Paolo Thaon di Revel

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo ministro delle Finanze, vedi Paolo Thaon di Revel (1888-1973).
Paolo Thaon di Revel
Paolo Emilio Thaon di Revel.gif
10 giugno 1859 – 24 marzo 1948 (88 anni)
Nato aTorino
Morto aRoma
Luogo di sepolturaBasilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Marina
ArmaMarina
Anni di servizio1873 - 1948
Gradocontrammiraglio (1910)
viceammiraglio (1913)
ammiraglio (1918)
grande ammiraglio (1924)
Guerreguerra italo-turca
prima guerra mondiale
Comandante dicomandante della Scuola macchinisti (1904 - 1905)
comandante in seconda dell'Accademia navale (1905 - 1907)
capo di stato maggiore della Marina (1913 - 1915)
capo di stato maggiore della Marina e Comandante in capo delle forze navali (1917 - 1919)
Decorazionicroce di guerra al valore militare (tre concessioni)
Studi militariScuola di marina di Genova
Frase celebre"O si domina o si è dominati, tertium non datur"
Altre carichepolitico
(Presidente del Senato del Regno (1943-1944))
Ispettore generale della Marina (1919 - 1920)
Presidente del Comitato degli ammiragli
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Paolo Thaon di Revel
Amiral Paolo Thaon di Revel N53030881 JPEG 1 1DM (cropped).jpg

Presidente del Senato del Regno
Durata mandato 2 agosto 1943 –
20 luglio 1944
Predecessore Giacomo Suardo
Successore Pietro Tomasi Della Torretta

Ministro della Marina
Durata mandato 31 ottobre 1922 –
8 maggio 1925
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Roberto De Vito
Successore Benito Mussolini

Senatore del Regno d'Italia
Legislature dalla XXIV (nomina 23 febbraio 1917)
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente
Professione militare di carriera (Marina)
Paolo Thaon di Revel e Sant'Andrea
Duca Thaon di Revel del Mare
In carica 24 maggio 1924 –
24 marzo 1948
Predecessore Titolo inesistente
Successore Titolo estinto
Nome completo Paolo Camillo Margherita Giuseppe Maria[1]
Trattamento Sua Grazia
Altri titoli nobile dei marchesi Thaon di Revel
nobile dei conti di Sant'Andrea con Revel
nobile dei signori di Castelnuovo
nobile dei conti di Pralungo
don
Dinastia Thaon di Revel
Padre Ottavio Thaon di Revel
Madre Carolina De Clermont de Vars
Consorte Irene Martini di Cigala
Figli Giovanna e Clorinda
Religione cattolicesimo

Paolo Thaon di Revel, allo stato civile Paolo Camillo Margherita Giuseppe Maria,[2] (Torino, 10 giugno 1859Roma, 24 marzo 1948), è stato un ammiraglio e politico italiano. In tre concessioni gli fu conferita la croce di guerra al valore militare. Aiutante di campo di re Vittorio Emanuele III, insignito del Collare dell'Annunziata, riceve il titolo del "Duca del mare" e l'altissimo grado di grande ammiraglio, unico nella storia della Marina. Fu senatore del regno, Ministro della Guerra e presidente del Senato[3] dal 1943 -1944.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo, figlio del senatore Ottavio Thaon di Revel, trascorse la sua infanzia nella Villa Revel di San Raffaele Cimena e dopo aver frequentato il collegio salesiano di Val Salice [4], entrò in Marina nel 1873. Guardiamarina nel 1877, nel 1879 partecipò alla circumnavigazione del globo a bordo della fregata Garibaldi. La sua carriera proseguì con le nomine a sottotenente di vascello nel 1880, tenente di vascello nel 1886 e capitano di corvetta nel 1896, quando fu per quattro anni aiutante di campo di re Umberto I. Promosso a capitano di vascello nel 1906, ottenne il comando dell'Accademia Navale di Livorno.

Come contrammiraglio partecipò alla guerra italo-turca (1911-1912) e, posto a comando della II Divisione della II Squadra navale, affondò nel porto di Beirut navi turche, contribuì ai bombardamenti di Tripoli e la distruzione dei porti lungo i Dardanelli. Queste azioni militari offensive, per le quali meritò la commenda dell'ordine militare di Savoia crearono viceversa tensioni politiche e diplomatiche, sia domestiche sia internazionali. Nominato Capo di stato maggiore della Marina[5] dal 1913 al 1915, spinse allo sviluppo dei navigli leggeri e alla costituzione di un'aviazione navale.

Con l'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale (24 maggio 1915), in contrasto con il comandante in capo dell'Armata, il viceammiraglio Luigi di Savoia duca degli Abruzzi (spalleggiato dagli ammiragli Cagni e Millo) di una strategia che non condivideva, si dimise dall'incarico l'11 ottobre 1915, ottenendo la nomina di comandante in capo del Dipartimento militare marittimo di Venezia[6] dove sostenne l'impiego dei treni armati e la creazione dei MAS. Ieri come oggi, oltre l’80% del traffico commerciale passa dal mare e senza approvvigionamenti un popolo è semplicemente destinato a morire. Senza il blocco navale voluto dal Thaon e assicurato dalle Regie Navi e dai loro equipaggi tra il 1915 e il 1918, la guerra sull’Isonzo, sulle Alpi e sul Piave non solo non sarebbe stata vinta, ma avrebbe comportato, assieme alla rovina dell’Italia, anche quella della Francia e dell’Inghilterra[7]. La strategia operativa portò all'affondamento della corazzata austriaca Wien nel porto di Trieste,[8]della SMS Szent István (Santo Stefano) a Premuda (celebrata come l'impresa di Premuda) e della nave ammiraglia dell'impero austro-ungarico, la SMS Viribus Unitis a Pola. Dopo la rotta di Caporetto, sostenne il mantenimento della linea del Piave e della Laguna di Venezia. Sul finire della guerra condusse il bombardamento di Durazzo, e organizzò la rapida occupazione delle isole e delle coste dell'Istria e della Dalmazia.

Sempre dentro l’Arsenale di Venezia furono realizzate le protezioni per la salvaguardia del patrimonio artistico e architettonico veneziano. Fu proprio l’Ammiraglio a pianificare e a porre in opera una serie di intelligenti iniziative tese a tutelare le opere, i monumenti i palazzi della città. Sapeva, come emerge dalla sua lunga corrispondenza con D’Annunzio, protratta fino alla morte del Poeta, che "la guerra è cultura perché l’anima di un popolo e dei singoli è cultura".[9] In seguito all'armistizio di Villa Giusti, il Thaon annuncia il bollettino della Vittoria Navale, composta da Gabriele D'Annunzio.

Fu nominato senatore del Regno dal 1917 e promosso ammiraglio nel 1918. Partecipa come delegato navale alla Conferenza di pace di Parigi (con il ministro degli esteri Sonnino) e difende a spada tratta, ma invano, i diritti italiani sulla Dalmazia e il rispetto del Patto di Londra.

Dall'ottobre 1922 entrò nel Governo Mussolini, il così detto Primo Governo Nazionale in qualità di ministro della Regia Marina (come uomo di fiducia di re Vittorio Emanuele III), insieme al generale dell'esercito Armando Diaz, come ministro della Guerra, e tra gli altri, al prof. Giovanni Gronchi, futuro presidente della repubblica. Il suo ministero non fu privo di contrasti con il capo del governo Mussolini, sia per la politica di bilancio inflessibilmente rivolta al pareggio e al disavanzo primario (che quindi limitò di molto sia le nuove costruzioni sia i fondi per l'addestramento, la formazione del personale e il rinnovamento dei quadri), ma soprattutto per la politica navale del regime che tendeva a un certo avventurismo dove, con l'incidente di Corfù, il Revel prese di fatto le distanze da Mussolini[10] dato che l'Italia si stava ponendo in rotta di collisione con la Gran Bretagna, con gravi rischi per il paese. Per la seconda volta, si dimise dalla carica di capo di stato maggiore della marina e comandante in capo delle forze navali[11]. Dall'incarico ministeriale, rassegnò le dimissioni nel maggio del 1925, dopo la riforma con cui Mussolini istituiva il nuovo ordinamento del comando supremo (affidando a Badoglio la carica di capo di stato maggiore generale). Con la riforma, Revel non vedeva realizzarsi l'auspicabile coordinamento delle forze, ma a suo parere, la sola subordinazione della marina e dell'aeronautica all'esercito.

Fu insignito del titolo di (primo) duca del Mare, il 24 maggio 1924 e promosso grande ammiraglio (il 4 novembre dello stesso anno), l'unico nella storia della Marina, rimanendo in tal modo in servizio a vita con un proprio ufficio al ministero[12]. Quando nel 1923 fu costituita la Regia Aeronautica, che assorbì sotto un unico comando i mezzi e l'organizzazione delle Forze aeree della marina e dell'esercito, si prodigò per ottenere una consistente aliquota di mezzi aerei da porre sotto il controllo della Marina per la lotta sul mare[13]. Diventa ispettore generale della Regia Marina fino al 30 maggio 1920 e nominato presidente della Società Geografica Italiana dal 1921 al 1923

Nel 1932 fu nominato primo segretario di S.M. per il Gran Magistero dell'Ordine dei Santissimi Maurizio e Lazzaro. Richiamato alle istituzioni, durante la Seconda guerra mondiale, presiedette la commissione d'inchiesta sulla condotta delle operazioni italiane nella campagna dell'Africa Settentrionale. Revel faceva parte della ristretta cerchia dei collaboratori di Vittorio Emanuele III (istituzionalmente aveva le settimanali udienze regie del giovedì) ed ebbe poi parte nell'azione per destituire Mussolini culminata il 25 luglio 1943 con l'ordine del giorno Grandi. Dopo la caduta del fascismo fu nominato presidente del Senato dal 28 luglio 1943 al 20 luglio 1944. Nel maggio del 1946, dopo aver fatto parte della cerchia dei consiglieri di re Umberto II nel periodo della sua Luogotenenza e ripreso l'incarico di primo segretario degli ordini cavallereschi, si schierò al referendum del giugno 1946 apertamente a favore del blocco monarchico.

Massone, fu membro della Gran Loggia d'Italia e sovrano grande ispettore generale, membro attivo del Supremo Consiglio del 33° e massimo grado per l'Italia e le sue dipendenze e colonie del Rito scozzese antico ed accettato (1921)[14].

Le sue spoglie riposano nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, accanto a quelle del generale Armando Diaz. In suo onore è stata nominata Borgo Revel la frazione Calciavacca del comune di Verolengo, in provincia di Torino come pure il ponte Thaon di Revel [15] inaugurato il 2 luglio 2013 alla Spezia oltre a numerosi corsi, vie e strade in molte città d'Italia.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Sposò a Torino, il 5 maggio 1898, Irene di Enrico Martini di Cigala e Cocconato e dal matrimonio nacquero due figlie, Giovanna (nata nel 1899) e Clorinda (nata nel 1905).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata
— 1919
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1919
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1919
Balì gran croce del Sovrano Ordine Militare di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Balì gran croce del Sovrano Ordine Militare di Malta
— maggio 1922
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia
— 1º giugno 1919[16]
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 29 dicembre 1916[16]
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
— 16 marzo 1913[16]
Croce al merito di guerra - terza concessione - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra - terza concessione
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911 – 1912 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911 – 1912
Medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto calabro-siculo
«Per essersi segnalato nel prestare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto del 28 dicembre 1908»
Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo
«Per l'opera soccorritrice del 28 dicembre 1908»
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Navy Distinguished Service Medal (Stati Uniti d'America)[17][18] - nastrino per uniforme ordinaria Navy Distinguished Service Medal (Stati Uniti d'America)[17][18]
«The President of the United States takes pleasure in presenting the Navy Distinguished Service Medal to Thaon di Revel, Admiral, Italian Navy, for exceptionally meritorious and distinguished service in a position of great responsibility to the Government of the United States, as member of an Allied Force during World War I.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda senatore, su senato.it.
  2. ^ Estratto dell'atto di nascita in scheda Senato
  3. ^ Scheda Senatore Thaon di Revel Paolo, su notes9.senato.it.
  4. ^ collegio salesiano di Val Salice
  5. ^ [[1]
  6. ^ La Regia Marina durante la Grande Guerra a difesa della "Serenissima" - Marina Militare, su marina.difesa.it.
  7. ^ (IT) La Regia Marina durante la Grande Guerra a difesa della “Serenissima”, su www.marina.difesa.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  8. ^ (IT) Forzamento del porto di Trieste ed affondamento della corazzata austro-ungarica Wien - Marina Militare, su www.marina.difesa.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  9. ^ La Regia Marina durante la Grande Guerra a difesa della "Serenissima" - Marina Militare, su marina.difesa.it.
  10. ^ Ezio Ferrante, Il Grande Ammiraglio Paolo Thaon di Revel, in Guardia d'Onore, n.1 - 2006.
  11. ^ [[2]
  12. ^ Paolo Thaon di Revel - Marina Militare, su marina.difesa.it.
  13. ^ Paolo Thaon di Revel, su marina.difesa.it.
  14. ^ Luigi Pruneti, Aquile e Corone, L'Italia il Montenegro e la massoneria dalle nozze di Vittorio Emanuele III ed Elena al governo Mussolini, Le Lettere, Firenze, 2012, p. 112.
  15. ^ ponte Thaon di Revel
  16. ^ a b c Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  17. ^ Medaglia statunitense a Luigi Rizzo (in inglese)
  18. ^ Recipients of the Navy Distinguished Service Medal

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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