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Partito Comunista di Grecia

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Disambiguazione – Se stai cercando il partito fondato nel 1976, vedi Partito Comunista di Grecia (marxista-leninista).
Partito Comunista di Grecia
(EL) Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας
(Kommounistikó Kómma Elládas)
LeaderDīmītrios Koutsoumpas
StatoGrecia (bandiera) Grecia
Sede145 Leof. Irakliou,
142 31 Atene (Nea Ionia)
AbbreviazioneKKE
Fondazione4 novembre 1918
IdeologiaComunismo[1]
Marxismo-leninismo[2]
Euroscetticismo[3][4]
CollocazioneSinistra[5][6]/Estrema sinistra[7]
Partito europeoIniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa (2013-2023)
Azione Comunista Europea (2023-)
Gruppo parl. europeoNon iscritti
Affiliazione internazionaleIncontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai
Seggi Parlamento Ellenico
21 / 300
(VI-2023)
Seggi Europarlamento
2 / 21
(2024)
Seggi Periferie della Grecia
48 / 703
Seggi Sindaci
4 / 332
Organizzazione giovanileGioventù Comunista di Grecia[8]
Sito webwww.kke.gr
Bandiera del partito

Il Partito Comunista di Grecia (in greco: Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας, Kommounistiko Komma Elladas; IPA: [komunistiˈko ˈkoma eˈlaðas]), meglio conosciuto con l'acronimo di KKE (pronunciato spesso dai Greci kappa-kappa-epsilon o ku-ku-eh), è un partito politico greco d'ispirazione marxista-leninista. Si pone come obiettivo l'abbattimento della società capitalista e l'instaurazione del comunismo. Il KKE è anti-imperialista ed euroscettico e sostiene la necessità di uscire dalla NATO, dall'euro e dall'Unione europea, organizzazioni intese come rappresentazione degli interessi del capitalismo.

È il più vecchio partito sulla scena politica greca: venne fondato il 4 novembre 1918 con la denominazione di Partito Socialista del Lavoro di Grecia[9]. Il KKE rivendica l'esperienza del socialismo attuato in Unione Sovietica fino alla guida di Stalin, considerando invece revisionista e corresponsabile del crollo dell'URSS la dirigenza sovietica da Nikita Chruščëv in poi.

Dalla fondazione alla proibizione

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L'iscrizione recita: "In questo edificio ebbe luogo il primo congresso fondativo del Partito Comunista di Grecia (SEKE KKE)"

Il partito venne fondato il 4 novembre 1918 con il nome di SEKE (ΣEKE: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα Ελλάδας = Partito Socialista del Lavoro di Grecia) da Abraham Benaroya[10]. Il primo Comitato centrale era composto da N. Dimitratos, D. Ligdopoulos, M. Sideris, A. Arvanitis e S. Kokkinos. La fondazione del KKE è il risultato politico degli oltre 60 anni di lotte di piccoli gruppi anarchici, socialisti e comunisti che, seguendo l'esempio della Comune di Parigi, si proponevano come obiettivi immediati l'aumento dei salari, l'introduzione del giorno lavorativo di 8 ore in Grecia e la formazione di organizzazioni sindacali[11].

Con il suo secondo Congresso, la SEKE decise di aderire alla Terza Internazionale e prese il nome di SEKE-K (ΣEKE-K: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα Ελλάδας-Κομμουνιστικό = Partito Socialista del Lavoro di Grecia-Comunista)[12][13]. Il nuovo comitato centrale era composto da N. e P. Dimitratos, Y. Kordatos, G. Doumas e M. Sideris.

Nel corso del terzo Congresso straordinario (1924), il SEKE-K divenne KKE e adottò il marxismo-leninismo e il centralismo democratico. La messa al bando da parte del dittatore Metaxas nel 1936 fece sì che il KKE fosse già in clandestinità quando la Grecia fu invasa dall'Italia fascista e fu così coinvolta nella seconda guerra mondiale[14]. Il Partito Comunista di Grecia fu proibito, salvo rari e brevi periodi, fino al 1974[15].

Seconda guerra mondiale e guerra civile

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La Resistenza

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Lo stesso argomento in dettaglio: Fronte di Liberazione Nazionale (Grecia).

Nel corso della seconda guerra mondiale, il KKE controllava il principale movimento di resistenza, l'EAM[16] (Εθνικό Απελευθερωτικό Μέτωπο = Fronte nazionale di liberazione greco). Regioni molto vaste furono liberate nel corso della lotta e non furono più controllate dagli invasori italiani e tedeschi ma amministrate dall'EAM. Qui, nonostante l'egemonia dei comunisti, le idee socialiste non furono imposte; non vi fu né la riforma agraria né la collettivizzazione dei mezzi di produzione.

Fu invece attuata una forma di larga autonomia amministrativa, che proseguiva anche la tradizione greca fin dai tempi dell'Impero ottomano e si legava alla tradizionale sfiducia dei greci nei confronti del potere centrale. In tal modo il KKE tentava un esperimento di larga democrazia decentrata, giustificato dalle esigenze della guerra (quando il potere centrale era nelle mani dell'occupante) ma lontano dalla centralizzazione del comunismo staliniano.[17]

«Le lezioni tratte dalla vittoria antifascista sono vitali per la lotta rivoluzionaria. La fine della guerra ha portato un'ondata di trasformazioni socialiste. Tuttavia nell'Europa occidentale, Grecia inclusa, i comunisti non sono riusciti ad elaborare una strategia per trasformare la lotta per la liberazione in lotta per il potere.»

La guerra civile

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Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile greca.
Simbolo dell'Esercito Democratico Greco, esercito formato dal KKE durante la guerra civile.[19].

Molto importante nella resistenza al nazismo e al fascismo[20], il KKE non poteva accettare il ritorno di un regime monarchico e reazionario, appoggiato e protetto da britannici e statunitensi; tanto più se si considera che quel governo monarchico aveva trascorso tutta la guerra in esilio, lontano dall'evoluzione della realtà greca. D'altra parte gli occidentali non potevano accettare un forte partito comunista in Grecia.

Si deve anche considerare che nel corso della conferenza di Teheran (novembre-dicembre 1943) Churchill e Stalin avevano deciso il destino della Polonia e della Grecia: l'una nel blocco filo-sovietico, l'altra in quello occidentale. Tutto ciò condusse ad una dura e sanguinosa guerra civile. Essa durò fino al 1949, con particolari caratteri di largo appoggio popolare (perfino da parte della Chiesa Ortodossa Greca) e di grande moderazione nell'attuazione delle riforme socialiste, come la socializzazione dei beni.

Al termine della guerra civile moltissimi comunisti greci si rifugiarono nei paesi del campo socialista per sfuggire alla repressione e alle condanne[21]. Infatti la repressione contro il KKE non si fermò con la fine della guerra civile e migliaia di militanti e quadri dirigenti furono torturati o assassinati come Nikos Beloyannis, uno dei leader del partito, che fu arrestato, torturato e giustiziato nel 1952[22][23].

«Oltre 65.000 comunisti e altri combattenti e sostenitori del Fronte o dell'Esercito di Liberazione, EAM e DSE, sono stati costretti a lasciare la Grecia e cercare rifugio nei paesi socialisti (circa 20.000 di loro sono stati privati della cittadinanza); oltre 40.000 sono stati spediti in prigionia o nei campi di concentramento come Makronnissos. Le esecuzioni dei combattenti della resistenza continuarono fino al 1955 (se ne contano almeno 5.000, tra cui quella di Nikos Belogiannis, membro dell'Ufficio Politico del KKE). La monarchia venne restaurata con un regime reazionario i cui tratti caratteristici erano la sottomissione all'imperialismo anglo-americano, la repressione della sinistra, la cattiva gestione economica, il fallimento politico e culturale.»

Scissione del KKE interno

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Durante la Dittatura dei colonnelli, il KKE si scisse in due. Alcuni militanti condannarono la violenta repressione della Primavera di Praga. Si avvicinarono dunque alla linea del cosiddetto eurocomunismo, i cui maggiori rappresentanti erano i comunisti italiani; molti militanti comunisti greci, peraltro, vivevano in esilio in Italia e avevano stretti rapporti con il PCI. Questo gruppo prese il nome di KKE dell'interno[24][25] ("ΚΚΕ εσωτερικού") e chiamarono polemicamente KKE dell'esterno coloro che continuavano a far riferimento a Mosca.

Gli eredi del KKE-interno costituirono nel 1991 il movimento Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia, oggi confluito nella Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA).

Legalizzazione

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Un meeting del KKE nel Pireo
Manifesto del partito

Nel 1974, Kōnstantinos Karamanlīs legalizzò il Partito comunista greco. Esso entra a far parte ufficialmente dell'EDA (Ενιαία Δημοκρατική Αριστερά), Unione Democratica della Sinistra, che aveva già sostenuto durante la proibizione e la clandestinità. Da allora e fino al 1989 il KKE ebbe intorno al 10% dei voti nelle elezioni politiche.

Nel 1989 il KKE entrò in una larga coalizione di sinistra, la Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia (Συνασπισμός της Αριστεράς και της Προόδου): Synaspismos che costituiva anche il tentativo di riconciliazione tra il KKE e il KKE dell'interno. Il Synaspismos entrò in un governo con il partito di destra Nea Dimokratia, pur di impedire al PASOK di Andreas Papandreou (accusato di corruzione[26]) di restare al potere. Ciò non fu accettato da molti elettori, che smisero di votare il KKE e il Synaspismos.

Dopo il 1993 i voti precipitarono intorno al 6% per poi risalire all'8% circa; con questi consensi, resta il terzo partito del Parlamento Greco.

Periodo dal 2004 - 2009

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Alle Elezioni parlamentari in Grecia del 2004 il KKE ottiene 12 seggi[27]. Alle elezioni legislative del settembre 2007, il KKE ha superato l'8% dei voti e ottenendo 22 deputati, confermandosi così il terzo partito di Grecia[28].

Alle elezioni anticipate del 2009, il KKE ha ottenuto oltre l'8% dei voti, confermando il trend di crescita degli ultimi anni e ottenendo 21 seggi[29].

Le amministrative del 2010

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Nelle amministrative del 2010, il KKE ha ottenuto una forte affermazione, raggiungendo una media di consensi dell'11%.[30]

Le elezioni politiche del 2012

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Il KKE partecipa alle elezioni parlamentari in Grecia del maggio 2012, ottenendo l'8,5% dei voti: ciò gli consente di avere 26 seggi sui 300 totali. Il partito, fortemente euroscettico, non accetterà di entrare in coalizione né con Nuova Democrazia né con il PASOK, e neppure con SYRIZA[31][32][33][34]. Alle elezioni parlamentari in Grecia del giugno 2012 il KKE ottiene il 4,5% dei consensi, facendo perdere al partito 14 seggi, mantenendone 12 al Parlamento Ellenico. Il KKE non entrerà nel governo di unità nazionale di Antōnīs Samaras, formato da ND, PASOK e DIMAR[35].

Le elezioni politiche del 2015

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Con la mancata elezione dell'ex commissario europeo Stavros Dimas come presidente della Repubblica di Grecia, cade il governo di coalizione Nd-Pasok presieduto da Antōnīs Samaras ed il Paese torna alle elezioni anticipate a gennaio 2015.

Le elezioni sono vinte da SYRIZA che ottiene il 36% pari a 149 seggi senza però la maggioranza assoluta. Il KKE ottiene il 5,5% pari a 15 deputati e nonostante sia in calo rispetto al 6,1% delle europee 2014 diventa quinto partito del Paese dietro a Il Fiume, partito di centrosinistra europeista alla sua prima elezione politica. Nonostante sia dato in procinto di entrare nel governo presieduto da Alexīs Tsipras per una alleanza tra SYRIZA e KKE decide di rimanere all'opposizione mentre Tsipras formerà un esecutivo con gli indipendentisti greci di destra di ANEL.

Dopo le dimissioni di Alexīs Tsipras da primo ministro, il Paese si avvia ad elezioni anticipate in settembre. Il KKE consolida il suo 5,6% con 301.632 voti, risultando il quinto partito.

Le elezioni del 2019

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Alle elezioni europee del Maggio 2019 il KKE mantiene due eletti nonostante un calo nei voti assoluti[36]. Gli eletti mantengono la decisioni di non aderire a nessun gruppo parlamentare[37][38].

Anche alle elezioni politiche del Luglio 2019 il KKE subisce un lieve arretramento nei voti assoluti, ma mantiene un gruppo parlamentare di 15 eletti[39] all'opposizione del nuovo governo guidato da Nuova Democrazia[40].

Il KKE si descrive come un partito rivoluzionario che vuole costruire una società socialista-comunista attraverso la dittatura del proletariato.[41] Oltre ad essere un partito comunista, è stato anche descritto come stalinista,[42] nazionalista o nazionalista di sinistra,[43] nazionalista economico,[44] socialmente conservatore,[45][46][47][48][49][50][51] culturalmente conservatore,[52][53][54][55] e antimperialista.[56][57] È inoltre un partito euroscettico: il KKE si è infatti battuto contro l'ingresso della Grecia nella Comunità europea (ora Unione europea) ed ha anche chiamato al voto contro il Trattato di Maastricht e l'allargamento dell'Unione[58].

Rapporti internazionali

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Il KKE ha rapporti con molti partiti comunisti dell'area marxista-leninista, come ad esempio il Partito Comunista di Cuba e il Partito Comunista del Venezuela. Intratteneva inoltre rapporti regolari con le FARC-EP[59].

In occasione del 3º congresso della Sinistra europea, tenutosi a Parigi dal 3 al 5 dicembre 2010, ha espresso una posizione nettamente critica alla stessa esistenza di un partito europeo, auspicando per converso «il rafforzamento della cooperazione su un piano paritario tra partiti comunisti e operai in Europa, sulla base del marxismo-leninismo e dell'internazionalismo proletario, indipendentemente dai termini e dalle condizioni fissate dall'UE»[60]. Proprio per questo il KKE si è successivamente distaccato dalla Sinistra Europea e ha contribuito alla creazione dell'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa[61], esistita tra il 2013 e il 2023[62], e in seguito dell'Azione Comunista Europea[63].

In Italia ha avuto in passato come referente il Partito Comunista[64], che grazie all’inclusione del simbolo del corrispettivo ellenico nel proprio contrassegno ha potuto presentarsi alle elezioni europee del 2019 senza bisogno di raccogliere firme[65], salvo poi interrompere i rapporti nel 2023 in favore del Fronte Comunista, partito anch'esso aderente all'ACE[66].

Primi segretari e segretari generali

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Pandelis Pouliopoulos, sostenitore del carattere internazionalista e rivoluzionario del movimento comunista
Aleka Papariga, la segretaria generale più longeva del KKE (1991–2013)
Dimitris Koutsoumpas, segretario generale in carica del KKE dal 2013
  1. Nikolaos Dimitratos (novembre 1918 – febbraio 1922), espulso dal partito con l'accusa di "comportamento sospetto"
  2. Yanis Kordatos (febbraio-novembre 1922)
  3. Nikolaos Sargologos (novembre 1922 – settembre 1923), espulso dal partito con l'accusa di "spionaggio"
  4. Thomas Apostolidis (settembre 1923 – dicembre 1924), espulso dal partito con l'accusa di "opportunismo"
  5. Pandelis Pouliopoulos (dicembre 1924 – settembre 1925)
  6. Eleftherios Stavridis (1925–1926), espulso dal partito con l'accusa di posizione politica filo-borghese
  7. Pastias Giatsopoulos (settembre 1926 – marzo 1927), espulso dal partito con l'accusa di "liquidarismo"
  8. Andronikos Chaitas (marzo 1927 – 1931), espulso dal partito e giustiziato in Unione Sovietica nel 1938
  9. Nikos Zachariadis (1931–1936), primo mandato
  10. Andreas Tsipas (luglio 1941 – settembre 1941)
  11. Georgios Siantos (gennaio 1942 – maggio 1945), ad interim fino al ritorno di Zachariadis
  12. Nikos Zachariadis (maggio 1945 – marzo 1956), secondo mandato
  13. Apostolos Grozos (marzo – giugno 1956)
  14. Kostas Koligiannis (giugno 1956 – dicembre 1972)
  15. Charilaos Florakis (dicembre 1972 – luglio 1989)
  16. Grigoris Farakos (luglio 1989 – febbraio 1991), si è dimesso dal partito per unirsi a Synaspismos
  17. Aleka Papariga (febbraio 1991 – aprile 2013)
  18. Dimitris Koutsoumpas (dall'aprile 2013)
  • Primo Congresso Socialista Panellenico (congresso di fondazione del SEKE) – novembre 1918, Pireo
  • II Congresso – aprile 1920, Atene
  • Congresso pre-elettorale straordinario – settembre 1920, Atene
  • Congresso straordinario – ottobre 1922, Atene
  • Congresso pre-elettorale straordinario – settembre 1923, Atene
  • III Congresso (straordinario) – 26 novembre-3 dicembre 1924, Atene
  • III Congresso (ordinario) – marzo 1927, Atene
  • IV Congresso – dicembre 1928, Atene
  • V Congresso – marzo 1934, Atene
  • VI Congresso – dicembre 1935, Atene
  • VII Congresso – ottobre 1945, Atene
  • VIII Congresso – agosto 1961 (illegale)
  • IX Congresso – dicembre 1973 (illegale)
  • X Congresso – maggio 1978
  • XI Congresso – Dicembre 1982, Atene
  • XII Congresso – maggio 1987
  • XIII Congresso – 19-24 febbraio 1991, Atene
  • XIV Congresso – 18-21 dicembre 1991, Atene
  • XV Congresso – 22-26 maggio 1996, Atene
  • XVI Congresso – 14-17 dicembre 2000, Atene
  • XVII Congresso – 9-12 febbraio 2005, Atene
  • XVIII Congresso – 18-22 febbraio 2009, Atene
  • XIX Congresso – 11-14 aprile 2013, Atene
  • XX Congresso – 30 marzo – 2 aprile 2017, Atene
  • XXI Congresso – 24-27 giugno 2021, Atene

Le delegazioni del KKE parteciparono alle conferenze internazionali dei partiti comunisti e operai (1957, 1960, 1969, Mosca). Il KKE accettò i documenti approvati durante le conferenze.

Risultati elettorali

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Elezione Voti % Seggi Posizione
Parlamentari 1989 734,552 10,97
21 / 300
Maggioranza
Parlamentari 1990[N 1] 677.059 10,28
15 / 300
Opposizione
Parlamentari 1993 313.087 4,54
9 / 300
Parlamentari 1996 380.167 5,61
11 / 300
Parlamentari 2000 379.517 5,53
11 / 300
Parlamentari 2004 436.573 5,90
12 / 300
Parlamentari 2007 583.815 8,15
22 / 300
Parlamentari 2009 517.154 7,54
21 / 300
Parlamentari 2012 (Mag.) 536.072 8,48
26 / 300
Parlamentari 2012 (Giu.) 277.122 4,50
12 / 300
Parlamentari 2015 (Gen.) 338,138 5,50
15 / 300
Parlamentari 2015 (Set.) 301,632 5,60
15 / 300
Parlamentari 2019 299.592 5,30
15 / 300
Parlamentari 2023 (Mag.) 426.628 7,23
26 / 300
Parlamentari 2023 (Giu.) 401.187 7,69
21 / 300

Europee:

Elezione Voti % Seggi
Europee 1994 410.741 6,29
2 / 25
Europee 1999 557.365 8,67
3 / 25
Europee 2004 580.396 9,48
3 / 24
Europee 2009 425.963 8,35
2 / 22
Europee 2014 349.255 6,11
2 / 21
Europee 2019 302.677 5,35
2 / 21
Europee 2024 367.796 9,25
2 / 21
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  40. ^ Elezioni Grecia, il conservatore Mitsotakis giura da premier: "Rialziamo la testa". Tassi sui titoli di Stato ai minimi storici, su Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2019. URL consultato il 28 agosto 2020.
  41. ^ (EL) Καταστατικό, su www.kke.gr. URL consultato il 29 agosto 2025.
  42. ^ Trimikliniotis Nicos, The national question, partition and geopolitics in the 21st century: the Cyprus problem, the social question and the politics of reconciliation, in Robert Latham, Karen Bridget Murray, Julian von Bargen e A. T. Kingsmith (a cura di), The Radical Left and Social Transformation: Strategies of Augmentation and Reorganization. [La Sinistra Radicale e Trasformazione Sociale: Strategie di Aumento e Riorganizzazione.], Taylor & Francis, 2019, p. 266, ISBN 978-0-367-10989-9.
  43. ^ Daphne Halikiopoulou, Sofia Vasilopoulou e Kyriaki Nanou, The Paradox of Nationalism: The Common Denominator of Radical Left and Radical Right Euroscepticism [Il Paradosso del Nazionalismo: Il Comune Denominatore dell'Euroscetticismo di Sinistra Radicale e di Destra Radicale], su SSRN, 19 luglio 2010.
    «α) «Although KKE is not an anti-immigrant party (KKE, 2009: 14), it is still a party whose rhetoric is strongly nationalistic.» β) «Similarly to the KKE, this radical left nationalism can be understood as anti-imperialist, anti-collaborationist, anti-Western and economically isolationist.»
  44. ^ Daphne Halikiopoulou, Sofia Vasilopoulou e Kyriaki Nanou, The Paradox of Nationalism: The Common Denominator of Radical Left and Radical Right Euroscepticism [[Il Paradosso del Nazionalismo: Il Comune Denominatore dell'Euroscetticismo di Sinistra Radicale e di Destra Radicale]], su SSRN, 19 luglio 2010.
    «α) The party suggests that the only economic route for Greece is one of self-sustenance which would entail complete nationalisation of the means of production and a return to more traditional means of economic development such as agriculture of specifically Greek products (KKE, 2007: 12). β)) «KKE's economic nationalism equates the EU with globalisation and globalisation with capitalism. The party suggests that the only economic route for Greece is one of self-sustenance which would entail complete nationalisation of the means of production and a return to more traditional means of economic development such as agriculture of specifically Greek products (KKE, 2007: 12).»»
  45. ^ (EN) Danny Tye, The Cradle of Queer Civilisation? Why Gays Still Love Greece, su GAY45, 23 febbraio 2024. URL consultato il 29 agosto 2025.
    «NPR reported that political opposition to the bill was present within the Hellenic Parliament, though limited to small far-right parties and the socially conservative Communist Party.»
  46. ^ Višeslav Raos, After the Storm: Party Systems in Southern Europe in the Wake of the Eurocrisis, in Suvremeni Mediteran, 2022.
    «The rather unusual far-right outliers for the Greek party system in the 2000s pertain to the Greek Communist Party (KKE), an orthodox Marxist-Leninist party with underpinnings of social conservatism.»
  47. ^ (EN) ‘Conservative leftists’ want to upset the political spectrum [I 'conservatori di sinistra' vogliono sconvolgere lo spettro politico], in Semafor, 22 novembre 2024. URL consultato il 29 agosto 2025.
    «BSW has been placed in a tradition of "Old Left" parties that retain the social conservatism of the Soviet era. Communist and social democratic parties across Europe fall into this vein, like the Communist Party of Greece, which has campaigned against same-sex marriage in the country.»
  48. ^ (EN) Michael Chessum, Why the left failed [Perché la sinistra ha fallito], su The New World, 16 febbraio 2025. URL consultato il 29 agosto 2025.
    «The Greek Communist Party (KKE), for instance, has long combined strong leftist economic policies with socially conservative views, including opposition to gay marriage.»
  49. ^ (ES) (Re) Elecciones Griegas: ¿Otra mayoría absoluta para la derecha? :: Carta Política, su carta-politica.webnode.page, 24 giugno 2023. URL consultato il 29 agosto 2025.
    «Asimismo, la presencia del KKE, el cual no solo es socialmente conservador, sino también pro - ruso, rompe casi todas las posibilidades de esta unidad, pues muchos dirigentes de este partido prefieren la continuación de ND antes que un gobierno progresista.»
  50. ^ (EN) Andreas Johansson Heinö, TIMBRO Authoritarian Populism Index 2024, su EPICENTER, 16 aprile 2024. URL consultato il 29 agosto 2025.
    «Además de estar muy a la izquierda en cuestiones económicas, el KKE está en contra de la pertenencia de Grecia a la OTAN y a la UE, y adopta posturas conservadoras en cuestiones sociales.»
  51. ^ (PT) José Pedro Martins Lopes, O marxismo-leninismo e a crise económica e financeira de 2008: oportunidades e desafios em análise (PDF), Universidade do Minho, Aprile 2019, p. 90.
    «Demonstra-se nesta dissertação que a crise trouxe um aumento do ceticismo face à integração europeia para ambos os partidos, que o KKE se tornou mais autoritário no pós-crise e o PCP mais nacionalista. Os comunistas gregos mantêm-se mais à esquerda e mais eurocéticos do que os portugueses. PCP e KKE radicalizaram ligeiramente o seu posicionamento na dimensão esquerda-direita económica e não só se tornaram um pouco mais céticos face à integração europeia, como aumentaram a saliência desta dimensão nas suas posições políticas. O posicionamento de ambos face às new politics não registou alterações significativas, especialmente no que toca ao conservadorismo social.»
  52. ^ Giorgos Charalambous, The Communists, in Kevin Featherstone e Dimitri A. Sotiropoulos (a cura di), The Oxford Handbook of Modern Greek Politics, 1ª ed., Oxford University Press, 2020, p. 324, ISBN 978-0-19-882510-4.
    «Moreover, Greek communism is pervaded by a cultural conservatism, most evident in the KKE’s adamantly negative position on soft drugs and its recent intervention concerning the (SYRIZA) Government’s proposed legislation on same-sex marriage (the Co-habitation Agreement).»
  53. ^ Emmanouil Tsatsanis, The Greek Party Landscape in 2023 (PDF), in Lamprini Rori; Vasiliki Georgiadou; Dimitri A. Sotiropoulos; Eftychia Teperoglou; Yannis Tsirbas (a cura di), Democracy and Human Rights Policy Brief, Friedrich-Ebert-Stiftung, 2024, p. 11.
    «By looking at the distribution of KKE voters' answers on each of the 30 issues included in the What2Vote questionnaire, we are able to identify the main sources of party–voter incongruence. On the cultural axis, much of the incongruence results from the party's conservative stances on issues.»
  54. ^ (EN) Michael Souer, The Missing Quadrant. Left-conservative parties and voters in Western Europe., Universiteit Leiden, 30 giugno 2020, p. 14. URL consultato il 29 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2025).
    «In 2006, before these developments, Greece had two parties positioned in the leftconservative quadrant; the Communist Party of Greece (KKE) and the Democratic Social Movement (DIKKI), a split-off of PASOK, both combined a far-left economic position with a mildly culturally conservative position. While DIKKI has since descended into obscurity, Figure 4 reveals that the KKE has in fact moved further right on the sociocultural dimension, from a 6.1 to a 7.»
  55. ^ Judy Thorne, What do you want the world to be like in the future? Utopian ethnography in the crisis-ordinary of late 2010s Patra, Greece, University of Manchester, 2020.
    «Cóstas point blank refused to attend the party's summer cultural festival, at which the ageing Greek rockstar Vasilis Papakonstantinou headlined, to an enormous crowd of people who my KKE informants pointed out to me were not communists but who had just showed up for the free concert. Cóstas told me that this kind of crowd-pleasing was how the party justified its cultural conservatism.»
  56. ^ (DE) Political parties of Greece, su archive.wikiwix.com. URL consultato il 29 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2025).
  57. ^ Costas Eleftheriou, Greek anti-imperialism: contemporary era, in Cope, Z. and I. Ness (eds), Palgrave Encyclopedia of Imperialism and Anti-Imperialism, Basingstoke: Palgrave/Macmillan, pp. 341-346, 1º gennaio 2015. URL consultato il 29 agosto 2025.
  58. ^ Antonio Cantaro, Europa: politiche, diritti, costituzione. Volume 5 di Democrazia e diritto, p. 84, FrancoAngeli, 2000, ISBN 9788846424969
  59. ^ Filmato audio 15-04-2013 MHNYMA FARC - EP ΓΙΑ ΤΟ 19ο ΣΥΝΕΔΡΙΟ ΤΟΥ ΚΚΕ - YouTube, su YouTube.
  60. ^ Lettera del KKE ai partiti comunisti e operai d'Europa, su it.kke.gr (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2010).
  61. ^ rizospastis gr | Synchroni Epochi, rizospastis.gr - Συγκροτήθηκε «Πρωτοβουλία» Κομμουνιστικών και Εργατικών Κομμάτων της Ευρώπης, su ΡΙΖΟΣΠΑΣΤΗΣ, 2 ottobre 2013. URL consultato il 28 agosto 2020.
  62. ^ SULLA CESSAZIONE DELL'ATTIVITÀ DELL'INIZIATIVA COMUNISTA EUROPEA, su Initiative-cwpe.org, 11 settembre 2023. URL consultato il 20 marzo 2024 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2023).
  63. ^ (EN) Press Release on the founding meeting of the European Communist Action, su Eurcomact.org, 18 novembre 2023. URL consultato il 20 marzo 2024.
  64. ^ COMUNICATO CONGIUNTO KKE – CSP | Circolo Comunista Parma, su circolocomunistaparma.wordpress.com.
  65. ^ Europee, ok alle liste dei Comunisti di Marco Rizzo senza firme. Precedente che apre a Casapound e Forza Nuova ilfattoquotidiano.it
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  • (EN) Richard Clogg, A Concise History of Greece., Cambridge University Press, 1992. ISBN 0-521-37830-3
  • (FR) Georges Contogeorgis, Histoire de la Grèce, Coll. Nations d'Europe, Hatier, 1992. ISBN 2-218-03841-2
  • (FR) Apostolos Vacalopoulos, Histoire de la Grèce moderne., Horvath, 1975. ISBN 2-7171-0057-1
  • (EN) Jason Manolopoulos, Greece's 'Odious' Debt: The Looting of the Hellenic Republic by the Euro, the Political Elite and the Investment Community, Anthem Press, 2011, ISBN 978-0-85728-771-7
  • (EN) Richard Clogg, Parties and Elections in Greece, C. Hurst & Co. Publishers, 1987, ISBN 1-85065-040-3
  • (IT) Aldo Agosti, Luciano Marrocu, Claudio Natoli, Leonardo Rapone, Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo, Editori Riuniti, 2000, ISBN 88-359-4916-5

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