Casa di Dante in Roma

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« Nella sesta ricorrenza centenaria della morte di Dante Alighieri il municipio di Roma questo edificio già degli Anguillara affidò alla casa di Dante perché fosse in perpetuo consacrato allo studio e alla divulgazione delle opere e della vita del divino poeta settembre MCMXXI »
(Targa apposta dal comune di Roma sulla torre del palazzo degli Anguillara, ceduto nel 1921 alla Casa di Dante)

La Casa di Dante in Roma è un'istituzione culturale fondata nel 1913 dal Ministro degli Interni Sidney Sonnino, come organo principe in Italia per la promulgazione e il sostegno della Divina Commedia.

L'edificio[modifica | modifica wikitesto]

Ettore Roesler Franz, La fortezza degli Anguillara (circa 1880)
La torre degli Anguillara ricostruita, incorporata nella cosiddetta "Casa di Dante" (2008)

Nel luogo dell'attuale piazza Sonnino non esisteva, fino all'arrivo dei Savoia, la testata di Ponte Garibaldi - che fu costruito solo nel 1888 - e sorgevano invece casupole magari un po' diroccate, ma di antica storia, come si vede nell'acquerello di Roesler Franz. All'inizio dell'Ottocento il complesso di case già degli Anguillara, giunto in proprietà al Conservatorio di Sant'Eufemia, era stato dato in enfiteusi ad un cavalier Forti, e comprendeva, oltre ai resti del palazzetto e alla torre (ultima sopravvissuta tra quelle di Trastevere), "24 abitazioni, tre granari, macello, stalla, grotta e cantina". Sulla torre, i nuovi affittuari avevano allestito un pubblico presepio (in segno di rinascita di quelle mura, forse, o di devozione, o solo per desiderio di popolarità tra i vicini)[1].

La massiccia espansione edilizia che rivoluzionò l'urbanistica della città dopo la proclamazione di Roma capitale del nuovo Regno d'Italia - prevedendo tra l'altro il tracciamento di Viale Trastevere, la costruzione del ponte Garibaldi, i lavori di arginatura del Tevere, l'edificazione sui nuovi lungotevere di grandi complessi immobiliari destinati alla nuova borghesia - alterò profondamente l'assetto urbanistico storico di quella parte del Trastevere. La cosiddetta "Casa di Dante" è uno dei risultati di queste attività: all'esproprio dell'immobile nel 1887 seguì la riedificazione, piuttosto che restauro, nello stile falso medioevale caro alla retorica umbertina, conclusasi nel 1902.

L'istituzione[modifica | modifica wikitesto]

Già dal 1902 il barone Sonnino (al quale è intitolata la piazza su cui il palazzo affaccia) ottenne dal Comune di Roma l'uso dell'edificio per le lecturae Dantis allora in gran voga, e di qui nacque nel 1914 l'istituzione culturale[2].

La Casa di Dante in Roma venne costituita come ente morale nel 1914 dal regio decreto del 16 luglio 1914 n.796 da re Vittorio Emanuele III e dichiarata sotto l'alto patrocinio dalla regina madre Margherita di Savoia, che pose la prima firma delle attività culturali allo scopo di essere l'organo principe in Italia per la promulgazione e il sostegno della Divina Commedia. L'istituzione ha ancora sede nel palazzetto degli Anguillara, in piazza Sonnino n.5.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente è retta da un Consiglio direttivo formato da un Presidente e sei Consiglieri e un Segretario, eletti dall'Assemblea generale dei Soci. Dal 1º marzo 2012 è in carica come Presidente il cardinale Gianfranco Ravasi.

Dal 1913, per ogni anno, si sono succeduti alla cattedra della Casa di Dante in Roma i maggiori dantisti del Novecento: Pasquale Villari, Isidoro Del Lungo, Ernesto Giacomo Parodi, Luigi Pietrobono, Francesco Torraca, Francesco D'Ovidio, Vittorio Rossi, Luigi Valli, Mario Casella, Giuseppe Vandelli, Karl Vossler, Nicola Zingarelli, Manfredi Porena, Natalino Sapegno, Umberto Bosco, Bruno Nardi, Aldo Vallone, Mario Apollonio, Antonino Pagliaro, Gianfranco Folena, Gianfranco Contini, Lanfranco Caretti, Giorgio Petrocchi, Ignazio Baldelli, Maria Corti, ecc. ecc. Ma anche grandi figure della cultura italiana, non dantisti “di professione” ma intellettuali di grande rilievo nel panorama letterario e culturale del tempo, hanno voluto l'onore e il piacere di iscrivere il loro nome nei registri dei conferenzieri della Casa di Dante in Roma: tra gli altri, Giuseppe Antonio Borgese, Alfredo Panzini, Giovanni Gentile, Goffredo Bellonci, Enrico Corradini, Carlo Calcaterra, Raffaello Morghen, Filippo Tommaso Marinetti, don Giuseppe De Luca, Riccardo Bacchelli, Ettore Paratore, Giuseppe Petronio, Edoardo Sanguineti, Vittore Branca, Giovanni Getto, Salvatore Battaglia, Bruno Migliorini, Aurelio Roncaglia, Augusto Campana, Scevola Mariotti, Giuseppe Billanovich, Giancarlo Mazzacurati, Giovanni Spadolini, ecc. ecc. illustrando ogni singolo canto della Commedia e discutendo aspetti dell'opera e della figura di Dante o della realtà storica e culturale del suo tempo.

Attualmente la Casa di Dante in Roma organizza: mostre, convegni, seminari, conferenze, esposizioni di libri, sul maggior poeta italiano e tutte le domeniche continuano letture e spiegazioni dei canti della Commedia invitando al dibattito eminenti intellettuali e docenti universitari.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per questo racconto si veda qui
  2. ^ Per la storia dell'edificio e le sue vicende ottocentesche si veda nel Bollettino del R. Istituto di Archeologia e Storis dell'Arte, anno II, fascc. IV-VI, 1928, Luigi de Gregori, Torre Anguillara e la casa di Dante.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Emanuele Camillo IX Massimo, Cenni storici sulla Torre Anguillara in Trastevere redatti dal principe d. Camillo Massimo, Roma 1847. Nuova edizione: Cenni storici sulla Torre Anguillara in Trastevere redatti dal Principe D. Camillo Massimo ora ridotta ad uso di preseppio dal Cav. Giuseppe Forti, Roma 1869.
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro ai nostri giorni, vol. LXXVII, Venezia 1856, pagg. 290-293.

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