repubblica.it
  56. ^ Benigni: «Dio mi inviterà a conoscere il suo superiore: Berlusconi» - Corriere della Sera
  57. ^ Buenos Aires: un benigni da nobel - Roberto Benigni “Cittadino illustre” di Buenos Aires
  58. ^ Filmato audio Rai, Roberto Benigni: l'orgoglio di essere italiani - La più bella del mondo, su YouTube, 17 dicembre 2012, a 2 min 09 s. URL consultato il 18 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Martinelli, con Carla Nassini e Fulvio Wetzl, Benigni Roberto di Luigi fu Remigio, Milano, Leonardo, 1997.
  • Stefania Parigi, Roberto Benigni, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1988. ISBN 88-7104-053-8
  • Andrea Cosentino, La scena dell'osceno. Alle radici della drammaturgia di Roberto Benigni, Roma, Odradek, 1998. ISBN 88-86973-09-8
  • Giorgio Simonelli, con Gaetano Tramontana, Datemi un Nobel. L'opera comica di Roberto Benigni, Alessandria, Falsopiano, 1998. ISBN 88-87011-11-7
  • Alessandro Cuk, Da Berlinguer all'oscar. Il cinema di Roberto Benigni, S.l., Alcione, 1999.
  • Guido Guidi Guerrera, con Piero Ceccatelli, Benigni ragazzo di Prato, Firenze, Loggia de' Lanzi, 1999. ISBN 88-8105-180-X
  • Stefano Masi, Roberto Benigni, Roma, Gremese, 1999. ISBN 88-7742-381-1
  • Cristina Borsatti, Roberto Benigni, Il Castoro Cinema n. 205, Editrice Il Castoro, 2002, ISBN 88-8033-211-2
  • Marcello Garofalo et al., Roberto Benigni, Milano, Mondadori, 2002.
  • René Marx, Roberto Benigni, portrait, Prades, Editions Henri Berger, 2005, ISBN 2909776042 (Primo libro in francese su Benigni)
  • Caterina Selvaggi, Lo sguardo multiplo. Cinema e letteratura in Bellocchio, Benigni, Bergman, Bertolucci, Dardly e Pasolini, Milano, FrancoAngeli, 2007. ISBN 978-88-464-8797-1
  • Francesco Mininni, Andrea Bellandi, Roberto Benigni. Da «Berlinguer ti voglio bene» alla «Divina Commedia»: il percorso di un comico che si interroga su Dio, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2011. ISBN 978-88-6032-178-7

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar al miglior attore Successore
Jack Nicholson
per Qualcosa è cambiato
1999
per La vita è bella
Kevin Spacey
per American Beauty
Predecessore David di Donatello per il miglior attore protagonista Successore
Marcello Mastroianni
per Oci ciornie
1989
per Il piccolo diavolo
Paolo Villaggio per La voce della luna
Gian Maria Volonté per Porte aperte
I
Fabrizio Bentivoglio
per Testimone a rischio
1998
per La vita è bella
Stefano Accorsi
per Radiofreccia
II
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