Marta Cartabia

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Marta Cartabia
Marta Cartabia (cropped).jpg

Ministro della giustizia
In carica
Inizio mandato 13 febbraio 2021
Presidente Mario Draghi
Predecessore Alfonso Bonafede

Presidente della Corte costituzionale
Durata mandato 11 dicembre 2019 –
13 settembre 2020
Predecessore Giorgio Lattanzi
Successore Mario Rosario Morelli

Vicepresidente della Corte costituzionale
Durata mandato 12 novembre 2014 –
11 dicembre 2019
Presidente Alessandro Criscuolo
Paolo Grossi
Giorgio Lattanzi

Giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana
Durata mandato 13 settembre 2011 –
13 settembre 2020
Predecessore Maria Rita Saulle
Successore Emanuela Navarretta
Tipo nomina Nomina da parte del Presidente della Repubblica

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Milano
Professione Professoressa ordinaria

Marta Maria Carla Cartabia (San Giorgio su Legnano, 14 maggio 1963) è una costituzionalista, giurista, accademica e politica italiana, dal 13 febbraio 2021 ministra della giustizia nel governo Draghi.

Dal 13 settembre 2011 al 13 settembre 2020 è stata giudice della Corte costituzionale, di cui ha ricoperto la carica di presidente dall'11 dicembre 2019 al 13 settembre 2020, diventando la prima donna a ricoprire tale carica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marta Cartabia nasce nel 1963 a San Giorgio su Legnano, nell'Alto milanese, da Teresa Lampugnani e dal geometra Giancarlo Cartabia, e cresce tra Varese e Milano[1]. Si laurea nel 1987 con lode presso la facoltà di giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, discutendo la tesi «Esiste un diritto costituzionale europeo?» con relatore il futuro presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, cresciuta alla sua cattedra.[1]

Nel 1993 ha conseguito il dottorato di ricerca in legge presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (supervisore, Bruno de Witte). Specializzatasi all'Università di Aix-Marseille sui temi della giustizia costituzionale comparata, ha svolto periodicamente attività di ricerca all'estero, in particolare negli Stati Uniti d'America. Subito dopo la laurea è stata research fellow all'Università del Michigan Law School di Ann Arbor, sotto la direzione dei professori J.H.H. Weiler e T.Sandalow.

Attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

Marta Cartabia con Giuliano Amato, durante una conferenza presso l'Università di Roma "La Sapienza"

Dal 1993 al 1999 è stata ricercatrice di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano e fra il 1993 e il 1995 ha svolto funzioni di assistente di studio presso la Corte costituzionale; successivamente è stata professoressa associata (1999 - 2000) e ordinaria (2000 - 2004) di Istituzioni di diritto pubblico presso l'Università degli Studi di Verona. Ha insegnato in numerosi atenei all'estero, tra cui Tours, Tolone, San Sebastián, Eichstätt.

Dal 2004 al 2011, è stata professoressa ordinaria di Diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è anche stata titolare del corso Jean Monnet in Diritto costituzionale europeo (2005 - 2008).

È stata Inaugural Fellow allo Straus Institute for the Advanced Study in Law & Justice (New York University)[2], diretto da Joseph H.H. Weiler. Ha incarichi di direzione in numerose riviste di settore nazionali e internazionali ed è tra i fondatori, nonché co-direttrice, di Italian Journal of Public Law[3], la prima rivista giuridica italiana interamente in lingua inglese. Da gennaio 2021, è co-direttrice della rivista de il Mulino, Quaderni costituzionali.

È membro dell'Associazione italiana dei costituzionalisti e dell'Inaugural Society's Council di ICON•S – The International Society of Public Law di cui è co-presidente eletta a partire da luglio 2021. Nel 2018, è tra i fondatori dell'Italian Chapter di ICON•S[4] di cui è co-presidente.

Dal settembre 2020, fa parte del Senato dell'associazione internazionale di diritto European Law Institute (ELI)[5].

Il 14 settembre 2020, cessato l'incarico alla Corte Costituzionale, ha preso servizio come docente ordinario di Diritto Costituzionale e di Giustizia Costituzionale presso l'Università "Bocconi" di Milano[6][7], da cui è stata collocata in aspettativa obbligatoria a decorrere dal 13 febbraio 2021 per la durata della carica di Ministra della Giustizia.

Il 9 dicembre 2020 le è stato conferito il dottorato honoris causa in Law dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa dove ha tenuto una lectio magistralis dal titolo «Per l'alto mare aperto. L'università al tempo della grande incertezza».[8]

L'11 settembre 2021 è nominata da papa Francesco membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali[9].

Incarichi istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Giudice costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 settembre 2011 è stata nominata giudice della Corte costituzionale della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in sostituzione di Maria Rita Saulle morta in carica[10]. Ha prestato giuramento al Quirinale il 13 settembre 2011 insieme al giudice Aldo Carosi eletto a luglio e proveniente dalla Corte dei conti[11]. È la terza donna a essere nominata giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle; è anche tra i più giovani giudici mai nominati.

Il 12 novembre 2014 viene nominata vicepresidente della Corte costituzionale dal suo presidente Alessandro Criscuolo[12] venendo riconfermata il 24 febbraio 2016 dal neoeletto presidente Paolo Grossi[13] e l'8 marzo 2018 dal presidente Giorgio Lattanzi.[14] L'11 dicembre 2019 è stata eletta presidente della Corte costituzionale all'unanimità (14 voti a favore e la sua scheda bianca), succedendo a Giorgio Lattanzi, e risultando così la prima donna eletta presidente.[15]

Cessa dall'incarico di presidente e di giudice costituzionale il 13 settembre 2020 allo scadere dei nove anni di mandato, succeduta da Mario Rosario Morelli come Presidente e Emanuela Navarretta come Giudice.[16][17]

In una intervista con Giovanni Bianconi, pubblicata sul Corriere della Sera il 16 ottobre 2020, ha dichiarato il proprio favore all'introduzione dell'"opinione dissenziente"[18], "purché usata con responsabilità e cautela, solo in casi estremi".[senza fonte]

Ministro della Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 febbraio 2021 giura nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come ministro della Giustizia nel governo tecnico di unità nazionale Draghi, succedendo così al pentastellato Alfonso Bonafede. Cartabia è la terza donna (dopo Paola Severino e Annamaria Cancelleri) a ricoprire questa carica. Il 28 aprile ottiene, in merito all'azione di governo di cui fa parte e al Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, l'estradizione in Italia di sette ex terroristi delle Brigate Rosse che avevano trovato protezione in Francia grazie alla dottrina Mitterand.
L'8 luglio dello stesso anno il Consiglio dei Ministri dà il via alla riforma del sistema giudiziario penale, firmata dalla stessa Cartabia, a cui aveva contribuito l'ex presidente della corte costituzionale Giorgio Lattanzi.

Orientamento culturale[modifica | modifica wikitesto]

È cattolica e considerata vicina al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione (CL)[19][20] sin dall'epoca degli studi universitari[21]. Il suo contributo nell'ambito della libertà religiosa, che emerge anche dalle sue pubblicazioni accademiche, si caratterizza per la difesa della laicità positiva dello Stato[22] e per un approccio ai conflitti ispirato alla metodologia della reasonable accommodation di origine nordamericana[23].

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 24 ottobre 2011[24]

Opere scelte[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittoria Barsotti, Paolo G. Carozza, Marta Cartabia e Andrea Simoncini (a cura di), Dialogues on Italian Constitutional Justice. A Comparative Perspective, Routledge, Abingdon-on-Thames, 2020.
  • Marta Cartabia, Adolfo Ceretti, Un'altra storia inizia qui. La giustizia come ricomposizione, Bompiani, Milano, 2020.
  • Marta Cartabia, Cooperazione e mutualità: la Costituzione come storia di popolo, Roma, ECRA. Edizioni del Credito Cooperativo, 2019.
  • Marta Cartabia, Luciano Violante, Giustizia e mito. Con Edipo, Antigone, Creonte, Bologna, il Mulino, 2018.
  • Vittoria Barsotti, Paolo G. Carozza, Marta Cartabia, Andrea Simoncini, Italian Constitutional Justice in Global Context, New York, Oxford University Press USA, 2015.
  • Marta Cartabia e Andrea Simoncini (a cura di), La legge di re Salomone. Ragione e diritto nei discorsi di Benedetto XVI, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 2013.
  • Marta Cartabia (a cura di), Dieci casi sui diritti in Europa, Bologna, il Mulino, 2011.
  • Marta Cartabia e Andrea Simoncini (a cura di), La sostenibilità della democrazia nel XXI secolo, Bologna, il Mulino, 2009.
  • Marta Cartabia, L'universalità dei diritti umani nell'età dei nuovi diritti, "Quaderni costituzionali", 2009, 3, 537-68.
  • Marta Cartabia, Europe and Rights: Taking Dialogue Seriously, "European Constitutional Law Review", 2009, 5-31.
  • Marta Cartabia (a cura di), I diritti in azione, Bologna, il Mulino, 2007.
  • Raffaele Bifulco, Marta Cartabia, Alfonso Celotto, L'Europa dei diritti, Bologna, il Mulino, 2001.
  • Marta Cartabia e Joseph H.H. Weiler, L'Italia in Europa, Bologna, il Mulino, 2000.
  • Marta Cartabia, Cittadinanza europea, "Enciclopedia Giuridica Italiana Treccani", Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995.
  • Marta Cartabia, Principi inviolabili e integrazione europea, Milano, Giuffrè Editore, 1995.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marta Cartabia, la professoressa vicina a Cl che Napolitano nominò alla Consulta: chi è la ministra della giustizia del governo Draghi, su Il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2021. URL consultato il 21 luglio 2021.
  2. ^ (EN) Straus Institute for the Advanced Study of Law & Justice | NYU School of Law, su www.law.nyu.edu. URL consultato il 14 novembre 2020.
  3. ^ (EN) About IJPL, su www.ijpl.eu. URL consultato il 6 aprile 2017.
  4. ^ (EN) ICON·S - Italian Chapter, su icon-society.org. URL consultato il 5 dicembre 2018.
  5. ^ (EN) Senate, su www.europeanlawinstitute.eu. URL consultato il 13 novembre 2020.
  6. ^ Marta Cartabia da oggi è professore della Bocconi, su viasarfatti25.unibocconi.it. URL consultato il 14 ottobre 2020.
  7. ^ MARTA CARTABIA - Universita' Bocconi, su didattica.unibocconi.it. URL consultato il 14 novembre 2020.
  8. ^ Inaugurazione online per l'anno accademico 2020 / 2021 della Scuola Sant'Anna: il bilancio e i nuovi progetti a sostegno del merito, il conferimento del diploma di PhD honoris causa in legge all'ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, su Scuola Superiore Sant'Anna. URL consultato il 10 dicembre 2020.
  9. ^ Rinunce e nomine, su press.vatican.va. URL consultato l'11 settembre 2021.
  10. ^ Comunicato di nomina, su www.quirinale.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  11. ^ Sito web della Corte costituzionale: note biografiche giudice, su www.cortecostituzionale.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2014).
  12. ^ Criscuolo nuovo presidente della consulta, su www.repubblica.it, 12 novembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  13. ^ Consulta: Paolo Grossi nuovo presidente, su www.repubblica.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  14. ^ Giorgio Lattanzi eletto presidente della corte costituzionale (PDF), su cortecostituzionale.it.
  15. ^ Marta Cartabia prima donna alla guida della Consulta, eletta all'unanimità, in ansa, 11 dicembre 2019. URL consultato l'11 dicembre 2019.
  16. ^ Corte Costituzionale, Mario Morelli nuovo presidente: prende il posto di Marta Cartabia. Ma la Consulta si è divisa, su web.archive.org, 17 settembre 2020. URL consultato il 21 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2020).
  17. ^ Mattarella nomina Emanuela Navarretta nuova giudice della Corte costituzionale. Sostituirà Marta Cartabia che è a fine mandato - Il Fatto Quotidiano, su web.archive.org, 19 settembre 2020. URL consultato il 21 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2020).
  18. ^ opinione dissenziente, su treccani.it, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani. URL consultato il 2 agosto 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  19. ^ Cl divisa verso il voto c'è anche un'anima che guarda a sinistra - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 agosto 2019.
  20. ^ Chi è Marta Cartabia, possibile premier di un governo del Presidente, su LetteraDonna, 7 maggio 2018. URL consultato il 22 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2019).
  21. ^ Bonifacio Borruso, Presidente della Consulta una Cl? La sua adesione è attuale e non dei tempi del liceo, in Italia Oggi, n. 041, 18 febbraio 2016, p. 7.
  22. ^ Salvini, Spadaro e Cartabia. Girotondo (a sorpresa) fra politica e simboli religiosi, su startmag.it. URL consultato il 25 agosto 2019.
  23. ^ (EN) The Many and the Few: Clash of Values or Reasonable Accommodation? (PDF), su auilr.org. URL consultato il 25 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2019).
  24. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su www.quirinale.it. URL consultato il 6 aprile 2017.
  25. ^ Premio Minerva, trent'anni di premi al femminile in ricordo di Anna Maria Mammoliti, su roma.repubblica.it, 27 novembre 2019. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  26. ^ Il Premio Speciale Spadolini a Marta Cartabia, su lanazione.it. URL consultato il 12 novembre 2020.
  27. ^ Cerimonia di consegna del Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini a Marta Cartabia, Presidente della Corte costituzionale, su radioradicale.it. URL consultato il 12 novembre 2020.
  28. ^ A Marta Cartabia il Premio Bellisario per le Istituzioni, su knowledge.unibocconi.it. URL consultato il 12 novembre 2020.
  29. ^ Blog | Premio Marisa Bellisario a Cartabia, Garofalo, Cattani, Ciccone e Branca, su Alley Oop, 15 ottobre 2020. URL consultato il 12 novembre 2020.
  30. ^ Premio Bellisario, omaggio alle eroine della Sanità. Lella Golfo: «Il Paese riparte solo con le donne», su www.ilmessaggero.it. URL consultato il 12 novembre 2020.

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