Partito Comunista di Grecia
| Partito Comunista di Grecia | |
|---|---|
| (EL) Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας (Kommounistikó Kómma Elládas) | |
| Leader | Dīmītrios Koutsoumpas |
| Stato | |
| Sede | 145 Leof. Irakliou, 142 31 Atene (Nea Ionia) |
| Abbreviazione | KKE |
| Fondazione | 4 novembre 1918 |
| Ideologia | Comunismo[1] Marxismo-leninismo[2] Euroscetticismo[3][4] |
| Collocazione | Sinistra[5][6]/Estrema sinistra[7] |
| Partito europeo | Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa (2013-2023) Azione Comunista Europea (2023-) |
| Gruppo parl. europeo | Non iscritti |
| Affiliazione internazionale | Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai |
| Seggi Parlamento Ellenico | |
| Seggi Europarlamento | |
| Seggi Periferie della Grecia | 48 / 703
|
| Seggi Sindaci | 4 / 332
|
| Organizzazione giovanile | Gioventù Comunista di Grecia[8] |
| Sito web | www.kke.gr |
Il Partito Comunista di Grecia (in greco: Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας, Kommounistiko Komma Elladas; IPA: [komunistiˈko ˈkoma eˈlaðas]), meglio conosciuto con l'acronimo di KKE (pronunciato spesso dai Greci kappa-kappa-epsilon o ku-ku-eh), è un partito politico greco d'ispirazione marxista-leninista. Si pone come obiettivo l'abbattimento della società capitalista e l'instaurazione del comunismo. Il KKE è anti-imperialista ed euroscettico e sostiene la necessità di uscire dalla NATO, dall'euro e dall'Unione europea, organizzazioni intese come rappresentazione degli interessi del capitalismo.
È il più vecchio partito sulla scena politica greca: venne fondato il 4 novembre 1918 con la denominazione di Partito Socialista del Lavoro di Grecia[9]. Il KKE rivendica l'esperienza del socialismo attuato in Unione Sovietica fino alla guida di Stalin, considerando invece revisionista e corresponsabile del crollo dell'URSS la dirigenza sovietica da Nikita Chruščëv in poi.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Dalla fondazione alla proibizione
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Il partito venne fondato il 4 novembre 1918 con il nome di SEKE (ΣEKE: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα Ελλάδας = Partito Socialista del Lavoro di Grecia) da Abraham Benaroya[10]. Il primo Comitato centrale era composto da N. Dimitratos, D. Ligdopoulos, M. Sideris, A. Arvanitis e S. Kokkinos. La fondazione del KKE è il risultato politico degli oltre 60 anni di lotte di piccoli gruppi anarchici, socialisti e comunisti che, seguendo l'esempio della Comune di Parigi, si proponevano come obiettivi immediati l'aumento dei salari, l'introduzione del giorno lavorativo di 8 ore in Grecia e la formazione di organizzazioni sindacali[11].
Con il suo secondo Congresso, la SEKE decise di aderire alla Terza Internazionale e prese il nome di SEKE-K (ΣEKE-K: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα Ελλάδας-Κομμουνιστικό = Partito Socialista del Lavoro di Grecia-Comunista)[12][13]. Il nuovo comitato centrale era composto da N. e P. Dimitratos, Y. Kordatos, G. Doumas e M. Sideris.
Nel corso del terzo Congresso straordinario (1924), il SEKE-K divenne KKE e adottò il marxismo-leninismo e il centralismo democratico. La messa al bando da parte del dittatore Metaxas nel 1936 fece sì che il KKE fosse già in clandestinità quando la Grecia fu invasa dall'Italia fascista e fu così coinvolta nella seconda guerra mondiale[14]. Il Partito Comunista di Grecia fu proibito, salvo rari e brevi periodi, fino al 1974[15].
Seconda guerra mondiale e guerra civile
[modifica | modifica wikitesto]La Resistenza
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso della seconda guerra mondiale, il KKE controllava il principale movimento di resistenza, l'EAM[16] (Εθνικό Απελευθερωτικό Μέτωπο = Fronte nazionale di liberazione greco). Regioni molto vaste furono liberate nel corso della lotta e non furono più controllate dagli invasori italiani e tedeschi ma amministrate dall'EAM. Qui, nonostante l'egemonia dei comunisti, le idee socialiste non furono imposte; non vi fu né la riforma agraria né la collettivizzazione dei mezzi di produzione.
Fu invece attuata una forma di larga autonomia amministrativa, che proseguiva anche la tradizione greca fin dai tempi dell'Impero ottomano e si legava alla tradizionale sfiducia dei greci nei confronti del potere centrale. In tal modo il KKE tentava un esperimento di larga democrazia decentrata, giustificato dalle esigenze della guerra (quando il potere centrale era nelle mani dell'occupante) ma lontano dalla centralizzazione del comunismo staliniano.[17]
La guerra civile
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Molto importante nella resistenza al nazismo e al fascismo[20], il KKE non poteva accettare il ritorno di un regime monarchico e reazionario, appoggiato e protetto da britannici e statunitensi; tanto più se si considera che quel governo monarchico aveva trascorso tutta la guerra in esilio, lontano dall'evoluzione della realtà greca. D'altra parte gli occidentali non potevano accettare un forte partito comunista in Grecia.
Si deve anche considerare che nel corso della conferenza di Teheran (novembre-dicembre 1943) Churchill e Stalin avevano deciso il destino della Polonia e della Grecia: l'una nel blocco filo-sovietico, l'altra in quello occidentale. Tutto ciò condusse ad una dura e sanguinosa guerra civile. Essa durò fino al 1949, con particolari caratteri di largo appoggio popolare (perfino da parte della Chiesa Ortodossa Greca) e di grande moderazione nell'attuazione delle riforme socialiste, come la socializzazione dei beni.
Al termine della guerra civile moltissimi comunisti greci si rifugiarono nei paesi del campo socialista per sfuggire alla repressione e alle condanne[21]. Infatti la repressione contro il KKE non si fermò con la fine della guerra civile e migliaia di militanti e quadri dirigenti furono torturati o assassinati come Nikos Beloyannis, uno dei leader del partito, che fu arrestato, torturato e giustiziato nel 1952[22][23].
Scissione del KKE interno
[modifica | modifica wikitesto]Durante la Dittatura dei colonnelli, il KKE si scisse in due. Alcuni militanti condannarono la violenta repressione della Primavera di Praga. Si avvicinarono dunque alla linea del cosiddetto eurocomunismo, i cui maggiori rappresentanti erano i comunisti italiani; molti militanti comunisti greci, peraltro, vivevano in esilio in Italia e avevano stretti rapporti con il PCI. Questo gruppo prese il nome di KKE dell'interno[24][25] ("ΚΚΕ εσωτερικού") e chiamarono polemicamente KKE dell'esterno coloro che continuavano a far riferimento a Mosca.
Gli eredi del KKE-interno costituirono nel 1991 il movimento Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia, oggi confluito nella Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA).
Legalizzazione
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Nel 1974, Kōnstantinos Karamanlīs legalizzò il Partito comunista greco. Esso entra a far parte ufficialmente dell'EDA (Ενιαία Δημοκρατική Αριστερά), Unione Democratica della Sinistra, che aveva già sostenuto durante la proibizione e la clandestinità. Da allora e fino al 1989 il KKE ebbe intorno al 10% dei voti nelle elezioni politiche.
Nel 1989 il KKE entrò in una larga coalizione di sinistra, la Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia (Συνασπισμός της Αριστεράς και της Προόδου): Synaspismos che costituiva anche il tentativo di riconciliazione tra il KKE e il KKE dell'interno. Il Synaspismos entrò in un governo con il partito di destra Nea Dimokratia, pur di impedire al PASOK di Andreas Papandreou (accusato di corruzione[26]) di restare al potere. Ciò non fu accettato da molti elettori, che smisero di votare il KKE e il Synaspismos.
Dopo il 1993 i voti precipitarono intorno al 6% per poi risalire all'8% circa; con questi consensi, resta il terzo partito del Parlamento Greco.
Periodo dal 2004 - 2009
[modifica | modifica wikitesto]Alle Elezioni parlamentari in Grecia del 2004 il KKE ottiene 12 seggi[27]. Alle elezioni legislative del settembre 2007, il KKE ha superato l'8% dei voti e ottenendo 22 deputati, confermandosi così il terzo partito di Grecia[28].
Alle elezioni anticipate del 2009, il KKE ha ottenuto oltre l'8% dei voti, confermando il trend di crescita degli ultimi anni e ottenendo 21 seggi[29].
Le amministrative del 2010
[modifica | modifica wikitesto]Nelle amministrative del 2010, il KKE ha ottenuto una forte affermazione, raggiungendo una media di consensi dell'11%.[30]
Le elezioni politiche del 2012
[modifica | modifica wikitesto]Il KKE partecipa alle elezioni parlamentari in Grecia del maggio 2012, ottenendo l'8,5% dei voti: ciò gli consente di avere 26 seggi sui 300 totali. Il partito, fortemente euroscettico, non accetterà di entrare in coalizione né con Nuova Democrazia né con il PASOK, e neppure con SYRIZA[31][32][33][34]. Alle elezioni parlamentari in Grecia del giugno 2012 il KKE ottiene il 4,5% dei consensi, facendo perdere al partito 14 seggi, mantenendone 12 al Parlamento Ellenico. Il KKE non entrerà nel governo di unità nazionale di Antōnīs Samaras, formato da ND, PASOK e DIMAR[35].
Le elezioni politiche del 2015
[modifica | modifica wikitesto]Con la mancata elezione dell'ex commissario europeo Stavros Dimas come presidente della Repubblica di Grecia, cade il governo di coalizione Nd-Pasok presieduto da Antōnīs Samaras ed il Paese torna alle elezioni anticipate a gennaio 2015.
Le elezioni sono vinte da SYRIZA che ottiene il 36% pari a 149 seggi senza però la maggioranza assoluta. Il KKE ottiene il 5,5% pari a 15 deputati e nonostante sia in calo rispetto al 6,1% delle europee 2014 diventa quinto partito del Paese dietro a Il Fiume, partito di centrosinistra europeista alla sua prima elezione politica. Nonostante sia dato in procinto di entrare nel governo presieduto da Alexīs Tsipras per una alleanza tra SYRIZA e KKE decide di rimanere all'opposizione mentre Tsipras formerà un esecutivo con gli indipendentisti greci di destra di ANEL.
Dopo le dimissioni di Alexīs Tsipras da primo ministro, il Paese si avvia ad elezioni anticipate in settembre. Il KKE consolida il suo 5,6% con 301.632 voti, risultando il quinto partito.
Le elezioni del 2019
[modifica | modifica wikitesto]Alle elezioni europee del Maggio 2019 il KKE mantiene due eletti nonostante un calo nei voti assoluti[36]. Gli eletti mantengono la decisioni di non aderire a nessun gruppo parlamentare[37][38].
Anche alle elezioni politiche del Luglio 2019 il KKE subisce un lieve arretramento nei voti assoluti, ma mantiene un gruppo parlamentare di 15 eletti[39] all'opposizione del nuovo governo guidato da Nuova Democrazia[40].
Ideologia
[modifica | modifica wikitesto]Il KKE si descrive come un partito rivoluzionario che vuole costruire una società socialista-comunista attraverso la dittatura del proletariato.[41] Oltre ad essere un partito comunista, è stato anche descritto come stalinista,[42] nazionalista o nazionalista di sinistra,[43] nazionalista economico,[44] socialmente conservatore,[45][46][47][48][49][50][51] culturalmente conservatore,[52][53][54][55] e antimperialista.[56][57] È inoltre un partito euroscettico: il KKE si è infatti battuto contro l'ingresso della Grecia nella Comunità europea (ora Unione europea) ed ha anche chiamato al voto contro il Trattato di Maastricht e l'allargamento dell'Unione[58].
Rapporti internazionali
[modifica | modifica wikitesto]Il KKE ha rapporti con molti partiti comunisti dell'area marxista-leninista, come ad esempio il Partito Comunista di Cuba e il Partito Comunista del Venezuela. Intratteneva inoltre rapporti regolari con le FARC-EP[59].
In occasione del 3º congresso della Sinistra europea, tenutosi a Parigi dal 3 al 5 dicembre 2010, ha espresso una posizione nettamente critica alla stessa esistenza di un partito europeo, auspicando per converso «il rafforzamento della cooperazione su un piano paritario tra partiti comunisti e operai in Europa, sulla base del marxismo-leninismo e dell'internazionalismo proletario, indipendentemente dai termini e dalle condizioni fissate dall'UE»[60]. Proprio per questo il KKE si è successivamente distaccato dalla Sinistra Europea e ha contribuito alla creazione dell'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa[61], esistita tra il 2013 e il 2023[62], e in seguito dell'Azione Comunista Europea[63].
In Italia ha avuto in passato come referente il Partito Comunista[64], che grazie all’inclusione del simbolo del corrispettivo ellenico nel proprio contrassegno ha potuto presentarsi alle elezioni europee del 2019 senza bisogno di raccogliere firme[65], salvo poi interrompere i rapporti nel 2023 in favore del Fronte Comunista, partito anch'esso aderente all'ACE[66].
Scissioni
[modifica | modifica wikitesto]- 1964 – Organizzazione dei Marxisti-Leninisti di Grecia, (nel 1976 confluisce nel Partito Comunista di Grecia (marxista-leninista) (KKE (ml)) e nel Partito Comunista Marxista-Leninista di Grecia (ML KKE))
- 1968 – Partito Comunista di Grecia dell'Interno (KKE interno), (nel 1987 confluisce in Sinistra Ecologista Comunista Rinnovatrice (AKOA) e Synaspismos)
- 2004 – Movimento per l'Unità d'Azione della Sinistra (KEDA)
Primi segretari e segretari generali
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- Nikolaos Dimitratos (novembre 1918 – febbraio 1922), espulso dal partito con l'accusa di "comportamento sospetto"
- Yanis Kordatos (febbraio-novembre 1922)
- Nikolaos Sargologos (novembre 1922 – settembre 1923), espulso dal partito con l'accusa di "spionaggio"
- Thomas Apostolidis (settembre 1923 – dicembre 1924), espulso dal partito con l'accusa di "opportunismo"
- Pandelis Pouliopoulos (dicembre 1924 – settembre 1925)
- Eleftherios Stavridis (1925–1926), espulso dal partito con l'accusa di posizione politica filo-borghese
- Pastias Giatsopoulos (settembre 1926 – marzo 1927), espulso dal partito con l'accusa di "liquidarismo"
- Andronikos Chaitas (marzo 1927 – 1931), espulso dal partito e giustiziato in Unione Sovietica nel 1938
- Nikos Zachariadis (1931–1936), primo mandato
- Andreas Tsipas (luglio 1941 – settembre 1941)
- Georgios Siantos (gennaio 1942 – maggio 1945), ad interim fino al ritorno di Zachariadis
- Nikos Zachariadis (maggio 1945 – marzo 1956), secondo mandato
- Apostolos Grozos (marzo – giugno 1956)
- Kostas Koligiannis (giugno 1956 – dicembre 1972)
- Charilaos Florakis (dicembre 1972 – luglio 1989)
- Grigoris Farakos (luglio 1989 – febbraio 1991), si è dimesso dal partito per unirsi a Synaspismos
- Aleka Papariga (febbraio 1991 – aprile 2013)
- Dimitris Koutsoumpas (dall'aprile 2013)
Congressi
[modifica | modifica wikitesto]- Primo Congresso Socialista Panellenico (congresso di fondazione del SEKE) – novembre 1918, Pireo
- II Congresso – aprile 1920, Atene
- Congresso pre-elettorale straordinario – settembre 1920, Atene
- Congresso straordinario – ottobre 1922, Atene
- Congresso pre-elettorale straordinario – settembre 1923, Atene
- III Congresso (straordinario) – 26 novembre-3 dicembre 1924, Atene
- III Congresso (ordinario) – marzo 1927, Atene
- IV Congresso – dicembre 1928, Atene
- V Congresso – marzo 1934, Atene
- VI Congresso – dicembre 1935, Atene
- VII Congresso – ottobre 1945, Atene
- VIII Congresso – agosto 1961 (illegale)
- IX Congresso – dicembre 1973 (illegale)
- X Congresso – maggio 1978
- XI Congresso – Dicembre 1982, Atene
- XII Congresso – maggio 1987
- XIII Congresso – 19-24 febbraio 1991, Atene
- XIV Congresso – 18-21 dicembre 1991, Atene
- XV Congresso – 22-26 maggio 1996, Atene
- XVI Congresso – 14-17 dicembre 2000, Atene
- XVII Congresso – 9-12 febbraio 2005, Atene
- XVIII Congresso – 18-22 febbraio 2009, Atene
- XIX Congresso – 11-14 aprile 2013, Atene
- XX Congresso – 30 marzo – 2 aprile 2017, Atene
- XXI Congresso – 24-27 giugno 2021, Atene
Le delegazioni del KKE parteciparono alle conferenze internazionali dei partiti comunisti e operai (1957, 1960, 1969, Mosca). Il KKE accettò i documenti approvati durante le conferenze.
Risultati elettorali
[modifica | modifica wikitesto]| Elezione | Voti | % | Seggi | Posizione |
|---|---|---|---|---|
| Parlamentari 1989 | 734,552 | 10,97 | 21 / 300
|
Maggioranza |
| Parlamentari 1990[N 1] | 677.059 | 10,28 | 15 / 300
|
Opposizione |
| Parlamentari 1993 | 313.087 | 4,54 | 9 / 300
| |
| Parlamentari 1996 | 380.167 | 5,61 | 11 / 300
| |
| Parlamentari 2000 | 379.517 | 5,53 | 11 / 300
| |
| Parlamentari 2004 | 436.573 | 5,90 | 12 / 300
| |
| Parlamentari 2007 | 583.815 | 8,15 | 22 / 300
| |
| Parlamentari 2009 | 517.154 | 7,54 | 21 / 300
| |
| Parlamentari 2012 (Mag.) | 536.072 | 8,48 | 26 / 300
| |
| Parlamentari 2012 (Giu.) | 277.122 | 4,50 | 12 / 300
| |
| Parlamentari 2015 (Gen.) | 338,138 | 5,50 | 15 / 300
| |
| Parlamentari 2015 (Set.) | 301,632 | 5,60 | 15 / 300
| |
| Parlamentari 2019 | 299.592 | 5,30 | 15 / 300
| |
| Parlamentari 2023 (Mag.) | 426.628 | 7,23 | 26 / 300
| |
| Parlamentari 2023 (Giu.) | 401.187 | 7,69 | 21 / 300
| |
| ||||
Europee:
| Elezione | Voti | % | Seggi |
|---|---|---|---|
| Europee 1994 | 410.741 | 6,29 | 2 / 25
|
| Europee 1999 | 557.365 | 8,67 | 3 / 25
|
| Europee 2004 | 580.396 | 9,48 | 3 / 24
|
| Europee 2009 | 425.963 | 8,35 | 2 / 22
|
| Europee 2014 | 349.255 | 6,11 | 2 / 21
|
| Europee 2019 | 302.677 | 5,35 | 2 / 21
|
| Europee 2024 | 367.796 | 9,25 | 2 / 21
|
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (EN) GREECE, su Parties and Elections in Europe. URL consultato il 10 febbraio 2013.
- ^ The slanders will not succeed, su Inter.kke.gr, 12 maggio 2017.
- ^ (EN) Daphne Halikiopoulou, Kyriaki Nanou, SofiaVasilopoulou, The paradox of nationalism: The common denominator of radicalright and radical left euroscepticism, su European Journal of Political Research, 2012. URL consultato il 10 febbraio 2013.
- ^ (EN) George Pagoulatos, Greece: The Remarkable Defeat of Euroscepticism, in Michael Kaeding, Johannes Pollak e Paul Schmidt (a cura di), Euroscepticism and the Future of Europe, Cham, Palgrave Macmillan, 2021, pp. 55-56, DOI:10.1007/978-3-030-41272-2_14, ISBN 978-3-030-41271-5.
- ^ Χριστόφορος Βερναρδάκης, Πολιτικά κόμματα, εκλογές και κομματικό σύστημα, Αθήνα, Σαββάλας, 2011, p. 179, ISBN 978-960-445-737-3.
- ^ Richard Dunphy, Contesting capitalism? Left parties and European integration, Manchester University Press, 2004, p. 103.
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- ^ (EL) Οι ρίζες του Ελληνικού Κομμουνιστικού Κινήματος - Roots of the Greek Communist Movement.
- ^ (IT) Aldo Agosti, La Terza internazionale: storia documentaria, Volume 3, Parte 2, Editori Riuniti, 1979
- ^ Una minoranza di destra contraria all'adesione al Comintern fondò allora il Partito Socialista di Grecia. Cfr. (EN) Julius Braunthal (a cura di), Yearbook of the International Socialist Labour Movement. Vol. I. Londra, Lincolns-Prager International Yearbook Pub. Co, 1957, p. 259.
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- ^ (IT) Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini, La Grecia contemporanea (1974-2006): un modello di sviluppo politico, economico e sociale, Polistampa, 2007, ISBN 9788859601890
- ^ (IT) Paul Hellander, Grecia continentale, EDT srl, 2008, ISBN 9788860402790
- ^ (FR) G. Contogeorgis, op. cit., pp. 409-410.
- ^ "60 anni dopo la Vittoria sul nazifascismo, le attuali realtа e lotte dei Comunisti e delle altre forze progressiste", su Partito Comunista di Grecia - Comitato Centrale, 2 settembre 2005. URL consultato il 5 novembre 2022 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2013).
- ^ I colori blu e bianco sono quelli della bandiera greca; la lettera delta sta per Δημοκρατία, che in greco significa sia democrazia che repubblica
- ^ (IT) Giorgio Vaccarino, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, La Grecia tra resistenza e guerra civile, 1940-1949, Franco Angeli, 1988, ISBN 9788820426989
- ^ (IT) Hervè Basset, Thierry Théault, Atene, Cicladi e Sporadi, p. 35, Touring Editore, 2005, ISBN 9788836531400
- ^ (IT) Gian Piero Brunetta, Storia del cinema mondiale, Volume 3, p. 1298, Einaudi, 2000, ISBN 9788806145286
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- ^ Una nuova radicalità a sinistra[collegamento interrotto]
- ^ Partito Comunista di Grecia - Breve storia del Partito Comunista di Grecia, su it.kke.gr (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2012).
- ^ (EN) Barbara Jelavich, Joint Committee on Eastern Europe, History of the Balkans, Twentieth century, Volume 2, Cambridge University Press, 1983., ISBN 9780521274593
- ^ (EN) http://electionresources.org/gr/vouli.php?election=2004
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- ^ elezioni regionali e comunali, significativa crescita del KKE, su it.kke.gr. URL consultato il 25 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2010).
- ^ (IT) http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallestero/dopo-elezioni-la-grecia-nel-caos-fallito-il-primo-tentativo-di-governo-26987.html[collegamento interrotto]
- ^ (IT) Copia archiviata, su articolotre.com. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2014).
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- ^ (IT) http://www.repubblica.it/economia/2012/05/11/news/euro_berlino_scarica_la_grecia_nessun_problema_se_atene_esce-34898419/?rss
- ^ (IT) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-20/venizelos-grecia-governo-pasok-133908.shtml?uuid=Ab6DuQvF
- ^ Επικράτεια | Ευρωεκλογές – Μάιος 2019, su ekloges.ypes.gr. URL consultato il 28 agosto 2020.
- ^ (EN) Home | Lefteris NIKOLAOU-ALAVANOS | MEPs | European Parliament, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 28 agosto 2020.
- ^ (EN) Home | Kostas PAPADAKIS | MEPs | European Parliament, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 28 agosto 2020.
- ^ Nationwide | National elections – July 2019, su ekloges.ypes.gr. URL consultato il 28 agosto 2020.
- ^ Elezioni Grecia, il conservatore Mitsotakis giura da premier: "Rialziamo la testa". Tassi sui titoli di Stato ai minimi storici, su Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2019. URL consultato il 28 agosto 2020.
- ^ (EL) Καταστατικό, su www.kke.gr. URL consultato il 29 agosto 2025.
- ^ Trimikliniotis Nicos, The national question, partition and geopolitics in the 21st century: the Cyprus problem, the social question and the politics of reconciliation, in Robert Latham, Karen Bridget Murray, Julian von Bargen e A. T. Kingsmith (a cura di), The Radical Left and Social Transformation: Strategies of Augmentation and Reorganization. [La Sinistra Radicale e Trasformazione Sociale: Strategie di Aumento e Riorganizzazione.], Taylor & Francis, 2019, p. 266, ISBN 978-0-367-10989-9.
- ^ Daphne Halikiopoulou, Sofia Vasilopoulou e Kyriaki Nanou, The Paradox of Nationalism: The Common Denominator of Radical Left and Radical Right Euroscepticism [Il Paradosso del Nazionalismo: Il Comune Denominatore dell'Euroscetticismo di Sinistra Radicale e di Destra Radicale], su SSRN, 19 luglio 2010.«α) «Although KKE is not an anti-immigrant party (KKE, 2009: 14), it is still a party whose rhetoric is strongly nationalistic.» β) «Similarly to the KKE, this radical left nationalism can be understood as anti-imperialist, anti-collaborationist, anti-Western and economically isolationist.»
- ^ Daphne Halikiopoulou, Sofia Vasilopoulou e Kyriaki Nanou, The Paradox of Nationalism: The Common Denominator of Radical Left and Radical Right Euroscepticism [[Il Paradosso del Nazionalismo: Il Comune Denominatore dell'Euroscetticismo di Sinistra Radicale e di Destra Radicale]], su SSRN, 19 luglio 2010.«α) The party suggests that the only economic route for Greece is one of self-sustenance which would entail complete nationalisation of the means of production and a return to more traditional means of economic development such as agriculture of specifically Greek products (KKE, 2007: 12). β)) «KKE's economic nationalism equates the EU with globalisation and globalisation with capitalism. The party suggests that the only economic route for Greece is one of self-sustenance which would entail complete nationalisation of the means of production and a return to more traditional means of economic development such as agriculture of specifically Greek products (KKE, 2007: 12).»»
- ^ (EN) Danny Tye, The Cradle of Queer Civilisation? Why Gays Still Love Greece, su GAY45, 23 febbraio 2024. URL consultato il 29 agosto 2025.«NPR reported that political opposition to the bill was present within the Hellenic Parliament, though limited to small far-right parties and the socially conservative Communist Party.»
- ^ Višeslav Raos, After the Storm: Party Systems in Southern Europe in the Wake of the Eurocrisis, in Suvremeni Mediteran, 2022.«The rather unusual far-right outliers for the Greek party system in the 2000s pertain to the Greek Communist Party (KKE), an orthodox Marxist-Leninist party with underpinnings of social conservatism.»
- ^ (EN) ‘Conservative leftists’ want to upset the political spectrum [I 'conservatori di sinistra' vogliono sconvolgere lo spettro politico], in Semafor, 22 novembre 2024. URL consultato il 29 agosto 2025.«BSW has been placed in a tradition of "Old Left" parties that retain the social conservatism of the Soviet era. Communist and social democratic parties across Europe fall into this vein, like the Communist Party of Greece, which has campaigned against same-sex marriage in the country.»
- ^ (EN) Michael Chessum, Why the left failed [Perché la sinistra ha fallito], su The New World, 16 febbraio 2025. URL consultato il 29 agosto 2025.«The Greek Communist Party (KKE), for instance, has long combined strong leftist economic policies with socially conservative views, including opposition to gay marriage.»
- ^ (ES) (Re) Elecciones Griegas: ¿Otra mayoría absoluta para la derecha? :: Carta Política, su carta-politica.webnode.page, 24 giugno 2023. URL consultato il 29 agosto 2025.«Asimismo, la presencia del KKE, el cual no solo es socialmente conservador, sino también pro - ruso, rompe casi todas las posibilidades de esta unidad, pues muchos dirigentes de este partido prefieren la continuación de ND antes que un gobierno progresista.»
- ^ (EN) Andreas Johansson Heinö, TIMBRO Authoritarian Populism Index 2024, su EPICENTER, 16 aprile 2024. URL consultato il 29 agosto 2025.«Además de estar muy a la izquierda en cuestiones económicas, el KKE está en contra de la pertenencia de Grecia a la OTAN y a la UE, y adopta posturas conservadoras en cuestiones sociales.»
- ^ (PT) José Pedro Martins Lopes, O marxismo-leninismo e a crise económica e financeira de 2008: oportunidades e desafios em análise (PDF), Universidade do Minho, Aprile 2019, p. 90.«Demonstra-se nesta dissertação que a crise trouxe um aumento do ceticismo face à integração europeia para ambos os partidos, que o KKE se tornou mais autoritário no pós-crise e o PCP mais nacionalista. Os comunistas gregos mantêm-se mais à esquerda e mais eurocéticos do que os portugueses. PCP e KKE radicalizaram ligeiramente o seu posicionamento na dimensão esquerda-direita económica e não só se tornaram um pouco mais céticos face à integração europeia, como aumentaram a saliência desta dimensão nas suas posições políticas. O posicionamento de ambos face às new politics não registou alterações significativas, especialmente no que toca ao conservadorismo social.»
- ^ Giorgos Charalambous, The Communists, in Kevin Featherstone e Dimitri A. Sotiropoulos (a cura di), The Oxford Handbook of Modern Greek Politics, 1ª ed., Oxford University Press, 2020, p. 324, ISBN 978-0-19-882510-4.«Moreover, Greek communism is pervaded by a cultural conservatism, most evident in the KKE’s adamantly negative position on soft drugs and its recent intervention concerning the (SYRIZA) Government’s proposed legislation on same-sex marriage (the Co-habitation Agreement).»
- ^ Emmanouil Tsatsanis, The Greek Party Landscape in 2023 (PDF), in Lamprini Rori; Vasiliki Georgiadou; Dimitri A. Sotiropoulos; Eftychia Teperoglou; Yannis Tsirbas (a cura di), Democracy and Human Rights Policy Brief, Friedrich-Ebert-Stiftung, 2024, p. 11.«By looking at the distribution of KKE voters' answers on each of the 30 issues included in the What2Vote questionnaire, we are able to identify the main sources of party–voter incongruence. On the cultural axis, much of the incongruence results from the party's conservative stances on issues.»
- ^ (EN) Michael Souer, The Missing Quadrant. Left-conservative parties and voters in Western Europe., Universiteit Leiden, 30 giugno 2020, p. 14. URL consultato il 29 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2025).«In 2006, before these developments, Greece had two parties positioned in the leftconservative quadrant; the Communist Party of Greece (KKE) and the Democratic Social Movement (DIKKI), a split-off of PASOK, both combined a far-left economic position with a mildly culturally conservative position. While DIKKI has since descended into obscurity, Figure 4 reveals that the KKE has in fact moved further right on the sociocultural dimension, from a 6.1 to a 7.»
- ^ Judy Thorne, What do you want the world to be like in the future? Utopian ethnography in the crisis-ordinary of late 2010s Patra, Greece, University of Manchester, 2020.«Cóstas point blank refused to attend the party's summer cultural festival, at which the ageing Greek rockstar Vasilis Papakonstantinou headlined, to an enormous crowd of people who my KKE informants pointed out to me were not communists but who had just showed up for the free concert. Cóstas told me that this kind of crowd-pleasing was how the party justified its cultural conservatism.»
- ^ (DE) Political parties of Greece, su archive.wikiwix.com. URL consultato il 29 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2025).
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- ^ Antonio Cantaro, Europa: politiche, diritti, costituzione. Volume 5 di Democrazia e diritto, p. 84, FrancoAngeli, 2000, ISBN 9788846424969
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- ^ rizospastis gr | Synchroni Epochi, rizospastis.gr - Συγκροτήθηκε «Πρωτοβουλία» Κομμουνιστικών και Εργατικών Κομμάτων της Ευρώπης, su ΡΙΖΟΣΠΑΣΤΗΣ, 2 ottobre 2013. URL consultato il 28 agosto 2020.
- ^ SULLA CESSAZIONE DELL'ATTIVITÀ DELL'INIZIATIVA COMUNISTA EUROPEA, su Initiative-cwpe.org, 11 settembre 2023. URL consultato il 20 marzo 2024 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2023).
- ^ (EN) Press Release on the founding meeting of the European Communist Action, su Eurcomact.org, 18 novembre 2023. URL consultato il 20 marzo 2024.
- ^ COMUNICATO CONGIUNTO KKE – CSP | Circolo Comunista Parma, su circolocomunistaparma.wordpress.com.
- ^ Europee, ok alle liste dei Comunisti di Marco Rizzo senza firme. Precedente che apre a Casapound e Forza Nuova ilfattoquotidiano.it
- ^ Nasce l'Azione Comunista Europea, su Frontecomunista.it, 6 dicembre 2023. URL consultato il 20 marzo 2024.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Richard Clogg, A Concise History of Greece., Cambridge University Press, 1992. ISBN 0-521-37830-3
- (FR) Georges Contogeorgis, Histoire de la Grèce, Coll. Nations d'Europe, Hatier, 1992. ISBN 2-218-03841-2
- (FR) Apostolos Vacalopoulos, Histoire de la Grèce moderne., Horvath, 1975. ISBN 2-7171-0057-1
- (EN) Jason Manolopoulos, Greece's 'Odious' Debt: The Looting of the Hellenic Republic by the Euro, the Political Elite and the Investment Community, Anthem Press, 2011, ISBN 978-0-85728-771-7
- (EN) Richard Clogg, Parties and Elections in Greece, C. Hurst & Co. Publishers, 1987, ISBN 1-85065-040-3
- (IT) Aldo Agosti, Luciano Marrocu, Claudio Natoli, Leonardo Rapone, Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo, Editori Riuniti, 2000, ISBN 88-359-4916-5
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EL) Sito ufficiale, su kke.gr.
- (EN) Communist Party of Greece, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- inter.kke.gr
- Alcuni comunicati del Partito Comunista di Grecia (KKE) tradotti in italiano, su pane-rose.it.
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