Greci Indipendenti

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Greci Indipendenti
(EL) Ανεξάρτητοι Έλληνες (AN.EΛ.)
Anexartītoi Ellīnes (AN.EL.)
LeaderPanos Kammenos
SegretarioMihalis Giannakis
PortavoceTerens Kouik
StatoGrecia Grecia
Sede196, Syngrou Avenue
Atene
Fondazione24 febbraio 2012
IdeologiaConservatorismo nazionale,[1]
Nazionalismo,[2]
Euroscetticismo
CollocazioneDestra
Partito europeonessuno
Gruppo parl. europeoConservatori e Riformisti Europei
Seggi Parlamento
10 / 300
 (2015)
Seggi Europarlamento
1 / 21
 (2014)
Seggi Consiglio periferico
109 / 703
 (2015)
Coloriblu e rosso
Sito webanexartitoiellines.gr

Greci indipendenti (in greco Ανεξάρτητοι Έλληνες, Anexartītoi Ellīnes, AN.EL.) è un partito politico greco di destra,[3] con orientamento euroscettico e contrario all'austerità, membro dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito è nato il 24 febbraio 2012 come scissione dal principale partito greco di centrodestra, Nuova Democrazia dell'ala guidata da Panos Kammenos. Il dissenso di ANEL e di Kammenos è nato dal cambio radicale di politica di ND a proposito del memorandum d'intesa con la Troika: ND, durante il governo monocolore del PASOK presieduto da George Papandreou, si era opposta alla Troika, ma dopo la fine di quel governo, con la creazione del Governo Papadīmos, sostenuto da tutti i partiti tranne KKE e SYRIZA, ND ha totalmente ribaltato il suo atteggiamento passando da contrario a favorevole al memorandum d'intesa con la Troika, diventando quindi, secondo Kammenos, il clone del PASOK. ANEL debutta con undici deputati, dieci ex ND ed uno ex PASOK.

Alle elezioni parlamentari in Grecia del maggio 2012, distinguendosi per la forte e dura opposizione alle politiche di austerità portate avanti dal governo tecnico di Loukas Papadīmos ed al memorandum d'intesa firmato con la Troika, ANEL raccoglie il 10,62% dei voti, quarto partito dopo ND, SYRIZA e PASOK, avendo così diritto a 33 dei 300 seggi del Parlamento Ellenico. Secondo i flussi elettorali, ANEL ha pescato principalmente tra i delusi di ND, ma anche da una frazione del PASOK.

A causa del rifiuto dei 19 deputati di DIMAR di entrare nella maggioranza di governo pro-Troika e visto il mancato ingresso del LAOS al parlamento greco a causa della soglia di sbarramento pari al 3% dei voti, ND e PASOK si fermano a soli 149 seggi, due seggi al di sotto della maggioranza richiesta di 151, il Presidente della Repubblica Karolos Papoulias nomina il magistrato Panagiōtīs Pikrammenos, presidente del Consiglio di Stato, come Primo Ministro ad interim e vengono indette nuove elezioni.

Alle elezioni anticipate del giugno 2012, anche a causa della pesante campagna mediatica del voto utile condotta da ND verso l'elettorato di centrodestra per impedire la vittoria di SYRIZA tramite l'assegnazione del premio di maggioranza, ANEL scende al 7,51% ed elegge solo 20 deputati al Parlamento Ellenico.

Dopo queste elezioni, ND e PASOK superano quota 151 e DIMAR si allea con loro: notare che lo scioglimento anticipato era stato causato proprio dal rifiuto di DIMAR di entrare nell'allora ipotizzato Governo Samaras di maggio insieme a ND e PASOK; all'opposizione ci sono ANEL, KKE e Alba Dorata: il 21 giugno 2013 DIMAR è passato all'opposizione.

Visto il sostegno di DIMAR al Governo Samaras effettivamente creatosi dopo queste elezioni, ANEL denuncia «la grande truffa del voto anticipato» in quanto DIMAR, se avesse voluto, avrebbe potuto votare la fiducia ad Antōnīs Samaras già nel maggio 2012, fornendo quindi la maggioranza necessaria per impedire le elezioni anticipate: secondo Panos Kammenos (leader di ANEL), il voto anticipato è stato provocato «con il preciso scopo di terrorizzare i cittadini per indurli a votare i partiti pro-austerità, quindi per produrre una maggioranza (pari a 180 voti) per eleggere un Capo di Stato pro-Troika». Il ragionamento di Kammenos appena citato si basa sul fatto che, tramite questo voto anticipato, ANEL cala da 33 a 20 seggi sui 300 totali, quindi i seggi di ND e PASOK sono infatti saliti da 149 (che diventano 168 con i 19 di DIMAR) a 162 (che diventano 179 con i 17 di DIMAR).

Alle elezioni europee del maggio 2014, ANEL scende al 3,47% dei voti, a causa della già citata "campagna di ND sul voto utile", risultando l'ultimo partito a superare la soglia di sbarramento fissata al 3% dei voti, ma riesce ad eleggere un eurodeputato sui 22 spettanti alla Grecia. Notis Marias, unico eletto[4] di ANEL al Parlamento Europeo, aderisce al gruppo parlamentare ECR[4] dei Conservatori e Riformisti Europei,[4] consentendo così ad ANEL di avere l'accreditamento internazionale[5][6] dal Partito Conservatore del Regno Unito e rifiutando[5][6] quindi qualsiasi tipo di alleanza con i partiti impresentabili di estrema destra[5][6] e respingendo il Partito Popolare Europeo di cui fa parte, da decenni, ND.

A causa del basso risultato (il settimo posto) nel voto europeo, i sondaggi[7] di novembre 2014 vedono ANEL sotto lo sbarramento: nel dicembre 2014 Antōnīs Samaras (leader di ND) propone ad ANEL un'alleanza per eleggere l'ex commissario europeo Stavros Dimas (ND) come nuovo Presidente della Repubblica per evitare la caduta del governo e quindi l'obbligatorio voto anticipato e di entrare nella maggioranza di governo, ma Kammenos rifiuta. Il 29 dicembre 2014, visto il mancato raggiungimento del quorum richiesto di 180 voti su 300 per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica alla terza votazione, il Parlamento Ellenico è stato quindi, visto il testo costituzionale a quel tempo in vigore, sciolto automaticamente. Durante le tre votazioni presidenziali, Pavlos Chaikalis di ANEL ha denunciato di aver ricevuto un tentativo di corruzione e lobbying, con promessa di una bustarella di 700 000 euro per lui oltre a 2-3 milioni da usare "per fare proselitismo", da parte di un banchiere per non far cadere il Governo Samaras con l'obiettivo finale di evitare le elezioni anticipate: Chaikalis però ha respinto l'offerta corruttiva, ha registrato la conversazione ad insaputa del corruttore e ha pubblicato i nastri. Nonostante ciò, la Commissione etica del Parlamento Ellenico, composta a maggioranza ND-PASOK, decide di archiviare, tra le proteste di tutti i partiti di opposizione, la denuncia: la magistratura greca però continua ad indagare. ANEL, KKE e Alba Dorata protestano in Parlamento e i gruppi extraparlamentari come LAOS (in Parlamento fino al maggio 2012) in piazza.

Alle elezioni parlamentari anticipate del gennaio 2015 ANEL ottiene il 4,75% dei voti e 13 seggi su 300, contro i 12 che aveva al momento dello scioglimento anticipato decretato il 29 dicembre 2014. Il partito, con questo risultato, ha superato anche il PASOK, ex partito di governo ed ex caposaldo insieme a ND dello storico bipolarismo greco, che ormai è precipitato al settimo posto. Durante questa campagna elettorale, ND, il principale partito di centrodestra iscritto al PPE, ha cercato di ripetere nuovamente la campagna del voto utile per cercare di impedire la vittoria di SYRIZA, ma non è servito: ANEL infatti ha superato lo sbarramento e il 10% di coloro che hanno votato ND alle europee del 2014 ha cambiato voto a favore di SYRIZA proprio grazie al voto utile e alle regole del bipolarismo perché SYRIZA è l'unico partito, dopo il crollo del PASOK, in grado di superare ND.

Dopo le elezioni ANEL accetta di formare una coalizione[8] con SYRIZA, partito della sinistra radicale contrario all'austerità, a sostegno del nuovo governo[9], nato ufficialmente, tramite decreto[10] del Presidente della Repubblica Karolos Papoulias del 27 gennaio 2015, due giorni dopo la vittoria elettorale e presieduto da Alexīs Tsipras, in nome della comune opposizione all'austerità. All'interno del Governo Tsipras, ANEL ottiene che il suo leader Panos Kammenos sia il Ministero della Difesa e tra i sottosegretari è presente anche Maria Kollias[11] con il titolo di Sottosegretaria alla Macedonia e alla Tracia,[11] un incarico relativo della gestione degli enti locali particolarmente importante a causa dei controversi rapporti tra Grecia e Repubblica di Macedonia[11]. I dirigenti di ANEL assicurano che, nonostante l'alleanza di governo con SYRIZA sia in nome della comune lotta all'austerità, il loro partito rimane saldamente collocato nell'ambito del centrodestra, quindi alternativo alla sinistra radicale di SYRIZA, ai partiti pro-austerità del centrosinistra, ai partiti estremisti e soprattutto a Nuova Democrazia, il principale partito all'opposizione al Governo Tsipras I, nonché il principale partito votato dagli elettori greci di centrodestra.

Prokopīs Paulopoulos (esponente ND, già Ministro dell'Interno nel 2004-2009 durante i due governi di Kōstas Karamanlīs) il 18 febbraio 2015 è stato eletto VIII Presidente della Repubblica Ellenica: candidato dal neo-premier Alexīs Tsipras e da SYRIZA, è stato sostenuto anche da Nuova Democrazia e da ANEL, ottenendo 233 voti su 300.[12] ANEL e SYRIZA hanno eletto l'esponente di ND per cercare di creare un clima di unità nazionale attorno alla Presidenza della Repubblica: il 13 marzo avviene il passaggio di consegne tra l'uscente Karolos Papoulias (esponente del PASOK ineleggibile dopo due mandati consecutivi) e il neo-eletto Paulopoulos (primo esponente di ND ad accedere alla massima carica dopo 20 anni, cioè dal termine del secondo mandato di Konstantinos Karamanlis dimessosi il 10 marzo 1995 per consentire all'allora neo-eletto Presidente Konstantinos Stephanopoulos, sostenuto dal PASOK, di entrare in carica). PASOK e Il Fiume hanno votato contro Paulopoulos (ND) proponendo il professore di diritto costituzionale presso l'Università nazionale capodistriana di Atene Nikos Alivizatos (indipendente),[13] già Ministro dell'Interno del Governo Simitis III (PASOK) dal 13 febbraio 2004 al 10 marzo 2004.

Dopo le dimissioni di Alexis Tsipras da Primo Ministro firmate il 20 agosto 2015 e operative dal giorno 27 a causa della scissione di Unità Popolare, nuovo partito di sinistra radicale guidato da Panagiotis Lafazanis che chiede l'uscita immediata della Grecia dall'Eurozona, a danno di SYRIZA, alle elezioni del 20 settembre il partito di Kammenos ottiene il 3,69% pari a 10 deputati con 200.420 voti, il peggior risultato di sempre in valori assoluti dopo le Europee di maggio 2014, si piazza al settimo e penultimo tra i partiti che hanno superato lo sbarramento. La rappresentanza di ANEL è fondamentale per garantire la maggioranza a SYRIZA che con i suoi 145 deputati insieme ai 10 di Kammenos forma una maggioranza di 155 su 300 totali evitando alleanze con il centrosinistra pro-Troika, PASOK e Il Fiume, evitando quindi la larghissima coalizione con i conservatori di Nuova Democrazia. In questo modo si rinsalda l'alleanza tra SYRIZA e ANEL che sosteneva il Governo Tsipras I prima delle elezioni anticipate: ANEL nel Governo Tsipras II ottiene vari incarichi, tra cui la riconferma di Maria Kollias al precedente incarico e il leader del partito Panos Kammenos torna al suo precedente incarico di Ministro della Difesa.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Congressi nazionali e locali[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Parlamentari del maggio 2012 664.737 10,62% 30 su 300
Parlamentari del giugno 2012 462.406 07,51% 20 su 300
Europee del maggio 2014 197.701 03,46% 1 su 22
Parlamentari del gennaio 2015 293.371 04,75% 13 su 300
Parlamentari del settembre 2015 200.423 03,69% 10 su 300

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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