Tagikistan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tagikistan
Tagikistan – Bandiera Tagikistan - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Tagikistan - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica del Tagikistan
Nome ufficiale (TG) Ҷумҳурии Тоҷикистон
Lingue ufficiali Tagico
Altre lingue Russo
Capitale Coat of Arms of Dushanbe.png Dušanbe  (778.500 ab. / 2014)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale
Presidente Emomali Rahmon (PDPT)
Primo Ministro Kohir Rasulzoda (PDPT)
Indipendenza Dall'URSS,
9 settembre 1991 (dichiarata),
25 dicembre 1991 (riconosciuta)
Ingresso nell'ONU 2 marzo 1992
Superficie
Totale 143.100 km² (92º)
% delle acque 0,3%
Popolazione
Totale 7.565.000 ab. (2012) (91º)
Densità 54 ab./km²
Tasso di crescita 1,823% (2012)[1]
Nome degli abitanti tagiki
Geografia
Continente Asia
Confini Afghanistan, Cina, Kirghizistan e Uzbekistan
Fuso orario UTC+5
Economia
Valuta Somoni tagiko
PIL (nominale) 7 144 [2] milioni di $ (2017)
PIL pro capite (nominale) 893 $ (2017)
PIL (PPA) 28 430 milioni di $ (2017) (135º)
PIL pro capite (PPA) 3 200 $ (2017) (192º)
ISU (2011) 0,607 (medio) (127º)
Fecondità 3,2 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 TJ, TJK, 762
TLD .tj
Prefisso tel. +992
Sigla autom. TJ
Inno nazionale Surudi milli
Festa nazionale 9 settembre
Tagikistan - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente RSS Tagika RSS Tagika
(Unione Sovietica Unione Sovietica)
 

Coordinate: 38°35′N 71°22′E / 38.583333°N 71.366667°E38.583333; 71.366667

Il Tagikistan, ufficialmente Repubblica del Tagikistan[4] (in tagico Ҷумҳурии Тоҷикистон, Çumhurii Toçikiston), e in passato Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan nell'ambito dell'URSS, è uno stato dell'Asia centrale. Confina a Sud con l'Afghanistan, ad est con la Cina, a nord con Kirghizistan e Uzbekistan e ad ovest ancora con l'Uzbekistan; è dunque uno Stato senza sbocco al mare con una superficie di 143.100 km², una popolazione di 7.565.000 abitanti[5] e capitale Dušanbe.

Dal 9 settembre 1991 il Tagikistan è una repubblica presidenziale; il presidente è il leader Emomalī Rahmon, che elegge ogni anno il presidente del consiglio. L'assemblea Suprema viene eletta dal popolo e resta in carica 5 anni. La costituzione del Paese è stata varata nel 1994. Dal marzo 2013, è diventato un membro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.[6]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suffisso persiano -stan significa "luogo di" o "paese", quindi la parola Tagikistan significa letteralmente "Terra dei Tagiki".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abitato anticamente dalle genti della Sogdiana, fu parte dei regni greco-battriani fondati a seguito dell'impresa orientale di Alessandro Magno e successivamente si trovò a formare il confine o la provincia orientale prima del regno dei Parti (250 a.C.-225 d.C.) e poi dell'Impero sasanide (dal III secolo fino a metà del VII). Dopo il crollo dell'Impero sasanide, sconfitto dalle forze arabe intorno al 650 d.C., entrò a far parte del califfato musulmano, divenendo una delle sue province orientali. Con il disgregarsi progressivo del potere dei califfi abbasidi a partire dalla seconda metà del IX secolo, i territori orientali conobbero un lento ma inesorabile processo di distacco e di autonomia.

Nel X secolo il Tagikistan è sotto il controllo dei Samanidi, dinastia persiana - vassalla inizialmente dei Tahiridi, a loro volta almeno formalmente ancora soggetti al califfo - che avrà la sua splendida capitale a Bukhara. Qui ebbe inizio anche la grande stagione della letteratura persiana di epoca musulmana, con il formarsi di un primo gruppo di poeti panegiristi e con il grande poeta epico Ferdowsi. Tuttavia questa dominazione non durò più di un secolo. Il territorio fu sommerso dalle continue invasioni di tribù turche che imposero ben presto proprie dinastie (Ghaznavidi dalla fine del X sec. a circa metà dell'XI secolo; poi i Selgiuchidi dalla metà dell'XI sec.); in questo periodo peraltro le diverse culture riuscirono a coabitare e a fondersi gradualmente, dando inizio a quel felice connubio turco-persiano che è caratteristico di tanta parte dell'Asia Centrale sino a nostri giorni. Successivamente il territorio fu conquistato dai Mongoli (XIII sec.), quindi dal Tamerlano (tra la fine del Trecento e il Quattrocento), e infine dall'XVI sec. entrò nell'orbita del Khanato di Bukhara.

Dal Settecento il territorio dell'attuale Tagikistan fu diviso anche con il vicino Khanato di Kokand; solo nella seconda metà del XIX secolo l'attuale territorio del Tagikistan entrò a far parte dell'Impero russo quando entrambi i khanati, di Bukhara e di Kokand, divennero prima vassalli della Russia zarista e poco dopo persero l'indipendenza. L'Impero russo, coinvolto nel Grande Gioco che lo opponeva all'Impero britannico, mirava ad aprirsi un varco nell'Asia Meridionale attraverso il territorio tagico. L'obiettivo strategico era contenere l'espansionismo britannico forte delle sue basi in India, e più in generale a potenziare la propria posizione geopolitica.

Da provincia dell'Impero russo, il Tagikistan venne a formare una delle repubbliche socialiste sovietiche in seguito alla rivoluzione russa del 1917. Dura però era stata la resistenza opposta dai guerriglieri islamici (rivolta dei Basmachi), infatti solo nel '29 lo Stato venne formalmente riconosciuto dal potere sovietico. L'amministrazione sovietica separò definitivamente il Tagikistan da Bukhara e Samarcanda, le capitali storiche della cultura iranica dell'Asia Centrale, che vennero a trovarsi definitivamente dentro il territorio della Repubblica socialista dell'Uzbekistan; veniva contemporaneamente decisa dalle autorità sovietiche la elevazione di un modesto villaggio, Dušanbe (lett.: "Lunedì", perché in tal giorno vi si teneva una fiera o un mercato di qualche rinomanza locale) a capitale dello Stato.

Fotografia satellitare del Tagikistan

Il Tagikistan mantenne comunque sempre una vocazione islamica che, nel periodo sovietico, alimentò forme di resistenza culturale anche attraverso la fitta rete di confraternite legate al sufismo. Negli anni Settanta venne riformato clandestinamente il Partito Islamico della Rinascita che, per tutti gli anni a venire, avrebbe provocato disordini e ribellioni contro il regime sovietico, fino alla caduta dell'URSS nel 1991 e al conseguimento dell'indipendenza. Tuttavia questo traguardo coincise con lo scoppio di una guerra civile, a seguito dell'aspra opposizione fra il partito islamico e quello democratico, scivolato progressivamente in una pulizia etnica che causò decine di migliaia di morti e costrinse un milione di tagiki a espatriare. Nel 1997 furono firmati dei trattati di pace fra il presidente democratico Rahmonov e i capi dell'opposizione islamica; i ribelli furono confinati in Afghanistan, ma continuano tuttavia ad alimentare conflitti e ribellioni, tant'è che il Tagikistan ha chiesto l'aiuto dell'esercito russo per contenere le incursioni. Come riportato dalla rivista online STRATFOR, pare infatti che la Russia stia rafforzando sempre più la sua presenza militare, inviando più truppe in questo paese.[7]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Tagikistan.

Il Tagikistan è uno stato senza sbocco sul mare ed è lo stato meno esteso dell'Asia centrale ma il più alto in termini di altitudine. Il territorio è per oltre il 90% montuoso con vette che raggiungono i 7.000 metri di altezza, caratterizzato da due catene montuose: la catena del Trans-Alay nel nord, e il Pamir nel sud. Le vette più alte dell'Asia centrale si trovano nel Pamir, come il Picco Ismail Samani, la montagna più alta del Paese di 7.495 metri, il Picco Ibn Sina (7.134 metri) e il Picco Korženevskaja (7.105 metri)[5]. I principali fiumi sono il Syr Darya, l'Amu Darya, il Kafirnigan, il Vahš e il Pjandz. La maggior parte dei fiumi scorre da est a ovest e alla fine apportano le proprie acque al bacino del lago d’Aral. Le uniche aree pianeggianti sono a nord-ovest (parte della valle di Fergana) e nell'estremità sud-occidentale del Paese. Il clima del paese è di tipo continentale, caratterizzato da escursioni termiche piuttosto accentuate e di tipo alpino nelle aree più elevate. La temperatura invernale è spesso mitigata da un vento caldo e secco proveniente dalle aree montuose. Scarsissime le precipitazioni, concentrate soprattutto nella parte occidentale del paese.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Il Tagikistan è diviso in 4 province (viloyat) di cui 1 autonoma ("viloyati mukhtor"): le tre province sono Chatlon, Dušanbe e Suǧd, mentre la provincia autonoma è Gorno-Badakhshan.[6]

Le quattro province a sua volta si scompongono in distretti.

Provincia Capoluogo Area (km²) Pop (2008)
Suǧd Khujand 25,400 2,132,100
Dušanbe Dušanbe 28,600 1,606,900
Chatlon Qurghonteppa 24,800 2,579,300
Gorno-Badachšan Khorugh 64,200 218,000

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Il tasso di urbanizzazione del Tagikistan è molto basso (27%) e l'unica città importante è la capitale Dušanbe (863.000 abitanti), al secondo posto per numero di abitanti troviamo Chujand (184.000 abitanti). Altre città hanno da poco superato i centomila abitanti come Qurǧonteppa (112.000 abitanti) e Külob (106.000 abitanti).[5]

Dusanbe, la capitale

Le città principali sono:

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

L'istruzione pubblica è gratuita e obbligatoria e formata da due cicli. Nonostante le condizioni economiche, il Tagikistan ha un alto tasso di alfabetizzazione pari al 99% della popolazione. La spesa pubblica per l'istruzione era pari al 5,2% del PIL nel 2015.[8]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tagiki.

La stragrande maggioranza della popolazione è di etnia tagica (di ceppo indoeuropeo e iranico). Tuttavia notevole è la minoranza usbeca e la minoranza yagnobi, minore invece quella russa. Secondo il censimento del 2010 la popolazione del Tagikistan conta circa 7.565.000 abitanti.[4]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione è per il 96,7% musulmana, in maggioranza sunnita. I cittadini che professano altre religioni sono l'1,8%.[8]

Complessivamente, l'osservanza dell'Islam è in aumento: tra il 30 ed il 40% della popolazione rurale e tra il 5 ed il 10% della popolazione urbana pratica attivamente i riti islamici o partecipano alle funzioni religiose nelle moschee; il 99% della popolazione rurale e il 70% di quella urbana osserva il digiuno del Ramadan.[8] Il 4% della popolazione musulmana è sciita, di cui il 40% sono ismailiti e la maggior parte di essi risiedono nella provincia del Gorno-Badachšan, in certi distretti meridionali della provincia del Chatlon e nella capitale Dušanbe; il resto della popolazione musulmana è per la maggior parte, circa il 92,7%, sunnita.[8]

In Tagikistan vi sono circa 230.000 cristiani, principalmente di etnia russa o immigrati del periodo sovietico, la maggior parte cristiani ortodossi, ma sono presenti altre dottrine cristiane.[8] Inoltre vi sono minoranze di ebrei, zoroastriani e altre religioni; si stima che l'1,5% della popolazione sia atea o comunque non appartenente ad alcuna confessione religiosa.[8]

  • Musulmani 96,7%
    • Sunnuti 92,83
    • Sciiti 3,86%
  • Cristiani 1,6
    • Ortodossi
    • Altri cristiani
  • Non religiosi 1,5%
  • Altri 0,2
    • Ebrei
    • Zoroastriani
    • Altri

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua tagica.

La lingua ufficiale è il tagico,[6] lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue iraniche: si tratta fondamentalmente della stessa lingua parlata in Iran (farsi) e in Afghanistan (dari), ma scritta in caratteri cirillici. È ancora diffuso il russo.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo del governo nella capitale.

Il Tagikistan è una repubblica presidenziale unitaria, indipendente dal 1991 e la sua costituzione è stata promulgata il 6 novembre 1994.[6] Il paese è controllato strettamente dal Partito democratico popolare del Tagikistan (PDPT), il cui capo politico è l'attuale presidente Rahmon.

Il potere esecutivo è esercitato dal capo dello Stato (attualmente Emomalī Rahmon), dal capo del governo (attualmente il Primo ministro Oqil Oqilov) e dal suo gabinetto, ovvero il consiglio dei ministri. Il presidente viene eletto dal popolo a suffragio universale e ha un mandato di 7 anni rinnovabile per un secondo ed è capo delle forze armate. L'ultima elezione si è svolta nel novembre 2013. Il capo del governo (attualmente il Primo ministro Oqil Oqilov) viene nominato dal presidente e il suo gabinetto, ovvero il consiglio dei ministri, è nominato dal presidente e approvato dall'Assemblea Suprema (Majlisi Oli).[6]

Assemblea Suprema nella capitale.

Il potere legislativo è esercitato da una legislazione bicamerale; le due camere sono l'Assemblea Nazionale, o Majlisi Milliy, la camera di livello più alto, composta da 34 membri di cui 25 scelti da deputati locali, 8 dal presidente e 1 riservato all'ex presidente, e la Camera dei Rappresentanti, o Majlisi Namoyandagon, la camera di livello più basso, composta da 63 membri eletti direttamente dal popolo a suffragio universale. I membri di ciascuna camera hanno un mandato di 5 anni. Le due camere formano l'Assemblea Suprema. L'ultima elezione si è svolta nel marzo 2020.[6]

Emomali Rahmon, presidente del Tagikistan dal 1994

Il sistema giudiziario si articola in una serie di organismi: la Corte Costituzionale, la Corte Suprema, la Corte Suprema Economica, la Corte Militare, i tribunali provinciali, distrettuali e cittadini. Il potere giudiziario è esercitato dalla Corte Suprema, nominata dal presidente.[6] Nel paese è in vigore la pena di morte.

Nel 2003 vengono approvate le riforme costituzionali che garantiscono al presidente Rahmon altri due mandati dopo il 2006.

Nel maggio 2016 attraverso un referendum il 94,5% della popolazione ha espresso parere favorevole a una modifica della Costituzione che consenta al presidente in carica di essere rieletto per un nuovo mandato senza restrizioni temporali. La riforma ha anche ridotto l’età minima richiesta per la candidatura alla presidenza da 35 a 30 anni.[4][9]

Nel rapporto sull'indice sulla democrazia del 2020 dell'Economist, il Tagikistan si colloca al 160º posto come "regime autoritario".

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Il Tagikistan è membro dell'Organizzazione della cooperazione islamica (OIC) dal 1992, delle Nazioni Unite, dell'OSCE, della Comunità degli Stati Indipendenti, dell'Organizzazione di cooperazione economica, dell'Organizzazione mondiale del commercio e dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). Il Tagikistan ha aderito al Trattato di non proliferazione nucleare ed è uno stato osservatore dell'Unione economica euroasiatica (UEE).

Il Tagikistan continua a mantenere buoni rapporti con la Russia e con le ex repubbliche socialiste dell'Asia centrale. I principali partner commerciali restano i paesi dell’ex URSS, ma è in aumento l’interscambio sia con i paesi dell’Europa occidentale sia con la Cina.[4]

La Cina e il Tagikistan si sono impegnati nel 2006 a iniziare la demarcazione del confine rivisto e concordato nel 2002.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Un ragazzo vende frutta secca in un mercato locale

Il Tagikistan ha uno dei più bassi PIL tra le ex repubbliche sovietiche.[6] A causa della mancanza di opportunità di lavoro, quasi la metà della forza lavoro (secondo stime circa 1 milione di persone) lavora all'estero, principalmente in Russia, sostenendo la famiglia con rimesse al paese natale.[6] In Tagikistan meno del 7% della terra è coltivabile.[6] Il cotone è la coltura principale, nonostante il settore sia oppresso da debiti e risenta della carenza generale di infrastrutture nel paese.[6] Le risorse minerarie includono argento, oro, uranio e tungsteno.[6] L'industria consiste solamente in estesi impianti di lavorazione dell'alluminio, centrali idroelettriche e fabbriche antiquate specializzate nell'industria leggera e nell'industria alimentare.[6]

Il Tagikistan si trova su una delle rotte del traffico illecito di stupefacenti con il volume più alto al mondo, tra la produzione afghana di oppiacei a sud e i mercati di droghe illegali della Russia. La coltivazione illecita del papavero da oppio è limitata per il consumo domestico. Il traffico di droga è la principale fonte illegale di reddito del Paese. Tuttavia, con la crescente assistenza da parte di organizzazioni internazionali e la cooperazione con le autorità statunitensi, russe, europee e afghane, si sta contrastando il traffico illegale di droga.[6]

La guerra civile durata dal 1992 al 1997 ha danneggiato le già deboli infrastrutture economiche ed ha provocato un acuto declino della produzione agricola e industriale.[6] La situazione economica tagika rimane fragile. Le cause di questa debolezza sono: l'irregolare attuazione di riforme strutturali, la corruzione, un governo debole, la diffusa disoccupazione e il peso del debito estero[6], in merito al quale nel dicembre 2002 il Tagikistan e la Russia hanno raggiunto un accordo che porta alla cancellazione di 250 milioni di dollari di debito dei 300 totali nei confronti della Russia.[6] Il 18 gennaio 2008 è iniziata la costruzione della diga idroelettrica 1 di Sangtuda grazie ad investimenti russi; a questa si aggiungeranno la diga 2 di Sangtuda e le dighe di Rogun; queste ultime verranno completate con l'aiuto della Russia[10] e alla fine dei lavori saranno le dighe più alte del mondo.[6]

Inoltre il Tagikistan, come altri paesi dell'Asia centrale colpiti pesantemente dalla crisi economica del 2008,[11] ha ricevuto prestiti e finanziamenti dalla Cina da impiegare nello sviluppo di infrastrutture e nel miglioramento della rete di trasmissione di energia elettrica.[6] Nonostante dal 1997 l'economia del paese stia crescendo con un livello regolare, ancora 2/3 della popolazione vive in povertà.[6] la crescita economica è arrivata al 10,6% nel 2004, ma poi ha subito un calo dell'8% nel periodo 2005-2008 a causa prima dell'aumento dei prezzi del petrolio, poi della crisi economica globale del 2008.[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura tagica contemporanea si innesta nella grande tradizione della letteratura persiana, di cui costituisce il ramo più orientale. Vi si possono distinguere almeno tre periodi: 1. dalla seconda metà dell'Ottocento al 1917, o dell'"illuminismo tagico"; 2. dal 1917 al 1991, o periodo sovietico; 3. dal 1991 a oggi o periodo dell'indipendenza. Il primo periodo è caratterizzato dalla familiarizzazione progressiva -attraverso la mediazione russa- con la cultura (anche politica) europea e occidentale; a partire dall'inizio del Novecento si innesta poi il movimento "jadidista" (dall'arabo "jadid" = nuovo), una corrente di riformismo islamico volto a favorire una modernizzazione attraverso soprattutto nuovi metodi educativi; in questo periodo emerge la figura di Ahmad Donesh (m. 1897) autore di uno zibaldone intitolato Navader ol-Vaqaye ("Eventi rari" o "strani").

Il secondo periodo è caratterizzato dalla introduzione dell'alfabeto cirillico nella lingua tagica, cosa che ha notevolmente contribuito a distanziare le generazioni attuali dal patrimonio della letteratura persiana classica, scritta nella stessa lingua ma in un alfabeto diverso (l'arabo), patrimonio divenuto ormai quasi estraneo dopo la profonda "russificazione" della lingua e più in generale della vita culturale; anche a livello estetico e tematico, la letteratura tagica di epoca sovietica si è ampiamente sintonizzata con i dettami del "realismo socialista". In questo periodo si sviluppa un ricco teatro e prendono piede il romanzo e la novella; emerge su tutti la figura di Sadriddin Ayni (m. 1954), scrittore e educatore poliedrico considerato un vero padre della patria tagica, autore fra le altre cose di un celebrato libro di memorie (Yaddashtha) sulla Bukhara a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Il terzo periodo, con la recentemente riacquistata indipendenza dopo la caduta dell'URSS, ha messo in moto altre complesse dinamiche di distanziamento dalla cultura russa e contemporaneo rinsaldamento del legame con la tradizione classica persiana e islamica; è comunque significativo che il più volte proposto passaggio a un alfabeto latino (o persino un ritorno a quello arabo-persiano) non abbia mai trovato attuazione.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

L'arte preislamica del territorio tagico va inquadrata nella storia dell'arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell'area: achemenide, greco-battriana, partica, sasanide. L'arte tagica contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell'arte islamica cui, dal XIX sec., si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica (realismo socialista, "forme nazionali" di arte ecc.). Paradossalmente, a seguito della politica coloniale russa, Bukhara e Samarcanda, i due massimi centri dell'arte e della cultura rapportabili al mondo tagico, si trovano al di fuori dei confini nazionali ossia nell'attuale Uzbekistan.

Patrimonio mondiale dell'UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Il Tagikistan ha due patrimoni mondiali dell'UNESCO: la zona archeologica di Sarazm e il Parco nazionale del Pamir.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio è uno sport popolare in Tagikistan. La squadra nazionale di calcio del Tagikistan partecipa nelle competizioni FIFA e AFC.

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

La prima medaglia d'oro olimpica per il Tagikistan fu vinta nel lancio del martello da Dilšod Nazarov, ai Giochi olimpici di Rio 2016.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Forze armate del Tagikistan.

Le forze armate del Tagikistan hanno circa 9.500 truppe attive, di cui 8.000 forze di terra e mobili e 1.500 forze di difesa aerea. Nel 2015 le spese militari erano 1,22% del PIL nazionale.[6]

Festività nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Data Nome Significato
9 maggio Giorno della Vittoria Celebra la capitolazione della Germania nazista
27 giugno Giorno di unità nazionale Anniversario della fine della guerra civile
9 settembre Giorno dell'Indipendenza Celebra la dichiarazione d'indipendenza dall'URSS
6 novembre Giorno della Costituzione Celebra l'adozione della Costituzione del Tagikistan

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/ti.html
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011, su data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ a b c d Tagikistan, su treccani.it. URL consultato il 29 agosto 2020.
  5. ^ a b c Tagikistan, Scheda Paese, su globalgeografia.com.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Tagikistan, CIA World Factbook. URL consultato il 29 agosto 2020.
  7. ^ https://www.stratfor.com/analysis/why-russia-will-send-more-troops-central-asia?utm_source=freelist-f&utm_medium=email&utm_term=article&utm_campaign=20150416&mc_cid=219f15166a&mc_eid=60ff8f0374
  8. ^ a b c d e f Tajikistan - Geografia, su deagostinigeografia.it. URL consultato il 29 agosto 2020.
  9. ^ Elezioni in Tagikistan, su lospiegone.com. URL consultato il 29 agosto 2020.
  10. ^ Russia to complete Rogun hydroeletric plant in Tajikistan, cawater-info.net, 18 febbraio 2007. URL consultato il 17 luglio 2009.
  11. ^ La Cina aiuterà gli Stati dell'Asia centrale a superare la crisi, AsiaNews.it, 16 giugno 2009. URL consultato il 17 luglio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Pagliaro-A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. M. Piemontese, Storia della letteratura persiana, 2 voll., Fratelli Fabbri, Milano 1970
  • N. L. Tornesello (a cura), La letteratura persiana contemporanea tra novazione e tradizione, numero monografico di Oriente Moderno, I (2003)
  • C. Saccone, Storia tematica della letteratura persiana classica vol. I: Viaggi e visioni di re sufi profeti, Luni, Milano-Trento 1999; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana. Poetica della perversione nella Persia medievale, Carocci, Roma 2005
  • J.C. Buergel, Il discorso è nave, il significato un mare. Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2006

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN123087939 · ISNI (EN0000 0001 2105 2676 · LCCN (ENn91129915 · GND (DE4058877-4 · BNF (FRcb170790838 (data) · BNE (ESXX453273 (data) · NDL (ENJA00577540 · WorldCat Identities (ENlccn-n91129915