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Elezioni politiche italiane del 2018

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Elezioni politiche italiane 2018
Stato Italia Italia
Data 4 marzo 2018
Legislatura XVIII legislatura
Legge elettorale Legge elettorale italiana del 2017
Presidente del Consiglio uscente
Paolo Gentiloni (PD)
Left arrow.svg 2013

Le elezioni politiche italiane del 2018 per il rinnovo dei due rami del Parlamento – il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati – si terranno domenica 4 marzo 2018[1]. Esse seguono lo scioglimento delle Camere, avvenuto per decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 28 dicembre 2017[2], con un breve anticipo rispetto alla conclusione naturale della XVII legislatura, prevista per il 15 marzo 2018.

Si voterà per l'elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori elettivi della XVIII legislatura. Il voto sarà regolamentato dalla legge elettorale italiana del 2017, soprannominata Rosatellum bis, che troverà la sua prima applicazione[3].

Nella stessa data si svolgeranno anche le elezioni regionali di Lazio e Lombardia.[4]

Sistema di voto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Legge elettorale italiana del 2017.

Le elezioni politiche del 2018 si terranno con il sistema introdotto dalla legge n. 165 del 3 novembre 2017 (comunemente nota come Rosatellum o Rosatellum bis, dal nome del suo ideatore Ettore Rosato). Essa sostituisce per il Senato della Repubblica il cosiddetto Consultellum, ossia la legge Calderoli modificata dalla Corte costituzionale in seguito a sentenza di parziale incostituzionalità[5], e per la Camera dei deputati la previgente legge elettorale italiana del 2015 (soprannominata Italicum), anch'essa emendata dalla Corte Costituzionale in seguito a una pronuncia di parziale incostituzionalità. Sia l'Italicum sia il Consultellum non sono mai stati utilizzati durante una consultazione elettorale.

L'impianto della legge, identico a meno di dettagli alla Camera e al Senato, si configura come un sistema elettorale misto[6] a separazione completa.[7] Per entrambe le Camere:

  • il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;
  • il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati;
  • il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.
Ripartizione seggi per circoscrizione[8]
Camera dei deputati Senato della Repubblica
Circoscrizione Seggi prop. Seggi magg.
(collegi unin.)
Seggi complessivi Circoscrizione Seggi prop. Seggi magg.
(collegi unin.)
Seggi complessivi
Collegi plurin. Seggi Collegi plurin. Seggi
Abruzzo 2 9 5 14 Abruzzo 1 5 2 7
Basilicata 1 4 2 6 Basilicata 1 6 1 7
Calabria 2 12 8 20 Calabria 1 6 4 10
Campania 1 3 20 12 32 Campania 3 18 11 29
Campania 2 3 18 10 28
Emilia-Romagna 4 28 17 45 Emilia-Romagna 2 14 8 22
Friuli-Venezia Giulia 1 8 5 13 Friuli-Venezia Giulia 1 5 2 7
Lazio 1 3 24 14 38 Lazio 3 18 10 28
Lazio 2 2 13 7 20
Liguria 2 10 6 16 Liguria 1 5 3 8
Lombardia 1 4 25 15 40 Lombardia 5 31 18 49
Lombardia 2 2 14 8 22
Lombardia 3 2 15 8 23
Lombardia 4 2 11 6 17
Marche 2 10 6 16 Marche 1 5 3 8
Molise 1 1 2 3 Molise 1 1 1 2
Piemonte 1 2 14 9 23 Piemonte 2 14 8 22
Piemonte 2 2 14 8 22
Puglia 4 26 16 42 Puglia 2 12 8 20
Sardegna 2 11 6 17 Sardegna 1 5 3 8
Sicilia 1 3 16 9 25 Sicilia 2 16 9 25
Sicilia 2 3 17 10 27
Toscana 4 24 14 38 Toscana 2 11 7 18
Trentino-Alto Adige/Südtirol 1 5 6 11 Trentino-Alto Adige/Südtirol 1 1 6 7
Umbria 1 6 3 9 Umbria 1 5 2 7
Valle d'Aosta 0 0 1 1 Valle d'Aosta 0 0 1 1
Veneto 1 2 12 8 20 Veneto 2 15 9 24
Veneto 2 3 19 11 30
Estero 12 12 Estero 6 6
Totale 63 398 232 630 Totale 33 199 116 315

Modalità di espressione del voto

La scheda elettorale

La scheda elettorale, unica per la quota maggioritaria e proporzionale, riporta i nomi dei candidati ai collegi uninominali e, in stretta congiunzione a questi, i simboli delle liste collegate per la parte proporzionale ciascuno munito dell'elenco dei relativi candidati.

L'elettore potrà esprimere il proprio voto in tre modi differenti[9]:

  • tracciando un segno sul simbolo di una lista: in questo caso il voto si estende al candidato nel collegio uninominale che quella lista sostiene;
  • tracciando un segno sul simbolo di una lista e sul nome del candidato del collegio uninominale da questa sostenuto: il risultato è uguale in pratica a quello descritto sopra; non è però ammesso, pena l'annullamento della scheda, il voto disgiunto: l'elettore non potrà quindi votare contemporaneamente per un candidato di un collegio e, nel proporzionale, per una lista a lui non collegata;
  • tracciando un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale (senza indicare alcuna lista): in questo caso, il voto vale per il candidato nel collegio e inoltre si estende in automatico alla lista che lo sostiene; se quel candidato è però collegato a più liste (in coalizione), il voto in questione viene diviso proporzionalmente tra queste, in base ai voti che ognuna ha complessivamente ottenuto nel singolo collegio in questione.

Quadro politico

Facsimile dell'avviso di indizione delle elezioni
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta § Cronologia, Governo Renzi § Cronologia e Governo Gentiloni § Cronologia.

Durante la XVII legislatura, iniziata il 15 marzo 2013, poco dopo le elezioni di febbraio 2013, e avviatasi al termine con lo scioglimento delle camere del 28 dicembre 2017[2], si sono susseguiti i governi Letta, Renzi e Gentiloni.

Pochi mesi dopo l'inizio della legislatura, a novembre 2013, il Popolo della Libertà, principale forza di centrodestra, si divise sulla scelta di appoggiare il governo Letta: la maggior parte dei membri aderì alla rinata Forza Italia[10], collocandosi all'opposizione, mentre coloro che restarono in maggioranza insieme al PD fondarono il Nuovo Centrodestra (dal 2017 Alternativa Popolare), sotto la guida di Angelino Alfano. A dicembre 2017, quando Alfano ha annunciato di non partecipare alle elezioni del 2018, una parte degli aderenti ad Alternativa Popolare è rimasta alleata al PD costituendo, insieme ad altre forze minori, la lista "Civica Popolare" guidata da Beatrice Lorenzin; altri esponenti hanno invece tentato di rientrare nella coalizione di centrodestra[11].

Silvio Berlusconi, non più candidabile in base alla legge Severino, ha comunque mantenuto la guida di Forza Italia, che si presenta in coalizione con Lega Nord, Fratelli d'Italia e altre formazioni di centrodestra[12]. La Lega Nord, sotto la segreteria di Matteo Salvini, ha provato ad allargare il bacino elettorale del partito facendo, nei mesi precedenti, campagna elettorale anche nelle regioni meridionali e scegliendo per tale ragione di concorrere alle elezioni eliminando la parola Nord dal proprio simbolo[13]. Tra le altre forze di centro/centrodestra, nel 2013 Scelta Civica si è ridimensionata dopo l'abbandono di Mario Monti[14], confluendo alla vigilia delle nuove elezioni politiche nel movimento Noi con l'Italia (tra i cui esponenti sono presenti Raffaele Fitto e Maurizio Lupi), presente nella coalizione di centrodestra con un'omonima lista unitaria a cui si è aggregata l'UdC; Fitto è il capo della nuova forza politica, mentre Lorenzo Cesa, già segretario dell'UdC, veste la carica di presidente[15]. L'Unione di Centro nel 2016 aveva visto l'abbandono di Pier Ferdinando Casini, il quale aveva scelto, a differenza del suo partito, di appoggiare la riforma costituzionale di Renzi, formando poi la nuova formazione alleata del PD Centristi per l'Europa.

L'esito del referendum costituzionale di dicembre 2016 registrò tra le conseguenze politiche l'inasprimento delle tensioni interne al Partito Democratico, la cui gestione è accentrata nelle mani di Matteo Renzi dalla sua vittoria alle primarie di dicembre 2013. Nel 2017 una scissione dà vita a una nuova formazione guidata da Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza, Articolo 1, che insieme a Sinistra Italiana, in cui nel 2016 era confluita Sinistra Ecologia Libertà[16], e a Possibile ha poi formato una nuova lista elettorale "a sinistra del PD" e alternativa ai tre poli già esistenti, denominata "Liberi e Uguali", la cui guida è affidata al Presidente del Senato Pietro Grasso[17]. Sempre nel 2017, Giuliano Pisapia aveva tentato di lanciare "Campo Progressista", movimento politico che si proponeva di formare un'unica coalizione di centrosinistra che potesse riconciliare gli scissionisti di Articolo 1 con il PD, finito con la nascita di Liberi e Uguali[18].

In precedenza Anna Falcone e Tomaso Montanari avevano avviato un'iniziativa divenuta nota come «del Brancaccio» con l'intento di unire tutti i vari partiti di sinistra in una lista unitaria alternativa al PD, tentativo fallito sia a causa di dissidi interni che alla nascita di LeU[19][20]. Altri soggetti, tra cui i partiti Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista, Movimento RadicalSocialista, Risorgimento Socialista, la rete Eurostop con Giorgio Cremaschi e comitati come No TAV, No TAP e No MUOS, si sono uniti alla proposta partita dal centro sociale napoletano Ex OPG - Je so' Pazzo confluendo nella lista unitaria "Potere al Popolo"[21]. I partiti Sinistra Classe Rivoluzione e Partito Comunista dei Lavoratori hanno formato una lista denominata "Per una sinistra rivoluzionaria"[22]. Il Partito Comunista invece correrà da solo con il proprio simbolo[23].

Tra le molteplici forze presenti nella coalizione del centro-sinistra, oltre al Partito Democratico, sono presenti la nuova lista di Emma Bonino "+Europa", alla quale Bruno Tabacci il 4 gennaio 2018 ha concesso l'uso del simbolo di Centro Democratico come espediente per non dover raccogliere le firme per la candidatura[24]; la lista unitaria "Civica popolare", guidata da Beatrice Lorenzin composta tra gli altri da componenti dell'Italia dei Valori, Centristi per l'Europa, Alternativa Popolare e Democrazia Solidale[25]; e la lista unitaria "Insieme" guidata da Riccardo Nencini che include il Partito Socialista, la Federazione dei Verdi, Area Civica e altri partiti minori[26].

Tra i maggiori partiti rimane nuovamente non coalizzato il Movimento 5 Stelle, che nel 2016 è riuscito a prevalere nelle elezioni comunali di Roma e Torino. Il Movimento, rimasto intanto privo del fondatore Gianroberto Casaleggio, con le primarie del settembre 2017 ha scelto Luigi Di Maio come candidato premier.

Forza Nuova e Movimento Sociale Fiamma Tricolore a gennaio 2018 hanno annunciato di correre uniti con la lista "Italia agli italiani", che comprende anche il movimento Fasci italiani del lavoro; tra le altre forze dell'estrema destra rimane invece autonoma CasaPound[27].

Per quanto riguarda il premier uscente, Paolo Gentiloni il 7 gennaio 2018 ha dichiarato in un'intervista televisiva che il suo impegno sarebbe finito con le elezioni[28].


Campagna elettorale e programmi

La prima fase di campagna elettorale è stata contraddistinta dall'appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai partiti per la presentazione di proposte "realistiche e concrete" durante il tradizionale messaggio di fine anno, in cui ha anche espresso l'auspicio per un'alta partecipazione al voto[29].

Coalizione di centro-destra

I leader delle principali liste di centrodestra: Silvio Berlusconi (Forza Italia), Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) e Raffaele Fitto (Noi con l'Italia - UdC)

Il principale punto delle proposte del centrodestra è una riforma fiscale basata sull'introduzione di una flat tax, per Berlusconi inizialmente basata sull'aliquota corrente più bassa (23%) con una no tax area innalzata a 12.000 euro, procedendo poi a una futura riduzione graduale dell'aliquota, da Salvini invece auspicata da subito al 15%; si tratta secondo Il Sole 24 ORE di una misura dal costo di 25 miliardi l'anno calcolata al 20% o fino a 40 miliardi se abbassata al 15%, per i proponenti cifre che sarebbero finanziate dagli effetti positivi sull'economia, tra cui anche l'emersione del nero, e una forte riduzione delle detrazioni[30][31]. Forza Italia ha anche proposto la cancellazione dell'IRAP, misura per i proponenti da 23 miliardi, l'aumento delle pensioni minime a 1.000 euro (dal costo stimato di 8 miliardi, o fino a 38 miliardi se la misura è estesa anche alle pensioni sotto al minimo), 8-10 miliardi stanziati all'introduzione di un "reddito di dignità" per combattere la povertà, decontribuzioni sulle assunzioni giovanili, modifiche alla legge Fornero sulle pensioni (costo per i proponenti di 10 miliardi) e il lancio di un piano Marshall per l'Africa[30]. Complessivamente si tratta di un programma da almeno 100 miliardi di euro, per i proponenti finanziabili dalla forte riduzione del sistema di agevolazioni fiscali (36-40 miliardi), con il recupero da cattivi trasferimenti alle imprese e evasione fiscale (rispettivamente 30 e 20 miliardi), dalla chiusura dei contenziosi tra stato e contribuenti (10 miliardi), dalla valorizzazione beni confiscati alle mafie (5 miliardi), e dalla spending review (10-15 miliardi)[30]. Con le liste di Forza Italia saranno candidati anche rappresentanti del movimento animalista di Michela Vittoria Brambilla, che punta in particolare allo stop agli allevamenti di animali usati per ricavarne pellicce, di escludere gli animali dal redditometro, cure veterinarie gratuite per i meno abbienti e l'istituzione di un garante dei diritti per gli animali[32].

La Lega, oltre la flat tax al 15%, ha proposto la sostituzione integrale della legge Fornero e la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, la "rottamazione" delle cartelle esattoriali per i contribuenti in difficoltà, operazione che dovrebbe fruttare fino a 35 miliardi alle casse dello stato, l'abolizione del limite all'uso del contante, la regolarizzazione della prostituzione, punto quest'ultimo non incluso nel programma della coalizione[33]. Fratelli d'Italia ha proposto asili nido gratuiti, il cui costo è di 294 milioni di euro calcolati sulla frequentazione corrente, a cui si sommerebbero 200 milioni per ogni aumento del 10% di bambini iscritti, un assegno da 400 euro mensili per i nuovi nati fino al sesto anno di età, congedi parentali retribuiti all'80% fino al sesto anno dalla nascita, aumento di stipendi ed equipaggiamenti alle forze dell'ordine, maggiore uso dell'esercito come misura di contrasto alla criminalità, una nuova legge sulla legittima difesa, abolire gli sconti automatici delle pene, l'eliminazione dei test di ingresso universitari sostituendoli con una selezione da effettuare dopo il primo anno accademico sul modello delle università francesi e, similmente alla Lega, una maggiore lotta all'immigrazione clandestina[34].

Il programma presentato dalla coalizione del centrodestra, oltre alla maggior parte dei punti proposti dai tre principali partiti che la compongono, promette anche di non tassare la prima casa ed eliminare le tasse sulla "prima auto", eliminare le imposte su successioni e donazioni, introdurre il principio del divieto di tassazione in assenza di reddito, la chiusura di Equitalia con la riscossione affidata agli enti locali, il rimpatrio dei clandestini, il ritorno di poliziotto e carabiniere di quartiere, una riforma della giustizia in cui le carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti siano separate, oltre a una legge costituzionale per impedire ai parlamentari di cambiare partito[35][36]. Il programma è stato sottoscritto anche da Noi con l'Italia - UDC, il quale per reperire risorse ha proposto in particolare di ridurre i finanziamenti alle regioni, riformare il sistema delle municipalizzare, attuare un sistema di costi standard per gli approvvigionamenti nella pubblica amministrazione e vendere i beni improduttivi dello stato[33][37].

Movimento 5 Stelle

Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un programma tra i cui punti principali spicca l'introduzione di un reddito di cittadinanza, nella misura di 780€ alle famiglie composte da una sola persona e 1.638€ alle famiglie con due figli, misura che costerebbe alle casse pubbliche tra i 15 e i 20 miliardi l'anno; il taglio del debito pubblico di 40 punti in rapporto al PIL nell'arco di due legislature, obiettivo che vale 70 miliardi di euro l'anno; l'adozione di provvedimenti per il rilancio dell'occupazione giovanile; destinare i proventi della spending review a investimenti produttivi; un taglio delle pensioni superiori 5.000 euro netti non basate interamente sul metodo contributivo, la riduzione delle aliquote IRPEF, l'estensione della no tax area; l'aumento delle spese destinate al welfare familiare dall'1,5 al 2,5% del PIL, equivalente a maggiori spese per 17,5 miliardi; una legge costituzionale che obblighi i parlamentari a dimettersi se intendono cambiare partito[38].

Il partito di Di Maio per finanziare tali progetti dal costo complessivo superiore ai 100 miliardi l'anno conta di recuperare in particolare fino a 50 miliardi dal taglio di sprechi e privilegi, ricorrendo ad un aumento del debito pubblico per le parti mancanti, prevedendo di non rispettare il patto di stabilità che impone di non chiudere il bilancio dello stato con un disavanzo superiore al 3% del PIL, contando poi di migliorare i conti sul lungo periodo grazie ai frutti degli investimenti effettuati[38]. Di Maio ha anche promesso una semplificazione legislativa iniziando con l'eliminazione di 400 leggi con un unico provvedimento legislativo[38].

Coalizione di centro-sinistra

I leader delle principali liste di centrosinistra: Matteo Renzi (Partito Democratico), Beatrice Lorenzin (Civica Popolare), Emma Bonino (+Europa) e Riccardo Nencini (Insieme)

Il programma del PD propone tra i punti principali l'introduzione di un salario minimo orario di 10€, misura che interesserebbe il 15% dei lavoratori, ovvero coloro che non rientrano nei contratti collettivi nazionali, e ricadrebbe sulle imprese, un taglio del cuneo contributivo per i contratti a tempo indeterminato, un assegno di ricollocamento per tutti i disoccupati, un assegno di 80€ mensili ai genitori per ciascun figlio minorenne, misura dal costo stimato dai proponenti tra i 6 e i 7 miliardi, la riduzione progressiva delle aliquote IRPEF[39].

La nuova lista di Beatrice Lorenzin (Civica Popolare) ha proposto asili nido gratis, una defiscalizzazione del welfare aziendale e altre misure in materia di sanità, tra cui il contrasto alle lunghe lista d'attesa nelle ASL e negli ospedali, l'abolizione del superticket di 10 euro (misura dal costo stimato di circa 800 milioni l'anno), e un'estensione dell'assistenza domiciliare agli anziani[40]. Il programma della lista Insieme invece punta principalmente sul rilancio di un "piano casa" da mezzo miliardo l'anno[33].

Con Civica Popolare e Insieme fa parte della coalizione di centrosinistra anche +Europa di Emma Bonino, che, come suggerisce il nome della lista, punta su una difesa dei temi europeisti, auspicando una maggiore integrazione tra i paesi dell'Unione Europea e una crescita del diritto internazionale, difendendo con forza la moneta unica e quella che è stata definita l'unica "vera" sovranità, ovvero quella europea[41][42].

Liberi e Uguali

Pietro Grasso (Liberi e Uguali)

Liberi e Uguali ha incentrato le sue principali proposte sul diritto allo studio, proponendo in particolare la cancellazione delle tasse universitarie per gli studenti che sostengono gli esami in modo regolare, dal costo stimato per il bilancio dello stato di 1,6 miliardi di euro, sulla lotta alla criminalità e sulla reintroduzione di tutele per i lavoratori eliminate dal Jobs Act[40][43].

Altre liste

Il programma di Potere al popolo, movimento che ha indicato come leader Viola Carofalo, propone tra le altre cose maggiori diritti ai lavoratori, un rilancio dei temi ambientalisti, tra cui il no alle grandi opere, e una riforma della giustizia che include la depenalizzazione dei delitti politici, pene più severe per i reati finanziari, riforma dell'articolo 41 bis e abolizione dell'ergastolo[44].

Il Partito Comunista propone misure tra cui l'uscita unilaterale dell'Italia dall'Unione europea e dalla NATO, il ripudio del debito pubblico, la nazionalizzazione senza indennizzo dei settori produttivi strategici, dell'intero settore bancario e dei grandi patrimoni immobiliari, l'abolizione delle leggi sul lavoro che introducono il precariato e l'istituzione del salario minimo intercategoriale[45][46].

Auspica un rilancio dei temi della rivoluzione d'ottobre la lista Per una sinistra rivoluzionaria, che propone anche una ripartizione del lavoro tra tutta la collettività basata sulla riduzione dell'orario lavorativo[47].

CasaPound punta invece sul reddito di natalità (500 euro al mese per ogni nuovo nato fino ai 16 anni di età), oltre che sul blocco dell'immigrazione clandestina, la nazionalizzazione della Banca d'Italia e l'uscita dall'UE e dall'euro[48].

Sondaggi

Questa sezione riporta in ordine cronologico i dati dei sondaggi elettorali effettuati a partire dal 28 dicembre 2017, data di scioglimento delle Camere e di indizione ufficiale delle nuove elezioni. Le percentuali dei partiti sono relative alla parte del campione che esprime un'intenzione di voto, mentre i dati su indecisi e astenuti al totale degli intervistati; i dati sono tratti dal sito ufficiale dei sondaggi politici ed elettorali, curato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri[49].

Data delle rilevazioni Istituto Centro-destra Centro-sinistra M5S LeU Altri Indecisi Astensione
FI Lega FdI Ncl'I Totale PD +E CP I SVP Totale
5-7 gennaio EMG Acqua 14,8 13,6 5,5 2,2 36,1 24,1 1,4 1,0 1,5 0,4 28,4 28,2 5,6 1,7 15,8 32,6
6-8 gennaio Demopolis 15,3 14,0 5,0 1,9 36,2 24,0 2,5 26,5 29,0 7,0 1,3 18,0 39,0
6-9 gennaio Bidimedia 16,1 12,9 4,5 2,5 36,0 24,1 1,3 1,4 1,0 0,6 28,4 27,0 5,9 2,7 39,5
8 gennaio Tecnè 18,0 12,6 5,3 2,6 38,5 20,7 4,3 25,0 28,1 6,7 1,7 42,2
8-10 gennaio Ixè 17,2 11,8 4,9 2,4 36,3 23,1 1,7 1,7 - - 26,5 27,8 7,0 2,4 non indicato
8-10 gennaio Index Research 15,0 13,7 5,4 1,6 35,7 24,0 1,5 0,8 1,7 - 28,0 28,0 6,2 2,1 non indicato
9-11 gennaio EMG Acqua 15,3 13,5 5,5 2,4 36,7 23,5 1,3 1,1 1,5 0,4 27,8 27,9 5,8 1,8 15,5 33,1
10-11 gennaio Demopolis 15,6 13,8 5,0 1,9 36,3 23,5 3,5 27,0 29,2 6,5 1,0 19,0 38,0
10-11 gennaio Ipsos 16,5 13,8 4,7 0,9 35,9 23,1 1,2 1,8 1,4 - 27,5 28,7 6,4 1,5 34,0
12-14 gennaio EMG Acqua 15,7 13,8 5,5 2,6 37,6 23,8 1,4 1,1 1,5 0,4 28,2 26,8 6,0 1,4 15,1 33,9
12-15 gennaio Tecnè 18,1 12,5 5,2 2,7 38,5 21,0 2,0 - - - 23,0 27,9 6,3 4,3 40,4
15 gennaio Euromedia 18,0 13,5 4,4 2,4 38,3 24,2 1,8 1,2 0,4 0,3 27,9 26,3 6,0 1,5 32,0
15 gennaio Istituto Piepoli 15,0 14,0 5,0 2,5 36,5 25,0 1,5 1,0 1,0 - 28,5 27,0 7,0 1,0 30,0
16-17 gennaio Index Research 15,6 13,6 5,3 1,5 36,0 24,0 1,4 1,0 1,5 - 27,9 27,5 6,5 2,1 non indicato
17-19 gennaio Ixè 17,4 11,3 4,5 2,5 35,7 22,3 1,9 1,2 0,6 - 26,0 27,8 7,4 3,1 non indicato

Note

  1. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 65, Governo Italiano, 28 dicembre 2017. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  2. ^ a b Presidenza della Repubblica, Il presidente Mattarella ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere, 28 dicembre 2017. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  3. ^ Elezioni politiche 2018: tutte le liste, i candidati, i programmi e i sondaggi, in Today. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  4. ^ Il 4 marzo si vota anche per le regionali di Lazio e Lombardia, su Ministero dell'interno, 5 gennaio 2018.
  5. ^ La Consulta: «Il Porcellum è incostituzionale», in Corriere della Sera, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 4 dicembre 2013).
  6. ^ Luca Borsi, 2017, p. 5.
  7. ^ Un sistema elettorale si definisce misto se una parte dei seggi è attribuita con sistema proporzionale e una parte con sistema maggioritario. Nell'ambito dei sistemi misti, si definiscono a separazione completa quelli privi di sistemi di compensazione tra le due modalità di attribuzione dei seggi.
  8. ^ Ripartizione effettuata tenendo conto della popolazione residente al censimento generale della popolazione del 2011, come da tabelle allegate al doppio decreto del presidente della Repubblica emanato il 28 dicembre 2017 e pubblicato sulla GU Serie Generale n. 302 del 29 dicembre 2017.
  9. ^ Luca Borsi, 2017, p. 17-18.
  10. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia, in Corriere della Sera. URL consultato il 03 gennaio 2018.
  11. ^ Alternativa popolare si scioglie: alcuni vanno a sinistra, altri corrono da Berlusconi, in Repubblica.it, 13 dicembre 2017. URL consultato il 03 gennaio 2018.
  12. ^ Berlusconi svela il nuovo logo, e ad Arcore nasce la coalizione “a quattro”, in Il Secolo XIX, 07 gennaio 2018. URL consultato l'08 gennaio 2018.
  13. ^ Lega, ecco il nuovo simbolo: ufficiale l'addio al Nord, in ilgiornale.it, 21 dicembre 2017. URL consultato l'08 gennaio 2018.
  14. ^ Mario Monti abbandona Scelta Civica "Mauro e Casini mi hanno sfiduciato", in Tgcom24. URL consultato il 03 gennaio 2018.
  15. ^ Elezioni, centrodestra: Cesa presidente partito e Fitto capo della forza politica Noi con l’Italia–Udc, in agvilvelino.it, 17 gennaio 2018. URL consultato il 21 gennaio 2018.
  16. ^ Sel va verso lo scioglimento per confluire in Sinistra Italiana. Ma i sindaci arancioni sono tentati dall'addio, in L’Huffington Post, 05 novembre 2016. URL consultato il 03 gennaio 2018.
  17. ^ Sinistra, Grasso lancia 'Liberi e uguali': "Pd mi ha offerto incarichi ma i calcoli non fanno per me", in Repubblica.it, 03 dicembre 2017. URL consultato il 03 gennaio 2018.
  18. ^ Campo Progressista si spacca, Pisapia rinuncia: "Non siamo riusciti a cambiare il centrosinistra", in Repubblica.it, 06 dicembre 2017. URL consultato il 03 gennaio 2018.
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Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni