Coalizione della Sinistra Radicale

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Coalizione della Sinistra Radicale
(EL) Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς
SYRIZA logo 2014.svg
Leader Alexis Tsipras
Stato Grecia Grecia
Fondazione 2004
(come coalizione)
22 maggio 2012
(come partito)
Sede 39 Valtetsiou, 106 81, Atene
Ideologia Socialismo democratico[1]
Marxismo[2]
Eurocomunismo[3][4]
Socialismo libertario[5]
Ecosocialismo[1][6]
Anticapitalismo[1]
Alter-globalizzazione[6]
Collocazione Sinistra[5][7][8]
Partito europeo SE (membro)
EACL (osservatore)
Gruppo parlamentare europeo GUE/NGL
Seggi Parlamento
145 / 300
 (2015)
Seggi Europarlamento
6 / 21
Seggi Periferie
144 / 725
Colori rosso, verde, viola
Sito web www.syriza.gr

La Coalizione della Sinistra Radicale (gr. Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς, translitterato come Synaspismós Rizospastikís Aristerás), meglio nota con il solo acronimo SYRIZA (ΣΥ.ΡΙΖ.Α.), è un partito politico greco di sinistra, di ispirazione socialista democratica, ecosocialista, anticapitalista, no-global e marxista.[1][9][10]

Nato nel 2004 come coalizione di partiti e politici indipendenti di area socialista democratica, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti e organizzazioni eurocomuniste,[3] si è costituita quindi nel 2012 come partito unico;[4] nel luglio 2013 viene celebrato il primo congresso fondativo.

Alle elezioni parlamentari in Grecia del 17 giugno 2012 SYRIZA è diventato il secondo partito greco per numero di voti e il principale partito di opposizione al governo di Antonis Samaras.

Il 25 gennaio 2015, imponendosi come primo partito con il 36,3% dei voti, SYRIZA ha vinto le elezioni politiche, mancando tuttavia di due seggi (149 su 300) la maggioranza assoluta in Parlamento.[11] A settembre dello stesso anno, SYRIZA vince nuovamente le elezioni anticipate.[12]

Il suo leader è Alexis Tsipras, Primo ministro della Grecia ed ex presidente del Synaspismós, il principale tra i partiti fondatori.[13][14]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di SYRIZA[modifica | modifica wikitesto]

Benché si ritenga in genere che il SYRIZA ebbe l'avvio subito prima delle elezioni politiche del 2004, il processo che condusse alla sua formazione può essere ricondotto allo Spazio per il Dialogo, per l'unità e l'azione comune della sinistra (in greco: Χώρος Διαλόγου για την Ενότητα και Κοινή Δράση της Αριστεράς) nel 2001.[15]

Lo "Spazio" del 2001[modifica | modifica wikitesto]

Lo Spazio era composto da varie organizzazioni della sinistra greca che, nonostante le diverse provenienze ideologiche e culturali, condividevano un'azione politica comune in numerosi importanti questioni che impegnavano la Grecia alla fine degli anni novanta: Guerra del Kosovo, privatizzazioni, diritti sociali e civili.

Lo Spazio"fornì il terreno comune nel quale i partecipanti poterono lavorare assieme su temi come:

Benché lo Spazio non fosse un'organizzazione, ma piuttosto uno sforzo per mettere insieme partiti e organizzazioni, diede vita ad alleanze elettorali per le elezioni amministrative del 2001; la più significativa di esse fu quella condotta da Manolis Glezos per la "superprefettura" di Atene-Pireo.

Lo Spazio costituì così il terreno comune dal quale numerosi partiti che lo costituivano lanciarono il Social forum greco[16], parte del Forum sociale europeo.[17][18]

La nascita ufficiale di SYRIZA nel 2004[modifica | modifica wikitesto]

L'effettiva data di nascita di SYRIZA furono le elezioni parlamentari in Grecia del 2004. Molti dei partecipanti allo Spazio decisero di sviluppare una piattaforma comune che avrebbe condotto ad un'alleanza elettorale. Ciò portò all'effettiva formazione di SYRIZA nel gennaio 2004.[19][20]

I partiti che formarono originariamente la Coalizione della sinistra radicale furono:

Alla nascita della Coalizione contribuirono anche numerosi attivisti di sinistra indipendenti.

Benché l'Organizzazione Comunista di Grecia (KOE) avesse partecipato allo Spazio, decise poi di non prendere parte alla Coalizione.[21]

Alle elezioni la Coalizione raccolse 241.539 voti (il 3.3% del totale) ed elesse sei membri al Parlamento, tutti membri del Synaspismós, il più grande tra i partiti della coalizione. Ciò provocò aspre tensioni all'interno di SYRIZA.

Crisi e rinascita di SYRIZA (2004 - 2006)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni del 2004, i partiti minori accusarono Synaspismós di non aver tenuto fede all'accordo secondo cui uno dei suoi eletti in parlamento avrebbe dovuto dimettersi per permettere al leader dell'AKOA (Yannis Bavias) di prenderne il posto. La tensione crebbe fino a condurre alla scissione della DEA e alla formazione del Kokkino, benché ambedue siano rimasti nella Coalizione.[22]

Tre mesi dopo le elezioni legislative, il Synaspismós scelse di correre da solo per le elezioni europee del 2004 mentre molti dei piccoli partiti della coalizione sostennero la lista femminista Donne per un'altra Europa (gr. Γυναίκες για μια άλλη Ευρώπη).[23]

La crisi terminò nel dicembre del 2004, con il IV congresso del Synaspismós, quando la larga maggioranza del partito votò per la rivitalizzazione di SYRIZA. Questo diverso atteggiamento si rafforzò in seguito con l'elezione di Alekos Alavanos (un sostenitore della coalizione) come presidente del Synaspismós, dopo che il precedente leader, Nikos Konstantopoulos, era stato battuto.[24][25]

La Coalizione si rafforzò ulteriormente durante l'organizzazione del Quarto Forum sociale Europeo, ad Atene nel maggio 2006 e con il successo dei candidati di SYRIZA alle elezioni amministrative del 2006. La lista per il comune di Atene era guidata dal trentenne Alexis Tsipras, proposto da Alavanos che aveva dichiarato il Synaspismós «aperto alle nuove generazioni».[26]

Il successo inaspettato alle elezioni del 2007[modifica | modifica wikitesto]

Attivisti del DIKKI ad una manifestazione a sostegno di SYRIZA, nel 2007

La Coalizione della Sinistra Radicale fu la grande sorpresa delle elezioni politiche del 2007. Essa aumentò il proprio consenso di 120.000 voti e raggiunse un inaspettato 5,04%.[27][28]

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Prima delle elezioni, il 22 giugno, i partiti aderenti concordarono una dichiarazione comune. Firmarono la "Dichiarazione della Coalizione della Sinistra Radicale", creando la piattaforma comune sulla quale la Coalizione avrebbe partecipato alle prossime elezioni e le basi dell'alleanza politica.[29]

La coalizione era anche accresciuta di partecipanti, rispetto alla sua composizione originaria del 2004. Nel giugno del 2007 l'Organizzazione Comunista di Grecia (KOE) annunciò la propria partecipazione alla Coalizione.[30]

Il 21 agosto aderì anche il gruppo ambientalista Intervento Ecologico (gr. Οικολογική Παρέμβαση);[31] il giorno seguente il Movimento Democratico Sociale (DIKKI) annunciò anch'esso la propria partecipazione alla coalizione.[32]

Il 2 settembre la Corte di Cassazione (gr. Άρειος Πάγος) rifiutò di includere il nome del DIKKI nella coalizione elettorale di SYRIZA, dichiarando che le procedure interne seguite dal DIKKI erano irregolari. Ciò fu duramente criticato da SYRIZA e dal DIKKI, come interferenza indebita nell'attività politica interna di partito.[33]

Dopo le elezioni: Tsipras diventa presidente del partito[modifica | modifica wikitesto]

Alexis Tsipras, leader di SYRIZA dal 2008.

Il 27 novembre del 2007, Alavanos annunciò che, per motivi personali, non avrebbe rinnovato la propria candidatura alla presidenza del Synaspismós.[34]

Il V congresso del Synaspismós elesse presidente il trentatreenne Alexis Tsipras, il 10 febbraio 2008.[35] Alavanos mantenne, comunque, la presidenza del gruppo parlamentare del SYRIZA.

Tsipras raggiunse una considerevole popolarità tra l'elettorato greco: ciò ha condotto ad una significativa crescita di SYRIZA nei sondaggi elettorali, fino al 18%.[36]

Dal 2008 al 2011[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine di giugno del 2008, la formazione trotskista Xekinima annunciò di volersi unire alla coalizione.[37]

Alle elezioni europee del 2009 SYRIZA ottenne il 4,7% dei voti, ottenendo l'elezione di un europarlamentare (sui 22 spettanti alla Grecia).[38]

Alle elezioni parlamentari dello stesso anno, SYRIZA ottenne il 4,6% e 13 deputati su 300, tra cui Tsipras che divenne presidente del gruppo parlamentare.[39][40]

Nel 2010 quattro deputati di SYRIZA (tra cui Fotis Kouvelis) lasciarono la coalizione e costituirono il partito Sinistra Democratica (DIMAR).[41]

Nel 2012 SYRIZA diventa il secondo partito greco[modifica | modifica wikitesto]

Con le elezioni parlamentari del maggio 2012 SYRIZA diviene la seconda forza del parlamento greco, preceduta da Nuova Democrazia e seguita dal PASOK. Questo risultato avviene in un quadro di malcontento generale della popolazione greca verso le politiche per porre rimedio alla crisi del debito pubblico nazionale.[42]

In seguito alla constatazione del leader di Nuova Democrazia di non poter riuscire a formare un governo che avesse una solida maggioranza, il leader di SYRIZA, Alexis Tsipras, viene incaricato dal Presidente della Repubblica Karolos Papoulias di cominciare le trattative per formare una coalizione di partiti che abbiano la maggioranza dei deputati all'interno del Parlamento greco.[43]

Il 10 maggio 2012 Tsipras annuncia che non riuscirà a formare il governo poiché non dispone di un numero di deputati sufficiente per avere la maggioranza in Parlamento. Tsipras rimette dunque il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica che, il giorno dopo, incaricherà il leader del PASOK di formare un nuovo governo.[44]

Il 15 maggio, a causa del fallimento del leader del PASOK e dopo un ultimo estremo tentativo, il presidente della Repubblica Karolos Papoulias dichiara che nessun accordo è stato raggiunto dai partiti per formare una maggioranza di Governo e che quindi la Grecia tornerà alle urne probabilmente la seconda settimana di giugno.[45]

Il 16 maggio si apprende la notizia che il Presidente del Consiglio di Stato greco Panagiotis Pikrammenos dirigerà ad interim il Governo greco per portarlo alle elezioni di giugno. Papoulias aveva proposto di estendere il mandato del già capo del governo Lucas Papademos, ma la proposta viene scartata a causa dell'opposizione della sinistra radicale (SYRIZA e KKE).[46]

Il 22 maggio, SYRIZA decide di costituirsi come partito unico, unificando definitivamente tutte le varie componenti al suo interno. Il motivo principale di questa scelta è da ricercarsi nella legge elettorale greca, che attribuisce al partito con più voti un bonus di 50 seggi: presentandosi come "coalizione di partiti", in caso di vittoria, SYRIZA non avrebbe potuto usufruire di questa possibilità.[4][47]

Il nome ufficiale del partito, a seguito di questa unificazione, sarà d'ora in poi "Coalizione della Sinistra Radicale - Fronte Sociale Unitario".[4][47][48]

Alle elezioni del mese dopo SYRIZA si conferma secondo partito e fin dall'inizio annuncia di voler restare all'opposizione.[49][50][51]

Dopo le elezioni: le battaglie politiche dentro e fuori il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Syntagma. La sede del Parlamento greco, dove si sono svolte numerose manifestazioni a cui ha partecipato SYRIZA.[52][53][54]

Nel settembre 2012, Alexis Tsipras durante una conferenza stampa a Bruxelles affermò a nome del partito:

« Bisogna dire la verità non solo ai cittadini greci ma tutti gli europei: le misure d’austerità non funzionano. La popolazione greca ha sopportato delle prove durissime senza che in due anni e mezzo la crisi sia stata risolta e questo è servito solo a salvare le banche greche, il cui fallimento avrebbe conseguenze in tutto il sistema bancario europeo. »

In quell'occasione egli auspicò la «ricostruzione dell'Eurozona in base ai principi della coesione sociale e della democrazia».[55]

Il 7 novembre 2012 il partito ha organizzato una manifestazione in piazza Syntagma per contestare il voto favorevole del parlamento sulle politiche di austerity imposte dall'Unione Europea alla Grecia.[53]

Il 18 gennaio 2013 il Parlamento greco, con 265 voti su 300, vota a favore dell'istituzione di una commissione di inchiesta per valutare l'operato dell'ex ministro dell'economia del PASOK Georgos Papaconstantinou: egli avrebbe rimosso i nomi di tre suoi parenti dalla cosiddetta Lista Lagarde, ossia un documento che contiene i nomi di centinaia di possibili evasori fiscali greci con depositi in Svizzera. Nella stessa seduta il Parlamento ha respinto la proposta di SYRIZA, che voleva un'indagine anche su possibili responsabilità penali, per la stessa vicenda, di un altro ex Ministro delle Finanze e attuale leader del PASOK, Evangelos Venizelos.[56][57][58]

Il 14 febbraio 2013 il partito ha promosso una manifestazione pacifica davanti al Ministero delle Finanze greco, a seguito delle dichiarazioni del segretario generale dello stesso ministero che auspicava la riduzione del salario minimo, che attualmente si attesta a 500 euro. Tra i partecipanti vi erano anche due parlamentari di SYRIZA (Kostas Barkas e Vangelis Diamantopoulos) che vennero gettati a terra dai reparti speciali di polizia greca (MAT), che erano stati incaricati di disperdere la manifestazione, e vennero presi a calci nonostante avessero mostrato alle forze dell'ordine la loro tessera da parlamentari.[59][60]

Nei primi mesi del 2013 SYRIZA ha guadagnato numerosi consensi elettorali, arrivando a diventare il primo partito greco per intenzioni di voto.[61][62][63][64]

Il 13 aprile 2013, SYRIZA ha chiesto le dimissioni del governo di centrodestra e le elezioni anticipate. Secondo il leader del partito, questa è «l'unica soluzione per superare la difficile situazione economica in Grecia».[65]

I contrasti con Alba Dorata[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 aprile 2013 alcuni membri di Alba Dorata hanno aggredito alcuni immigrati, nei pressi di Chania, e poi hanno organizzato una manifestazione provocatoria, davanti alla sede del KKE; in seguito si sono scagliati anche contro alcuni supporter dell'AEK Atene. A seguito di ciò il segretario locale di Alba Dorata, Stelios Vlamakis, è stato gettato in mare da un gruppo di comunisti, di tifosi dell'AEK Atene e di antifascisti. L'indignazione si è diffusa tra la popolazione della città, e il giorno dopo, a seguito di un appello di SYRIZA, circa 2500 persone sono scese in piazza per condannare l'episodio xenofobo.[66][67][68]

Il 18 maggio 2013, durante una seduta del Parlamento Ellenico in cui si stava discutendo un disegno di legge antirazzista, il parlamentare di Alba Dorata Panagiotis Iliadis venne richiamato numerose volte dal presidente di turno dell'aula, Iannis Dragasakis (SYRIZA), a causa dei toni aggressivi del suo discorso nei confronti del Ministro della Giustizia e del leader di SYRIZA. In seguito il deputato è stato espulso dall'aula dopo aver intimato al vicepresidente del parlamento di «stare seduto». Nell'uscire dall'aula il deputato ha scandito per tre volte lo slogan «Heil Hitler», scatenando l'indignazione generale dei deputati.[69][70] Successivamente Dragasakis ha deciso di applicare, per la prima volta nella storia della Repubblica greca, l'articolo 80 del "Regolamento del Parlamento" per il «comportamento antiparlamentare», che prevede dure sanzioni per l'autore dello slogan.[71] Il giorno seguente Alexis Tsipras, leader di SYRIZA, ha accusato Nuova Democrazia di «non aver preso posizione contro i neonazisti di Alba Dorata».[72]

Reazioni alla chiusura della ERT[modifica | modifica wikitesto]

Il logo di ERT (Ellinikí Radiofonía Tileórasi), l'azienda radiotelevisiva di stato greca, nonché prima televisione di lingua greca per ascolti.

Il portavoce del governo greco Simos Kedikoglou, annunciò la chiusura della ERT, la radiotelevisione pubblica greca, l'11 giugno 2013 e il licenziamento di tutti i suoi 2.500 dipendenti, nell'ambito del programma di privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale concordato con la «troika» (UE, BCE e FMI).[73][74]

SYRIZA ha partecipato alle varie manifestazioni per difendere la ERT dalla chiusura e per chiedere le dimissioni del governo di centrodestra:[75][76][77]

« In parlamento i partiti di opposizione hanno cominciato un duro ostruzionismo per guadagnare tempo, con Syriza in prima fila per fermare la liquidazione della tv. Tsipras si è precipitato martedì pomeriggio da Salonicco direttamente nella sede dell'Ert, dove già si trovavano da ore l'anziano partigiano Manolis Glezos e decine di deputati di Syriza, per tornare negli studi della tv di stato alle tre di notte per ripetere senza se e senza ma che Syriza sarà al fianco della società greca. Ieri mattina Tsipras ha anche incontrato il presidente della Repubblica greca Karolos Papoulias, sottolineando a muso duro che non deve essere l'usciere della troika. »
(Teodoro Andreadis Synghellakis, In rivolta per la tv pubblica, il manifesto, 13 giugno 2013)

Il leader di SYRIZA, Alexis Tsipras, ha affermato che la chiusura della televisione pubblica è un «colpo di Stato»,[78] e ha dichiarato in Parlamento, rivolto al Ministro delle Finanze:[79]

« Lei ha deciso e ordinato di mettere a tacere la televisione di Stato, oscurando anche la democrazia e la libertà di parola. Una cosa del genere avviene solo in due occasioni, Ministro: quando un Paese subisce un’invasione straniera o quando crolla la democrazia. »

In seguito il più grande sindacato dei dipendenti dell’emittente pubblica (Pospert) ha presentato ricorso all'Alta Corte di Stato ellenica, sostenendo che il provvedimento di chiusura di ERT presentato dal governo fosse incostituzionale.[80]

Il 18 giugno 2013 l'Alta Corte di Stato ha accolto il ricorso e ha giudicato incostituzionale il decreto di chiusura dell'ERT.[81] La corte ha inoltre disposto che il segnale dell'emittente pubblica deve rimanere «on air» fino a quando il governo greco non avvierà la riforma delle comunicazioni nazionali, varando la nuova versione della televisione di Stato.

Infatti:[82][83]

« L’articolo 15 [della Costituzione greca] obbliga lo Stato a regolare il buon funzionamento e la radiodiffusione pubblica. »

A seguito della notizia, Tsipras ha dichiarato che: «Il colpo di stato tentato da Samaras con ERT, significa la decapitazione di migliaia di lavoratori e il diritto dei cittadini greci ad essere informati. Esso ha rivelato i limiti del memorandum e della politica di governo Samaras. [...] La vita del governo si è conclusa oggi».[82]

Le elezioni europee del 2014: SYRIZA è il primo partito della Grecia[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni europee del 2014, il Partito della Sinistra Europea, di cui SYRIZA fa parte, ha scelto come proprio candidato alla Presidenza della Commissione europea il leader del partito Alexis Tsipras.[84]

I temi principali affrontati da Tsipras in campagna elettorale sono la crisi economica, la proposta di un New Deal europeo, la contestazione delle politiche di austerity dell'UE e la critica al neoliberismo.[84]

Alle elezioni europee del 2014, il partito ha ottenuto più del 26% dei voti superando di tre punti Nea Dimokratia, la formazione politica di centrodestra europeista del primo ministro Antonis Samaras, e diventando così il primo partito della Grecia.[85][86]

L'avvenimento ha avuto grande risalto sulla stampa nazionale ed internazionale, poiché è stata la prima volta che un partito di sinistra ha vinto le elezioni in Grecia.[87][88]

La vittoria alle elezioni politiche del 2015[modifica | modifica wikitesto]

L'antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di dicembre del 2014, il Parlamento greco è stato chiamato ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica così come stabilito dalla Costituzione greca.[89]

La maggioranza di governo, composta da ND e PASOK, propose il nome di Stavros Dimas[90] mentre le opposizioni (tra cui SYRIZA) non proposero alcun candidato, limitandosi a votare contro Dimas in tutte e tre le votazioni.[91][92][93]

Il 29 dicembre 2014, non raggiungendosi il quorum necessario per l'elezione alla terza ed ultima votazione, il parlamento venne sciolto, così come stabilito dalla Costituzione, dovendosi procedere ad elezioni anticipate. Il primo ministro Antonis Samaras ha annunciato nuove elezioni parlamentari per il 25 gennaio 2015.[94][95]

I sondaggi precedenti alle elezioni del 2015 hanno visto SYRIZA stabilmente al primo posto per intenzioni di voto.[96][97]

Risultati e conseguenze del voto[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 gennaio 2015 SYRIZA (in una lista unitaria con i Verdi Ecologisti[98][99]) vince le elezioni, imponendosi come primo partito e ottenendo il 36,3% dei voti.[11]

La notizia conquista le prime pagine delle principali testate internazionali.[100][101]

Il partito ottiene 149 seggi su 300, mancando di due seggi la maggioranza assoluta in Parlamento.[11] Per tale scopo Panos Kammenos, leader dei Greci Indipendenti (conservatori euroscettici), ha annunciato un'alleanza con SYRIZA per poter formare il nuovo esecutivo.[102][103]

Alexis Tsipras Primo ministro della Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 gennaio 2015 Alexis Tsipras leader di Syriza giura dinanzi al Presidente della Repubblica della Grecia e assume la carica di Primo ministro della Grecia formando un nuovo Governo[104].

Accordi con l'Europa[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della sua elezione a primo ministro, Tsipras, tenta di fare accordi riguardo alla rinegoziazione del debito con l'Unione europea e col Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia il governo non è disposto ad accettare le proposte dei creditori e decide di indurre un referendum in cui verrà chiesto se accettare o no le proposte. Col 61,3% vince il NO (OXI in greco). Il giorno antecedente ai risultati (6 luglio) il ministro delle finanze Varufakis però si dimette. Così Tsipras torna a parlare coi creditori e il 13 luglio si raggiunge un accordo, anche se obbliga ad introdurre misure di austerità.

Nascono le polemiche interne a Syriza[modifica | modifica wikitesto]

Il parlamento approva il nuovo pacchetto di riforme del governo grazie ai voti di Nuova Democrazia, To Potami e Partito Socialista. Tuttavia tali riforme (maggiori tasse e allungamento dell'età pensionabile) sono molto contestate dalla minoranza di sinistra Piattaforma di Sinistra. Successivamente Tsipras si dimette da capo del governo e induce nuove elezioni previste per settembre. Ad agosto 25 deputati di Syriza fuoriescono dal partito e creano il gruppo di Unità Popolare.

La nuova vittoria alle politiche anticipate di settembre 2015[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le dimissioni di Alexis Tsipras da Primo Ministro della Grecia a causa della scissione dell'ala sinistra anti-euro contraria alla firma del terzo memorandum voluto dal Governo e alla conseguente perdita della maggioranza in Parlamento, il Paese torna alle elezioni politiche anticipate in settembre per la terza volta in un anno. Secondo tutti i sondaggi ci sarebbe stato un testa a testa tra SYRIZA dell'ex premier Tsipras e ND guidata dal segretario pro-tempore, l'ex Presidente del Parlamento ed ex Ministro della Difesa, Vangelis Meimarakis. Tsipras ha chiesto la maggioranza assoluta aprendo alla conferma dell'alleanza con gli indipendentisti greci di destra ANEL in chiave anti-austerità lasciando la porta aperta alle forze socialdemocratiche europeiste come PASOK-DIMAR e Il Fiume mentre nega una grossa coalizione con Nuova Democrazia come auspicato da Memarakis. Tsipras ha ribadito il rispetto del memorandum promettendo pero una rinegoziazione del debito greco e sacrifici spalmati in modo equitativo.

Le elezioni confermano la fiducia in SYRIZA che con il 35,5% ottiene 145 seggi pari a 1,925,904 voti riuscendo così a formare una coalizione con i 10 deputati di destra di ANEL, con una maggioranza di 155 deputati su 300 totali. Rispetto a gennaio SYRIZA perde solo lo 0,8% pari a 4 seggi (ne guadagna 22 però considerando anche la scissione del partito di Unità Popolare).

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto elettorale di SYRIZA del 2007. Il manifesto testimonia l'adesione del partito ai valori dell'ecosocialismo. Lo slogan recita: «Il loro 'sviluppo' brucia le nostre foreste».

Il partito si richiama ai principi del socialismo democratico e dell'anticapitalismo.

La principale componente di SYRIZA, il Synaspismós, sostiene anche i valori tipici dell'ecosocialismo[1][3][18][105], e dell'eurocomunismo[3], ma all'interno della coalizione esistono inoltre realtà politiche ben differenziate che si richiamano in maniera più o meno esplicita al maoismo ed al trotskismo.[18][106]

Per quanto riguarda le politiche economiche, SYRIZA si è sempre dichiarata contro le politiche neoliberiste dell'Unione europea e, in generale, delle istituzioni economiche internazionali. Per contrastare tali politiche il partito propone programmi di «giustizia sociale» e di «protezione dei diritti fondamentali».[107][108][109][110]

Il partito, sin dalla sua fondazione, ha avuto al proprio interno una forte componente femminista e anti-razzista; da aggiungere che SYRIZA si definisce «movimento antifascista e antinazista».[18][111]

SYRIZA mette al centro del proprio programma la legalizzazione del matrimonio omosessuale e delle politiche a favore del diritto di asilo per gli immigrati.

Altri punti programmatici sostenuti dal partito sono:[112]

  • Tagliare drasticamente la spesa militare.
  • Adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso.
  • La protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all'ambiente.
  • Smilitarizzare la guardia costiera (in Grecia: Limenikò Sòma − Ellinikì Aktofylakì) e sciogliere le forze speciali anti-sommossa. Proibire la presenza di poliziotti con il volto coperto o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Cambiare i corsi per poliziotti in modo da mettere in primo piano i temi sociali come l'immigrazione, le droghe o l'inclusione sociale.
  • Depenalizzare il consumo di droghe, combattendo solo il traffico. Aumentare i fondi per i centri di disintossicazione.
  • Nazionalizzare gli ospedali privati. Eliminare ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario ed eliminare i ticket a carico dei cittadini nel servizio sanitario.
  • Esigere dalla UE un cambiamento nel ruolo della BCE perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.
  • Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei.

Nel gennaio 2013 un deputato di SYRIZA, Tasos Kourakis ha presentato al Parlamento greco una proposta di legge che prevede la separazione netta tra Chiesa ortodossa e Stato, mai realizzata nel paese. Progetti come questi testimoniano il forte laicismo del partito, sostenuto da tutte le sue componenti.[113][114][115][116]

Il rapporto con l'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

SYRIZA è stata spesso accusata dai suoi avversari politici e dalla stampa di essere contraria all'euro e alla permanenza della Grecia nell'Unione europea. Eppure il partito non ha mai messo in dubbio la permanenza della Grecia in Europa e nella moneta unica.[117][118][119]

Il leader di SYRIZA ha infatti affermato che «se la sinistra radicale rappresentata da SYRIZA vincerà le prossime elezioni, la Grecia rimarrà nell'Euro».[120][121]

SYRIZA avverte l'assoluta necessità di cambiare le politiche economiche dell'UE (a cominciare dalle politiche di austerity), giudicate troppo a favore dei «poteri forti» (come banche e grandi imprese). Il partito ritiene che per uscire dall'attuale crisi economica sia d'obbligo mettere al centro delle politiche economiche europee temi come: il lavoro, lo stato sociale, il reddito, la tutela e i diritti dei più deboli e i «beni comuni».[122][123][124]

Si può ben dire, riassumendo, che SYRIZA sia un partito con una sua particolare visione europeista e contrario alle politiche di austerity.[117][125]

Nell'ottobre 2012, a seguito della visita di Angela Merkel ad Atene, il leader di SYRIZA, Alexis Tsipras dichiarò:[126]

« Angela Merkel è venuta ad Atene per dare il suo appoggio al governo di coalizione del premier Antonis Samaras e alle misure che vuole imporre, ma il popolo non reggerà al peso dell’austerità e alla fine vinceremo perché abbiamo il diritto dalla nostra parte. »

Nel dicembre 2012 il comitato centrale di SYRIZA ha approvato, con il 75%, una mozione che sostiene il mantenimento della Grecia nell'Unione europea; nonostante questo SYRIZA continua a contestare in maniera decisa le politiche di austerity imposte dall'Europa alla Grecia, in particolare per quanto riguarda le privatizzazioni dei servizi pubblici, i tagli agli stipendi dei dipendenti statali e l'aumento della pressione fiscale.[127][128]

Il 9 dicembre 2012 alcuni membri del partito, con una fiaccolata ad Oslo insieme a gruppi no-global, hanno contestato duramente la decisione di assegnare il Premio Nobel per la pace all'Unione europea. Alcuni parlamentari di SYRIZA hanno dichiarato che:[129][130]

« Non è giusto assegnare il premio Nobel all'Unione Europea: [...] la gente deve unirsi contro un'Unione Europea che aiuta solo le banche e le grandi aziende. »

Il 14 febbraio 2013, il parlamentare europeo di SYRIZA Nikos Houndìs ha rivolto un'interrogazione alla Commissione europea in merito alle politiche di austerity che il paese sta applicando su ordine della cosiddetta «troika» (UE, BCE e FMI). La stessa Commissione ha rilevato che il governo greco «deve garantire la conformità delle leggi approvate alla Costituzione greca»; a ciò si aggiunge il fatto che il "Tribunale Superiore" (la Corte Costituzionale greca) si è pronunciato, in passato, contro tali politiche di austerity ritenendole in violazione dei principi costituzionali in materia di tutela dei diritti della persona e del lavoro.[131]

Partiti partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione di SYRIZA nel 2007: sono ben visibili le bandiere di alcuni dei partiti che compongono la coalizione (Synaspismós, AKOA, DIKKI e Kokkino).

SYRIZA, attualmente, comprende i seguenti partiti:[3][132][133][134][135][136]

Partito o movimento politico Ideologia Sito ufficiale
Cittadini attivi (Ενεργοί Πολίτες)
Socialismo democratico
Patriottismo
energw.gr
Gruppo politico anticapitalista (ΑΠΟ)
Comunismo
Trotskismo
antipol.wordpress.com
Organizzazione Comunista di Grecia (KOE)
Comunismo
Maoismo
koel.gr
Movimento Democratico Sociale (DIKKI)
Nazionalismo di sinistra
Socialismo
Euroscetticismo
dikki.org
Ecosocialisti (Οικοσοσιαλιστές Ελλάδας)
Ecosocialismo
ecosocialist.gr
Sinistra dei Lavoratori Internazionalisti (DEA)
Comunismo
Trotskismo
Socialismo rivoluzionario
dea.org
Movimento per l'unità d'azione della sinistra (KEDA)
Comunismo
edromos.gr
Gruppo di sinistra radicale Roza
Radicali (Ριζοσπάστες)
Socialismo democratico
Patriottismo
rizospastes.gr
Kokkino (Κόκκινο)
Comunismo
Trotskismo
kokkino.org
Sinistra Innovatrice Comunista Ecologista (AKOA)
Socialismo democratico
Eurocomunismo
Ambientalismo
akoa.gr
Synaspismós (SYN)
Socialismo democratico
Ecosocialismo
Eurocomunismo
Ambientalismo
Femminismo
syn.gr
Organizzazione Socialista Internazionalista (Xekinima) (aderente al CWI-CIO)
Trotskismo
xekinima.org
Movimento unitario
Socialismo democratico
Socialdemocrazia
enotikinisi.gr

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 al 2006 il partito si stava ancora costituendo: dunque si presentava alle elezioni come alleanza di alcune forze politiche. Dal 2007 sino al 2011 tutte queste forze si coalizzeranno tutte sotto il simbolo di SYRIZA, nonostante il partito rimanga ancora, de iure, una coalizione di più formazioni. Dal 2012 SYRIZA diventerà un unico partito.

Elezioni parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % +/- Seggi +/- Note Fonte
2004
241 637
3,26%
Straight Line Steady.svg
6 / 300
Straight Line Steady.svg
Opposizione
(# 4)
Ministero dell'Interno
2007
361 101
5,04%
Green Arrow Up.svg 1,78%
14 / 300
Green Arrow Up.svg 8
Opposizione
(# 4)
Ministero dell'Interno
2009
315 665
4,60%
Red Arrow Down.svg 0,44%
13 / 300
Red Arrow Down.svg 1
Opposizione
(# 5)
Ministero dell'Interno
2012-I
1 054 751
16,77%
Green Arrow Up.svg 12,17%
52 / 300
Green Arrow Up.svg 39
Opposizione
(# 2)
Ministero dell'Interno
2012-II
1 655 022
26,89%
Green Arrow Up.svg 10,72%
71 / 300
Green Arrow Up.svg 19
Opposizione
(# 2)
Ministero dell'Interno
2015-I
2 244 674
36,34%
Green Arrow Up.svg 9,45%
149 / 300
Green Arrow Up.svg 78
Governo di coalizione
SYRIZA-ANEL
Ministero dell'Interno
2015-II
1 925 904
35,46%
Red Arrow Down.svg 0,88%
145 / 300
Red Arrow Down.svg 4
Governo di coalizione
SYRIZA-ANEL
Ministero dell'Interno

Elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % +/- Seggi +/- Note Fonte
2004
254 447
4,16%
Straight Line Steady.svg
1 / 24
Straight Line Steady.svg
Partecipazione alle elezioni come Synaspismós
Ministero dell'Interno
2009
240 930
4,70%
Green Arrow Up.svg 0,54%
1 / 22
Straight Line Steady.svg
Ministero dell'Interno
2014
1 518 608
26,57%
Green Arrow Up.svg 21,90%
6 / 21
Green Arrow Up.svg 5
Primo partito in Grecia
Ministero dell'Interno

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Attività politica di SYRIZA[modifica | modifica wikitesto]

Manifesti elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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    «[...] Increasingly aggressive austerity policies that are serving to undercut what remains of the social democratic consensus, along with a number of organisational shifts within the UK left and the perceived success of the Greek Left unity organisation SYRIZA, have raised the question of unitary organisation high on the political agenda within the broad Left milieu [...]».
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    «He is the first to concede the programme is radical. "I am a Marxist," he says. "The majority [in Syriza] are."».
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  89. ^ Essa prevede che si svolgano tre votazioni, con quorum diversi (nelle prime due 200 deputati su 300, nella terza 180) per riuscire ad eleggere il nuovo presidente. Se non si riesce a raggiungere il quorum in nessuna delle tre votazioni, il Presidente della Repubblica uscente scioglie il Parlamento entro i dieci giorni successivi e convoca le elezioni anticipate.
  90. ^ L’elezione anticipata del presidente in Grecia, in Il Post, 9 dicembre 2014. URL consultato il 31 dicembre 2014 (archiviato il 31 dicembre 2014).
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  92. ^ Grecia, il premier Samaras fa “scouting” di parlamentari per evitare le elezioni, in Europa, 22 dicembre 2014. URL consultato il 31 dicembre 2014 (archiviato il 31 dicembre 2014).
    «Alla prima votazione, la scorsa settimana, Dimas ha ottenuto 160 voti, ovvero la maggioranza di governo (formata da conservatori e socialisti) più cinque voti indipendenti [...]».
  93. ^ Grecia, seconda fumata nera per l’elezione del presidente, in Europa, 23 dicembre 2014. URL consultato il 31 dicembre 2014 (archiviato il 31 dicembre 2014).
    «I parlamentari greci non sono riusciti, nella seconda tornata di voto, a eleggere il presidente. [...] Dimas ha ottenuto 168 voti, 12 in meno del quorum necessario. Ci sono state 131 schede bianche, che per il regolamento parlamentare ellenico valgono come voti contrari, ed un astenuto.».
  94. ^ Grecia: elezioni il 25 gennaio. Crolla la Borsa di Atene, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2014. URL consultato il 31 dicembre 2014 (archiviato il 31 dicembre 2014).
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    «On January 4, the EGP member party, Oikologoi Prasinoi, decided by a majority of about 75% to accept an offer from the Syriza party for a joint candidacy.».
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    «Dall'Inghilterra alla Spagna, il trionfo di Syriza alle elezioni occupa le prime pagine di tutte le testate.».
  101. ^ La vittoria di Syriza sui giornali del mondo. La Bild: «Trionfa Tsipras, l'euro-terrore», in TGcom24, 26 gennaio 2015. URL consultato il 26 gennaio 2015 (archiviato il 26 gennaio 2015).
  102. ^ Grecia, coalizione di governo: Tsipras trova l'intesa con l'Anel, in Il Messaggero, 26 gennaio 2015. URL consultato il 26 gennaio 2015 (archiviato il 26 gennaio 2015).
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  113. ^ In Grecia, infatti, la Costituzione statuisce la «predominanza» della Chiesa ortodossa e stabilisce che il Presidente della Repubblica deve giurare in nome della Santissima Trinità. Inoltre, poiché, in Grecia il clero ortodosso è stipendiato dallo stato, Kourakis è arrivato a proporre di coprire questa spesa tassando tutti coloro che si dichiarano ortodossi e utilizzando il denaro così ottenuto per gli stipendi dei religiosi.
  114. ^ (EN) KPG, MP Kourakis’ «Church-Tax» proposal sparks new dispute between ND-SYRIZA, su Keep Talking Greece, 28 gennaio 2013. URL consultato il 9 marzo 2013.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri e opere pubblicate[modifica | modifica wikitesto]

  • José M. Magone, José Magone, (EN) Comparative European Politics: An Introduction, Taylor & Francis, 2009, ISBN 978-0-415-41892-8
  • International Socialist Organization, (EN) International socialist review: the quarterly journal of the International Socialist Organization, Edizioni 57-62, International Socialist Organization, 2008
  • Uwe Backes, Patrick Moreau, (EN) Communist and Post-Communist Parties in Europe, Vandenhoeck & Ruprecht, 2008, ISBN 978-3-525-36912-8
  • Kate Hudson, (EN) The New European Left: A Socialism for the Twenty-First Century?, Palgrave Macmillan, 2012, ISBN 978-0-230-24876-2
  • Petros Markaris, Tempi bui, Bompiani, 2013, ISBN 978-88-587-5849-6
  • Hank Johnston, Seraphim Seferiades, (EN) Violent Protest, Contentious Politics, and the Neoliberal State, Ashgate Publishing, Ltd., 2012, ISBN 978-1-4094-1877-1

Saggistica politica online[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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