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Bulgaria

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Bulgaria
Bulgaria – Bandiera Bulgaria - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Съединението прави силата
Săedinenieto pravi silata
(L'unione fa la forza)
Bulgaria - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Bulgaria
Nome ufficiale Република България
Lingue ufficiali bulgaro
Capitale Sofia  (1 241 396 ab. / 2012)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Rosen Plevneliev
Primo ministro Bojko Borisov
Indipendenza 681
Ingresso nell'ONU 14 dicembre 1955
Ingresso nell'UE 1º gennaio 2007
Superficie
Totale 110 994 km² (105º)
 % delle acque 0,3 %
Popolazione
Totale 7 494 332 ab. (2012) (97º)
Densità 63 ab./km²
Tasso di crescita -0,796% (2012)[1]
Nome degli abitanti Bulgari
Geografia
Continente Europa
Confini Grecia, Turchia, Serbia, Macedonia, Romania
Fuso orario UTC+2
UTC+3 in ora legale
Economia
Valuta Lev bulgaro
PIL (nominale) 51 020[2] milioni di $ (2012) (77º)
PIL pro capite (nominale) 7 033 $ (2012) (76º)
PIL (PPA) 102 697 milioni di $ (2012) (71º)
PIL pro capite (PPA) 14 103 $ (2012) (69º)
ISU (2011) 0,771 (alto) (55º)
Fecondità 1,5 (2010)[3]
Varie
Codici ISO 3166 BG, BGR, 100
TLD .bg, .eu
Prefisso tel. +359
Sigla autom. BG
Inno nazionale Mila Rodino
Festa nazionale
Bulgaria - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Bulgaria (1971-1990).svg Repubblica Popolare di Bulgaria
 

Coordinate: 42°45′N 25°30′E / 42.75°N 25.5°E42.75; 25.5

La Bulgaria, ufficialmente Repubblica di Bulgaria (in bulgaro: ascolta[?·info], България, Bălgarija, /bɤlˈgarijə/; ufficialmente Република България, Republika Bălgarija, /rɛˈpubliˌkə bɤlˈgarijə/) è uno Stato membro dell'Unione europea situato nella metà orientale della penisola balcanica.

Confina con il mar Nero a est, con la Grecia e la Turchia a sud, con la Serbia e la Macedonia a ovest e con la Romania a nord, da cui è divisa dal fiume Danubio. Con una superficie di 110 994 k, la Bulgaria è la 14ª nazione europea per estensione. La sua posizione l'ha resa, nel corso della storia, un importante incrocio per svariate civilizzazioni ed è infatti il luogo di ritrovamento di alcuni dei più antichi artefatti metallurgici, religiosi e culturali al mondo.[4][5][6][7] La lunghezza complessiva dei confini bulgari è di 2 245 km, di cui 1 181 terrestri, 686 fluviali e 378 costieri. La rete stradale della Bulgaria è lunga 36 720 km, la rete ferroviaria 4 300 km.[8]

Alcune culture preistoriche iniziarono a evolversi nelle terre bulgare durante il Neolitico. Inizialmente furono abitate dai Traci e successivamente dai Greci e dai Romani. La prima traccia di un'unificazione etnica e nazionale bulgara si data con l'avvento del primo impero bulgaro, il quale dominava la maggior parte dei Balcani e divenne il fulcro culturale dei popoli slavi durante l'Alto Medioevo. Dopo un periodo di dominio bizantino, lo Stato bulgaro risorse. Con la caduta del secondo impero bulgaro nel 1396, i suoi territori finirono sotto il controllo dell'Impero ottomano per circa cinque secoli.

La guerra russo-turca tra il 1877 e 1878 portò alla nascita del terzo Stato bulgaro, riconosciuto nel 1908. Gli anni successivi videro numerosi conflitti con i popoli vicini, i quali spinsero la Bulgaria ad allearsi con la Germania in entrambe le guerre mondiali. Nel 1946 divenne una repubblica comunista governata da un sistema politico a un solo partito sino al 1989, quando il Partito Comunista Bulgaro concesse le elezioni pluripartitiche. Dopo il 1990 la Bulgaria divenne una democrazia con un'economia di mercato.

La popolazione, composta da 7,49 milioni di persone, è principalmente urbana e vive soprattutto nei capoluoghi delle 28 province. La maggior parte delle attività commerciali e culturali sono concentrate nella capitale Sofia. I settori lavorativi predominanti sono quelli dell'industria pesante, dell'ingegneria energetica e dell'agricoltura, tutti sostenuti dalle risorse naturali locali.

Dal 1991 la struttura organizzativa della politica deriva dall'adozione di una costituzione democratica. La Bulgaria è una repubblica parlamentare centralista con un alto tasso di centralizzazione politica, amministrativa ed economica. Dal 29 marzo 2004 è membro della NATO. Fa parte dell'Unione europea dal 1º gennaio 2007[9] ed è membro del Consiglio europeo, dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE) e ha preso parte per tre volte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: storia della Bulgaria.
Battaglia di Ivanovo, la guerra russo-turca del 1877-1878

I Bulgari, un popolo molto antico, originario dell'Asia Centrale e poi stanziatosi sul Volga (proto-bulgari), giunsero nell'attuale Bulgaria nel corso del VII secolo, dove si fusero con la locale popolazione (Slavi immigrati nel VI secolo, di cui adottarono la lingua, e i Traci originari) per formare il primo Stato bulgaro. Nei secoli successivi (cristianizzatasi nel IX secolo) la Bulgaria lottò con esito alterno contro l'Impero bizantino e il Patriarcato di Costantinopoli per far valere la sua posizione nei Balcani, ma nel corso della seconda metà del XIV secolo la nazione venne invasa e gradualmente annessa dall'Impero ottomano.

La Bulgaria riconquistò la sua indipendenza in seguito alla rivolta d'aprile (1876) guidata dall'eroe nazionale Hristo Botev, la cui repressione spinse l'Impero russo a dichiarare guerra all'Impero ottomano nell'aprile 1877 e venne proclamata in principato indipendente il 3 marzo 1878 grazie al trattato di Santo Stefano. Questo fu rivisto il 13 luglio dal trattato di Berlino, che ridimensionò fortemente il territorio bulgaro, ma portò il consenso delle potenze occidentali al principato autonomo, che riacquisì inoltre la Rumelia orientale già il 6 settembre 1885, festa nazionale, raggiungendo più o meno le dimensioni odierne. La proclamazione del regno e il suo riconoscimento internazionale avvennero il 22 settembre 1908. Tra il 1912 e il 1913 fu coinvolta nelle due guerre balcaniche, la prima in alleanza con tutti gli altri Stati balcanici e contro la Turchia e la seconda da sola contro gli altri Stati, durante le quali il territorio bulgaro variò le sue dimensioni, prima in aumento – fino quasi alle dimensioni previste dal trattato di Santo Stefano – e poi in riduzione.

Durante la prima guerra mondiale e successivamente durante la seconda guerra mondiale la Bulgaria si trovò a combattere per la parte perdente. Nel 1923 e 1934, con l'appoggio del monarca Boris III, attraverso due colpi di Stato di ispirazione fascista vengono messe fuori legge le forze democratiche. Una rivolta popolare organizzata dal partito comunista nel settembre del 1923 viene soffocata nel sangue.

Il bombardamento di Sofia (1944)

Alleata della Germania nazista, nel 1941 consentì il transito delle truppe tedesche che invasero la Jugoslavia e la Grecia e poi dichiarò guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, ma non all'Unione Sovietica. Nel 1943 il tentativo di deportare gli ebrei bulgari verso i campi di sterminio venne sventato dall'intervento del vicepresidente del Parlamento Dimităr Pešev e dal movimento popolare di opposizione. Il patriarca Stefan di Sofia si schierò contro le retate dei nazisti e, assieme al vescovo Kiril e al presidente del Santo Sinodo Neofit di Vidin, scrisse un documento a re Boris. Il metropolita Kiril, alla testa di trecento fedeli ortodossi riuscì a bloccare la partenza di 8.500 ebrei che i nazisti stavano caricando sui treni.

Il 9 settembre 1944 il regime monarchico, ormai allo sbando, venne abbattuto dalle forze filo-sovietiche riunite nel fronte della patria. Nei giorni precedenti l'Unione Sovietica, le cui truppe si erano attestate ai confini, aveva dichiarato guerra alla Bulgaria e invaso il territorio.

L'esercito bulgaro combatté assieme ai sovietici per la liberazione della Jugoslavia, dell'Ungheria e dell'Austria. La Bulgaria cadde infine nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica e divenne una repubblica popolare nel 1946 (Repubblica Popolare di Bulgaria (RPB), in bulgaro: Народна република България, Narodna Republika Bălgarija); tra il 1946 e il 1948 gli spazi democratici si restrinsero sempre più e il Partito Comunista Bulgaro (PCB) acquistò un ruolo egemone, prima sotto Georgi Dimitrov (1946-1949), poi sotto lo stalinista Vălko Červenkov (1950-1954) e infine sotto Todor Živkov (1954-1989).

Il regime comunista cadde nel novembre 1989. Nel giugno 1990 si tennero le elezioni multipartitiche e nel luglio 1991 fu adottata la nuova costituzione. Le due principali formazioni politiche, che si sono alternate più volte al potere, sono il Partito Socialista Bulgaro (PSB) a sinistra e l'Unione delle Forze Democratiche (UFD) a destra, negli anni novanta, e successivamente il Movimento Nazionale per la Stabilità e il Progresso. La Bulgaria è entrata nella NATO il 29 marzo 2004 e nell'Unione europea il 1º gennaio 2007.

Le elezioni presidenziali dell'ottobre 2006 confermarono nella carica di presidente Georgi Părvanov che vinse con il 75,9% dei voti, battendo al ballottaggio il nazionalista Volen Siderov (24,5%). La partecipazione al voto è stata del 41,21%. Nel luglio 2009 si tennero le elezioni parlamentari, che elessero come primo ministro Bojko Borisov.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: geografia della Bulgaria.
La Bulgaria vista dal satellite (dicembre 2001)

La Bulgaria è situata nella parte orientale della penisola balcanica e confina a nord con la Romania, dalla quale la separa il Danubio, a ovest con la Serbia e la Macedonia, a sud con Grecia e la Turchia, e si affaccia sul mar Nero a est. I confini hanno una lunghezza complessiva di 1.808 km, mentre le coste si estendono per 354 km. La superficie terrestre di 110.994 km² la posiziona al 105º posto per estensione a livello mondiale.[10][11] Le coordinate geografiche della Bulgaria sono: 43° N 25° E.[12]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Stara Planina

Da un punto di vista morfologico (e anche climatico) la Bulgaria presenta una grande varietà di ambienti.

Nella parte settentrionale si trova l'ampia pianura danubiana, che si estende da est a ovest per circa 500 km con una larghezza variabile tra i 20 e i 120 km. La pianura è interrotta da alcuni altopiani e lievi colline, fra le quali si dipanano i corsi di alcuni degli affluenti di destra del Danubio (Iskăr, Vit, Osăm, Jantra, Rusenski Lom, Ogosta e Lom).

Più a sud si incontra la catena dei monti Balcani (in bulgaro e serbo: Стара планина, Stara planina, "Montagna vecchia"), una propaggine dei Carpazi, che attraversano la parte centrale della Bulgaria da est a ovest per circa 600 km, con una larghezza compresa fra i 30 e i 50 km, hanno vette che superano i 2000 m s.l.m. raggiungendo la massima elevazione con il monte Botev (2.376 m s.l.m.). Benché l'altitudine cali lievemente nella parte orientale della catena montuosa, i monti Balcani costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e quello del fiume Marica.

A sud della catena dei Balcani si estende una pianura percorsa nella parte orientale dal fiume Tundža e in quella occidentale dal fiume Strjama. La vallata, detta valle delle rose, è nota per la coltivazione delle rose e la produzione dell'olio di rose; a sud è delimitata dalla catena di Sredna Gora (chiamata anche Antibalcani) che corre parallela ai Balcani per una lunghezza di circa 160 km e con un'altitudine massima di 1.600 m.

A sud dello Sredna Gora si estende la pianura Tracia, delimitata a sud dai monti Rodopi, Sakar e Strandža e percorsa dal fiume Marica. Come la pianura danubiana anche la pianura Tracia non è perfettamente pianeggiante, presenta infatti diverse formazioni collinari.

Nella parte centro-occidentale del Paese si trova la pianura di Sofia, in passato zona di passaggio strategica che congiungeva Belgrado a Costantinopoli. La pianura di Sofia è larga circa 24 km e lunga 96 km; vi si trova la città di Sofia. Verso occidente la pianura è delimitata dai monti Vitoša a sud di Sofia, dai monti Rila più a meridione e dai monti Pirin nell'estremo sud-occidentale del Paese. Il punto più elevato dei monti Rila è il monte Musala (2.925 m s.l.m.), cima più elevata del Paese.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: fiumi della Bulgaria e bacini idrici e dighe della Bulgaria.
Il meandro del fiume Ada

Il fiume principale della Bulgaria è il Danubio; altri fiumi importanti sono lo Struma e il Marica a sud. I fiumi della Bulgaria alimentano il Danubio (e quindi il mar Nero) oppure il mar Egeo. Vi sono 526 fiumi con una lunghezza superiore ai 2,3 km, ma l'unico utilizzabile per la navigazione è il Danubio.

Nei rilievi di Rila e di Pirin vi sono circa 260 laghi glaciali. La costa del mar Nero è caratterizzata dalla presenza di numerose lagune costiere salmastre e aree umide (lago di Pomorie, lago di Beloslav, lago di Burgas, lago di Varna, laghi di Šabla) diverse delle quali sono riserve naturali e/o siti Ramsar (Lago Atanasovsko). I bacini artificiali sono oltre 2 200 km.

Nella parte sud-occidentale del Paese vi sono numerose sorgenti termali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La Bulgaria ha un clima di tipo continentale, con estati calde e inverni molto freddi soprattutto nella pianura danubiana, che è l'area con la maggiore escursione termica e con le precipitazioni più abbondanti (circa 600 mm/anno). I monti Balcani agiscono limitatamente da barriera climatica fra la parte settentrionale e quella meridionale, influenzata dal mar Egeo (una parte del Mediterraneo settentrionale), la zona costiera bulgara del mar Nero gode invece di un clima più mite rispetto al resto del Paese, che tuttavia ha un'influenza circoscritta alla zona costiera e al territorio immediatamente contiguo. Gli influssi mitigatori subtropicali (mediterranei) si fanno sentire solo nelle basse vallate dei fiumi Strimone e Marica, mentre ancora più attenuata è l'influenza mediterranea nella parte dei monti Rodopi orientali o anche Bassi Rodopi. Le alte montagne bulgare hanno un clima decisamente alpino (dai 900 ai 1 000 m s.l.m.). Nell'estremo nord-est del Paese è presente l'influsso steppico, in generale caratterizzato da forti escursioni termiche giornaliere e stagionali e da scarsa piovosità.

L'area con le precipitazioni minori è la Dobrugia, la fascia costiera più settentrionale.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo della popolazione bulgara dal 1961 al 2009

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Storia demografica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bulgari.

La Bulgaria fu abitata sin dal Neolitico, ma la prima popolazione storica fu quella dei Traci, di origine indoeuropea. I Traci romanizzati, dai quali discendono gli odierni romeni e gli aromeni, abitarono in pace la regione sino al tempo delle invasioni barbariche. Nel VII secolo la regione fu invasa da alcune tribù di Slavi, i quali sospinsero gran parte della popolazione indigena oltre il Danubio e imposero la loro lingua e cultura ai pochi rimasti. In seguito nel 678 la zona fu raggiunta anche da un'orda di 25.000 Bulgari, di origine turco-tatara, i quali sottomisero le popolazioni locali mutando il nome della regione da Tracia in Bulgaria. Dato il loro esiguo numero e il loro basso livello culturale, essi finirono per essere assorbiti dalla popolazione slava giunta nei decenni precedenti.

Storia della popolazione in Bulgaria
Anno Popolazione Anno Popolazione Anno Popolazione
1887 3.154.375 1988 8.986.600 1999 8.190.900
1900 3.744.283 1989 9.009.018 2000 8.149.468
1910 4.337.513 1990 8.669.269 2001 7.932.984
1920 4.846.971 1991 8.595.500 2002 7.845.841
1926 5.528.741 1992 8.484.900 2003 7.801.273
1934 6.077.939 1993 8.459.800 2004 7.761.049
1946 7.029.349 1994 8.427.400 2005 7.720.000
1956 7.613.709 1995 8.384.700 2006 7.679.290
1965 8.227.966 1996 8.340.900 2007 7.640.238
1975 8.727.771 1997 8.283.200 2008 7.606.551
1985 8.948.649 1998 8.230.400 2009 7.563.710

Statistiche attuali[modifica | modifica wikitesto]

La Bulgaria ha avuto la più bassa crescita demografica del mondo sin dal 1950 (a parte il piccolo Stato di Saint Kitts e Nevis). Dai primi anni novanta in poi la crescita demografica è diventata negativa, a causa del collasso economico e della forte emigrazione. Oggi la Bulgaria soffre di una grave crisi demografica e benché, secondo alcune stime, la popolazione dovrebbe smettere di decrescere, ciò non avverrà comunque prima del 2060.[13]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Senokos

In base al censimento del 2001 la popolazione della Bulgaria è composta principalmente da bulgari etnici, con due importanti minoranze allogene: turchi e Rom. Il restante consiste di diverse minoranze, comprendenti: russi, armeni, arumeni, greci, tatari ed ebrei. La comunità turca, che fino al secolo scorso raggiungeva percentuali più alte, è dovuta al secolare dominio ottomano. Altre storiche minoranze sono quella greca, armena, tatara ed ebraica.

Secondo i dati del censimento bulgaro del 2011 i gruppi etnici sono:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Bulgaria.

In occasione del censimento del 2001 l'83,7% della popolazione si è dichiarato di religione cristiana, la maggior parte della quale (82,6%) appartenente alla Chiesa ortodossa bulgara. La popolazione rimanente è composta da musulmani, compresi i pomacchi 12,2% e da percentuali ridottissime di cattolici (0,93% divisi fra i rituali romano e slavo-bizantino, secondo statistiche cattoliche[14]) e protestanti.

Il numero di ebrei è in costante calo (nel 1946 erano 43.335, nel 1992 erano 2.580 e nel 2001 erano 653) e si tratta per lo più di ebrei sefarditi. In base a una stima del 2009 i cristiani erano circa 6.330.000, dei quali 75.000 circa cattolici.[15]

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il 99,8% della popolazione bulgara parla il bulgaro, appartenente alle lingue slave. Il bulgaro è l'unica lingua ufficiale della Bulgaria, ma al suo interno sono parlate anche altre lingue che corrispondono strettamente alle varie minoranze etniche.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Sofia, piazza del parlamento

La Bulgaria è una repubblica parlamentare, la cui costituzione è entrata in vigore nel luglio del 1991 e prevede un sistema parlamentare multi-partitico eletto con suffragio universale.

Il presidente della Bulgaria viene eletto direttamente per un mandato di cinque anni e può essere rieletto una sola volta. Il presidente è il capo di Stato, nonché comandante in capo delle forze armate. Il presidente è a capo del Consiglio consultivo per la sicurezza nazionale e, anche se non è in grado di iniziare una legislazione, può respingere una legge per un ulteriore dibattito. Tuttavia il parlamento può ribaltare il veto presidenziale con un semplice voto di maggioranza.

Organo principale del potere esecutivo è il Consiglio dei ministri guidato dal primo ministro, scelto tra i membri del gruppo parlamentare di maggioranza e al quale viene conferito dal presidente l'incarico di formare il governo. Al Consiglio dei ministri viene accordata la fiducia dall'Assemblea nazionale, che ne controlla l'attività.

Il potere legislativo è affidato al parlamento unicamerale bulgaro, l'Assemblea nazionale o Narodno Săbranie (Народно събрание). È composto da 240 deputati che sono eletti con un mandato di quattro anni con suffragio universale. I voti vanno a liste di partito o di coalizioni per ognuna delle nove divisioni amministrative. Un partito o coalizione deve ottenere un minimo del 4% dei voti per entrare in parlamento che, oltre all'approvazione delle leggi e del bilancio statale, ha anche il potere di programmare le elezioni presidenziali, accordare la fiducia e la sfiducia al primo ministro e degli altri ministri, può dichiarare la guerra, dispiegare le truppe al di fuori della Bulgaria, nonché ratificare gli accordi e i trattati internazionali. Le più recenti elezioni si sono svolte nell'estate 2009.

Il potere giudiziario bulgaro è formato da una corte suprema di cassazione, da corti di appello regionali e da tribunali distrettuali. Quali giudici speciali (similmente al sistema italiano), esistono in Bulgaria una corte suprema amministrativa e un sistema di tribunali militari. Al fine di rendere autonomi e indipendenti i magistrati dal governo, vi è il Consiglio supremo giudiziario − non dissimile dal Consiglio superiore della magistratura italiano − quale organo di auto-governo amministrativo e organizzativo dell'ordinamento giudiziario.

Una maggioranza qualificata di due terzi degli appartenenti del consiglio supremo giudiziario elegge fra i suoi membri i presidenti della corte suprema di cassazione e della corte suprema amministrativa, così come il procuratore generale. Tali elezioni sono poi ratificate dal presidente della repubblica.

All'apice del sistema giudiziario è posta la corte costituzionale bulgara che ha il compito di giudicare sulla costituzionalità delle leggi, con ricorso diretto innanzi alla corte stessa, così come la compatibilità di tali leggi coi trattati internazionali che il governo ha firmato. I membri della corte costituzionale sono dodici, eletti dal parlamento con una maggioranza dei due terzi, per nove anni.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: distretti della Bulgaria.

Da un punto di vista amministrativo la Bulgaria è divisa in due livelli:

  • 28 distretti (области, oblasti, al singolare: област, oblast) (ISO 3166-2 e NUTS1)
  • 287 comuni (общини, obštini, al singolare: община obština) (NUTS2)

L'attuale suddivisione in distretti risale al 1999; in precedenza dal 1987 la suddivisione era in nove province. Tutte i distretti sono retti da un governatore distrettuale nominato dal governo e prendono il nome dal loro capoluogo. L'area urbana della capitale nazionale consiste in un comune autonomo a livello distrettuale:


Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: titolo di città in Bulgaria.

Di seguito l'elenco delle prime venti città bulgare per popolazione:

Le maggiori città bulgare

Sofia
Sofia
Plovdiv
Plovdiv
Varna
Varna

Posizione Città Popolazione Distretto

Burgas
Burgas
Ruse
Ruse
Stara Zagora
Stara Zagora

1 Sofia 1 204 685 Sofia Capitale
2 Plovdiv 338 153 Plovdiv
3 Varna 334 870 Varna
4 Burgas 200 271 Burgas
5 Ruse 149 642 Ruse
6 Stara Zagora 138 272 Stara Zagora
7 Pleven 106 954 Pleven
8 Sliven 91 620 Sliven
9 Dobrič 91 030 Dobrič
10 Šumen 80 855 Šumen
11 Pernik 80 191 Pernik
12 Haskovo 76 397 Haskovo
13 Jambol 74 132 Jambol
14 Pazardžik 71 979 Pazardžik
15 Blagoevgrad 70 881 Blagoevgrad
16 Veliko Tărnovo 68 783 Veliko Tărnovo
17 Vraca 60 692 Vraca
18 Gabrovo 58 950 Gabrovo
19 Asenovgrad 50 846 Plovdiv
20 Vidin 48 071 Vidin
Dati rappresentanti la popolazione delle città elencate, secondo il censimento del 2011.[16]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo comunista − e fino al 1999 − in Bulgaria tutte le prestazioni sanitarie erano gratuite. Dall'estate di quell'anno è entrata in vigore una riforma globale dell'intero sistema sanitario.

Con l'approvazione della legge sulla tutela sanitaria e sull'assicurazione sanitaria (Закон за здравното осигуряване, Zakon za zdravnoto osigurjavane, ЗЗО, ZZO) nel 1998 l'Assemblea nazionale ha introdotto l'assicurazione sanitaria obbligatoria, che garantisce agli assicurati, nell'ambito e a condizioni previste dalla stessa legge sulla tutela sanitaria, il pagamento dei servizi sanitari e comprende l'assicurazione nel caso di malattie professionali e lesioni sul posto di lavoro.

Mediante la riforma sanitaria del 1999 è stata introdotta inoltre la figura di un medico di base che, oltre al ruolo di medico generico, ha il compito di indirizzare gli utenti nelle strutture ospedaliere.

L'art. 6, c. 1 della stessa legge ha introdotto il Fondo Nazionale di Assicurazione sulla Salute (Националната Здравноосигурителна Каса, Nacionalnata Zdravnoosiguritelna Kasa, НЗОК, NZOK), operativo dal 15 marzo 1999. Il suo compito principale è la gestione dei fondi raccolti e il pagamento delle operazioni di assistenza sanitaria.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Suhopătni vojski na Bălgarija.

Fonti: CIA - Factbook[17] e US - StateDept[18]

Le forze armate della Bulgaria consistono delle Forze di Terra Bulgare, della Marina Bulgara e dell'Aviazione Bulgara. Il patrono delle forze armate bulgare è Sveti Georgi (San Giorgio) e i bulgari festeggiano il giorno di questo patrono come il giorno dell'esercito e del valore.

La Bulgaria divenne per la prima volta una potenza militare in Europa sotto il regno del khan Krum e dello zar Simeone I, in una serie di guerre contro l'Impero bizantino per il controllo della penisola balcanica alla fine del IX secolo. Con l'uso della cavalleria pesante, composta da 12.000 cavalieri, negli schieramenti tattici, simili a quelli dei cavalieri feudali, le forze di Simeone I raggiunsero le mura di Costantinopoli, nell'896. Un trattato di pace formale durò fino al 911, quando entrambe le parti si impegnarono in una guerra che vide la sconfitta dei bizantini, dopo svariate battaglie tra cui la più sanguinosa di tutto il medioevo ad Anchialo nel 917. Un secolo dopo una grande campagna condotta dall'imperatore Basilio II si concluse intorno al 1018 con la completa distruzione e conseguente annessione del Regno di Bulgaria da parte dell'Impero bizantino. La Bulgaria tornò a essere una potenza militare circa un secolo dopo, in conseguenza della decadenza di Bisanzio, sotto il governo della dinastia Asen nel XII secolo. Durante il regno dello zar Kalojan (1197-1207) la Bulgaria divenne il primo Stato europeo a sconfiggere i cavalieri crociati.

Dopo aver ottenuto l'indipendenza dall'Impero ottomano nel 1878, la Bulgaria ha avuto un ruolo di potenza europea minoritaria, inclusa frequentemente nei piani e nelle guerre delle potenze maggiori.

In seguito a una serie di tagli a partire dal 1989, le truppe attive dell'esercito bulgaro sono composte da circa 68.450 unità (2008). Le forze di riserva ammontano a circa 300.000 soldati e ufficiali. Il "PLAN 2004", un tentativo di modernizzare le forze armate bulgare, mira a migliorare il livello militare secondo i bisogni della NATO e dell'Unione europea.

Il personale militare bulgaro ha partecipato alle missioni internazionali in Cambogia, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Afghanistan e Iraq. A partire dal 2008 il governo bulgaro ha abolito completamente la leva obbligatoria, mentre le forze navali e aeree sono diventate completamente di professione nel 2006. Le forze speciali bulgare hanno condotto missioni insieme alle SAS, Delta Force, KSK e agli Spetsnaz russi.

Nell'aprile 2006 la Bulgaria e gli Stati Uniti d'America hanno firmato un accordo di mutua cooperazione e difesa, che prevede lo sviluppo delle basi aree bulgare di Bezmer (vicino a Jambol), Graf Ignatievo (vicino a Plovdiv), il centro di addestramento di Novo Selo (vicino a Sliven), e il centro logistico di Ajtos.

La marina bulgara è composta soprattutto di navi di tipo sovietico. Con appena 354 km di linea costiera, la Bulgaria non ritiene un pericolo reale un possibile assalto via mare. Nello svolgimento degli sforzi di modernizzazione la marina bulgara ha acquistato tre fregate usate dal Belgio dalla classe Wielingen e nel 2007 aveva siglato un contratto con la francese DCN per l'acquisto di quattro corvette Gowind Combat o Gowind 200; l'ordine è stato però poi cancellato nel 2009.

L'aviazione bulgara fa largo uso di equipaggiamento di tipo sovietico. Esistono dei piani per l'acquisto di elicotteri d'assalto e da trasporto, oltre che per una revisione generale del vecchio sistema d'armamento sovietico. Le spese militari ammontano al 2,6% del PIL della nazione.[19]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Rosen Plevneliev è l'attuale Presidente della Repubblica.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: politica della Bulgaria.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: US - StateDept.[18]

La Bulgaria è entrata a far parte della NATO il 29 marzo 2004 ed è membro dell'Unione europea dal 1º gennaio 2007.[20] Fa parte delle Nazioni Unite e nel 2002-2003 è stato membro temporaneo del Consiglio di Sicurezza, nel 2004 ha presieduto l'OCSE.

Dal 1996 fa parte dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization) e nel 1998 è divenuta membro a pieno titolo dell'Accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA). La Bulgaria ha inoltre stipulato accordi di libero scambio con Turchia, Macedonia, Croazia, Lituania, Estonia, Israele, Albania e Lettonia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti: US - StateDept,[18] CIA - Factbook e The World Bank.[21]

L'economia della Bulgaria si è contratta drammaticamente dopo il 1989, a causa della perdita del mercato dell'Unione Sovietica e del COMECON, ai quali l'economia bulgara era strettamente legata. La qualità della vita è caduta del 40% e le sanzioni delle Nazioni Unite contro Jugoslavia e Iraq sono costate molto all'economia bulgara. I primi segni di ripresa emersero nel 1994, quando il PIL crebbe e l'inflazione scese.

Durante il 1996 attraversò un nuovo periodo di crisi a causa delle riforme economiche insufficienti e di un sistema bancario instabile. Dal 1997 la nazione è sulla strada della ripresa, con un PIL in crescita a un tasso annuo del 4-5%, incremento degli investimenti stranieri, stabilità macroeconomica e l'ingresso nell'Unione europea. Tra il 2000 e il 2005 ha avuto una crescita economica annua pari a circa il 5%; ha guidato la crescita il settore privato, che comprende il 75% delle attività economiche.

L'attuale governo, eletto nel 2001, si è impegnato a mantenere gli obiettivi di politica economica fondamentale adottati dal suo predecessore nel 1997, ovvero mantenere il piano valutario, praticare delle politiche finanziarie sane, accelerare le privatizzazioni e perseguire delle riforme strutturali. Mentre le previsioni economiche per il 2002 e 2003 predicono una crescita continua dell'economia bulgara, il governo affronta ancora un alto tasso di disoccupazione.

Risorse[modifica | modifica wikitesto]

La Bulgaria dispone di scarse risorse minerarie; oltre al carbone, negli anni cinquanta sono stati scoperti giacimenti di gas naturale e di petrolio. Tra i metalli estratti vi sono il ferro, lo zinco, il rame e il piombo. La produzione e l'esportazione di energia elettrica sono un'importante risorsa economica. La centrale nucleare di Kozloduj ha una capacità complessiva di 3.760 MWe; la centrale, a causa dell'obsolescenza dei suoi impianti (quattro reattori su sei sono spenti), è stata in parte disattivata. Per compensare il calo di produzione è in costruzione a Belene un secondo impianto nucleare con una capacità di 2.000 MW; è inoltre in progetto l'ampliamento della centrale termica di Marica Iztok.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Il settore industriale ha seguito fin dagli anni cinquanta uno sviluppo dettato dal modello sovietico, basato sull'industria pesante e in particolare sulla produzione siderurgica, chimica e metallurgica.

Il calo delle esportazioni in seguito al crollo dell'Unione Sovietica e del COMECON, ai quali l'economia bulgara era strettamente legata, ha messo in luce l'obsolescenza degli impianti, inadatti per competere sul mercato internazionale; il conseguente crollo della produzione industriale ha portato con sé grossi problemi sociali.

Negli anni novanta è iniziata un ambizioso programma di riconversione industriale con incentivi alle piccole e medie imprese, per la riconversione e valorizzazione di settori tradizionali come quello tessile, in cui la Bulgaria vanta tradizioni antiche. I primi segni di ripresa, ovvero la prima crescita del PIL dal 1988 è stata nel 1994 (+1,4%) e nel 1995 (+2,5%); per contro negli stessi anni l'inflazione è passata dal 122% del 1994 al 32,9% del 1996.

I maggiori complessi industriali si trovano nel bacino di Sofia (industria meccanica), mentre la cantieristica navale è localizzata a Varna, sul mar Nero. La Bulgaria esporta prodotti dell'industria chimica, settore sul quale il crollo dell'URSS ha inciso in modo minore.

Nella città di Burgas si trova un grosso impianto di raffinazione del petrolio controllato dal colosso russo LUKoil.

Esportazioni e importazioni[modifica | modifica wikitesto]

Francia Belgio Grecia Germania Turchia Italia
Francia Grecia Turchia Italia Germania Russia

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: trasporti in Bulgaria.

La Bulgaria è un'importante zona di transito tra l'Europa centrale e il vicino oriente. Dispone di una discreta rete di trasporti, quattro aeroporti internazionali (Sofia, Varna, Burgas e Plovdiv), due porti sul mar Nero (Burgas, Varna) e diversi porti fluviali (Ruse e Lom sul Danubio).

Transitano in Bulgaria i corridoi paneuropei numero IV (Dresda-Budapest-Craiova-Sofia-Salonicco), VII (Danubio), VIII (Tirana-Skopje-Sofia-Varna) e IX (Helsinki-Mosca-Bucarest-Dimitrovgrad-Alessandropoli).

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Lungomare di Nesebăr

Fonte: sito ufficiale del governo bulgaro.[22]

L'attività turistica è stata incentivata fin dall'epoca socialista in quanto fonte di preziose valute straniere; le località balneari sul mar Nero e le località sciistiche sui Balcani erano meta di turisti provenienti dagli altri Paesi del blocco orientale. In anni recenti l'attività di rinnovo delle infrastrutture turistiche per portarle a standard occidentali è proseguita ed è tuttora in corso. La Bulgaria offre mete per diversi tipi di attività; vi sono località balneari e sciistiche, zone termali, riserve di caccia e numerosi monumenti e parchi naturali.

Gli investimenti nel settore si sono tradotti in un aumento del numero di turisti. Nel settembre 2006 il numero di visitatori stranieri era pari a 4.267.461 persone, il 5,39% in più dell'anno precedente; di questi 3.668.312 hanno scelto la Bulgaria come meta di vacanze o per visite di piacere. Nei primi otto mesi del 2006 gli introiti del settore erano pari a 1.557.200 milioni di euro con una crescita del 5,45% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La maggior parte dei turisti proviene dalla Germania (491.897).

Le mete[modifica | modifica wikitesto]

Le località balneari sul mar Nero più frequentate sono Sozopol, Nesebăr, le Zlatni pjasăci, la Slănčev brjag, Albena e il centro Santi Costantino ed Elena, mentre tra le località sciistiche le mete più frequentate, in prevalenza da turisti britannici, sono Borovec, Bansko, Pamporovo, Vitoša e Velingrad.

Oltre alle città di Sofia, Plovdiv e Veliko Tărnovo sono meta molto frequentata i monasteri, il più celebre dei quali è il monastero di Rila.

Siti UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

L'antica città di Nesebăr

In Bulgaria si trovano nove siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO (tra parentesi la data di ingresso nella lista):

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: aree naturali protette della Bulgaria.
Vista del Parco nazionale di Rila

La Bulgaria ha tre parchi nazionali, dieci parchi naturali, novanta riserve naturali, 457 punti di interesse naturali e 175 località protette. La prima area protetta del Paese è stata Silkosia nei monti Strandža istituita nel 1931.[23] All'interno dell'Unione Europea la Bulgaria occupa il secondo posto (dopo la Spagna) per numero di riserve della biosfera UNESCO.[24][25][26]

I parchi nazionali sono:

Il lago Atanosovsko

Dieci località bulgare sono comprese nella lista di Ramsar:

La Bulgaria ha adottato il protocollo di Kyoto[27] e ha raggiunto gli obiettivi stabiliti riducendo le emissioni di diossido di carbonio dal 1990 al 2009 del 30%.[28] Tuttavia l'inquinamento provocato dalle fabbriche, dai lavori metallurgici e da una forte deforestazione continua e causa gravi problemi di salute e benessere.[29] Le aree urbane sono particolarmente afflitte dalla produzione energetica derivante dal carbone e dal traffico stradale,[30][31] mentre l'uso di pesticidi nell'agricoltura e un antiquato sistema fognario industriale producono un vasto inquinamento del suolo e delle acque per colpa di elementi chimici e detergenti.[32] La Bulgaria è l'unico Stato membro dell'Unione europea a non effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani,[33] sebbene sia stato aperto nel giugno 2010 un impianto di riciclaggio dei componenti elettronici.[34] La situazione sta però migliorando nel corso degli anni e sono stati finanziati dal governo alcuni piani in modo da ridurre i livelli d'inquinamento.[32]

Le biodiversità in Bulgaria sono conservate in tre aree parchi nazionali, undici parchi naturali[35] e diciassette riserve della biosfera.[36] Approssimativamente il 35% delle sue terre è composto da foreste,[37] dove crescono alcuni dei più antichi alberi al mondo, come il pino Baikushev e la quercia Granit.[38]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Pittura e scultura[modifica | modifica wikitesto]

La più antica manifestazione artistica bulgara, precedente all'introduzione del cristianesimo, evidenziò tracce di tradizione orientale e sasanide. La Bulgaria fu il primo Paese slavo a convertirsi al cristianesimo ortodosso; si diffuse quindi nel Paese la pittura di icone, forma espressiva tradizionale bizantina nella quale gli artisti bulgari e, in seguito all'invasione ottomana (1393) e nel tentativo di opporre una sorta di resistenza culturale all'invasore musulmano, inserirono elementi legati alle tradizioni culturali locali e alle tradizioni iconografiche greche.

Durante il periodo del rinascimento bulgaro successivo all'occupazione turca sorsero ovunque nuove scuole d'arte. La più nota è quella di Samokov, dalla quale uscirono Zahari Zograf, uno dei pittori bulgari più noti e molti degli artisti autori degli affreschi nella chiesa del monastero di Rila.

Tra i pittori dell'epoca moderna il più celebre è Jules Pascin, nato nel 1885 a Vidin con il nome di Julius Pinkas; visse per molti anni in Francia, dove morì nel 1930. L'artista contemporaneo più noto è probabilmente Hristo Javašev, noto con il nome suo e della moglie, Christo e Jeanne-Claude. Sue sono, tra le altre opere, la ricopertura del Reichstag a Berlino e del Pont Neuf di Parigi.

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: letteratura bulgara.

Poeti e scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

Romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

La prima opera teatrale bulgara è il Mihail Miškoed, rappresentata per la prima volta nel čitalište (un edificio comunitario utilizzabile anche come teatro) di Šumen, città natale dell'autore e fondatore del teatro, il maestro elementare Sava Dobroplodni (1820-1894). A Šumen nacquero o vissero anche altri autori teatrali come Dobri Vojnikov (1833-1878), considerato il padre del dramma storico bulgaro e Vasil Drumev (1841-1902, che in seguito assunse il nome di Kliment Turnovski) autore del dramma Ivanco, l'assassino di Asen I e autore dei primi racconti brevi e romanzi bulgari.

I temi delle opere di questo periodo erano quelli delle difficili relazioni fra etnie bulgara, greca e turca, oppure i temi rivoluzionari rivolti contro il dominio turco. Il dramma di Ljuben Karavelov (1834-1879) Gli insorti della montagna, narra le azioni degli hajduti, guerriglieri di montagna in lotta contro i turchi; del medesimo argomento tratta anche un dramma scritto dal rivoluzionario Bačo Kiro Petrov.

Una delle figure di spicco della produzione teatrale del periodo successivo all'indipendenza (1878) è l'attore e regista Stefan Popov (1816-1920). A un suo omonimo, Ivan Popov, si deve la fondazione della compagnia filodrammatica di Plovdiv; in seguito ad alcune rappresentazioni di successo nella capitale, fu costruito a Sofia un teatro (teatro Osnova, 1888) per ospitare le rappresentazioni.

In epoche più attuali uno degli autori teatrali bulgari più famosi è il già citato Ivan Vazov, autore di drammi storici che hanno come sfondo le lotte indipendentiste del popolo bulgaro. La produzione teatrale della seconda metà del XIX secolo è incentrata sui temi risorgimentali, ripresi anche nelle opere di Konstantin Veličkov (1855-1907).

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Gli strumenti tipici della musica popolare bulgara sono un tipo di flauto chiamato kaval e una cornamusa chiamata gaida. Per accompagnare le danze popolari viene solitamente suonata la variante tracia della gaida, che ha una tonalità più alta ed è chiamata Djura Gaida, mentre viene preferita la variante più bassa chiamata Kaba Gaida, per accompagnare canti e ballate.

La musica strumentale nei primi decenni del Novecento si impreziosì di esperienze nel melodrammatico e nel sinfonico, caratterizzate da elementi presi dal folklore locale. Tra i compositori più apprezzati si annovera Georgi Atanasov (1881-1931).

La Bulgaria vanta tradizioni antiche nel canto corale emerse già verso la fine dell'Ottocento grazie al compositore Dobri Christov (1874-1941). In anni recenti sono divenute note a livello internazionale le interpretazioni del Coro Femminile di Stato della Radio e Televisione Bulgara, più noto come Le mystére des Voix Bulgares, vincitore di un Grammy Award nel 1990. In Italia è noto il loro brano Wonderful Dilmana, in lingua originale DILMANO DILBERO, per l'interpretazione del gruppo Elio e le Storie Tese nel loro pezzo il Pipppero.

Danza[modifica | modifica wikitesto]

I balli tradizionali sono la Kopanitsa, il Nestinari e il Horo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Nazionale Vasil Levski con il Levski Sofia che ospita il Chelsea in un incontro di Champions League
La coppia Denkova-Staviski ai campionati mondiali 2004 di danza su ghiaccio a Dortmund

Lo sport più diffuso in Bulgaria è il calcio. La lega professionistica è composta da sedici squadre ed è molto seguita; il risultato migliore della nazionale di calcio è stato il quarto posto ai campionati mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Il calciatore più famoso è stato Hristo Stoičkov, vincitore della scarpa d'oro nel 1990 e del pallone d'oro nel 1994, entrato nella classifica FIFA dei 100 migliori calciatori di ogni tempo.

Le due squadre più famose a livello internazionale sono il CSKA Sofia (30 campionati nazionali vinti) e il Levski Sofia (25 campionati vinti); altre squadre che hanno partecipato a competizioni internazionali sono Ludogorets Razgrad, Litex Loveč, Profesionalen Futbolen Klub Lokomotiv PlovdivLokomotiv Plovdiv e Botev Plovdiv. Il Levski Sofia è la prima squadra bulgara ad aver preso parte alla Champions League.

Bulgaro era anche un calciatore che in passato suscitò l'interesse di alcune squadre straniere – tra le quali il BenficaGeorgi Asparuhov-Gundi (1943-1971), che morì all'apice della carriera in un incidente automobilistico.

Atleti bulgari hanno ottenuto successi anche in molti altri sport. Due ginnaste bulgare hanno vinto tre titoli mondiali nella ginnastica ritmica: Maria Gigova nel 1969, 1971 e 1973 e Maria Petrova nel 1993, 1994, 1995 e 1996; altri ginnasti di successo sono stati Simona Pejčeva (6^ ai giochi olimpici di Atene 2004), Neška Robeva (partecipazione a quattro edizioni dei mondiali e poi allenatrice della squadra nazionale di ginnastica ritmica) e Jordan Jovčev che ha vinto quattro medaglie olimpiche nella ginnastica artistica.

La Bulgaria ha una forte tradizione nel sollevamento pesi e nella lotta greco-romana; nella prima specialità fra gli olimpionici più noti vi sono Stefan Botev, Nikolaj Pešalov, Demir Demirev e Joto Jotov, mentre nella lotta greco-romana gli atleti di spicco sono Serafim Barzakov, Armen Nazarian e Sergej Morejko.

Nell'atletica leggera l'atleta più celebre è la saltatrice in alto Stefka Kostadinova, detentrice del record mondiale femminile (209 cm raggiunti ai campionati mondiali del 1987 a Roma). Fra gli atleti in attività vi sono le velociste Ivet Lalova e Tezdžan Naimova (100 e 200 m piani).

Nel 2006 la squadra nazionale maschile di pallavolo, che occupa la quinta posizione nella classifica FIVB, ha ottenuto la medaglia di bronzo ai campionati mondiali.

Ai XVIII Giochi olimpici invernali la bulgara Ekaterina Dafovska ha vinto la medaglia d'oro nei 15 km del biathlon; nello short-track Evgenija Radanova ha vinto tre medaglie olimpiche in due diverse edizioni. Sempre sul ghiaccio si sono distinti nella danza su ghiaccio e nel pattinaggio di figura Albena Denkova e Maksim Staviski.

Dall'11 novembre 2006 il presidente del Comitato Olimpico Bulgaro è Stefka Kostadinova.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: cucina bulgara.

La cucina bulgara è simili a quelle degli altri popoli della penisola balcanica e mostra una forte influenza turca e greca.[39] Tra i cibi più rinomati si possono trovare lo yogurt, la lukanka, la banitsa, la šopska salata, la ljutenica e il kozunak, ma sono presenti altri piatti di origine tipicamente balcanica o medio-orientale come la musakà, il gjuveč e la baklava. Il consumo di carne è inferiore alla media europea e si riscontra una notevole prevalenza per una gran quantità di piatti di insalata e verdure.[39] La rakija è un superalcolico tradizionale a base di frutta, che veniva consumato in Bulgaria già nel XIV secolo.[40] Tra i vini bulgari più noti è possibile trovare tipi di traminer, moscati e di mavrud, dei quali vengono prodotti più di 200.000 tonnellate annue.[41][42] Fino al 1989 la Bulgaria era il secondo esportatore di vino al mondo.[43]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Le festività ufficiali che vengono osservate in Bulgaria sono state stabilite nell'articolo 154 del Codice del lavoro bulgaro.[44]

Data Nome Italiano Nome Locale Note
1º gennaio Capodanno Нова година
Nova godina
 
3 marzo Giorno della liberazione della Bulgaria dal dominio ottomano Ден на Освобождението на България от османска власт
Den na Osvoboždenieto na Bălgarija ot osmanska vlast
- Pasqua Великден
Velikden
Domenica, data variabile, determinata secondo il calendario liturgico ortodosso
1º maggio Festa del lavoro Ден на труда
Den na truda
6 maggio Festa di San Giorgio Гергьовден
Gergjovden
Noto anche come Giorno del coraggio e festa dell'esercito bulgaro, Ден на храбростта и празник на Българската армия, Den na hrabrostta i praznik na Bălgarskata armija
24 maggio Festa dell'istruzione, della cultura bulgara e della letteratura slava Ден на българската просвета и култура и на славянската писменост
Den na bălgarskata prosveta i kultura i na slavjanskata pismenost
6 settembre Festa dell'unificazione della Bulgaria Ден на Съединението на България
Den na Săedinenieto na Bălgarija
22 settembre Festa dell'indipendenza della Bulgaria Ден на Независимостта на България
Den na Nezavisimostta na Bălgarija
1º novembre Festa dei risvegliatori nazionali Ден на народните будители
Den na narodnite buditeli
24 dicembre Vigilia di Natale Бъдни вечер
Bădni večer
25 e 26 dicembre Natale Коледа
Koleda
Detto anche Nascita di Cristo, Рождество Христово, Roždestvo Hristovo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate, CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2010, data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ (EN) Benjamin W. Roberts, Christopher P. Thornton, Development of metallurgy in Eurasia, Department of Prehistory and Europe, British Museum, 2009, p. 1015.
    «In contrast, the earliest exploitation and working of gold occurs in the Balkans during the mid-fifth millennium BC, several centuries after the earliest known copper smelting. This is demonstrated most spectacularly in the various objects adorning the burials at Varna, Bulgaria (Renfrew 1986; Highamet al. 2007). In contrast, the earliest gold objects found in Southwest Asia date only to the beginning of the fourth millennium BC as at Nahal Qanah in Israel (Golden 2009), suggesting that gold exploitation may have been a Southeast European invention, albeit a short-lived one».
  5. ^ (EN) Sigfried J. de Laet, History of Humanity: From the Third Millennium to the Seventh Century BC, UNESCO/Routledge, 1996, p. 99, ISBN 978-92-3-102811-3.
    «The first major gold-working centre was situated at the mouth of the Danube, on the shores of the Black Sea in Bulgaria...».
  6. ^ (EN) Sarunas Milisauskas, European Prehistory: A Survey, Springer, 1974, ISBN 978-1-4419-6633-9.
    «One of the earliest dates for an Aurignacian assemblage is greater than 43,000 BP from Bacho Kiro cave in Bulgaria...».
  7. ^ (EN) Early human marks are 'symbols', BBC News, 16 marzo 2004.
  8. ^ Geographic Location of Bulgaria
  9. ^ Bulgaria e Romania nella Ue, da oggi Europa a 27 Paesi
  10. ^ (BG) Rumen Penin, Природна география на България, Bulvest 2000, 2007, p. 18, ISBN 978-954-18-0546-6.
  11. ^ (EN) Countries ranked by area, su The World Factbook, Central Intelligence Agency.
  12. ^ (EN) Bulgaria, su The World Factbook, Central Intelligence Agency.
  13. ^ (EN) Population projections 2010-2060 (PDF), Eurostat, 8 giugno 2011. URL consultato il 25 maggio 2013.
  14. ^ Statistics by Country, by Catholic Population [Catholic-Hierarchy]
  15. ^ Periodico religioso n.1 2002 - Direttore responsabile: Nicola Baroni; Condirettore: O. Zambello.
  16. ^ Risultati censimento 2011: [1].
  17. ^ CIA - Factbook
  18. ^ a b c Stati Uniti - Dipartimento di Stato
  19. ^ Bulgaria Military 2007 - Flags, Maps, Economy, Geography, Climate, Natural Resources, Current Issues, International Agreements, Population, Social Statistics
  20. ^ Unione Europea - Rapporto del settembre 2006 per l'ingresso della Bulgaria - pdf
  21. ^ - The World Bank - Country Overview
  22. ^ bulgaro, rapporto sul turismo 2006
  23. ^ Fonti: - Federparchi, Sito ufficiale dei parchi nazionali bulgari e The Ramsar Convention on Wetlands, Sito ufficiale della convenzione di Ramsar.
  24. ^ Fonte: - Federparchi
  25. ^ Fonte: Sito ufficiale del parchi nazionali bulgari
  26. ^ Fonte: The Ramsar Convention on Wetlands, Sito ufficiale della convenzione di Ramsar.
  27. ^ (EN) Kyoto Protocol Status of Ratification (pdf) (PDF), unfccc.int.
  28. ^ (EN) Bulgaria Achieves Kyoto Protocol Targets – IWR Report, in Novinite, 11 agosto 2009.
  29. ^ (BG) Petar Kanev, България от Космоса: сеч, пожари, бетон... и надежда, in *8* Magazine, 2009.
  30. ^ (EN) High Air Pollution to Close Downtown Sofia, in Novinite, 14 gennaio 2008.
  31. ^ (EN) Bulgaria's Sofia, Plovdiv Suffer Worst Air Pollution in Europe, in Novinite, 23 giugno 2010.
  32. ^ a b (EN) Bulgaria's quest to meet the environmental acquis, European Stability Initiative, 10 dicembre 2008.
  33. ^ (EN) Municipal waste recycling 1995–2008 (1000 tonnes), Eurostat, 2008.
  34. ^ (BG) The first factory for recycling of electronic appliances now works, in Dnevnik, 28 giugno 2010.
  35. ^ (BG) The future of Bulgaria's natural parks and their administrations, in Gora Magazine, giugno 2010.
  36. ^ (BG) Will Bulgaria have any biosphere reserves?, in Gora magazine, maggio 2007.
  37. ^ (EN) Bulgaria – Environmental Summary, UNData, United Nations, United Nations.
  38. ^ (BG) "The living eternity" tells about the century-old oak in the village of Granit, Stara Zagora Local Government.
  39. ^ a b Ken Albala, Food Cultures of the World Encyclopedia, ABC-CLIO, 2011, pp. 61, 62, ISBN 978-0-313-37626-9. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  40. ^ Archeological Find Proves Rakia Is Bulgarian Invention, in Novinite, 10 ottobre 2011. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  41. ^ The Russians bought 81 mln. litres of Bulgarian wine, Investor Group BG. URL consultato il 15 aprile 2010.
  42. ^ The Bulgarian Table, from Sudjuk to Shopska, in Novinite, 4 agosto 2011. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  43. ^ Bulgaria Bounces Back, in Novinite, 7 febbraio 2012. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  44. ^ Кодекс на труда - Codice del lavoro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gran parte del materiale di questo articolo è tratto dal CIA World Factbook 2000 e dal sito del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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