Istruzione

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Per istruzione si intende "l'opera svolta per istruire attraverso l'insegnamento [...] e il risultato o frutto di tale attività",[1] cioè "apprendere [...] una serie di nozioni relative sia a una materia [...] o a un'arte, sia all'esercizio di una particolare attività".[2] Nel senso più generico fa riferimento all'aspetto più scolastico dell'insegnamento.[1] Può essere pubblica o privata.

Cicli di istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione prescolastica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione prescolastica.

Istruzione primaria (elementare)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione primaria.

Istruzione secondaria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione secondaria.

Istruzione superiore[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione superiore.

Istruzione per adulti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione per adulti.

Istruzione a livello internazionale[modifica | modifica wikitesto]

L'istruzione nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

L'umanità non ha mai visto andare a scuola un numero di bambini così alto quanto oggi, in termini sia assoluti che percentuali, nel corso della sua storia.

Eppure, un'istruzione di qualità accettabile rimane un sogno ancora per troppi bambini nel mondo. Sono oltre 120 milioni i bambini ai quali è negato il fondamentale diritto all'istruzione di base, e in oltre metà dei casi si tratta di bambine.

Avere accesso alla scuola primaria è molto più che imparare a leggere, scrivere e far di conto. In un paese a basso reddito e con alti tassi di incremento demografico, le nuove generazioni rappresentano la ricchezza più importante e la migliore speranza di spezzare la catena che collega: ignoranza, povertà, sfruttamento e sottosviluppo.

In una scuola a misura di bambino i più giovani apprendono, oltre alle nozioni basilari che li salvano dall'analfabetismo, competenze e comportamenti che serviranno loro nel corso di tutta la loro esistenza.

La storia insegna che nessuna società è mai uscita dal sottosviluppo senza un cospicuo investimento nel proprio capitale umano. Per questo l'istruzione è considerato un diritto umano fondamentale e uno dei più importanti fra gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio sanciti nel 2000 dall'Assemblea Generale dell'ONU.

Garantire a tutti i bambini e a tutte le bambine la possibilità di frequentare per intero almeno il ciclo dell'istruzione primaria e di ricevere insegnamenti di qualità è il modo più efficace per conseguire anche gli altri traguardi del terzo millennio, alcuni dei quali sono: l’eliminazione della fame, della povertà e degli ostacoli che frenano uno sviluppo umano sostenibile per tutti gli abitanti del pianeta, inclusa la pandemia da HIV/AIDS.

Il diritto all'istruzione è quindi uno dei diritti fondamentali della persona, di cui quattro elementi ne definiscono il contenuto fondamentale:

1. A nessuno si dovrà negare il diritto all’istruzione; tutti hanno diritto all’istruzione di base (elementare) in una qualche forma, compresa anche l’istruzione di base per gli adulti. 

2. L’istruzione elementare dovrà essere gratuita e obbligatoria. 

3. Nessuno può escludere un bambino o una bambina dall’istruzione elementare. 

4. Lo stato ha l’obbligo di tutelare questo diritto dalle intromissioni di terze parti; esiste libertà di scelta dell’istruzione senza interferenze alcune; e le minoranze hanno diritto all’insegnamento nella lingua di loro scelta, in istituti al di fuori del sistema ufficiale della pubblica istruzione.  

La realizzazione del diritto all'istruzione per le donne è il più importante strumento di empowerment, (accrescimento di potere, mglioramento) in quanto la conoscenza, l'esperienza e l'autostima sono necessarie per una piena partecipazione ai processi produttivi.

L’istruzione consente alle donne di approfittare di ogni opportunità, di mettere in discussione i propri ruoli tradizionali e di cambiare le condizioni della propria vita. Il diritto a non essere discriminati in base al sesso viene spesso violato dalle abitudini familiari per favorire i figli maschi per quanto riguarda l'alimentazione, la salute e l'istruzione .

Nonostante questo, l’opportunità di accedere al mondo della scuola è ancora preclusa ad un numero elevatissimo di bambine in molti Paesi in Via di Sviluppo. Tuttavia, l’istruzione delle donne è un passo fondamentale per tali Paesi, al fine del raggiungimento di altri obiettivi (come il controllo delle nascite e la riduzione dell’AIDS) e, in definitiva, per la loro crescita sociale ed economica. Investire nell’istruzione delle bambine è, in breve, la migliore possibilità di investimento per i Paesi in Via di Sviluppo, poiché è in grado di favorire non solo le generazioni presenti, ma anche quelle future.

Tuttavia, al giorno d’oggi, ben 58 milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo si vedono negare il diritto all’istruzione. Il preoccupante numero evidenzia come la situazione più problematica sia quella riscontrabile nei Paesi dell’Africa sub-Sahariana. Nonostante alcuni Stati (come Bolivia, Kenia, Camerun e Bangladesh) stiano compiendo dei grossi passi avanti nell’ambito dell’istruzione femminile, in linea generale il numero di donne che non vanno a scuola nel mondo è ancora altissimo .

Nonostante i progressi ottenuti da alcuni Paesi in questo settore, infatti, si ricorda come il divario di genere rimanga molto ampio in tante parti del mondo: in alcuni Stati arabi, nell’Africa Sub-Sahariana e nel Sud-Ovest Asiatico. La partecipazione delle ragazze nella scuola primaria è sostanzialmente più bassa rispetto a quella dei ragazzi in 71 Paesi su 175 e quasi due terzi degli analfabeti nel mondo (il 64%) è costituita da donne.

Oggi 54 milioni di bambine e bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni non vanno a scuola. Quindi ad 1 bambino su 11 al mondo è negato il diritto all’istruzione.

Questi sono alcuni dati che evidenziano il problema della scarsa istruzione dei rifugiati, per i quali si sta cercando di provvedere, ma i risultati non sono ancora soddisfacenti, seppur migliorati.

Il 91% dei bambini al mondo ha accesso ad una scuola primaria, contro  il 50% dei bambini  rifugiati.

L’84% degli adolescenti è iscritto ad una scuola secondaria contro il 22% degli adolescenti rifugiati.

La percentuale cala al 34% contro addirittura l’1% per quanto riguarda l’istruzione universitaria

I bambini che non usufruiscono del diritto all’istruzione nel mondo sono principalmente nell’Africa sub-Sahariana  (29.8 M) e in Asia Meridionale e Occidentale (12.4 M). Seguono: Asia Orientale e Pacifico (5.1 M), Paesi Arabi (4.8 M), Sud America e Caraibi (2.7 M), Nord America ed Europa Occidentale (1.2 M), Europa Centrale e dell’Est (0.7 M) e infine Asia Centrale  (0.3 M).

Questo il rapporto UNESCO nel 2010:
  • Ancora oggi 72 milioni di ragazzi e 71 milioni di adolescenti non hanno accesso ad una scuola.
  • Il numero di ragazzi e adolescenti non scolarizzati è tuttavia diminuito di 33 milioni rispetto al 2000.
  • Sempre a livello mondiale 759 milioni di adulti non sono capaci di leggere e scrivere. Nei due terzi dei casi si tratta di donne.
  • I paesi donatori versano attualmente circa 3 miliardi di franchi l'anno per l'aiuto all'educazione nelle regioni più povere del mondo. Per garantire un'educazione per tutti occorrerebbero 16 miliardi di franchi all'anno in più.
  • Secondo una stima del 2004 i Paesi che non hanno raggiunto l’obiettivo internazionalmente condiviso della parità tra generi nell’istruzione mettono a rischio tra lo 0.1- 0.3% punti percentuali di crescita nel P.I.L. Pro Capite.

L'idea di armonizzare i sistemi educativi europei nasce fin dall'avvento della CEE ma inizia a realizzarsi solo negli anni novanta. Nel mondo, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) si occupa di dare una valutazione dei sistemi di istruzione nei vari paesi.

Indicatori OCSE per la Valutazione dei Sistemi Educativi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno l'OCSE pubblica un rapporto intitolato Uno sguardo all'Educazione: indicatori OCSE, che è basato su un insieme di indicatori statistici, e che vuole essere un aiuto per orientare le politiche nazionali di sviluppo dei sistemi educativi. Nel seguito, per dare un'idea di cosa possa essere dedotto dal citato rapporto, è riportato l'elenco degli indicatori usati nell'indagine del 2008.


Resta sempre valida (nei vari anni di indagine) la suddivisione degli Indicatori in 4 aree tematiche (Capitoli):

  • A. Risultati delle istituzioni scolastiche e impatto dell'apprendimento
  • B. Risorse finanziarie e umane investite nell'educazione
  • C. Accesso all'educazione, partecipazione e progressione
  • D. Contesto pedagogico e organizzazione scolastica.

INDICATORI OCSE 2008:

Capitolo A:

  • Indicatore A1: Quale è il livello di istruzione della popolazione adulta
  • Indicatore A2: Quanti studenti proseguono gli studi dopo le scuole secondarie
  • Indicatore A3: Quanti studenti prendono un Diploma universitario
  • Indicatore A4: Quanti studenti avanzano negli studi universitari e quanti abbandonano
  • Indicatore A5: Quali capacità nel campo delle Scienze posseggono gli studenti quindicenni
  • Indicatore A6: Quale è la condizione sociale degli studenti quindicenni e il ruolo giocato dai loro genitori
  • Indicatore A7: La condizione socio-economica dei genitori influisce sulla partecipazione dei figli a percorsi di formazione universitaria?
  • Indicatore A8: In che modo la partecipazione a attività formative incide sulla inclusione nel mercato del lavoro
  • Indicatore A9: Quali benefici economici derivano dalla formazione scolastica
  • Indicatore A10: Quali sono gli incentivi ad investire nella Formazione

Capitolo B

  • Indicatore B1: Quanto si spende per ciascuno studente
  • Indicatore B2: Che percentuale del Prodotto Interno Lordo viene spesa per la Formazione
  • Indicatore B3: Quanta Spesa Pubblica e quanti Investimenti Privati ci sono in Formazione
  • Indicatore B4: A quanto ammonta in totale la Spesa pubblica per la Formazione
  • Indicatore B5: Quanto spendono gli studenti per la formazione universitaria e di quali sussidi pubblici dispongono
  • Indicatore B6: Su quali servizi e risorse viene fatta la spesa in Formazione
  • Indicatore B7: Con quale efficienza si usano le risorse per la Formazione

Capitolo C

  • Indicatore C1: Quanto sono diffusi programmi di formazione professionale
  • Indicatore C2: Chi partecipa come studente alla formazione
  • Indicatore C3: Chi studia all'estero e dove
  • Indicatore C4: Con quanta efficacia avviene il passaggio dalla Formazione al lavoro
  • Indicatore C5: Gli adulti che partecipano a iniziative di addestramento e formazione professionale

Capitolo D

  • Indicatore D1: Quanto tempo stanno in aula gli alunni
  • Indicatore D2: Che rapporto numerico c'è fra studenti e insegnanti e quale è il numero di alunni per classe
  • Indicatore D3: Quanto sono pagati gli insegnanti
  • Indicatore D4: Quanto tempo gli insegnanti dedicano all'insegnamento
  • Indicatore D5: Quale incidenza hanno controlli di qualità sugli istituti ed esami e verifiche in genere per gli allievi nel Sistema Educativo
  • Indicatore D6: Chi è deputato a prendere decisioni in campo educativo
  • Indicatore D7: Chi sono gli insegnanti (Distribuzione del corpo docenti)

Per ciascuno degli indicatori sopra elencati, esiste una ulteriore scomposizione in tavole e grafici che esprimono ulteriori dettagli dell'indagine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Istruzione, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 10 luglio 2011.
  2. ^ Istruire, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 10 luglio 2011.

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