Dislocamento

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Il dislocamento di una nave è la massa dell'acqua da essa spostata, il cui peso, per il principio di Archimede, è uguale al peso totale della nave stessa (peso proprio e peso dei carichi).[1]

La relazione che lega il dislocamento con il volume di acqua spostata, quantità calcolabile con procedimenti geometrici, è proporzionale:

dove Δ è il dislocamento misurato in

ρ è la densità del liquido in tonnellate per metro cubo (circa 1,026 per l'acqua di mare) e V è il volume spostato in metri cubi.

Questa unità di massa non deve essere confusa con la tonnellata di stazza, che è invece una misura di volume.

Si possono indicare diversi tipi di utilizzo per il termine.

Dislocamento (D)
è la massa reale di una nave e del suo contenuto. Si usa per classificare le imbarcazioni non mercantili, poiché il loro carico è più o meno costante e non sono soggette al sistema di tariffe portuali usate per il commercio.
Dislocamento a vuoto (Dv)
misura la massa della nave senza carburante, carico, passeggeri, equipaggio, né provviste a bordo.
tonnellaggio di portata lorda
rappresenta la differenza tra i due valori e rappresenta la capacità di carico in sicurezza della nave (fino al bordo libero estivo che cambia a secondo della tipologia di acqua in cui la nave è immersa.)
Dislocamento standard
è un termine specifico definito dal Trattato navale di Washington del 1922[2][3]. È definito come il dislocamento della nave con equipaggio e rifornimenti al completo, includendo tutte le armi, munizioni, equipaggiamento, provviste, acqua potabile per l'equipaggio e ogni altro materiale normalmente imbarcato quando salpa per missioni di guerra. Ma senza carburante o acqua di riserva per le caldaie. Non rappresenta quindi il reale dislocamento della nave pronta per il mare.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Treccani - Dislocamento
  2. ^ a b (EN) Standard displacement, in Conference on the Limitation of Armament, 1922, Chapter II, Part 4.
  3. ^ Dislocamento, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 24 aprile 2016.

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