Laura Boldrini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Laura Boldrini
Laura Boldrini 2016.jpg
Laura Boldrini nel 2016

Presidente della Camera dei deputati
Durata mandato 16 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Predecessore Gianfranco Fini
Successore Roberto Fico

Deputata della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XVII:
- SI - SEL (fino al 3/03/2017)
- Misto (dal 3/03/2017)
XVIII:
- Partito Democratico
(dal 24 settembre 2019)
- Liberi e Uguali
(dal 10 aprile 2018 al 24 settembre 2019)
- Misto/LeU (fino al 10 aprile 2018)
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione XVII: Sicilia 2
XVIII: Lombardia 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2019)
In precedenza:
SEL (2013-2016)
Indipendente (2016-2018)
Futura (2018-2019)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Roma - La Sapienza
Professione Funzionario internazionale
Firma Firma di Laura Boldrini

Laura Boldrini (Macerata, 28 aprile 1961[1]) è una politica italiana ed ex funzionaria dell'ONU, deputata alla Camera dal 2013.

Dopo una lunga carriera presso la FAO e il Programma alimentare mondiale a Roma, nel 1998 viene nominata portavoce per il Sud Europa dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, svolgendo in tale ruolo missioni in diverse parti del mondo.[2]

Nel 2013 lascia la carriera internazionale, entra in politica e viene eletta alla Camera dei deputati con Sinistra Ecologia Libertà. Il 16 marzo dello stesso anno è eletta Presidente della Camera dei deputati nella XVII legislatura, incarico terminato nel 2018. Viene rieletta deputata nel 2018 nelle liste di Liberi e Uguali, formazione che lascia nel 2019 per approdare da indipendente nel gruppo parlamentare del Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laura Boldrini al Festival dell'Economia di Trento nel 2013.

Figlia primogenita[3] di un avvocato e di un'insegnante d'arte[4][5], entrambi di Matelica[6], trascorre infanzia e parte dell'adolescenza nella campagna di Jesi, in provincia di Ancona, dove frequenta la scuola elementare[7] insieme alla sorella[4] e ai tre fratelli minori[8]. Dopo gli anni delle medie la famiglia si trasferisce a Jesi, dove lei si diplomerà al liceo classico.[7][9]

Nell'estate del 1981 decide di andare a lavorare per tre mesi in Venezuela in una piantagione di riso[7], per poi intraprendere un viaggio per l'America Centrale, passando per Panamà, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Messico e Stati Uniti, fino a New York. Da allora decide di scindere in due gli anni dell'Università, dedicando sei mesi allo studio e gli altri sei al viaggiare[4]: visita così il Sud-est asiatico, l'Africa, l'India, il Tibet.[10]

Si laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Roma "La Sapienza" nel 1985 con una tesi sul diritto di cronaca. Nel frattempo, dal gennaio 1983 al dicembre 1986, lavora per l'Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione (AISE).[11] Giornalista pubblicista, iscritta all'Albo dal 2 dicembre 1986,[12] tra il febbraio 1987 e l'agosto 1988 è impiegata alla Rai con contratti a tempo determinato in vari programmi televisivi e radiofonici, nel settore della produzione, tra cui Cocco di Pier Francesco Pingitore.[9][13]

È stata sposata con il giornalista Luca Nicosia,[14] dal matrimonio è nata nel 1993 la sua unica figlia, Anastasia.[7][8][15]

Carriera lavorativa presso le Nazioni Unite[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, vinto un concorso per junior professional officer,[11] comincia la sua carriera alle Nazioni Unite lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa, dove si occupa in particolare della produzione video e radio.

Dal 1993 al 1998 lavora presso il Programma alimentare mondiale come portavoce e addetta stampa per l'Italia. In quegli anni svolge ripetute missioni nell'ex Jugoslavia, nel Caucaso, in Afghanistan, Tagikistan, Mozambico e Iraq.[9]

Dal 1998 al 2012 è portavoce per il Sud Europa dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)[16], per il quale prende parte a eventi pubblici sulle tematiche relative al diritto d'asilo, ai flussi migratori nel Mediterraneo e alle emergenze internazionali, tenendo conferenze e partecipando a seminari presso università e istituti di ricerca. Svolge missioni in diversi luoghi di crisi: Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afghanistan, Sudan, Caucaso, Angola, Zambia, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanka, Siria, Malawi, Yemen.[9]

Laura Boldrini con Solvita Āboltiņa, Mars Di Bartolomeo e Pietro Grasso nel 2014.

Riceve diversi riconoscimenti, tra i quali la medaglia ufficiale della Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente della Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto stampa dell'anno del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (2009). Il settimanale Famiglia Cristiana, nel numero 1 del 2010, la indica quale "italiana dell'anno 2009", in ragione del «costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo» della «dignità e […] fermezza mostrate nel condannare […] i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo effettuati nell'estate del 2009».[17][18] Nel 2011 l'ANPI le conferisce il premio nazionale «Renato Benedetto Fabrizi».

Autrice[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2010 pubblica per Rizzoli Tutti indietro, un libro in cui racconta la propria esperienza nelle crisi umanitarie, oltre che l'Italia della solidarietà, di chi rischia la vita per salvare i naufraghi che arrivano dalle coste africane e di chi lavora per realizzare l'integrazione di immigrati e rifugiati. I ricavati delle vendite a lei destinati sono devoluti per borse di studio a ragazzi afghani giunti in Italia senza genitori.[19]

Il 20 marzo 2013 viene pubblicato il suo secondo libro edito da Rizzoli, Solo le montagne non si incontrano mai. Storia di Murayo e dei suoi due padri, dove racconta di una bambina somala gravemente ammalata portata in Italia da un militare italiano nel 1994, che dopo quattordici anni riconosce il padre naturale in una puntata di Chi l'ha visto?. Incoraggiata dalla sua famiglia siciliana, Murayo contatta il padre che, con l'aiuto di Laura Boldrini, rivedrà in Kenya. Il denaro ricavato dalle vendite è destinato al campo profughi di Dadaab.[senza fonte]

Nel marzo 2015 viene pubblicato il suo terzo libro, edito da Giulio Einaudi Editore, Lo sguardo lontano, nel quale racconta i primi due anni a Montecitorio. I ricavati delle vendite a lei destinati sono stati devoluti per borse di studio.[20]

Nel marzo 2017 esce per Marsilio il suo quarto libro, La comunità possibile. Una nuova rotta per il futuro dell'Europa, in cui analizza criticità e potenzialità del percorso di integrazione europea.

Fino alla sua elezione a Presidente della Camera dei deputati, ha scritto in diverse riviste e ha tenuto un blog sul sito del quotidiano la Repubblica[21] (Popoli in fuga) e uno su The Huffington Post Italia[22].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Presidente della Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezione del Presidente della Camera del 2013.
I presidenti della Camera Laura Boldrini (a sinistra) e del Senato Pietro Grasso, con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (al centro).

Alle elezioni politiche del 2013 Laura Boldrini viene candidata alla Camera dei deputati come indipendente[23] tra le liste di Sinistra Ecologia Libertà, venendo messa in capolista nelle circoscrizioni Sicilia 1, Sicilia 2 e Marche. Risultata contemporaneamente eletta in tutte e tre le circoscrizioni, opta per la Sicilia 2. Successivamente alla Camera dei deputati si iscrive al gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà.

Il 16 marzo 2013, a sorpresa[24][25], viene eletta Presidente della Camera dei deputati, ottenendo 327 voti su 618 votanti.[26] È la terza donna, dopo la comunista Nilde Iotti (1979-1992) e la leghista Irene Pivetti (1994-1996), a ricoprire questo ruolo[27]. Come primo gesto, decide di ridurre il proprio stipendio e il numero di componenti del proprio staff, oltre che di rinunciare all'alloggio ufficiale e ad altri benefit previsti per la sua carica istituzionale[28].

Laura Boldrini con Papa Francesco

Il 12 aprile 2013 svolge una visita istituzionale alla Comunità ebraica di Roma. In quell'occasione, discute della necessità di «ripristinare il rigore della legge Mancino» a proposito dell'istigazione al razzismo, all'antisemitismo e all'odio razziale sul web. Nel giro di poche ore, prende avvio un attacco violento nei suoi confronti: diversi indirizzi web, tutti riconducibili alla destra più estrema, diffondono contenuti che incitano all'odio contro di lei.

Il 22 giugno 2013 prende parte al Gay Pride Nazionale, svoltosi a Palermo[29].

Laura Boldrini con la sua omonima Nancy Pelosi

Il 2 agosto dello stesso anno, in occasione del trentatreesimo anniversario della Strage di Bologna, sale sul palco della città per un discorso commemorativo[30]. In ciascun anno del proprio mandato, ogni 25 Aprile, è stata presente a cerimonie commemorative della liberazione dal nazifascismo: a Milano, a Marzabotto, a Casa Cervi a Gattatico (RE), a Genova, a Bologna. Il 16 aprile 2015, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione, organizza una celebrazione che vede l'aula della Camera riempirsi di partigiani e partigiane. Partecipa, inoltre, a diversi eventi legati alla Festa del Lavoro del Primo Maggio, i più significativi dei quali si svolgono a Portella della Ginestra (2013) e a Mesagne (2016), in provincia di Brindisi, dove incontra le braccianti vittime del caporalato proprio mentre il Parlamento inizia a discutere la legge contro questo fenomeno che la Camera voterà a ottobre di quell'anno.

Il 25 novembre 2017, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, 1400 donne accolgono l'invito di Laura Boldrini a partecipare all'evento "In quanto donna" riempiendo l'Aula della Camera e varie sale di Montecitorio, dando spazio alle voci di quante, fra loro, combattono quotidianamente la violenza in ogni suo aspetto e anche alle tante storie di riscatto[31].

Laura Boldrini con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella appena eletto nel 2015.

Boldrini ha caratterizzato il proprio mandato con azioni innovative su vari fronti: questioni sociali e di genere, disuguaglianze e periferie, risparmi e trasparenza. Ha istituito due commissioni di studio, composte da deputati, esperti, rappresentanti di organismi sovranazionali e associazioni: la "Commissione internet" che ha adottato la Dichiarazione sui diritti e i doveri in internet [32] e la "Commissione Jo Cox" sull'intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio.[33]

Ha inoltre introdotto il linguaggio di genere negli atti e nei lavori della Camera[34], istituito l'Intergruppo delle deputate per le Donne, i Diritti e le Pari opportunità [35] e dedicato una sala di Montecitorio alle prime donne delle istituzioni.[36] Ha poi introdotto un codice di condotta per i parlamentari,[37] una regolamentazione per le attività di lobbying,[38] abolito i vitalizi per gli ex parlamentari condannati per reati gravi[39] e operato per la desecretazione di atti di commissioni parlamentari d'inchiesta su eventi drammatici della storia del Paese, come quelli, ad esempio, sull'Armadio della Vergogna e sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.[40]

Ha dedicato un forte impegno al rilancio del progetto europeo, promuovendo nel 2015 la Dichiarazione Più integrazione europea: la strada da percorrere, sottoscritta da quindici presidenti di Camere.

Il 3 marzo 2017 lascia il gruppo parlamentare Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà (di cui faceva parte in qualità di indipendente dall'inizio della legislatura) e passa al gruppo misto.[41][42]

LeU, Futura e Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2018 Laura Boldrini viene rieletta deputata nelle liste di Liberi e Uguali, nella circoscrizione Lombardia 1. Nel luglio 2018 partecipa alla nascita dell'associazione politica Futura[43], di cultura progressista[44], femminista e ambientalista[45], di cui diviene presidente onoraria. Alle elezioni europee del 2019 dichiara il suo voto per il Partito Democratico[46]. Il 24 settembre 2019 lascia LeU e aderisce da indipendente al gruppo parlamentare del PD[47].

Il primo giorno di legislatura, Boldrini presenta tre proposte di legge: riforma della cittadinanza (ius soli), possibilità di attribuire il cognome materno ai figli, contrasto di omofobia, transfobia e misoginia (poi confluita nella proposta di legge Zan, approvata dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2020). Successivamente, ne presenta altre quattro: piano straordinario per l'occupazione e l'imprenditoria femminile, contrasto del revenge porn, ratifica della Convezione ILO contro le molestie sul lavoro (approvata all'unanimità sia dalla Camera sia dal Senato), prevenzione e contrasto della diffusione di manifestazioni d’odio mediante la rete internet.

Coordina l'Intergruppo della Camera per le Donne, i Diritti e le Pari opportunità.

Componente della III Commissione Affari Esteri della Camera, Boldrini presenta numerose interpellanze e interrogazioni in materia di diritti umani, di politica internazionale e di politiche di genere. A settembre 2020, insieme alla deputata Lia Quartapelle, vola a Vilnius per incontrare Svjatlana Cichanoŭskaja, sfidante di Aljaksandr Lukašėnka alle elezioni presidenziali del 2020 in Bielorussia e leader dell'opposizione al regime, con la quale avvia un rapporto di collaborazione su iniziative politiche a sostegno della protesta bielorussa. A tale scopo, coordina il Comitato Italiano per la democrazia in Bielorussia, composto da altre deputate e deputati, da membri dei sindacati e da associazioni che si occupano di diritti umani e civili. A ottobre 2020 organizza una visita a Minsk, per partecipare alle manifestazioni e per incontrare esponenti del movimento e dell’opposizione; ma la sua visita viene impedita dalle autorità bielorusse, che l'hanno dichiarata «persona non grata» e quindi, la mattina della partenza, non le consentono di imbarcarsi sull’aereo nonostante avesse già il posto assegnato sul volo Roma-Minsk.

Nel luglio 2020 è tra i 23 firmatari (tra cui l'ex presidente del PD Matteo Orfini, Giuditta Pini sempre del PD, Erasmo Palazzotto e Nicola Fratoianni di LeU, Riccardo Magi di +E) alla Camera contro il rinnovo del Memorandum Italia-Libia[48]. Nell'agosto 2020, a poche settimane dal referendum costituzionale sul taglio del numero di parlamentari, Boldrini annuncia il suo voto contrario[49][50], in dissidenza con la linea ufficiale del suo partito e del segretario Nicola Zingaretti, schierati per il "Sì"[51][52].

Laura Boldrini con Valeria Fedeli, presidente vicaria del Senato, e il neoeletto Sergio Mattarella in occasione della comunicazione ufficiale della sua elezione a presidente della Repubblica nel 2015.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'agosto 2013, il Movimento 5 Stelle, nell'ambito della propria battaglia di opposizione, contesta Laura Boldrini per il suo operato come presidente della Camera, dapprima sulla presentazione prevista in aula per il 20 agosto del DL anti-femminicidio[53], poi sulla legge sull'omofobia[54] e poi a fine gennaio 2014, in occasione del dibattito sul decreto IMU-Bankitalia[55], durante il quale Boldrini ha applicato[56] un istituto noto come "ghigliottina", contenuto nel regolamento del Senato[57][58] ma mai applicato alla Camera[59], che consente di interrompere il dibattito parlamentare e passare direttamente alle votazioni per evitare la decadenza del decreto stesso[58].

Il 31 gennaio 2014, Beppe Grillo condivide sul suo profilo Facebook un video[60], commentandolo con la domanda: "Cosa succederebbe se ti trovassi Boldrini in macchina?"[61]. Al post i follower di Grillo rispondono con copiosi commenti sessisti poi cancellati dallo staff del Movimento 5 Stelle, il quale successivamente emette un comunicato di dissociazione da questi ultimi[62]. Tuttavia, tali commenti suscitano la reazione non solo di Laura Boldrini ma di gran parte delle forze politiche.[63]

Altrettanto vaste sono le reazioni politiche quando il leader della Lega, Matteo Salvini, durante un comizio a Soncino il 25 luglio 2016, espone sul palco una bambola gonfiabile accompagnando questo gesto con la frase: «C’è una sosia della Boldrini qui sul palco. Non so se sia già stata esibita…», e lanciando l'hashtag «#sgonfialaboldrini»[64]. Nello stesso periodo la Lega lancia lo slogan "risorse boldriniane", usandolo per indicare gli immigrati che delinquono associandoli a Laura Boldrini. Contro questa campagna, Boldrini intraprende a dicembre 2020 una causa civile per risarcimento danni nei confronti di Matteo Salvini e della Lega[65].

Il 14 agosto 2017, a seguito dei crescenti commenti sessisti, di odio e delle minacce contro di lei che appaiono sui social, Laura Boldrini annuncia su Facebook: «d'ora in avanti farò valere i miei diritti nelle sedi opportune»[66], dando così avvio a una lunga serie di denunce, alcune delle quali arrivate a giudizio. Tra queste, la più nota è quella nei confronti del sindaco leghista di Pontinvrea Matteo Camiciottoli, il quale nel novembre 2017, nel commentare su Facebook l'arresto dell'accusato di una violenza sessuale a Rimini, aveva scritto: «Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini magari gli mette il sorriso». Nella sentenza di primo grado, emessa il 15 gennaio 2019, Matteo Camiciottoli viene condannato alla pena di ventimila euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali[67]. Dopo la sentenza, il sindaco annuncia l'intenzione di ricorrere in appello.

Un'altra denuncia giunta a conclusione è quella nei confronti del quotidiano Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti, che nel settembre 2018 ha scritto che Laura Boldrini aveva "soffiato" il posto a un disabile sul volo Alitalia Roma-Genova. A seguito della denuncia, Il Giornale ammette la falsità di quanto affermato nell'articolo[68] e il 17 dicembre 2020 pubblica una rettifica sulle sue pagine online[69].

Il 22 marzo 2021, Selvaggia Lucarelli, in un articolo su Il Fatto Quotidiano, rende pubbliche le accuse mosse nei confronti di Laura Boldrini da parte di sue ex collaboratrici[70]. A questo articolo Boldrini risponde con alcune interviste, dichiarazioni e un post su Facebook[71], dando la propria versione dei fatti.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 26 febbraio 2004[72]
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna
— 1999[73]
immagine del nastrino non ancora presente Premio Consorte del Presidente della Repubblica
— 2006[73]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

«... in ragione del «costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo (...) della dignità e (...) fermezza mostrate nel condannare (...) i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo effettuati nell'estate del 2009.»

  • Premio giornalistico alla carriera Addetto stampa dell’anno del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (2009)[75]
  • Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI (2011)[75]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dalla sua scheda Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive. sul sito della Camera dei deputati. URL consultato in data 29 marzo 2013.
  2. ^ Laura Boldrini, il fotoracconto di una vita tra i rifugiati, su repubblica.it, la Repubblica. URL consultato il 28 maggio 2017 o 2018 (archiviato il 30 luglio 2017).
  3. ^ Una regione in festa. Il fratello Ugo: "Si è sempre spesa per gli ultimi", in Corriere Adriatico. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2013).
  4. ^ a b c d Giulia Cerqueti, PER L'ITALIA CHE NON HA PAURA, famigliacristiana.it, 3 gennaio 2010. URL consultato il 1º aprile 2012 (archiviato il 24 settembre 2015). Ripubblicato il 16 marzo 2013 con il titolo: Laura Boldrini: ecco chi sono Archiviato il 21 settembre 2013 in Internet Archive.. URL consultati in data 19 marzo 2013.
  5. ^ Sara Ferreri, Camera, Boldrini eletta Presidente. Il fratello: "Nessuno se lo aspettava", in Il Resto del Carlino, Ancona, 17 marzo 2013. URL consultato il 7 settembre 2013 (archiviato il 1º gennaio 2016).
    «Conoscevo bene la mamma Augusta, lavoravamo insieme, poi ho conosciuto lei, sempre molto disponibile».
  6. ^ Laura Boldrini torna nella 'sua' Macerata "La politica è la mia nuova missione", in CronacheMaceratesi, 22 gennaio 2013. URL consultato il 7 settembre 2013 (archiviato il 28 settembre 2013).
    «i miei genitori erano di Matelica».
  7. ^ a b c d Stefano Paolo, «Raccoglievo il riso e capivo i campesinos», corrieredellasera.it, 26 luglio 2009. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2015).
  8. ^ a b Sara Ferreri, «Raccoglievo il riso e capivo i campesinos», corrieredellasera.it, 26 luglio 2009. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  9. ^ a b c d Laura Boldrini, in www.lacittadeicittadini.org, Casalecchio di Reno, 2009. URL consultato l'8 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2012).
  10. ^ Paolo Di Stefano, Raccoglievo il riso e capivo i campesinos, in Il Corriere della Sera, 26 luglio 2009, ripubblicato il 16 marzo 2013. URL consultato l'8 settembre 2013 (archiviato il 27 settembre 2013).
  11. ^ a b Fabrizio Buratto, Il cv atipico di... Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, in Il Sole 24 ORE, 8 febbraio 2010. URL consultato l'8 settembre 2013 (archiviato il 27 settembre 2013).
  12. ^ Ordine dei giornalisti del Lazio Archiviato il 21 giugno 2013 in Internet Archive.. Ordine dei giornalisti pubblicisti italiani dalla A alla L (PDF), su odg.it (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2012).
  13. ^ E «Striscia» smaschera la Boldrini, in Il Giornale, 1º ottobre 2013. URL consultato il 25 agosto 2016 (archiviato il 24 agosto 2016).
  14. ^ Redazione, "Camera, eletta Laura Boldrini (Sel). Terza donna presidente", in La Goccia. Una finestra sull'Umbria, 16 marzo 2013. URL consultato il 16 marzo 2013 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2013).
  15. ^ Ritratti. Laura Boldrini, dalle risaie alle Nazioni Unite, su 9colonne.it, 9Colonne, 16 marzo 2013. URL consultato il 16 marzo 2013 (archiviato il 19 marzo 2013).
  16. ^ Copia archiviata, su unhcr.it. URL consultato il 19 maggio 2016 (archiviato il 26 maggio 2016).
  17. ^ Laura Boldrini: ecco chi sono - Famiglia Cristiana, su famigliacristiana.it. URL consultato il 5 settembre 2013 (archiviato il 21 settembre 2013).
  18. ^ Famiglia Cristiana n. 1 del 3-1-2010 - Per l'Italia che non ha paura, su stpauls.it. URL consultato il 1º aprile 2012 (archiviato il 24 settembre 2015).
  19. ^ Zeroviolenza.it, 23 aprile 2010, su zeroviolenza.it. URL consultato il 12 agosto 2017 (archiviato il 12 agosto 2017).
  20. ^ Giulio Einaudi editore, Laura Boldrini, Lo sguardo lontano < Libri < Einaudi, su www.einaudi.it. URL consultato il 10 luglio 2017 (archiviato il 30 agosto 2016).
  21. ^ Laura Boldrini, Popoli in fuga, su boldrini.blogautore.repubblica.it, la Repubblica. URL consultato il 5 settembre 2013 (archiviato il 10 ottobre 2013).
  22. ^ Post di Laura Boldrini, su huffingtonpost.it, Huffington Post. URL consultato il 5 settembre 2013 (archiviato il 24 settembre 2013).
  23. ^ La Boldrini: "Sel non esiste più, io sono un indipendente", in ilGiornale.it. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 4 marzo 2017).
  24. ^ Camera, Laura Boldrini eletta presidente. "Arrivo qui dopo anni trascorsi con gli ultimi" - Repubblica.it, in La Repubblica. URL consultato il 14 luglio 2017 (archiviato il 29 giugno 2017).
  25. ^ MonrifNet, Camera, Boldrini eletta presidente il fratello: "Nessuno se lo aspettava" - Il Resto Del Carlino - Ancona, su www.ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 14 luglio 2017 (archiviato il 1º gennaio 2016).
  26. ^ Laura Boldrini eletta presidente della Camera, su ansa.it. URL consultato il 16 marzo 2013 (archiviato l'8 aprile 2013).
  27. ^ Laura Boldrini, La prima volta, Huffington Post, 15 marzo 2013. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato il 2 febbraio 2014).
  28. ^ Boldrini e Grasso si riducono stipendio del 30% "In Parlamento si lavorerà 5 giorni su 7" - Repubblica.it, in La Repubblica. URL consultato il 20 giugno 2017 (archiviato il 29 luglio 2017).
  29. ^ Redazione, Gay Pride 2013 a Palermo. Per la prima volta un ministro e la presidente della Camera, in Sinistra Ecologia Libertà, 5 giugno 2013. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato il 13 giugno 2013).
  30. ^ Due agosto, Boldrini conquista la piazzaDelrio: «Presto i risarcimenti», Corriere della Sera, 2 agosto 2013. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato il 1º gennaio 2014).
  31. ^ #InQuantoDonna - In Aula solo donne, in 1.400 da tutta Italia, iniziativa della Presidente Boldrini, su ansa.it.
  32. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Commissione diritti e doveri per l'uso di internet, su www.camera.it. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 18 ottobre 2016).
  33. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, su www.camera.it. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2017).
  34. ^ La lettera di Laura Boldrini sulla parità di genere linguistica, su Il Post, 5 marzo 2015. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 29 ottobre 2016).
  35. ^ Redazione Donna In Affari, Nasce il gruppo interparlamentare delle donne - Donna in Affari.it, in Donna in Affari.it, 6 novembre 2015. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 21 agosto 2017).
  36. ^ Boldrini inaugura la Sala delle Donne: «Sui diritti molta strada ancora da fare», in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 28 ottobre 2016).
  37. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Lavori - Resoconti delle Giunte e Commissioni, su www.camera.it. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 20 agosto 2017).
  38. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Lavori - Resoconti delle Giunte e Commissioni, su www.camera.it. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 20 agosto 2017).
  39. ^ Camera e Senato aboliscono i vitalizi ai parlamentari condannati, in Repubblica.it, 7 maggio 2015. URL consultato il 28 ottobre 2016 (archiviato il 28 ottobre 2016).
  40. ^ Camera: desecretate e già online 13 mila pagine del caso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, in rainews. URL consultato il 20 giugno 2017 (archiviato il 29 settembre 2017).
  41. ^ Camera: Boldrini si dimette da gruppo SI - Ultima Ora, in ANSA.it, 3 marzo 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 4 marzo 2017).
  42. ^ Desktop Notifications, Profilo, Impostazioni, Esci, La Boldrini lascia Sinistra Italiana e si iscrive al gruppo misto, su L'Huffington Post. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  43. ^ Laura Boldrini fonda la rete civica Futura, ma è già trapassato remoto, su Affaritaliani.it. URL consultato il 10 gennaio 2020 (archiviato il 10 aprile 2019).
  44. ^ Francesco Curridori, Futura, anche la Boldrini si fa il suo partito, su ilGiornale.it, 21 dicembre 2018. URL consultato il 10 gennaio 2020 (archiviato il 17 novembre 2019).
  45. ^ Boldrini riparte da Chiamparino, su italiaoggi.it. URL consultato il 26 dicembre 2018 (archiviato il 2 maggio 2019).
  46. ^ Europee, Boldrini: "Voterò lista Pd", su Adnkronos. URL consultato il 10 gennaio 2020 (archiviato il 30 maggio 2019).
  47. ^ Laura Boldrini nel Pd, Zingaretti: "Benvenuta, il partito è più aperto e più forte", su la Repubblica, 24 settembre 2019. URL consultato il 10 gennaio 2020 (archiviato il 28 dicembre 2019).
  48. ^ Libia, alla Camera passa rifinanziamento delle missioni con voti contrari tra la maggioranza. Orfini (Pd): "Soldi a chi stupra e uccide, ipocrisia", su Il Fatto Quotidiano, 16 luglio 2020. URL consultato il 29 agosto 2020.
  49. ^ I ribelli del No (di P. Salvatori), su L'HuffPost, 26 agosto 2020. URL consultato il 30 agosto 2020.
  50. ^ Annamaria Graziano, Referendum 2020: ecco come voteranno i big, The Italian Times, 11 settembre 2020
  51. ^ Zingaretti: «Sì al referendum. Il Pd starà al governo finché farà cose utili al Paese», su corriere.it. URL consultato il 7 settembre 2020.
  52. ^ Elenco dei soggetti politici ai sensi dell’articolo 2 della delibera n. 52/20/CONS, su agcom.it.
  53. ^ Camera, scontro M5s-Boldrini. Colletti: "Incapace che strumentalizza le tragedie", il Fatto Quotidiano, 20 agosto 2013. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato il 21 febbraio 2014).
  54. ^ Omofobia, seduta sospesa alla Camera. Nuovo scontro M5S-Boldrini, il Fatto Quotidiano, 18 settembre 2013. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato il 19 febbraio 2014).
  55. ^ Decreto Imu Bankitalia: cosa prevede e perché ha suscitato tante polemiche? da nanopress.it,
  56. ^ IMU-Bankitalia, Boldrini usa "ghigliottina" ed è caos, MSN News, 29 gennaio 2014
  57. ^ Angelo Summa, La "ghigliottina" nel diritto parlamentare, su dirittoditutti.giuffre.it, Giuffrè Editore. URL consultato il 10 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2014).
  58. ^ a b L'istituto deriva da una interpretazione della presidenza della Camera, avvenuta nella XIII legislatura, per assicurare la deliberazione sui decreti legge nei termini costituzionali. Un'interpretazione che poi è stata riconfermata successivamente, anche se alla Camera non è mai stata applicata, perché la minaccia di apporre la "ghigliottina" aveva fino ad allora sempre fatto rientrare l'ostruzionismo (cfr. Cosa è la «ghigliottina» parlamentare, in Il sole 24 ore, 29 gennaio 2014. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato il 22 febbraio 2014).)
  59. ^ La decretazione d'urgenza (il caso dei c.d. decreti "sicurezza"), Francesca Bailo, Università di Genova - 2008, p. 8 (PDF), su documenti.camera.it. URL consultato il 7 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  60. ^ "In viaggio con Lady ghigliottina": il video anti Boldrini postato da Grillo, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 1º febbraio 2014. URL consultato il 22 ottobre 2016 (archiviato il 22 ottobre 2016).
  61. ^ Il post di Beppe Grillo, su facebook.com (archiviato il 12 dicembre 2019).
  62. ^ Monica Rubino, Grillo scatena insulti online: "Che fareste in auto con Boldrini?". Poi lo staff M5s li cancella. Attacchi ad Augias, in la Repubblica, 1º febbraio 2014. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato il 3 febbraio 2014).
  63. ^ Grillo innesca insulti sessisti alla Boldrini. Grasso: offese volgari, Il Sole 24 ORE, 1º febbraio 2014. URL consultato il 4 febbraio 2014 (archiviato il 21 febbraio 2014).
  64. ^ Salvini e la bambola gonfiabile «sosia della Boldrini»: è polemica Indignazione sul web per la battuta del segretario della Lega durante un comizio a Soncino. La presidente della Camera: «Le donne non sono bambole e la lotta politica si fa con gli argomenti». E il leader leghista lancia l’hastag «#sgonfialaboldrini», su milano.corriere.it.
  65. ^ Boldrini: «Chiedo i danni a Salvini. Contro di me una campagna d’odio», su corriere.it.
  66. ^ facebook.com, https://www.facebook.com/325228170920721/photos/a.474064812703722.1073741827.325228170920721/1320307158079479/?type=3&theater.
  67. ^ Augurò stupro a Laura Boldrini, sindaco condannato: multa da ventimila euro, su genova.repubblica.it.
  68. ^ Dopo due anni e tre mesi, Il Giornale ammette di aver pubblicato fake news su Laura Boldrini, su giornalettismo.com.
  69. ^ La Boldrini non ha mai soffiato il posto al disabile Chiarito l’accaduto sul volo Roma-Genova del 17 settembre 2018, su ilgiornale.it.
  70. ^ ilfattoquotidiano.it, https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/03/23/maltrattate-e-mal-pagate-donne-contro-la-boldrini/6142311/.
  71. ^ facebook.com, https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=3639292206180951&id=325228170920721.
  72. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it. URL consultato il 16 marzo 2013 (archiviato il 28 agosto 2016).
  73. ^ a b Copia archiviata, su argomenti.ilsole24ore.com. URL consultato il 5 marzo 2018 (archiviato il 6 marzo 2018).
  74. ^ Antonio Sciortino, 2009: Confesso che l'ho vissuto, Famiglia Cristiana, n.1/2010, 3 gennaio 2010. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato il 24 settembre 2015).
  75. ^ a b Chi sono, su Laura Boldrini. URL consultato il 15 settembre 2016 (archiviato il 5 agosto 2016).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Camera dei deputati Successore Logo della Camera dei deputati.svg
Gianfranco Fini 16 marzo 2013 – 22 marzo 2018 Roberto Fico
Controllo di autoritàVIAF (EN128594720 · ISNI (EN0000 0003 8525 4001 · SBN IT\ICCU\TSAV\156321 · LCCN (ENno2010085713 · GND (DE1072045583 · WorldCat Identities (ENlccn-no2010085713