Democrazia liberale

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La democrazia liberale è una forma di stato e di governo che si fonda sul principio della separazione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

La democrazia liberale promuove e protegge i diritti e le libertà individuali (libertà di parola, di associazione, di religione e di proprietà) attraverso una costituzione. In origine in nessuna democrazia liberale il suffragio era universale (solo maschile, basato sul censo o ristretto ad alcuni gruppi etnici). Tutte le democrazie liberali odierne garantiscono invece - fatta salva la cittadinanza - il diritto di voto per tutti gli adulti, indipendentemente dal genere, dall'etnia e dai diritti di proprietà.[1]

Le elezioni debbono svolgersi in modo libero e ad esse, in virtù del principio di pluralismo, possono partecipare più partiti in competizione tra loro. La Costituzione è intesa come il limite all'autorità del governo e come garanzia dello stato di diritto. L'autorità di governo è legittimamente esercitata solo se ciò avviene nel rispetto di leggi scritte, approvate e pubblicate in conformità alla Costituzione. Molte democrazie adottano forme di federalismo in modo da attuare una "separazione verticale dei poteri" volta a evitare gli abusi del governo, distribuendo le competenze tra i vari livelli di governo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carter, April - Stokes, Geoffrey, Liberal democracy and its critics. Perspectives in contemporary political thought, Polity Press, Cambridge (UK) 1998
  • Compagna, Luigi, Dal costituzionalismo liberale alla democrazia politica, Giuffrè, Milano 1988
  • Cofrancesco, Dino, La democrazia liberale (e le altre), Rubettino, Soveria Mannelli (CZ) 2003
  • Dunleavy, Patrick - O'Leary, Brendan, Theories of the state. The politics of liberal democracy, New Amsterdam, New York 1989
  • Macpherson, Crawford, La vita e i tempi della democrazia liberale, Il Saggiatore, Milano 1977
  • Montesquieu, Charles Louis, Lo spirito delle leggi, UTET, Torino 1952
  • Salvadori, Massimo, La democrazia liberale, Opere Nuove, Roma 1958

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ F. Fukuyama, La fine della storia e l'ultimo uomo, Milano, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]