Massacro di Charleston

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Massacro di Charleston
Emanuel African Methodist Episcopal (AME) Church Corrected.jpg
La chiesa gospel dove si è compiuto il massacro.
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Luogo Charleston
Data 17 giugno 2015
21:05 – 21:11 (UTC-5)
Tipo Omicidio di massa
Morti 9
Feriti 1
Responsabili Dylann Roof
Motivazione Razzismo

Il massacro di Charleston è stata una sparatoria di massa avvenuta il 17 giugno 2015 presso la Emanuel African Methodist Episcopal Church, una chiesa gospel di Charleston, nella Carolina del Sud, nel quale Dylann Roof, di 21 anni, aprì il fuoco all'interno della chiesa, causando la morte di 9 persone e il ferimento di una. Dopo essere stato catturato, Roof dichiarò agli inquirenti che era sua intenzione scatenare una guerra razziale.[1][2][3]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa episcopale Emanuel African Methodist Episcopal Church ebbe un ruolo fondamentale nella storia della Carolina del Sud, soprattutto nell'epoca della schiavitù, dove è stata vista protagonista anche ai raduni dei movimenti per i diritti civili. Venne fondata nel 1816 ed è considerata ad oggi la più antica chiesa per afroamericani in tutta la storia degli Stati Uniti. Quando nel 1822, uno dei co-fondatori della chiesa, Denmark Vesey, era sospettato nella pianificazione di una rivolta di schiavi, 35 persone, tra cui lo stesso Vesey, vennero impiccate e la chiesa venne data fuoco. I cittadini di Charleston accettarono la richiesta di una manifestazione contro la schiavitù, che sarebbe iniziata allo scoccare della mezzanotte del 16 giugno 1822 e sarebbe proseguita il giorno seguente. La chiesa venne fatta ristrutturare subito dopo l'incendio, ma venne nuovamente danneggiata da un terremoto che colpì la città nel 1886.

L'inizio della sparatoria[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 giugno 2015, circa alle 21:05, Dylann Roof, suprematista bianco di 21 anni, si introdusse all'interno della chiesa e si sedette vicino al reverendo Clementa Pinckney (considerato uno dei simboli della cosiddetta veglia per Walter Scott, un ragazzo afroamericano disarmato ucciso da un poliziotto bianco il 4 aprile dello stesso anno, suscitando dure proteste contro la polizia), e, insieme a lui e agli altri, si inginocchiò e si mise a pregare. Ad un certo punto, Roof si alzò ed estrasse una pistola dal suo marsupio per poi iniziare a sparare. Stando a quanto riferito dai sopravvissuti al massacro, il killer, durante la sparatoria, aveva detto alle vittime: Devo farlo. Voi stuprate le nostre donne e state prendendo il sopravvento nel nostro Paese e dovete sparire e riprese a fare fuoco urlando epiteti razziali. Tra le vittime ci fu anche il reverendo Pinckney[4].

Dot Scott, presidente della sezione locale della NAACP, riferì anche che il killer aveva deciso di lasciare in vita qualche persona, in modo che uno di loro avrebbe potuto raccontare l'accaduto. Inoltre, secondo quanto visto dal figlio di una delle vittime, Roof avrebbe puntato la canna della pistola alla sua tempia e premette il grilletto, ma solo allora scoprì che l'arma era priva di munizioni.

Le vittime[modifica | modifica wikitesto]

Le vittime della sparatoria furono 9, sei donne e tre uomini, ed erano tutte afroamericane. Di seguito, la lista dei nomi delle vittime[5]:

  • Cynthia Marie Graham Hurd (54)
  • Susie Jackson (87)
  • Ethel Lee Lance (70)
  • Depayne Middleton-Doctor (49)
  • Clementa C. Pinckney (41)
  • Tywanza Sanders (26)
  • Daniel Simmons (74)
  • Sharonda Coleman-Singleton (45)
  • Myra Thompson (59)

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco di Charleston, Joseph P. Riley, Jr., ha espresso il suo cordoglio ai parenti delle vittime e in un comunicato stampa rilascia questa dichiarazione: Di tutte le città, a Charleston, una persona tanto odiosa quanto orribile che va in chiesa e uccide delle persone è qualcosa che, al di là di ogni comprensione, non si può spiegare.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso dolore, rabbia e tristezza per questa ennesima tragedia senza senso. Più tardi, a Washington D.C., Obama e sua moglie Michelle dichiarano di aver porto le proprie condoglianze ai familiari delle vittime[6][7].

Giornalisti ed esperti hanno definito il massacro un atto di terrorismo, dato il movente politico razzista.[8][9][10] Il Dipartimento di Giustizia americano ha accusato Dylann Roof di omicidio e crimini d'odio, ma non di terrorismo, pur affermando di considerare i crimini d'odio come "il terrorismo interno originario".[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Church Massacre Suspect Held as Charleston Grieves, su The New York Times, 18 giugno 2015. URL consultato il 12 novembre 2015.
  2. ^ Tracy Connor, Dylann Roof Indicted for Murder in Charleston Church Massacre, NBC News, 7 luglio 2015. URL consultato il 12 novembre 2015.
  3. ^ Nine dead in Charleston church massacre, MSNBC, 17 giugno 2015. URL consultato il 12 novembre 2015.
  4. ^ Ray Sanchez e Ed Payne, Charleston church shooting: Who is Dylann Roof?, CNN, 23 giugno 2015. URL consultato l'8 luglio 2015 (archiviato il 1º luglio 2015).
  5. ^ Nikita Stewart e Richard Pérez-Peña, In Charleston, Raw Emotion at Hearing for Suspect in Church Shooting, su The New York Times, 19 giugno 2015. URL consultato il 19 giugno 2015.
  6. ^ Obama On Charleston Shooting: 'This Type Of Mass Violence Does Not Happen In Other Advanced Countries', su The Huffington Post, 18 giugno 2015. URL consultato il 18 giugno 2015.
  7. ^ Read President Obama’s Speech on the Charleston Church Shooting, su Time, 18 giugno 2015. URL consultato il 18 giugno 2015.
  8. ^ Was what happened in Charleston terrorism?.
  9. ^ Call it terrorism in Charleston.
  10. ^ Was the Charleston Massacre an Act of Terrorism?.
  11. ^ Why Wasn’t Dylann Roof Charged With Terrorism?.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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