Hillary Clinton

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Hillary Clinton
Hillary Clinton by Gage Skidmore 2.jpg

67º Segretario di Stato degli Stati Uniti
Durata mandato 21 gennaio 2009 –
1º febbraio 2013
Presidente Barack Obama
Predecessore Condoleezza Rice
Successore John Kerry

Senatrice degli Stati Uniti per lo Stato di New York
Durata mandato 3 gennaio 2001 –
21 gennaio 2009
Predecessore Daniel Patrick Moynihan
Successore Kirsten Gillibrand[1]

42ª First lady degli Stati Uniti
Durata mandato 20 gennaio 1993 –
20 gennaio 2001
Presidente Bill Clinton
Predecessore Barbara Bush
Successore Laura Bush

First lady dell'Arkansas
Durata mandato 9 gennaio 1979 –
19 gennaio 1981
Predecessore Barbara Pryor
Successore Gay Daniels White

Durata mandato 11 gennaio 1983 –
12 dicembre 1992
Predecessore Gay Daniels White
Successore Betty Tucker

Dati generali
Partito politico Democratico (dal 1968)
Repubblicano (fino al 1968)
Tendenza politica liberal, DLC
Professione avvocato
Firma Firma di Hillary Clinton

Hillary Diane Rodham Clinton (pronuncia americana: [ˈhɪləɹi daɪˈæn ˈɹɑdəm ˈklɪntən]; pronuncia italiana: /ˈilari ˈklinton/[2]), nata Hillary Diane Rodham (Chicago, 26 ottobre 1947), è una politica statunitense del Partito Democratico, già senatrice e segretario di Stato.

Prima di intraprendere l'attività politica, ha esercitato la professione di avvocato e docente di diritto penale, diventando la prima donna a essere ammessa come socio nel «Rose Law Firm», uno degli studi legali più antichi degli Stati Uniti; ha inoltre fatto parte dei consigli d'amministrazione delle multinazionali Walmart e Lafarge.

È sposata con Bill Clinton dal 1975; a seguito dell'elezione del marito alla carica di presidente degli Stati Uniti d'America, è stata first lady dal 1993 al 2001. Successivamente prestò servizio per otto anni come senatrice in rappresentanza dello Stato di New York (2001-2009), venendo eletta per il suo primo mandato mentre era ancora first lady e diventando quindi la prima moglie di un presidente a ricoprire una carica elettiva. Durante la sua permanenza al Congresso, sostenne apertamente l'intervento armato in Afghanistan e in Iraq, ma in un secondo momento criticò la gestione delle operazioni militari da parte dell'amministrazione di George W. Bush.

Nel 2008 prese parte alle elezioni primarie del proprio partito in previsione delle consultazioni presidenziali dello stesso anno; dopo un aspro confronto fu sconfitta dal senatore Barack Obama, conseguendo tuttavia il maggior numero di suffragi popolari (quasi 18 milioni) nella storia delle primarie statunitensi. La senatrice annunciò in seguito il proprio appoggio nei confronti di Obama, che fu eletto presidente. Hillary Clinton svolse le funzioni di segretario di Stato fra il gennaio del 2009 e il febbraio del 2013, rinunciando all'incarico al termine del primo mandato di Obama e venendo sostituita da John Kerry.

Nel 2016 partecipò nuovamente alle primarie democratiche: avendo conseguito il maggior numero di delegati ottenne la candidatura ufficiale per le successive elezioni presidenziali, diventando così la prima donna a correre per la presidenza in rappresentanza di uno dei due maggiori partiti politici e la terza in assoluto dopo Tonie Nathan e Victoria Woodhull. Fu però sconfitta dal candidato del Partito Repubblicano Donald Trump.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Hillary Diane Rodham nacque all'Edgewater Hospital di Chicago, Illinois, ed è cresciuta a Park Ridge. Suo padre, Hugh Ellsworth Rodham, figlio d'immigrati inglesi, era dirigente di un'industria tessile a Scranton, Pennsylvania, mentre sua madre, Dorothy Emma Howell Rodham, casalinga. Ha due fratelli minori, Hugh e Tony. Il padre, successivamente impiantò una fiorente attività imprenditoriale per realizzare stampati sui tessuti, la Rodrik Fabrics.

Da bambina era coinvolta in diverse attività alla chiesa e alla scuola di Park Ridge. Partecipò attivamente a diverse discipline sportive ottenendo diversi riconoscimenti nelle Girl Scouts of the USA[3].[4] Prima di diplomarsi alla Maine South High School, frequentò la Maine East High School, dove ricoprì il ruolo di presidente di classe, membro del consiglio degli studenti e membro della National Honor Society. Durante il suo ultimo anno di liceo, ricevette il primo premio in scienze sociali. Cresciuta in una famiglia conservatrice,[5] lavorò come volontaria per il candidato repubblicano Barry Goldwater nella campagna presidenziale del 1964.[6] I suoi genitori le diedero libertà di scelta su quale carriera intraprendere.[7]

Nel 1965 entrò al Wellesley College, divenne attiva in politica e ottenne la carica di presidente della sezione del Wellesley College dei College Republicans. In gioventù fu investita dalla notizia della morte del leader dell'associazione per i diritti civili Martin Luther King che aveva conosciuto di persona nel 1962.[4]

Dopo aver frequentato il programma "Wellesley in Washington" per l'insistenza del professor Alan Schechter, il suo orientamento politico divenne molto più liberale, entrando a far parte del Partito Democratico. Ottenuto il riconoscimento di "valedictorian" come miglior diplomato tra i maturandi a Wellesley, Rodham si laureò nel 1969 con onore in Scienze politiche. Divenne la prima studentessa nella storia del Wellesley College a presentare la cerimonia di consegna dei diplomi. La Associated Press riportò all'epoca che il discorso di Hillary ricevette un'ovazione pubblica durata sette minuti. Fu al centro di un articolo pubblicato dalla rivista Life, a causa della reazione a una parte del suo discorso che criticava il senatore repubblicano Edward W. Brooke III, l'oratore che l'aveva preceduta.

Nel 1969, entrò alla Yale Law School, dove fu al servizio del Board of Editors di Yale Review of Law and Social Action e lavorò con i bambini emarginati presso l'ospedale Yale-New Haven. Durante l'estate del 1970, le fu assegnata una borsa di studio per lavorare al Children's Defense Fund a Cambridge, Massachusetts, nello Stato del Massachusetts. Alla fine della primavera del 1971, cominciò a frequentare Bill Clinton, anch'egli studente della Yale Law School. Durante l'estate del 1971, si trasferisce a Washington per lavorare nel sottocomitato sugli immigrati del Senatore Walter Mondale. Nel comitato aveva il compito di effettuare ricerche sui problemi degli emigrati relativi alla loro capacità di adattamento, e alla loro possibilità di accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione. Nell'estate del 1972, lavorò negli Stati occidentali nella campagna del candidato democratico alle elezioni presidenziali, George McGovern. Durante il suo secondo anno alla scuola di legge, lavorò come volontaria allo Yale Child Study Center, anche qui per studiare le ricerche sullo sviluppo del cervello nella prima infanzia. Si interessò inoltre di casi di abusi su minori presso l'ospedale di Yale-New Haven, lavorando nei Servizi Legali della città, fornendo un servizio di assistenza legale gratuito alle persone povere. Nel 1973 a Yale, ricevette una laurea Juris Doctor, con una tesi sui diritti dei minori, specializzandosi in pedagogia e medicina presso lo Yale Child Study Center.

Matrimonio e famiglia, carriera da avvocato e first lady dell'Arkansas[modifica | modifica wikitesto]

Hillary Clinton nel 1992

Durante i suoi studi immediatamente successivi alla laurea, collaborò come avvocato per il Children's Defense Fund, e come consulente per il Carnegie Council on Children. Entrò a far parte dello staff d'inchiesta dell'impeachment presidenziale, informando il Comitato giudiziario durante lo Scandalo Watergate. In seguito divenne un membro[8] dell'University of Arkansas, Fayetteville School of Law, dove contemporaneamente insegnava Bill Clinton.

L'11 ottobre 1975 Hillary Rodham e Bill Clinton si sposarono a Fayetteville, Arkansas; mantenne il proprio nome "Hillary Rodham". Vissero in quel luogo per un breve periodo, e successivamente si trasferirono nella capitale dello Stato, Little Rock, da dove Bill condusse la sua prima campagna per il congresso statunitense. Nel 1976, Hillary Rodham entrò a far parte del Rose Law Firm, specializzandosi in casi di proprietà intellettuale, proseguendo inoltre la carriera in avvocatura. Il presidente Jimmy Carter la inserì, nel 1978, nella prestigiosa lista del Legal Services Corporation.

Nello stesso anno, con l'elezione di suo marito come Governatore dell'Arkansas, Rodham divenne first lady dell'Arkansas, titolo che mantenne per 12 anni.

Nel 1979, divenne la prima donna a essere divenuta socio del Rose Law Firm.

Il 27 febbraio 1980 diede alla luce una bambina, Chelsea Victoria, unica figlia dei Clinton.

Hillary Clinton con il marito e la figlia

Nello stesso anno Bill Clinton fu sconfitto nella corsa a governatore, così la famiglia Clinton fu costretta a lasciare la sede del governo. Nel febbraio 1982, Bill Clinton annunciò la sua offerta per riottenere l'incarico, annuncio che avrebbe avuto in seguito esito favorevole. Nello stesso periodo, Rodham incominciò a utilizzare il nome Hillary Rodham Clinton.

Come first lady dell'Arkansas, presiedette il Comitato Arkansas Educational Standards, dove, con successo, lottò per migliorare la qualità professionale dei test attitudinali dei nuovi insegnanti. Fece inoltre parte del Rural Health Advisory Committee, introducendo un programma chiamato "Arkansas' Home Instruction Program for Preschool Youth"[9], che insegna ai genitori a lavorare con i propri figli nell'istruzione prescolastica e alfabetizzazione. Hillary Rodham Clinton fu nominata Donna dell'Anno dell'Arkansas nel 1983 e Madre dell'Anno dell'Arkansas nel 1984.

Durante la sua carriera come first lady dell'Arkansas, continuò a operare in ambito giudiziario con il Rose Law Firm. Nel 1988 e nel 1991, il National Law Journal la nominò uno dei 100 avvocati più influenti degli Stati Uniti. Partecipò inoltre alla fondazione dell'Arkansas Advocates for Children and Families e operò nell'albo dei Servizi Legali dell'Arkansas Children's Hospital e per il Children's Defense Fund.[10]

Dal 1985 al 1992, la Clinton operò nel consiglio di amministrazione sia per il The Country's Best Yogurt sia per Wal-Mart; lavorò inoltre per Lafarge, un'azienda industriale francese, la più grande produttrice al mondo di manifatture in cemento.

First lady degli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Clinton mentre raggiunge la Casa Bianca nel 1993

Quando Bill Clinton diventò presidente nel gennaio 1993, Hillary Rodham Clinton diventò la first lady degli Stati Uniti. Fu la prima first lady ad aver conseguito una laurea e la prima ad avere una sua carriera professionale di grande successo.[11] È considerata come la più influente first lady americana dai tempi di Eleanor Roosevelt.[12]

Nel 1993 il Presidente nominò sua moglie capo dell'unità sulla Riforma della Sanità Nazionale. Il suggerimento di questa unità, comunemente chiamata Clinton health care plan, e soprannominata “Hillarycare” dai suoi oppositori, non riuscì a ottenere il supporto sufficiente per poter arrivare al voto in entrambe le camere del Congresso, nonostante queste fossero a maggioranza Democratica. Il progetto venne dunque abbandonato nel settembre del 1994. Nel suo libro, Living History, Hillary Clinton riconobbe che la sua inesperienza politica aveva certamente contribuito alla sconfitta, ma anche tanti altri fattori ne erano responsabili. Dieci anni dopo, “Hillarycare” veniva ancora utilizzata come una sorta di "marchio", a volte screditante, di tutti i piani concepiti per migliorare la sanità a livello universale.[13] In quel periodo, nel bel mezzo delle elezioni del 1994, i Repubblicani usarono la sua impopolarità come grimaldello nella campagna elettorale,[14] testimoni di un netto incremento di seggi dei Repubblicani, con 53 alla Camera dei Rappresentanti, e 7 al Senato.[15]

Alcuni critici considerarono inappropriato che una first lady giocasse un ruolo centrale nelle questioni politiche. Al contrario, chi la supportava, replicò che Hillary Clinton non era affatto diversa dagli altri consiglieri della Casa Bianca, e che gli elettori erano consapevoli del ruolo attivo che avrebbe avuto durante la Presidenza del marito.[16] Infatti, durante la campagna elettorale, Bill Clinton aveva dichiarato che votare per lui significava prendere “due al prezzo di uno”.[17] Questa osservazione portò alcuni oppositori a riferirsi ai Clinton come ai “co-Presidenti”,[18] a volte anche soprannominati “Billary”.[19]

Senatrice per lo Stato di New York[modifica | modifica wikitesto]

Hillary Clinton presta giuramento all'inizio del proprio mandato come senatrice

A seguito del ritiro dalla politica del senatore Daniel Patrick Moynihan, avvenuto nel novembre del 1998, diversi membri del Partito Democratico, tra cui il membro della Camera dei rappresentanti, Charles B. Rangel, insistettero affinché Hillary Clinton si candidasse, nel 2000, alle successive elezioni del Senato degli Stati Uniti, come rappresentante dello Stato di New York. La donna accettò, divenendo così la prima first lady degli Stati Uniti a candidarsi per una carica elettiva.[20] Non essendo però mai vissuta a New York prima delle elezioni del 2000, e non avendo mai partecipato attivamente alla vita politica dello Stato, fu accusata di carpetbagger dai suoi oppositori.[21] Suo avversario del Partito Repubblicano fu inizialmente l'allora sindaco di New York Rudy Giuliani, il quale però si ritirò dalla campagna elettorale dopo che gli fu diagnosticato un cancro alla prostata, venendo sostituito da Rick Lazio.

Nel corso della campagna elettorale, Hillary Clinton visitò ogni singola contea dello Stato di New York, promettendo ai cittadini di migliorare la loro situazione economica, di creare nuovi posti di lavoro e di investire nelle imprese, soprattutto in quelle del settore high-tech.[22] Le elezioni si conclusero il 7 novembre del 2000 con la vittoria dell'allora first lady, la quale ottenne il 55,27% dei voti, contro il 43,01% di Rick Lazio.[23]

Hillary Clinton ha sostenuto con forza l'azione militare statunitense del 2001 in Afghanistan, così come nell'ottobre 2002 ha votato a favore della risoluzione del Congresso sulla guerra d'Iraq, che ha autorizzato il presidente George W. Bush ad usare la forza militare contro l'Iraq.[24]

Candidatura alle Primarie del Partito Democratico per le Elezioni Presidenziali del 2008[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni primarie del Partito Democratico del 2008 (Stati Uniti d'America).

Segretario di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto ufficiale di Hillary Clinton come segretario di Stato

Quando Obama fu eletto presidente nel 2008 molti politici americani scommisero sul fatto che il neo Presidente eletto affidasse ad Hillary Clinton il Dipartimento di Stato ma più volte disse di voler rifiutare il ruolo in quanto impaziente di riprendere il posto di senatrice al Congresso. Nonostante ciò Hillary Clinton accettò il ruolo e nel gennaio 2009 giurò come 67°Segretario di Stato.

Le sfide più importanti che dovette affrontare furono la cattura di Osama Bin Laden, le crescenti minacce dell'Terrorismo, gli attacchi al Consolato di Bengasi, le sfide dei mutamenti climatici le scelte riguardanti la primavera araba, la politica del "reset" con la Russia.

Al termine del suo mandato il Segretario Clinton aveva visitato centododici Paesi e viaggiato per oltre un milione e mezzo di kilometri e acquisito una vista globale dei principali avvenimenti del XXI secolo (cit. Scelte difficili)

Hillary Clinton ha contribuito ad organizzare un regime di isolamento diplomatico e di sanzioni internazionali contro l'Iran, nel tentativo di forzare la decurtazione del programma nucleare di quel paese.

La guerra in Libia[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della prima guerra civile in Libia, Clinton è stata la principale sostenitrice (anche stando alle rivelazioni di WikiLeaks del novembre 2016)[25] dell'intervento militare della NATO nel paese in sostegno ai ribelli islamisti che combattevano il regime del leader libico Muammar Gheddafi, nonostante l'opposizione interna di alcuni settori dell'amministrazione statunitense, che l'hanno accusata di avere deliberatamente violato la legge che proibisce di condurre azioni belliche per più di 60 giorni senza l'approvazione del Congresso. Le responsabilità e le conseguenze della guerra, che ha portato al rovesciamento e all'uccisione di Gheddafi e ha visto il paese cadere preda dell'instabilità e della guerriglia tra bande, sono diventate oggetto di acceso dibattito.[26]

La guerra in Siria[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra civile in Siria, Hillary Clinton e l'amministrazione Obama hanno ripetutamente chiesto al presidente siriano Bashar al-Assad di abbandonare il potere, e si sono impegnati insieme ai governi turco, saudita e qatariota, nel fornire assistenza militare ai cosiddetti "ribelli" (che includevano anche il Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qāʿida e il futuro Stato Islamico) che si oppongono al regime di Assad in Siria.[27] Il giornalista d'inchiesta statunitense Seymour Hersh, ha accusato Hillary Clinton di aver approvato l'invio tramite la Turchia ai ribelli siriani del gas sarin impiegato nell'attacco chimico di Ghūṭa del 21 agosto 2013, di cui gli Stati Uniti e altri governi occidentali incolparono Assad nel tentativo di trovare un pretesto per l'invasione della Siria, iniziativa poi scongiurata dalla mediazione della Russia.[28][29]

Tensioni con la Russia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2011 ci sono state grandi e inaspettate proteste a Mosca dopo le elezioni parlamentari russe: le opposizioni avevano accusato il governo di brogli. Hillary Clinton, in un viaggio a Vienna, ha detto che le elezioni russe non sono state "né libere né eque" e che c'erano "gravi preoccupazioni" circa la correttezza delle elezioni, schierandosi apertamente in supporto delle proteste anti-governative.[30] Il Ministero degli Affari Esteri russo ha definito i commenti della Clinton "inaccettabili", e l'allora Primo ministro russo Vladimir Putin ha detto che Hillary Clinton ha "il tono di alcuni attivisti dell'opposizione" e che "agisce in conformità con un noto scenario e nei propri interessi politici mercenari".[31] Nuove tensioni si sono verificate in occasione della rielezione di Putin come Presidente della Russia, nel maggio 2012.

Nel 2013, quando aveva cessato di ricoprire la carica di Segretario di Stato, Hillary Clinton si è recata a Yalta, in Crimea (all'epoca non ancora annessa alla Russia) nel tentativo di convincere l'Ucraina ad entrare nell'Unione europea, alla vigilia della rivoluzione ucraina che ha portato al rovesciamento del presidente ucraino Viktor Janukovyč. Clinton ha definito la creazione dell'Unione economica eurasiatica da parte della Russia, un tentativo di "risovietizzazione" del proprio "giardino di casa".[32]

Candidatura alle Primarie del Partito Democratico per le Elezioni Presidenziali del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni primarie del Partito Democratico del 2016 (Stati Uniti d'America) ed Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016.

Pensiero politico[modifica | modifica wikitesto]

Hillary Clinton è di tendenza democratica liberale, anche se, come detto da lei stessa, preferisce definirsi "progressista".[33] Durante la campagna elettorale si è detta favorevole ai matrimoni gay, è convinta nel problema del surriscaldamento globale e di doverlo contrastare; sul fronte dell'immigrazione sarebbe disposta a formare nuovi percorsi che portino alla cittadinanza per gli irregolari già presenti da tempo negli USA.

In politica estera, Hillary Clinton ha guadagnato la fama di "falco": ha votato nel mese di ottobre 2002 a favore dell'autorizzazione all'uso della forza militare contro l'Iraq,[34] voto di cui anni dopo afferma di essersi "pentita". Ha favorito la consegna di armamenti ai ribelli nella guerra civile in Siria nel 2012 e ha chiesto il rovesciamento del presidente siriano Bashar al-Assad.[35] Ha sostenuto i bombardamenti della NATO sulla Jugoslavia nel 1999 e l'intervento militare della NATO in Libia volto a spodestare l'ex leader libico Muammar Gheddafi nel 2011.[36][37] Hillary Clinton è a favore del mantenimento dell'influenza statunitense nel Vicino Oriente.[38] Ha dichiarato dinanzi all'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) che "l'America non potrà mai essere neutrale quando si tratta della sicurezza e della sopravvivenza di Israele".[39] Clinton ha espresso sostegno al diritto di Israele a difendersi nel corso della guerra del Libano del 2006 e del conflitto tra Israele e Gaza del 2014.

Critiche e casi controversi[modifica | modifica wikitesto]

Lo scandalo Whitewater[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scandalo Whitewater.

Lo scandalo Lewinsky e il rapporto col marito[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sexgate.

Nel 1998, la relazione dei coniugi Clinton divenne l'oggetto di un gran numero di polemiche e speculazioni a seguito del cosiddetto «scandalo Lewinsky» (noto anche con la definizione di «Sexgate»), quando l'allora presidente Clinton ebbe una relazione extraconiugale con una stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky.[40] Sostenendo in seguito di essere stata ingannata dalle iniziali affermazioni del marito, il quale aveva dichiarato che non vi era stata alcuna relazione extraconiugale[41], la first lady ebbe a dire che le accuse contro il marito erano il prodotto di una «grande cospirazione dell'ala destra del Congresso»[42]. Dopo che l'evidenza degli incontri tra il presidente e la Lewinsky divenne inconfutabile, Hillary Clinton affermò risolutamente che il suo matrimonio continuava solido. In seguito, in entrambe le autobiografie dei coniugi venne rivelato che il caso Lewinsky fu un periodo molto doloroso che mise seriamente in crisi il loro matrimonio.

Bill Clinton nel 1998

Durante la maggior parte della propria carriera politica, Bill Clinton fu perseguitato dalle voci su una relazione extra-coniugale, le quali acquisirono maggiore credibilità durante lo scandalo Lewinsky. Nella sua autobiografia, l'ex presidente confermò di aver intrattenuto una «relazione che non avrei dovuto avere» con la modella e attrice Gennifer Flowers[43]. Queste rivelazioni e indiscrezioni confluirono in un insieme di reazioni pubbliche riguardanti la first lady. Alcune donne ammiravano la sua determinazione e la sua disinvoltura nella resa pubblica di fatti privati, altre simpatizzavano con lei nell'essere vittima dell'atteggiamento insensibile del marito, altre la criticavano per essere complice nel consentire le indiscrezioni riguardanti il marito oltre al fatto di non richiedere il divorzio. Nel suo libro Living History, spiega come l'amore sia la ragione che la spingeva a rimanere con il marito. «Nessuno mi capisce meglio, e nessuno mi fa ridere come lo fa Bill. Anche dopo tutti questi anni, lui è ancora la persona più interessante, energica e piena di vita che ho mai conosciuto. Bill e io abbiamo iniziato un discorso nella primavera del 1971, e più di trenta anni dopo non lo abbiamo ancora terminato».[44]

Quando l'ex presidente ebbe la necessità di affrontare una immediata operazione al cuore nell'ottobre 2004, la Clinton, senatrice per lo Stato di New York, cancellò i suoi impegni pubblici per essere al suo fianco, presso il Centro Medico della Columbia University dell'Ospedale Presbiteriano di New York.

L'attentato al consolato di Bengasi[modifica | modifica wikitesto]

Hillary Clinton fu criticata sulla malgestione degli attacchi terroristici al consolato di Bengasi in Libia dove morì anche l'ambasciatore Chris Stevens avvenuti nel periodo in cui fu Segretario di Stato

La controversia delle e-mail[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2015 fu reso noto che Hillary Clinton, nel corso del suo mandato come segretario di Stato, aveva fatto abitualmente uso del proprio mail server privato per scambiare comunicazioni istituzionali tramite posta elettronica. In particolare, fu accertato che il server personale dell'ex first lady aveva ospitato 113 messaggi contenenti informazioni riservate, tra cui 22 documenti classificati «top secret». Molti detrattori dell'ex senatrice hanno aspramente criticato tale condotta, ritenendola gravemente inappropriata e potenzialmente lesiva della sicurezza nazionale.

Nel luglio del 2016, il Federal Bureau of Investigation (FBI) portò a termine un'inchiesta formale sull'accaduto, giudicando il comportamento di Hillary Clinton «estremamente negligente» ma «non passibile di azione penale»[45].

Il 28 ottobre 2016 l'FBI annunciò la riapertura delle indagini, motivata dall'individuazione di nuovi indizi a carico dell'ex segretario di Stato[46]. Il successivo 6 novembre, a due giorni dalla data fissata per le elezioni presidenziali, il direttore dell'ente investigativo comunicò formalmente al Congresso che non erano emersi elementi «tali da modificare le conclusioni già formulate a luglio»[47][48].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2003 fu pubblicata la sua autobiografia di 562 pagine, intitolata Living History; il volume – tradotto in svariate lingue – vendette più di un milione di copie nel primo mese. La casa editrice Simon & Schuster riconobbe a Hillary Clinton un compenso di 8 milioni di dollari, un primato per l'epoca. L'audiolibro di Living History fruttò all'ex first lady la sua seconda candidatura ai premi Grammy nella categoria «miglior album parlato».
  • Nel 2014 pubblicò Hard Choices, edito da Sperling & Kupfer, saggio di politica distribuito in Italia con il titolo Scelte difficili (traduzione a cura di Irene Annoni, Elena Cantoni, Cristiana Latini e Barbara Porteri). In Scelte difficili Hillary Clinton parla di molti avvenimenti accaduti e delle sfide che ha dovuto affrontare come Segretario di Stato

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione di un componente del Senato degli Stati Uniti per lo Stato di New York (2000)
Voti %
Hillary Rodham Clinton (Partito Democratico) 3 747 310 55,27% eletta
Rick Lazio (Partito Repubblicano) 2 915 730 43,01%

Inizialmente lo sfidante repubblicano fu Rudy Giuliani, allora sindaco di New York

Elezione di un componente del Senato degli Stati Uniti per lo Stato di New York (2006)
Voti %
Hillary Rodham Clinton (Partito Democratico) 3 008 428 67,00% eletta[49]
John Spencer (Partito Repubblicano) 1 392 189 31,01%
Elezioni primarie del Partito Democratico del 2008
Voti  % Delegati
Barack Obama 17 584 692 47,31% 2 285 + ½ ottiene la candidatura
Hillary Rodham Clinton 17 857 501 48,04% 1 973

In queste elezioni primarie Hillary Clinton ottenne quasi 18 milioni di voti popolari (il miglior risultato in un'elezione primaria), ma fu Obama a vincere ottenendo la maggioranza dei delegati nei singoli Stati e il numero più alto di superdelegati favorevoli (463 su 823).

Elezioni primarie del Partito Democratico del 2016
Voti  % Delegati
Hillary Rodham Clinton 16.914.722 55,23% 2843 ottiene la candidatura
Bernie Sanders 13 206 428 43,12% 1 890

In queste elezioni primarie Hillary Clinton ha vinto la nomination democratica con il 55,23% del voto popolare, pari a 16.914.722 voti, 2843 delegati e 27 Stati vinti: Iowa, Nevada, South Carolina, Alabama, Arkansas, Georgia, Massachusetts, Tennessee, Texas, Virginia, Louisiana, Mississippi, North Carolina, Missouri, Illinois, Florida, Ohio, Arizona, New York, Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania, Kentucky, California, New Jersey, New Mexico, South Dakota e in più Washington D.C e 5 territori associati: Portorico, Guam, Isole Vergini americane, Samoe Americane e le Marianne Settentrionali.

Elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2016

Voti  % GE
Donald Trump (Partito Repubblicano) 62.979.879 46% 304
Hillary Rodham Clinton (Partito Democratico) 65.844.954 48% 227

In queste elezioni Hillary Clinton ha ottenuto circa 2 milioni e 800 mila preferenze in più di Donald Trump, ma ha perso in ragione del sistema elettorale statunitense, che segue il meccanismo dei collegi elettorali. L'ex first lady ha vinto in 21 Stati: California, Hawaii, Oregon, Washington, Nevada, Minnesota, Virginia, New Mexico, Colorado, New York, Vermont, New Hampshire, Massachusetts, Illinois, New Jersey, Maryland, Rhode Island, Connecticut, Delaware, Washington D.C. e Maine (dove ha ottenuto 3 Grandi elettori su quattro, mentre il quarto è andato a Trump, perché oltre al Nebraska questo è l'unico Stato che assegna i Grandi Elettori in modo proporzionale), per un totale di 227 grandi elettori contro i 304 del rivale

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ellis Island Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Ellis Island Medal of Honor
Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan)
— 26 gennaio 2011
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sostituta di Clinton al Senato, designata direttamente dal Governatore di New York, il democratico David Paterson.
  2. ^
  3. ^ Organizzazione scout femminile americana.
  4. ^ a b Hillary Clinton's Education, su Hillary-Rodham-Clinton.org. URL consultato il 22 agosto 2006.
  5. ^ David Brock, The Seduction of Hillary Rodham (excerpt from the book), simonsays.com, 2006. URL consultato il 5 febbraio 2007.
  6. ^ J. William Middendorf, Glorious Disaster: Barry Goldwater's Presidential Campaign and the Origins of the Conservative Movement. Basic Books, 2006, ISBN 0-465-04573-1. Page 266.
  7. ^ Hillary Rodham Clinton, su White House. URL consultato il 22 agosto 2006.
  8. ^ Una delle due uniche donne nella facoltà.
  9. ^ Trad. Ita.: "Programma di istruzione a domicilio dell'Arkansas per l'infanzia"
  10. ^ Trad.Ita.:"Fondo di difesa dei bambini"
  11. ^ "Hillary Rodham Clinton", Microsoft Encarta Online Encyclopedia 2006. Ultimo accesso: 22 agosto, 2006.
  12. ^ Chidanand Rajghatta, First Lady President?, in Verve magazine, vol. 12, nº 1, 1st quarter 2004. URL consultato il 22 agosto 2006.
  13. ^ Klein, Joe, The Republican Who Thinks Big on Health Care, Time, 4 dicembre 2005. URL consultato il 22 agosto 2006.
  14. ^ Online NewsHour: The Healthcare Debate between March 21, 1994 and the end of 1994
  15. ^ The Once and Future Hillary - TIME
  16. ^ Karen N. Peart, The First Lady: Homemaker or Policy-Maker?, Scholastic Press. URL consultato il 22 agosto 2006.
  17. ^ First Lady: Biography, su AmericanPresident.org. URL consultato il 22 agosto 2006.
  18. ^ Paul Greenberg, Israel's new friend: Hillary, born-again Zionist, Jewish World Review, 15 luglio 1999. URL consultato il 22 agosto 2006.
  19. ^ A perilous portmanteau?, su Language Log, 1º novembre 2005. URL consultato il 22 agosto 2006.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jeff Gerth e Don Van Natta, Jr., Her Way: The Hopes and Ambitions of Hillary Rodham Clinton, New York, Little, Brown and Company, 2007, ISBN 0-316-01742-6.
  • Peter Schweizer Clinton Cash: The Untold Story of How and Why Foreign Governments and Businesses Helped Make Bill and Hillary Rich [First Edition], Harper, 2015 0062369288, 9780062369284

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Predecessore Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America Successore
Condoleezza Rice 20092013 John Kerry
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