Dante Alighieri (nave da battaglia)

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Dante Alighieri
La Dante Alighieri in navigazione
La Dante Alighieri in navigazione
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo nave da battaglia
Classe unica
Cantiere Regio Cantiere navale
Castellammare di Stabia
Impostata 6 giugno 1909
Varata 20 agosto 1910
Entrata in servizio 15 gennaio 1913
Radiata 1º luglio 1928
Caratteristiche generali
Dislocamento normale: 19.500 t
pieno carico: 21.800 t
Lunghezza fuori tutto 168,1 m
perpendicolari 158,4 m
Larghezza 26,6 m
Pescaggio 9,4 m
Propulsione Vapore:
Velocità 23 nodi
Autonomia 5.000 miglia a 10 nodi
Capacità di carico 700 tonnellate di carbone
300 tonnellate di nafta
Equipaggio 970
Armamento
Armamento artiglieria:
Corazzatura  [1]
  • 250 mm (verticale)
  • 50 mm (orizzontale)
  • 250 mm (artiglierie)
  • 280 mm (torrione)
Note
Motto ...con l'animo che vince ogni battaglia...

dati tratti da[2]

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La Dante Alighieri è stata una nave da battaglia italiana varata nel 1910. Prestò servizio con la Regia Marina durante la prima guerra mondiale. Prima nave da battaglia monocalibro (tipo dreadnought) della Regia Marina è nota per essere stata la prima nave da battaglia al mondo ad avere l'armamento principale in torri trinate,[3] con dodici cannoni calibro 305mm in 4 torri corazzate.

Nome e motto[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene sia stata la prima e unica nave della Regia Marina e della Marina Militare Italiana intitolata al sommo poeta, non fu l'unica nave della marina italiana dedicata ad un poeta; negli anni trenta entrarono in servizio i quattro cacciatorpediniere classe Alfredo Oriani (o Poeti): Alfredo Oriani, Vittorio Alfieri, Giosuè Carducci e Vincenzo Gioberti.

Il motto della nave "Con l'animo che vince ogni battaglia" venne tratto dal verso 53 del Canto XXIV dell'Inferno;[4] Dante dopo essere passato dalla sesta alla settima bolgia è sfinito e Virgilio rincuorandolo lo incita con queste parole: "e però leva su! vinci l'ambascia con l'anima che vince ogni battaglia, se con suo grave corpo non s'accascia".

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

Progettata dal generale del Genio Navale Edoardo Masdea è stata la prima nave da battaglia monocalibro (tipo dreadnought) italiana. Al progetto dell'unità collaborò il generale Giuseppe Rota, primo direttore della Vasca Navale di La Spezia.

L'armamento principale, 12 cannoni da 305 mm era alloggiato in 4 torri trinate, prima unità al mondo ad abbandonare la classica configurazione a cannoni in torri binate per l'armamento principale.

Come altre navi da battaglia italiane era caratterizzata da buona velocità, ottenuta anche a scapito della corazzatura, che aveva valori di spessore leggermente inferiori alle navi omologhe delle altre principali marine.[5]

Propulsione[modifica | modifica wikitesto]

La propulsione era a Vapore costituito da 23 caldaie, di cui 17 alimentate a carbone e 6 a nafta, il cui vapore alimentava 3 gruppi turboriduttori che azionavano 4 assi con le relative eliche. L'apparato motore forniva una potenza di 32.200 cavalli vapore consentendo all'unità di raggiungere la velocità di 23 nodi, con un'autonomia che alla velocità di 10 nodi era di 5.000 miglia. I fumaioli erano quattro, accoppiati a due a due in due gruppi, uno a proravia e uno a poppavia. Nel 1923 tutte le caldaie furono convertite a nafta.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

L’armamento principale si componeva di 12 cannoni da 305/46 Mod. 1909[6] ripartiti quattro torri trinate; le torri erano posizionate una a prua, una a poppa, e due a centro nave.

La terza torre trinata della nave

Questa soluzione era stata scelta per mantenere basso il centro di gravità della nave e ridurne il profilo. Questa scelta rinunciava all'opportunità di avere più torri in tandem a prua (od eventualmente a poppa), che consentiva di concentrare la potenza di fuoco sul profilo frontale o posteriore.[7] Questa soluzione venne adottata in seguito dalla classe Gangut della Marina Russa.

L’armamento secondario era costituito da 20 cannoni da 120/50 Mod. 1909,[8] in 4 torri binate e 12 torri singole e 16 cannoni da 76/50 mm,[9] mentre l'armamento silurante era costituito da tre tubi lanciasiluri da 450 mm, ognuno dei quali dotato di tre siluri.

I cannoni principali da 305/46 erano progettati dalla ditta inglese Armstrong e costruiti negli Stabilimenti meccanici di Pozzuoli, mentre i cannoni da 120/50 mm, come quelli della corazzata Giulio Cesare, erano Elswick Pattern.[10]

Successivamente per la difesa antierea vennero aggiunti 2 cannoni da 40/39 mm[11] e 6 mitragliere.

Le torri corazzate dei cannoni da 305 mm erano brandeggiabili mediante un sistema sia idraulico che elettrico, mentre l’elevazione delle munizioni dai depositi, il caricamento e la manovra delle grosse artiglierie all'interno delle torri erano solamente idraulici. La manovra delle artiglierie secondarie era invece esclusivamente manuale.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

La carriera della Dante Alighieri, nonostante l'impiego durante il primo conflitto mondiale, fu priva di eventi significativi.

La nave, varata il 20 agosto 1910 ed entrata in servizio il 15 gennaio 1913, ricevette la bandiera da combattimento nella rada di La Spezia il 26 gennaio 1913 dalla signora Ildegarde Occella, Presidente del comitato femminile della Società Dante Alighieri. La nave subito dopo l'entrata in servizio effettuò una crociera in Atlantico, in cui, superata Gibilterra, tocco i porti di Dakar in Senegal, Funchal nell'isola di Madera, Ponta Delgada e Vigo, svolgendo poi attività di squadra e crociere nel Mediterraneo.

Nel 1913 venne sperimentata la sistemazione di un idrovolante Curtiss Model H[1], all'epoca genericamente denominato Curtiss Flying Boat, e nello stesso anno imbarcò a Livorno Re Vittorio Emanuele III per recarsi a Castellammare di Stabia ad assistere al varo della corazzata Caio Duilio. La corazzata Dante Alighieri fu la prima nave della Regia Marina ad avere un idrovolante imbarcato e quasi contemporaneamente in via sperimentale vennero dotati di idrovolanti anche gli incrociatori corazzati Amalfi e San Marco e in seguito a tali esperienze venne deciso di trasformare alcune unità in basi mobili per idrovolanti.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale, la nave, al comando del Capitano di Vascello Biscaretti, era dislocata a Taranto, come ammiraglia della I Divisione con insegna del Contrammiraglio Camillo Corsi.[12] Il 5 settembre 1915 imbarcò a bordo l'ammiraglio Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi innalzandone l'insegna. Il 30 novembre 1916 approdò a Corfù, facendo rientro a Taranto il 27 gennaio 1917.

Durante la guerra svolse principalmente attività di pattugliamento nel Mar Adriatico meridionale, ma senza essere mai impegnata in combattimento, in quanto le navi da battaglia della Imperial-Regia Marina Austro-Ungarica raramente lasciavano i loro porti.[5]

L'unica azione significativa durante la prima guerra mondiale fu il bombardamento del porto di Durazzo, il 2 ottobre 1918, con a bordo l'ammiraglio Thaon di Revel, che ne innalzò l'insegna, in un'azione a protezione di un gruppo di navi italo-inglesi.

Nel 1918 la nave venne ridislocata a Venezia per l’occupazione delle coste e delle isole dalmate.

Alla fine del 1920 in seguito all'Impresa di Fiume di Gabriele d'Annunzio la nave non prese parte al blocco di Fiume (vi era bloccata) e non partecipò al bombardamento della città, nei giorni che passarono poi alla storia con il nome di Natale di sangue.

Nel 1922 il Re Vittorio Emanuele III ha intrattenuto a bordo dell'unità i delegati alla Conferenza di Genova.

Nel 1923 venne rimodernata, in particolare tutte le caldaie furono convertite per l'alimentazione a nafta[1] venne installato un nuovo albero di trinchetto quadripode in sostituzione di quello tripode e vennero allungati i fumaioli per ridurre gli scarichi del fumo della combustione sul ponte.

Nel 1924 prese parte insieme a Cavour, Doria e Duilio ad una crociera in Spagna in occasione di una visita dei reali d’Italia. Nello stesso anno venne testato un nuovo sistema di controllo del fuoco a distanze fino a 26.000 metri; sempre nel corso dello stesso anno la nave ha trasportato a Palermo Benito Mussolini in occasione della visita in Sicilia del capo del governo.

Nel 1925 la nave venne attrezzata per imbarcare un idrovolante da ricognizione “M 18”[1] e nel 1927 visitò insieme alle Duilio la città di Zara.

Alla fine degli anni venti lo stato di sofferenza dell'economia italiana reduce dal primo dopoguerra non consentiva di mantenere una flotta considerevole e venne pertanto deciso di ridurre il bilancio navale; conseguentemente venne sospesa la costruzione delle Caracciolo, venne decisodi smantellare la corazzata Leonardo da Vinci di cui era stato previsto il riallestimento dopo il recupero nel porto di Taranto e di rutirare dal servizio le corazzate Dante Alighieri e le Cavour e così il 1º luglio 1928 la nave venne posta in disarmo, per essere radiata e smantellata dopo poco.[5]

Sulla corazzata Dante Alighieri ha prestato il suo servizio militare dal 1925 al 1927 Egidio Bullesi, un giovane terziario francescano dichiarato venerabile nel 1997 da Giovanni Paolo II che durante il suo imbarco organizzò un gruppo di riflessione e preghiera e conobbe Guido Foghi a cui trasmise la sua passione e che, dopo la sua morte, sarebbe diventato missionario francescano in Tibet e successivamente in Guatemala, mutando in sua memoria il nome in Padre Egidio Maria Foghin.[13][14]

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d La nave da battaglia Dante Alighieri prima dreadnought italiana costruita a Castellammare di Stabia
  2. ^ Nave da battaglia Dante Alighieri su marina.difesa.it. URL consultato il 27 aprile 2014.
  3. ^ William H. Garzke e Robert O. Dulin, Battleships: axis and neutral battleships in World War II, Naval Institute Press, ottobre 1985, ISBN 978-0-87021-101-0. URL consultato il 29 giugno 2011.
  4. ^ I motti delle navi italiane, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962, pp. 34.
  5. ^ a b c Antonio Ciminno, La nave da battaglia Dante Alighieri prima dreadnought italiana costruita a Castellammare di Stabia in Il Nastro Azzurro, nº 3, maggio/giugno 2008, p. 22.
  6. ^ (EN) Italy 12"/46 (30.5 cm) Model 1909. URL consultato il 5-5-2009.
  7. ^ Nel gergo tecnico anglossasone le più torri principali montate in tandem a prua è detto superfiring.
  8. ^ (EN) 120 mm/50 (4.7") Model 1909. URL consultato il 5-5-2009.
  9. ^ (EN) Italian 3"/50 (7.62 cm) Model 1909. URL consultato il 5-5-2009.
  10. ^ Franco Bargoni, Franco Gay, Corazzate Classe Conte di Cavour, Roma, Bizzarri, 1972.
  11. ^ (EN) Italian 40 mm/39 (1.575") Vickers-Terni 1915/1917
  12. ^ La Regia Marina al 24 maggio 1915
  13. ^ PADRE EGIDIO M. FOGHIN eroico missionario
  14. ^ Due illustri missionari

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]