Sebastiano Tecchio

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Sebastiano Tecchio
Sebastiano Tecchio.gif

Presidente del Senato del Regno
Durata mandato 20 novembre 1876 –
27 luglio 1884
Predecessore Giuseppe Pasolini
Successore Giacomo Durando

Presidente della Camera dei deputati
Durata mandato 22 marzo 1862 –
21 maggio 1863
Predecessore Urbano Rattazzi
Successore Giovanni Battista Cassinis

Ministro di grazia e giustizia e culti del Regno d'Italia
Durata mandato 10 aprile 1867 –
27 ottobre 1867
Primo ministro Urbano Rattazzi
Predecessore Filippo Cordova
Successore Adriano Mari
Legislature X Legislatura del Regno d'Italia
sen. Sebastiano Tecchio
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Vicenza
Data nascita 3 gennaio 1807
Luogo morte Venezia
Data morte 24 gennaio 1886
Legislatura XIII
Sebastiano Tecchio
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Legislatura VIII, IX
Sebastiano Tecchio
Sebastiano Tecchio Sardegna.jpg

Ministro dei lavori pubblici del Regno di Sardegna
Durata mandato 16 dicembre 1848 –
21 febbraio 1849
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Primo ministro Vincenzo Gioberti
Predecessore Pietro De Rossi Di Santarosa
Legislature I Legislatura del Regno di Sardegna

Durata mandato 24 febbraio 1849 –
23 marzo 1849
Primo ministro Agostino Chiodo
Successore Giovanni Filippo Galvagno
Legislature II Legislatura del Regno di Sardegna
on. Sebastiano Tecchio
Stemma del Regno di Sardegna Parlamento del Regno di Sardegna
Camera del Regno di Sardegna
Legislatura I, II, III, IV, V, VI, VII

Sebastiano Tecchio (Vicenza, 3 gennaio 1807Venezia, 24 gennaio 1886) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sebastiano apparteneva ad una famiglia della nobiltà rurale veneta; era figlio del conte Valerio Tecchio (1765-1823) e di Amalia Pisani (1790-1867), trisnipote del doge di Venezia Alvise Pisani. A 22 anni si laureò in giurisprudenza presso l'Università di Padova ed esercitò la professione di avvocato ad Asiago, Montagnana e Vicenza; nel 1833 entrò come Cavaliere di giustizia nel Sovrano Militare Ordine di Malta.

Durante l'insurrezione di Vicenza nel 1848 abbandonò l'esercizio della professione e si dedicò interamente alla lotta politica. Fece parte della Giunta Straordinaria - il governo provvisorio che affiancava il Consiglio comunale - sostituita qualche giorno dopo dal Comitato Provvisorio Dipartimentale alle dipendenze della Repubblica di San Marco). Dopo la battaglia di Sorio egli, già contrario all'adesione a Venezia, guidò il partito filosabaudo verso l'unione con il Regno di Sardegna, orientamento che venne deciso con il plebiscito di Vicenza del 16 maggio. Il 5 giugno fece parte della delegazione veneta che si recò presso il quartier generale di Carlo Alberto, portando i registri dei plebisciti, per concludere questa unione (1720-1861)[1].

Il 10 giugno però gli austriaci riconquistarono Vicenza e il Tecchio fu proscritto dal governo austriaco e rimase in esilio fino al 1866 in Piemonte, dove divenne deputato della Sinistra nel Parlamento piemontese. Fu anche Ministro dei lavori pubblici dal 1848 al 1849.

Subito dopo la costituzione del Regno d'Italia divenne Presidente della Camera dei deputati nell'VIII legislatura - dal 22 marzo 1862 al 21 maggio 1863 - e fu nello stesso tempo Presidente del Comitato dell'emigrazione.

Dopo l'annessione del Veneto egli poté ritornare nella sua città; alle elezioni del 1876 fu eletto come rappresentante della Sinistra nel collegio di Thiene, poi designato Presidente del Senato del Regno d'Italia per tutta la XIII legislatura (1876 - 1880). Nel II Governo Rattazzi fu Ministro di Grazia e Giustizia e affari di Culto.

Morì a Venezia nel gennaio 1886 e la sua salma fu riportata a Vicenza. Due anni più tardi, la città commissionò un monumento all'architetto Carlo Morseletto e allo scultore veneziano Augusto Benvenuti, che porta la seguente epigrafe:

« Sebastiano Tecchio
n. a Vicenza 1807 m. a Venezia 1886
Prese in patria gran parte
alla gloriosa difesa del 1848
Propugnò nell'esilio l'indipendenza
Nell'Italia fatta Nazione
ebbe sommi uffici ed onori
Gli Italiani
auspice Umberto Re
P. A. 1888 »

Il monumento fu collocato sotto la Loggia del Capitanio ma nel 1938, quando si costruì il nuovo voltatesta della Loggia al cui interno era appoggiato, fu trasferito nell'atrio di palazzo Trissino, in attesa di una nuova sistemazione[2]. Alla base del monumento, una targa bronzea raffigura Tecchio mentre proclama dal Palazzo Ducale di Venezia il plebiscito del Veneto[3].

Con deliberazione del Consiglio comunale del 18 agosto 1964 è stata intitolata al Tecchio una strada nella zona del Mercato Ortofrutticolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cisotto, 1991,  pp. 9-15
  2. ^ Giarolli, 1955,  p. 579
  3. ^ Barbieri, 2004,  p. 379

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Barbieri e Renato Cevese, Vicenza, ritratto di una città, Vicenza, Angelo Colla editore, 2004, ISBN 88-900990-7-0
  • Gianni A. Cisotto, Dall'età napoleonica all'annessione all'Italia, in Storia di Vicenza, IV/1, L'Età contemporanea, Vicenza, Neri Pozza editore, 1991
  • Giambattista Giarolli, Vicenza nella sua toponomastica stradale, Vicenza, Scuola Tip. San Gaetano, 1955.
  • Alessandro Pascolato, Commemorazione di Sebastiano Tecchio, letta all'Ateneo di Venezia il 24 gennaio 1887, Venezia, Tip. Dell'adriatico, 1887

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1878
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1878
Balì di Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Balì di Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
— 1853

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Camera dei deputati Successore
Urbano Rattazzi 22 marzo 1862 - 21 maggio 1863 Giovanni Battista Cassinis
Predecessore Presidente del Senato del Regno Successore
Giuseppe Pasolini 20 novembre 1876 - 2 maggio 1880
26 maggio 1880 - 2 ottobre 1882
22 novembre 1882 - 27 luglio 1884
Giacomo Durando
Predecessore Ministro di grazia e giustizia del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Filippo Cordova 10 aprile 1867 - 27 ottobre 1867 Adriano Mari
Controllo di autorità VIAF: (EN90227666 · SBN: IT\ICCU\LO1V\083384 · ISNI: (EN0000 0000 6167 8123 · BAV: ADV11306164