Fabrizio Bracconeri

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Fabrizio Bracconeri con Carlo Verdone in Acqua e sapone (1983)

Fabrizio Bracconeri (Roma, 26 giugno 1963) è un personaggio televisivo e attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto nel popolare quartiere di Primavalle, a Roma, debutta come attore nel 1983 col film Acqua e sapone di Carlo Verdone. L'anno dopo appare nella pellicola dei fratelli Vanzina Amarsi un po'. La notorietà per Bracconeri arriva nel 1987 quando veste i panni di Bruno Sacchi, nella premiata serie tv trasmessa da Italia 1, I ragazzi della 3ª C, partecipa poi alla serie College nella parte del cadetto Carletto Staccioli.

Nel 1989 è protagonista dello spot de "La macchina del Gelato" per la GIG. Successivamente prende parte ad altri film, come Saint Tropez - Saint Tropez[1] e Attenti a noi due. In seguito, dal 1992 al 1995, diviene co-conduttore negli appuntamenti quotidiani del longevo Forum, programma televisivo giuridico di Rete 4 e di Canale 5 basato sulla formula dell'arbitrato, accompagnando Rita dalla Chiesa e Pasquale Africano [2], programma nel quale è tornato a partire dal 2004 per sostituire la guardia giurata Pasquale Africano. Nel 2002 prende anche parte al programma di prima serata della Premiata Ditta Telematti.

Per la Caravaggio Editore, nell'autunno del 2009, ha pubblicato il libro di ricette Rita consiglia... le ricette di Bracco (dove la Rita del titolo è la conduttrice di Forum, Rita dalla Chiesa)[3][4]. Il 26 agosto 2013, giorno della prima riunione della nuova edizione di Forum, l'attore viene costretto a lasciare la trasmissione, dopo aver preso parte a 13 edizioni complessive. Il 15 gennaio 2014 viene data la notizia che l'attore entrerà nel cast di Quinta colonna in qualità di inviato. Nel 2014 si candida alle elezioni europee per Fratelli d'Italia per la Circoscrizione Italia centrale,[5] ottenendo circa 4.000 voti senza riuscire ad essere eletto.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2016 il suo account su twitter è stato più volte al centro di polemiche per contenuti razzisti e insulti. Per questo motivo l'account è stato più volte bloccato dal social network. In seguito sono state attribuite a lui anche alcune dichiarazioni che si sono rivelate false, perché proveniente da un account “fake”.[6][7][8][9][10]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato due volte, ha quattro figli.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Uomini targati Eva (1997)
  • Cartolina Pirandelliana (1998)
  • Roba da matti (2003)
  • Porta rispetto (2007)
  • Ma un portafortuna... porta fortuna? (2013)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valerio Cappelli, Alba da Saint Tropez a "Fantastico", in Corriere della Sera, 28 aprile 1992, p. 35. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale).
  2. ^ Aldo Grasso, Videoprocessi. Sentenza all'Auditel, in Corriere della Sera, 4 maggio 1996, p. 37. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2015).
  3. ^ Scheda del libro su IBS, su ibs.it. URL consultato il 01-12-2009.
  4. ^ Scheda del libro su Webster, su webster.it. URL consultato il 01-12-2009.
  5. ^ Europee: da Vannoni a Cecchi Paone, i volti noti delle elezioni, repubblica.it
  6. ^ (IT) Fabrizio Bracconeri, Twitter sblocca il suo profilo. Lui: "Sono tornato merde". Bloccato di nuovo - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 6 settembre 2017. URL consultato il 30 agosto 2018.
  7. ^ https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/07/fabrizio-bracconeri-il-nuovo-account-bloccato-era-un-troll-il-vero-ragazzo-della-terza-c-disperato-per-favore-bloccatelo/3842980/
  8. ^ Twitter blocca Fabrizio Bracconeri dopo gli insulti a Kyenge, in Repubblica.it, 4 settembre 2017. URL consultato il 30 agosto 2018.
  9. ^ Fabrizio Bracconeri crede che Miles Davis sia un profugo, in Noisey, 11 dicembre 2015. URL consultato il 30 agosto 2018.
  10. ^ Ponte Morandi, i deliri di Bracconieri-Carletto su Twitter: “Piano amico dei massoni satanisti”, su genovaquotidiana.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN233248903 · ISNI (EN0000 0004 1978 7931 · SBN IT\ICCU\MILV\327398