Razzismo negli Stati Uniti d'America

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Il razzismo negli Stati Uniti d'America è un fenomeno storico dovuto ai massicci moti d'immigrazione proveniente da territori europei, asiatici, latinoamericani ed africani agli albori del XIX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli inizi a Martin Luther King[modifica | modifica wikitesto]

L'atteggiamento di discriminazione razziale fu rafforzato dalle guerre indiane, per giustificare il genocidio, protratto per decenni, delle popolazioni pellerossa per sottrarre loro le terre: gli indiani non erano "davvero" esseri umani, e quindi nemmeno a loro si applicavano le considerazioni "umanitarie". La conquista del continente americano portò ad un totale di morti indigeni che secondo le stime più recenti oscilla tra i sessanta ed i cento milioni[1], di cui venti milioni durante le guerre indiane nel Nord America. Queste cifre lo eleggono tristemente come il più grande genocidio nella storia dell'umanità.

L'efficienza dello sterminio indiano americano portò Adolf Hitler a citarlo come esempio pratico per la soluzione finale[2] fin nella prima edizione del Mein Kampf (la mia battaglia)[3], manuale e base ideologica dell'ideologia Nazionalsocialista.

Nell'America coloniale, ancor prima che la schiavitù coloniale divenisse completamente strutturata su basi razziali, gli schiavi di origine africana erano usati a fianco degli schiavi bianchi, di solito vincolati alla condizione servile da contratti con una scadenza determinata, in gran parte firmati per pagare le spese di trasferimento nel Nuovo Mondo. Alla scadenza di tali contratti gli europei che erano sopravvissuti recuperavano la libertà (non era previsto che i neri potessero recuperare la libertà alla scadenza di un certo periodo di tempo).

A seguito di una serie di rivolte che coinvolsero questo tipo di coloni, però, negli Usa si arrivò a fare a meno degli schiavi bianchi già nel XVIII secolo, riservando la schiavitù alle persone di origine africana, che non potevano contare, a differenza dei bianchi, su solidarietà religiose e etniche da parte di componenti liberi della società bianca dominante. In questo modo, "razza" e condizione sociale vennero a coincidere negli Usa, in modo tale che ancor oggi negli Stati Uniti è difficile separare i due concetti.

Subito dopo l'indipendenza (avvenuta nel 1776) le leggi statunitensi del 1790 sulla naturalizzazione garantivano la cittadinanza solo alle "persone bianche libere", il che significava generalmente che veniva concessa solo a coloro che erano di origine anglosassone.

Quando la popolazione americana divenne culturalmente meno omogenea, verso gli anni quaranta del XIX secolo, con l'aumento dell'immigrazione dall'Europa meridionale e orientale, negli USA si rese necessario chiarire chi fossero i "bianchi". Nacque così una suddivisione di quelli che oggi sono chiamati «caucasici» in una gerarchia di diverse razze, stabilite "scientificamente", e al cui vertice erano gli anglosassoni e i popoli nordici.

Venuta meno l'utilità economica dello schiavismo negli stati industrializzati del Nordamerica, il 1º gennaio 1863 il presidente repubblicano Abraham Lincoln abolì la schiavitù con il Proclama di Emancipazione. Gli stati agricoli del sud si confederarono a difesa della schiavitù dando inizio alla guerra di secessione americana. La schiavitù terminò nell'intera federazione con la sconfitta del sud, infine il 18 dicembre 1865 fu ratificato il tredicesimo emendamento. L'abolizione della istituzione schiavistica tuttavia rafforzò e istituzionalizzò l'ideologia razzista, e a partire dagli anni 1870, con l'affermarsi delle teorie del cosiddetto «razzismo scientifico» moltissimi stati americani introdussero leggi discriminatorie (Black Codes e leggi di Jim Crow), tra cui il reato di mescolanza razziale, cioè la proibizione dei matrimoni misti e delle unioni interrazziali, ed ebbe inizio il fenomeno della segregazione razziale.

Nella maggior parte degli stati segregazionisti le persone che immigravano da Portogallo, Spagna, da una piccola parte della Francia meridionale e dalla Liguria, dall'Italia meridionale, dalla Grecia, dal Nord Africa e dal medio oriente, furono classificati diversamente dai «bianchi» e il termine «bianco» iniziò a identificare principalmente gli anglosassoni, i germanici e gli scandinavi. L'appartenenza alla razza bianca dei non-nordici (slavi, ecc.) era spesso messa in discussione. Ma erano soprattutto gli europei del sud, appartenenti alla presunta razza mediterranea, a sottostare alle condizioni peggiori, e in molti stati essi erano legalmente equiparati ai neri e privati, con diverse accentuazioni da stato a stato, dello status e dei diritti riservati ai soli bianchi. Anche gli irlandesi, a cui si attribuivano parziali origini mediterranee, erano oggetto di forte pregiudizio e discriminazione. Va però tenuto presente che in molti casi il preconcetto colpiva non tanto l'origine etnica, quanto la religione cattolica professata dagli immigrati "papisti", verso i quali la società puritana degli Usa conservava una fortissima ostilità.

Membri del Ku Klux Klan utilizzano per terrorizzare le loro vittime la croce infuocata, simbolo dell'identità cristiana da loro rivendicata

Ad ogni modo, coloro che negli Usa le trovavano utili ai loro scopi accolsero e diffusero le teorie scientifiche razziste sfornate, nel XIX secolo, dagli scienziati europei per giustificare l'avventura colonialista, che caratterizzò la maggior parte del XIX secolo. Con una differenza, però. Gli europei usavano l'ideologia razzista per conquistare e sottomettere quasi esclusivamente popolazioni non europee (e il tabù in questo senso fu tale che i francesi arrivarono - sia pure dopo infinite polemiche - a decidere che gli ebrei che abitavano l'Algeria da loro conquistata erano da considerare europei, e concessero loro la cittadinanza francese, a differenza di quanto avvenne con gli "indigeni"). Al contrario, il razzismo statunitense, come detto, fu usato soprattutto ai danni di popolazioni abitanti nello stesso continente.

La mappa dell'eugenista Madison Grant nel 1916, mostra la distribuzione delle presunte "razze europee". L'Italia è divisa in due: al nord il territorio si compone della razza nordica (indicata in rosso) e di quella alpina o celtica (in verde), al centro-sud si compone della razza mediterranea (in giallo)

Negli Usa ebbe conseguenze storiche durature, negli anni 1920, la massiccia diffusione delle teorie dell'eugenista Madison Grant che saranno più tardi la principale fonte di ispirazione per le campagne di sterilizzazione forzata ed eutanasia forzata operate dal nazionalsocialismo tedesco.

La campagna ideologica di Grant raggiungerà l'obiettivo di fare chiudere le frontiere tra il 1921 e il 1924, e a partire dal 1924 di far restringere l'immigrazione dai paesi dell'est e del sud Europa, e di ostacolare quella ebraica. Questa decisione avrebbe avuto conseguenza catastrofiche durante la Shoah, nel corso della quale gli Usa respinsero caparbiamente i profughi ebrei, accogliendone per tutta la durata dell'Olocausto meno della sola città cinese di Shanghai (30.000).

A rendere politicamente possibile ciò fu il senatore del Massachusetts, Henry Cabot Lodge[4], che fu tra i più fanatici sostenitori della Immigration Restriction League, che si opponeva all'immigrazione dei popoli di razza mediterranea. Cabot Lodge trovò il modo di aggirare la resistenza di coloro i quali non volevano limitare gli ingressi esplicitamente in base alla razza proponendo un escamotage: vietare l'ingresso agli analfabeti e modificare le quote di ingresso, stabilendo le nuove su quelle registrate oltre trent'anni prima, nel 1890. Con questa retrodatazione la quota complessiva d'ingresso dei mediterranei che avrebbe dovuto essere di diritto pari al 45% dei richiedenti fu ridotta a meno del 15% e tenendo conto che gli italiani erano il popolo più analfabeta d'Europa (con punte massime al sud) la quota riservata agli italiani divenne di molto più esigua. Per contro fu grandemente aumentata la quota consentita dai paesi nordici[4].

Dopo la crisi economica del 1929, con i disordini che ne seguirono e con il diffondersi del «pericolo comunista» la strategia politica cambiò, e negli ex stati confederati del sud, si adottarono teorie meno rigide, ispirate in gran parte da quelle europee. Così negli anni 1930, quando in quegli stati era ormai divenuto impossibile continuare a mantenere un così alto numero di immigrati europei fuori dalla élite dei bianchi - con il rischio peraltro di pericolose coalizioni coi neri - i segregazionisti estesero i diritti a tutti i «caucasici», gruppo razziale che includeva anche i mediterranei, e che era suddiviso in «White Caucasian» (caucasica bianca: anglosassoni, scandinavi e germanici) e «Caucasian» (caucasica). Oggi il termine «caucasico» viene esteso a indicare indistintamente i «bianchi», tuttavia la suddivisione in «white caucasian» e «caucasian» è ancora ufficialmente in vigore nei metodi statistici di catalogazione in uso presso le istituzioni di molti stati americani.

Tutte le altre presunte razze non caucasiche invece rimasero escluse dai diritti civili per altri venti anni. Sarà negli anni 1960, a seguito delle numerose battaglie condotte dai moltissimi movimenti per i diritti civili, all'insurrezionalismo di Malcolm X e alla famosa marcia pacifica di Martin Luther King, che le leggi sulla segregazione razziale dei neri negli Stati del sud verranno abolite dal governo federale, a quasi cento anni dalla loro entrata in vigore. Ciò avverrà nel 1964 con l'approvazione del Civil Rights Act e nel 1965 con il Voting Rights Act.

La legislazione contro i matrimoni misti[modifica | modifica wikitesto]

Fino ad allora, in una trentina di stati americani, erano proibiti e nulli legalmente i cosiddetti matrimoni misti[5], se uno dei contraenti rispondeva a precise caratteristiche, definite stato per stato:

  • Alabama (Cost., sez.102;C.1923, sez.5001-2, emend.1927, pag.219) Negro o discendente di un negro fino alla terza generazione compresa, anche se un antenato di ciascuna generazione era bianco
  • Arizona (R.C.1928, sez.2166;emend.Sess.L.1931Ch.17, p. 27;S.S.1942, Ch.12, p. 465) Negri, mongoli, indiani, indù, o membri della razza malese (nel 1942 fu soppressa la parola indiani)
  • Arkansas (Rev.Stat.Ch.94, sez.4) Negri e mulatti
  • California (Ragland, C.C.1929, sez.60,69;C.C.1937;Lake, sez.60;Stat.1933.p. 561) Negri, mongoli, mulatti o membri della razza malese
  • Colorado (Comp.L.1921;G.S.sez.2248) Negri o mulatti
  • Delaware (R.C.L.1915, sez.2992;emend.della Sess.L.1921, p. 578) Negro o mulatto
  • Florida (Cost., art.16, sez.24;R.G.S.1920, sez.3938-41,3944,5419-23) Qualsiasi negro (persona avente 1/8 o più di sangue negro)
  • Georgia (C.1926, C.C.sez.2941;Supp.1930, sez.2177-79(20)) Persone di discendenza africana; tutti i negri, i mulatti, i meticci, e i loro discendenti, aventi nelle vene una accertabile traccia di sangue negro o africano, indiano occidentale o indiano asiatico; mongoli
  • Idaho (Comp.St.1919, sez.4596, emend.della Sess.L.1921, Ch.115, sez.I, p. 291) Mongoli, negri o mulatti
  • Indiana (Burns, Ann.St.1926, sez.2880,9862,9863) Persone aventi 1/8 o più di sangue negro
  • Kentucky (Carroll, St.1922, sez.2097,2144;1928, C.156) Negro o mulatto
  • Louisiana (C.C., sez.94-95;1947 Supp. a Marr. Ann.R.S., pp. 396–1102) Persone di colore; sono proibiti i matrimoni con indiani e con negri
  • Maryland (Bagby, Ann.C.1924, art.27, sez.358,365,445;emend.L.1935, Ch.60, p. 101) Negro o persona di discendenza negra fino alla terza generazione compresa, o membro della razza malese
  • Mississippi (Cost., sez.263;C.1930, sez.1103,2361) Negro o mulatto o mongolo, o persona avente 1/8 o più di sangue negro o mongolo
  • Missouri (R.S.1929, sez.2974,4263) Persone aventi 1/8 o più di sangue negro; mongoli
  • Montana (R.C.1921, sez.5700-5702) Negro o persona di sangue negro o in parte negro; persona cinese; persona giapponese
  • Nebraska (Comp.St.1922, sez.1491;1929;sez.42-103) Persona avente 1/8 o più di sangue negro, giapponese o cinese
  • Nevada (Comp.L.1929, sez.10197-98) Qualunque persona di razza etiope o negra, di razza malese o bruna, di razza mongola o gialla
  • North Carolina (Cost.art XIV, sez.8;Consol.St.1919, sez.2495,4340) Negro o indiano; o persona di discendenza negra o indiana fino alla terza generazione compresa
  • North Dakota (Comp.L.1913, sez.9582-83,9586) Negro (persona avente 1/8 o più di sangue negro)
  • Oklahoma (Comp.St.1921, sez.7499-7500;1931, sez.1677) Qualsiasi persona di discendenza africana
  • Oregon (C.1930, sez.6(902),14(840),14(841),33(102)) Qualsiasi negro, cinese, o qualsiasi persona avente 1/4 o più di sangue negro, cinese o kanaka (hawaiano), o più di 1/2 di sangue indiano
  • South Carolina (Cost.art.III, sez.33;C.1922, Dr.L., sez.378;C.C., sez.5536) Un indiano o un negro o qualsiasi mulatto, meticcio o mezzo sangue
  • South Dakota (Comp.L.1929, sez.128-30) Qualsiasi persona appartenente alla razza africana, coreana, malese o mongola
  • Tennessee (Cost.art.XI, sez.14;Thomson, Shannon's C. 1917, sez.4186-87) Africani o discendenti di africani fino alla terza generazione compresa
  • Texas (Baldwin, St.Completo 1925, C.C., sez.4607;P.C., sez.492-94) Negro o mongolo
  • Utah (Comp., L.1927, sez.2967) Negro o mongolo
  • Virginia (C.1930, sez.4540,4546,5087,5099a; Michie Code 1942, sez.5087) Persone di colore; aventi sangue non caucasico in misura superiore alla sedicesima parte
  • West Virginia (Barnes, Ann.C.1923, Ch.64, sez.I;Ch.149, sez.8) Negro
  • Wyoming (Comp.St.1920, sez.4972-73;R.S.1931, sez.68-118) Negri, mulatti, mongoli o malesi

Nonostante tali leggi contravvenissero palesemente alle disposizioni dell'articolo I, sezione 10, della Costituzione americana, la Corte Suprema degli Stati Uniti non prese mai una decisione nei loro confronti.

La questione razziale oggi[modifica | modifica wikitesto]

Sono oggi frequenti e numerosi gli episodi di razzismo e di discriminazione contro i neri, le cui condizioni per quanto riguarda l'accettazione sociale sono notevolmente migliorate rispetto a tempi più remoti, ma che economicamente continuano a soggiacere a maggiore povertà.

Il massiccio afflusso quotidiano di immigrati illegali dal confine con il Messico ha invece ingigantito le forme di ostilità razzista contro gli ispanici latino-americani.

A dimostrare quanto l'ideologia razzista abbia fatto presa anche a livello di cultura popolare statunitense, dove spesso ha sostituito il concetto di "classe sociale" nei conflitti sociali, resta ancora oggi una disponibilità da parte dei cittadini statunitensi a definirsi a vicenda o addirittura autodefinirsi in termini di "razza" o "etnicità". Un atteggiamento peraltro sanzionato dai censimenti, che chiedono espressamente ad ogni cittadino di definire la "razza o etnicità" a cui appartiene.

Fa eccezione la comunità latino-americana che, con i suoi tassi di meticciato relativamente elevati, dimostra di fare riferimento a un concetto di "razza" diverso da quelli prevalenti nella maggioranza "bianca" della popolazione statunitense.

Fino alla seconda parte del secolo XX si è avuta la divisione delle sacche di sangue destinate alle trasfusioni, in base alla razza del donatore, operata anche dalla Croce Rossa statunitense.[6][7] Dal 2014 sembra si sia riaperta la questione razziale negli Stati Uniti, da quando alcuni agenti di polizia uccisero un ragazzo di colore disarmato. Proprio 2014 si susseguono in diversi momenti continui attacchi della polizia contro gente di colore disarmata, tanto da portare il presidente Obama ad alcune azioni risolutive contro la polizia americana. Uno degli omicidi più significativi è avvenuto proprio durante il giorno di Selma il 7 marzo quando un poliziotto spara e uccide un diciannovenne. Il giovane, identificato come Anthony "Tony" Robinson era disarmato, a rendere nota la notizia è stata la polizia locale, spiegando che il ragazzo era sospettato per una recente aggressione. Dopo il tragico episodio decine di persone sono scese in piazza nella città di Madison per manifestare contro la polizia. Una vicenda che rischia inasprire una situazione già difficile, riaccendendo le tensioni razziali nel Paese. L'ultimo omicidio è avvenuto in South Carolina, dove il 4 marzo un agente di polizia bianco apre il fuoco in pieno giorno in un parco pubblico uccidendo un afro-americano Walter L. Scott, di 50 anni. Il poliziotto Michael T. Slager, aveva dichiarato di aver temuto per la sua vita quando l'uomo, durante un diverbio per una violazione stradale sabato (la sua auto era stata fermata per un fanalino rotto) era riuscito a prendere il taser dell'agente. Ma un video mostra l'agente Slager che spara per otto volte contro l'uomo in fuga e disarmato. Le immagini erano state registrate con un telefonino da un passante, che le aveva poi fatte pervenire alla famiglia Scott. Il New York Times ha avuto accesso al video, pubblicandolo sul suo sito.

L'agente Slager è stato incriminato con l'accusa di omicidio di Stato[8].

La classificazione dell'Istituto statistico[modifica | modifica wikitesto]

Il governo americano ha provveduto a dare una definizione di razza per il sistema di censimento della popolazione, in base al quale le persone vengono suddivise per "razza o etnicità".[9] Per il censimento del 2000, le persone avevano la possibilità di autoidentificarsi nel gruppo razziale/etnico che sentivano più vicino. Gli ispanici, per esempio, rientravano come gruppo etnico anziché razziale per via della forte mescolanza all'interno delle loro comunità.[10][11]

Le categorie definite dall'US Census non devono essere considerate presupposti per una diversificazione delle persone su base scientifica o antropologica, dal momento che si tratta di costrutti sociopolitici per meglio interpretare la situazione demografica.[9] Le suddivisioni variano da un censimento all'altro, e oltre che tener conto del gruppo d'appartenenza vengono inclusi anche i dati riferiti al paese d'origine.[12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISBN David E. Stannard, Olocausto americano. La conquista del Nuovo Mondo, ed. orig. 1993, trad. dall'inglese di Carla Malerba, Bollati Boringhieri, Torino
  2. ^ Domenico Losurdo, Il revisionismo storico. Problemi e miti, Laterza, Roma-Bari, 1996
  3. ^ Adolf Hitler, Mein Kampf, ed Lucciola, 1992
  4. ^ a b Stella, Gian Antonio (2002) L'Orda - Quando gli albanesi eravamo noi. Edizioni Rizzoli, Milano (Capitolo II). ISBN
  5. ^ Appendice IV di La razza Analisi di un mito di Ashley Montagu, Einaudi 1966 PBE Scienza
  6. ^ * Claudio Pogliano, Gennaio 2005 L'ossessione della razza Edizioni della Normale, Pisa, Pacini Editore, pagine 505
  7. ^ *Ernesto Galli della Loggia, 1980, Sezione dedicata al Razzismo, Enciclopedia Europea, Garzanti.
  8. ^ Goldie Taylor, Why Are the Feds Charging Michael Slager, the Cop Who Killed Walter Scott?, su The Daily Beast, 12 maggio 2016. URL consultato il 04 ottobre 2016.
  9. ^ a b Revisions to the Standards for the Classification of Federal Data on Race and Ethnicity
  10. ^ U.S. Census Bureau Guidance on the Presentation and Comparison of Race and Hispanic Origin Data, census.gov. URL consultato il 5 aprile 2007.
    «Race and Hispanic origin are two separate concepts in the federal statistical system.
    People who are Hispanic may be of any race. People in each race group may be either Hispanic or Not Hispanic. Each person has two attributes, their race (or races) and whether or not they are Hispanic.».
  11. ^ Overview of Race and Hispanic Origin: 2000 (PDF), census.gov. URL consultato il 5 aprile 2007.
    «The federal government considers race and Hispanic origin to be two separate and distinct concepts. For Census 2000, the questions on race and Hispanic origin were asked of every individual living in the United States ... Hispanics may be of any race.».
  12. ^ The American FactFinder
  13. ^ Introduction to Race and Ethnic (Hispanic Origin) Data for the Census 2000 Special EEO File

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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