Stefano Ignudi

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Stefano Ignudi (Genova, 28 febbraio 1865Roma, 2 giugno 1945) è stato un critico letterario, accademico e religioso italiano, autore di un importante commento filosofico-teologica della Divina Commedia di Dante Alighieri e di altri saggi sul poeta fiorentino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Genovese, Stefano Ignudi entrò nel 1876 nell'Ordine francescano, laureandosi e ricevendo poi l'ordinazione sacerdotale a Roma nel 1891[1]. Ritornato a Roma nel 1895, diventa in poco tempo un personaggio di spicco del mondo ecclesiale romano, sia per le sue virtù morali, sia per la sua eloquenza e dottrina[1]. Infatti, oltre a ricoprire vari incarichi nella Curia e ad essere rettore del Collegio Serafico Internazionale di Roma tra il 1904 e il 1924, fu allievo del dantista Giacomo Poletto presso l'Università dell'Apollinare[2], di cui fu supplente e assistente tra il 1896 e il 1904[3]. Entrato in contatto con don Luigi Orione negli anni '20, del quale diventerà amico fraterno[1], l'attività di Ignudi sul piano intellettuale vide la pubblicazione di un commento teologico-filosofico della Commedia dantesca (commento uscito postumo nel 1948), oltre ad altri saggi incentrati sulla poetica e sulla teologia dantesca editi tra il 1897 e il 1932, quali: Il canto di Dante a San Francesco (Torino 1897), Il canto dantesco di Francesca da Rimini (Prato 1898), Il sistema politico di Dante Alighieri (Roma 1901) ed infine L'Eucaristia in Dante (Venezia 1932)[2]. Morì in povertà il 2 giugno 1945, all'età di 80 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Belano.
  2. ^ a b Ignudi.
  3. ^ Buzzoni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]