The Huffington Post

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Huffington Post
Logo
URL
Tipo di sito blog
Registrazione facoltativa
Proprietario Arianna Huffington, Kenneth Lerer
Creato da Arianna Huffington, Kenneth Lerer, Jonah Peretti
Lancio 9 maggio 2005
Stato attuale attivo
Slogan The Internet Newspaper: News, Blogs, Video, Community

The Huffington Post (noto anche come HuffPost) è un blog e aggregatore statunitense fondato nel 2005 da Arianna Huffington, Kenneth Lerer e Jonah Peretti, e in breve tempo diventato uno dei siti più seguiti del mondo[1], numero uno della classifica Technorati[2], che vanta una media di interventi pari a circa un milione al mese e tremila blogger permanenti reclutati tra personaggi politici e dell'informazione.[3]

Tra le varie versioni locali figura anche quella in lingua italiana, con il nome L'Huffington Post, edita in collaborazione con il gruppo l'Espresso e diretta da Lucia Annunziata.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Per la scelta dei titoli degli articoli, il sito utilizza un sistema per il quale ne vengono visualizzate due diverse versioni contemporaneamente, e dopo qualche minuto di sperimentazione, il sistema sceglie quello che ha attirato più visitatori: un metodo definito «devilishly brilliant» ("diabolicamente brillante") dal Nieman Journalism Lab[4].

A partire dal 2008 sono state attivate versioni locali del sito, con HuffPost Chicago, HuffPost New York, HuffPost Denver e HuffPost Los Angeles. Tra le personalità che hanno firmato articoli per l'Huffington Post vi sono Barack Obama, Hillary Clinton, Michael Moore, Madonna, Larry David, Nora Ephron e Nancy Pelosi[5].

Successo e localizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2009 il Los Angeles Times ha analizzato il successo del sito, che è arrivato a 9 milioni di visitatori unici al mese, un incremento del 27% rispetto all'anno precedente[6], gli introiti pubblicitari del 2009 si attesterebbero tra i 12 e i 16 milioni di dollari[6], mentre i dipendenti, oltre ai 3000 blogger volontari[6], sono passati da 49 a 89[6].

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo riscontrato negli USA l'Huffington Post si espande al di fuori dei confini statunitensi aprendo edizioni localizzate in Canada (maggio 2011, in francese e inglese), Gran Bretagna (luglio 2011), Francia (gennaio 2012), Spagna (giugno 2012), Italia (settembre 2012), Giappone (maggio 2013), Maghreb (giugno 2013, in lingua francese, per Tunisia, Marocco e Algeria), Germania (ottobre 2013), Brasile (gennaio 2014) e Corea del Sud (febbraio 2014) È prevista una localizzazione per l'India[7].

In Italia: L'Huffington Post[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana di The Huffington Post ha debuttato il 25 settembre 2012[7], proponendo tra l'altro un'intervista a Silvio Berlusconi. L'annuncio dell'uscita in Italia era stato dato a maggio.[8][9] Seguendo la pratica già avviata con le edizioni francese e spagnola e secondo le indicazioni della fondatrice Arianna Huffington, anche la versione italiana ha abbandonato l'articolo inglese «The» in favore dell'articolo italiano «L'», per cui il nome ufficiale della testata è L'Huffington Post. L'articolo conserva la grafica del logo del Gruppo Editoriale L'Espresso, a sottolineare la stretta collaborazione tra i due gruppi editoriali nella versione italiana[7].

Realizzata in collaborazione tra l'Huffington Post Mediagroup e il Gruppo Editoriale L'Espresso, la versione italiana ha come direttore la giornalista Lucia Annunziata, conduttrice del programma In ½ h su Rai 3. Occupa la carica di vicedirettore Gianni Del Vecchio.

La redazione è composta da 15 giornalisti. I blogger chiamati a partecipare all'edizione italiana (50 alla partenza) sono noti esponenti del mondo politico, giornalistico, dell'economia e dell'arte in generale, oltre a molti altri meno famosi: figurano diversi sindacalisti appartenenti alla FIOM, il direttore di Rai 3 Antonio Di Bella, il giornalista Paolo Ruffini, l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il personaggio televisivo Geppi Cucciari[10].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il sito ha ricevuto i Webby Award 2006 e 2008 come miglior blog di politica[11][12], ed è stato classificato come blog più potente nel mondo dall'Observer nel 2008[13], e nominato secondo nella classifica dei 25 migliori blog del 2009 dal Time Magazine[14].

La cofondatrice Arianna Huffington è, secondo Forbes, la dodicesima donna più influente nei media del 2009[15], mentre è 42ª secondo il Guardian[16]. Il blogger dell'Huffington Bennett Kelley è stato insignito del Los Angeles Press Club's 2007 Southern California Journalism Award for Online Commentary[17].

Blogger celebri della versione americana[modifica | modifica wikitesto]

Blogger celebri della versione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di aprile 2011 Huffington Post è stato citato in giudizio per milioni di dollari di danni presso la corte di giustizia statunitense, distretto di New York, da parte di migliaia di blogger non retribuiti per i loro contributi.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Huffingtonpost.com Site Info, Alexa 2011
  2. ^ (EN) Technorati Top 100 (1–25), Technorati (consultato il 22-01-2010)
  3. ^ Giovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Edizioni Bruno Mondadori, 2011
  4. ^ (EN) Zachary M. Seward, How The Huffington Post uses real-time testing to write better headlines, Nieman Journalism Lab 14-10-2009
  5. ^ (EN) Top Posts / Blogger Index, HuffintonPost.com (consultato il 22-01-2010)
  6. ^ a b c d (EN) James Rainey, Will the Huffington Post strategy pay off?, Los Angeles Times, 18-12-2009 (consultato il 22-01-2010)
  7. ^ a b c (IT) Come sarà l'Huffington Post italiano, Il Post (consultato il 10-09-2012)
  8. ^ Annunziata sarà direttore dell'Huffington Post Italia - LASTAMPA.it
  9. ^ . Annunziata direttore Huff Post Italia - Tecnologia e Internet - ANSA.it
  10. ^ L'Huffington Post italiano è partito il 25 settembre, a seguire l'edizione tedesca e brasiliana, Fanpage (consultato il 10-09-2012)
  11. ^ (EN) Blog Politica - Webby Award Winner 2006, webbyawards.com (consultato il 22-01-2010)
  12. ^ (EN) Blog Politica - Webby Award Winner 2008, webbyawards.com (consultato il 22-01-2010)
  13. ^ (EN) Jessica Aldred, Amanda Astell, Rafael Behr, Lauren Cochrane, John Hind, Anna Pickard, Laura Potter, Alice Wignall, Eva Wiseman, The world's 50 most powerful blogs, The Observer, 09-03-2008 (consultato il 22-01-2010)
  14. ^ (EN) The Huffington Post - 25 Best Blogs 2009, TIME (consultato il 22-01-2010)
  15. ^ (EN) Kiri Blakeley, In Pictures: The Most Influential Women In Media - No. 12: Arianna Huffington, Forbes, 14-09-2009 (consultato il 22-01-2010)
  16. ^ (EN) 42. Arianna Huffington, The Guardian, 2009 (consultato il 22-01-2010)
  17. ^ (EN) 2007 Southern California Journalism Award Winners, Los Angeles Press Club (consultato il 22-01-2010)
  18. ^ (EN) Huffington Post è citato in giudizio per i blogger non retribuiti, Jeremy W. Peters, The New York Times, 12 aprile 2011

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN145806727 · LCCN: (ENno2008161215