Estrema sinistra

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L'estrema sinistra (chiamata anche sinistra radicale)[1] è una posizione dello spettro politico, riferita generalmente a gruppi, movimenti e partiti della sinistra più radicale,[2] che oggi fanno riferimento a ideologie o filosofie quali il comunismo, il socialismo, l'ecosocialismo, il marxismo, il trotskismo, il marxismo-leninismo, l'internazionalismo, l'anarchismo ed il femminismo.[3] In sintesi, sono catalogabili come di "estrema sinistra" quei soggetti o gruppi che mirano al rovesciamento tramite una rivoluzione del capitalismo con una conseguente instaurazione di una società egualitaria e collettivista, in opposizione al riformismo dei moderni partiti di centro-sinistra e/o sinistra.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Il "pugno alzato" o "pugno chiuso" è un comune simbolo degli attivisti di estrema sinistra.

L'estrema sinistra, talvolta chiamata sinistra radicale è estremamente vaga poiché affonda le sue radici in ideologie contrastanti, che vanno dal sostenere un maggiore statalismo al richiedere l'assenza di uno stato. Si nota soprattutto perché si oppone alla globalizzazione ed alla "sinistra di governo", ovvero quei partiti perlopiù socialdemocratici che hanno progressivamente abbandonato i temi storici della sinistra per un maggior supporto al libero mercato ed ai temi etici (es. matrimonio omosessuale).

Oggi le tesi condivise all'interno della sinistra radicale e i valori ufficialmente dichiarati dai maggiori partiti della sinistra radicale sono la laicità, il pacifismo, l'ambientalismo, la critica all'imperialismo e agli eccessi del capitalismo, la solidarietà verso i popoli del terzo mondo e verso le fasce più deboli della popolazione (come gli immigrati), e, ovviamente, la difesa dei diritti dei lavoratori. La sinistra radicale è anche legata al variegato movimento no-global.

Nell'estrema sinistra vi sono essenzialmente due filoni: uno socialista-comunista (leninismo, ecosocialismo, ecc.) e l'altro anarchico (anarco-comunismo, mutualismo, anarco-individualismo ecc.).

A causa della vastità della galassia dell'estrema sinistra, con centinaia di organizzazione e movimenti, vi è anche una sostanziale differenza dei mezzi con cui ottenere i propri obiettivi: vi possono essere partiti politici come La Sinistra (Germania), Partito della Rifondazione Comunista (Italia) e SYRIZA (Grecia) che accettano di cambiare il sistema capitalista con una "rivoluzione democratica" partecipando a regolari elezioni così come gruppi terroristici che mirano ad una rivoluzione armata e violenta per instaurare una società comunista, come lo furono l'OLP (Palestina), Brigate Rosse (Italia) e RAF (Germania).

Per quel che riguarda la Francia, il Partito Comunista Francese, fino agli anni 1980 considerato all'estrema sinistra dello spettro politico francese, accettò un'alleanza con il Partito Socialista di François Mitterrand prima e Lionel Jospin poi.

In generale, i partiti di estrema sinistra che rifiutano la democrazia e le elezioni sono i movimenti anarchici e trotskisti.[4] In ambito artistico-culturale, l'estrema sinistra era rappresentata dal situazionismo.

Partiti Politici e movimenti[modifica | modifica wikitesto]

Italia

Soprattutto negli anni di piombo, l'attività sovversiva della sinistra extraparlamentare si è fatta più intensa, tra i gruppi più noti ci sono le Brigate Rosse e Lotta Continua.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Organizzazioni armate di sinistra in Italia.

Sinistra radicale è una locuzione polirematica indicante una categoria politica riferita all'area parlamentare che si trova tra sinistra ed estrema sinistra [5]

Il termine radicale nasce nel XVIII secolo per indicare quei partiti politici che esprimono favore o perseguono strategie volte prevalentemente al riformismo e al mutamento dell'ordine sociale. Durante il XIX secolo iniziò ad essere impiegato come riferimento a quelle formazioni politiche di sinistra, di stampo progressista. Dopo la caduta del muro di Berlino e l'implosione del blocco Sovietico, questi movimenti politici, si sono caratterizzati in Italia per un profondo cambiamento d'ideologia e di proposte politiche. Intorno agli inizi degli anni 2000, sulla falsariga dell'utilizzo americano del termine radical, il suo significato viene sempre più legato al fenomeno dei nuovi movimenti di massa come quello no-global, o del cosiddetto popolo di Seattle.

I partiti italiani comunemente identificati dai media con la locuzione sinistra radicale sono il Partito della Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani. Dopo la caduta del Governo Prodi II, i partiti della sinistra radicale nelle successive elezioni hanno tentato un percorso comune, tentando di presentarsi, in diverse forme, in un'unica lista elettorale: la Sinistra l'Arcobaleno alle elezioni politiche del 2008 e Rivoluzione Civile a quelle del 2013.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Sinistra radicale, che fare di quel 15%?", Articolo di Asor Rosa su Il Manifesto, 14 luglio 2004
  2. ^ Serge Cosseron, Dictionnaire de l'extrême gauche, Éditions Larousse, 2007, p. 20.
  3. ^ (FR) EXTRÊME GAUCHE, Encyclopedia Universalis.
  4. ^ Nelly Haudegand e Pierre Lefébure, Dictionnaire des questions politiques, éditions de l'Atelier, 2000, p. 101-103.
  5. ^ "Sinistra radicale, che fare di quel 15%?", Articolo di Asor Rosa su Il Manifesto, 14 luglio 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]